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Rui Borges: "Eu falo com o presidente todos os dias..."

Alguns assobios antes do jogo, assobios e aplausos após o jogo: vitória do Sporting frente ao Marítimo não "apagou" descontentamento com fase da equipa apesar dos elogios de Rui Borges aos jogadores.

Rui Borges resumiu comentários após a vitória frente ao Marítimo ao jogo, recusando abordar qualquer situação sobre o seu futuro
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Dois proscritos a endireitar a realidade que se mantém torta

Pedro Lima mostrou o que outros médios não têm e bisou, Rui Silva explicou que, em campo ou não, continua a ser o número 1: o Sporting encontrou soluções mas isso não muda em nada os problemas (2-1).

Pedro Lima bisou pela primeira vez na carreira no primeiro jogo que fez como titular do Sporting
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Gadi Eisenkot, el líder tranquilo que perdió a su hijo en la ofensiva contra Hamas

Discreto y de pocas palabras, el ex jefe del Ejército y líder de Yashar busca desbancar a Netanyahu en las urnas y convertirse en el primer jefe de Gobierno mizrahí Leer

Discreto y de pocas palabras, el ex jefe del Ejército y líder de Yashar busca desbancar a Netanyahu en las urnas y convertirse en el primer jefe de Gobierno mizrahí
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Benjamin Netanyahu ante la prueba que quizá no pueda sobrevivir

Protestas masivas, guerras en varios frentes y un juicio por corrupción no han frenado al líder del Likud, que vuelve a aspirar a gobernar Israel convencido de que el país no está a salvo sin él Leer

Protestas masivas, guerras en varios frentes y un juicio por corrupción no han frenado al líder del Likud, que vuelve a aspirar a gobernar Israel convencido de que el país no está a salvo sin él
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Latin America Could Supply Alternative Marine Fuels

“Latin America has the potential to produce and supply alternative marine fuels, although the development of regional supply hubs will depend on maritime traffic, cargo volumes, and production conditions.” This was stated on Tuesday by Adrian Tolson, International Bunker Industry Association (IBIA) president, in comments to the portal Mundo Marítimo.

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European Parliament Urges to Abandon Fossil Fuels Faster

According to the expert, the key question is whether countries in the region will prioritize the export of alternative fuels or the strengthening of their own domestic bunker supply markets.

“It is most likely that ports with high cargo volumes in countries such as Brazil, Argentina, and potentially Peru will become the first hubs for the supply of alternative fuels,” Tolson asserted.

He identified Brazil, Peru, Colombia, and Argentina as potential suppliers of alternative marine fuels—specifically biofuels. Brazil benefits from its established ethanol industry, while countries with abundant renewable resources could participate in the production of renewable fuels of non-biological origin (RFNBOs).

“Chile, for example, has already generated considerable interest as a producer of green hydrogen,” the IBIA president noted.

Hydrogen groups want Brussels to revise RFNBO production rules by year-end, postpone additionality and monthly matching requirements until 2035, and protect first-mover projects. They warn regulatory uncertainty is delaying investment.https://t.co/RzUbIPNKvQ#Hydrogen #RFNBO

— Fuel Cells Works (@fuelcellsworks) September 24, 2026

Regarding the available alternatives, Tolson maintained that liquefied natural gas (LNG) remains commercially attractive, particularly when renewable natural gas—which can help reduce the greenhouse gas footprint—is available. He added that LNG continues to be the most popular alternative marine fuel and could retain that position for some years to come.

However, he expressed caution regarding hydrogen-derived RFNBOs, citing their high costs and the investments required to develop compatible vessels.

#Europe | The European Parliament calls for a faster phaseout of fossil fuels, pushing for stronger climate action and a transition toward renewable energy amid growing concerns over global warming and energy security.#ClimateChange #teleSUREnglish pic.twitter.com/e4Sl9rBElm

— teleSUR English (@telesurenglish) October 23, 2026
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Rui Borges admite "insatisfação" e anuncia "revolução" no 11

Depois de derrotas com LASK e Académico de Viseu, o técnico dos leões anuncia muitas mudanças para os quartos da Taça da Liga, esta terça-feira às 20h15.

© JOSE SENA GOULAO/LUSA

O Sporting-Marítimo, que marca o arranque dos quartos de final da Taça da Liga, está agendado para a terça-feira às 20h15
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“Due giorni prima del sequestro ebbi un presagio, sentii qualcosa di strano e spaventoso nei suoi confronti. Mi squarciarono le ruote dell’auto, fui pedinata”: così Piera Maggio a Verissimo

“Prima che Denise fosse rapita, avevamo avuto ritorsioni e minacce, è tutto documentato nero su bianco, l’ho raccontato agli inquirenti”: sono le parole della madre di Denise Pipitone, Piera Maggio, ospite ieri di “Verissimo”. La madre della bimba rapita ad appena quattro anni il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo (in provincia di Trapani) ha ripercorso questi 22 anni di ricerche, insieme alla conduttrice Silvia Toffanin. Proprio oggi Denise compie 26 anni ma ecco le clamorose parole della Maggio che ieri ha espresso chiaramente la sua idea sulla sorte di sua figlia.

La Maggio ha rivissuto ieri quegli strani giorni che precedettero il sequestro della figlia, prelevata mentre giocava col cuginetto davanti casa della nonna. “Due giorni prima del sequestro ebbi come un presagio, accadde una cosa strana. Eravamo di ritorno da un matrimonio e mentre stavamo rientrando, Denise era in auto nel seggiolone, ebbi come un flash: sentii qualcosa di strano e spaventoso nei suoi confronti. Mi girai a guardarla, si era appisolata. Poi è successo quello che è successo”. Questi timori non erano casuali ma frutto di paure legate a minacce nei giorni precedenti il sequestro. “Ho avuto sia minacce che ritorsioni. Quando faccio dei nomi è perché le ho subite. Nel processo di primo grado se ne è parlato tantissimo”, spiega la madre di Denise. Il processo vide come imputata l’allora 17enne Jessica Pulizzi, una delle figlie avute da Pietro Pulizzi: il padre biologico di Denise. L’uomo all’epoca era sposato con Anna Corona a cui l’uomo nascose l’esistenza di Denise. Quando la piccola scomparve, anche Piera Maggio era sposata con il padre all’anagrafe della piccola, Tony Pipitone. Jessica Pulizzi, accusata del sequestro di Denise dai giudici, fu scagionata e assolta per insufficienza di prove. Ieri, la Maggio è tornata sul processo: “Il movente c’era. La Corte di Cassazione lo ha riconosciuto, ovviamente per insufficienza di prove c’è stata l’assoluzione. Il movente qual era? Gelosia nei miei confronti. Ho subito una serie di azioni: mi squarciarono le ruote dell’auto. Fui pedinata. C’erano persone che passavano sotto casa mia 20, 30 volte al giorno con qualsiasi mezzo, ogni giorno e a qualsiasi ora. Mi si accostavano alla macchina fissando la bambina dietro. Per amore di Pietro non ho presentato denuncia: questa è l’unica cosa di cui mi pento”.

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Chaves joga com Marítimo na Taça de Portugal

VTM

Em caso de triunfo na Madeira, os flavienses irão receber o vencedor do duelo entre Vitória Sernache e Lusitânia de Lourosa.

O sorteio realizou-se hoje na Cidade do Futebol e já marcaram presença os clubes que estão nas competições europeias.

Assim, o Torreense, detentor do troféu, FC Porto, Benfica, Sporting e Sporting de Braga entram na competição nesta fase, juntando-se a oito outros clubes da I Liga e nove da II Liga, assim como seis representantes da Liga 3, três do Campeonato de Portugal e um dos distritais, o Olhanense.

O Vitória SC recebe o SC Braga, enquanto o Torreense recebe a visita do Benfica. Já o FC Porto vai ao reduto do Paredes, enquanto o Sporting recebe o União da Serra.

Os jogos da 4.ª eliminatória vão ser disputados no fim de semana de 21 e 22 de novembro.

 

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“Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle”: lo sfogo di Lino Banfi

“Il nonno d’Italia” rimpiange di non aver viaggiato. Lino Banfi è tornato in tv e in una lunga intervista rilasciata durante l’ultima puntata di Verissimo ha spiegato di avere un grosso rimpianto sulla sua vita passata. “Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Non ho mai fatto una crociera con mia moglie Lucia o con i miei figli”, ha ricordato il 90enne interprete di memorabili capolavori come Vieni avanti cretino e Spaghetti a mezzanotte. il motivo di questa mancanza di viaggi riguarda il ritmo di lavoro sui set cinematografici che Banfi ha avuto tra gli anni 70 e 80. “Spesso interpretavo quattro film contemporaneamente. mi cambiavo d’abito addirittura nelle macchine”, ha aggiunto Banfi. Insomma, niente viaggi ma anche grandi soddisfazioni perché tutti lo volevano e Lino generoso non si è mai tirato indietro.

“Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle. Non è obbligatorio per forza saper nuotare, non ho avuto il tempo di imparare, non è che io ero scemo. Come gli altri hanno fatto avrei fatto anche io. Ci sono state delle volte che ho girato anche quattro film contemporaneamente, mi cambiavo nelle auto perché tutti volevano la mia partecipazione e il mio linguaggio. Papa Francesco aveva ragione quando mi diceva: un giorno parleranno tutti come te e si divertiranno a usare il tuo vocabolario banfiota”, conclude.

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Leitura da sentença de processo envolvendo professores da UMa será repetida hoje

  Será hoje, dia 26 às 09:00 h, repetida a leitura da sentença do processo que opõe Liliana Rodrigues a Alice Mendonça e Nelson Veríssimo, professores da Universidade da Madeira. Depois de ter adiado por seis vezes a leitura da sentença, a juíza Fernanda Sequeira proferiu-a no passado dia 25 de Setembro. Mas como não […]
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“Ho una malattia infame, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Mia moglie ha avuto la forza di farmi tornare”: parla Matteo Materazzi

Matteo Materazzi, fratello di Marco ex difensore dell’Inter e della Nazionale campione del Mondo nel 2006, è affetto da una rara forma di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Ospite di Verissimo oggi 25 ottobre, nel salotto di Silvia Toffanin ha raccontato la sua lotta contro “una malattia infame” che “ogni giorno ti toglie qualcosa”. Matteo Materazzi ha raccontato il suo viaggio negli Stati Uniti per “una cura sperimentale“. Negli Usa ha iniziato un nuovo percorso terapeutico: “Sono andato grazie all’aiuto di amici che non sapevo nemmeno di avere. La cura non serve a me, serve ai nostri figli. È una malattia genetica, oggi è mia ma domani potrebbe essere dei miei figli. Vorrei che ci fosse un’arma per combattere questa malattia”.

A Matteo Materazzi è stata diagnosticata una rara forma di SLA a settembre 2024. A rivelarlo era stata la moglie Maura Soldati, che aveva avviato anche una raccolta fondi proprio per cercare di aiutare il marito a sostenere le cure negli Stati Uniti. E tra i temi più chiacchierati dopo la rivelazione della malattia c’era stato anche quello relativo al rapporto con il fratello Marco. La moglie aveva subito chiarito tutto: “Si sta spendendo anche lui”. Lo stesso Matteo Materazzi in un’intervista a Repubblica aveva fatto chiarezza: “Abbiamo litigato per sciocchezze, adesso proviamo a recuperare il tempo perso”.

Matteo Materazzi ha 50 anni, anche lui come il fratello Marco ha provato la carriera da calciatore ma l’apice lo ha toccato con qualche presenza in Serie C. Appesi gli scarpini al chiodo era rimasto nel mondo del calcio come agente di calciatori. “Sono una persona normale che vive la malattia come tante persone. Sono arrivato all’età di 50 anni stando bene, mi reputo fortunato, tra virgolette. Ho costruito una famiglia, ho avuto dei figli. Sto male quando vado negli ospedali e vedo bambini che hanno una malattia come la mia, quello è un problema”, ha raccontato a Verissimo.

“Questa malattia mi ha insegnato molto, la malattia ti cambia. Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso. Il destino ha scelto di farmi vivere così, ho una testa lucidissima. Nei limiti del possibile cerco di lavorare, mi do da fare: mi piace vivere”, ha aggiunto Matteo Materazzi. Il pilastro della famiglia è rappresentato dalla moglie Maura: “Ci eravamo separati quando mi sono ammalato. Io ero anche in un periodo di depressione, lei ha avuto la forza di farmi tornare“.

Maura Soldati ha raccontato a Silvia Toffanin: “Con Matteo siamo insieme da 30 anni, è la mia famiglia. Abbiamo riscoperto di amarci molto, nel male ci sono anche situazioni positive”, dice Maura Materazzi. Dopo il viaggio negli Stati Uniti “abbiamo visto un rallentamento della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. È una cura personalizzata, c’è voluto un anno per accedere a questo trial. Matteo è stato il primo a sottoporsi a questo protocollo, stiamo cercando di aprire una strada per rendere questa cura disponibile senza dover andare negli Stati Uniti”.

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“Mi scrivono vecchia, mamma, nonna. Se io sto bene così e lui sta bene così, chi se ne frega”: Veronica Peparini replica agli haters sull’amore con Andreas Muller

Ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo“, oggi 25 ottobre, la coreografa Veronica Peparini ripercorre la sua vita tra danza, amori e maternità, mentre il compagno Andreas Muller è chiuso nella casa del Grande Fratello Vip. “Sono da sola a casa con tutti i figli, e non è semplice, devo dire la verità. Ho due bambine piccole, poi ci sono gli altri figli, e Andreas è una presenza importante: la sua mancanza si sente. Ma si tira avanti, si va dritti, con fatica, perché non è una passeggiata”, ha dichiarato Peparini.

Andreas Muller, come racconta dentro la Casa, vive questa esperienza con un po’ di senso di colpa perché sente molto la mancanza delle bambine e di casa. “È fatto così: anche se non le vedeva per un paio d’ore era in ansia, vuole avere la gestione di tutto. – ha spiegato la compagna – Immagino quindi che questa lontananza gli pesi parecchio. Ma non è una colpa, è un lavoro. Ed è giusto che si senta libero di fare un’esperienza anche da solo, una cosa solo sua”.

Toffanin le chiede se Andreas sembri un po’ distaccato dalla danza. Veronica non lo nega: “Lo dice sempre lui, ed è un peccato, perché quando balla è bravissimo. Quando lo vidi ai tempi lo pensai, e lo penso ancora oggi: è uno dei più talentuosi che abbia mai visto”.

Quel distacco, spiega, c’è sempre stato un po’, ma col tempo è cresciuto, fino a quando Andreas si è dedicato a un’altra passione: il suo negozio di Pokémon. “Un mondo di cui io non capisco assolutamente niente. Mi dispiace, perché in me la passione per la danza è rimasta fortissima: io vivo per quella. Siamo molto diversi in questo”, ha detto.

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“Mia figlia è morta mentre ero lontana, mi hanno dovuta legare sull’aereo. Mi addormentavo con una bottiglia di vino. Non ho ricominciato a vivere, sono una sopravvissuta”: parla Claudia Galanti

Claudia Galanti ha raccontato la perdita della piccola Indila, l’arresto dell’ex marito, gli anni nell’alcol e la rinascita durante la chiacchierata con Silvia Toffanin a “Verissimo”, ieri 24 ottobre. “Se oggi c’è un messaggio che vorrei trasmettere, è questo: la tempesta si può attraversare, ma poi bisogna trovare la forza di uscirne. – ha detto Galanti – A casa avevo due bambini bellissimi che avevano bisogno della loro mamma. Sono andata a cercare quella forza e l’ho trovata”.

E ancora: “Ho conosciuto il dolore più grande che una madre possa provare: la perdita di una figlia, Indila, che aveva solo nove mesi. È un dolore che non si può descrivere e che forse non passerà mai. Ho imparato a conviverci e a rispettarlo, a viverlo ogni giorno, con alti e bassi. Non mi sento una che ha ricominciato a vivere, mi sento una sopravvissuta: una persona che ogni mattina si sveglia e si dice “ok, ce la facciamo anche oggi”.

Era la notte tra il 1 e il 2 dicembre 2014. Quello è stato forse il trauma più grande di tutta la vicenda e in analisi è stata la parte più dura da elaborare. “In quel periodo ero separata dal padre dei miei figli e avevamo stabilito che i bambini sarebbero stati una settimana con lui e una con me.- ha raccontato Galanti – Quella settimana toccava a lui, così li avevo mandati a Parigi e io ero partita per le Seychelles con due amiche. Al ritorno, in transito nell’aeroporto di Dubai, mi hanno telefonato dicendo che dovevo rientrare subito a Parigi. Io rispondevo di no, che i bambini li avrei ripresi a Milano. Hanno insistito finché mi hanno detto la verità: la mia bambina era morta”.

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“Quando è morto papà mi è crollato il mondo addosso a 9 anni. Depressa da bambina e nessuno se n’è accorto, piano piano la sto superando, conoscendomi”: così Levante

Levante si è raccontata nel salotto di “Verissimo” ieri 24 ottobre, per parlare della sua famiglia, del passato e del presente con il nuovo album “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”. Inoltre è stata annunciata la terza data live a Milano, il 4 dicembre, dopo il tutto esaurito per i due appuntamenti del 17 e 22 novembre alla Santeria Toscana 31 di Milano.

La cantautrice ha detto: “È un bel momento, di grande rinascita. Sono serena, felice, in equilibrio, e questa è una cosa bellissima. Ci sono arrivata dopo un lungo percorso. Ormai sono quasi quarantenne e a quasi quarant’anni mi accorgo di avere una consapevolezza e un’esperienza che prima non avevo”.

“Da bambina ero una monella, con tanta creatività e tanta fantasia. – ha raccontato – Ero l’ultima di quattro figli e i miei fratelli erano molto più grandi di me. Ero molto amata, sempre al centro dell’attenzione, e avevo tanti maestri in casa. Con fratelli così grandi è stato facile crescere in fretta. Poi è arrivata la morte di mio padre, che è stata l’ennesimo scalino”.

E ancora: “Avevo nove anni e ormai sono passati trent’anni. Ricordo un uomo estremamente affettuoso con me, ma anche molto duro. Era cresciuto a sua volta con una certa durezza, e con lui non sapevi mai se dalla gioia si potesse passare alla tensione da un momento all’altro. Bastava che qualcosa non gli piacesse e subito scattava l’insegnamento. Una specie di educazione siberiana, ovviamente scherzo. Però è stato un uomo che mi ha amata tantissimo. Essendo la più piccola, mi ha dato tutto quello che non si era concesso con gli altri. Di foto con lui ne ho poche”.

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“Mi sono sentito morire in un ristorante. Non respiravo quasi più, quella sera è andata male”: Aldo Montano e lo shock anafilattico che gli ha fatto rischiare la vita

Aldo Montano è stato ospite al salotto di “Verissimo”. Durante la chiacchierata con Silvia Toffanin, l’ex campione della scherma ha ricordato un momento difficile legato allo shock anafilattico.

“Sono allergico alle caseine, le proteine del latte, da sempre. – ha detto – L’ha scoperto mia mamma quando avevo otto mesi. È un’allergia da non sottovalutare: negli anni ho avuto diversi shock anafilattici, circa uno ogni due, tre o quattro anni. Viaggio molto e sono spesso fuori, quindi nei ristoranti devo andarci. L’attenzione di solito c’è, ma qualcuno ne ha meno”.

E ancora: “Faccio sempre lo stesso giro, quasi alla follia: avviso i camerieri, avviso la cucina, vado in cucina, torno, rientro. Lo fanno tutti gli allergici. Il problema è che nel passaggio di parola a volte non viene presa sul serio una vera allergia, che non è questione di gusto o di intolleranza. Quella sera qualcosa si è perso. Sono tornato in cucina a chiedere se i piatti, il mio e quello del mio amico, fossero senza formaggio, e mi hanno garantito di sì. Non era così”.

“Dopo dieci, quindici minuti parte lo shock anafilattico – ha continuato – e se non lo si ferma velocemente finisce molto male. Per fortuna eravamo in centro a Roma, a quattro minuti di motorino dall’ospedale Santo Spirito. Io ero a piedi, il mio amico aveva il motorino parcheggiato davanti al ristorante. Abbiamo pensato di chiamare l’ambulanza, ma lui ha detto: ‘Il Santo Spirito è vicino, monta’”.

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