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È morto a 49 anni Francesco Pompilio, addio all’attore de “Il Paradiso delle Signore” e “Buen Camino” con Zalone

Francesco Pompilio, attore noto tra i suoi lavori per la partecipazione nella terza stagione di “Il Paradiso delle Signore” e anche per la più recente parte ricoperta in “Buen Camino” di Checco Zalone, è morto all’età di 49 anni. Ad annunciare la sua scomparsa è stata la sua agenzia, che in un messaggio pubblicato su Facebook lo ha così ricordato: “Dire che Francesco fosse un attore è riduttivo: Francesco era un’anima generosa che ha scelto di fare del palcoscenico e dello schermo lo specchio della propria umanità, regalando a tutti noi frammenti di verità attraverso ogni personaggio che ha interpretato”.

Pompilio è passato sia dal piccolo che dal grande schermo, recitando anche in alcuni spot pubblicitari. Ha lavorato per un progetto italianissimo e legato alla tv come “Il Paradiso delle Signore”, ma ha anche recitato in “Ripley”, una serie prodotta da Netflix, frutto di una collaborazione italo-americana.

Come si ricordava, però, nella carriera dell’attore scomparso a soli 49 anni non è mancato neanche il cinema, in film anche in questo caso molto diversi tra loro. Ha partecipato, infatti, sia a un film d’autore come “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo che a una commedia leggera come “Buen Camino” di Checco Zalone, dove interpretava Gianni, un pellegrino incontrato durante il cammino di Santiago.

“Francesco ci lascia una grande eredità: l’esempio di un artista autentico, che ha amato profondamente la vita, la famiglia e la creatività. Quando il sipario cala, non svanisce la bellezza di ciò che è stato messo in scena. I suoi progetti passati e futuri, le sue interpretazioni, la sua voce e il ricordo del suo sguardo rimarranno impressi in tutti noi, e di chiunque abbia incrociato il suo cammino” ha scritto sempre nel post pubblicato su Facebook la sua agenzia.

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“Lo ha fatto lui e lui ne deve rispondere”: il fratellastro di Meghan Markle consegna alla polizia quattro scatoloni di materiale compromettente del padre Thomas, accusato di pedopornografia

La polizia delle Filippine ha ricevuto il mandato per perquisire i dispositivi di Thomas Markle senior. A confermarlo, la Bbc che ha intervistato Graeme Emildo, procuratore regionale di Cebu, la località nella quale il padre di Meghan ha vissuto negli ultimi due anni, prima di tornare negli Stati Uniti dove, lo scorso maggio, ha subito l’amputazione di una gamba.

La duchessa del Sussex aveva chiuso ogni rapporto con il padre già ai tempi del suo matrimonio con Harry che, come i due figli, non lo ha mai incontrato. Solo recentemente, però, ha confessato di essere a conoscenza delle azioni di cui il padre è accusato, grazie ad una comunicazione ricevuta dalle forze dell’ordine nel 2019, nella quale si riportavano i contenuti di una lettera scritta dalla prima moglie di Markle senior, Roslyn Loveless, che lo accusava di pedofilia e abusi sessuali.
Non più tardi di mercoledì, infatti, la Metropolitan Police si è auto segnalata davanti all’organismo di controllo della polizia per la gestione di quella lettera, che conteneva le prime accuse contro Thomas Markle, che era stata consegnata a sua figlia, ai reali e alla loro Protezione Speciale, ma non aveva dato seguito ad alcuna azione, come ad esempio passare l’informazione alle autorità estere.

Tutta l’inchiesta di oggi, relativa alle accuse di detenzione di materiale pedopornografico, è partita grazie alla decisione del figlio, Thomas Jr, di consegnare alla polizia quattro scatoloni pieni di materiale utile ad aiutare le indagini. Tra i vecchi ricordi di famiglia infatti, l’uomo, oggi 82enne, avrebbe nascosto anche foto e video che la polizia ora potrà analizzare. Sarebbe stato proprio quando Thomas junior ha usato un cellulare del padre che le prime prove si sarebbero offerte ai suoi occhi, spingendolo a prendere in mano la situazione e a rivolgersi alla polizia. Negli scatoloni raccolti ci sono telefonini, VHS e gli hard disk di vecchi computer che il figlio avrebbe rimosso spiegando che i dispositivi non si potevano più accendere e lui avrebbe agito “per poterli controllare”, prima di consegnargli nelle mani degli agenti. “Ma come ti senti messo di fronte al fatto che questa inchiesta riguarda tuo padre?” è la domanda che gli ha rivolto il procuratore di Cebu.
“Lo ha fatto lui e lui ne deve rispondere” la risposta di Thomas Jr, che così ha mostrato tutta la sua determinazione nel voler consegnare il padre nelle mani della giustizia.

Gli inquirenti tra Cebu e Manila adesso dovranno stabilire se tra quelle scatole ci sia materiale di natura criminale, ma dovrà anche determinare a chi appartenessero quei dispositivi, chi li stesse utilizzando e se vi siano prove sufficienti per intraprendere un’azione legale.
Tra l’altro, la città di Cebu, la più antica delle Filippine, è nota per avere la reputazione di un luogo dove esiste un vero e proprio sfruttamento della prostituzione e dove alcuni luoghi sono noti per essere punti di adescamento per chi cerca sesso a pagamento. Come confermato da ITV poi, negli ultimi anni, “si stima che nel Paese un bambino su 100 sia stato vittima di tratta ai fini della produzione di materiale sessuale online a scopo di lucro. Si tratta di quasi mezzo milione di bambini”.
Il padre della duchessa del Sussex ha sempre negato e continua a negare ogni accusa, riconoscendo solo di aver pagato per fare sesso “con persone non minorenni”.

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Adriano Celentano torna a parlare di politica: “Ehi politici, non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare…”

Adriano Celentano torna a rivolgersi alla politica. Lo fa con un breve messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, L’Inesistente, nel quale chiama in causa i politici e li invita a riflettere su una questione che riguarda direttamente gli elettori: la difficoltà di riconoscersi in chi dovrebbe rappresentarli. Il post si intitola L’incognita e contiene un appello che il Molleggiato, 88 anni, affida a poche righe.

“Ehi politici… non vorrei svegliarvi, però c’è qualcosa che dobbiamo sistemare… altrimenti c’è il rischio di non sapere più chi siete…e questo è grave perché poi la gente non sa per chi votare…ecco perché poi l’affluenza alle urne è sempre più flebile…”. Nessun riferimento esplicito al governo, a un partito o a un esponente politico in particolare. Celentano si rivolge indistintamente a chi fa politica, collegando la crescente distanza tra rappresentanti e cittadini alla disaffezione degli elettori e al calo della partecipazione al voto.

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“A Rocco Siffredi ho detto: ‘Hai mostrato il cu*o al mondo e io nuoccio alla tua immagine?’. Fellini? Voleva una gigantessa con tre tette, una nana che fuma, una circense”: così Amanda Lear

“Cos’è la vita? Un paradosso”. Basterebbe questo aneddoto per sintetizzare l’acume dissacrante di Amanda Lear, svelato in una lunga intervista rilasciata al settimanale D di Repubblica. La scena è grottesca e geniale al tempo stesso. Lei e Rocco Siffredi si accordano per un progetto lavorativo: devono cantare insieme “Parole parole” di Mina. Tutto sembra pronto, finché nel cuore della notte il telefono della cantante squilla. “Una notte mi chiama: ‘Sai Amanda, ci ho ripensato, potrebbe nuocere alla mia immagine'”. La reazione dell’attrice è fulminea, spietata e irresistibile: “Mi viene da ridere e glielo dico: ‘Hai mostrato il culo a tutto il mondo e adesso sono io a nuocere alla tua immagine?’. Robe da pazzi”. Un epilogo inevitabile: “Come è finita? Come sempre, ridendo fino a star male”.

È un manifesto di pura libertà quello che la Lear consegna a D di Repubblica, una rivendicazione di egoismo che sfocia nel disincanto. Come quando rivela il suo metodo infallibile per gestire la noia mondana: “Vuole sapere cosa faccio quando non mi va più di stare in un posto? Sparisco. Me ne vado. Scappo tutte le volte che sento che è il momento di fuggire perché c’è sempre un istante in cui evaporare. Sono a cena e mi annoio? Mi alzo, faccio finta di andare in bagno e cerco l’uscita. Gli altri al tavolo dicono ‘madonna che maleducata’ e io sono già lontana, libera, felice. Un atto di egoismo? No, un manifesto di altruismo: se mi annoio io non escludo che gli altri, vedendomi, pensino: ‘Oddio, ancora questa, non se ne può più'”.

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Le gemelle Giudicessa, protagiste del film “Come un gatto in tangenziale”, di nuovo di fronte a un giudice: accusate per il furto di una carta di credito

Quando la finzione prende il sopravvento sulla realtà, le conseguenze possono farsi serie. È quello che stanno sperimentando sulla propria pelle Alessandra e Valentina Giudicessa, diventate note al grande pubblico per aver interpretato nel film diretto da Riccardo Milani, “Come un gatto in tangenziale”, il ruolo di due sorelle gemelle, Pamela e Sue Allen, che avevano l’abitudine di commettere piccoli furti.

La stessa fattispecie di reato per cui oggi sono finite davanti a un giudice, con l’accusa, contestata dal pubblico ministero Andrea Beccia, di furto aggravato in concorso e utilizzo indebito della carta di credito sottratta alla cliente di un supermercato il 21 ottobre 2017. Ora, a nove anni di distanza, spetterà proprio al giudice stabilire se dietro a quel fatto si nasconda la mano delle due sorelle.

Questo episodio criminoso non sarebbe l’unico da addebitare ad Alessandra e Valentina Giudicessa. Nel 2019 le due sorelle sono state condannate in primo grado a un anno di reclusione per aver tentato di sottrarre furtivamente a un negozio di abbigliamento diciotto capi, per un valore complessivo di 4.794 euro.

Ora il giudice, che pronuncerà la sua sentenza a fine novembre, dovrà decidere se anche per il fatto avvenuto il 21 ottobre 2017 le due donne sono responsabili. In questo caso, dopo aver sottratto indebitamente la carte di credito a una donna mentre stava facendo la spesa, le gemelle Giudicessa hanno utilizzato la carta per effettuare tre transazioni per un totale di 1.316,50 euro.

Ospite di Francesca Fagnani a “Belve Crime”, Alessandra Giudicessa aveva dichiarato a proposito di quello che era stato l’effetto immediato della loro partecipazione nel film diretto da Riccardo Milano, con protagonisti Paola Cortellesi e Antonio Albanese: “I soldi sono finiti subito. Ci siamo ritrovate come prima, anzi, pure peggio. Perché alla fine ci sono arrivate tutte le denunce della gente che, guardando il film, poi si è ricordata che eravamo andate a rubare davvero…”.

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È morto Matteo Coletto, il campione italiano di balli caraibici. L’addio della compagna di ballo Annalisa: “Le ha provate tutte in questo ultimo anno, è stato un calvario”

Giovedì mattina, poco prima delle cinque, è morto all’età di 76 anni Matteo Coletto, volto storico dell’associazionismo locale e pluricampione italiano di danze caraibiche nelle specialità della salsa cubana e della bachata. A essergli fatale è stato un tumore diagnosticatogli lo scorso mese di agosto, che ha interrotto bruscamente la sua lunga carriera sulle piste da ballo.

Coletto viveva da solo in via Ceron 22 a Villanova, in compagnia del suo inseparabile gatto. Dopo anni di cassa integrazione, aveva da poco raggiunto il traguardo della pensione chiudendo la sua esperienza lavorativa come operaio presso l’azienda Diwar di Villanova. L’ultimo anno è stato segnato dal rapido e inesorabile aggravarsi delle sue condizioni cliniche. “Le ha provate tutte in questo ultimo anno, che è stato un calvario”, racconta Annalisa Masiero, originaria di Sambruson di Dolo, per anni sua inseparabile compagna di ballo e amica fraterna. “Si è curato allo Iov, ha fatto le chemio ed ha ricevuto le cure palliative ma non c’è stato nulla da fare”.

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“Quando i miei figli sono andati al college è stato devastante, triste e spaventoso. Mi sono chiesta cosa fare della mia vita”: Jennifer Lopez si racconta

Si chiama Proof of Love il nuovo singolo di Jennifer Lopez e la cantante, attrice e produttrice ne ha parlato con Variety, raccontando anche il momento personale che l’ha spinta a tornare in studio di registrazione: la partenza per il college dei figli Max ed Emme Muñiz, avuti dall’ex marito Marc Anthony. “Per tantissimo tempo i figli occupano una parte enorme dei tuoi pensieri e, quando se ne vanno, è devastante, triste e spaventoso. Ti ritrovi davanti a una vita completamente diversa e ti chiedi: ‘Che cosa farò con tutto questo spazio e questo tempo?’”, ha spiegato J.Lo.

Come ha affrontato questa nuova fase della vita? “Sono semplicemente tornata in studio di registrazione. Ho scritto alcune delle canzoni più belle che abbia mai scritto e ne sono davvero entusiasta”. Una scelta che ha dato il via a un periodo particolarmente creativo. Lopez racconta infatti di essere al lavoro su un progetto musicale che rispecchia “una fase molto felice” della sua vita, con “alcune delle canzoni più gioiose e belle” che abbia mai realizzato. Anche se, precisa, in ognuna c’è “un piccolo velo di malinconia“.

È proprio questo contrasto tra felicità e tristezza a caratterizzare Proof of Love, che la popstar descrive come una canzone dance allegra, ma capace di raccontare anche il dolore dell’assenza: “Una delle prove dell’amore è il dolore e la sofferenza che provi quando qualcuno se ne va. Senti dolore, soffri. Ed è proprio questa la prova dell’amore”. Dopo Proof of Love arriveranno anche “un altro paio di canzoni superdivertenti e sfacciate, pensate per i miei fan gay”, ha anticipato la cantante a Variety.

Il nuovo brano sarà pubblicato a novembre come traccia aggiuntiva della prima edizione in vinile di Love?, il settimo album in studio di Jennifer Lopez, uscito nel 2011. Un disco che comprende successi come On the Floor, realizzato con Pitbull e I’m Into You, con Lil Wayne, e Papi.

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Addio alla carta igienica? È boom di vendite dei “washlet” giapponesi ad alta tecnologia

La carta igienica rischia davvero di sparire, soppiantata per sempre dalla tecnologia? Sì, forse, ma non certo in Italia dove il bagno è un regno sacro e i suoi rituali sono intoccabili, bidet e carta igienica inclusi. Negli Stati Uniti, invece, la rivoluzione è già in atto e marcia a ritmi serrati. Per intere generazioni, gli americani hanno conosciuto un’unica opzione: il rotolo appeso al muro. Oggi, una nuova tipologia di sedili per wc ad alta tecnologia, ereditata dalle abitazioni e dagli hotel di lusso del Giappone, sta letteralmente trasformando le abitudini d’oltreoceano, spingendo un numero sempre crescente di famiglie a dichiarare di non acquistare quasi più carta igienica.

Non si tratta del bidet indipendente che troneggia per legge nei bagni italiani. L’oggetto che sta conquistando il mercato americano è il cosiddetto bidet seat (spesso chiamato washlet): un asse tecnologico che sostituisce la vecchia tavoletta del wc e si collega direttamente alla fornitura d’acqua sotto la cassetta dello scarico. Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace: dopo l’uso, un piccolo ugello a scomparsa fuoriesce garantendo la pulizia tramite un getto d’acqua regolabile per temperatura, pressione e direzione. I modelli elettrici più avanzati integrano un asciugatore ad aria calda, un sedile riscaldato, ugelli autopulenti e, in alcuni casi, un telecomando per personalizzare l’esperienza.

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“Mi disse: ‘Mamma, non raccomandarmi mai più’. Una direttrice lo accusò di rubare il posto agli altri, per lui fu un’umiliazione”: Barbara Bouchet svela il retroscena sugli esordi di Alessandro Borghese

“Adesso sono la mamma di, invece Alessandro ha sofferto molto il fatto di essere figlio di”. Con questa ammissione Barbara Bouchet, ospite nel salotto televisivo di Caterina Balivo a La volta buona, ha ripercorso gli esordi professionali del figlio Alessandro Borghese, svelando un retroscena inedito che ha segnato i primi passi del celebre chef. Un aneddoto che ruota attorno al peso di un cognome ingombrante e a un tentativo di raccomandazione finito nel peggiore dei modi.

L’episodio risale agli anni Novanta, nel periodo immediatamente successivo al naufragio della nave da crociera Achille Lauro (avvenuto il 30 novembre del 1994), tragedia marittima alla quale il giovane Borghese, che all’epoca lavorava a bordo, riuscì a sopravvivere. Nonostante il dramma, il futuro volto della televisione era determinato a proseguire la sua carriera in mare. “Lui dopo il naufragio voleva tornare sulla nave crociera e io da brava mamma ho pensato di dover fare qualcosa“, ha spiegato l’attrice nel corso dell’intervista, confessando apertamente il tentativo di favorire il figlio sfruttando le proprie conoscenze: “Devo ammettere che tanti anni fa l’ho raccomandato a una compagnia di navi da crociera”.

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