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Workshop promoveu reflexão sobre os desafios e futuro da região

VTM

O evento contou com a presença de representantes dos municípios de Vila Real e do Peso da Régua, produtores, associações do terceiro setor e outras entidades interessadas no futuro da região.

A sessão decorreu no âmbito do projeto Douro SocioEcological Living Lab, que envolve diferentes agentes da região na procura de respostas para os desafios sociais e ambientais do Douro.

Em declarações à VTM, Lívia Madureira, membro da direção do CETRAD (Centro de Estudos Transdisciplinares para o Desenvolvimento), explicou que o projeto Douro SocioEcological Living Lab consiste num laboratório vivo que visa promover a colaboração entre os vários intervenientes da região do Douro para “identificar problemas, definir prioridades e construir soluções conjuntas para os desafios do desenvolvimento sustentável”. Segundo a responsável, o projeto ambiciona criar “um espaço sobretudo coletivo, onde vários intervenientes se cruzem e discutam os problemas, procurando construir soluções”.

O projeto pretende também identificar as prioridades de intervenção e desenvolver projetos-piloto por meio de processos de cocriação. Embora os principais problemas do território estejam relativamente bem identificados, Lívia Madureira considera fundamental determinar os problemas mais prioritários e transformar as ideias discutidas em iniciativas concretas. “As pessoas têm a mesma opinião em relação a alguns problemas e soluções, o que poderá facilitar a construção de um caminho comum para enfrentar os desafios do Douro”.

Fernando Seara, diretor do Museu do Douro, salientou a importância de acolher este evento, considerando que a iniciativa esteve em conformidade com a missão da instituição, que consiste em “unir a região em torno de uma causa comum e contribuir para a criação de uma visão estratégica para o futuro do Douro, por meio de um planeamento que considera necessário para a região”.

Quanto aos problemas debatidos durante a sessão, Fernando Seara salientou que o encontro permitiu aos participantes partilhar as suas perspetivas sobre os principais desafios da região e apresentar propostas para melhorar o seu futuro. Embora haja consciência de muitos dos problemas que afetam a região, nem sempre existem espaços para os discutir e comunicar. Neste sentido, o diretor do museu destacou que “muitas vezes temos noção de que esses problemas existem e sabemos quais são, mas não temos um local onde lhes possamos dar voz e comunicá-los”.

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Denmark puts a $112.6 million state guarantee behind the maker of Ukraine’s Flamingo missiles

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Denmark will guarantee a loan to the Danish subsidiary of Fire Point, the Ukrainian maker of Flamingo cruise missiles, the Danish Business Ministry announced on 21 October. The financing will run through EIFO, Denmark’s state export and investment fund.

Ukraine uses its Flamingo missiles to strike defense plants deep inside Russia as Moscow continues its full-scale invasion. Fire Point broke ground in December 2025 on a plant in Vojens, southern Denmark, to make solid fuel for the missiles. The project has since grown far more expensive. In August, CEO Iryna Terekh said its estimated cost had risen from €50 million to above €150 million, calling the figure “very rough.” The war, meanwhile, stands in the way of Fire Point borrowing on ordinary terms in Denmark, the ministry said. That is why the Danish state is guaranteeing the loan.

What Denmark is putting up

The guarantee covers 750 million Danish kroner, or about $112.6 million, Reuters reported. Terekh said in August that the plant’s launch had slipped to late 2027. The ministry called the deal another big step toward starting production. However, Ukrainian outlet Defender Media noted that the statement does not say directly that the loan will fund the plant.

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Ukraine’s Fire Point company is working on revolutionary system which can also transform European air defense

EIFO chief Peder Lundquist said the fund is involved in nearly 40 projects linked to Ukraine. Business Minister Martin Lidegaard said hosting a Ukrainian defense company brings Denmark knowledge, production, and partnerships. Europe’s security and freedom, he added, start in Ukraine.

Better shielded from Russian strikes

Defense Minister Jeppe Bruus said Denmark was the first country to decide to let a Ukrainian defense company set up on its soil. Production outside Ukraine, he argued, is better protected from Russian attacks. He added that Fire Point’s presence opens cooperation that could give Denmark access to technologies developed in wartime.

Denmark first said in September 2025 that Fire Point would make long-range missile fuel on Danish soil. Since then, the company has signed deals with more than a dozen European firms for FREYJA, an anti-ballistic project. It could reduce Europe’s long-term reliance on scarce US-made Patriot interceptors. Fire Point aims for a first ballistic missile intercept with it by mid-2027.

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Roma cambió la genética de Hispania mucho más que los suevos, alanos y visigodos, según 243 genomas antiguos

A comienzos del siglo V, una mujer de alto rango fue enterrada junto a una antigua posta de la Vía Augusta, en la actual provincia de Castellón, con un vaso de vidrio y dos alfileres de oro de tradición danubiana. Su hermano acabó sus días en Mérida, la romana Augusta Emerita, a unos 725 kilómetros […]

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Lo spread sale a 122 punti base, rendimenti a 4,62%: mai così alti dal 2023

Lo spread tra Btp e Bund ha toccato 122 punti base in apertura del 22 ottobre. Si tratta del livello più alto del differenziale da quasi due anni, ma a preoccupare sono soprattutto i rendimenti dei titoli decennali. Nelle prime battute dell’avvio delle contrattazioni, i Btp decennali benchmark hanno toccato il 4,62%.

Il dato è a pochi decimali dai picchi del 2023, il record recente. Per trovare interessi più alti sui titoli di Stato italiani bisogna andare alla crisi del debito del 2008-2012, quando il Paese era a rischio bancarotta.

Cosa sta succedendo ai rendimenti e allo spread

C’è stato un balzo dello spread, dovuto a un aumento improvviso dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Non si tratta però di un problema italiano, ma globale e, in parte minore, europeo. Lo testimonia il fatto che con i rendimenti che, da quando esiste l’euro, sono stati così alti solo una manciata di volte, il differenziale con i Bund tedeschi è comunque relativamente basso, a 122 punti base.

I fattori che stanno spingendo i rendimenti così in alto sono diversi e c’entrano poco con il debito pubblico italiano:

  • tante aziende e tanti Stati tanno prendendo molti soldi in prestito in un periodo in cui le banche centrali stanno limitando la circolazione di denaro;
  • l’inflazione continua ad aumentare, così come il prezzo del petrolio, oggi tornato sopra 110 dollari al barile;
  • gli Oat francesi hanno superato il record storico di rendimento da quando esiste l’euro.

Si tratta di un misto di circostanze provenienti dall’economia, dalla finanza e dall’opinione pubblica, che stanno contemporaneamente mettendo sotto pressione l’intero mercato delle obbligazioni, statali e non.

I rendimenti al 4,62% in prospettiva

L’ultima volta che i rendimenti erano stati più alti del 4,62% era il 2023, tra settembre e ottobre. L’inflazione era al 5,7%, la Bce aveva alzato i tassi al 4,5%, l’Europa si avviava verso il suo secondo inverno senza gas russo e Trump verso il suo secondo mandato alla Casa Bianca.

Se si vuole trovare la volta precedente in cui i rendimenti sono stati più alti di quelli odierni, bisogna tornare all’inizio del 2013. L’Italia stava ancora uscendo dalla più grave crisi finanziaria del secolo, quella del 2011, in cui il debito pubblico del Paese era andato sotto attacco speculativo mentre l’Europa subiva le conseguenze della crisi economica innescata dal crollo di Wall Street nel 2008.

Francia oltre ogni record di rendimento, regge la Spagna

Che la crisi sia internazionale lo si vede dai dati degli altri Paesi europei. La Spagna, che continua a essere la più stabile, fa segnare un differenziale vicino a 70 punti base e rendimenti al 4,10%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 22 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,40% –
Btp italiani 4,62% 122
Oat francesi 5,05% 165
Bonos spagnoli 4,10% 70

La pressione è più forte sulla Francia, indebolita da un debito fuori controllo e da un’instabilità politica che dura da anni. I rendimenti degli Oat hanno superato il livelli della crisi del 2011, arrivando al 5,05%, con lo spread a 165 punti base.

Altra giornata positiva per i Btp Valore, le prossime aste

Ieri si è conclusa la terza giornata dell’emissione dei Btp Valore, con una raccolta che ha portato il totale vicino a 12 miliardi di euro per il Tesoro. Le prossime aste regolari saranno invece:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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