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Non solo Gcap, perché la Brexit non ha fermato gli scambi con Roma

31 October 2026 at 14:35

Cooperazione industriale, innovazione e investimenti, nella consapevolezza che lo scoglio della Brexit non ha fermato i rapporti tra Italia e Regno Unito. Lo ha ribadito ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, impegnato a Londra in una articolata missione: prima un confronto con il governo britannico e poi una seri di incontri con rappresentanti delle imprese e del mondo finanziario. Nella Residenza dell’ambasciatore d’Italia a Londra, Urso ha incontrato i rappresentanti della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito e della comunità imprenditoriale italiana, “una rete che da 140 anni rafforza i legami economici tra Italia e Regno Unito, la Gran Bretagna è resta un partner strategico”, scrive su X.

La traccia seguita dal ministro durante la visita è che l’Italia ha le capacità, la solidità e la resilienza per affrontare le incertezze dello scenario internazionale e trasformarle in opportunità di crescita, come dimostrato dalla crescita delle esportazioni e dalla capacità di attrarre investimenti, “segnali concreti della competitività delle nostre imprese e della fiducia che i mercati internazionali ripongono nell’Italia”. All’orizzonte secondo Urso c’è un solo obiettivo: saper trasformare questi punti di forza in nuove occasioni di crescita. “Per farlo, vogliamo rafforzare le nostre alleanze, consolidare le partnership industriali e tecnologiche e valorizzare le competenze dei nostri sistemi produttivi, mantenendo aperte e integrate le filiere strategiche”. I settori attenzionati in questo senso sono l’Intelligenza Artificiale, l’innovazione, la ricerca, l’energia, la difesa, lo spazio e le infrastrutture. “Settori nei quali Italia e Regno Unito possono sviluppare nuove sinergie e cogliere importanti opportunità”.

Non va dimenticato che il Regno Unito è oggi il sesto mercato mondiale di destinazione delle esportazioni italiane, con un interscambio bilaterale di 34,5 miliardi di euro nel 2025. La missione di Urso si svolge a pochi mesi dall’insediamento del governo di Andy Burnham e in vista del vertice Ue-Regno Unito del 20 novembre. Tra gli appuntamenti di Urso il bilaterale con il segretario di Stato britannico per le Imprese, l’Innovazione, la Scienza e il Commercio, Jonathan Reynolds per discutere della sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche, della tutela dell’industria siderurgica dalla sovraccapacità produttiva globale e delle prospettive di cooperazione nell’intelligenza artificiale, nella difesa, nello Spazio e nel nucleare di nuova generazione.

Tra l’altro lo stesso Reynolds è impegnato sul tema post Brexit, dal momento che i funzionari britannici stanno discutendo la libera circolazione con l’Ue in vista dell’imminente vertice dove le due parti puntano a raggiungere un accordo per allentare alcune restrizioni commerciali e un accordo sulla mobilità giovanile. Appare chiaro che il primo ministro Andy Burnham desidera una relazione stabile e a lungo termine con il blocco continentale, come base del proprio mandato, ma andranno calibrati modi e tempi. Nel frattempo l’Italia prosegue nella sua cooperazione bilaterale: infatti al netto dei passi di avvicinamento che Londra sta continuando a fare nei confronti di Bruxelles, spicca l’attivismo industriale e geopolitico sull’asse Donwning street-Palazzo Chigi: una cooperazione che si distende dal Gcap all’export.

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