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Água Monchique fecha ciclo de sustentabilidade 2022–2025 com 27 das 35 metas cumpridas
A Sociedade da Água de Monchique publica o seu Relatório de Sustentabilidade 2025, a quarta edição, que encerra o ciclo
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Fair pickings and bargains galore at APAA’s Pop-Ups

APAA’s white van has become synonymous with the pickups and deliveries on behalf of the Association for Protection of Animals Algarve, notoriously driven by its president Jenny Clarke. “I am
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Algarve animal rescue benefits from €8,300 fundraiser

A temporary fundraising space at the Armazém Regimental in Lagos has raised €8,349 for Cadela Carlota & Companhia, helping to support the care of abandoned dogs and cats in the
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Una linea antimissile a Est. Perché l’Italia guarda ai Balcani
E se lo schema adottato dagli Houthi in Arabia Saudita fosse replicato a poche decine di chilometri dai confini italiani? Una prima linea antimissile nei Balcani è un ombrello per tutta l’Europa che guarda a est, Italia compresa. La convinzione (espressa anche dal ministro della difesa Guido Crosetto) potrebbe presto trasformarsi in realtà operativa, dal momento che la cintura orientale dell’Europa trova, proprio nel costone balcanico, la sua area più sensibile agli attacchi esterni e alle penetrazioni dei super player.
Questo il ragionamento più volte fatto dal titolare della difesa, nella consapevolezza che da un lato “le preoccupazioni non sono aumentate in questo periodo, sono quelle che ci sono state negli ultimi anni”, ma dall’altro serve “garantire la sicurezza, intanto nei confini di casa”. Essendo quindi i Balcani un punto di riferimento per la sicurezza occorre “mettere in sicurezza i Balcani, utilizzare i Balcani anche in futuro pensando di installare qua radar che ci consentano di difendere sia questi Paesi sia il nostro, per prevenire le minacce”.
L’esempio portato dal ministro è quello relativo ai missili che hanno colpito gli aeroporti in Arabia Saudita, missili costruiti dagli Houthi, “quindi non da raffinati ingegneri, hanno raggiunto la velocità di 8.500 chilometri all’ora, capite quali sono le minacce che tutti i Paesi hanno di fronte per il futuro e quanto sia importante presidiare anche i Paesi di confine, i Paesi amici, proprio per installare con loro una copertura”. Il Kosovo dunque è uno dei Paesi candidati a ospitare quel radar antimissile, anche perché lì è presente la missione a guida Nato, Kfor, che pochi giorni fa ha visto un avvicendamento che riguarda da vicino l’Italia: il nuovo comandante è Roberto Vergori, generale di divisione, subentrato al generale di divisione turco Oezkan Ulutas. Come prima mossa ha incontrato il comandante delle Forze di sicurezza del Kosovo (Ksf), Bashkim Jashari, sia per fare il punto sul coordinamento istituzionale, sia per sottolineare come pace, sicurezza e stabilità in Kosovo hanno precisi riflessi in Ue. Da questo punto di vista va segnalato come il rapporto tra Italia e Kosovo sta vivendo un momento di particolare rafforzamento, come dimostra l’intenzione del ministero della Difesa italiano di ampliare e approfondire la cooperazione militare bilaterale con Pristina. Ne hanno parlato pochi giorni fa il ministro della Difesa italiano e l’omologo kosovaro Ejup Maqedonci, a Pristina: l’occasione era proprio la cerimonia di avvicendamento al comando della missione KFOR.
L’area resta gravida di criticità, come le tensioni con la Serbia, il ritardo nei capitoli per l’adesione all’Ue, ma un piccolo passo in avanti è stato fatto: dopo quattro elezioni in due anni, il Parlamento del Kosovo è riuscito a eleggere una presidente, grazie ad un accordo con l’opposizione: è Justina Shiroka Pula la più votata. Ma al di là di un ruolo che non è incisivo a livello politico, contava dare un segnale all’esterno del paese balcanico, dal momento che i rapporti tra il governo Kurti e l’opposizione erano complessi: infatti il governo ha approvato una legge per smussare i poteri del tribunale incaricato di giudicare i crimini di guerra, circostanza che la scorsa settimana aveva provocato molti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Come è noto, il tribunale aveva condannato a 25 anni di carcere l’ex presidente Hashim Thaçi per crimini di guerra commessi durante il conflitto per l’indipendenza dalla Serbia, ma la sentenza aveva suscitato una vera e propria sollevazione popolare. Oggi Pristina prova a ripartire.
(Foto: Kfor on X)
Comissão Europeia atribui ao CCMAR distinção HR Excellence in Research
O reconhecimento resulta de um processo iniciado em 2024 e de um plano de ação para melhorar as condições de trabalho e o desenvolvimento profissional.
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Município reforça meios municipais com investimento de 189 mil euros
VTM
O município de Ribeira de Pena adquiriu um reboque, uma cisterna e quatro viaturas para o serviço de obras, para reforçar a segurança, a capacidade de resposta e a proteção de pessoas e bens.
Segundo a autarquia, o valor global do investimento foi de cerca de 189.200 euros. Deste montante, 46.125 euros foram utilizados para a aquisição de um novo camião cisterna que vai aumentar “a capacidade de abastecimento de água aos meios de combate a incêndios, contribuindo para uma resposta mais eficaz na proteção das populações e do território”.
As quatro novas viaturas para o serviço de obras representaram um investimento de 121.530 euros.
A compra do reboque, que custou cerca de 21.552 euros e contou com um apoio financeiro de 14.145 euros, no âmbito de uma candidatura ao programa Norte 2030. Segundo o município, a aquisição deste equipamento contribuirá para “reforçar a capacidade operacional, apoiar ações de gestão de combustível, transportar equipamentos e responder a situações de emergência”.
Segundo João Noronha, presidente da Câmara Municipal de Ribeira de Pena, este investimento “permite reforçar a capacidade operacional do município e garantir melhores meios para responder às necessidades da população, tanto no que se refere à proteção civil e ao combate a incêndios como à prestação de serviços municipais”.
Com estas aquisições, o município pretende dotar os serviços de meios mais adequados às necessidades do concelho.
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