❌

Reading view

Napoli, piccola scossa e poker servito: il Monza va ko, le sconfitte di Milan e Juve aiutano Allegri

Il Napoli torna a vincere e lo fa con un netto 4-1 sul campo del Monza. Hojlund apre le marcature, Politano, Rafa Marin e De Bruyne chiudono i conti nella ripresa. Gli azzurri salgono a 14 punti, agganciano la Juventus e approfittano anche della sconfitta del Milan.

Politano rompe l’equilibrio dopo il pareggio di Varela, Rafa Marin e De Bruyne completano il poker

Quattro gol al Monza, tre punti in classifica e due rivali che perdono terreno. Al Napoli serviva una serata così, soprattutto dopo la sconfitta contro il Venezia e il pareggio con la Roma. Gli azzurri tornano alla vittoria battendo 4-1 la squadra di Ivan Juric e approfittano dei passi falsi di Milan e Juventus, sconfitte rispettivamente da Bologna e Genoa. Una piccola scossa per la squadra di Massimiliano Allegri, ancora lontana dalla vetta ma finalmente capace di portare a casa un successo convincente.

Il Napoli parte forte e sblocca subito la partita grazie a un grande Rasmus Hojlund. Al 10′ Di Lorenzo trova il corridoio giusto per il danese, che attacca la profondità e batte Törnqvist con un sinistro preciso. L’attaccante è tra i migliori in campo, lavora per la squadra, crea problemi alla difesa brianzola e nella ripresa va anche vicino alla doppietta. Una prestazione che può dare fiducia al centravanti e a un Napoli che aveva bisogno di ritrovare concretezza davanti alla porta. La partita, però, non è tutta in discesa. Al quarto d’ora gli azzurri perdono Lobotka, costretto a uscire in barella dopo uno scontro con Mangas. Al suo posto entra Gilmour. Il Monza prende coraggio e comincia a rendersi pericoloso soprattutto con Varela, che al 28′ costringe Milinkovic-Savic all’intervento. Il pareggio arriva al 43′, quando il portoghese raccoglie un cross di Robinson dalla sinistra e di testa firma l’1-1, segnando il suo ottavo gol in campionato.

Nella ripresa il Napoli impiega appena tre minuti per tornare avanti. Politano recupera un pallone sulla destra, si accentra e lascia partire un sinistro che si infila sul palo lontano. È il 2-1 che cambia la partita e restituisce sicurezza agli uomini di Allegri, guidati in panchina dal vice Marco Landucci per la squalifica dell’allenatore. Poco dopo Hojlund sfiora il terzo gol, ma Törnqvist riesce a respingere la sua conclusione in angolo. Proprio dal corner successivo arriva il 3-1, con Rafa Marin che stacca di testa sul cross di Politano e batte il portiere del Monza. Il poker porta invece la firma di Kevin De Bruyne, entrato da pochi minuti. Noa Lang premia l’inserimento del belga, che si presenta davanti a Törnqvist e non sbaglia.

Il Monza, dopo aver tenuto testa al Napoli nel primo tempo, non riesce più a reagire e incassa la seconda sconfitta consecutiva, restando fermo a 7 punti. Per gli azzurri, invece, il successo vale il ritorno a quota 14, gli stessi della Juventus, battuta 2-0 dal Genoa. Anche il Milan cade a San Siro, sconfitto 4-2 dal Bologna, e rimane a 18 punti. Il Napoli recupera terreno sulle due rivali, ma resta a undici punti dalla coppia di testa formata da Inter e Lazio. Il 4-1 di Monza dà una boccata d’ossigeno, senza cancellare le difficoltà delle ultime settimane. Allegri può sorridere per i quattro gol e per la prova di Hojlund, ma dovrà valutare anche le condizioni di Lobotka, uscito per un problema alla caviglia.

Domenica i partenopei saranno attesi proprio dalla Juventus allo Stadium, con Allegri ancora squalificato. Le due squadre ci arrivano appaiate a 14 punti, ma dopo una giornata decisamente diversa: il Napoli con quattro gol segnati, i bianconeri con una sconfitta da riscattare.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Napoli, piccola scossa e poker servito: il Monza va ko, le sconfitte di Milan e Juve aiutano Allegri proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Serie A, Juventus in crisi nera: il Genoa domina e vince 2-0. Cambiaso e Kalulu disastrosi, per Spalletti è notte fonda

La Juventus è in crisi totale. Il Genoa domina al Ferraris e vince 2-0 grazie ai gol di Ehizibue e Baldanzi. I bianconeri non entrano praticamente mai in partita, traditi dagli errori di Cambiaso e Kalulu, da un centrocampo che continua a non funzionare e da un attacco inesistente. Per Luciano Spalletti tornano tutti i fantasmi: la zona Champions si allontana e la luce in fondo al tunnel, per ora, non si vede.

Ehizibue e Baldanzi colpiscono nel primo tempo: Cambiaso e Kalulu regalano due gol al Genoa

La Juventus è in crisi nera. E, a giudicare da quello che si è visto al Ferraris, la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontanissima. Il problema non è soltanto la sconfitta per 2-0 contro il Genoa, ma la prestazione di una squadra che non ha quasi mai dato l’impressione di poter mettere in difficoltà gli avversari. Daniele De Rossi ha dominato l’amico Luciano Spalletti, con i rossoblù più organizzati, aggressivi e soprattutto convinti di quello che stavano facendo. La Juve, invece, è sembrata una squadra senza capo né coda. Una formazione che fatica a difendere, non riesce a costruire gioco e davanti combina pochissimo. E quando tutti e tre i reparti non funzionano, diventa difficile pensare che basti cambiare qualche interprete per rimettere in piedi la stagione.

A Genova, poi, ci si sono messi anche i singoli. Cambiaso e Kalulu hanno disputato una partita da dimenticare, diventando protagonisti in negativo delle due reti rossoblù. Al 12′ Baldanzi arriva sul fondo e serve un pallone rasoterra per Ehizibue, che calcia di prima intenzione. Cambiaso prova a intervenire, ma la sua deviazione finisce per mettere fuori causa Vicario, regalando al Genoa il vantaggio. La Juventus non reagisce e il raddoppio arriva al 29′. Stavolta a sbagliare è Kalulu, che gestisce malissimo un pallone recuperato dopo un calcio d’angolo bianconero. Vitinha ne approfitta e si presenta in area, trovando prima la respinta della difesa e poi il pallone sul quale si avventa Baldanzi, bravo a battere Vicario.

Due errori gravi, ma soprattutto due episodi che fotografano una squadra incapace di gestire anche le situazioni più semplici. E il Genoa avrebbe potuto fare ancora più male, perché per tutto il primo tempo ha trovato spazi e possibilità di ripartire contro una Juventus spesso disordinata e troppo lenta a rientrare.

Juventus, il centrocampo non carbura e l’attacco non esiste: Spalletti prova a cambiare tutto

Se Cambiaso e Kalulu sono i peggiori in campo, il resto della Juventus non offre molti motivi per sorridere. Il centrocampo continua a non carburare. McKennie, Douglas Luiz e Sarr non riescono a dare ritmo alla manovra, recuperano troppo poco e faticano a trovare collegamenti con gli uomini offensivi. La conseguenza è un attacco praticamente inesistente. Kolo Muani e Alajbegovic restano isolati per lunghi tratti, ricevono pochi palloni utili e raramente riescono a mettere sotto pressione la retroguardia del Genoa. La squadra di Spalletti tiene il pallone in alcune fasi, ma fatica tremendamente a trasformare il possesso in pericoli concreti. Per capire quanto sia stata complicata la serata basta guardare le occasioni costruite. Nel recupero del primo tempo Kalulu spreca l’unica vera possibilità bianconera, confermando una prestazione già compromessa dagli errori in difesa.

Nella ripresa Spalletti prova a cambiare tutto, inserendo progressivamente Woltemade, Zhegrova, Boga, Cabal e Koopmeiners. Ma la Juventus non cambia passo. Al 65′ Bremer cerca di riaprire la partita con un colpo di testa che termina sopra la traversa. Undici minuti dopo Zhegrova prova la conclusione dalla distanza, trovando la risposta di Bijlow. Sono episodi isolati, troppo poco per una squadra che deve recuperare due gol e che dovrebbe avere ben altre ambizioni. In pieno recupero Koopmeiners colpisce la traversa e il portiere del Genoa si oppone anche a Lucumí, ma il risultato non cambia.

Genoa 2, Juventus 0. Una vittoria meritata per De Rossi, che ha preparato meglio la partita e ha visto i suoi giocatori eseguire il piano con una convinzione completamente assente dall’altra parte.

Juve, tutti i fantasmi di Spalletti: la zona Champions si allontana e la squadra non convince

A questo punto, però, bisogna andare oltre la cronaca. Perché la Juventus sta mostrando limiti che non possono più essere liquidati come semplici giornate storte. La vittoria contro il Lecce aveva dato l’illusione di una ripartenza, ma a Genova sono tornati gli stessi problemi che accompagnano i bianconeri da settimane. Spalletti continua a cercare risposte, cambia gli uomini, prova soluzioni differenti, ma il risultato è quasi sempre lo stesso. Il centrocampo non costruisce, l’attacco non c’è e la difesa concede occasioni troppo facilmente. Manca soprattutto una personalità collettiva, quella che dovrebbe permettere alla squadra di reagire quando la partita si mette male.

E qui tornano tutti i fantasmi del tecnico di Certaldo. Perché Spalletti ha le sue responsabilità, a cominciare dalla difficoltà di dare un’identità riconoscibile a questa Juventus. Ma sarebbe sbagliato pensare che basti mettere sotto accusa l’allenatore per risolvere tutto. Anche i giocatori devono rispondere di prestazioni come quella del Ferraris. Cambiaso e Kalulu sono stati disastrosi, ma quanti altri possono dire di aver giocato una partita all’altezza? Quanti hanno provato davvero a prendere in mano la squadra? Troppo pochi. E la sensazione è che il problema sia ormai più profondo del singolo errore o della scelta sbagliata di formazione.

La classifica rende tutto ancora più complicato. Dopo nove giornate, il Como quarto è distante sei punti e la corsa alla Champions League comincia già a diventare una rincorsa.

La Juventus ha bisogno di ritrovare gioco, gol e soprattutto convinzione. Spalletti deve riuscire a far funzionare una squadra che oggi sembra non avere nemmeno le basi per competere con continuità. Perché perdere a Genova può succedere. Farsi dominare senza quasi reagire, per una Juventus che punta alla Champions, è molto più difficile da giustificare.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Serie A, Juventus in crisi nera: il Genoa domina e vince 2-0. Cambiaso e Kalulu disastrosi, per Spalletti è notte fonda proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Milan e Inter presentano il nuovo stadio: dalle tribune stile Dortmund ai led esterni, ecco come sarà. Cambierà anche nome

Poche ore e poi i tifosi di Milan e Inter scopriranno come sarà il nuovo impianto che prenderà la pesantissima eredità dell’attuale San Siro. Domani, giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 16:30, al Castello Sforzesco di Milano, verranno infatti presentati ufficialmente il progetto e i rendering del nuovo stadio di Inter e Milan. L’impianto sarà progettato dagli studi internazionali di architettura Foster + Partners e MANICA, incaricati dai due club milanesi.

L’avvio dei lavori è previsto per la metà del 2027, mentre il completamento della nuova struttura è atteso entro il 2031, in tempo per renderla disponibile in vista degli Europei del 2032. La demolizione dell’attuale stadio, invece, dovrebbe iniziare nel 2031 e richiedere circa due anni. Il progetto comprende anche la riqualificazione dell’intera area, con la realizzazione di nuovi spazi commerciali. L’investimento complessivo supererà i 2,3 miliardi di euro, di cui circa 708 milioni saranno destinati alla costruzione dello stadio vero e proprio, come riportato da Eurosport. La prima importantissima novità: cambierà nome. Ma quello definitivo non è ancora stato scelto. “Nuovo Stadio Milano” è infatti una denominazione provvisoria utilizzata dallo studio MANICA, in attesa che venga definito l’accordo con lo sponsor commerciale che darà il proprio nome alla struttura.

Per quanto riguarda le caratteristiche, il nuovo stadio dovrebbe avere una capienza di 71.500 spettatori, superiore ai 60.000 posti inizialmente previsti. Saranno presenti tra gli 8mila e i 13mila posti premium, distribuiti tra aree hospitality e spazi dedicati alle aziende. Proprio quello della capienza è un tema importante: facendo un calcolo rapido, ci saranno circa 10mila posti in meno. La capienza attuale è di poco più di 75mila e 500 spettatori, quella del nuovo sarà di 4mila in meno. A far la differenza saranno però i posti corporate: nel nuovo ce ne saranno tra 8 e 13mila, mentre adesso sono intorno a 4mila. Quindi in totale saranno circa 10mila i posti che “mancheranno” rispetto all’attuale San Siro.

E a proposito di posti corporate e biglietti esclusivi, la particolarità riguarda chi acquisterà alcuni dei biglietti Premium. Tra gli elementi previsti figura anche il cosiddetto Tunnel Club, una struttura in vetro che permetterà ai tifosi di assistere all’ingresso delle squadre in campo. Il progetto prevede inoltre l’accessibilità per le persone con disabilità in tutti i settori, numerosi punti di ristoro e servizi igienici, oltre a un’area parcheggi collocata sotto il campo. Qui l’altra particolarità: l’impianto sarà rialzato e sorgerà su un podio, che permetterà di costruire un’area parcheggi sotto il campo.

La struttura avrà una forma ovale, un’altezza di circa 52 metri e due anelli, anziché i tre dell’attuale San Siro. Le curve saranno inclinate di 37 gradi, con una pendenza simile a quella della Südtribüne, la celebre curva del Signal Iduna Park di Dortmund conosciuta come “Muro Giallo”. Una caratteristiche anche i calciatori dal campo riusciranno a percepire. Il campo da gioco e la copertura saranno fissi, senza sistemi retrattili, e il terreno non sarà coperto dal tetto.

Grande attenzione sarà riservata anche all’aspetto estetico e tecnologico. La facciata esterna sarà caratterizzata da un sistema di LED colorati che si illumineranno in base alla squadra che giocherà. Rossi e neri quando gioca il Milan, neri e azzurri quando gioca l’Inter. Un po’ – per rendere il concetto – come succede all’Allianz Arena da diversi anni, con l’esterno che si colora in base alla squadra presente tra Bayern, Munich 1860 e nazionale tedesca. Ascensori ed eventuali scale mobili consentiranno di raggiungere i diversi settori. È prevista inoltre una particolare cura dell’insonorizzazione acustica per evitare che le abitazioni circostanti ne risentano particolarmente, insieme a maxischermi e a una fascia luminosa a LED tra il primo e il secondo anello. Queste sono solo le prime anticipazioni: domani, anche da un punto di vista grafico, i tifosi potranno iniziare a immaginare la nuova casa di Inter e Milan.

L'articolo Milan e Inter presentano il nuovo stadio: dalle tribune stile Dortmund ai led esterni, ecco come sarà. Cambierà anche nome proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

La grottesca statistica: Mussolini segna a Turati 104 anni dopo la marcia su Roma

Il 27 ottobre 2026 Romano Benito Floriani Mussolini, giocatore della Lazio e promessa del calcio italiano, segna il suo primo gol in Serie A nella partita Sassuolo-Lazio finita 2-6. E fin qui non ci sarebbe nulla di speciale: non fosse che il 27 ottobre 1922 il suo bisnonno – che non ha bisogno di presentazioni visto il cognome del ragazzo – iniziava le mobilitazioni che avrebbero portato alla marcia su Roma. Uno dei più strenui oppositori dell’ascesa fascista, nonché uno dei più rilevanti politici socialisti degli anni ’20, si chiamava Filippo Turati. E come fa di cognome il portiere del Sassuolo che ieri sera, al 16′ minuto di gioco, ha subito gol dal pronipote del Duce? Esatto, proprio Turati. Stefano, per la precisione.

Una suggestione dolceamara, a tratti grottesca, che unisce Storia e sport. Il primo a far notare questa strana statistica è stato il giornalista sportivo Giuseppe Pastore: la sua storia Instagram, com’era prevedibile, è andata virale sui social e le battute si sono sprecate. Tanto più che, come hanno fatto notare alcuni utenti, il gol del giovane terzino stava per essere annullato per fuorigioco dal Var a causa di un braccio destro alzato oltre la linea dell’ultimo difensore.

Al di là del tono ironico di molti commenti apparsi sui social, con questo episodio si ripropone, a distanza di 104 anni, lo scontro tra Mussolini e Turati. Un’intreccio che riporta a una delle pagine più buie della storia d’Italia. Fortunatamente in questo caso si parla solo di un campo da calcio. Ma da un semplice gol si è alzato un tale polverone mediatico: lo sport, si sa, da sempre appassiona gli italiani molto più della politica.

L'articolo La grottesca statistica: Mussolini segna a Turati 104 anni dopo la marcia su Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“Ha segnato un solo gol ma ha fatto tre dischi”: Noa Lang, in arte Noano, pubblica il suo nuovo singolo Badbad

Noa Lang torna a essere Noano. L’attaccante del Napoli ha pubblicato un nuovo singolo, Badbad, realizzato in collaborazione con KM e rilanciato nelle ultime ore con una breve promo di 38 secondi su TikTok. È bastato meno di un minuto per riaccendere anche l’ironia dei tifosi: “Ha segnato un solo gol ma ha fatto tre dischi“, ha scritto qualcuno sui social.

Per Lang, però, la musica non è un passatempo nato adesso. L’olandese porta avanti ormai da anni una seconda carriera nel rap, cominciata nel 2023 con 7K Op Je Feestje, pubblicato con lo pseudonimo Noano. Il brano superò le 100mila riproduzioni su Spotify già nel giorno dell’uscita e ottenne poi il disco d’oro. Nel 2024 è arrivato Damage, realizzato con Ronnie Flex: numero uno nella Single Top 100 olandese per quattro settimane e oltre 28 milioni di ascolti su Spotify al marzo 2026. L’anno successivo è stato quello della definitiva consacrazione musicale. Prima Waka, insieme a Emms, capace di superare i 18 milioni di stream, poi Matcha Coco con Jonna Fraser, diventato disco d’oro dopo aver raggiunto quota dieci milioni di ascolti.

Nel maggio 2026 è toccato a Ewa Safi, pubblicato con Lil’ Kleine e diventato il secondo numero uno di Lang nella Single Top 100 olandese. Numeri che raccontano perché definirlo semplicemente un calciatore con la passione per il rap sarebbe ormai riduttivo. Adesso arriva Badbad. Il singolo era stato anticipato nei giorni scorsi e il video pubblicato su TikTok ha raccolto in una giornata circa 60mila “mi piace”, tra commenti sarcastici e messaggi dei tifosi turchi che ancora lo rimpiangono dopo la parentesi al Galatasaray.

Rientrato al Napoli, Lang sta trovando spazio anche in campo. Gli infortuni di Alisson Santos e David Neres gli hanno aperto nuove possibilità nella formazione di Max Allegri. Ma non è ancora entrato nel cuore dei tifosi partenopei e i numeri lo giustificano: appena un gol nella sua prima esperienza in azzurro, una sola rete in otto presenze anche in questa stagione. Al momento, in effetti, il rapper Noano è più produttivo dell’attaccante Noa Lang.

L'articolo “Ha segnato un solo gol ma ha fatto tre dischi”: Noa Lang, in arte Noano, pubblica il suo nuovo singolo Badbad proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌