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Taylor Mega testimonial del Friuli Venezia Giulia, gara aggiudicata: all’influencer 87mila euro per otto post social

28 October 2026 at 14:50

Mentre i giovanissimi scendono in piazza per il loro futuro il Friuli Venezia Giulia offre loro un modello alternativo, elevando a volto social per la promozione turistica Taylor Mega, friulana di nascita, yacht, bikini e lusso ostentato per quasi tre milioni di follower — che in un’intervista ha rivendicato compensi fra gli 8mila e i 40mila euro a post, e che rischia il processo per estorsione aggravata. Stavolta pagherebbe il pubblico, in perfetto listino: l’affidamento diretto vale 87.600 euro alla Taylor srl, la società dell’influencer (75 per cento suo, 25 della madre, un dipendente), per otto contenuti social da novembre a giugno: 10.950 euro l’uno. Offerte chiuse il 22 ottobre alle 16.38, aggiudicazione all’Anticorruzione il giorno dopo.

Raggiunto dal Fatto, il direttore generale di PromoTurismoFvg Iacopo Mestroni — anche responsabile unico della procedura — frena: “Non abbiamo firmato alcun contratto”, la prima offerta “superava i 100mila euro” ed è stata giudicata “molto onerosa”, la seconda “la stiamo valutando”, le “verifiche del caso” in corso, “nulla di più”. I dati Anac raccontano però una corsa già molto avanti: gara chiusa, aggiudicataria individuata, importo fissato, ribasso zero.

È lo stesso Mestroni a citare l’analisi del suo ufficio social: engagement allo 0,4 per cento contro un benchmark di 0,67, “community relativamente meno coinvolta”, brand fit al 66 per cento, il travel fuori dal focus della sua comunicazione. Bocciata su quasi tutta la linea, la trattativa è proseguita lo stesso: da oltre 100mila a 87.600 euro.

“Un altro episodio di spreco di denaro pubblico. E non possiamo non chiederci come sia possibile che si continui con questo andazzo. Non ci si scandalizza che si finanzino anche gli influencer che si occupano di turismo o enogastronomia (non mi pare sia questo il caso), ma qui si sta superando davvero ogni limite di buonsenso e di uso delle risorse pubbliche”, è stata la reazione del capogruppo Pd in Regione, Diego Moretti. “E poi ci si chiede perché un giovane, dopo anni di studio e sacrifici – aggiunge – da parte delle famiglie, se ne va dal Friuli Venezia Giulia per sviluppare la propria professione e trovare un futuro meritocratico”.

E nell’analisi di PromoTurismoFvg nessun cenno all’altro dossier: il 4 febbraio la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio della testimonial per estorsione aggravata e diffamazione ai danni di un ex, Simone Belleli, vicenda raccontata dal Fatto. Secondo l’accusa l’influencer, da “mandante”, lo avrebbe costretto — tramite un esecutore presentato come membro di una “famiglia mafiosa calabrese” — a rinunciare a un paio di orecchini Bulgari da 53mila euro “in origine concessi in prestito”. Udienza preliminare a marzo, dice al Fatto il difensore, che respinge le accuse e annuncia che chiederà il giudizio abbreviato: era un regalo, “non c’è uno straccio di prova testimoniale”.

Ultima chicca dal vaso dei grandi eventi: quel difensore, Maurizio Miculan, conferma al Fatto di assistere anche Sergio Emidio Bini, l’assessore alle Attività produttive e turismo che vigila proprio sull’ente che ha scelto la sua cliente. Il giro bussa pure alla porta del terzo assistito: Riccardo Riccardi, assessore e presidente del Comitato del concerto di Gemona, difeso nella querela contro La Verità dallo stesso legale. Alla domanda se l’ente ne fosse a conoscenza, nessuna risposta diretta.

E la politica è già all’attacco. Per il capogruppo Pd Diego Moretti l’ingaggio è “l’ultimo capitolo” dello “spreco dei soldi pubblici”, il segno di una “Bengodi targata Fvg”: “oltre 10mila euro per ogni contenuto social”, dopo i milioni di Gemona su cui il suo gruppo ha investito Corte dei conti e Anac. “Il presidente Fedriga e gli assessori Bini e Riccardi — chiude — portano tutta la responsabilità politica di scelte e sprechi che non sono più tollerabili”.

A muovere la pratica è PromoTurismoFvg, lo sportello regionale dei grandi eventi — da Bocelli a Gemona a Cremonini, fino alla logistica della messa del cardinale Zuppi — al centro dell’inchiesta che Il Fatto racconta da settembre. Lo stesso sportello che, mentre la gara si chiudeva, protocollava senza rispondere le domande su un altro assegno: gli 800mila euro concessi in ventiquattr’ore a Fvg Live, la società dei 3,1 milioni senza gara per Bocelli.

Il modulo di quella domanda, compilato a penna, vale da solo il viaggio. Fvg Live lo spedisce via pec il 16 marzo 2026 alle 16.34 per chiedere il contributo sul concerto di Cesare Cremonini all’aeroporto di Gorizia; il decreto arriva il giorno dopo. La richiedente è la società con zero addetti che ha chiuso il 2025 raddoppiando i ricavi a 8,6 milioni. In allegato, obbligatorio, il curriculum del legale rappresentante Luca Tosolini: quattro righe a mano, “imprenditore e manager”, “laurea in scienze dell’architettura”.

Le carte arrivano dall’accesso civico del Fatto, accolto nonostante l’opposizione di due controinteressati: sull’uso di risorse pubbliche, scrive Mestroni, “assume rilievo l’interesse alla trasparenza”. Il piano economico spiega l’opposizione: su 1.101.400 euro di preventivo, la voce “compensi per attività artistiche” è barrata. Zero. L’artista lo porta Live Nation, che figura fra le entrate con 275mila euro di “rimborso servizi”: il contributo pubblico copre il 73 per cento dei costi, il rischio d’impresa non è pervenuto.

Al consuntivo — anch’esso a mano — la spesa sale a 1.398.704 euro e una voce esplode: “ospitalità”, preventivata in 10mila euro, chiude a 209.440. Venti volte tanto, in un concerto dove l’artista non costa nulla. Le “forniture di beni e servizi” passano da 456mila a 706.737. Chi siano i fornitori, qui come a Gemona, le carte non lo dicono. E l’istruttoria è ancora “in itinere”: gli 800mila, a oggi, non risultano liquidati.

Non è l’unico assegno: il 19 febbraio altri 400mila euro vanno a Fvg Live per i Gorillaz in piazza Unità a Trieste, 25 luglio 2026, con il codice di progetto di Go!2025: fondi stanziati per Gorizia Capitale della cultura che pagano un concerto a Trieste nel 2026. A monte, una filiera semplice: il 14 ottobre 2024 PromoTurismo chiede alla Regione 14 milioni per Go!2025 — tre per gli “eventi musicali” — con una relazione di due pagine che si definisce da sola “una descrizione generica” di un programma “non ancora presentato ufficialmente”. Quindici giorni dopo, concessi.

Le tabelle 2022-2026 trasmesse al Fatto mettono in fila i totali: a Fvg Live oltre 3,5 milioni in cinque anni, a VignaPr, l’altra beneficiaria di Gemona, 764mila. Dal 2026 questi contributi passano per un bando pubblico: 166 domande, massimo assegnato 425mila euro. Fvg Live non c’è: gli 800mila di Cremonini e i 400 dei Gorillaz sono passati dal canale diretto di Go!2025, senza concorso.

E un atto depositato al Registro imprese chiude il cerchio. I biglietti di Cremonini li vendeva Eilo: il 27 febbraio — diciassette giorni prima della domanda — la presidente Silvia Tosolini vende il suo 37 per cento a Opix Holding, amministrata da Giovanni Riccardi, figlio dell’assessore, come raccontato da Il Fatto a settembre; Grande Amore, la società dei tre promoter, cede un 9 per cento a testa a Opix e a Fvg Live. In tutto 16.500 euro, 13.800 per il 46 per cento di Opix, pagamenti eseguiti il 26 febbraio: lo stesso giorno della lettera di esclusiva di Bocelli.

Restano gli sportelli, tutti della stessa Regione: PromoTurismo consegna le carte scavalcando l’opposizione dei privati; la Direzione attività produttive, sulle stesse società, nega l’elenco dei fornitori e il verbale di Gemona “per indagini sui reati”. Quali indagini, non è dato sapere nemmeno a chi dovrebbe condurle: il procuratore della Repubblica di Udine Massimo Lia ha confermato al Fatto che “da parte della Corte dei conti hanno richiesto della documentazione” — un procedimento contabile — mentre sull’eventuale fascicolo del suo ufficio non va oltre un “su questo non le posso rispondere”.

L'articolo Taylor Mega testimonial del Friuli Venezia Giulia, gara aggiudicata: all’influencer 87mila euro per otto post social proviene da Il Fatto Quotidiano.

Fincantieri assume nel Nord Italia, le posizioni aperte: per alcuni profili basta il diploma

22 October 2026 at 16:57

Fincantieri sta portando avanti un importante piano di potenziamento industriale sul territorio del Friuli Venezia Giulia che ha come conseguenza l’inserimento di almeno 157 risorse entro il 2028.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un accordo di sviluppo siglato tra la Regione, il Mimit, Invitalia e il gruppo cantieristico, che prevede un investimento complessivo pari a 194,8 milioni di euro. Il programma punta ad ampliare il cantiere di Monfalcone per la costruzione di grandi navi da crociera, con effetti diretti anche sul polo di Trieste.

Quali sono i dettagli dell’accordo

Il progetto industriale prevede l’erogazione di agevolazioni pubbliche per un ammontare pari a 24,245 milioni di euro. Le risorse sono così ripartite:

  • 22,06 milioni di euro stanziati direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy;
  • 2,185 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L’intesa istituzionale mira a coniugare la crescita della capacità produttiva cantieristica con la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio locale, consolidando la centralità strategica dei poli produttivi di Trieste e Monfalcone nell’ambito della Blue Economy.

Quali sono i profili professionali ricercati

Gli inserimenti previsti dal piano di sviluppo andranno a coprire sia le esigenze legate all’operatività di cantiere sia i progetti di innovazione tecnologica. Le ricerche di personale riguardano varie categorie operative:

  • operai motoristi e specializzati destinati alle attività di allestimento dell’apparato motore e alla costruzione navale;
  • tecnici e supervisori di produzione per il coordinamento delle officine e la gestione degli impianti;
  • ingegneri e specialisti di area, con particolare attenzione alla sicurezza in mare e alla ricerca tecnologica;
  • planner di commessa, project controller e figure impiegatizie per l’area finance, ICT e risorse umane.

Dove avvengono le assunzioni

Ecco una sintesi dei profili operativi attualmente ricercati:

Sede di lavoro Profili ricercati Ambito operativo
Monfalcone HR Generalist Risorse umane
Monfalcone Operaio/a motorista (allestimento apparato motore) Progettazione e produzione
Monfalcone Impiegato/a ufficio tecnico impianti Ingegneria e design
Monfalcone Supervisore/a di produzione officina apparato motore Progettazione e produzione
Trieste Ingegnere – Specialista Area Sicurezza in Mare Innovazione, ricerca e sviluppo
Trieste Digital Transformation Analyst Informatica e telecomunicazioni
Trieste Planner di Commessa, Project Controller e Procurement Coordinator Project Management

Come presentare la candidatura online

Per accedere alle selezioni attive o inviare il proprio profilo per le future assunzioni legate al piano di sviluppo, occorre collegarsi al portale ufficiale dell’azienda nella sezione Lavora con noi. Attraverso la piattaforma è possibile selezionare le offerte d’interesse in base alla regione o all’area funzionale e inviare il modulo di candidatura, avendo cura di caricare il proprio Curriculum Vitae aggiornato.

Rimane sempre attiva anche la possibilità di inviare una candidatura spontanea per i diversi ambiti aziendali.

Altri annunci per tecnici e impiegati nel settore industriale

Le opportunità promosse da Fincantieri si affiancano ad altre iniziative d’inserimento nel comparto produttivo e dei servizi. Si segnalano i reclutamenti curati da Aruba Group per professionisti in ambito IT, le ricerche di personale aperte da Marriott Group nell’ambito dell’accoglienza turistica e quelle di Poste Italiane.

Classifica città smart d’Italia: Bologna si conferma prima ma cresce il divario col Sud

20 October 2026 at 17:23

Bologna si conferma la città più smart d’Italia per il secondo anno consecutivo. A completare il podio della settima edizione del City Vision Score 2026-27 ci sono Pordenone, che compie un salto in avanti passando dall’ottavo al secondo posto, e Casalecchio di Reno, comune alle porte del capoluogo emiliano.

Il verdetto della graduatoria, presentata a Padova durante gli Stati generali delle città intelligenti, incorona nuovamente il Nord e traccia una mappa dell’innovazione nei territori italiani che riflette le croniche condizioni territoriali.

Cos’è City Vision Score

L’indice, curato dalle società Blum e Prokalos, misura il grado di intelligenza dei comuni italiani analizzando la totalità delle 7.896 realtà amministrative presenti sul territorio nazionale.

I tre centri urbani che guidano la graduatoria hanno ottenuto punteggi ai vertici della scala di valutazione (da 10 a 100): Bologna ha conquistato il punteggio pieno di 100 punti, seguita a brevissima distanza da Pordenone con 99,96 punti e da Casalecchio di Reno a quota 99.

I sei criteri di valutazione

La misurazione del livello di digitalizzazione e innovazione si basa su 30 indicatori analitici, ripartiti su sei dimensioni cardine della trasformazione urbana:

  • l’efficienza amministrativa, la digitalizzazione dei servizi pubblici e la trasparenza;
  • la vitalità del tessuto imprenditoriale, l’innovazione e la capacità di attrarre investimenti;
  • sostenibilità ambientale, gestione dei rifiuti e politiche energetiche;
  • qualità della vita, sicurezza, offerta culturale e inclusione sociale;
  • infrastrutture di trasporto sostenibile, mobilità elettrica e connessioni stradali;
  • competenze digitali dei cittadini, istruzione e capitale umano.

La top 10 delle città più smart d’Italia

Nove dei primi dieci comuni appartengono al Nord Italia, evidenziando una marcata concentrazione geografica dei centri ad alta tecnologia. Di seguito la classifica dei primi dieci comuni italiani:

  • Bologna, con 100 punti;
  • Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, con 99,96 punti;
  • Casalecchio di Reno, in Emilia-Romagna, con 99,00 punti;
  • Bergamo (Lombardia);
  • Brescia (Lombardia);
  • Rovereto (Trentino-Alto Adige);
  • Agrate Brianza (Lombardia);
  • Firenze;
  • Milano (Lombardia);
  • Udine (Friuli-Venezia Giulia).

Le città del Centro e del Sud Italia dove sono?

Dietro i successi dei primi dieci centri emerge una verità ormai cronica: il Centro e il Mezzogiorno restano completamente esclusi da qualsiasi caratterizzazione delle smart city. Nelle prime cento posizioni figurano 91 comuni del Nord e 9 del Centro, nessun comune del Sud o delle Isole.

Per trovare la prima realtà meridionale occorre scendere fino alla 301esima posizione, occupata da Pescara, che risulta anche l’unico comune di tutto il Sud a rientrare tra i primi 500. Per trovare la prima città insulare si deve arrivare all’865esimo posto con Cagliari, seguita da Bari al 1.456esimo posto, Avellino al 1.671esimo e Lecce al 1.688esimo.

Un’Italia a due velocità

Anche la media dei punteggi evidenzia la spaccatura. Mentre il Nord viaggia a una media di 63,2 punti, con il Nord-Est in vetta a 67,7, e le città del Centro si attestano a 57,1, il Sud si ferma a 37,8 punti.

L’Italia continua ad andare a due velocità, e senza un rafforzamento della capacità amministrativa e investimenti mirati al Mezzogiorno, i progetti di transizione digitale, energetica e ambientale rischiano di essere una realtà solo per una parte del Paese.

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