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La sinistra brasiliana non ha ancora compreso il fenomeno evangelico

Ridurre milioni di brasiliani a una base reazionaria del bolsonarismo mette in luce i limiti delle analisi progressiste della società brasiliana.

Segue nostro Telegram.

Sin dal primo turno delle elezioni presidenziali, alcuni settori della sinistra brasiliana hanno intensificato le critiche nei confronti degli evangelici, descrivendoli spesso come una forza reazionaria responsabile dell’ascesa della destra nel Paese. Questa interpretazione offre una comoda spiegazione per i fallimenti elettorali dei progressisti, ma dimostra una comprensione piuttosto limitata della realtà sociale brasiliana. Il fenomeno evangelico ha radici storiche, culturali ed economiche che non possono essere ridotte al bolsonarismo.

Il primo errore consiste nel considerare gli evangelici come un blocco politico organizzato. Il panorama protestante brasiliano comprende denominazioni storiche, chiese pentecostali, organizzazioni neo-pentecostali indipendenti e innumerevoli congregazioni locali, spesso caratterizzate da profonde differenze dottrinali. Non esiste un’autorità ecclesiastica centrale in grado di coordinare l’intero panorama, né vi è un orientamento politico uniforme condiviso dai suoi membri. Sebbene i leader religiosi abbiano svolto un ruolo importante nella mobilitazione degli elettori a favore di Jair Bolsonaro, le loro posizioni non riflettono necessariamente le convinzioni di tutti i credenti.

Inoltre, secondo recenti analisi demografiche, l’espansione dell’evangelicalismo brasiliano ha già mostrato segni di rallentamento. Ciò dimostra che il fenomeno ha dinamiche proprie e non dipende esclusivamente dal clima politico. Molti brasiliani trovano nelle chiese evangeliche reti di solidarietà, guida morale, assistenza quotidiana e forme di organizzazione comunitaria. Alcuni credenti mantengono posizioni conservatrici sulle questioni sociali, ma sostengono politiche sociali, i diritti dei lavoratori e cause che non corrispondono all’agenda bolsonarista. Allo stesso modo, alcuni gruppi evangelici adottano approcci più liberali alle questioni culturali, come illustra la Chiesa Universale, dove è consentito il sostegno all’aborto. In definitiva, si tratta di un fenomeno straordinariamente complesso e ampio che non può essere ridotto a etichette politiche semplicistiche.

Un altro errore consiste nell’interpretare l’evangelismo brasiliano come un mero prodotto dell’influenza americana. Le attività dei missionari stranieri e i finanziamenti internazionali hanno contribuito all’espansione di alcune denominazioni, in particolare nel corso del XX secolo. Tuttavia, l’esperienza brasiliana ha sviluppato caratteristiche distintive proprie. Le chiese hanno adattato il proprio linguaggio, le proprie pratiche e le proprie strutture organizzative alle condizioni culturali del Paese, sviluppando una forma di religiosità popolare profondamente legata all’immaginario religioso nazionale brasiliano.

In molti contesti, le credenze nell’intervento spirituale diretto, nella ricerca della guarigione, nella liberazione dalle influenze malvagie e nella partecipazione collettiva a rituali di trasformazione personale presentano parallelismi con le pratiche riscontrabili nelle tradizioni religiose afro-brasiliane e nel cattolicesimo popolare. Ciò non significa che queste religioni siano equivalenti. Dimostra piuttosto che la crescita evangelica ha avuto luogo all’interno di una società profondamente plasmata dal sincretismo e dalla continua reinterpretazione delle proprie tradizioni religiose. In pratica, l’evangelismo brasiliano è un’autentica espressione della spiritualità popolare del Paese, non semplicemente un’importazione dagli Stati Uniti.

Occorre inoltre considerare la dimensione urbana di questo processo. Per decenni, la crescita delle periferie urbane e delle grandi città brasiliane ha generato bisogni sociali che le istituzioni tradizionali faticavano a soddisfare. Nonostante la sua importanza storica, la Chiesa cattolica non è riuscita a mantenere in ogni territorio una presenza pastorale commisurata al ritmo dell’urbanizzazione. Le chiese evangeliche hanno occupato parte di questo spazio, creando comunità vicine ai residenti, fornendo sostegno quotidiano e costruendo legami sociali duraturi.

Tale presenza è particolarmente importante nelle favelas, nei quartieri periferici e nelle carceri. Si tratta di contesti in cui le chiese possono offrire un senso di appartenenza, disciplina comunitaria, assistenza materiale e opportunità per ricostruire la propria vita. Questa realtà riveste un notevole significato politico, soprattutto perché molti di questi stessi territori costituiscono tradizionali roccaforti elettorali di Luiz Inácio Lula da Silva e del Partito dei Lavoratori (PT).Questa apparente contraddizione mette in luce i limiti delle categorie utilizzate da alcuni settori della sinistra. Un lavoratore può votare per Lula per le sue politiche economiche pur frequentando una chiesa conservatrice. Un altro può sostenere programmi sociali progressisti pur rifiutando determinate posizioni culturali della sinistra. Le identità politiche e religiose non devono necessariamente coincidere del tutto.

Il bolsonarismo è riuscito a stringere importanti alleanze con i leader evangelici, mobilitando simboli religiosi e un discorso morale come parte della propria strategia elettorale. Ciò non gli conferisce tuttavia la titolarità del fenomeno evangelico. Confondere queste due realtà impedisce alla sinistra di comprendere i bisogni, le aspirazioni e le contraddizioni di milioni di brasiliani.

Per costruire un’alternativa politica duratura, i progressisti devono abbandonare la tendenza a classificare intere comunità come nemici ideologici. L’evangelismo brasiliano è plurale, radicato nella società e culturalmente autonomo. Ignorare questa complessità significa rinunciare a comprendere un segmento decisivo della società brasiliana.

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Piden prisión preventiva y alerta de Interpol para Flávio Bolsonaro

«Hemos presentado una petición de prisión preventiva para Flávio Bolsonaro, que no entregó su pasaporte y habría huido a Estados Unidos (…) también hemos pedido que se active la alerta roja de la Interpol», explicó el diputado federal Lindbergh Farias.
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Imprensa internacional repercute fuga de Flávio Bolsonaro do Brasil

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Páginas na internet de jornais de diversos países repercutiram nesta terça-feira (27) a fuga de Flávio Bolsonaro do Brasil. O embarque escondido para os Estados Unidos, menos de 48 horas após perder as eleições presidenciais, foi noticiado pela agência Reuters.

>> Flávio responde a dois processos criminais no Supremo Tribunal Federal (STF); saiba mais

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Um dos primeiros veículos a noticiar a fuga foi o Infobae, da Argentina, que disse haver uma suspeita de que o senador teria embarcado com a família em um jato particular, em Puerto Iguazú, com destino aos Estados Unidos. A versão, porém, não foi confirmada pelo governo da Argentina.  

O La Nación, também da Argentina, destaca que fontes próximas ao senador afirmaram que os Estados Unidos estariam diretamente envolvidos na fuga.

O periódico diz ainda que, sob o governo de Donald Trump, o país norte-americano tem se tornado o refúgio do clã Bolsonaro e lembra que Eduardo Bolsonaro, irmão de Flávio, também está nos EUA.

O jornal New York Times destacou que Flávio Bolsonaro deixou o Brasil depois de perder as eleições e após a Justiça determinar a apreensão de seu passaporte.

O espanhol El País lembrou que o senador se recusou a aceitar a vitória de Luiz Inácio Lula da Silva logo após a apuração. O jornal relembra que, em 2022, Jair Bolsonaro também não reconheceu a derrota e que viajou aos Estados Unidos antes da posse de Lula, mas acabou voltando ao Brasil.

O inglês The Guardian afirma que Flávio Bolsonaro estaria a caminho dos Estados Unidos e que sua fuga pode selar o destino da extrema-direita brasileira.

O jornal cita que, além de Flávio, seu irmão Eduardo Bolsonaro também está nos Estados Unidos, foragido da Justiça brasileira, por tentar interferir no julgamento do pai, Jair Bolsonaro. E que o ex-presidente está preso, condenado por tentativa de golpe de Estado.

Paradeiro segue incerto

A fuga de Flávio Bolsonaro começou a ser noticiada pela manhã, por jornais argentinos. O coordenador de campanha do senador, Rogério Marinho, chegou a negar a informação.

Depois, Marinho disse que não tinha notícias de Flávio Bolsonaro desde às 8h e que o senador teria dito que “queria dar um tempo”.

Nas redes sociais, o investidor e ex-secretário de Turismo do México, Simón Levy, compartilhou que Flávio Bolsonaro teria chegado aos Estados Unidos (EUA), em uma articulação liderada pelo secretário de Estado norte-americano, Marco Rubio.
 

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Investigações contra Flávio continuam no STF mesmo após fuga

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O senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) vai continuar respondendo a dois processos criminais no Supremo Tribunal Federal (STF) mesmo após deixar o Brasil e fugir para os Estados Unidos.

Por ter foro privilegiado na Corte, o filho do ex-presidente Jair Bolsonaro, que está em prisão domiciliar, é alvo de duas investigações criminais que tramitam no STF.

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O parlamentar é alvo do processo que investiga o advogado Willer Tomaz, acusado de lavagem de dinheiro relacionado a negócios envolvendo bets.

De acordo com as investigações, o nome do senador foi citado por uma secretária de Willer, que teria informado ao advogado sobre o cancelamento de uma conta ligada à Alcazar Holdings, empresa sediada na Ilha da Madeira, em Portugal, e investigada pela Polícia Federal (PF).

Na semana passada, o relator do caso, ministro Alexandre de Moraes, determinou o bloqueio de até R$ 6 bilhões de Willer Tomaz.

As medidas foram tomadas após a PF descobrir que o advogado viajou para Miami, nos Estados Unidos, após ser alvo, em agosto, de busca e apreensão na Operação Sem Desconto, que apura descontos ilegais em aposentadorias.

Dark Horse

O senador também é alvo de um inquérito que investiga os pagamentos do ex-banqueiro Daniel Vorcaro para o filme Dark Horse, a cinebiografia do ex-presidente Jair Bolsonaro.

O filme que retrata a vida política de Bolsonaro veio à torna após o site The Intercept revelar que Flávio pediu dinheiro a Vorcaro para financiar as gravações.

Após a divulgação da conversa entre Flávio e Vorcaro, ocorrida em novembro do ano passado, o senador negou ter combinado qualquer vantagem indevida com o banqueiro e disse que os recursos eram privados.

Em julho deste ano, Flávio Bolsonaro foi incluído no inquérito e também passou a ser investigado.

Foro privilegiado

Apesar de não ter sido eleito para o cargo de presidente da República, Flávio manterá mandato de senador até o dia 1° de fevereiro.

A tendência é que as duas investigações continuem em tramitação no Supremo após o fim do mandato.

De acordo com a atual jurisprudência da Corte, a competência do STF para julgar ex-parlamentares continua após o encerramento do mandato nos casos em que os crimes estiverem ligados à função pública.

Fuga

Nesta terça-feira (27), o investidor e ex-secretário de Turismo do México, Simón Levy, publicou uma postagem nas redes sociais relatando que Flávio Bolsonaro teria chegado aos Estados Unidos, em uma articulação liderada pelo secretário de Estado norte-americano, Marco Rubio. A possível fuga de Flávio, menos de 48 horas após perder as eleições presidenciais, também foi confirmada pela agência de notícias Reuters.

Ontem (26), um dia após a derrota na disputa presidencial, o senador foi proibido de deixar o Brasil e intimado pela PF a entregar todos seus passaportes em 24 horas. O prazo terminou na manhã de hoje, e os documentos não foram entregues, por isso foram cancelados.

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Brazil's Flávio Bolsonaro and his family will get U.S. visas after presidential election loss

A senior State Department official said Tuesday that Flávio Bolsonaro and his family will be granted U.S. visas after his weekend loss to incumbent Brazilian President Luiz Inácio Lula da Silva in a hotly contested race that bucked a trend of conservative electoral results in Latin America.

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Flávio Bolsonaro flees to the United States after election defeat to Lula

Just days after his defeat in Brazil’s presidential election, Flávio Bolsonaro has fled Brazil for the United States. The U.S. State Department announced it would issue visas to the far-right leader and his family to allow them to enter the United States. The move had already been anticipated by people with close ties to Bolsonaro who spoke with Brazilian media outlets on a day full of rumors and speculation. According to O Globo, Bolsonaro landed in Miami last night.

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© Associated Press/LaPresse (APN)

Flávio Bolsonaro holds a press conference in Brasilia after his election defeat on Sunday.



Associate Press/ LaPresse
Only Italy and Spain
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Flávio Bolsonaro fugiu do Brasil para os EUA

A Polícia Federal garante que Bolsonaro não passou por nenhum posto de fronteira. Ainda não se sabe como saiu nem se os EUA o deixam entrar com o passaporte cancelado. O senador brasileiro Flávio Bolsonaro deixou o país rumo aos Estados Unidos depois de ter perdido as presidenciais de domingo e de se ter recusado a cumprir uma ordem do Supremo Tribunal para entregar os passaportes, disseram duas fontes. A embaixada dos EUA no Brasil não respondeu de imediato a um pedido de comentário. O advogado de Bolsonaro também não respondeu. Segundo a Reuters, não é ainda claro  para onde

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Aliado de Trump diz que Flávio Bolsonaro chegou aos EUA

Logo Agência Brasil

O investidor e ex-secretário de Turismo do México, Simón Levy, publicou uma postagem nas redes sociais nesta terça-feira (27) relatando que Flávio Bolsonaro teria chegado aos Estados Unidos (EUA), em uma articulação liderada pelo secretário de Estado norte-americano, Marco Rubio. A possível fuga de Flávio, menos de 48 horas após perder as eleições presidenciais, também foi confirmada pela agência de notícias Reuters.

 Nenhuma autoridade oficial do Brasil ou dos EUA, entretanto, confirma saída de Flávio do país.

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"Como relatei há algumas horas, Flávio Bolsonaro chegou em segurança aos Estados Unidos. O cérebro por trás dessa operação é o Secretário de Estado dos EUA Marco Rubio. Dos Estados Unidos, livre e seguro, Flávio liderará a oposição contra Lula", escreveu.

A postagem foi feita por volta das 15h30. Em outra publicação, menos de 30 minutos depois, Levy acrescentou que essa fuga recebeu o nome de Operação Alba.

Levy é empresário e advogado e se autodescreve publicamente como um aliado próximo e alguém que serve a Donald Trump e ao movimento MAGA [Make America Great Again, no inglês].

Brasília (DF), 27/10/2026 - Post de Simón Levy sobre fuga de Flávio Bolsonaro aos Estados Unidos. Foto: SimonLevyMx/X Brasília (DF), 27/10/2026 - Post de Simón Levy sobre fuga de Flávio Bolsonaro aos Estados Unidos. Foto: SimonLevyMx/X
Post de Simón Levy sobre fuga de Flávio Bolsonaro aos Estados Unidos. Foto: SimonLevyMx/X - SimonLevyMx/X

A Agência Brasil procurou a assessoria de Flávio, mas não recebeu retorno. O senador não chegou a entregar seus passaportes à Polícia Federal (PF) após decisão do ministro Alexandre de Moraes, do Supremo Tribunal Federal (STF).

A decisão está em segredo de justiça e foi tornada pública pelo senador em suas redes sociais. A ordem judicial faz parte do processo em que Flávio e o advogado Willer Tomaz são investigados no STF por lavagem de dinheiro. Por causa do descumprimento, os passaportes do parlamentar foram cancelados diretamente pela PF.

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Flávio Bolsonaro se habría fugado a EE.UU. para evadir la justicia de Brasil

La Policía Federal de Brasil investiga si el senador Flávio Bolsonaro salió del país rumbo a Estados Unidos, tras no entregar sus pasaportes en el plazo fijado por el Supremo Tribunal Federal. Su paradero no está confirmado: el gobierno argentino y las autoridades brasileñas dicen que no hay registro oficial de su paso por la frontera.
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Filha de Flávio Bolsonaro falta à escola há 2 dias em meio à suspeita de fuga do senador

A filha mais nova do senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) não foi à escola nesta segunda-feira (26) nem nesta terça (27), segundo relato de uma fonte familiarizada com a rotina de um colégio em Brasília, onde ela estuda, na capital federal. Até a semana passada, a frequência da adolescente de 12 anos era regular. Procurada pela Agência Pública, a unidade de ensino apenas respondeu: “Infelizmente não conseguimos confirmar a informação e, infelizmente, nenhum setor da instituição poderá confirmar”.

Segundo apurou a Pública, a filha mais velha do senador, de 14 anos, teria deixado a escola no primeiro semestre deste ano. O colégio não informou os motivos quando procurado pela reportagem.

A ausência das estudantes em escolas se dá em meio à rumores de que Flávio Bolsonaro, derrotado por Lula no segundo turno das eleições presidenciais no último domingo (25), poderia ter deixado o país, apesar de o ministro Alexandre de Moraes, do STF, ter determinado que o candidato derrotado nas urnas entregasse seus passaportes à Polícia Federal (PF) e incluí-lo no sistema de monitoramento migratório, o Sonar.

O senador não cumpriu o prazo de entrega, que terminava nesta terça, e teve os passaportes emitidos em seu nome cancelados pela Polícia Federal (PF). Flávio é alvo de investigação no STF que apura suspeitas de lavagem de dinheiro e evasão de divisas.

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Durante a maior parte da terça, circulou na imprensa brasileira, argentina e dos Estados Unidos a versão de que o senador já estaria no ar, a caminho dos Estados Unidos, ou até mesmo em solo norte-americano. Mas eram apenas especulações e desinformações. 

Registro oficial divulgado pelo governo argentino na madrugada desta quarta-feira (28) desmente declarações feitas inclusive por aliados de Flávio. Segundo a Dirección Nacional de Migraciones, o senador só cruzou a fronteira às 22h50 de terça e decolou às 23h30 em um jato privado com destino a Miami, nos Estados Unidos, mas com escala em Gayaquil, no Equador. 

A Direção Nacional de Migrações informa que, às 22h50 do dia 27/10, ingressaram pelo posto de fronteira da Ponte Internacional Tancredo Neves, na província de Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro e família
A Direção Nacional de Migrações informa que, às 22h50 do dia 27/10, ingressaram pelo posto de fronteira da Ponte Internacional Tancredo Neves, na província de Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro e família

Segundo o órgão, que fez uma publicação do X às 2h01, o senador entrou na Argentina pela Ponte Internacional Tancredo Neves, que liga Foz do Iguaçu, no Brasil, a Puerto Iguazú, na província de Misiones. Ele estava com a mulher, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, e as duas filhas do casal. 

De acordo com a publicação, todos apresentaram documentação de viagem válida, sem impedimentos legais, e a entrada na Argentina foi registrada sem incidentes. 

O episódio repete um roteiro de tentativas de evitar consequências judiciais já conhecido na família. O irmão Eduardo Bolsonaro vive nos Estados Unidos, e o pai, Jair Bolsonaro, foi preso pela PF em novembro de 2025 depois de tentar remover a tornozeleira eletrônica.

A reportagem procurou a assessoria do senador, mas não obteve retorno até a publicação. Em caso de manifestação, este espaço será atualizado.

*Informações que poderiam identificar as menores foram omitidas, em respeito ao Estatuto da Criança e do Adolescente.

Atualização às 12h05 de 28/10/2026: Inserimos informações recentes sobre a fuga de Flávio Bolsonaro.

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Flavio Bolsonaro Had Fled to the United States

The far-right politician escapes Brazilian justice two days after losing the presidential runoff.

On Tuesday, Brazilian and Argentine media outlets raised the possibility that Flavio Bolsonaro, the far-right presidential candidate who lost Sunday’s presidential runoff, had left Brazil for Argentina before planning to travel to the United States on a private jet.

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Brazil’s Supreme Court Bans Flávio Bolsonaro From Leaving the Country

“Sen. Flavio Bolsonaro fled to the United States. The plane is in flight. The information was confirmed by ‘people close to the family,’” Nacho Lemos, teleSUR’s correspondent in Brazil, reported.

“Pilot Mauro Mattosinho told the newspaper today that he had received information that Sen. Flavio Bolsonaro’s name appears on the passenger list of a private jet currently in Puerto Iguazu, Argentina,” he added.

“Flavio fled with his family to the U.S. and will seek political asylum from Trump. The operation to help Flavio Bolsonaro flee involved a small group of allies in Brazil and the U.S., who contacted the Trump administration,” the Brazilian outlet Metropolis reported.

FLÁVIO BOLSONARO FUGIU do Brasil.

Tal qual o pai e o irmão bananinha, é um covarde que saiu escondido do Brasil, com passagem pela Argentina, rumo aos Estados Unidos. Quem diz isso são os próprios aliados da família que tem a covardia no seu DNA.
✅ Jair Bolsonaro tentou se… pic.twitter.com/sKMkDxj6mZ

— Dep. Alencar Santana (@AlencarBraga13) October 27, 2026

Legislator Alencar Santana’s text reads, “Flavio Bolsonaro has fled Brazil. Like his father and his brother ‘Bananinha,’ he is a coward who snuck out of Brazil—passing through Argentina—on his way to the United States. This is according to the family’s own allies; cowardice is in their DNA. Jair Bolsonaro tried to take refuge in the Hungarian embassy. Eduardo Bolsonaro snuck off to the United States. Flavio Bolsonaro snuck off to the United States. Catch the thief!

Previously, on Monday, Brazilian authorities took away Bolsonaro’s passport to prevent him from leaving the country. This happened when Flavio went to visit his father, former President Jair Bolsonaro, who is serving a 27-year prison sentence under house arrest for attempting a coup against Luiz Inacio Lula da Silva.

“The Bolsonaro family’s patriotism has just boarded a flight to the United States! Flavio Bolsonaro fled Brazil after losing the election and violating a court order,” lawmaker Anielle Franco commented on social media.

“The courage was all talk. When it comes time to face the consequences, the destination is always the same: fleeing!” added the sister of Marielle Franco, the socialist activist who was murdered in Rio de Janeiro by far-right militias linked to the Bolsonaro clan.

Flávio Bolsonaro está a caminho dos EUA, diz Reuters.

➡️ #Estúdioi – de segunda a sexta, às 13h, na #GloboNews. pic.twitter.com/OHKQSOIsou

— GloboNews (@GloboNews) October 27, 2026

The text reads, “Flavio Bolsonaro is on the way to the USA, says Reuters.”

Flavio Bolsonaro Is Under Investigation for Money Laundering

Brazil’s Federal Police canceled Bolsonaro’s passports because he had failed to comply with a court order to surrender them as part of an ongoing investigation.

On Monday, Bolsonaro was barred from leaving the country and ordered to surrender his passports within 24 hours. The decision was issued by Supreme Court Justice Alexandre de Moraes, who presided over the trial in which Jair Bolsonaro was sentenced to 27 years in prison.

For months, Flavio has been under investigation in a money-laundering case, according to the newspapers O Estado de Sao Paulo and O Globo. The case is being handled under judicial secrecy.

At the center of the police investigation is Willer Tomaz, a lawyer and close friend of Flavio who has been identified as the operator of a corporate network involving suspicious financial transactions linked to the sports betting industry.

Flavio was listed as a user with extensive access permissions to an account shared with Tomaz, who is also under scrutiny by authorities over a corruption scandal involving improper deductions from the pensions of millions of retirees.

On Monday, after receiving the order to surrender his passports, Flavio Bolsonaro publicly stated that he had no intention of leaving the country for Miami.

His brother Eduardo Bolsonaro, a former congressman who went into self-imposed exile in the United States after declaring himself the victim of judicial persecution, lives in that city.

"Eu não vou desistir do meu país"

E FUGIU MENOS DE 48H DEPOIS.

PEGA LADRÃO!!!! Flávio Bolsonaro TRAIDOR DA PÁTRIA. pic.twitter.com/fDp0qWMlZt

— Sérgio Santos (@ZAMENZA) October 27, 2026

The text reads, “‘I will not give up on my country’—and yet he fled less than 48 hours later. Catch the thief!!!! Flavio Bolsonaro, a traitor to his country.”

The Far-Right Senator Did Not Request Asylum in Argentina

On Tuesday, Argentine presidential spokesman Adrian Ravier said that his government “took note of the election results in Brazil.” These were the first remarks by the administration of far-right President Javier Milei following Luiz Inacio Lula da Silva’s victory in the Oct. 25 runoff.

During a news conference, Ravier said there would be no official statement from the Argentine government regarding the election and defended Milei’s silence.

“When Javier Milei was elected in 2023, President Lula made no gesture to personally congratulate him. The president is not a hypocrite. There are clearly ideological differences between the two leaders,” Ravier said, adding that trade relations with Brazil would continue and “we do not expect any of this to change.”

Milei’s spokesman held the news conference as Argentine media outlets continued reporting on the possibility that Bolsonaro had crossed the border and was in Argentina. “There has been no asylum request for Bolsonaro,” Ravier stressed amid the uproar caused by reports published in the Argentine press.

Early Tuesday, local media reported that Bolsonaro had crossed from Brazil into Puerto Iguazu, in the Argentine province of Misiones, to board a private plane owned by Baires Fly S.A. The flight was scheduled to take off during the early morning hours.

On Tuesday, Flavio Bolsonaro disappeared from his country without acknowledging Lula da Silva’s election victory. His Liberal Party, however, did acknowledge the result.

teleSUR/ JF

Sources: O Globo – Metropolis – teleSUR – O Estado de Sao Paulo – EFE

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Flávio Bolsonaro viaja para os Estados Unidos após derrota eleitoral

Pessoas próximas à família Bolsonaro confirmaram que o senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) viajou para os Estados Unidos nesta terça-feira (27/10). Segundo as informações divulgadas, o avião está em voo.

Flávio estava sem dar notícias desde o início da manhã. A última mensagem conhecida foi enviada às 8h ao senador Rogério Marinho, que coordenou sua campanha. Na conversa, Flávio disse que estava “esfriando a cabeça”, mas não confirmou se havia deixado o Brasil.

Após a derrota para Luiz Inácio Lula da Silva (PT) no segundo turno, realizado no domingo (25/10), teria sido determinada a apreensão dos passaportes do senador pelo ministro Alexandre de Moraes, conforme o relato original. Flávio deveria entregar os documentos nesta terça-feira, mas, segundo as informações divulgadas, não o fez. Não há, no relato apresentado, confirmação oficial das circunstâncias da viagem.

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Justiça ordena investigação sobre suposto financiamento estrangeiro na campanha de Flávio Bolsonaro

O Supremo Tribunal Federal brasileiro ordenou, esta terça-feira, 27 de outubro, a abertura de uma investigação da Polícia Federal sobre suspeitas de interferência estrangeira nas eleições deste ano a favor do candidato presidencial derrotado Flávio Bolsonaro.

Na decisão proferida pelo juiz Flávio Dino, consultada pela Lusa, o magistrado pede uma investigação sobre o possível destino de recursos com origem dos Estados Unidos nas eleições brasileiras.

Dino justifica a instauração do inquérito “para apurar os aspetos penais dos factos delimitados nesta decisão, especialmente a eventual origem, circulação e destino de recursos estrangeiros, bem como a existência de atos de intermediação ou ocultação relacionados a esse fluxo”.

A decisão do magistrado atende aos pedidos do Partido dos Trabalhadores (grupo político de Lula da Silva) e da campanha do outro candidato presidencial Renan Santos (Missão), que reportaram o comportamento da Meta e a publicação de perfis estrangeiros nas redes sociais a favor de Flávio Bolsonaro.

A investigação policial deverá esclarecer ainda o que o magistrado chamou de “manipulações algorítmicas por parte de empresas de internet, visando favorecer ou prejudicar candidaturas”.

O juiz juntou na sua decisão várias reportagens, factos relatados em processos no âmbito no Tribunal Superior Eleitoral (TSE), e até o comunicado do próprio Conselho de Supervisão da Meta, que expressou preocupação com as falhas da empresa e problemas nos perfis ligados à campanha política de Lula da Silva.

Relativamente ao suposto financiamento estrangeiro à campanha do filho mais velho do ex-Presidente Jair Bolsonaro, a investigação deverá visar as supostas negociações da empresa Rockbridge Network com empresários brasileiros para apoiar a campanha de Flávio Bolsonaro.

Flávio Dino destaca na decisão os valores da Constituição brasileira, que proíbe o financiamento estrangeiro em campanhas eleitorais, considerando que qualquer ingerência ou interferência internacional afeta a soberania do Brasil.

“Não se admite a interferência, direta ou indireta, de um Estado estrangeiro sobre assuntos submetidos à soberania da República Federativa do Brasil, tampouco a produção, em território nacional, de efeitos decorrentes de atos unilaterais estrangeiros à margem dos mecanismos constitucionalmente previstos”, escreveu Dino.

“Sublinho, ainda, a necessidade de esclarecer o possível vínculo entre apoio eleitoral e o interesse económico de agentes estrangeiros nas terras raras e nos minerais críticos brasileiros”, acrescentou o magistrado.

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Parlamentares dos EUA cobram Meta por tratamento desigual a Lula

Uma carta assinada por 13 parlamentares democratas dos Estados Unidos cobra explicações de Mark Zuckerberg, CEO da Meta, sobre denúncias de tratamento desigual às campanhas de Luiz Inácio Lula da Silva (PT) e Flávio Bolsonaro (PL) nas plataformas da empresa durante as eleições presidenciais brasileiras de 2026. Enviada em 22 de outubro, a carta ocorre em meio a denúncias de restrições a conteúdos políticos, redução de alcance de publicações e diferenças no funcionamento de ferramentas de inteligência artificial, episódios que levantaram suspeitas sobre a atuação de empresas estrangeiras no processo eleitoral brasileiro.

Entre os signatários estão o senador Bernie Sanders e os deputados Pramila Jayapal, Greg Casar, Maxwell Frost, Jesús G. (conhecido como Chuy García), Jonathan L. Jackson, Summer L. Lee, Mark Pocan, Mike Quigley, Delia C. Ramirez, Jan Schakowsky, Rashida Tlaib e Nydia M. Velázquez. 

Os parlamentares afirmam estar preocupados com os diversos relatos que surgiram ao longo das eleições brasileiras de que as plataformas da Meta estariam restringindo ou reduzindo a distribuição de conteúdos ligados à campanha de Lula, enquanto ampliavam ou recomendavam publicações associadas a Flávio Bolsonaro e seus aliados. Segundo os signatários, as diferenças de tratamento poderiam criar condições desiguais na disputa eleitoral.

Entre os episódios citados está a desativação, em 23 de setembro, da conta de anúncios da campanha de Lula no Facebook, 11 dias antes do primeiro turno. Embora a conta tenha sido restabelecida após 24 horas, os parlamentares afirmam que a Meta não apresentou uma justificativa detalhada para a medida. A carta também menciona restrições ao impulsionamento de anúncios da campanha no Instagram entre 9 e 10 de outubro, que, segundo uma estimativa da própria campanha, teriam impedido cerca de 1,3 milhão de pessoas de visualizar as publicações.

O documento cita ainda uma reportagem da Folha de S.Paulo sobre comunicações internas da Meta que indicariam que funcionários da empresa tinham conhecimento de recomendações algorítmicas que promoviam o perfil de Flávio Bolsonaro e um canal do WhatsApp associado à sua campanha, prática que é proibida pelo Tribunal Superior Eleitoral (TSE).

A carta também menciona um levantamento da organização Ctrl Z, divulgado pela Agência Pública, que documentou mais de mil casos de restrições e banimentos nas plataformas da Meta na primeira quinzena do mês. Entre os conteúdos cuja orientação política pôde ser identificada, nove em cada dez eram favoráveis a Lula ou progressistas. O levantamento registrou casos de perda de alcance, restrições às funcionalidades de contas e remoção de publicações.

Os parlamentares dos Estados Unidos pedem que Zuckerberg esclareça quais medidas foram adotadas, quais regras orientam a moderação de conteúdo político em eleições estrangeiras e se a empresa mantém comunicações com integrantes do governo Donald Trump sobre o Judiciário brasileiro, a regulamentação das plataformas e as eleições de 2026.

O documento também questiona como a Meta pretende garantir que restrições automatizadas às contas de anúncios dos candidatos sejam analisadas por pessoas em até duas horas. Por fim, os signatários perguntam se a empresa permitirá que um auditor independente examine dados internos de moderação e distribuição de conteúdo político relacionado às eleições brasileiras.

Os parlamentares estabeleceram o dia 4 de novembro como prazo para o envio das respostas por escrito, sem retorno até o momento de publicação dessa nota. 

Alertas da sociedade civil 

Para Luã Cruz, diretor de Litigância Estratégica da Ctrl+Z, os episódios reforçam os alertas sobre os riscos de concentrar o debate político nas plataformas controladas pelas Big Techs. “A sociedade civil brasileira de direitos digitais tem alertado há anos sobre o problema de deixar todo o sistema de discussão política pública dentro de ferramentas que são controladas por empresas estrangeiras. As eleições mostraram isso justamente por ser um momento delicado”, afirma.

Segundo Luã, as denúncias reuniram evidências de diferentes formas de interferência, desde anúncios com desinformação e pagamentos em moeda estrangeira até o descumprimento de regras eleitorais e a derrubada de conteúdos progressistas: “Isso reforça de maneira mais aguda que a gente não pode depender delas”, diz.

O diretor ressalta que as plataformas continuam sendo importantes para a comunicação política – “Não é à toa que o canal dos Janones ajudou incrivelmente a campanha do Lula” – mas defende que o país desenvolva alternativas para reduzir a dependência desses serviços.

Outro episódio destacado é o funcionamento da Meta AI, assistente de Inteligência Artificial da Meta no WhatsApp. O Núcleo Jornalismo reproduziu testes em que a ferramenta se recusava a criar imagens com referências a Lula, ao PT e ao número 13, mas atendia a comandos equivalentes relacionados a Flávio Bolsonaro, ao PL e ao número 22. A Meta reconheceu a falha e afirmou ter adotado medidas adicionais para impedir a geração de imagens de candidatos, inclusive quando os comandos usavam apenas o primeiro nome e o número eleitoral. A organização Ctrl+Z também apresentou uma denúncia formal à Corregedoria da Justiça Eleitoral sobre a diferença de tratamento. 

A carta dos parlamentares norte-americanos também menciona a ocorrência, com base em reportagem publicada por Mônica Bergamo em 14 de outubro, que apontou diferenças na geração de imagens favoráveis aos dois candidatos. As denúncias levaram o TSE a determinar que a Meta garantisse tratamento igualitário às candidaturas. 

Na decisão, porém, o ministro Marco Aurélio Bellizze afirmou que, embora houvesse indícios de falha na ferramenta, não havia elementos suficientes para concluir que ela decorreu de um critério deliberado ou que ocorreu de forma sistemática. 

São Paulo (SP), 19/10/2026 - Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira.
Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira

Ministério Público acionou a Justiça

As denúncias também motivaram medidas do Ministério Público Federal (MPF). A Agência Pública relatou que o órgão adotou iniciativas para tentar impedir bloqueios de contas e restrições de alcance considerados indevidos nas plataformas da Meta.

Na Justiça Federal do Rio Grande do Sul, o MPF ajuizou uma ação civil pública com pedido de urgência para impedir decisões de bloqueio de conteúdo baseadas exclusivamente em algoritmos e exigir que reavaliações e recursos sejam analisados por equipes humanas especializadas. O órgão também pediu a possibilidade de aplicação de multa diária de R$ 500 mil por conta afetada em caso de descumprimento.

Em outra frente, a Procuradoria Federal dos Direitos do Cidadão (PFDC) encaminhou uma recomendação extrajudicial à Meta, cobrando providências de transparência e proteção à liberdade de expressão durante o período eleitoral. A empresa recebeu prazo de 48 horas para informar se acataria as recomendações e de 30 dias para apresentar um relatório conclusivo.

As medidas foram motivadas por denúncias apresentadas pelas organizações Ctrl+Z, Artigo 19, Conectas e Sleeping Giants Brasil. Entre os casos relatados estão suspensões de contas e restrições a conteúdos políticos favoráveis a Lula e contrários a Flávio Bolsonaro. A apuração também identificou casos de perfis e publicações removidos sob acusações de terrorismo e nudez, sem que houvesse conteúdo que justificasse essas classificações.

O MPF considerou genéricas as respostas apresentadas pela Meta e apontou que a empresa não esclareceu individualmente os motivos das restrições nem detalhou todos os casos de suspensões e remoções questionados.

Na avaliação de Luã, a reparação dos usuários afetados deve ser uma das prioridades na responsabilização da empresa. O diretor também defende a abertura de dados sobre a moderação de conteúdo e a aplicação de multas proporcionais à dimensão das plataformas.

“Além de você reparar o dano para o consumidor como um todo, tem que ter a abertura dos dados para a gente entender o tamanho do estrago. E, a partir disso, ver o terceiro ponto que é a multa. Tem que multar pesado. Essas empresas são as mais ricas da história do capitalismo e elas precisam ser responsabilizadas à altura”, diz.

São Paulo (SP), 19/10/2026 - Organizações da sociedade civil e movimentos sociais realizam protesto em frente à sede da Meta , na avenida Faria Lima,3732, para denunciar o que consideram interferência sistemática da big tech na eleição brasileira
Big Techs interferem no debate político e reforçam a necessidade de reduzir a dependência de suas plataformas, segundo especialista

Comitê de Supervisão aponta falhas de moderação

O Comitê de Supervisão da Meta também apontou falhas na aplicação das regras de moderação durante as eleições brasileiras. O colegiado criticou as restrições técnicas impostas às contas de anúncios de Lula e considerou que houve aplicação excessivamente rigorosa das políticas antifraude da empresa.

O comitê avaliou que o caso deveria ter sido encaminhado a uma equipe interna de especialistas, além de destacar que erros de moderação durante períodos eleitorais podem ocorrer tanto pelo excesso de rigor, que restringe manifestações políticas legítimas, quanto pela aplicação insuficiente das regras, que pode comprometer a integridade eleitoral. E cobrou mais transparência e consistência nos procedimentos de moderação e recomendou a criação de indicadores públicos que permitam avaliar a eficácia das medidas adotadas pela empresa, incluindo suas principais falhas.

A manifestação retoma preocupações sobre a atuação da Meta em eleições anteriores em outros países, inclusive nos EUA, e a necessidade de mecanismos que permitam avaliar os resultados de suas políticas de moderação. Embora a empresa divulgue dados gerais sobre anúncios e contas removidas, o comitê apontou limitações nas métricas públicas disponíveis para medir a efetividade dessas políticas.

TSE cobrou tratamento igualitário

O TSE determinou, em 15 de outubro, que a Meta oferecesse tratamento igualitário aos dois candidatos. Em 19 de outubro, diante do que o tribunal considerou descumprimento da decisão, a multa aplicada à empresa foi dobrada.

No dia seguinte, a Meta declarou ter concluído a implementação de 17 iniciativas para cumprir a determinação, incluindo um mecanismo de revisão humana das contas de anúncios das campanhas presidenciais.

Os episódios também evidenciaram limitações na atuação das instituições brasileiras diante das plataformas, aponta Luã. “Não foi uma questão de falta de instrumento jurídico ou até mesmo falta de conhecimento, por exemplo, da sociedade civil ou da população brasileira sobre o que estava acontecendo. Faltou ao TSE atuar de maneira diligente”, afirma.

Segundo o diretor, a sociedade civil alertava para os problemas desde março, quando foram publicadas as resoluções eleitorais sobre tecnologias. 

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Bolsonaro’s party recognizes Brazil election result. But he hasn’t conceded

Brazil’s Liberal Party, the party behind presidential candidate Flávio Bolsonaro, on Monday recognized the election results leading to President Luiz Inácio Lula da Silva’s victory, even though the far-right leader has not conceded. Party president Valdemar Costa Neto said in a statement posted on the social platform X that the party recognizes the election results but…

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Flávio Bolsonaro flees Brazil after presidential election loss, reports say

Far-right senator and his family boarded private plane to Ecuador after crossing border to Argentina, Argentina’s government confirms

The far-right senator Flávio Bolsonaro has reportedly fled Brazil and is on his way to the United States after losing Sunday’s presidential election to the leftwing incumbent, Luiz Inácio Lula da Silva, who called the act “shameful”.

A report by the news website Metrópoles, citing people close to the politician’s family, said he was en route to the US. “The plane is in flight,” Metrópoles reported, without making clear where it had departed from.

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© Photograph: Lucas Neves/NurPhoto/Shutterstock

© Photograph: Lucas Neves/NurPhoto/Shutterstock

© Photograph: Lucas Neves/NurPhoto/Shutterstock

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Polícia Federal cancela passaportes de Flávio Bolsonaro

Logo Agência Brasil

A Polícia Federal (PF) cancelou os passaportes do senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ), uma vez que ele não cumpriu a decisão judicial de entrega dos documentos. Não há, até o momento, registro formal de saída do senador do país.

Diante da situação, a PF vai oficiar o ministro do Supremo Tribunal Federal Alexandre de Moraes sobre o não cumprimento da determinação. Moraes havia ordenado ontem (26) a entrega dos documentos e proibido que Flávio deixasse o Brasil. 

Notícias relacionadas:

O cancelamento dos passaportes ocorre em meio a suspeitas de que o candidato derrotado nas eleições presidenciais de 2026 teria cruzado a fronteira para a Argentina usando documento de identidade e com a intenção de ir aos Estados Unidos a bordo de um jato executivo.

A suspeita ganhou força após matéria publicada nesta terça-feira (27) pelo site argentino Infobae, informando que o senador já estaria em Puerto Iguazú, cidade que faz fronteira com o Brasil. De lá, ele viajaria para os Estados Unidos a bordo de um Gulfstream G400, registro LV-JQW, pertencente à empresa Baires Fly S.A.

Ainda segundo a imprensa argentina, a Casa Rosada informou não ter registrado, até o momento, a entrada de Flávio Bolsonaro no país.

Flávio é investigado em dois inquéritos que tramitam no Supremo Tribunal Federal (STF). Em um deles, é suspeito, ao lado do advogado Willer Tomaz, de lavagem de dinheiro por meio de plataformas de bets. Ele também é alvo de outro inquérito que investiga o financiamento do filme Dark Horse, sobre a trajetória de seu pai.

Saiba mais no Repórter Brasil Tarde, da TV Brasil

Irmão nos Estados Unidos

Eduardo Bolsonaro, irmão de Flávio, está nos Estados Unidos, apesar de constar contra ele um mandado de prisão em aberto no Brasil. Na semana passada, Eduardo, que teve o mandato de deputado federal cassado, defendeu que Flávio deveria deixar o Brasil se perdesse a eleição.

O ex-deputado foi condenado a quatro anos de prisão por articular sanções contra autoridades brasileiras e o tarifaço dos Estados Unidos contra as exportações do país, em uma tentativa de evitar a condenação de seu pai, o ex-presidente Jair Bolsonaro, no processo da trama golpista.

PL reconheceu vitória de Lula

Apesar de Flávio não ter aceitado a derrota no segundo turno das eleições presidenciais em seu primeiro discurso após a apuração, o Partido Liberal reconheceu publicamente nesta terça-feira que Luiz Inácio Lula da Silva venceu o pleito.

O presidente Luiz Inácio Lula da Silva foi reeleito com uma diferença de mais de 4,4 milhões de votos. 

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