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Jannik Sinner comeback date announced after lengthy injury layoff
Sinner has not played a competitive match since winning Wimbledon in July

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Coppa Davis, le convocazioni di Volandri per le Finals di Bologna: per ora non c’è Berrettini
Il capitano azzurro Filippo Volandri ha diramato le convocazioni ufficiali del quintetto dell’Italia, che dal 24 al 29 novembre a Bologna andrà a caccia del quarto titolo mondiale consecutivo della Coppa Davis, il quinto assoluto della sua storia. Sarà infatti la SuperTennis Arena di BolognaFiere ad accogliere la Davis Cup Final, con gli azzurri che esordiranno mercoledì 25 novembre alle ore 16 contro la Corea del Sud.
Volandri ha scelto i suoi uomini: si tratta di Flavio Cobolli (n.6 del ranking Atp), Luciano Darderi (n.23), Lorenzo Musetti (n.26), Andrea Vavassori (n.7 Atp di doppio), Simone Bolelli (n.10 Atp di doppio). Al momento, il capitano azzurro ha scelto in base alla classifica. Per questo motivo è stato escluso ad esempio Matteo Berrettini, grande protagonista della vittoria di un anno fa insieme a Cobolli. Nulla però di definitivo: da regolamento sarà possibile sostituire fino a un massimo di tre giocatori rispetto alla Team Nomination di oggi. Tali modifiche dovranno essere comunicate entro le ore 11 (ora locale italiana) del giorno precedente l’inizio delle gare, ovvero lunedì 23 novembre.
Volandri ha spiegato: “Queste convocazioni sono come di consueto elaborate tenendo conto delle posizioni della classifica attuale. Saranno determinanti per me le prossime settimane che ci separano della nuova avventura della Davis. Con tutto il mio staff lavoreremo per approfondire le condizioni di ciascun giocatore al fine di definirne la disponibilità, per poter arrivare a schierare la migliore formazione possibile“. Il capitano azzurro quindi non esclude la possibilità di modifiche: “Sappiamo di avere una squadra molto forte, perché può contare su un’ampia rosa di giocatori, composta oltre a questi anche da Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Lorenzo Sonego assoluti protagonisti delle scorse edizioni”.
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Sinner annuncia il rientro già nel 2026: giocherà il Six Kings Slam in Arabia Saudita
Il cambio data a causa delle continue escalation in Medioriente poteva essere un’occasione per rivedere Jannik Sinner, come si era detto nelle scorse settimane. E così sarà, salvo clamorosi imprevisti: Sinner giocherà il Six Kings Slam in Arabia Saudita, dal 27 al 30 dicembre 2026. Ad annunciarlo è stato l’organizzatore del torneo, Turki Alalshikh, e lo stesso Sinner ha repostato la news sui social. Il torneo – che Sinner ha già vinto due volte nelle prime due edizioni – è stato spostato da ottobre a fine dicembre per le recenti tensioni in Medioriente, con gli attacchi da parte degli Houthi yemeniti che hanno colpito anche l’aeroporto di Riad, in Arabia Saudita appunto.
Da subito si era detto che potesse essere quella la prima occasione utile per vedere Jannik Sinner in campo dopo l’infortunio al ginocchio che lo tiene distante dai campi dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon vinta contro Alexander Zverev. Sinner ha saltato tutta la seconda parte di stagione, non partecipando nemmeno agli Us Open, ultimo Slam stagionale, e annunciando il suo ritorno nel 2027, saltando così sia le Atp Finals che la Coppa Davis. Poi lo spostamento a fine 2026 del Six Kings Slam permette all’altoatesino di tornare in campo per il torneo d’esibizione in Arabia Saudita, propedeutico poi all’inizio dell’inizio del 2027, con gli Australian Open previsti già a metà gennaio, dal 17 al 31. Qualcuno storcerà il naso perché Sinner tornerà nel torneo più ricco al mondo che è anche un’esibizione (quindi non valida per la classifica Atp), ma è proprio per questo un test ideale per riprendere confidenza con il campo dopo cinque mesi d’assenza: un’esibizione permette di provare i colpi, ma senza forzare, e di riacquisire una buona condizione fisica.
Al torneo sono attese le principali star del circuito maschile, da Carlos Alcaraz passando per Novak Djokovic fino ad Alexander Zverev. Originariamente era stato annunciato anche Sinner, poi però sostituito da Learner Tien, visto l’infortunio al ginocchio per il tennista azzurro. Il torneo era previsto dal 21 al 24 ottobre e due settimane fa era stato annunciato lo slittamento a fine dicembre. Da lì si sono riaperte le speranze per Sinner, che ora – di comune accordo con gli organizzatori del torneo – ha ufficializzato la sua partecipazione al torneo di tennis più ricco al mondo. Il calendario era già stato sorteggiato nei mesi scorsi e vede Alexander Zverev contro Taylor Fritz e Jannik Sinner contro Alex De Minaur. Match da cui usciranno i semifinalisti che affronteranno Djokovic e Alcaraz, già in semifinale di diritto.
Six Kings Slam, il torneo più ricco della storia del tennis: il montepremi
La prima edizione della ricchissima esibizione saudita si è svolta nel 2024 e il Six Kings Slam è diventato in appena due edizioni l’esibizione più ricca della storia. Ognuno dei sei partecipanti riceve 1,5 milioni di dollari soltanto per presentarsi a Riad; al vincitore spettano altri 4,5 milioni, per un totale di 6 milioni di dollari. Avendo conquistato le prime due edizioni, Sinner ha già incassato complessivamente 12 milioni totali.
Six Kings Slam, torna anche Sinner: i sei partecipanti
Ci sarà Jannik Sinner, ma non solo. Il Six Kings Slam raggruppa l’élite del tennis in un unico torneo, che ricordiamo non vale ai fini della classifica Atp. Con il campione altoatesino ci saranno anche il rivale Carlos Alcaraz, l’eterno Novak Djokovic, ma anche il doppio campione Slam Alexander Zverev, con Taylor Fritz e Alex de Minaur a chiudere il tabellone. Niente da fare per Learner Tien, che avrebbe preso il posto di Sinner.
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Sinner ancora in vetta, ma ora Zverez può superarlo. Musetti non guadagna posizioni dopo la vittoria a Lione | La nuova classifica Atp
Tutto ancora invariato. Vale per la prima posizione, con Jannik Sinner ancora in vetta al ranking per la 95esima settimana complessiva. Ma vale anche per Lorenzo Musetti, che nonostante la vittoria nell?Atp di Lione rimane ancora alla 26esima posizione (ci torneremo dopo). Complessivamente, l’’Italia mantiene otto giocatori in Top 100. Alle spalle di Sinner rimangono, resta ancora in top 10 Flavio Cobolli (n.6), sempre più vicino a conquistare un posto alle Atp Finals di Torino.
Tornano alla vetta della classifica, il momento del sorpasso di Alexander Zverev potrebbe essere arrivato: il tedesco gioca a Vienna e gli basterà arrivare ai quarti di finale per agganciare Sinner in testa. L’altoatesino infatti perderà i mille punti della vittoria a Parigi di un anno fa. Con una semifinale o un risultato migliore, Zverev scavalcherebbe definitivamente Sinner.
Lo scarto tra il calendario 2026 e quello dell’anno precedente ha giocato un brutto scherzo anche a Musetti: il carrarino ha guadagnato 250 punti grazie al titolo vinto a Lione, il primo in quattro anni, ma non ha migliorato la posizione in classifica perché sono contemporaneamente usciti dalla sua classifica i 180 conquistati con la semifinale dell’anno scorso a Vienna. Resta alla posizione numero 23 Luciano Darderi, mentre l’unico Top 100 italiano a guadagnare posizioni rispetto alla precedente classifica è Mattia Bellucci (n. 66, +2).
La nuova classifica ATP
Le prime 10 posizioni
1. Jannik Sinner – 10.450 punti
2. Alexander Zverev – 9.750 punti
3. Carlos Alcaraz – 5.610 punti
4. Ben Shelton – 4.680 punti
5. Daniil Medvedev – 3.860 punti
6. Flavio Cobolli – 3.690 punti
7. Felix Auger-Aliassime – 3.515 punti
8. Arthur Fils – 3.425 punti
9. Frances Tiafoe – 3.380 punti
10. Alex de Minaur – 3.280 punti
Gli altri italiani in classifica
23. Luciano Darderi – 2.160 punti
26. Lorenzo Musetti – 1.920 punti
36. Matteo Arnaldi – 1.311 punti
48. Matteo Berrettini – 1.083 punti
66. Mattia Bellucci – 824 punti
91. Lorenzo Sonego – 658 punti
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Dove vive Matteo Berrettini, quanto costa comprare casa vicino al tennista italiano
Matteo Berrettini è chiaramente uno dei protagonisti del tennis italiano, per quanto gli infortuni abbiano offuscato un po’ la luce della sua carriera negli ultimi anni. Ciò che però non è mai mancata è la curiosità da parte dei fan.
Basti pensare all’interesse registrato per la sua vita amorosa, che in passato ha fatto molto discutere. Ma ecco una domanda che interessa molti: dove vive Berrettini? La risposta ci spinge molto lontano da Roma, per quanto lui resti legatissimo alla sua città. Oggi è infatti residente nel Principato di Monaco. Provare a diventare suo vicino di casa, dunque, non richiede una spesa da poco. Ecco quanto.
Chi è Matteo Berrettini
Matteo Berrettini è un ben noto tennista italiano, nato a Roma nel 1996. Sappiamo di lui che è cresciuto nel quartiere di Nuovo Salario, che è nella periferia nord della Capitale. In seguito si è trasferito ai Parioli, iniziando a giocare a tennis a soli 8 anni presso il Circolo Magistrati della Corte di Cassazione.
Dopo il liceo scientifico, ha scelto di dedicarsi totalmente alla racchetta, rinunciando all’università. I risultati gli hanno dato ragione ed è stato infatti il primo italiano a raggiungere la finale di Wimbledon, nel 2021. Una delle colonne della nazionale italiana, ha saputo conquistare il pubblico con potenza in campo e simpatia nelle interviste.
Dove vive
Come detto, il legame con Roma non è spezzato ma, al pari di altri colleghi (come Sinner), ha scelto di stabilire la propria residenza a Montecarlo, nel Principato di Monaco. Vantaggi fiscali e numerose strutture, oltre a una comunità di tennisti internazionale che rende questo uno dei luoghi preferiti per questi sportivi.
Il Principato offre inoltre una posizione strategica rispetto ai grandi tornei europei. Ma perché abbiamo citato i vantaggi fiscali? Il motivo sta tutto nell’assenza dell’imposta sul reddito per i residenti. Non a caso proprio a Monaco il tennista ha anche una società, dedicata alla gestione dei suoi interessi commerciali e d’immagine.
Quanto costa comprare casa a Montecarlo
Pronti a diventare vicini di casa di Berrettini? La prima cosa da fare è assicurarsi d’avere un bel po’ di riserve economiche sul conto. Monaco è infatti il mercato immobiliare più caro al mondo. Stando ai dati ufficiali dell’IMSEE, nel 2025 il prezzo medio ha superato i 57.500 euro al metro quadro.
Berrettini non fornisce di certo il suo indirizzo di casa a chiunque, facciamo dunque un’analisi generale. Ci si attesta in media intorno ai 53.900 euro al metro quadro (+1,8% in un anno) nel quartiere Monte-Carlo, con punte di 50-65 mila euro nel celebre Carré d’Or, mentre il Larvotto, il più esclusivo, arriva a oltre 71.000 euro al metro quadro.
Discorso diverso per le ville, che sono merce rara lì. Partono da 25 milioni di euro. Volendo tentare un approccio più concreto, ipotizziamo d’aver messo gli occhi su un appartamento di 80 mq a Monte-Carlo (quartiere). Può costare intorno ai 4,3 milioni di euro.
Il tutto in un territorio di appena 2,02 chilometri quadrati, dove la scarsità di spazio (ma non solo quella) spinge i valori sempre più in alto. Basti pensare che il prezzo medio è cresciuto di oltre il 40% in 10 anni.
Le radici a Roma
Discorso decisamente diverso a Roma, dove magari si potrebbe sperare di incrociarlo in visita ai suoi cari nei quartieri della giovinezza. Parliamo dell’area Nord, tra Nuovo Salario, Parioli e Monte Sacro. Qui i prezzi degli immobili in vendita si aggirano intorno ai 3.433 euro al metro quadro, con affitti attorno ai 13,9 euro al metro quadro e una domanda in crescita.
Facciamo lo stesso esempio, dunque un appartamento di 80 mq. In questo caso costerebbe circa 275.000 euro. Tutt’altro discorso, decisamente, dal momento che a Montecarlo costa oltre 15 volte tanto. I veri fan, dunque, dovranno accontentarsi.
“Mio cognato Gianluca nel team? Tanti mi hanno criticato, ma era quello che mi serviva”: parla Lorenzo Musetti
Una maledizione infranta dopo 4 anni di attesa. Il riscatto dopo una stagione difficile, da cui può cominciare anche la risalita in classifica. La vittoria dell’Atp di Lione ha tanti significati per Lorenzo Musetti, che sul duro francese ha ritrovato il suo gioco e il gusto di alzare al cielo un trofeo, come non accadeva da ottobre 2022, quando vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. E tra le ragioni della rinascita di Musetti, oltre alla ritrovata condizione atletica, c’è anche la presenza nel suo team del cognato Gianluca Mager. Una scelta che aveva fatto tanto chiacchierare, tra critiche e gossip: il campo invece ha dato ragione al talento carrarino.
Mager ha smesso da poco di giocare a tennis, è stato un ottimo singolarista, che vanta un best ranking di numero 62. Soprattutto, è sposato con Valentina Confalonieri, sorella di Veronica (nella foto a sinistra le due sorelle insieme, ndr). Veronica è la storica compagna di Musetti: la coppia ha due figli, Ludovico e Leandro. La presenza del cognato nel team aveva fatto storcere il naso a qualcuno. Invece, il lavoro di Mager al fianco di coach Simone Tartarini ha portato subito i suoi frutti: “”È stato un ingresso ‘silenzioso’ nel team ma ha portato subito risultati”, ha spiegato Musetti dopo il trionfo a Lione, intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
È proprio grazie a Mager che Musetti e la compagna Veronica Confalonieri si sono conosciuti. I due sono amici da tempo, ancor prima di diventare parenti: “Siamo stati compagni di Serie A, abbiamo alzato lo scudetto insieme. Io ero presente quando lui prese il suo primo punto Atp a Spezia, nel Futures che organizzava Simone”. “Quindi ci sono mille sfaccettature del nostro rapporto”, sottolinea Musetti. Che rivendica la bontà della sua scelta: “L’ho fatta per ritrovare un po’ di serenità”.
Il carrarino non si è fatto influenzare dall’esterno ed è andato avanti per la sua strada: “Tanti l’hanno criticata, parlando di comfort zone, però credo che fosse quello che cercavo e che mi serviva, specialmente dopo un’annata così difficile. Qualcuno con cui potermi confrontare, con una visione più da giocatore, perché Gianluca ha smesso poco tempo fa”. Nulla che metta in secondo piano coach Tartarini, ma una figura diversa: “Credo che la carica e gli stimoli che ci siamo dati l’un l’altro siano stati un po’ il frutto di questa bellissima settimana, ovviamente coordinata dietro le quinte da Simone Tartarini. Ovviamente siamo solo all’inizio, però credo che si possa instaurare veramente qualcosa di solido“.
Intanto, dopo il successo a Lione è arrivata anche la storia Instagram proprio di Veronica Confalonieri. La compagna di Musetti ha condiviso un video in cui il tennista esulta dopo la vittoria andando ad abbracciare proprio Gianluca Mager: “L’unione fa la forza“, ha scritto nella storia, insieme a tre emoticon del cuore e a un’altra parola: “Family“.
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Finalmente Musetti: batte Fritz a Lione e torna a vincere un torneo dopo 4 anni. L’emozione: “Quasi un sogno, devo risvegliarmi”
Lorenzo Musetti batte anche Taylor Fritz e vince l’Atp 250 di Lione, in Francia. Il tennista carrarino è tornato a trionfare dopo quattro anni dall’ultima volta, da quando a ottobre 2022 vinse contro Matteo Berrettini a Napoli. Da lì sette finali giocate e tutte perse, più un 2026 complicatissimo, condizionato da tantissimi problemi fisici. Il primo agli Australian Open, quando ai quarti di finale era sopra per due set a zero contro Djokovic e si ritirò.
Il 24enne italiano ha battuto nettamente il rivale americano con il punteggio di 6-3, 6-4 in poco più di un’ora e 15 di partita in cui Musetti ha espresso un tennis bellissimo e molto solido: zero le palle break concesse a Fritz, con diversi turni di servizio vinti in maniera abbastanza agevole sia nel primo che nel secondo set. A fine partita, chiusa al primo match point, Musetti si è lasciato andare ed era visibilmente emozionato, visto il periodo complicato da cui arrivava.
“È stato inaspettato. I match precedenti sono stati incredibili, da montagne russe. Prima di entrare in campo sentivo un po’ di dolore ovunque, ma durante il match è scomparso. Penso di aver giocato il mio miglior tennis”, ha dichiarato Lorenzo Musetti dopo il successo. “Ho avuto lo spirito da combattente: grazie al mio team e al mio fisioterapista. Nella mia testa ero estremamente rilassato: è stata una grande performance. In me adesso c’è un mix di emozioni, un po’ un casino: non so come descriverlo, è quasi un sogno. Ora mi devo risvegliare. Mi godrò questo successo per qualche giorno“.
Non uno Slam o un Masters 1000, ma comunque un successo importante per il morale di Musetti: era infatti un 250 di tutto rispetto, visti gli avversari in tabellone. Dal connazionale Flavio Cobolli – sconfitto in semifinale – a Taylor Fritz appunto, fino a Tommy Paul e Brandon Nakashima per citarne altri. Per lui si tratta del terzo titolo a livello Atp, il primo dopo i successi ad Amburgo e Napoli appunto entrambi nel 2022. Musetti è il quarto tennista italiano a vincere un titolo nel circuito in questa stagione dopo Sinner (6), Cobolli (1) e Darderi (1).
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Atp Lione, eroico Musetti: annulla quattro match point e vince il derby azzurro contro Cobolli. È in finale dopo 9 mesi
In più di due ore e mezza, annullando quattro match point, a distanza di meno di 24 ore dalla maratona contro Van Assche. Lorenzo Musetti batte Flavio Cobolli in semifinale all’Atp di Lione e vola in finale, dove affronterà Taylor Fritz. 4-6, 6-2, 7-5 il parziale dei set, in un derby azzurro spettacolare e con numerosi colpi di scena. Sul 5-4 infatti Cobolli ha anche avuto quattro match point, di cui due consecutivi, non sfruttati sul servizio del carrarino.
Una vittoria importantissima soprattutto per il morale di Lorenzo Musetti, che dopo la finale a Hong Kong persa a gennaio contro Bublik, aveva disputato un ottimo Australian Open, arrendendosi a un infortunio quando era sopra di due set ai quarti di finale contro Djokovic. Da lì è iniziato un calvario lunghissimo, con diversi problemi fisici che non gli hanno consentito di trovare continuità e la miglior condizione possibile. Ora una partita di livello molto alto contro il compagno e amico italiano. È la prima finale dopo i numerosi problemi fisici. Per Cobolli sfuma la chance di ipotecare la qualificazione alle Atp Finals: il 24 anni ci proverà a Vienna, nell’Atp 500 austriaco, dove un buon risultato gli consentirebbe di assicurarsi il pass per Torino a novembre.
“È difficile giocare contro un caro amico come Flavio – le parole di Musetti nel post gara – So quanto fosse importante questa partita per lui, ma lo era anche per me per altri motivi. Avere la chance di giocare un’altra finale e tornare in forma significa tantissimo per me. Alla fine avremmo meritato di vincere entrambi, ma non si può. Fritz è un grande giocatore soprattutto in queste condizioni. Adesso, però, spero di recuperare fisicamente e di dormire un po’”. Ora la sfida a Fritz, che nell’altra semifinale si è imposto sul connazionale Tommy Paul in due set con il punteggio di 6-3, 7-5.
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Il Caso Sinner cambia tutto: la WADA riscrive le regole dell’antidoping. Novità anche per i controlli a sorpresa
Il “Caso Sinner“ costringe la Wada (World Anti-Doping Agency), l’agenzia mondiale antidoping, a cambiare le regole. Dall’1 gennaio 2027, infatti, entreranno in vigore le modifiche al Codice mondiale antidoping che riguardano soprattutto i casi di contaminazione accidentale, come quello che ha portato allo stop forzato di tre mesi di Jannik Sinner nel 2025. In più ci saranno nuove regole anche per quanto riguarda i controlli antidoping a sorpresa.
Il nuovo Codice mondiale antidoping introdurrà criteri più ampi per valutare i casi di positività dovuti a contaminazioni involontarie. La modifica principale consiste nel superamento della definizione di “prodotto contaminato“, sostituita da quella più estesa di “fonte contaminata“. In questo modo, gli atleti potranno fare riferimento a un ventaglio più ampio di circostanze per dimostrare che l’assunzione di una sostanza vietata è avvenuta senza intenzionalità, come appunto nel caso di Sinner. Tra le situazioni contemplate rientra l’assunzione di medicinali o integratori che contengano sostanze proibite non riportate sulla confezione o nelle informazioni individuabili attraverso una ricerca ragionevole, anche con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale o tecnologie equivalenti.
La normativa prende in considerazione anche l’ingestione di cibi e bevande contaminati, come carne o liquidi, purché non vi siano avvisi, indicazioni sulle etichette o altri segnali che possano mettere l’atleta in guardia dalla possibile presenza di sostanze vietate. Un’ulteriore casistica riguarda il trasferimento di una sostanza proibita attraverso il contatto fisico con un’altra persona oppure con oggetti che quest’ultima abbia toccato o utilizzato.
È proprio quest’ultimo scenario nello specifico a richiamare il caso di Jannik Sinner, risultato positivo nel 2024 al clostebol in seguito a una contaminazione involontaria attraverso la pelle. La sostanza era stata trasferita dal fisioterapista Giacomo Naldi, che aveva utilizzato un prodotto contenente clostebol per curarsi una ferita a un dito e aveva successivamente trattato il tennista. La precedente formulazione del Codice, incentrata sul concetto di prodotto contaminato, non contemplava espressamente questa modalità di esposizione.
Con il nuovo sistema, gli sportivi avranno quindi maggiori possibilità di dimostrare l’origine accidentale di una positività e di ottenere una riduzione della sanzione. Le conseguenze potranno variare da un semplice richiamo, senza sospensione, fino a un massimo di due anni di stop, in base alle circostanze del caso. Resta comunque a carico dell’atleta l’onere di provare da dove provenga la contaminazione e di dimostrare che non vi siano state colpa o negligenza significative.
Un altro aspetto importante, che cambierà, riguarda le modalità con cui gli atleti devono comunicare la propria disponibilità per i controlli antidoping. A partire dal 2027, la WADA imporrà a tutti gli sportivi appartenenti al Registered Testing Pool (RTP), il gruppo sottoposto a un programma specifico di controlli, di indicare ogni giorno una finestra di 60 minuti durante la quale poter essere reperiti. L’obbligo sarà valido anche nei giorni in cui sono impegnati nelle competizioni.
Finora il tennis aveva beneficiato di una deroga per le giornate di torneo, poiché gli orari delle partite possono subire variazioni e rendere difficile stabilire in anticipo un momento preciso in cui essere disponibili. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, anche i tennisti dovranno però adeguarsi alla regola generale. Per affrontare le difficoltà legate alla programmazione degli incontri, l’International Tennis Integrity Agency (ITIA), in collaborazione con la WADA, ha individuato una soluzione specifica per il circuito. La principale novità sarà una riduzione significativa del numero di giocatori inseriti nel gruppo RTP.
Attualmente ne fanno parte circa 250. Dal 2027 il totale dovrebbe scendere a una cinquantina di atleti, pari a circa un quinto del numero attuale. La selezione terrà conto di diversi parametri, tra cui la posizione in classifica e una valutazione individuale del rischio. Potranno essere considerati anche eventuali precedenti legati al doping, gli infortuni e altri elementi ritenuti pertinenti. L’ITIA ha inoltre precisato che la riduzione del gruppo non comporterà una diminuzione del numero complessivo né della frequenza dei controlli antidoping. I nominativi dei giocatori inseriti nell’elenco ristretto, inoltre, non saranno resi pubblici. Rimarrà infine valido per tutti i tennisti l’obbligo di sottoporsi ai controlli quando richiesto da un ufficiale antidoping, indipendentemente dalla fascia oraria di 60 minuti precedentemente comunicata. Il mancato rilascio di un campione dopo una convocazione regolare potrà comportare una sospensione fino a quattro anni.
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“Chiunque ha vissuto la fine di una relazione lo sa, non è una cosa facile di cui parlare. Sono sconvolto dalle critiche verso Elina, hanno deciso che la sua spiegazione non fosse abbastanza perfetta”: lo sfogo di Gael Monfils
“Nel corso degli anni, Elina ed io abbiamo provato una grande gioia nel condividere la nostra storia e la nostra famiglia con tutti voi. Abbiamo anche sempre condiviso le nostre difficoltà come individui. Per me, una serie di infortuni e dubbi su me stesso che mi hanno messo alla prova in modi nuovi. Per Elina, la distruzione e la sofferenza che hanno lacerato il suo Paese”. Comincia così il lungo post di Gael Monfils dopo la separazione con Elina Svitolina, tennista ucraina che qualche giorno fa ha annunciato la fine della loro relazione, spiegandone le motivazioni. La tennista aveva annunciato che la guerra in Ucraina (suo Paese) l’ha segnata e che ora vuole risolvere questo suo conflitto interiore da sola.
“Ora ci stiamo separando. E proprio come prima, questa è una difficoltà che abbiamo deciso di condividere insieme con il pubblico“, continua Monfils, che intanto ha deciso di ritirarsi dal tennis. “Come sa chiunque abbia vissuto la fine di una relazione, non è una cosa facile di cui parlare. Una separazione è un campo minato di sentimenti confusi e complicati che io ed Elina stiamo facendo del nostro meglio per navigare, e lo stiamo facendo con il grande rispetto e l’amore che ancora proviamo, e proveremo sempre, l’uno per l’altra”, ha proseguito il tennista francese.
Monfils ha infatti difeso e “protetto” la moglie, nonostante le tante critiche arrivate sui social dopo la decisione annunciata: “Anche se non doveva alcuna spiegazione a nessuno, Elina ha scelto di parlare con vulnerabilità e sincerità riguardo ai motivi di questa decisione. Lo ha fatto nel modo migliore che conosceva. Molti hanno deciso che la sua spiegazione non fosse abbastanza perfetta, ed Elina ha ora affrontato un tipo di critica che ho trovato a dir poco poco gentile, e a dir poco velenosa“.
Una relazione ormai di fatto terminata, con i due che però sono legati dalla figlia Skaï: “Elina ed io potremmo non essere più una coppia, ma siamo ancora una famiglia. Sebbene il mio cuore soffre, le sono per sempre grato per il suo supporto e il suo amore nel corso degli anni. Quando ero pronto a lasciare il tennis, mi ha dato l’incoraggiamento di cui avevo bisogno per continuare. Ed è lei la persona dietro alcune delle più grandi vittorie della mia vita: nostra figlia Skaï è la più grande di tutte”.
Monfils ha anche mostrato delusione per il comportamento dei tanti fan della coppia, che hanno criticato e insultato la tennista ucraina per la decisione presa: “Sebbene io sia profondamente grato che il pubblico si senta così coinvolto nella mia felicità, ho trovato sconvolgente la mancanza di grazia e gentilezza mostrata nei confronti di Elina. Anche se alcuni potrebbero non capire le sue ragioni, o non essere d’accordo, vi prego di ricordare che c’è molto altro che accade in una relazione dietro le quinte e che non può essere spiegato in un post“, ha spiegato il francese.
Nel lungo post, Monfils ha concluso: “Elina ha le sue battaglie da combattere, così come io ho le mie. Rispetto le sue scelte e le sue ragioni, e continueremo a sostenerci e a prenderci cura profondamente l’uno dell’altra, specialmente in quanto due persone che condividono un figlio. Mentre affrontiamo questo nuovo capitolo, vorrei chiedere a tutti di ricordare che siamo tutti semplicemente esseri umani: non Gaël Monfils ed Elina Svitolina, ma Gaël ed Elina. Imperfetti, ma che fanno del loro meglio”.
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Lione si tinge d’azzurro: Musetti sfida Cobolli nella prima semifinale italiana di sempre sul duro. In palio ci sono punti pesanti
Per la quindicesima volta nella storia Open, un derby azzurro vale una semifinale Atp. È quella che giocheranno oggi – nel secondo match di giornata – nell’Atp 250 di Lione Flavio Cobolli, vincitore su Brandon Nakashima, e Lorenzo Musetti che nell’ultimo match della sessione serale ha superato per 76 67 64 il francese Luca Van Assche al termine di una maratona di 3 ore e 32 minuti. Chi vince, affronterà uno tra Fritz e Paul, nell’altra semifinale tutta americana. “Non è stato facile – ha detto Musetti – oggi, è stato un grande match, entrambi abbiamo dimostrato l’amore per questo sport. È finita tardi, fisicamente è stato un match devastante, ma sono molto contento e orgoglioso per questa partita”. Van Assche, davanti al suo pubblico, ha giocato una partita di altissimo livello dimostrando grandi doti di resistenza e un servizio capace di aiutarlo nei momenti delicati. Musetti invece è stato impeccabile per continuità e tenuta mentale. L’azzurro parte con il freno a mano tirato e nel secondo game è subito costretto a salvare due palle break. Poi c’è equilibrio totale. Sul 4-5 Van Assche va a servire per restare nel set. Il francese continua ad affidarsi alla prima di servizio per rimanere a galla, Musetti trova una fucilata di dritto e un nastro fortunato, ma Van Assche tiene con autorità un game delicato.
L’azzurro si è poi aggiudicato il primo set al tie-break, grazie a un ottimo gioco da fondo campo e a colpi spettacolari. Nel secondo set la partita è rimasta equilibrata, con Musetti che ha sprecato diverse palle break e, dopo aver mancato un match point, ha ceduto il tie–break all’avversario. Nel terzo set, nonostante la stanchezza, il carrarino reagisce dopo aver subito il primo break e riesce a rientrare in partita. Sul 5-4, Van Assche serve per restare nel match, ma Musetti rimonta da 40-0 e conquista il match point, trasformandolo grazie a un errore del francese. Con grande carattere e determinazione, l’azzurro si guadagna così un posto in semifinale.
Precedentemente, nel pomeriggio, Flavio Cobolli aveva invece battuto Brandon Nakashima nel penultimo quarto di finale, rispondendo a distanza a Fils e Medvedev (che giocano rispettivamente a Bruxelles e Almaty, sempre in due Atp 250) e facendo un altro passo verso le Atp Finals, vero grande obiettivo del tennista italiano in questo finale di stagione. Numero 6 del mondo e prima testa di serie, Cobolli è riuscito a rimontare Brandon Nakashima, quinta testa di serie del seeding, imponendosi per 4-6 6-4 6-4 dopo due ore e 18 minuti di gioco.
“Sono molto felice e orgoglioso della mia prestazione“, ha commentato Flavio Cobolli nell’intervista a caldo dopo la vittoria. “È strano che lui mi abbia battuto sulla terra, a Madrid, e io abbia vinto oggi sul cemento”. Anche a Lione, sulle tribune, si è sentito “Ole ole ole ole, Flavio, Flavio”, classico coro che l’ha accompagnato in questa stagione. “Non so chi siano”, ha detto ridendo. Poi Cobolli ha concluso: “In campo sentivo di avere il controllo degli scambi e ho cercato di metterlo sotto pressione, costringendolo a difendersi. Ho provato a giocare il mio tennis il più possibile e penso che abbia funzionato. Oggi ho servito piuttosto bene e ho risposto davvero molto bene: credo che questa sia stata la chiave per vincere la partita“.
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Brignone a Sinner: “Fai con calma, il tuo infortunio è tra i peggiori che ci siano. Io spesso ho sottovalutato segnali del mio corpo e l’ho pagata”
“È difficile entrare nella testa di qualcuno, il mio consiglio è prendersi il tempo che gli serve: nella mia carriera spesso ho sottovalutato alcuni segnali del mio corpo e ne ho pagato le conseguenze”. Con queste parole nel corso della presentazione a Roma del documentario a lei dedicato “Federica – L’ultima Olimpiade”, alla Festa del Cinema, Federica Brignone si è rivolta a Jannik Sinner, tennista numero uno al mondo alle prese ormai da luglio con un brutto infortunio al ginocchio. “Jannik è talmente forte che se torna al 100% non si ferma più. Il suo infortunio è uno dei peggiori da gestire: un atleta non si fermerebbe mai, Sinner non ha traumi che gli impediscono di camminare”, ha detto Brignone rivolgendosi al campione italiano.
Sinner è fermo dalla finale a Wimbledon del 12 luglio vinta conto Zverev e ha già annunciato di aver finito in anticipo il suo 2026 dopo il problema al ginocchio che lo tiene lontano dai campi da più di quattro mesi. Le parole di Brignone arrivano in un momento difficile anche per lei, che dopo la rottura di tibia, perone e crociato anteriore, è tornata a Milano-Cortina 2026 in tempi record e ha anche vinto due medaglie d’oro che sanno di miracolo. Proprio nei giorni scorsi Brignone – alle prese ora con una lunga riabilitazione dopo aver dato tutto alle Olimpiadi – in un’intervista a Eurosport ha detto: “Non sono più disposta e a sciare con il dolore, cioè a dover combattere contro il mio corpo, contro i segnali che mi dà il mio corpo, combattere tutti i giorni anche solo per appoggiarti a una gamba”, ha dichiarato in un’intervista a Francesca Marsaglia per Eurosport. “Quindi – ha chiarito Brignone – o starò bene o per me la mia vita da sciatrice può anche finire qua“. Ora il consiglio a Sinner, nel momento più delicato e difficile della sua carriera.
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Sinner-Cahill, a Montecarlo è l’ora della verità: confronto sul futuro. E il like social di Jannik non passa inosservato
Darren Cahill fa rotta su Montecarlo e fa scattare l’ora X per Jannik Sinner. Mandata in archivio la stagione 2026 con un mese di anticipo per mettere al riparo il ginocchio destro, l’azzurro ha aperto le porte della sua residenza monegasca al supercoach australiano per un vertice decisivo per capire il futuro. Sul tavolo c’è il nodo più delicato della programmazione per la prossima stagione: definire le strategie dell’angolo tecnico insieme al co-allenatore Simone Vagnozzi e capire se ci sono i margini per prolungare la partnership per almeno altri 12 mesi.
L’ex mentore di Andrè Agassi e Simona Halep aveva accarezzato in passato l’idea di appendere la racchetta al chiodo per motivi familiari, salvo poi rinnovare l’intesa e rilanciare le ambizioni del fuoriclasse altoatesino. Ora, faccia a faccia nel Principato, la priorità è fare chiarezza. Le opzioni restano tutte aperte: dal rinnovo completo per affrontare compatti una nuova stagione e andare a caccia di nuovi trofei, fino a una transizione guidata dallo stesso Cahill per l’inserimento di un nuovo profilo. La sua presenza sul posto cancella le illazioni su presunti strappi e dà ufficialmente il via al cantiere per il 2027. Intanto Cahill ha anche pubblicato un post social con delle foto di Montecarlo: tra i primi like, c’è proprio quello di Jannin Sinner.
O comunque – se davvero gli strappi ci sono stati – le parti stanno lavorando adesso per ricucirli. Ad affrontare il tema era stato Brad Gilbert, allenatore di tennis che nel corso della sua carriera ha seguito anche Andre Agassi e Andy Murray (due seguiti anche da Cahill in passato). Gilbert e Cahill sono molto amici, come anche confermato da Gilbert nel corso del podcast Big T con con Andrea Petkovic. “Ho parlato molto con Darren ultimamente. Mi ha detto che tutto è iniziato quando era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere il volo per Cincinnati. Aveva un appuntamento con Jannik, ma all’ultimo minuto ha ricevuto una telefonata che lo informava che l’italiano non avrebbe giocato. Da allora, è in attesa di notizie, e questo è molto frustrante“, aveva detto Gilbert. Da lì si sono susseguite una serie di riflessioni, con il rapporto tra i due che sembrava giunto al capolinea. Se avverrà o meno, sarà lo stesso Sinner a dirlo. Intanto però la chiusura anticipata del 2026 e lo stop per infortunio sono una buona occasione per l’altoatesino per discutere di futuro.
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Alcaraz fuori a Shanghai, Sinner fermo: Zverev chiuderà l’anno da numero uno
Can Andre Agassi Enjoy Pickleball More Than He Hated Tennis?
“I don’t understand enjoying something without caring about it,” Andre Agassi tells Lizzy Goodman midway through her thoughtful character study. Goodman shadows the former tennis great as he tries to get comfortable in his pickleball years, detailing the dynamic interplay of Agassi’s moods: Fun Andre, Philosopher Andre, Dark Andre. Many of the best athlete profiles extend the narrative of a legend beyond the court, making more complicated human meaning once a subject has set the game aside. Here, Goodman and Agassi achieve a gratifying volley, the journalist turning over the athlete’s challenging interiority and sending it back to him to consider.
The made-for-TV version of the Andre 2.0 story might go something like this: A retired, middle-aged tennis great takes up a goofily named, hugely popular new sport and is finally able to exorcise the demons that haunted him throughout his tennis career. This seemed to be the story Agassi was beginning to tell after the watch event, as he sat on an ottoman at the bar of his hotel, holding a dry Belvedere martini with extra olives. He talked about his love of pickle, how it challenged him mentally, how suited his body felt to its movements. He shifted around in his seat, trying to keep his perpetually embattled back from seizing up. “I was on a tennis court today,” he said. “What the [expletive] was I doing on a tennis court?”
But it became apparent, over the months that followed, that it would take more than a new sport to resolve the central question that all three of Agassi’s personas have been wrestling with for a long, long time. He summarized it, wryly, as he ordered another cocktail: “Why do I end up doing so many things that I actually don’t want to do?”
Djokovic’s US Open exit leaves fans heartbroken
The 39-year-old struggled physically before losing a four-hour battle to Mariano Navone.
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