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Per Amorim può valere tutto, Chivu non lo ha mai vinto in panchina: Milan-Inter, i paradossi del derby

30 October 2026 at 14:00

Per il Generali Stadium c’è tempo. E se presentarlo due giorni prima del derby è stata una chiara strategia comunicativa, a Inter e Milan, perlomeno le squadre, ora interessa davvero solo il campo. Quello di San Siro, che può dare dei verdetti ancora più profondi rispetto a quello che anche una partita così speciale può dare. Del valore intrinseco di Milan-Inter, in programma sabato 31 ottobre alle 20.45, si è detto sempre tutto. Del valore fattuale, però, si sta dicendo forse un po’ meno. E quindi, la prima analisi è questa: se l’Inter dovesse vincerlo, andrebbe a +10 sul Milan, che di perdere il treno per i primi posti proprio non ha intenzione. Anche perché Gerry Cardinale ha sì confermato apertamente la sua fiducia ad Amorim (nell’intervista alla Gazzetta dello Sport di oggi). Ma è anche vero che una sconfitta potrebbe comunque far cambiare umori e percezioni del presidente americano, come già era capitato nelle scorse settimane.

E quindi si parte da qui per analizzare la partita più importante della prossima giornata. Le due squadre arrivano abbastanza in salute ed è già un buon punto di partenza: nell’Inter pesa molto, certo, l’assenza di Lautaro, e sono fuori anche Jones e Stones; il Milan, invece, ha recuperato tre colonne fondamentali come Rabiot, Gila e Pavlovic, cosa che ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo ad Amorim. Nel mezzo, c’è di tutto, a partire da una statistica: la formazione di Chivu, che sulla carta è nettamente favorita sugli avversari, non vince un derby da due anni. E se ne sono giocati sette. Il ruolino è questo: quattro partite in Serie A, due in Coppa Italia, uno in Supercoppa, cinque vittorie del Milan e due pareggi. Da non credere.

Eppure i nerazzurri sono più in salute sotto tutti i punti di vista. Il primo, quello del valore delle rose: 738 milioni a 503, fonte Transfermarkt. Quindi, il monte ingaggi: 146 a 103. È, questo, indicatore non necessariamente di una buona gestione economica, ma se sei guarda l’ultimo bilancio economico si vede come l’Inter abbia maturato degli utili per 22,7 milioni, contro i 24 milioni (di passivo!) dei rossoneri. E poi c’è il campo, con quella classifica che, appunto, non mente, e quella continuità di prestazioni che appartiene sì a Barella e compagni ma non agli avversari. È il ricorso storico che stride, ma è proprio la bellezza di partite come queste a far capire come in campo possa capitare davvero di tutto.

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