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Scontro Scanzi-Gruber. “Renzi è il più grande disastro del centrosinistra”. “Dalle tue parole sembra il mostro di Loch Ness”. “Nel paese reale non lo sopporta nessuno”

Botta e risposta infuocato a Otto e mezzo (La7) tra Lilli Gruber e Andrea Scanzi sull’eventuale ingresso di Matteo Renzi nella coalizione progressista. Il giornalista del Fatto Quotidiano si ritrova praticamente solo contro tutti: a sostenere la necessità di coinvolgere il leader di Italia Viva nel cosiddetto ‘campo largo’, che comprende Pd, M5s e Avs, sono la conduttrice e gli altri due ospiti della puntata, l’ex magistrato ed ex senatore del Pd Gianrico Carofiglio ed Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio di Torino ed ex consigliera Fifa. È un tema sul quale Gruber torna insistentemente da diverse puntate incalzando i suoi ospiti, tra cui l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, sull’opportunità di includere Renzi nell’alleanza che punta a battere Giorgia Meloni.

Il confronto si accende subito quando la giornalista chiede a Scanzi:” Proprio oggi Giuseppe Conte ha ribadito che con Renzi in coalizione non si può mandare a casa la Meloni, perché parte dell’elettorato dei 5 Stelle non andrebbe neanche a votare. Ma perché Conte non lavora invece per un’alleanza il più ampia possibile e non cerca di spiegare ai suoi che se si vuole vincere bisogna stare tutti insieme e che c’è bisogno anche del 2% o 2,5% di Renzi?“.
“Perché non è vero – risponde Scanzi – Non è vero che c’è bisogno di Renzi. Conte non ha un potere taumaturgico tale da dire in diretta televisiva: ‘Ehi, 5 Stelle, votate per me anche se c’è Renzi’. Gli elettori del Movimento se ne fregano altamente di quello che dice Conte, perché Renzi non lo sopportano“.

Il giornalista contesta soprattutto il presupposto della domanda della conduttrice, cioè che la somma delle percentuali dei singoli partiti produca automaticamente un aumento dei consensi. “Io sono convinto che, se ci metti Renzi, prendi meno voti. Perché, ammesso che porti il 2% nella coalizione di centrosinistra, fai scappare buona parte degli elettori dei 5 Stelle e di Avs. E non conquisti neanche un astenuto, neanche un deluso, neanche un giovane”. Scanzi chiama in causa proprio le nuove generazioni, che il centrosinistra dichiara di voler conquistare: “Avete detto finora che bisogna calamitare i giovani. E i giovani che oggi stanno protestando in piazza li conquisti dicendo: ‘Ti porto in casa Renzi’? Quello dell’abolizione dell’articolo 18?”.

Gruber insorge e difende la logica dell’alleanza più ampia possibile: “Non tutti andranno bene a tutti. Ora sembra che Renzi sia il mostro di Loch Ness“.
La controreplica di Scanzi alza ulteriormente la temperatura dello studio: “No, sembra che Renzi sia Renzi. È uno che conosciamo dal 2014, io un po’ di memoria ce l’ho. E se ogni volta mi fai questa domanda, Lilli, ti risponderò fino all’ultimo dei miei giorni che per me Renzi è il più grande disastro del centrosinistra. È uno sfolla-voti, uno sfolla-consensi. E, sebbene goda di ottima stampa e di ottima televisione, è inchiodato al 2%. Perché? Perché nel mondo reale Renzi non lo sopportano”.

Il giornalista indica anche una strada alternativa per intercettare il voto moderato: “Se volete conquistarlo, e io sono d’accordo, andate da Onorato, da Gabrielli, da Ruffini. Andate da persone che non hanno perso credibilità in passato”.
Poi torna sul rapporto tra Conte e Renzi, ricordando la crisi che ha provocato la caduta del secondo governo dell’attuale leader pentastellato nel 2021, durante la pandemia. “Noi ripartiamo da uno come Renzi e critichiamo Conte perché non si fida di lui? Ma accidenti, gli ha fatto saltare il governo nel 2021! Te lo immagini Conte, cinque anni dopo, che dice: ‘Non vedo l’ora di governare con Renzi’?”.
Gruber prova allora a mettere in difficoltà Scanzi: “Uno potrebbe ricordare che Conte ha fatto un governo con Salvini, per esempio. Non è stato un bel governo quello dei decreti sicurezza, se ben ricordo”.

Scanzi non si sottrae all’obiezione: “E, se ben ricordi, è stato anche il governo che ha portato tante cose, come il reddito di cittadinanza. A me il governo Conte Uno non piaceva. Ma c’è un piccolo particolare: Conte ha il 12-15% e Renzi ha soltanto il favore di alcuni giornali“.
E conclude: “Vogliamo vincere le elezioni o vogliamo fare un favore personale a Matteo Renzi? Ma in quale mondo ritenete che ci sia bisogno di Renzi? Io non lo so, posso sbagliare. Ma io non ne conosco uno che lo voglia. Mi fa molto ridere questa insistenza su Renzi”.

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Sondaggi politici, Meloni vola e chiude la porta a Vannacci: a sinistra Conte infilza Renzi

Gli ultimi sondaggi politici mostrano come il consenso di Fratelli d’Italia sia ancora fortissimo: il partito di Giorgia Meloni cresce del +0,7% andando al 27,9%. Cresce di poco il PD andando al 20,2% mentre crolla di mezzo punto il M5S calando all’11,9%.

Sul fronte delle coalizioni, il centrodestra torna in testa rispetto la Campo Largo. Ma i giochi delle alleanze fra i grandi e i piccoli partiti possono ancora rivelare alcune sorprese

Ultimi sondaggi politici

Qui sotto la Supermedia Youtrend per Agi dei sondaggi sulle intenzioni di voto diffusa il 29 ottobre (con variazione rispetto al 15 ottobre):

  • Fratelli d’Italia – 27,9% (+0,7%);
  • Partito Democratico – 20,2% (+0,1%);
  • Movimento 5 Stelle – 11,9% (-0,5%);
  • Forza Italia – 7,4% (=);
  • Alleanza Verdi e Sinistra – 6,2% (-0,2%);
  • Lega – 6,1% (+0,1%);
  • Futuro Nazionale – 6,1% (-1,1%);
  • Azione – 3,3% (+0,1%);
  • Italia Viva – 2,4% (=);
  • +Europa – 1,5% (-0,2%);
  • Partito Liberaldemocratico – 1,3% (-0,1%);
  • Noi Moderati – 1,1% (-0,1%);
  • Sud chiama Nord – 1,1% (=).

Nota metodologica

La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. Quest’ultima ponderazione include sondaggi realizzati dal 15 al 28 ottobre ed è stata effettuata il 29 ottobre sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Emg (data di pubblicazione 22 ottobre), Eumetra (22 ottobre), Noto (20 ottobre), Only Numbers (16, 23 e 27 ottobre), Piepoli (23 ottobre) e Swg (19 e 26 ottobre). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

Che succede in politica in Italia

Sono molte le notizie che riguardano il mondo politico questa settimana:

  • FdI di Giorgia Meloni, sul fronte del consenso, è ancora fortissimo: incassando il +0,7% sale al 27,9%;
  • il M5S di Giuseppe Conte cala di mezzo punto, andando al -0,5%;
  • FN di Roberto Vannacci crolla letteralmente del -1,1% andando al 6,1%.

Per il resto, gli altri partiti mostrano solo piccole scosse d’assestamento.

Passiamo adesso alle notizie.

Giorgia Meloni ha chiuso la porta in faccia a Roberto Vannacci: Futuro Nazionale non entrerà nella coalizione di centrodestra che si presenterà alle elezioni politiche 2027. “Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani”, ha dichiarato, secondo quanto riporta l’ultimo libro di Bruno Vespa (Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre da Mondadori-Rai libri).

Il Campo Largo ha trovato la quadra: entro un mese arriverà il programma; le primarie si faranno entro febbraio; la coalizione sarà aperta a Italia Viva, +Europa, al Progetto civico di Alessandro Onorato e a Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli.

Andiamo avanti: quello di Giuseppe Conte contro Matteo Renzi non è un vero e proprio veto, ma più un consiglio. Il leader del M5S, come riporta sempre il libro di Vespa, ha detto a Elly Schlein che con Renzi in squadra il Campo Largo rischia di regalare la vittoria politica al centrodestra: “La presenza di Italia Viva nella coalizione non è un problema nostro, ma dell’Italia. Se una parte dell’elettorato del M5S non andasse a votare per la presenza di Renzi, noi non manderemmo mai a casa Meloni”.

Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico ha aperto al centrodestra, ma non tutti nel partito sarebbero intenzionati a seguirlo. Se ne saprà di più il 3 novembre, quando si riunirà la direzione nazionale.

Quando si vota nel 2027

Cateno De Luca di Sud chiama Nord ha parlato. Non si sa se si tratti di un pronostico o di uno spoiler. Fatto sta che secondo de Luca si voterà il 9 e 10 maggio 2027. De Luca (detto anche “Scateno“) appoggia apertamente Meloni a livello nazionale, mentre a livello siciliano mantiene le mani libere.

Per quella data dovrebbero essere già arrivate le sentenze relative ai 25 ricorsi contro lo Stabilicum. Solo aspettando alcuni mesi sapremo con quale legge elettorale andremo effettivamente alle urne.

Sondaggi, chi è in vantaggio nelle coalizioni

In vista delle elezioni politiche 2027 c’è attenzione sulle possibili coalizioni.

Qui lo stato della coalizione conservatrice:

  • centrodestra (FdI, FI, Lega, NM, SCN) – 43,6%;

Qui lo stato della coalizione progressista:

  • campo largo (PD, M5S, AVS) – 38,3%;
  • campo largo (PD, M5S, AVS) con Renzi e Magi – 42,2%.

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