Lima, 28 oct (Prensa Latina) La encargada de negocios de Cuba en Perú, embajadora Yamila Pita, calificó como una importante victoria la amplia votación de la Asamblea General de Naciones Unidas contra el bloqueo de Estados Unidos que afecta gravemente a su país.
Os manifestantes aceitaram retirar as tendas, mas decidiram manter-se na Praça D. João I. A PSP autorizou a permanência durante a noite, desde que se mantenham em silêncio. Em Lisboa, manifestantes não passam a noite no Rossio
Os manifestantes aceitaram retirar as tendas, mas decidiram manter-se na Praça D. João I. A PSP autorizou a permanência durante a noite, desde que se mantenham em silêncio. Em Lisboa, manifestantes não passam a noite no Rossio
El informe pericial sobre las joyas incautadas a <strong>José Luis Rodríguez Zapatero</strong> no casa con la versión que el ex presidente del Gobierno ofreció en la Audiencia N
Spanish Prime Minister Pedro Sánchez traveled to Urda, in the province of Toledo, near the site of the devastating train crash that killed at least 68 people after two high-speed trains collided early Wednesday morning. Sánchez said he had come to support emergency workers and those affected by the accident, stressing that a full investigation would be carried out.
Spanish Prime Minister Pedro Sánchez addressed the media from the command center set up at the site of the train accident in the province of Toledo on Wednesday.
This story originally appeared in Panamerican Dispatch on Oct. 27, 2026, and is shared here with permission.
Sen. Flávio Bolsonaro arrived in the United States on Tuesday, according to Mexican lawyer Simón Levy, who describes himself as a liaison to President Donald Trump’s MAGA movement. In a post on X made at 3:20 p.m., Levy said the failed presidential candidate had landed safely and credited U.S. Secretary of State Marco Rubio with orchestrating the operation.
As of the time this information was provided, the U.S. government, Brazil’s Foreign Ministry and the Federal Police had not officially confirmed his arrival. Brazilian authorities also had no formal record of the senator leaving the country.
“As I reported hours ago, Flávio Bolsonaro has arrived safely in United States. The mastermind behind this operation is U.S. Secretary of State Marco Rubio. From the United States, free and safe, Flávio will lead the opposition against Lula,” Levy wrote on X.
The trip came after Supreme Court Justice Alexandre de Moraes ordered Bolsonaro’s passport seized. According to reports, he fled Brazil overnight, accompanied by his family, with help from a small group of allies from both Brazil and the United States. The Federal Police found no record of him passing through a regular immigration checkpoint.
Bolsonaro’s legal team said their last contact with him was at 4:30 p.m. on Monday. Reports in the Argentine press mentioned a possible border crossing and a jet that reportedly reached Puerto Iguazú but never took off. The exact circumstances of his departure have not been officially confirmed.
Bolsonaro Said He Would Stay in Brazil, Then Fled the Next Day
Bolsonaro had said he would hand over his passport to the Federal Police and would not leave the country over the election results. That is not what happened.
Who Is Simón Levy
Simón Levy is a Mexican lawyer and businessman who presents himself as connected to the MAGA movement. He previously served in the government of Mexican President Andrés Manuel López Obrador.
Levy had already said on social media that Bolsonaro was en route to the United States. He later announced the senator’s arrival and said Rubio was responsible for orchestrating it. In another post, he said a U.S. protection operation was underway to ensure the lawmaker’s safety.
Levy’s statements, however, have not been confirmed by U.S. officials. His claim of proximity to Trump’s political circle does not, on its own, prove that the U.S. government formally participated in Bolsonaro’s departure or his reception in the United States.
What Is Operation Alba
Operation Alba is a name Levy uses to describe an alleged political strategy involving Bolsonaro and U.S. activity in Latin America. According to Levy, the senator will lead opposition to President Lula da Silva’s government from within the United States.
In Levy’s account, the effort is tied to pressure from Washington on Venezuela, Cuba and Mexico, including economic measures. Levy also credited Rubio with orchestrating the operation. Levy has written about Operation Alba on his website.
Asylum Request or Fugitive From Justice?
Allies of Bolsonaro say he plans to request political asylum from President Trump. According to these accounts, that protection could extend to his wife and two daughters. The reported favorable signal from the U.S. government has also not been officially confirmed.
In Brazil, the Federal Police canceled both Bolsonaro’s regular and diplomatic passports. Workers’ Party (PT) lawmakers have requested his pretrial detention and asked that his name be added to an Interpol Red Notice. The Socialism and Freedom Party (PSOL), meanwhile, has asked the Senate to investigate whether he has abandoned his elected position.
His departure also upends the political plans attributed to him. Allies had said he intended to lead opposition to Lula’s government in Congress. With his trip to the United States, that strategy is now on hold, according to these accounts.
This article originally ran in the Brazilian labor union news portal TVT News, was translated with express authorization of the editor by Panamerican Dispatch, and can be read in its original Portuguese here.
“Chiusa in un bagno di New York vedo il sangue, il corpo che cambia senza preavviso. È la prima volta, e non voglio dirlo a mia madre, sono furiosa con lei”: Myrta Merlino ricorda la notte al Danceteria con la mamma
Che cos’hanno in comune Madonna e Myrta Merlino? Nulla, verrebbe da dire. In realtà entrambe hanno messo piede al Danceteria, l’iconico club di New York, e lo hanno fatto nello stesso periodo. Siamo agli inizi degli anni ’80: l’artista americana sta cercando un posto al sole e lì conosce il dj che su quella pista avrebbe suonato la demo del suo primo singolo, “Everybody”; la futura giornalista, invece, ha raggiunto la madre nella Grande Mela e con lei ha vissuto una notte indimenticabile che per anni avrebbe condizionato il loro rapporto. L’episodio viene narrato ne “La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale”, l’ultimo libro di Myrta Merlino edito da La nave di Teseo. Un’opera nata per salvare dall’oblio la storia “grande e straordinaria” di Annamaria Palermo, scomparsa nel 2017 in seguito a una leucemia.
Le pensioni assorbono circa il 15% del Pil e oltre il 30% della spesa pubblica primaria dello Stato, motivo per cui rappresentano uno dei capitoli più dibattuti ogni volta che si avvicina la sessione di bilancio per la Manovra 2027.
Per guadagnare margini di bilancio, il Governo sta immaginando di congelare la perequazione automatica per le pensioni di importo medio-alto. Ecco cosa accadrebbe ai cedolini dei pensionati se l’Esecutivo decidesse di confermare il blocco dell’adeguamento all’inflazione.
Quante pensioni sono coinvolte e quanto si risparmia
Per far quadrare i conti pubblici e reperire coperture finanziarie a stretto giro, l’Esecutivo starebbe valutando di confermare anche per il 2027 la stretta sul meccanismo di adeguamento degli assegni all’inflazione, replicando uno schema già ampiamente sfruttato nelle ultime leggi di Bilancio.
Non si tratta di una riduzione nominale dell’assegno, ma di un mancato adeguamento pieno all’aumento del costo della vita. Una misura che andrebbe a colpire la platea dei trattamenti superiori a quattro volte il minimo Inps, che per il 2026 è fissato a 611,85 euro: la soglia è quindi di 2.447,40 euro lordi al mese. I pensionati che percepiscono importi al di sopra di questo valore rappresentano circa il 45,9% del totale dei pensionati italiani.
Una scelta di questo tipo garantisce allo Stato un gettito di risparmio di diversi miliardi di euro all’anno a scapito del potere d’acquisto della classe media.
Effetti di lungo corso del blocco dell’indicizzazione
La ragione per cui il blocco della rivalutazione rappresenta la leva preferita dai governi risiede nella sua immediata praticabilità tecnica e nella straordinaria efficacia sui saldi di finanza pubblica.
Le cifre contabili evidenziano un risparmio netto per le casse dello Stato così articolato:
2 miliardi di euro incassati nel solo 2023;
4 miliardi di euro all’anno di risparmio strutturato nel triennio 2024-2026;
oltre 54 miliardi di euro di risparmio cumulato lordo proiettato sull’arco di un decennio.
Il vero punto di forza contabile per lo Stato risiede nell’effetto trascinamento. Poiché la quota di rivalutazione negata in un determinato anno non viene più reintegrata nella base di calcolo dell’assegno, l’importo della pensione resta permanentemente inferiore rispetto a quello che si sarebbe raggiunto con la perequazione al 100%, generando un beneficio permanente per le casse pubbliche.
Quanto perde il singolo pensionato
Per comprendere l’impatto sulle tasche dei cittadini, basta osservare l’evoluzione di un assegno pensionistico medio-alto nell’ultimo quadriennio. Un pensionato che nel 2022 percepiva 2.000 euro netti al mese, per effetto dei tagli percentuali alla rivalutazione applicati negli anni successivi, percepisce oggi circa 2.260 euro netti.
Se il meccanismo di indicizzazione fosse rimasto integrale e privo di tetto, lo stesso assegno avrebbe raggiunto la soglia dei 2.329 euro netti mensili. La perdita cumulata per il singolo assegno ammonta dunque a circa 69 euro netti al mese, per un danno complessivo al potere d’acquisto pari a 828 euro all’anno.
Flessibilità rinviata e risorse limitate
L’ipotesi di rinnovare la stretta sulle rivalutazioni si inserisce in un quadro di interventi sulla previdenza estremamente contenuto. Con le riforme sulla flessibilità in uscita per provare a superare la Legge Fornero o le nuove formule di Quota sostanzialmente congelate o rinviate al 2027, le risorse a disposizione della previdenza sono ridotte all’osso.
La creazione di un fondo da circa un miliardo di euro previsto in Manovra per gestire le future uscite anticipate conferma la linea di estrema prudenza adottata dal Ministero dell’Economia, che per finanziare le misure a sostegno dei redditi bassi torna a fare cassa sulla fascia intermedia dei trattamenti previdenziali.
La Turchia si prepara a candidare Feridun Sinirlioglu, segretario generale dell’Osce ed ex rappresentante permanente alle Nazioni Unite, alla successione di António Guterres. Secondo fonti turche, l’annuncio potrebbe arrivare venerdì sera e dipende dall’esito dello scrutinio informale che il Consiglio di Sicurezza tiene giovedì, il settimo. Ankara vuole leggere gli orientamenti dei cinque membri permanenti prima di scoprire la propria carta. Il momento ha una logica precisa: dopo il voto di giovedì restano pochi giorni alle elezioni americane di metà mandato del 3 novembre, dopo le quali Washington potrebbe decidere se far scendere in campo Viktor Orbán. Ankara si inserisce nell’intervallo in cui le opzioni americane sono ancora aperte, non ufficializzate.
La gara è bloccata dai veti più che dalla mancanza di voti. Nel sesto scrutinio, il primo con schede colorate per distinguere i cinque permanenti dai dieci eletti, Rebeca Grynspan Mayufis ha raggiunto i nove voti favorevoli necessari, ma due dei cinque l’hanno scoraggiata. Carolyn Rodrigues Birkett e Rafael Grossi hanno ottenuto lo stesso numero di voti contrari dai permanenti, senza arrivare a nove favorevoli. Quando ogni nome in corsa porta con sé un veto, l’ingresso tardivo diventa un vantaggio, e il precedente del 1981 lo conferma: lo stallo si sciolse con un outsider che non aveva fatto campagna (Javier Pérez de Cuéllar). Oggi mancano nove settimane alla scadenza del mandato di Guterres, e Washington ha chiesto di decidere entro l’anno.
L’alternativa che l’amministrazione Trump avrebbe sondato è di segno opposto. Orbán sarebbe stato incoraggiato a candidarsi, con segnali favorevoli da Mosca e Pechino – e secondo la stima di un funzionario del Dipartimento di Stato ci sono otto voti nel Consiglio, forse dieci, a suo sostegno. La candidatura ha però un problema di procedura che precede quello del consenso. I membri permanenti non nominano candidati, come ha ricordato il viceministro degli Esteri russo, e il governo di Péter Magyar, che ha battuto Orbán ad aprile, non ha motivo di sponsorizzarlo. Servirebbe uno Stato terzo disposto a sostenere il nome davanti a Parigi e Londra, che possono fermarlo con un veto o con un voto contrario, mentre Varsavia e Kyiv hanno già preso le distanze con sarcasmo. Una lettura plausibile è che il nome di Orbán serva a Washington più come leva che come candidatura, un argomento per chiedere a Francia e Regno Unito di accettare un compromesso meno sgradito.
In questo spazio Sinirlioglu offre ciò che Orbán non ha più: uno Stato alle spalle, con un seggio nella Nato, sette anni da ambasciatore all’Onu e il profilo di un diplomatico di carriera. Il criterio che rende Orbán problematico, un’autonomia costruita su rapporti stretti con Mosca e Pechino, si applica anche ad Ankara, che ha acquistato i sistemi russi S-400, ne ha pagato il prezzo con sanzioni americane e con l’esclusione dagli F-35, e mantiene con Mosca legami energetici e commerciali profondi. Sinirlioglu stesso ha lanciato la propria candidatura a margine dell’Assemblea Generale, nella stessa settimana in cui incontrava Sergej Lavrov a New York. La differenza sta nel grado e nella leva: Washington si troverebbe davanti un interlocutore difficile da controllare ma dotato di capacità proprie, mentre Orbán porta un’affinità politica senza apparato statale.
Il calcolo dei voti passa per i dieci seggi elettivi. Pakistan e Somalia sono legati ad Ankara da rapporti di sicurezza, e il Parlamento turco sta facendo avanzare un patto di difesa con Riad e Islamabad. La Grecia siede nel Consiglio con ragioni proprie di diffidenza, e il Bahrein appartiene al blocco dei sei Stati del Golfo che sostiene la candidata emiratina Lana Nusseibeh, per cui è difficile immaginarlo schierato con Ankara. La candidatura di Sinirlioglu erode in parte lo stesso bacino di voti arabi e musulmani su cui conta Nusseibeh, che secondo un funzionario turco ha già incontrato resistenze per le posizioni sulle crisi regionali, e che deve rispondere sulle accuse al suo Paese per il sostegno alle Forze di supporto rapido in Sudan, che Abu Dhabi respinge.
Cambia anche il criterio di scelta. I tre candidati in testa vengono tutti da America Latina e Caraibi, e Panama, che siede nel Consiglio, rivendica il turno per la regione. Sinirlioglu, Orbán e Nusseibeh appartengono a tre gruppi regionali diversi, e il loro ingresso trasforma la rotazione da regola in preferenza. La partita si sposta dal nome al principio con cui lo si sceglie: l’area geografica, il profilo politico o il peso geopolitico.
L’ostacolo concreto per Ankara è Parigi. Il presidente turco, Recep Tayyp Erdoğan, ha parlato con il francese Emmanuel Macron martedì sera, ma i contenziosi tra i due Paesi in Libia e nel Mediterraneo orientale rendono il veto francese più probabile di quello americano. Il paradosso è dichiarato dalla stessa diplomazia turca, secondo cui il mondo è più grande di cinque, mentre per ottenere l’incarico Ankara deve convincerli tutti.
Il rischio per la Turchia è di restare una candidatura di posizione, utile a sedersi al tavolo in cui si negozierà il compromesso finale e a incassare altrove, nei rapporti con Washington o con Bruxelles (e con Mosca e Pechino?), ciò che il voto non darà. Per gli Stati Uniti il rischio è più concreto: se i veti reggono fino a dicembre, il Consiglio sceglierà il profilo che offre meno motivi di opposizione, cioè il meno connotato politicamente. Il mandato è di cinque anni a partire da gennaio 2027 e arriva oltre la presidenza Trump: l’Onu “alle basi” che l’amministrazione chiede potrebbe avere alla guida un funzionario di carriera scelto per esaurimento delle alternative, e non l’alleato politico che Washington cercava.
A high-speed train in Spain struck another from behind Wednesday, killing dozens of people and injuring scores. Rescuers searched for survivors along the Madrid-Seville route after the country’s second deadly train collision this year.
At least 68 people were killed on Wednesday in a train crash near the Spanish town of Urda, in the province of Toledo, according to the regional government of Castile-La Mancha, although officials fear the death toll could rise further.
Durante la mattinata di oggi è stata messa la firma definitiva al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027. L’accordo è stato siglato all’Aran alla presenza del presidente Antonio Naddeo e dei rappresentanti dei sindacati di categoria.
Sono circa 400.000 i dipendenti pubblici impiegati in Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane e Camere di Commercio che vedranno i propri salari aumentare già a partire da dicembre 2026.
Un iter rapido per evitare attese e arretrati pendenti
L’intesa è entrata ufficialmente in vigore a seguito del via libera e della certificazione favorevole arrivata dalla Corte dei Conti. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, i lavoratori non dovranno attendere anni prima di vedere riconosciuti i giusti adeguamenti stipendiali, trattandosi di un rinnovo firmato in vigenza di contratto per la copertura del triennio iniziato a gennaio 2025.
Le competenze e gli incrementi spettanti saranno erogati direttamente nelle buste paga del mese di dicembre 2026, estendendosi anche alla tredicesima mensilità.
Come sottolineato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, la rapida conclusione dell’iter procedurale consente di liquidare gli adeguamenti tabellari prima della chiusura dell’anno, integrando le nuove somme spettanti e i relativi conguagli direttamente nei cedolini di fine anno.
Di quanto aumenteranno gli stipendi
L’accordo economico prevede un incremento retributivo a regime pari al 5,36% del monte salari. In termini medi, la rivalutazione comporta i seguenti benefici stipendiali:
152 euro lordi mensili per i dipendenti comunali;
140 euro lordi mensili per il personale afferente agli altri enti territoriali e camerali.
Trattandosi di cifre lorde calcolate su scala media, l’impatto reale sul netto in busta paga varierà in base all’inquadramento professionale, all’anzianità di servizio e alle aliquote fiscali e contributive personali.
A beneficiare dell’adeguamento sono le seguenti categorie operative del comparto:
personale dell’Area dei Funzionari ed Elevate Qualificazioni, con scatti stipendiali a regime previsti di oltre 150 euro lordi mensili;
dipendenti dell’Area degli Istruttori (ex assistenti), che vedranno incrementi medi parametrati sulla retribuzione tabellare di categoria per la copertura del triennio;
personale dell’Area degli Operatori, per cui sono previsti adeguamenti progressivi della base retributiva volti a tutelare il potere d’acquisto dei livelli d’inquadramento base.
Cos’altro cambia oltre allo stipendio
Oltre alle cifre in busta paga, la trattativa ha introdotto alcune tutele organizzative del tutto nuove per la macchina amministrativa locale.
Intelligenza artificiale
La novità più significativa riguarda la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale nel pubblico impiego. L’impiego degli algoritmi negli enti territoriali viene subordinato al principio della responsabilità humana, stabilendo che la firma e la decisione finale sugli atti rimarranno tassativamente in capo ai dirigenti. Inoltre, viene istituito l’obbligo di formare il personale e monitorare l’impatto delle nuove tecnologie tramite gli Organismi paritetici per l’innovazione.
Lavoro più agile
Sul fronte dell’organizzazione quotidiana, si registra una maggiore elasticità sugli orari. Il margine temporale per recuperare l’eventuale debito orario sale da due a tre mesi, imponendo agli enti di strutturare i turni tenendo conto delle esigenze del personale pendolare o residente in aree logisticamente svantaggiate.
Visite mediche
Vengono infine snellite le procedure per le visite mediche, precisando che le consultazioni con il medico di famiglia rientrano nel monte di 18 ore annue di permessi retribuiti già previsti per gli esami specialistici, mentre si rafforzano gli investimenti nel welfare aziendale e nelle misure a sostegno della genitorialità e delle disabilità.
Leapmotor ocupa el cuarto lugar en ventas de vehículos eléctricos de batería (BEV) a nivel global. Una firma a la que el potencial comprador de coches eléctricos ya relaciona como la marca china de Stellantis, con un marcado sello europeo que precisamente hace valer frente a toda una legión de competidores chinos. Cuando se creó Leapmotor International en mayo de 2024, empresa conjunta en la que Stellantis participa con un 51% y Leapmotor con el 49% restante, entre sus objetivos figuraba la fabricación de vehículos Leapmotor fuera de China. Un objetivo que ya se ha cumplido y que apunta directamente a España.
Desde el pasado 16 de octubre la factoría de Stellantis de Figueruelas (Zaragoza) fabrica el Leapmotor B10, el segundo automóvil más demandado de la marca. Pero las buenas noticias para la planta de Figueruelas no terminan aquí, puesto que a lo largo del primer trimestre de 2027 está previsto que de comienzo la producción del nuevo Leapmotor B05, un modelo que ya está disponible en el mercado español con unidades provenientes de China, y que no puede apuntar mejores maneras nada más empezar su comercialización. Está llamado al liderazgo al acumular más de 3.000 pedidos, ocupando la primera posición en el ranking de pedidos de Leapmotor.
Un producto con argumentos de peso
En Leapmotor son conscientes que a pesar de la incesante fiebre de los SUV, también hay una importante parcela de mercado que acapara un importante número de ventas. Esta parcela no es otra que la de los turismos compactos o del segmento C, donde militan coches como el Volkswagen Golf, Seat León, Opel Astra o Peugeot 308, por poner unos significativos ejemplos. El segmento C, incluyendo todo tipo de propulsores, acapara un 13% de las ventas en el mercado español, porcentaje que en algunos mercados europeos se dispara hasta el 30%. Ante estos datos, Leapmotor pasa a añadir nuevas siluetas a su oferta, centrada hasta el momento en los tan de moda SUV.
Un diseño muy limpio y aerodinámico propicia que el nuevo Leapmotor B05 ofrezca un buen coeficiente aerodinámico o Cx de tan solo 0,26
De la mano del nuevo Leapmotor B05 la marca pretende conquistar con potentes argumentos el mercado de los turismos eléctricos compactos. Con una longitud de 4,43 m, se inscribe de lleno en el segmento C. Curiosamente, al rebasar ligeramente los 1,5 m de altura, es algo más alto que la mayoría de compactos, en tanto una batalla de 2,74 m hace intuir unas generosas plazas traseras, algo que en la práctica se confirma. Con respecto al diseño, el B05 esgrime dos poderosas razones. Es un diseño muy limpio, sencillo, pero tremendamente cargado de atractivo, de los que llama la atención sin recurrir a estridencias o a barrocos recursos estilísticos. Por otro lado, aunque el diseño de los vehículos chinos en general suele ser bastante cautivador, en la misma medida resultan impersonales y, sobre todo, carentes de un ADN de marca. Pues bien, Leapmotor ya ha creado su propio ADN, el patrón estilístico que ya está presente en todas sus creaciones. A la vista está que el Leapmotor B05 está totalmente emparentado con sus hermanos, los B10 y C10. El único que queda fuera de esta corriente es el pequeño T03, un verso suelto.
Carrocería de 5 puertas con ciertos tintes de coupé que sigue el actual patrón de diseño de Leapmotor. Las llantas de aleación de 19 pulgadas forman parte del equipamiento de serie
A pesar de tener una carrocería de 5 puertas, la silueta del Leapmotor B05 hace un guiño a los coupés. A ello se une una serie de elementos distintivos que potencian esa imagen, como es el caso de las ventanillas sin marco, los tiradores de las puertas enrasados con la carrocería o las llantas de aleación de 19 pulgadas. Las formas redondeadas de la carrocería propician un excelente coeficiente aerodinámico o Cx de 0,26. Hay que destacar la limpieza formal del frontal, en el que resaltan unas luces diurnas constituidas por tres finas tiras luminosas, dos en la parte superior del faro y la tercera algo más larga en la parte inferior. Hay disponibles cinco colores para la carrocería: Amarillo Relámpago, Plata Galáctica, Gris Brisa, Negro Metálico y Azul Noche Estrellada.
Sencillez no reñida con calidad
Con un precio imbatible que parte de 19.400 euros, el Leapmotor B05 es el vehículo de su categoría más asequible. Todo un órdago frente a su competencia que va mucho más allá al esgrimir una ejemplar relación precio-producto. Al acceder al interior se puede comprobar que un automóvil barato no está reñido con unos ajustes bastante buenos y recubrimientos muy agradables tanto a la vista como al tacto. Frente al conductor un cuadro de instrumentos digital de 8,8 pulgadas, mientras que desde la pantalla táctil del sistema multimedia de 14,6 pulgadas se controlan la mayoría de funciones del vehículo. Hay muy pocos botones físicos, que se encuentran en el volante o bien los de los elevalunas.
Salpicadero de corte minimalista, pero muy bien rematado. Desde la pantalla multimedia de 14,6 pulgadas se controlan la mayoría de las funciones del vehículo. Hay muy pocos botones físicos
Otro de los puntos fuertes del B05 es la amplitud. El habitáculo es muy espacioso, tratando especialmente bien a los pasajeros de las plazas posteriores. Los ocupantes de las plazas traseras además de disponer de mucho espacio para las piernas, asimismo disfrutan de una sobresaliente cota de anchura. Para un mayor confort los asientos traseros se pueden reclinar hasta 27º. Con respecto al maletero brinda 345 l, un poco justo, aunque en la media de su segmento. El tratamiento que recibe el interior va en función de los niveles de acabado, Life y Design. El Life adopta tela negra, en tanto el Design permite decantarse por la piel ecológica gris clara o gris oscura.
Los ocupantes de las plazas posteriores disponen de mucho espacio, tanto en anchura como para las piernas
Al gusto europeo
El Leapmotor B05 va propulsado por un motor eléctrico trasero de 218 CV, por lo que la tracción es a las ruedas traseras, mientras el par máximo es de 240 Nm. Tiene una marcada vocación europea dado que todo el conjunto de su chasis se ha puesto a punto en Balocco (Italia) para cumplir con los requerimientos del automovilista europeo. Al volante enseguida deja bien patente que es un coche muy cómodo, con una suspensión que filtra muy bien las irregularidades del asfalto, ofreciendo a la vez un rodar muy firme. Muestra unas buenas dotes dinámicas derivadas de una modélica distribución de pesos del 50/50 y de la utilización de una suspensión trasera multibrazo. Una suspensión multibrazo es una solución más sofisticada que una de eje torsional, pero además en este caso no ha habido más remedio que recurrir a la misma al ir el motor eléctrico en la parte trasera del coche.
Este dinamismo del B05 y los 218 CV de su motor eléctrico permiten ciertas alegrías al volante. La función Launch Control le permite acelerar de 0 a 100 km/h en 6,7 s, una cifra muy buena. Para poder activar esta función primero hay que seleccionar el modo de conducción Sport, entre los tres que dispone: Comfort, Standard y Sport. Con el pie izquierdo se presiona el pedal de freno mientras con el derecho se pisa a fondo el del acelerador para activar la función Launch. A continuación se suelta el freno y se sale catapultado.
Tanto la suspensión como la dirección se han calibrado para satisfacer los gustos del conductor europeo. Como resultado, el Leapmotor B05 ofrece un suave y a la vez aplomado rodar
La gama Leapmotor B05 es muy sencilla. Hay disponibles dos versiones, fruto de combinar dos baterías con dos niveles de acabado. Cada una de estas versiones va ligada a un nivel de acabado y a una batería. Así pues se ofrecen dos baterías, una de 67,1 kWh (ProMax) de capacidad con una autonomía WLTP de 482 km, en tanto el consumo es de 15,9 kWh/100 km. La segunda opción contempla una batería de 56,2 kWh (Pro), que permite una autonomía WLTP cifrada en 401 km. La recarga en corriente continua puede efectuarse a 168 kW, en cuyo caso se pasa del 30% al 80% de carga en 17 minutos. En corriente alterna la potencia de carga es de 11 kW, empleándose 3 horas en pasar del 30% al 80%.
También son dos los niveles de acabado que se ofrecen: Life y Design. Al combinar estos dos niveles con las dos baterías, el resultado son dos versiones, dado que el acabado Life va ligado a la batería más pequeña (Pro), la de 56,2 kWh, mientras el Design monta en exclusiva la de 67,1 kWh (ProMax). La versión Life Pro tiene un precio de 19.400 euros, frente a los 22.800 euros de la Design ProMax. Unos precios de autentico derribo que sitúan al Leapmotor B05 como el eléctrico de su categoría más asequible del mercado. Hay que señalar que sobre estos precios ya se han aplicado los descuentos de la marca, así como los del Plan Auto + y del CAE (Certificado de Ahorro Energético).
En Pekín, una librería llamada Lilith organiza clubes de lectura, sesiones de cine y cursos solo para mujeres. Las asistentes pueden hablar de sus madres, de sus jefes, de la presión para casarse antes de los treinta o de los hijos que no quieren tener. La librería les pide una sola cosa: que eviten los asuntos políticos. No es una cuestión de principios. Es un cálculo.
La escena procede de un reportaje de Inma Bonet publicado en El País el 21 de octubre. Describe librerías y cafeterías de Pekín y Shanghái donde mujeres jóvenes comparten experiencias que hasta hace poco vivían en soledad. Una cuenta que su padre le hizo saber desde niña que habría preferido un hijo. Otra, cuando le piden descendencia en nombre del interés nacional, responde que ese interés no es asunto suyo. El reportaje es valioso, y su centro de gravedad es la escena amable. Lo decisivo está en lo que cuenta de pasada.
Para entender por qué un club de lectura excluye la política hay que volver a 1949. El Partido Comunista nunca se presentó como enemigo de las mujeres. Prohibió los matrimonios concertados en 1950, las llevó en masa a las fábricas y adoptó la consigna de Mao de que las mujeres sostienen la mitad del cielo. Una librería de Pekín lleva hoy ese nombre. El Partido fundó también la Federación Nacional de Mujeres, una de las organizaciones de masas con que encuadraba a cada sector de la sociedad. El método era el de los regímenes de inspiración soviética: no bastaba con prohibir las asociaciones independientes, había que ocupar su lugar con otras oficiales. La igualdad existía. La definía el Estado.
Ese límite no se ha movido. En marzo de 2015, en vísperas del Día de la Mujer, la policía detuvo a cinco activistas que preparaban una campaña de pegatinas contra el acoso sexual en el transporte público. Pasaron treinta y siete días encerradas. En 2021, Weibo y Douban cerraron decenas de cuentas y foros feministas. En 2024, la periodista Huang Xueqin, una de las impulsoras del MeToo chino, fue condenada a cinco años por incitación a la subversión. Una pegatina, un foro y una investigación periodística. Ninguno de los tres es en sí un acto político. Los tres suponían mujeres coordinándose fuera del Partido.
Las necesidades del Estado, en cambio, sí han cambiado. China registra la natalidad más baja de su historia. En 2023, Xi Jinping pidió a la Federación de Mujeres que "guiara" a las mujeres hacia el matrimonio, la maternidad y las buenas costumbres familiares. En 2025 y 2026, la Administración del Ciberespacio lanzó campañas contra los contenidos que alientan el rechazo al matrimonio y a la maternidad. La organización fundada para movilizarlas recibe ahora el encargo de devolverlas a casa.
Reconocer la valentía de lo que ocurre en los clubes de lectura para mujeres de librerías chinas como Lilith no debería convertirla en prueba de libertad
Las librerías de Bonet funcionan dentro de ese sistema, no contra él. Son espacios tolerados. Un derecho permite reclamar cuando la autoridad intenta arrebatarlo. Una tolerancia dura mientras quien la concede no cambie de opinión, y su retirada no exige explicaciones. Lo que existe en esos locales es una libertad administrada: se puede hablar del malestar, no organizarse contra sus causas.
De ahí la cautela del vocabulario. Zhang Li, profesora de la Universidad Normal de Pekín, prefiere decir "perspectiva de género" porque la palabra feminismo se ha vuelto conflictiva. Otra entrevistada rechaza la etiqueta. Una década de detenciones, cierres y despidos ha enseñado qué palabras conviene usar.
Nada de esto resta valor a lo que ocurre en esas librerías. Descubrir que una humillación personal es una experiencia compartida es el primer paso de cualquier movimiento. Sería injusto exigir valentía, desde Madrid, a quien tiene que medir cada frase. Pero reconocer esa valentía no debería convertirla en prueba de libertad. La prudencia de las protagonistas termina suavizando el retrato del sistema que las obliga a ser prudentes.
La prueba está en el propio reportaje. Según lo que circuló en las redes, la profesora de Derecho Pei Yi había preguntado en el grupo de su asignatura por qué ninguno de los siete miembros del Comité Permanente del Politburó podía ser mujer. El mes pasado, el Instituto de Tecnología de Pekín la despidió por "graves infracciones de la ética profesional".
Esselunga, il marchio che ha portato il concetto di supermercato in Italia, organizza a Parma un evento di reclutamento fissato per giovedì 5 novembre 2026. Con la giornata di colloqui, il colosso della grande distribuzione intende selezionare nuovi addetti alla gastronomia da inserire nei punti vendita della rete. Per candidarsi c’è tempo fino a domenica 1° novembre 2026.
Le selezioni sono aperte anche a candidati alla prima esperienza, per i quali è previsto un iter di affiancamento sul campo che condurrà all’ottenimento dell’attestato di igiene e sicurezza alimentare.
Trattamento economico, turnazione e vantaggi aziendali
Gli ingressi avvengono mediante contratto diretto con l’azienda, a tempo pieno o parziale, regolato dal Ccnl della Distribuzione moderna organizzata, con inquadramento al quinto livello. L’annuncio non specifica se si tratti di contratti a tempo determinato o indeterminato. Il quadro retributivo si articola come segue:
per l’impiego a tempo pieno la retribuzione annua lorda (Ral) è compresa tra i 23.241,12 e i 23.400,16 euro, in virtù dell’assegno territoriale provinciale;
per i contratti a tempo parziale l’importo viene proporzionato in base al monte orario concordato;
la paga è comunque distribuita su 14 mensilità, per un importo mensile stimato tra 1.370 e 1.390 euro netti nella modalità a tempo pieno.
L’orario lavorativo è ripartito su turni stabiliti lungo sei giornate settimanali, con riposo infrasettimanale. L’azienda offre inoltre una convenzione per i pasti presso i bar del gruppo e le strutture ristorative locali, oltre all’accesso a un pacchetto di agevolazioni sugli acquisti nel supermercato riservato al personale Esselunga.
Quali sono le mansioni operative
Le risorse inserite si occuperanno delle attività gestionali e di servizio relative al banco dei salumi, dei formaggi e della gastronomia pronta. Nello specifico, le responsabilità quotidiane comprendono:
ricevimento, stoccaggio e corretto rifornimento dei prodotti negli spazi espositivi;
preparazione, taglio e porzionatura di affettati, formaggi e specialità gastronomiche;
assistenza diretta e servizio alla clientela al banco;
confezionamento delle pietanze nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.
Non sono richieste competenze pregresse nel ruolo. Esselunga, infatti, si farà carico della preparazione teorica e pratica dei candidati selezionati, affiancando i neoassunti a colleghi esperti per insegnare le procedure caratteristiche del reparto.
Requisiti e profilo dei candidati
L’azienda valuta principalmente attitudini personali e interesse per il comparto alimentare. I requisiti ricercati prevedono:
manualità, cura del dettaglio e propensione al lavoro di gruppo e al contatto con il pubblico;
flessibilità nell’organizzazione dei turni e disponibilità al lavoro nei giorni festivi e nei fine settimana;
patente di guida e mezzo di trasporto proprio, considerati titoli preferenziali.
Come ed entro quando candidarsi
Per partecipare alle selezioni è necessario trasmettere la propria richiesta entro e non oltre domenica 1° novembre 2026 dalla pagina dedicata al Gastronomy Job Day di Parma sul portale di Esselunga.
La giornata è a numero chiuso e l’azienda non ha reso noto quanti posti siano disponibili. I profili ritenuti idonei riceveranno una convocazione tramite posta elettronica contenente l’orario e la sede esatta del colloquio individuale, che non sono indicati nell’annuncio.
Altre selezioni attive nella grande distribuzione e nei servizi
Le assunzioni in Esselunga si aggiungono alle numerose opportunità di impiego promosse da altre realtà operative in Italia. Tra le ricerche in corso si segnalano i reclutamenti curati da Mango per responsabili e addetti alle vendite e le offerte di lavoro firmate dal Gruppo Mondadori per i propri punti vendita e le sedi culturali.