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Non mi convince l’idea che Mentana lasci La7 per i troppi programmi anti-governo

30 October 2026 at 05:57

Mentana se ne va, ci ha detto che lascia a fine anno la direzione del TgLa7 e la stessa rete di Cairo. Dove andrà e cosa farà lo sapremo solo vivendo, certo è che la sua esperienza ai vertici del telegiornale era ormai giunta al capolinea: non più vivace e lenta, a volte quasi inceppata, la sua conduzione, come per stanchezza e forse anche noia. Del giovane ‘Mitraglia’ non è rimasto nulla, al suo posto un giornalista sì dall’antico carisma, buono ancora a bucare gli schermi come si dice, ma senza più la spinta propulsiva, la verve, che ne aveva guidato le gesta non solo negli anni di Mediaset ma pure all’inizio della sua esperienza a La7.

Del resto se, come ha egli stesso affermato, “oggi nessun ragazzino può appassionarsi al giornalismo guardando un telegiornale”, è altrettanto vero che probabilmente anche per un direttore come lui il dibattito pubblico non dev’essere oggi il massimo degli stimoli professionali.

Insomma a furia di telegiornali forse la ‘passionaccia’ si è affievolita. Eppure va a suo merito essere stato l’unico direttore di Tg ad aver rinunciato allo squallido carosello delle dichiarazioni degli esponenti dei partiti per raccontare la politica quotidiana. Ad avere sottratto tempi di parola inutili alla narrazione della realtà politica e sociale del paese. Cosa che lo ha riscattato da antiche piaggerie (che ci furono ahinoi) come quando mandò quasi per intero la videocassetta della discesa in campo di B. o nel ’98 la violenta polemica con Cossiga che voleva una legge sul conflitto d’interessi del Cavaliere.

Comunque il suo Tg, nell’edizione più vista, quella delle 20, dopo gli exploit iniziali si è ormai attestato da anni su ascolti che lo collocano non solo dietro e lontano dal Tg1 e dal Tg5, ma anche dietro al Tg3 (edizione delle 19) e poco sopra il Tg2. Vedremo se chi lo sostituirà riuscirà a farne un prodotto capace di appassionare gli spettatori più di quanto non sia riuscito a Mentana.

Un Mentana che, mi perdoni, però non mi convince affatto quando, a latere dei manifestati propositi di abbandono, quasi a giustificarne le ragioni, ha tirato fuori l’accusa alla sua rete di fare con i programmi e i talk un’informazione unilaterale, schiacciata da una parte, quasi faziosa. Non so quali trasmissioni egli abbia in testa (Otto e mezzo? Piazza Pulita?) ma dalla ricognizione delle tabelle del Garante, che analizza per chi non lo sapesse anche i programmi informativi extra tg, tutto questo sbilanciamento francamente non si vede. Tra l’altro se finisse per caso a lavorare di nuovo a Mediaset, come si vocifera, allora sì che dovrebbe protestare!

Mi aspetto dunque rinnovate critiche ai talk di quelle reti, quasi tutti notoriamente schierati (cifre alla mano). Mentre i numeri dell’Agcom dell’ultimo anno ci dicono che nei talk e nei programmi extra tg de La7 (per la precisione: Coffee Break, Dimartedì, In Altre Parole, In Onda, L’Aria Che Tira, Omnibus La7, Otto E Mezzo, Piazzapulita, Propaganda Live, Tagadà) l’opposizione occupa tra il 40 e il 48% dei tempi di parola, mentre il resto va alla destra e al governo. Mi sembra insomma che, paradossalmente, quella dell’ex direttore del Tg5 sia una posizione velata, come dire… da scarsa informazione.

La verità è che dopo oltre tre lustri per l’ex giovane speaker del craxiano Tg2 è arrivato il momento di passare la mano. Al tg de La 7 non ha più nulla da dare e da professionista quale è l’ha capito. Gli altri programmi non c’entrano.

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“Molti fenomeni dei social spiegano dove andrò e perché. Dietrologi al quadrato, senza un’esistenza fuori dal web”: le parole di Enrico Mentana

28 October 2026 at 07:47

Lo ha detto lui stesso: dal prossimo 23 dicembre non sarà più alla conduzione del TgLa7. Enrico Mentana lascia il telegiornale che dirige dal 2010 e, a pochi giorni dall’annuncio arrivato dal palco del Premio giornalistico Franco Marchiaro di Alessandria, torna a parlare del proprio futuro con un post sui social.

“Leggo con grande divertimento che molti fenomeni dei social spiegano dove andrò dopo La7 e soprattutto perché, per poi biasimare la scelta che si sono inventati. Dietrologi al quadrato, senza un’esistenza fuori dal web, forti solo della loro faziosità: buona vita”, ha scritto il giornalista.

Per ora, dunque, nessuna conferma sulle molte ipotesi circolate in questi giorni. Di certo c’è che il contratto di Mentana con l’emittente scadrà alla fine dell’anno e non verrà rinnovato. Ad Alessandria era stato lui stesso a dare la notizia: “Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7”.

Che il rapporto con la rete di Urbano Cairo fosse arrivato a un punto delicato, però, era emerso già da mesi. Lo scorso maggio, al Festival della Tv di Dogliani, Mentana aveva espresso in modo molto netto le proprie perplessità sull’identità editoriale di La7: “È evidente che si è voluto fare di La7 una nuova Rai3 senza però che esistano una nuova Rai2 e una nuova Rai1”. Aveva poi aggiunto che “un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa”, sostenendo che nei programmi della rete “uno si sente a casa e l’altro in trasferta, uno in poltrona e l’altro sui carboni ardenti”.

In quella stessa occasione Mentana aveva però distinto nettamente il proprio telegiornale dal resto dell’offerta della rete, rivendicandone l’autonomia: “Io non do pagelle, se Meloni ha ragione ce l’ha e basta. La mia missione è raccontare la realtà nel modo più rigoroso possibile”. E aveva criticato una televisione sempre più costruita secondo una logica “binaria”, nella quale il giornalismo rischia di trasformarsi in “una forma di tifoseria”.

Cairo, dal canto suo, aveva pubblicamente lasciato aperta la porta alla permanenza di Mentana, parlando di “grande stima” e di un rapporto amicale consolidato negli anni, ma precisando anche che per continuare sarebbe servita “la voglia da ambo le parti”. Il ripensamento, evidentemente, non è arrivato.

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Enrico Mentana verso Sky al posto di De Bellis? Il futuro del giornalista e chi potrebbe prendere il suo posto al Tg La7

26 October 2026 at 07:14

Enrico Mentana lascia La7, l’annuncio da Alessandria

E cosi l’annuncio è arrivato. I giorni scorsi in quel di Alessandria, patria del suo editore Urbano Cairo, è arrivato l’annuncio “Lascio il Tg di La7, voglio passare il Natale in famiglia“. Queste le parole di Enrico Mentana ricevendo il premio “Franco Marchiaro testimone dell’informazione” presso l’Aula Magna dell’università piemontese. La data del suo addio al Tg La7 è quella del 23 dicembre prossimo venturo. Ma cosa succederà dopo? Chi verrà dopo di lui alla direzione del TgLa7 e lui cosa farà dopo?

Enrico Mentana lascia La7, per lui un possibile incarico in Sky al posto di De Bellis

Qui su Affaritaliani abbiamo già fatto delle ipotesi sulle risposte alle due domande ormai tempo fa. Ora siamo in grado di darvi ipotesi aggiornate e più concrete e partiamo dal futuro di Mentana. Ad oggi appare davvero difficile un suo ritorno sotto le insegne di Rai e Mediaset, due aziende con cui Mentana ha già collaborato.

Appare invece, ad oggi, più realistica una sua destinazione a Sky. Il motivo è molto semplice, Giuseppe De Bellis, vice presidente esecutivo per i contenuti sport, news ed intrattenimento è stato chiamato a dirigere il Sole 24 ore. Fabio Tamburini resterà direttore editoriale del quotidiano di Confindustria. Giuseppe De Bellis lascerà il suo incarico a Sky il prossimo 5 dicembre, un paio di settimane prima dell’addio al Tg La7 di Enrico Mentana. Ecco quindi che le date si incastrano alla perfezione. Mentana dunque potrebbe prendere il posto di De Bellis a Sky.

La7, chi potrebbe condurre il Tg dopo Enrico Mentana

Per quel che riguarda la sua successione al Tg La7 il sogno di Cairo potrebbe essere Aldo Cazzullo, ma probabilmente i mille impegni del giornalista del Corriere della sera impedirebbero un incarico quotidiano come quello di direttore del Tg La7. Questo però non gli impedirebbe di fare il direttore editoriale e magari di condurre le mitiche Maratone di La7. Altro nome potrebbe essere quello di Massimo Giannini, mentre resterebbe in campo un ipotesi interna, magari Luca Telese, oppure un nome ecumenico come quello di Antonio Di Bella. Staremo a vedere nelle prossime settimane, magari potrebbe arrivare anche un “rilancio” di Cairo per convincerlo a restare.

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“Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7”: l’addio di Enrico Mentana alla Rete e a Urbano Cairo

25 October 2026 at 07:56

Enrico Mentana lascerà la conduzione del Tg di La7 il 23 dicembre. A dirlo è stato lui stesso, senza clamore, dal palco di un premio giornalistico ad Alessandria: quel giorno, ha spiegato, salutrà i telespettatori per l’ultima volta. Il contratto con l’emittente, che dirige dal 2010, scade a fine anno e non sarà prorogato.

Eppure Urbano Cairo, presentando a Milano i palinsesti, aveva lasciato la porta aperta, ricordando la stima reciproca e l’amicizia che li lega da molto tempo e dicendosi sempre contento di averlo in squadra. Il giornalista, però, non ha cambiato idea. Resta da capire cosa farà dopo.

Il suo percorso è lungo: entrato in Rai nel 1980 nella redazione Esteri del Tg1, si fece notare con le telecronache, tra cui quella delle nozze di Carlo e Diana, e fu inviato, conduttore del Tg1 e poi vicedirettore del Tg2. Nel 1991 passò a Fininvest e fondò il Tg di Canale 5, che guidò dal 1992 al 2004, primo direttore a soli 37 anni, prima di approdare a La7, di cui è diventato il volto più riconoscibile.

Già a maggio, al Festival della Tv di Dogliani, aveva espresso disagio per la linea della Rete, sostenendo che si fosse voluto trasformare La7 in una sorta di nuova Rai3 senza che esistessero equivalenti di Rai1 e Rai2. Secondo lui, un elettore di centrodestra non può sentirsi a casa davanti a quei programmi: da una parte ospiti a proprio agio, dall’altra ospiti in difficoltà, con una contrapposizione più netta che altrove.

La sua uscita lascerà comunque un vuoto per La7, che perde un giornalista autorevole e popolare, noto anche per le “maratone” televisive dedicate alle elezioni e ai principali eventi politici italiani e internazionali.

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