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10 anos de K-drama na Netflix. O fenómeno já infetou 80% dos subscritores

A Netflix faz esta sexta-feira dez anos na Coreia do Sul, e os números que divulgou para marcar a data mostram o quanto mudou desde 2016. Cerca de 80% dos subscritores da plataforma em todo o mundo já viram pelo menos uma série ou filme coreano. Mais de 200 produções coreanas entraram nos tops 10 globais da Netflix desde 2021. A Coreia, que há dez anos era um mercado novo para a empresa, é hoje a segunda maior fonte de audiência da plataforma, logo a seguir aos Estados Unidos. Os dados vieram num comunicado e num site comemorativo, “Netflix and

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A Netflix faz esta sexta-feira dez anos na Coreia do Sul, e os números que divulgou para marcar a data mostram o quanto mudou desde 2016. Cerca de 80% dos subscritores da plataforma em todo o mundo já viram pelo menos uma série ou filme coreano. Mais de 200 produções coreanas entraram nos tops 10 gl
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“Viviamo in una società che ci schiaccia su modelli prestabiliti e la genitorialità è tra questi. Per le donne e per gli uomini. E non c’è spazio per la fragilità”: parla Elio Germano

Una coppia imperfetta, piena di contraddizioni, davanti al desiderio e alla paura di diventare genitori. È il cuore di “Noi un po’ meglio”, il nuovo film di Daniele Luchetti con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta, presentato alla Festa del Cinema di Roma e in arrivo su Netflix il 29 ottobre. Il film segue Simone e Lucia, due persone profondamente diverse alle prese con il complesso percorso dell’adozione, che li porta a mettere in discussione se stessi, la propria idea di famiglia e le aspettative della società.

Per costruire il suo personaggio, Germano ha trascorso del tempo nelle caserme dei vigili del fuoco. “Da loro ho colto una grande attenzione verso gli altri e una forte empatia. Sono persone abituate ad affrontare situazioni imprevedibili e a rassicurare gli altri”, racconta l’attore.

Secondo Germano, il film mostra soprattutto lo sforzo di due persone che provano a uscire dalle proprie certezze per incontrarsi. “La relazione raccontata nel film è lo sforzo che ognuno fa per uscire dalla propria zona di comfort e andare incontro all’altro”, spiega.

L’attore si sofferma poi sui modelli familiari contemporanei. “Sembra che solo famiglie che rispondono a un certo modello possano crescere dei figli. Quando entrano in gioco i minori emergono tante paure e tanti pregiudizi. Ma spesso si finisce per valutare il modello a cui una famiglia assomiglia e non l’amore e l’affetto che può offrire. E invece credo che sia proprio quello ciò che conta”.

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