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“Ho avuto la mia seconda figlia a 56 anni, quando lei avrà 20 anni ne avrò più di 70, è chiaro che non è l’ideale. Sto cercando di costruirle un futuro per quando non ci sarò più”: così Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo nel 2024 è diventato papà per la seconda volta, all’età di 56 anni. Una paternità che è arrivata tardivamente nel caso della sua seconda figlia, mentre Giulia, la sua primogenita, lo aveva fatto diventare padre per la prima volta a 31 anni, nel 1997. Di tempo tra le nascite di Giulia e di Artemisia ne è passato, se si considera che sono intercorsi esattamente 27 anni.

Questa seconda paternità arrivata così avanti nell’età porta con sé qualche preoccupazione per l’attore, che è consapevole che non riuscirà a godersi diversi momenti della vita della secondogenita. Intervistato da Vanity Fair, Gallo spiega infatti che cosa teme: “Il mio rammarico è non sapere se riuscirò a vederla crescere, o a portarla all’altare, anche se mi auguro di sì. Tutto quello che riuscirò a prendermi è già tanto: anche solo quello che sto vivendo con lei adesso, che ha due anni e otto mesi, è un regalo bellissimo”.

Se in passato l’attore ha dichiarato di essere riuscito a condividere pochi momenti con la propria primogenita Giulia, almeno ora può rivendicare con orgoglio il tempo che riesce a trascorrere insieme alla piccola Artemisia: “Mi rendo conto di aver fatto una cosa che, egoisticamente, non è proprio il massimo per una bambina: avere un padre che, quando lei avrà vent’anni, ne avrà settanta. È chiaro che non è l’ideale, ma egoisticamente mi sto godendo mia figlia e sto cercando di costruirle un futuro per quando non ci sarò più“.

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“Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle”: lo sfogo di Lino Banfi

“Il nonno d’Italia” rimpiange di non aver viaggiato. Lino Banfi è tornato in tv e in una lunga intervista rilasciata durante l’ultima puntata di Verissimo ha spiegato di avere un grosso rimpianto sulla sua vita passata. “Non sono felicissimo, non ho mai fatto un bel viaggio, non sono mai stato all’estero. Non ho mai fatto una crociera con mia moglie Lucia o con i miei figli”, ha ricordato il 90enne interprete di memorabili capolavori come Vieni avanti cretino e Spaghetti a mezzanotte. il motivo di questa mancanza di viaggi riguarda il ritmo di lavoro sui set cinematografici che Banfi ha avuto tra gli anni 70 e 80. “Spesso interpretavo quattro film contemporaneamente. mi cambiavo d’abito addirittura nelle macchine”, ha aggiunto Banfi. Insomma, niente viaggi ma anche grandi soddisfazioni perché tutti lo volevano e Lino generoso non si è mai tirato indietro.

“Tante cose non le ho fatte, ma poi in fondo mi dico: ma che mi frega? Mica è necessario farle. Non è obbligatorio per forza saper nuotare, non ho avuto il tempo di imparare, non è che io ero scemo. Come gli altri hanno fatto avrei fatto anche io. Ci sono state delle volte che ho girato anche quattro film contemporaneamente, mi cambiavo nelle auto perché tutti volevano la mia partecipazione e il mio linguaggio. Papa Francesco aveva ragione quando mi diceva: un giorno parleranno tutti come te e si divertiranno a usare il tuo vocabolario banfiota”, conclude.

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Le prime stelle: le dive del cinema muto rivivono nei dipinti di Toccafondo

George Sadoul scriveva che il cinema italiano dal 1912 al 1918 fu certamente il cinema più bello del mondo. Ecco. Possiamo partire da qui per presentare la mostra di Gianluigi Toccafondo Le Prime Stelle – Le dive italiane che sedussero il cinema al Mic, Museo interattivo del cinema a Milano, inaugurata il 15 ottobre scorso e che proseguirà fino al 7 marzo 2027. Tutto nasce da una preziosa raccolta fotografica in bianco e nero regalata alla Cineteca di Milano da Vico D’Incerti, tra l’altro collezionista e filologo del cinema.

Toccafondo ha magistralmente reinterpretato questo materiale attraverso la sua pittura, mettendo a confronto due forme d’arte e facendo rivivere la bellezza del cinema muto italiano nei suoi primi anni di divismo. Cinquanta fotografie d’epoca che ritraggono altrettante dive protagoniste della settima arte. I loro volti sono quasi sempre altezzosi, gli sguardi si rivolgono all’obiettivo fotografico con alterigia e seduzione. Lyda Borelli, Pina Menichelli, Vera Vergani, Isa Bluette, giusto per citarne alcune tra le più note. Per molte altre si conosce pochissimo, a volte nulla.

Il lavoro artistico di Toccafondo restituisce a quelle immagini una nuova vita che sembrava persa. I colori dei suoi dipinti mettono in movimento i corpi, li animano, cercando di svelare con divertita allegria storie misteriose di una stagione breve e irripetibile del cinema italiano. Nell’incontro con la stampa che ha introdotto la mostra, lo stesso Toccafondo ha spiegato la sua scelta di intervenire nei ritratti. “Tanti elementi mi attraggono nella foto, sicuramente l’espressione della diva, ma anche vestiti e ornamenti e lo spazio attorno; poi luce, controluce e ombre, sono fondamentali per trovare una relazione con la pittura.”

Oltre alle opere di Toccafondo, all’interno della mostra sarà possibile anche osservare manifesti tipografici della programmazione quotidiana del cinema, brochure, materiali pubblicitari e numerose riviste di cinema di quegli anni. Ad accompagnare la mostra ci sarà la rassegna “Doppio Sogno”, che comprenderà film ispiratori del lavoro di Toccafondo, insieme ad una selezione di titoli scelti dalla Cineteca.

Il talento di Gianluigi Toccafondo ha lasciato il segno nel corso degli anni in svariate forme d’arte. Cinema, teatro, pitture, illustrazioni, pubblicità. Non perdetevi questo suo racconto visivo, questo viaggio emozionale che fa sopravvivere un’epoca di cinema ormai dimenticata.

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