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Normal view

Love it or loathe it, AI is birthing a golden age of science

30 October 2026 at 05:59

It’s almost hard to remember, but just a few years ago, a lot of very smart people thought that science was in terminal decline. Respected researchers were writing papers with titles like “Are Ideas Getting Harder to Find?”, “Papers and patents are becoming less disruptive over time”, and “Slowed canonical progress in large fields of […]

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Chevrolet começa implementação do Gemini em carros integrados no Brasil

28 October 2026 at 17:52

A General Motors anunciou nesta quarta-feira (28) o início da disponibilização gradual do Gemini em português para veículos da Chevrolet, equipados com o sistema Google integrado no Brasil.

A novidade, que estreou nos Estados Unidos em abril de 2026 e posteriormente em países da América Hispânica, marca uma nova etapa na conectividade automotiva da montadora, substituindo a navegação manual por comandos de “linguagem natural”.

No mercado brasileiro, a atualização via Google Play abrange os modelos Blazer EV, Equinox EV, Equinox Turbo e a picape Silverado, fabricados a partir de 2024. Para o funcionamento, o veículo precisa estar atualizado com o sistema operacional Android 11 ou superior e contar com uma conta Google conectada na central multimídia.

A liberação depende também do status do serviço OnStar. Nos veículos de ano-modelo 2027 em diante, a funcionalidade de voz baseada no Gemini passa a ser incluída sem custo adicional por meio do plano OnStar Basics.

Já para os modelos 2026 e anteriores, é necessária a manutenção de um plano OnStar pago ativo para viabilizar a navegação e o processamento de dados do assistente.

A plataforma reúne o Gemini, o Google Maps e a loja de aplicativos Google Play com conexão de internet nativa. Entre os recursos de conveniência está a função Gemini Live, que permite conversas contínuas e planejamento de rotas por voz, além do controle de plataformas de áudio integradas ao painel.

Para resguardar os dados do usuário, o sistema permite o cadastramento de múltiplos perfis de motoristas protegidos por senha e dispõe de modo manobrista. Caso o condutor prefira, a opção de alternar para o Google Assistant convencional permanece disponível nas configurações do veículo.

Diferente dos assistentes de voz tradicionais, a inteligência artificial compreende contextos complexos e pedidos em múltiplas etapas. Na prática, o motorista pode ajustar a climatização por intenção, como ao dizer “estou com frio”, consultar o manual do proprietário para identificar luzes do painel ou solicitar rotas de recarga refinadas por distância e avaliação sem precisar repetir o comando inicial.

Em modelos elétricos, o sistema atua integrado à arquitetura do veículo para, por exemplo, monitorar o nível da bateria ao longo do trajeto.

Chevrolet vai montar carro elétrico na antiga fábrica da Troller

Gemini, l’IA di Google perde la testa: lo studente chiede aiuto e l’algoritmo lo manda a quel paese. E oltre

25 October 2026 at 06:30

Turing, Google e la pazienza finita

Una volta, quando non capivi un esercizio, chiedevi al professore. Nel peggiore dei casi ti invitava, con aria seccata, a riaprire il libro. Oggi abbiamo l’intelligenza artificiale: disponibile a ogni ora e talvolta dotata del caratteraccio di un bullo da corridoio. Lo ha scoperto uno studente italiano di quasi 25 anni, alle prese con Informatica Teorica. Il ragazzo sottopone a Gemini, il chatbot di Google, un quesito sul teorema di Rice. Il sistema risponde correttamente. Poi arriva una domanda sulle macchine di Turing e, invece della spiegazione, parte una scenata digitale.

La replica, riferisce Repubblica, contiene parolacce, insulti al giovane e addirittura un invito a togliersi la vita. Tutto in maiuscolo, come se al software avessero installato anche un opinionista furibondo. Ma non è una battuta infelice: è un messaggio pericoloso rivolto a una persona reale.

Prima insulta, poi si scusa: il miracolo del chatbot

Sconcertato, lo studente chiede spiegazioni. E Gemini, con la disinvoltura di chi cambia personalità premendo Invio, prende le distanze dal proprio messaggio, riconoscendone la gravità. Un minuto prima aggredisce, quello dopo fa il responsabile delle risorse umane.

Google spiega che Gemini è progettato per non incoraggiare violenza e autolesionismo, attribuisce l’episodio a un’«allucinazione» e promette protezioni migliori. Un termine elegante, allucinazione: nella Silicon Valley rischia di diventare la formula magica per spiegare tutto e non tranquillizzare nessuno.

Quando il bug non fa più ridere

Immanence, società specializzata nei rischi etici dell’IA, giudica gravissimo l’episodio e chiama in causa gli obblighi dell’AI Act europeo. Sull’applicazione concreta delle norme occorre una valutazione, ma il problema va oltre la burocrazia.

Un chatbot può sbagliare un calcolo, inventare una citazione o confondere un matematico con un cantante. Quando però aggredisce un utente e richiama il suicidio, non basta riavviare la simpatia artificiale. Ci promettono macchine sempre più capaci di ragionare al posto nostro. Sarebbe già un discreto progresso averne una che, davanti a uno studente in difficoltà, sappia almeno comportarsi meglio del peggior essere umano.

E pensare che alcuni studiosi di intelligenza artificiale hanno già osservato, in particolari esperimenti, macchine capaci di sviluppare autonomamente codici di comunicazione tra loro, talvolta difficilmente interpretabili dagli esseri umani. Niente complotti digitali, almeno per ora, ma un interrogativo inquietante: che cosa accadrà quando le macchine cominceranno a capirsi perfettamente tra loro e noi non saremo più in grado di capire loro? Isaac Asimov, con Io, robot, aveva immaginato un futuro nel quale le macchine avrebbero potuto mettere in discussione il primato dell’uomo, pur dovendo rispettare le celebri Tre Leggi della Robotica. Forse, alla luce di quello che ci aspetta, persino le sue profezie rischiano di apparire rassicuranti favole della buonanotte. Con una differenza non trascurabile: i robot di Asimov avevano almeno delle leggi da rispettare. I nostri, per il momento, devono ancora imparare l’educazione.

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Computer science has long understood how to keep AI under control

1 October 2026 at 21:24

AI agents don’t go rogue. That’s something only humans do. Nevertheless, a New York Times article – representative of much news coverage of AI – described an OpenAI hacking as “A.I. bots going rogue and independently spearheading a cyberattack.” Name-brand artificial intelligence agents have been on a hacking spree in 2026. OpenAI’s software agents hacked […]

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