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EE. UU. otorgará visado a Flávio Bolsonaro; Lula califica de "vergonzosa" la huida del excandidato

El Gobierno de Donald Trump anunció este martes 27 de octubre que acogerá al senador brasileño Flávio Bolsonaro y a su familia. Bolsonaro, que perdió la segunda vuelta presidencial del domingo ante el mandatario Luiz Inácio Lula da Silva, abandonó Brasil tras negarse a acatar la orden judicial de entregar su pasaporte. Lula confirmó luego que su rival huyó del país. El político ultraderechista se negó a entregar el pasaporte a las autoridades en medio de una investigación por lavado de dinero.

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¿Dónde está Flávio Bolsonaro? Policía cancela sus pasaportes; según Argentina no cruzó la frontera

El senador brasileño Flávio Bolsonaro, derrotado en las elecciones presidenciales del domingo frente a Luiz Inácio Lula da Silva, no entregó sus pasaportes a la Policía Federal dentro del plazo fijado por el Supremo Tribunal Federal. Los documentos fueron cancelados y el paradero del legislador, investigado en una causa por presunto lavado de dinero, era desconocido este martes. Medios brasileños y la agencia Reuters aseguran que tomó un vuelo con destino a Estados Unidos.

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EE. UU. concede asilo político al periodista nicaragüense Luis Galeano tras ser detenido por ICE: ABC del caso

El director del programa independiente Café con Voz, Luis Galeano, obtuvo protección migratoria en Estados Unidos un mes después de permanecer más de una semana detenido por el Servicio de Inmigración y Control de Aduanas (ICE). El comunicador huyó de Nicaragua en 2018 tras una orden de captura y, en 2023, fue despojado de su nacionalidad y sus bienes por la Justicia nicaragüense. Su caso refleja la situación de los periodistas exiliados ante la represión contra la prensa independiente bajo el Gobierno de Daniel Ortega y Rosario Murillo.

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Flávio Bolsonaro afirma que recibió prohibición para salir de Brasil: lo que viene para el excandidato

El senador y excandidato presidencial de Brasil, Flávio Bolsonaro, asegura que la Policía Federal le notificó la obligación de entregar sus pasaportes después de visitar a su padre, el expresidente Jair Bolsonaro. Investigado por presunta corrupción y lavado de dinero en dos causas, perderá su fuero especial en febrero. Mientras tanto, su Partido Liberal ha reconocido la victoria de Luiz Inácio Lula da Silva y ha descartado pedir la anulación de los comicios, aunque el ultraderechista anunció que liderará la oposición y mantendrá sus acciones judiciales contra el presidente reelegido.

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Brasil, Trump y la IA: cómo la victoria de Lula plantea un límite para EE. UU. en Latinoamérica

“Brasil no acepta ser el patio trasero de nadie”. Con estas palabras, Luiz Inácio Lula da Silva celebró en São Paulo su victoria electoral, que debe concretarse el 5 de enero en un inédito cuarto mandato. Es toda una declaración de intenciones de un mandatario que lleva meses defendiendo la soberanía del gigante latinoamericano de las embestidas de Donald Trump y, más recientemente, de una afectación de Meta y de las ‘big tech’ a su campaña electoral. 

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Lula gana las elecciones en Brasil, pero se enfrenta a un complejo panorama para gobernar

La victoria electoral de Luiz Inácio Lula da Silva en una segunda vuelta ha supuesto un revés para la extrema derecha brasileña, que sin embargo ha tomado fuerza en Brasil. El presidente reelecto deberá hacer frente a los problemas económicos y de seguridad en el país, al tiempo que gestiona las tensiones internacionales con Donald Trump. Esto sin tener mayorías en el Congreso y con una férrea oposición de la ultraderecha y la familia Bolsonaro.

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El papa León XIV viajará a Argentina, Uruguay y Perú en noviembre tras recuperarse de una operación por cáncer de pulmón

El Vaticano confirmó que León XIV realizará su viaje apostólico a Uruguay, Argentina y Perú entre el 6 y el 17 de noviembre, tal como estaba previsto, tras una operación en la que le extirparon el lóbulo inferior del pulmón derecho. Los últimos exámenes médicos indican que no existen contraindicaciones para que el pontífice, de 71 años, emprenda la gira por Sudamérica.

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En directo: Trump afirma que las elecciones en Brasil le parecieron "amañadas"

"No tomé partido, pero parecía otra elección amañada", dijo Donald Trump este lunes 26 de octubre, sin aportar ninguna prueba. "Me pareció muy mal", afirmó el mandatario un día después de los comicios en los que el progresista Luiz Inácio Lula da Silva gano la reelección tras derrotar al derechista Flávio Bolsonaro. En tanto, los mercados brasileños reaccionaron con fuertes pérdidas al triunfo de Lula por las dudas de los inversores sobre la futura política fiscal.

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Il Brasile si ribella agli Usa: Lula rieletto presidente, ma Bolsonaro vuole l’annullamento del voto. Gli esperti: “Ora l’America Latina ha una diga anti-egemonica”

Il Brasile non cede alle pressioni Usa e frena l’offensiva reazionaria in America Latina. Il presidente Luiz Inácio ‘Lula‘ Da Silva è stato rieletto con il 51,79% dei voti (64.256.232 in totale) mentre il senatore Flávio Bolsonaro, che risultava leggermente favorito nei sondaggi, si è fermato con il 48,21% (59.826.041 voti). Li separa poco più di un punto percentuale, cioè 4.430.191 voti. Lula, partito in svantaggio al primo turno, ha avuto la meglio nelle regioni del nordest del Paese – eccezion fatta per Roraima – con vittorie più marcate in Piauí e Bahia.

“Non esistono due Brasile. Siamo un unico Paese, un unico popolo, una grande nazione”, ha detto Lula dopo l’annuncio dei risultati, sottolineando: “Non interessa a nessuno vivere in un Paese diviso e sotto un permanente stato d’assedio“. Il presidente, eletto per la quarta volta all’età di 80 anni, chiama ad “abbassare le armi” ma, nello stesso tempo, denuncia l'”intromissione venuta dall’esterno” oltre alla “fabbrica di disinformazione” scatenata contro la sua candidatura.

Bolsonaro come Jair

Bolsonaro però non riconosce il risultato e punta all’annullamento del voto su via giudiziaria, seguendo lo schema attuato nel 2022 dal padre Jair (sfociato mesi dopo nell’assalto al Congresso). “Quanto accaduto oggi non è normale”, lamenta il senatore del Partito liberale, che ritiene “impossibile riconoscere le elezioni a queste condizioni” e chiederà quindi “l’annullamento del voto”. Il bersaglio resta il Tribunale supremo elettorale, che su richiesta di entrambi i candidatiha esteso l’orario del voto dalle 17 alle 19 in diversi seggi causa blackout, temporali e assenza di trasporti che avrebbero impedito il voto a numerosi elettori nei seggi di São Paulo, Minas Gerais, Río de Janeiro e altri. Il senatore parla di trattamento diseguale e regole truccate “arbitrariamente”. “Non saprò mai – dice – quanti voti avrei potuto prendere negli stati in cui i seggi sono stati riaperti”. In seguito, il Tribunale supremo elettorale, attraverso il giudice Cristiano Zanin, ha chiarito che la misura ha riguardato i “seggi ancora in funzione” e che “nessun’urna chiusa è stata riaperta”. “Occorreva preservare il diritto al voto di tutti”, ha osservato.

Trump insinua brogli ma gli alleati regionali non lo seguono

Interviene anche il presidente Usa Donald Trump, che denuncia presunte irregolarità mediante l’applicazione del “manuale di Joe Biden” in Brasile. “Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno – ha osservato Trump – ed era chiaramente favorito per vincere al secondo. Ma i comunisti non mollano il potere una volta che ce l’hanno”. Tuttavia alcuni alleati di Trump, come i presidenti José Antonio Kast (Cile) e Keiko Fujimori (Perù), hanno riconosciuto apertamente la vittoria di Lula alla parti degli altri governi della regione. Esulta anche il leader cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che parla di “vittoria storica” e assicura: “Può il Brasile contare su Cuba nella costruzione di una Patria grande”.

Una diga anti-egemonica

Fonti del Partito dei lavoratori consultate da ilfattoquotidiano.it affermano che, con la vittoria di Lula, il Brasile si afferma come una “diga anti-reazionaria” nella regione. Lo affermano anche analisti politici come Talya Iscan ed Estefanía Veloz, che parlano di “un respiro strategico per i governi progressisti della regione”, come il Messico, e del “consolidamento di un blocco di Paesi che non intende delegare la tutela della sicurezza regionale agli Stati Uniti”. Nei media dell’America Latina si parla anche della “possibilità di battere l’ultradestra” alle urne dopo sette elezioni consecutive vinte dai candidati pro Trump. “Dovrà sedersi a tu per tu con Lula”, ipotizza l’analista in Relazioni internazionali Valeria Silva, mettendo in discussione l’efficacia dei dazi Usa sui prodotti brasiliani in materia di manifattura e beni di consumo (25,5%) e metalli pesanti, acciaio e alluminio (50%) e altre misure coercitive già strumentalizzate da Bolsonaro in campagna elettorale.

Il dibattito negli Usa

Il risultato entra a pieno titolo nel dibattito Usa, dove da alcune settimane si discute sull’impatto dei dazi e di altre misure che spingono il Brasile verso una più stretta alleanza con Cina. Già lo scorso 28 settembre senatori Dem Jeanne Shaheen, Tim Kaine e Peter Welch denunciavano – in una lettera rivolta al segretario di Stato Usa Marco Rubio – la crescente “pressione diplomatica, economica e politica per indebolire le istituzioni democratiche del Brasile in vista dell’elezione presidenziale”. I senatori esortavano l’amministrazione Trump a “riconoscere il risultato” rilasciato dalle urne e “mantenere relazioni diplomatiche con qualsiasi candidato eletto libera e giustamente dal popolo brasiliano”. Monito da prendere sul serio una volta saltato il business plan del mondo Maga nel Paese sudamericano, dal fondo Rockbridge Network (ora sotto inchiesta in Brasile) legato a JD Vance e che puntava a creare un giro di 100 miliardi di dollari nel Paese sudamericano alle terre rare di Serra Verde (Goias) dal valore di 2,8 miliardi di dollari su cui Pechino è già avanti. Respira anche l’Amazzonia, almeno per altri quattro anni.

L'articolo Il Brasile si ribella agli Usa: Lula rieletto presidente, ma Bolsonaro vuole l’annullamento del voto. Gli esperti: “Ora l’America Latina ha una diga anti-egemonica” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Voto joven y soberanía: Lula marca en Brasil el contrapeso a la ola de ultraderecha en América Latina

Con el 51,79% de los votos, el presidente Luiz Inácio Lula da Silva ganó la segunda vuelta de las elecciones presidenciales en Brasil. El icónico líder de izquierda cumplirá un cuarto mandato no consecutivo a la cabeza del gigante latinoamericano. Logró remontar los dos puntos de desventaja que tenía en la primera ronda, mientras su rival Flávio Bolsonaro, heredero político de su padre Jair, no pudo convencer al electorado brasileño y terminó por desconocer los resultados. ¿Qué factores le dieron la victoria al octogenario líder político? Lo analizamos. 

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