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Filha de Kim Kardashian surge com filhote dado por Lewis Hamilton

28 October 2026 at 15:58

A filha de Kim Kardashian, Chicago West, 8, surgiu em uma foto com o novo presente do piloto Lewis Hamilton, 41, namorado da socialite. Ela é fruto do relacionamento da empresária com o rapper Kanye West, 49.

Em um carrossel publicado por Kim nesta semana, a empresária mostrou a filha caçula ganhando beijos da nova integrante peluda da família. “Um pouco de vida”, escreveu Kim como legenda da publicação.

O filhote, apelidado de Halo, surge após Lewis Hamilton ter revelado que presenteou os quatro filhos da namorada. Em uma coletiva de imprensa antes do Grande Prêmio de Fórmula 1 em Austin, no Texas, o piloto falou que adorava passar tempo com as crianças da namorada e citou a surpresa. “Ela tem quatro, então eu posso brincar com as crianças. Eu dei um cachorro para eles esse ano, então Halo é um novo membro da família”, disse.

Ele citou o tempo que passa com as crianças da namorada como uma das coisas que “lhe dão muita alegria”, assim como aproveitar tempo com seus sobrinhos.

A filhote havia aparecido pela primeira vez em um clique de 30 de julho, quando o clã Kardashian, com Hamilton, viajou para um lago nos Estados Unidos. “Lago ao máximo”, escreveu a socialite com cliques agarrada à Halo, fazendo stand-up, andando de lancha e aproveitando tempo com a família.

Kim Kardashian também é mãe de Psalm, 7, Saint, 10, e North, 13, também frutos de seu casamento com o rapper.

Kim Kardashian com Halo, presente do namorado, Lewis Hamilton • Reprodução/Instagram @kimkardashian
Chicago, filha de Kim Kardashian, com a cachorrinha presente de Lewis Hamilton • Reprodução/Instagram @kimkardashian

Conheça a campanha de Kim Kardashian por direitos no sistema prisional

Antonelli padrone del Mondiale: Austin certifica il divario con Russell. Leclerc ha ritrovato la Ferrari? L’analisi del Gp

26 October 2026 at 09:18

Manca un solo passo per arrivare al paradiso, ma è questione di giorni. Settantatré anni di attesa possono finire domenica prossima, quando Andrea Kimi Antonelli avrà la possibilità di riportare l’Italia sul tetto della Formula 1, dove manca dal 1953 con Alberto Ascari su Ferrari. Dopo aver dominato anche il GP di Austin, il ventenne bolognese è padrone assoluto del proprio destino: in Messico gli basterà arrivare nono per conquistare matematicamente il titolo, anche in caso di vittoria del compagno George Russell. Potrà permettersi persino un decimo posto se l’inglese non vincerà, oppure restare a secco qualora né Russell né Lewis Hamilton conquistassero il successo. Una serie di combinazioni che raccontano quanto il Mondiale sia ormai nelle sue mani. E quanto Austin, con la nona vittoria stagionale, abbia avvicinato un appuntamento con la storia che sembrava impossibile appena un anno fa.

Il Texas ha incoronato ancora una volta il talento della Mercedes, capace di trasformare una gara potenzialmente complicata in una dimostrazione di forza. Lo ha fatto sin dal via, scattando nettamente meglio di un Max Verstappen (3° finale) dato davanti da molti alla vigilia. La realtà è che Antonelli ha preso immediatamente il largo mentre alle sue spalle Ferrari e Red Bull si contendevano le posizioni. Nessuna sbavatura, nessuna esitazione, neppure quando le strategie hanno mescolato temporaneamente le carte. La scelta della sosta unica, con il passaggio dalle medie alle dure al 25° giro, si è rivelata vincente. Charles Leclerc, secondo, ha chiuso a 13 secondi, Verstappen a oltre 17. Distacchi pesanti, specie per la Red Bull che aveva dimostrato un altro passo tra Malesia e Singapore. Probabilmente il pacchetto aggiornamenti introdotto a Sepang dalle Frecce d’Argento è stato capito meglio.

Se Antonelli ha corso praticamente da solo, alle sue spalle la Ferrari ha finalmente ritrovato una competitività incoraggiante. Leclerc è stato protagonista di una delle migliori prestazioni stagionali, cominciata con un avvio aggressivo che gli ha permesso di superare Verstappen. “Da 5-6 gare capisco meglio la vettura, che per il resto della stagione è sempre stata strana. Proviamo a battagliare con Kimi nel finale di stagione”, le parole del monegasco dopo la gara. La battaglia con Verstappen è proseguita attraverso strategie differenti, fino al sorpasso decisivo del monegasco al 49esimo giro, favorito da pneumatici più freschi. Una seconda posizione meritata, che restituisce fiducia a Maranello e conferma i progressi della SF-26.

Anche Lewis Hamilton ha lasciato Austin con qualche motivo per sorridere, pur accompagnato dal rimpianto per un podio sfumato. Quarto al traguardo, il britannico aveva progressivamente ridotto il distacco da Verstappen, portandosi a poco più di un secondo dalla Red Bull. Proprio quando l’attacco sembrava possibile, però, la Virtual Safety Car provocata dal ritiro della Cadillac di Valtteri Bottas ha congelato le posizioni. Resta la buona prestazione di Maranello, che ha l’obiettivo di chiudere bene la stagione riprogettare il motore in inverno col fine di recuperare il gap di velocità che anche sabato si è visto.

Più sorprendente nel weekend è stato il passo indietro della Red Bull, arrivata negli Stati Uniti con ben altre aspettative dopo le recenti prestazioni. Verstappen ha dovuto fare i conti con una monoposto difficile da gestire, lamentando problemi di freno-motore e un comportamento tutt’altro che rassicurante. Neppure la strategia delle due soste ha permesso all’olandese di contrastare il ritmo dei migliori. Risaltano i nervi, i pugni al voltante, dopo il secondo pit-stop.

Disperso infine George Russell, ottavo, dopo una gara anonima e una penalità di 5”, accusando addirittura 54 secondi di ritardo da Antonelli. Un abisso quello tra i due piloti di Brackley. La penalità è arrivata per aver tratto vantaggio lasciando la pista in un lungo in curva-12, una condizione che l’inglese non è poi riuscito a migliorare, rimanendo per larga parte della gara bloccato alle spalle della McLaren di Oscar Piastri. Insomma, se Antonelli questa auto l’ha capita alla grande, dando un divario maggiore al rivale con l’arrivo degli aggiornamenti, il britannico avrà bisogno di un importante reset mentale in inverno. Per il primo titolo della carriera del bolognese è solo questione di tempo.

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Formula 1, Antonelli campione del mondo in Messico se: tutte le combinazioni

25 October 2026 at 21:53

Un altro piccolo passo. Piccolissimo, minuscolo. Poi un pilota italiano tornerà a vincere un mondiale di Formula 1 a distanza di 73 anni dall’ultima volta, quando trionfò Alberto Ascari nel 1953. Per Andrea Kimi Antonelli non è più una questione di “se“, ma di “quando“. Con cinque gare alla fine (tenendo sempre i gran premi di Qatar e Abu Dhabi, ancora in forse) e 125 punti a disposizione, Antonelli ha 123 punti di vantaggio sul compagno di scuderia George Russell e 124 sul ferrarista Lewis Hamilton. Con la vittoria di Austin ha messo un altro grande tassello per il successo finale, ma non è bastato per l’aritmetica, considerando il quarto posto di Hamilton e l’ottavo di Russell, che tengono – seppur servirebbe un autentico miracolo – ancora aritmeticamente in corsa i due per il titolo Mondiale.

Ma cosa serve quindi ad Andrea Kimi Antonelli per laurearsi campione del mondo in Messico? Due punti. Ad Antonelli basterà arrivare nono in Messico, sempre considerando che Russell vinca la gara. Se invece dovesse vincerla Hamilton, ad Antonelli basterebbe un decimo posto, quindi un solo punto. Se Russell ed Hamilton non dovessero vincere, Andrea Kimi Antonelli sarebbe aritmeticamente campione del mondo a prescindere dal proprio risultato. Insomma, se ad Austin le probabilità erano decisamente più basse, in Messico la percentuale di vedere Andrea Kimi Antonelli campione del mondo è decisamente molto alta. La Mercedes si prepara e lo fa anche l’Italia: da 73 anni un pilota azzurro non si laurea campione in Formula 1.

Formula 1, ad Antonelli basta un piccolo passo per diventare campione: la classifica aggiornata

1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 365
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 242
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 241
4 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 236
5 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 233
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 211
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 144
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 105
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 77
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 42
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 23
14 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 13
15 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1
21 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
22 Valtteri Bottas (Finlandia, Cadillac) 0
23 Sergio Perez (Messico, Cadillac) 0
24 Lance Stroll (Canada, Aston Martin) 0

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Quanto guadagnano i piloti di Formula 1 nel 2026: gli stipendi di tutti i campioni

25 October 2026 at 17:00

Chi sono i piloti di Formula 1 più ricchi? Nel 2026, secondo le stime pubblicate da RacingNews365, Max Verstappen e Lewis Hamilton occupano le prime posizioni della classifica degli ingaggi in Formula 1, Charles Leclerc, George Russell e Lando Norris si collocano nella fascia alta del mercato. In fondo alla classifica Colapinto e Lidlblad.

Ecco quali sono i guadagni dei piloti di Formula 1 nel 2026, elaborati sulla base di informazioni raccolte nel paddock, indiscrezioni sui contratti e altre fonti del settore.

Chi sono i piloti di Formula 1 più ricchi

Secondo le stime pubblicate da RacingNews365, gli ingaggi annuali dei 22 piloti del mondiale 2026 vanno da circa 500.000 dollari a 70 milioni di dollari. Nella classifica viene considerato lo stipendio base stimato, senza aggiungere i bonus e gli introiti derivanti dagli sponsor personali.

Ecco la classifica:

  • Max Verstappen (Red Bull): 62,5 milioni di euro all’anno
  • Lewis Hamilton (Ferrari): 53,6 milioni di euro all’anno
  • Charles Leclerc (Ferrari): 30,4 milioni di euro all’anno
  • George Russell (Mercedes): 30,4 milioni di euro all’anno
  • Lando Norris (McLaren): 26,8 milioni di euro all’anno
  • Fernando Alonso (Aston Martin): 17,9 milioni di euro all’anno
  • Carlos Sainz (Williams): 11,6 milioni di euro all’anno
  • Oscar Piastri (McLaren): 11,6 milioni di euro all’anno
  • Pierre Gasly (Alpine): 10,7 milioni di euro all’anno
  • Alexander Albon (Williams): 10,7 milioni di euro all’anno
  • Lance Stroll (Aston Martin): 10,7 milioni di euro all’anno
  • Sergio Pérez (Cadillac): 7,1 milioni di euro all’anno
  • Nico Hülkenberg (Audi): 6,2 milioni di euro all’anno
  • Esteban Ocon (Haas): 6,2 milioni di euro all’anno
  • Isack Hadjar (Red Bull): 4,5 milioni di euro all’anno
  • Valtteri Bottas (Cadillac): 4,5 milioni di euro all’anno
  • Gabriel Bortoleto (Audi): 1,8 milioni di euro all’anno
  • Kimi Antonelli (Mercedes): 1,8 milioni di euro all’anno
  • Oliver Bearman (Haas): 893.000 euro all’anno
  • Franco Colapinto (Alpine): tra 446.000 e 893.000 euro all’anno
  • Arvid Lindblad (Racing Bulls): tra 446.000 e 893.000 euro all’anno

Bonus, sponsor e risultati sportivi: come si compone lo stipendio

Per comprendere le differenze tra i compensi dei piloti è necessario considerare che lo stipendio base rappresenta soltanto una parte della remunerazione. Nei contratti possono essere previsti premi per le vittorie nei Gran Premi, piazzamenti, punti conquistati ed eventuali successi nella classifica costruttori. Inoltre a queste somme possono aggiungersi i contratti pubblicitari personali, le collaborazioni commerciali e le attività legate all’immagine del pilota. Non tutti gli accordi sono però liberamente negoziabili: le scuderie hanno sponsor ufficiali e possono prevedere vincoli per evitare conflitti tra marchi concorrenti.

Il reddito complessivo può quindi essere molto diverso da quello che emerge osservando soltanto l’ingaggio garantito. Anche per questo le classifiche degli stipendi e quelle degli atleti più pagati non coincidono necessariamente.

Formula 1: perché i piloti guadagnano così tanto?

Gli stipendi elevati sono legati al valore economico del campionato, alla competizione tra le scuderie e alla capacità dei piloti più affermati di generare risultati sportivi, visibilità e ricavi commerciali. Per un team, assicurarsi un campione può rappresentare un investimento strategico: le prestazioni in pista contribuiscono ai risultati della squadra, mentre la notorietà del pilota può rafforzare le relazioni con gli sponsor.

Un elemento importante riguarda il budget cap, il tetto alle spese introdotto per contenere i costi della competizione. Gli stipendi dei piloti sono esclusi dal calcolo del limite di spesa applicabile alle scuderie. Questo consente ai team di negoziare ingaggi anche molto elevati senza imputarli alla stessa voce di costo soggetta al tetto regolamentare.  La differenza tra i compensi dei campioni e quelli dei debuttanti riflette infine il valore dell’esperienza, i risultati ottenuti e il potere contrattuale. Arrivare in Formula 1 non significa automaticamente guadagnare decine di milioni: gli stipendi più alti sono riservati a una cerchia ristretta di piloti, mentre per i giovani la crescita dei compensi dipende anche dalla capacità di dimostrare il proprio valore in pista.

F1, Antonelli parte dalla pole nel giorno del suo primo match point Mondiale | La griglia di partenza del Gp Usa ad Austin

25 October 2026 at 12:13

Kimi Antonelli parte dalla pole position nel giorno del suo primo match point Mondiale. Il bolognese ha firmato il miglior tempo delle qualifiche del Gp Usa 2026 di Formula 1 ad Austin, davanti alle due Red Bull di Verstappen e Hadjar, poi le due Ferrari di Leclerc e Hamilton, infine il compagno di squadra George Russell. Per diventare campione del mondo, però, Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà festeggiare il titolo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953.

La griglia di partenza del Gp Usa 2026

  1. Kimi Antonelli (Mercedes)
  2. Max Verstappen (Red Bull)
  3. Isaac Hadjar (Red Bull)
  4. Charles Leclerc (Ferrari)
  5. Lewis Hamilton (Ferrari)
  6. George Russell (Mercedes)
  7. Oscar Piastri (McLaren)
  8. Lando Norris (McLaren)
  9. Liam Lawson (Racing Bulls)
  10. Pierre Gasly (Alpine)
  11. Nico Hulkenberg (Audi)
  12. Fernando Alonso (Aston Martin)
  13. Oliver Bearman (Haas)
  14. Arvin Lindblad (RB Team) – penalizzato di 5 posizioni per cambio ICE
  15. Esteban Ocon (Haas)
  16. Lance Stroll (Aston Martin)
  17. Carlos Sainz (Williams)
  18. Alexander Albon (Williams)
  19. Sergio Perez (Cadillac)
  20. Valtteri Bottas (Cadillac)
  21. Franco Colapinto (Alpine) – penalizzato di 10 posizioni per cambio PU
  22. Gabriel Bortoleto (Audi) – penalizzato per cambio PU, partirà dalla pit-lane

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F1: Hamilton mantém Ferrari como mais rápida no GP dos Estados Unidos. Bortoleto 13º

24 October 2026 at 19:53

Lewis Hamiltom com o tempo de 1:34,893s, na frente de Max Verstappen (+0,168s) e Charles Leclerc (+0,234s), foi o mais veloz do TL3 e garantiu que a Ferrari continuasse a ser a equipa mais rápida nas atividades deste fim de semana no GP dos Estados Unidos.

Os dois Mercedes, terminaram este terceiro treino livre a fechar o top-five, respetivamente pilotados por George Russel e Kimi Antonelli, que está a um passo de sagrar campeão mundial em 2026.

Gabriel Bortoleto iniciou bem as atividades deste fim de semana no Circuito das Américas, terminou o TL1 em 8º, o TL2 em 11º e agora o TL3 na 13ª posição. O brasileiro, que apresentou alterações no seu carro, superou Nico Hülkenberg em termos gerais e apresentou um ritmo promissor nas simulações de corrida.

Bortoleto encerrou o terceiro treino livre do GP dos Estados Unidos da Fórmula 1 com o 13º tempo da tabela, averbando 1:36,176s permitindo-lhe ficar dentro do top-15 na atividade, o que deixa indícios de poder entrar no Q2 da Classificação, logo mais à noite.

Contudo Bortoleto tem uma penalização a cumprir – 20 posições na grelha de partida – portanto pouco se poderá esperar em termos de classificação final do brasileiro neste GP dos EUA.

Para este último treino antes da classificação em Austin, o tempo estava bastante bom, com a temperatura ambiente em 27ºC e o asfalto a chegar aos 40ºC. A humidade, essa estava em 49%. e não ameçava chover.

Recapitulando, com este resultado, a Ferrari encerrou os três treinos livres na liderança em Austin. Leclerc tinha sido o mais rápido no TL1 e no TL2, e Hamilton assumiu a primeira posição no TL3.

A Fórmula 1 regressa à pista ainda neste sábado, às 22:00 horas, pelo horário de Portugal, para a Classificação – Q1, Q2 e Q3 – a fim de definir a grelha de partida para a largada de amanhã do GP dos Estados Unidos a realizar-se no Circuiro da Américas em Austin (Texas).

Tempos registados no TL3 do GP dos Estados Unidos:

1) Lewis Hamilton (Ferrari), 1’34.893
2) Max Verstappen (Red Bull/Red Bull Ford), 1’35.061
3) Charles Leclerc (Ferrari), 1’35.127
4) Kimi Antonelli (Mercedes), 1’35.196
5) George Russell (Mercedes), 1’35.381
6) Oscar Piastri (McLaren/Mercedes), 1’35.531
7) Nico Hülkenberg (Audi), 1’35.591
8) Lando Norris (McLaren/Mercedes), 1’35.706
9) Pierre Gasly (Alpine/Mercedes), 1’35.904
10) Isack Hadjar (Red Bull/Red Bull Ford), 1’35.930
11) Liam Lawson (Racing Bulls/Red Bull Ford), 1’35.931
12) Arvid Lindblad (Racing Bulls/Red Bull Ford), 1’36.081
13) Gabriel Bortoleto (Audi), 1’36.176
14) Oliver Bearman (Haas/Ferrari), 1’36.235
15) Franco Colapinto (Alpine/Mercedes), 1’36.251
16) Fernando Alonso (Aston Martin/Honda), 1’36.455
17) Esteban Ocon (Haas/Ferrari), 1’36.742
18) Lance Stroll (Aston Martin/Honda), 1’37.131
19) Alexander Albon (Williams/Mercedes), 1’37.668
20) Carlos Sainz (Williams/Mercedes), 1’37.711
21) Sergio Pérez (Cadillac/Ferrari), 1’37.884
22) Valtteri Bottas (Cadillac/Ferrari), 1’38.765

Colaboração F1Mania

F1: Leclerc continuou líder no TL2 do GP dos Estados Unidos; Bortoleto fica em 11.º

24 October 2026 at 00:10

A Ferrari confirmou hoje no TL2 o bom desempenho no Circuito das Américas e coloca os seus dois pilotos entre os quatro primeiros; Bortoleto supera o companheiro de Audi, mas terá punição de 20 posições na largada.

Charles Leclerc foi o mais rápido do segundo treino livre para o GP dos Estados Unidos da Fórmula 1, realizado nesta sexta-feira (23), no Circuito das Américas, em Austin, no Texas.
O piloto da Ferrari registou 1:35.291s e superou Kimi Antonelli, da Mercedes, por apenas 0,042s. O holandês Max Verstappen, da Red Bull, terminou em terceiro (+o,192s), seguido por Lewis Hamilton e George Russell, a completarem o lote dos cinco mais velozes.

Liam Lawson ficou em sexto, à frente de Lando Norris, Oscar Piastri, Isack Hadjar e Oliver Bearman, que fecharam o top-ten.
Gabriel Bortoleto terminou em 11º, com 1:36.832s, superando Nico Hülkenberg, seu companheiro de Audi, que foi apenas o 18º. O brasileiro, entretanto, terá uma penalização de 20 posições no grid de largada de domingo por exceder o limite anual de componentes da unidade de potência.

A Ferrari confirmou o bom desempenho apresentado desde o início do fim de semana. Leclerc também havia liderado o TL1 e voltou a estabelecer a melhor marca no TL2, enquanto Hamilton colocou o segundo carro da equipa italiana entre os quatro primeiros.
Red Bull e McLaren, por sua vez, apresentaram ritmo promissor nas simulações de corrida, indicando uma disputa equilibrada para o resto do fim de semana.

Na parte final da sessão, as equipas concentraram os trabalhos nas simulações de corrida, sem mudanças relevantes na tabela de tempos.
Verstappen e os pilotos da McLaren apresentaram ritmo promissor, enquanto Bortoleto também demonstrou desempenho superior ao de Hülkenberg nas sequências mais longas.

Tabela de tempos registados no TL2 do GP dos Estados Unidos:

1) Charles Leclerc (Ferrari), 1:35.291
2) Kimi Antonelli (Mercedes), 1:35.333
3) Max Verstappen (Red Bull Racing), 1:35.480
4) Lewis Hamilton (Ferrari), 1:35.906
5) George Russell (Mercedes), 1:36.035
6) Liam Lawson (Racing Bulls), 1:36.331
7) Lando Norris (McLaren), 1:36.373
8) Oscar Piastri (McLaren), 1:36.387
9) Isack Hadjar (Red Bull Racing), 1:36.411
10) Oliver Bearman (Haas F1 Team), 1:36.536
11) Gabriel Bortoleto (Audi), 1:36.832
12) Pierre Gasly (Alpine), 1:36.840
13) Arvid Lindblad (Racing Bulls), 1:36.959
14) Esteban Ocon (Haas F1 Team), 1:37.111
15) Franco Colapinto (Alpine), 1:37.201
16) Fernando Alonso (Aston Martin), 1:37.235
17) Lance Stroll (Aston Martin), 1:37.269
18) Nico Hulkenberg (Audi), 1:37.430
19) Valtteri Bottas (Cadillac), 1:38.422
20) Carlos Sainz (Williams), 1:38.446
21) Sergio Perez (Cadillac), 1:39.036
22) Alexander Albon (Williams), 1:43.426

Colaboração F1Mania

F1, Kimi Antonelli campione 2026: le combinazioni per vincere il titolo già ad Austin

24 October 2026 at 11:54

Il primo match point è ad Austin. Per sfruttarlo, però, Kimi Antonelli deve vincere il Gp degli Stati Uniti e aspettare due risultati precisi: George Russell nono o peggio, Lewis Hamilton quinto o peggio. Solo con questa combinazione, nella serata italiana di domenica 25 ottobre, il pilota della Mercedes potrà diventare campione del mondo con cinque gare d’anticipo. Un titolo che a un italiano manca dal 1953. Antonelli arriva in Texas con 102 punti di vantaggio sul compagno di squadra. Un margine che rende possibile chiudere il Mondiale già negli Usa, ma lascia ancora aperta la corsa degli inseguitori. L’occasione più favorevole sarà quella successiva, tra una settimana in Messico.

La classifica e i punti ancora disponibili

Questa la situazione prima del Gp degli Stati Uniti:

  1. Kimi Antonelli (Mercedes): 340 punti
  2. George Russell (Mercedes): 238 punti, a −102
  3. Lewis Hamilton (Ferrari): 229 punti, a −111
  4. Max Verstappen (Red Bull): 221 punti, a −119
  5. Charles Leclerc (Ferrari): 215 punti, a −125

Compreso quello di Austin, restano sei Gran Premi. Dopo la gara americana, rimarranno quindi 125 punti a disposizione. È questa la soglia da raggiungere per festeggiare in Texas: Antonelli dovrà avere almeno 125 punti di vantaggio sul secondo in classifica. Non ne servono 126, perché l’italiano è già sicuro di prevalere in un eventuale arrivo a pari punti con Russell, che non potrà eguagliare il suo numero di vittorie stagionali nemmeno vincendo tutte le gare rimanenti.

Antonelli, le combinazioni per diventare campione ad Austin

Le condizioni devono verificarsi tutte insieme:

  • Antonelli deve vincere.
  • Russell deve arrivare nono o peggio.
  • Hamilton deve arrivare quinto o peggio

Con la vittoria, Antonelli salirebbe a 365 punti. Russell nono ne avrebbe 240, esattamente 125 in meno: potrebbe ancora raggiungerlo, ma perderebbe il titolo per il minor numero di successi. Hamilton quinto arriverebbe invece a 239, con un ritardo di 126 punti. Nessun altro vincolo per Verstappen e Leclerc: con Antonelli vincitore, potrebbero arrivare al massimo secondi. Anche in quel caso resterebbero rispettivamente a 126 e 132 punti di distanza. La vittoria dell’italiano è indispensabile. Un secondo posto lo porterebbe a 358 punti: persino con Russell fuori dai punti, il vantaggio sarebbe di 120, insufficiente per chiudere il Mondiale.

Perché il Messico sarà la grande occasione

Dopo Austin e il Gp del Messico resteranno quattro gare, quindi un massimo di 100 punti da conquistare. Per vincere il titolo in Messico, quindi, ad Antonelli basterà conservare nel bilancio delle due gare il margine che possiede già oggi sui rivali. Potrà anche permettersi di cedere qualcosa. Rispetto alla classifica attuale, complessivamente tra Stati Uniti e Messico, Antonelli potrà perdere al massimo: 2 punti da Russell, 11 punti da Hamilton, 19 punti da Verstappen, 25 punti da Leclerc.

Ecco perché il Messico offrirà condizioni più favorevoli: il vantaggio attuale è già superiore ai punti che resteranno disponibili dopo quella gara. Antonelli dovrà “solo” difenderlo nei due appuntamenti. Altrimenti, poco male: l’occasione potrebbe arrivare nel Gp del Brasile, in casa del suo mito, Ayrton Senna. Sempre che nel frattempo non cambi il calendario di Formula 1, con la rinuncia per questioni geopolitiche ai Gp in Qatar e Arabia Saudita: in quel caso, ci sarebbe una sola gara di recupero a Imola. E ovviamente per Antonelli il Mondiale sarebbe ancora più vicino.

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F1: Matematicamente Antonelli pode conquistar título mundial no GP dos Estados Unidos

22 October 2026 at 18:02

Andrea Kimi Antonelli, da Mercedes AMG Formula One Team, encara no GP dos Estados Unidos da Fórmula 1 a sua primeira chance de colocar as mãos no título mundial. Acontece que, para ser coroado campeão mundial de Fórmula 1, apenas a vitória pode fechar o campeonato e arrecadar a titularidade máxima.

O jovem italiano chega ao Circuito das Américas com uma liderança de 102 pontos sobre o seu companheiro de equipa George Russell, segundo classificado. Até ao encerramento do calendário, com mais seis etapas por cumprir – isto se Qatar e Abu Dhabi se realizarem – há mais 150 pontos em jogo. Após a competição de Austin, estarão 125 na mesa.

Portanto, para alcançar o título já no próximo domingo, 25 de outubro, o piloto de 21 anos precisa aumentar sua vantagem em mais 23 pontos. Portanto, Kimi Antonelli precisa ganhar a corrida para somar os 25 pontos da prova. Caso isso não aconteça, então não ficará com o título nos Estados Unidos.

Resumindo, a hipótese de Antonelli se consagrar já no domingo existe, mas vem a seguir o GP do México na próxima semana, dia 1 de novembro e na sequência, está aí o GP de São Paulo (Brasil), em 8 de novembro.

Nos Construtores, a Mercedes, por outro lado, ainda não pode garantir o título, pois precisaria sair de Austin com uma vantagem de 215 pontos sobre a segunda colocada Ferrari. Considerando que a vantagem atualmente é de 134, o México é a primeira oportunidade para a marca alemã conquistar seu primeiro campeonato desde 2021.

Classificação no Campeonato de Pilotos

  1. Kimi Antonelli – 340
  2. George Russell – 238
  3. Lewis Hamilton – 229
  4. Max Verstappen – 221
  5. Charles Leclerc – 215
  6. Lando Norris – 201
  7. Oscar Piastri – 138
  8. Isack Hadjar – 97
  9. Liam Lawson – 75
  10. Pierre Gasly – 41

Farmers, Health Care and Highways: 5 Takeaways from the Kansas Senate Debate

22 October 2026 at 03:54
The Republican incumbent, Roger Marshall, is facing a surprisingly tough challenge from the Democratic nominee, Adam Hamilton.

© Pool photo by Charlie Riedel

Senator Roger Marshall of Kansas, right, a Republican, and his Democratic opponent, Adam Hamilton, participated in a debate Wednesday night.

How the Kansas Senate race became surprisingly competitive

At a rally in Kansas on Monday, President Trump looked to boost Republican Sen. Roger Marshall in his reelection bid. Marshall faces a surprisingly close race with his Democratic challenger, Pastor Adam Hamilton. William Brangham discusses the Senate race with Jared Cerullo of PBS Kansas, the host of the weekly current affairs show, "Kansas Week."

The Children Who Loved a Killer

23 July 2026 at 12:00

When Steven Judy was executed for rape and murder in 1981, he was little more to the public than a monster. To Traci and Randy Carr, he was something else: a hero and a protector. After all, he was their foster brother. For The Guardian, Masha Hamilton—who covered the Judy trial as a young reporter more than 45 years ago—returns to Indiana to meet the Carrs, and to take the measure of the hole rent in their lives by Judy’s actions and disappearance.

Her mother has begun appearing again in her sleep: Mary holding her, comforting. Almost as if speaking aloud what had been buried for decades had called her mother back.

“Everyone hated Steve, and we were told we should too,” Traci says. “For a long time, I thought we did something wrong, and I was ashamed. People treated us like we had raised a murderer. It’s still how people remember us. I don’t think Mom ever got to grieve properly. I don’t think any of us did.”

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