❌

Normal view

Bomba alla crema come arma del delitto, l’indagine per omicidio a Reggio Emilia: il cugino della vittima agli arresti domiciliari

29 October 2026 at 08:10

Un bombolone alla crema come arma del delitto, per uccidere il cugino disabile e incassare l’eredità. È l’ipotesi al centro di un’indagine dei carabinieri di Reggio Emilia, con un 76enne agli arresti domiciliari dalla tarda serata di ieri. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe ucciso con premeditazione, offrendo dolci al parente 74enne, di cui era tutore legale, pur sapendo che soffriva di una grave disfagia e poteva alimentarsi solo con cibi liquidi.

La vittima è morta il 27 giugno per soffocamento nella struttura sociosanitaria residenziale in cui era ospitata. L’ordinanza della misura cautelare, con gli arresti domiciliari, è stata chiesta dalla Procura e disposta dal giudice per le indagini preliminari. L’uomo è accusato di omicidio premeditato.

L'articolo Bomba alla crema come arma del delitto, l’indagine per omicidio a Reggio Emilia: il cugino della vittima agli arresti domiciliari proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Vivo con 700 euro al mese e faccio fatica, ora basta”: Vicky a 40 anni scopre che lo “zio” era suo padre, vuole una parte dell’eredità milionaria e un assegno mensile

27 October 2026 at 08:34

C’è una frase che Vicky ripete con amarezza, e racconta meglio di ogni cifra la distanza che la separa dai fratellastri: “Non ho una casa e guadagno 700 euro al mese”. Eppure, secondo quanto ha scoperto da poco, è la figlia di un uomo d’affari milionario, proprietario di quasi un centinaio di immobili sparsi per il mondo. Lo riporta Antena 3.

La verità le è arrivata a 40 anni, e di colpo ha riscritto la sua storia. Quello che per tutta la vita aveva considerato suo zio era in realtà suo padre. A svelarle il segreto è stata una zia: un silenzio durato quattro decenni, legato a due matrimoni e a separazioni avvenute all’interno della famiglia. Nella ricostruzione compare anche un dettaglio sorprendente: al momento del parto, in clinica, c’era proprio il padre biologico, che all’epoca esercitava la professione di medico.

Vicky non si è accontentata del racconto. Ha fatto esaminare in un laboratorio privato un campione contenente materiale genetico dell’uomo, e il risultato è stato inequivocabile: era lui il suo vero padre.

Con questa prova ha rivendicato la quota di eredità che la legge riconosce a ogni figlio. Non è cresciuta come tale, ma pretende gli stessi diritti degli altri eredi. I fratellastri, però, si sono opposti, e la contesa è approdata in tribunale. I legali della donna parlano di “manovre fittizie e fraudolente”, architettate secondo loro per svuotare il patrimonio ereditario ed evitare che i beni finissero a una figlia tenuta nascosta per quarant’anni.

Ora Vicky alza il tiro. Oltre alla sua parte di patrimonio, chiede un assegno mensile superiore ai 2.000 euro, per poter vivere come i fratelli. Secondo lei, finché la partita ereditaria non sarà chiusa, la famiglia dovrebbe garantirle un sostegno economico o concederle l’uso di una delle proprietà rimaste vuote, in modo da avere almeno un tetto sopra la testa. Il contrasto è tanto più doloroso se si pensa alla vita dorata in cui sono cresciuti i fratellastri, con cui dovrà dividere il patrimonio del padre.

L'articolo “Vivo con 700 euro al mese e faccio fatica, ora basta”: Vicky a 40 anni scopre che lo “zio” era suo padre, vuole una parte dell’eredità milionaria e un assegno mensile proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌