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Formula 1, Kimi Antonelli a un passo dalla storia: gli orari e dove guardare il Gp del Messico in Tv e in streaming

Kimi Antonelli è a due punti da un’impresa storica. Il pilota della Mercedes può diventare campione del mondo di Formula 1 già nel GP del Messico, riportando il titolo piloti in Italia dopo 73 anni. L’appuntamento è per domenica 1° novembre, con la gara in programma alle 21:00 italiane.

Basta un nono posto per chiudere il Mondiale: Antonelli può battere il record di Vettel

La vittoria nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin ha portato Kimi Antonelli a un passo dal primo titolo mondiale della carriera. Il ventenne bolognese guida la classifica di Formula 1 con 365 punti, ben 123 in più del compagno di squadra George Russell e 124 in più di Lewis Hamilton, terzo con la Ferrari. Con cinque appuntamenti ancora in calendario, il pilota della Mercedes può chiudere i conti già a Città del Messico. Per avere la certezza matematica del titolo gli basta conquistare almeno due punti, equivalenti al nono posto, indipendentemente dal risultato degli inseguitori. Antonelli potrebbe festeggiare anche senza andare a punti, a condizione che né Russell né Hamilton vincano la gara.

Un successo che lo farebbe entrare nella storia della Formula 1. A 20 anni, Antonelli diventerebbe il più giovane campione del mondo di sempre, superando il record stabilito da Sebastian Vettel nel 2010 con la Red Bull, quando il tedesco aveva 23 anni. L’Italia tornerebbe inoltre a conquistare il Mondiale piloti 73 anni dopo Alberto Ascari, iridato con la Ferrari nel 1952 e nel 1953.

L’avvicinamento al GP messicano ha però riservato un piccolo contrattempo al pilota italiano. Antonelli ha saltato gli impegni con la stampa del giovedì a causa di un’infezione virale. La Mercedes ha spiegato che la decisione è stata presa in via precauzionale, per consentirgli di riposare, e ha previsto il suo ritorno in pista per le prove libere del venerdì.

Formula 1, GP del Messico: date e orari di prove libere, qualifiche e gara

Il Gran Premio di Città del Messico, diciannovesimo appuntamento del Mondiale, si disputa sul circuito Autódromo Hermanos Rodríguez. La gara prevede 71 giri su un tracciato lungo 4,304 chilometri, situato a oltre 2.200 metri di altitudine.

Il weekend segue il programma tradizionale della Formula 1, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara, senza Sprint Race.

Venerdì 30 ottobre

  • Ore 19:30 – Prove libere 1
  • Ore 23:00 – Prove libere 2

Sabato 31 ottobre

  • Ore 18:30 – Prove libere 3
  • Ore 22:00 – Qualifiche

Domenica 1° novembre

  • Ore 21:00 – Gara del GP del Messico (71 giri)

GP Messico Formula 1, dove vedere la gara in diretta TV e streaming

Il GP del Messico di Formula 1 sarà trasmesso integralmente in diretta su Sky Sport F1, canale 207 della piattaforma satellitare. La gara di domenica sarà visibile anche su Sky Sport Uno e Sky Sport 4K, per gli abbonati abilitati.

Per seguire prove libere, qualifiche e gara in streaming saranno disponibili Sky Go, per gli abbonati Sky, e NOW, attraverso il Pass Sport.

Sarà possibile seguire il Gran Premio anche gratuitamente in chiaro su TV8, ma in differita. Il programma pubblicato dall’emittente prevede:

  • Sabato 31 ottobre, ore 23:30 – Qualifiche in differita
  • Domenica 1° novembre, ore 22:00 – Gara in differita

Le trasmissioni in chiaro saranno disponibili sul canale 8 del digitale terrestre e in streaming sul sito ufficiale di TV8. Per Antonelli, reduce dal successo di Austin, l’appuntamento messicano può trasformarsi nella gara più importante della carriera. Se il pilota della Mercedes taglierà il traguardo almeno nono, potrà festeggiare il titolo mondiale senza dover attendere le ultime quattro gare della stagione.

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Dalle motocicliste keniote alle bici “Diversamente St..Abili”: i WEmbrace Awards di Bebe Vio e la raccolta fondi per le protesi sportive

“Riscrivere le regole del gioco significa permettere a ogni bambino di fare sport”. Ruggero Vio gira tra i tavoli e a ogni ospite riserva un sorriso, un saluto, un aneddoto. È fiero degli atleti che sono cresciuti con la Fondazione art4sport: non perde occasione per raccontare i loro successi ai Giochi paralimpici. Alla serata di gala benefica di giovedì 29 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano, del resto, sono loro gli ambassador. Con la quarta edizione dei WEmbrace Awards, organizzata dalla Fondazione, l’obiettivo è raccogliere fondi per l’acquisto di protesi sportive per bambini e ragazzi con amputazioni d’arto. Ma anche celebrare i progetti che – proprio come l’Academy di Beatrice “Bebe” Vio Grandis, a cui si deve anche l’idea della serata – riescono, ovunque nel mondo, a portare cambiamento. E non solo nello sport.

La Fondazione, nata nel 2009, è cresciuta nel corso degli anni: oggi si impegna acquistando protesi, carrozzine e ausili per i suoi atleti e seguendo i più piccoli nel percorso formativo. “L’idea è che il cambiamento parta dai legami che sappiamo stringere”, spiega Bebe Vio. Mentre lo ricorda, si stringono a lei tutti i presenti: i suoi genitori, i giovani campioni, i presentatori Fabio Fazio e Rachele Sangiuliano (ex campionessa mondiale di pallavolo). Intorno al palco, nel centro della storica pista del Palaghiaccio, gli amici di una vita cenano – e il menù, d’eccezione, è a cura di Carlo Cracco – insieme a ospiti, colleghi, sostenitori. Da Mara Maionchi a Fabio Capello, da Emma Marrone a Paola Turci e non solo.

Poi, le autorità e le istituzioni del mondo dello sport: Luigi Mazzone, presidente della Federazione Italiana Scherma. Stefano Bucello, Capo di Gabinetto Lavoro Giovani e Sport del Comune di Milano. Claudia Colla, capo della Rappresentanza della Commissione europea per il Nord Italia, e Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio di collegamento del Parlamento europeo. È anche a loro che si rivolge la serata.

Le attrezzature sportive e le protesi avanzate ad alta tecnologia non rientrano nei LEA garantiti dal Sistema sanitario nazionale. Per questo realtà private come art4sport – anche con le raccolte fondi di serate come quella di giovedì – si fanno carico di studio, finanziamento e realizzazione. Sono già 75 gli atleti di art4sport tornati a fare sport grazie alle protesi fornite dalla Fondazione. Tra loro, anche i giovani ambasciatori presenti: Riccardo Bagaini, velocista paralimpico italiano (categoria T47). Alessandro Sbuelz, vincitore di ori europei in Nazionale e successi in Serie A nel basket paralimpico. Emanuele Lambertini, atleta di scherma in carrozzina. Nel suo palmarès anche il recente trionfo nel Mixed Team a Cardiff 2026. Giuliana Chiara Filippi, velocista con record nazionali in quattro specialità.

Sono loro a presentare i vincitori dei WEmbrace Awards. Le storie premiate, selezionate dall’Osservatorio permanente della Fondazione, sono unite da un fil rouge: l’inclusione. C’è Akiko Kanna, che a Tokyo gestisce un bar in cui i camerieri convivono con la demenza. Ci sono le Boda Girls, con Nancy Akeyo Otieno: motocicliste che fanno servizio taxi per sole donne nelle aree rurali del Kenya. C’è la voce di Hind Rajab e quella di sua mamma, che in un videomessaggio ringrazia del riconoscimento e invita a non dimenticare ciò che accade, tuttora, a Gaza.

In Italia, i riconoscimenti sono andati a Mabalou Touré e Anselmo Sanguanini. Touré, a Palermo, accompagna come tutrice volontaria attraverso le difficoltà burocratiche, sanitarie e quotidiane i minori stranieri non accompagnati. Sanguanini – che ritirando il premio si è commosso, dedicandolo a suo figlio Francesco, disabile non verbale – costruisce biciclette su misura per ogni necessità. Il progetto “Bici Diversamente St..Abili” è nato nel garage di casa sua, con un primo modello unico: Anselmo voleva che anche suo figlio provasse la libertà di andare su due ruote. Oggi che, con le sue abilità artigiane, ha restituito a centinaia di bambini la possibilità di muoversi, il suo contributo è stato riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale.

Tra una premiazione e l’altra, Dardust con il suo pianoforte fa ballare i presenti. I più timidi seguono il ritmo con la testa, restando intorno al proprio tavolo. Altri – sciolti dalle “bollicine” e dalla sensazione di “essere a casa di amici” – ballano in giro per la pista. Dal mondo dello sport a quello dei media e della politica, tutti parlano con tutti. E la serata in via Piranesi, più che una formale cena di gala, sembra una festa. “Con ‘People Matter’ – sottolinea la presidente Teresa A. Grandis – abbiamo voluto rimettere al centro il valore inestimabile di ogni singolo individuo e della nostra capacità di fare squadra. Grazie alle storie che abbiamo celebrato durante la serata abbiamo imparato che dalle fragilità e dalle differenze nascono i punti d’incontro più autentici”.

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