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Actor broke her silence after welcoming her third baby

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Once you’ve gotten your bearings, you can then build on your knowledge

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Model and photographer admitted she has anxiety about cinemas ‘at the best of times’
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Making small changes can boost the nutritional value of your favourite wintry meals

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Mayer, who made history as the first female engineer at Google, is under fire for her recent use of a new AI tool

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Giornalista televisivo tra i più conosciuti, tornato in Rai nel 2024 dopo sei anni a La7, Massimo Giletti è alla guida del programma di approfondimento Lo Stato delle Cose, in onda su Rai 3. Il suo patrimonio è legato a due attività principali: la lunga carriera nel mondo della televisione e la partecipazione nell’azienda tessile di famiglia. Ma quanto guadagna e quali sono le sue fonti di reddito?
Una delle principali fonti di reddito di Massimo Giletti è rappresentata dalla conduzione televisiva. Nel corso della sua carriera ha lavorato per decenni in Rai, diventando uno dei volti più conosciuti dell’intrattenimento e dell’approfondimento giornalistico, prima di passare a La7 nel 2017. Il conduttore ha parlato pubblicamente dei propri compensi anche in passato.
In un’occasione aveva dichiarato di percepire 400.000 euro lordi all’anno durante la sua precedente esperienza in Rai. Dopo l’esperienza a La7, dove ha condotto Non è l’Arena, Giletti è tornato nella televisione pubblica nel marzo 2024. La Rai ha annunciato la firma di un contratto per diversi progetti editoriali, senza rendere pubblici tutti i dettagli economici dell’accordo.
Per la conduzione del programma Lo Stato delle Cose, alcune ricostruzioni giornalistiche hanno indicato un compenso di circa 1,1 milioni di euro lordi per il periodo 2024-2025. La cifra non equivale a uno stipendio annuale ufficialmente certificato per il 2026 e non è possibile dare per scontato che le condizioni economiche siano rimaste invariate. Nel settembre 2026, intanto, la Rai ha confermato il ritorno del programma su Rai 3, con una nuova stagione dedicata alle inchieste e all’attualità.
Accanto alla televisione, un’altra componente degli interessi economici di Giletti è rappresentata dalla Giletti Spa, storica azienda tessile con sede a Valdilana, nel Biellese. La società, legata alla famiglia da generazioni, opera nel settore della preparazione e filatura delle fibre tessili.
Dopo la morte del padre Emilio, avvenuta nel 2020, Massimo Giletti ha ereditato una partecipazione nell’impresa insieme ai fratelli Emanuele e Maurizio. Secondo le informazioni pubblicate dalla stampa, ciascuno dei tre possiede una quota pari a circa un terzo del capitale. La gestione operativa è affidata ai fratelli: Emanuele ricopre il ruolo di amministratore delegato, mentre Maurizio è presidente.
I risultati economici dell’azienda tessile hanno attraversato una fase complessa negli ultimi esercizi. Nel 2023 la società aveva registrato un utile di circa 515.000 euro. Nel 2024, invece, il profitto era sceso a 229.000 euro, mentre i ricavi erano diminuiti da 7,2 a 5,8 milioni di euro. Le informazioni disponibili sul bilancio 2025 indicano un ulteriore ridimensionamento dell’attività. Secondo i dati riportati da Spacepack, elaborati sulla base di informazioni societarie, il fatturato della Giletti Spa è sceso a circa 4,39 milioni di euro, con una contrazione del 23,9% rispetto all’esercizio precedente.
Per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, il giornalista divide la sua vita tra Roma e il Piemonte, dove si trovano due dimore legate a esigenze e ricordi differenti. Nella Capitale, il conduttore possiede un appartamento nel quartiere Parioli, una delle zone residenziali più esclusive della città. In Piemonte, invece, Giletti è particolarmente legato alla villa di Ponzone, frazione di Valdilana (ex Trivero), in provincia di Biella, vicino ai luoghi d’origine della sua famiglia e alla storica attività tessile. Lo stesso Giletti l’ha definita in passato il suo «buen retiro», la casa a cui è legato fin dall’infanzia. Non sono però disponibili valutazioni aggiornate e verificate che consentano di stabilire il valore di mercato delle due proprietà o il loro peso effettivo nel patrimonio complessivo del conduttore.
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In alcune regioni ci sono più servizi, in altre la vita costa meno e in altre ancora c’è maggiore possibilità di trovare un lavoro. L’Italia presenta caratteristiche specifiche che variano a seconda della geografia. L’ultimo report, la 13ª edizione del “Rapporto sul benessere equo e sostenibile” dell’Istat, racconta proprio le tendenze delle disuguaglianze di benessere che si possono osservare sul territorio. In altri termini, l’Istat classifica le regioni in base a dove si vive meglio per accesso alla sanità, istruzione e formazione, lavoro, benessere economico, relazioni sociali, sicurezza, ambiente, innovazione, qualità dei servizi e diverse altre voci.
La mappa del benessere conferma la spaccatura tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Infatti, mentre tutte le regioni del Nord e del Centro, con l’eccezione del Lazio, registrano prestazioni superiori alla media nazionale per almeno la metà degli indicatori, nel Mezzogiorno, con la sola eccezione dell’Abruzzo, la maggioranza degli indicatori segnala livelli inferiori alla media. Quindi dove si vive meglio in Italia? L’Istat ha trovato la risposta.
Per rispondere alla domanda su dove si viva meglio in Italia basterebbe dire in tutte le regioni del Nord e del Centro, a eccezione del Lazio. Di conseguenza si potrebbe dire che in tutte le regioni del Mezzogiorno, fatta eccezione per l’Abruzzo, si vive peggio.
Ma oltre a quello che dice la media dei risultati dell’analisi del Rapporto sul benessere equo e sostenibile, si può scendere nei dettagli e rispondere caso per caso.
Per esempio, la distanza tra Nord e Mezzogiorno è evidente in alcuni domini del benessere, come lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico e relazioni sociali.
Ma il quadro non è omogeneo:
Sorprende il valore della sicurezza in determinate regioni. Infatti, rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare, la contrapposizione Nord-Sud sul tema della sicurezza non è così netta. Secondo l’Istat le regioni meridionali registrano risultati migliori rispetto alla media nazionale.
Tranne la Campania, le grandi aree metropolitane del Centro e del Nord risultano penalizzate da una maggiore incidenza di reati predatori e violenze.
Le criticità più marcate si registrano nel Lazio, seguito da Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Un risultato che spinge a ragionare sugli stereotipi territoriali, ma soprattutto a non confondere il benessere economico con una maggiore sicurezza o una minore esposizione a determinati reati.
Il Friuli-Venezia Giulia e le due Province autonome di Trento e Bolzano sono le uniche realtà territoriali che hanno raggiunto valori medi superiori al valore dell’Italia in 10 dei 12 domini di benessere calcolati. Si può quindi dire che sono questi i territori dove si vive meglio.
All’opposto ci sono le regioni dove i valori di almeno 10 dei 12 domini sono peggiori rispetto al riferimento medio nazionale. Ciò accade in:

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Menu item will be available in certain states starting October 27
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Pakistan’s well-known actress and host Iffat Omar has become a target of social media trolling after an amusing incident at Lahore’s Lakmé Fashion Week Season 2.
Iffat Omar, dressed in a golden saree, was striking confident poses on stage alongside renowned designer Nilofer Shahid when a golden piece from a party popper, used during the celebrations, suddenly landed and stuck to her nose.
Interestingly, Iffat Omar remained unaware of it and carried on in her own style. The golden piece on her nose looked like a large nose ring matching her outfit.
Nilofer Shahid also appeared somewhat uncomfortable at the sight. When Iffat Omar eventually realized what had happened, she gently removed the piece from her nose.
After the video went viral on social media, users are posting humorous comments on the actress’s expressions and the unexpected situation. The sudden incident during the fashion week drew considerable attention on social media, along with the event’s other highlights.
The post Iffat Omar trolled after golden party popper piece sticks to her nose on ramp appeared first on Daily Pakistan English News.
Matteo Berrettini è chiaramente uno dei protagonisti del tennis italiano, per quanto gli infortuni abbiano offuscato un po’ la luce della sua carriera negli ultimi anni. Ciò che però non è mai mancata è la curiosità da parte dei fan.
Basti pensare all’interesse registrato per la sua vita amorosa, che in passato ha fatto molto discutere. Ma ecco una domanda che interessa molti: dove vive Berrettini? La risposta ci spinge molto lontano da Roma, per quanto lui resti legatissimo alla sua città. Oggi è infatti residente nel Principato di Monaco. Provare a diventare suo vicino di casa, dunque, non richiede una spesa da poco. Ecco quanto.
Matteo Berrettini è un ben noto tennista italiano, nato a Roma nel 1996. Sappiamo di lui che è cresciuto nel quartiere di Nuovo Salario, che è nella periferia nord della Capitale. In seguito si è trasferito ai Parioli, iniziando a giocare a tennis a soli 8 anni presso il Circolo Magistrati della Corte di Cassazione.
Dopo il liceo scientifico, ha scelto di dedicarsi totalmente alla racchetta, rinunciando all’università. I risultati gli hanno dato ragione ed è stato infatti il primo italiano a raggiungere la finale di Wimbledon, nel 2021. Una delle colonne della nazionale italiana, ha saputo conquistare il pubblico con potenza in campo e simpatia nelle interviste.
Come detto, il legame con Roma non è spezzato ma, al pari di altri colleghi (come Sinner), ha scelto di stabilire la propria residenza a Montecarlo, nel Principato di Monaco. Vantaggi fiscali e numerose strutture, oltre a una comunità di tennisti internazionale che rende questo uno dei luoghi preferiti per questi sportivi.
Il Principato offre inoltre una posizione strategica rispetto ai grandi tornei europei. Ma perché abbiamo citato i vantaggi fiscali? Il motivo sta tutto nell’assenza dell’imposta sul reddito per i residenti. Non a caso proprio a Monaco il tennista ha anche una società, dedicata alla gestione dei suoi interessi commerciali e d’immagine.
Pronti a diventare vicini di casa di Berrettini? La prima cosa da fare è assicurarsi d’avere un bel po’ di riserve economiche sul conto. Monaco è infatti il mercato immobiliare più caro al mondo. Stando ai dati ufficiali dell’IMSEE, nel 2025 il prezzo medio ha superato i 57.500 euro al metro quadro.
Berrettini non fornisce di certo il suo indirizzo di casa a chiunque, facciamo dunque un’analisi generale. Ci si attesta in media intorno ai 53.900 euro al metro quadro (+1,8% in un anno) nel quartiere Monte-Carlo, con punte di 50-65 mila euro nel celebre Carré d’Or, mentre il Larvotto, il più esclusivo, arriva a oltre 71.000 euro al metro quadro.
Discorso diverso per le ville, che sono merce rara lì. Partono da 25 milioni di euro. Volendo tentare un approccio più concreto, ipotizziamo d’aver messo gli occhi su un appartamento di 80 mq a Monte-Carlo (quartiere). Può costare intorno ai 4,3 milioni di euro.
Il tutto in un territorio di appena 2,02 chilometri quadrati, dove la scarsità di spazio (ma non solo quella) spinge i valori sempre più in alto. Basti pensare che il prezzo medio è cresciuto di oltre il 40% in 10 anni.
Discorso decisamente diverso a Roma, dove magari si potrebbe sperare di incrociarlo in visita ai suoi cari nei quartieri della giovinezza. Parliamo dell’area Nord, tra Nuovo Salario, Parioli e Monte Sacro. Qui i prezzi degli immobili in vendita si aggirano intorno ai 3.433 euro al metro quadro, con affitti attorno ai 13,9 euro al metro quadro e una domanda in crescita.
Facciamo lo stesso esempio, dunque un appartamento di 80 mq. In questo caso costerebbe circa 275.000 euro. Tutt’altro discorso, decisamente, dal momento che a Montecarlo costa oltre 15 volte tanto. I veri fan, dunque, dovranno accontentarsi.