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“Pietà”: Laura Chiatti risponde alle voci circa una possibile crisi del suo matrimonio con Marco Bocci

Su Laura Chiatti e Marco Bocci sono tornate a circolare voci di crisi riguardo al loro matrimonio. Ad alimentarle questa volta è il settimanale Diva e Donna, che è in edicola con una copertina che titola: “Per Laura tenera notte di carezze con un altro uomo“. Un’allusione a un tradimento o a una nuova relazione da parte dell’attrice, che da tredici anni condivide la propria vita sentimentale con Bocci.

In risposta a questa copertina, è arrivato un commento proprio di Laura Chiatti, che su Instagram, sotto il post del settimanale con la copertina che la ritraeva in compagnia di questo presunto “altro uomo”, ha così commentato: “Pietà”. Ad accompagnare il commento anche una faccina che ride, quasi quindi a voler smentire la notizia data da Diva e Donna, circa una presunta crisi tra lei e Marco Bocci.

A fare maggiore chiarezza è stata una storia postata sempre su Instagram da Chiatti. “Di questo passo, prima di dire ‘ciao’ a qualcuno, bisognerà chiedere se è consentito. Non si sa mai” ha scritto l’attrice, sbugiardando così quanto veniva mostrato nella copertina del settimanale.

Proprio alcuni mesi fa, Bocci, però, non faceva mistero del rapporto altalenante che da sempre la coppia ha. “Io e Laura siamo abbastanza selvaggi nella nostra vita insieme” aveva raccontato lo scorso aprile a “Verissimo”. “Oggi vengo qui da lasciato! Laura mi tiene in standby, sia nella parte affettiva che nella parte lavorativa” aveva spiegato in quell’occasione.

“Laura, per favore riprenditelo, dove va senza di te. Tu Marco, devi andare a casa e fare pace” era l’invito che allora Silvia Toffanin aveva rivolto all’attrice. Bocci, però, aveva chiarito: “Ci sosteniamo e ci lasciamo un sacco di volte; io penso di essere l’uomo più lasciato della storia dell’umanità”.

L'articolo “Pietà”: Laura Chiatti risponde alle voci circa una possibile crisi del suo matrimonio con Marco Bocci proviene da Il Fatto Quotidiano.

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El Dakar vuelve a África y Europa en 2027: salida en Portugal y final en Marruecos

El conflicto entre Estados Unidos e Irán en Oriente Próximo devolverá el Rally Dakar a sus raíces en África y Europa dos décadas después. La edición de 2027 empezará en el Algarve, en Portugal, y finalizará en Marrakech, en Marruecos, tras una exigente ruta con 12 etapas que cubrirá un total de 7.824 kilómetros, 4.341 bajo el cronómetro. La carrera arrancará el 9 de enero y finalizará el día 23. La última edición que transcurrió en ambos continentes fue la de 2007 entre Lisboa y Dakar, antes de que las amenazas terroristas obligaran a relocalizar la prueba a Sudamérica primero una década y posteriormente a Arabia Saudí, anfitrión del rally de 2020 en adelante.

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© Stephane Mahe (REUTERS)

El Ford de Nani Roma y su copiloto Alex Haro, en acción durante la 12ª etapa del pasado rally Dakar del 2026, el último celebrado en Arabia Saudí.
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Netanyahu contra las urnas

Benjamín Netanyahu se ha lanzado a deslegitimar el proceso electoral israelí, es decir, la democracia que él mismo lidera, con una acusación de injerencia que no solo refleja su ya conocida tendencia a cuestionar las instituciones cuando estas no le benefician, sino su desprecio hacia el 20% de la población israelí que es de origen árabe y que en esta ocasión ha votado en masa. Lo hace después de perder la mayoría parlamentaria en las elecciones celebradas el martes y ante un escenario en el que los partidos árabes israelíes, con un resultado histórico, se han convertido en el potencial árbitro político del país.

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© Erik Marmor (Getty Images)

Un soldado israelí recibe el sobre para emitir su votación en un colegio electoral, en Kiryat Arba, Cisjordania, este martes.
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