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Salvini confermato segretario Lega con 76 per cento, abbraccio con “sfidante” Garavaglia dopo voto

25 October 2026 at 20:08

(Agenzia Vista) Milano, 25 ottobre 2026
“Con chi possiamo risalire la china? Insieme. La squadra abbiamo provato a rafforzarla comprando un giocatore, ma non ha funzionato. Qual è il problema quando compri un giocatore? Che gioca per la maglia o per lo stipendio? Dobbiamo pescare dal vivaio, perché i nostri giovani giocano per la maglia. E nel nostro vivaio abbiamo dei fuoriclasse”, lo ha detto o “sfidante” di Salvini, Massimo Garavaglia, durante il congresso straordinario della Lega a Milano.
Lega
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Congresso Lega, Zaia: Nel nuovo simbolo vedo l’auspicio al federalismo

25 October 2026 at 20:07

(Agenzia Vista) Milano, 25 ottobre 2026
“A me piace il nuovo simbolo proposto da Salvini, la leggo come un’Italia che diventerà federale e quindi una federazione di più realtà”. Lo ha detto Luca Zaia parlando a margine del congresso straordinario della Lega. E ha aggiunto: “Einaudi nel ’48, presentando la Costituzione repubblicana, diceva: ‘A ognuno dovremmo dare l’autonomia che gli spetta’, esattamente il compimento di quello che prevedevano i padri costituenti che in un paese in cui si è investito nel centralismo non si è mai attuato”.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Chi è Michela Ponzani, la storica querelata da Ignazio La Russa dopo le parole a “Otto e mezzo”

25 October 2026 at 17:34

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha dato mandato ai propri legali di procedere per vie giudiziarie contro la storica Michela Ponzani. Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni che Ponzani ha rilasciato il 22 ottobre a “Otto e mezzo”, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber.

Chi è Michela Ponzani

Nata a Roma il 12 febbraio 1978, Ponzani è storica, saggista e conduttrice televisiva. Si è laureata in Lettere con lode alla Sapienza, con una tesi sulla memoria della strage delle Fosse Ardeatine, e nel 2007 ha conseguito il dottorato in Studi storici per l’età moderna e contemporanea all’Università di Firenze. Insegna Storia contemporanea all’Università di Roma Tor Vergata. I suoi studi riguardano soprattutto l’antifascismo, la Resistenza e la transizione dal fascismo alla Repubblica. Nel 2024 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella le ha conferito l’onorificenza di Ufficiale al merito.

Autrice di diversi libri, per la Rai ha condotto nella stagione 2016-2017 Il tempo e la storia, su Rai3 e Rai Storia, e oggi conduce su Rai Storia Storie contemporanee. La ricerca storica in Italia. È inoltre ospite fissa di talk show di approfondimento su La7, tra cui “Otto e mezzo”, “DiMartedì” e “Piazzapulita”. Collabora con il quotidiano Domani e fa parte del comitato editoriale della Fondazione Domani.

Cosa ha detto a “Otto e mezzo”

Secondo la ricostruzione di Domani, durante la trasmissione Ponzani ha affermato che l’attuale presidente del Senato “si mise a capo di una manifestazione non autorizzata”, organizzata dal Fuan, l’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano. Da quel corteo, ha aggiunto, partì il lancio di una bomba a mano che uccise un agente di polizia di 22 anni. Il riferimento è ad Antonio Marino, morto a Milano il 12 aprile 1973. Alcune ricostruzioni precisano che le parole di Ponzani non sono state trascritte integralmente. L’intervento è circolato in rete in un estratto legato al dibattito sui decreti sicurezza.

La decisione di La Russa è stata comunicata dal portavoce, Emiliano Arrigo, che ha parlato di “dichiarazioni gravemente lesive”. Nella nota si afferma che è documentalmente accertata non solo l’assenza di qualsiasi responsabilità di La Russa nella vicenda, ma anche l’ipotesi stessa di una manifestazione non autorizzata. Il portavoce ha aggiunto che il presidente del Senato può vantare un certificato penale intonso. La nota precisa inoltre che La Russa ha disposto il monitoraggio delle dichiarazioni rese negli ultimi giorni da altri soggetti e che procederà nelle sedi giudiziarie competenti nei confronti di chiunque associ il suo nome alla morte dell’agente Marino.

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Trump alle urne in Florida, ma i sondaggi fanno paura: il consenso crolla al 31%. Midterm decisive per il tycoon

25 October 2026 at 17:23

Trump vota in Florida e rilancia la campagna in Georgia

Donald Trump si è recato alle urne in Florida insieme alla first lady Melania, a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Un appuntamento cruciale per il futuro politico del presidente, che arriva in una fase delicata del suo secondo mandato, segnata da un calo dei consensi e da sondaggi favorevoli ai Democratici nella corsa per il Congresso. Dopo aver votato a Palm Beach, Trump si è spostato in Georgia per partecipare a un comizio elettorale, mentre la campagna entra nella sua fase conclusiva. Al centro della contesa c’è il controllo della Camera dei rappresentanti e del Senato, destinato a influenzare la capacità della Casa Bianca di portare avanti la propria agenda.

I sondaggi: approvazione ai minimi e Democratici in vantaggio

A preoccupare i Repubblicani sono soprattutto i dati sul gradimento del presidente. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato il 19 ottobre, solo il 31% degli americani approva l’operato di Trump, un punto in meno rispetto alla rilevazione precedente e il livello più basso registrato durante i suoi due mandati. Il 66% degli intervistati esprime invece un giudizio negativo.

La stessa indagine evidenzia un vantaggio dei Democratici nelle intenzioni di voto per il Congresso: tra gli elettori registrati, il 47% dichiara che sceglierebbe un candidato democratico, contro il 35% orientato verso i Repubblicani. Il divario è di 12 punti percentuali, ma il dato nazionale non si traduce automaticamente in una previsione sulla distribuzione dei seggi.

Un quadro simile emerge dal sondaggio del New York Times e del Siena College, pubblicato il 21 ottobre e condotto su circa 3.494 elettori considerati probabili votanti. In questa rilevazione, l’approvazione di Trump si attesta al 36%, mentre il 59% degli intervistati disapprova il suo operato. Il 52% dichiara inoltre di voler votare per un candidato democratico alle elezioni di novembre.

Economia e costo della vita al centro della campagna

Tra i fattori che incidono sul consenso del presidente figurano soprattutto l’economia e l’aumento del costo della vita. Secondo Reuters/Ipsos, il 68% degli intervistati disapprova la gestione economica dell’amministrazione, una valutazione negativa che coinvolge anche una parte dell’elettorato repubblicano. Alla domanda su quale partito sarebbe più capace di gestire l’economia, il 40% indica i Democratici, mentre il 33% si schiera con i Repubblicani. Tra le preoccupazioni segnalate dagli elettori figurano anche il rincaro della benzina e le possibili conseguenze economiche del conflitto con l’Iran.

Il peso di Trump sulla scelta elettorale emerge anche da un’indagine del Pew Research Center, realizzata tra il 28 settembre e il 4 ottobre. Il 63% degli elettori registrati considera il presidente un elemento determinante nella propria decisione per il Congresso: il 44% descrive il proprio voto come una scelta contro di lui, mentre il 19% lo considera un modo per sostenerlo. Nello stesso sondaggio, il gradimento presidenziale si ferma al 30%.

Il futuro politico di Trump passa dal Congresso

Per Trump, le elezioni di metà mandato rappresentano un banco di prova sulla gestione del Paese e sulla capacità di mantenere il sostegno degli elettori. Per il Congresso, il risultato determinerà invece gli equilibri politici con cui verranno affrontati i prossimi due anni di legislatura. Se i Democratici riuscissero a conquistare il controllo di una o di entrambe le Camere, il presidente potrebbe incontrare maggiori ostacoli nell’attuazione del proprio programma. Una conferma della maggioranza repubblicana gli consentirebbe invece di proseguire con maggiori margini di manovra.

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Carburanti, Italia prima in Europa per le tasse sul gasolio: oltre 1 euro allo Stato per ogni litro. Ecco quanto si paga negli altri Paesi europei

25 October 2026 at 16:43

Fare il pieno di gasolio in Italia significa pagare una quota particolarmente elevata di tasse. Il nostro Paese è infatti al primo posto in Europa per il peso di Iva e accise sul prezzo finale del diesel: il 48%, contro una media europea del 37,9%. In termini concreti, su ogni litro acquistato, circa 1,08 euro finiscono allo Stato. I dati emergono dalle elaborazioni dell’Adusbef sui dati Eurostat aggiornati al 19 ottobre 2026, dopo la scadenza, lo scorso 5 ottobre, del provvedimento che aveva previsto un taglio temporaneo delle accise. Secondo l’associazione, gli automobilisti italiani pagano 29 centesimi di tasse in più per ogni litro di gasolio rispetto alla media europea.

Gasolio, Italia prima per le tasse ma non per il prezzo

Il primato fiscale non coincide con quello del prezzo più alto alla pompa. Nella classifica dei listini medi del diesel, l’Italia si colloca infatti al settimo posto, con 2,244 euro al litro. In cima alla graduatoria ci sono la Finlandia, con 2,531 euro al litro, la Danimarca, con 2,501 euro, e i Paesi Bassi, con 2,456 euro. Tra i Paesi con i prezzi più bassi figurano invece la Polonia, con 1,79 euro al litro, e Bulgaria e Spagna, entrambe intorno a 1,88 euro.

Per quanto riguarda l’incidenza delle imposte, dopo l’Italia si collocano, tra gli altri, Belgio, Danimarca, Francia e Lituania, con percentuali comprese tra il 42% e il 43%. La tassazione più bassa si registra in Polonia, al 25,5%, e in Spagna e Svezia, intorno al 27%. Il confronto esclude Malta, dove è in vigore un particolare regime di prezzi amministrati.

Benzina, tasse al 51,4% del prezzo

La situazione è pesante anche per chi utilizza la benzina. In questo caso l’Italia è al terzo posto in Europa per incidenza fiscale, con imposte pari al 51,4% del prezzo finale, dietro ai Paesi Bassi, al 52,8%, e alla Grecia, al 52%. Su un litro di verde acquistato in Italia, secondo i calcoli dell’Adusbef, 1,036 euro vanno allo Stato sotto forma di Iva e accise. La media europea è di 87,8 centesimi: la differenza è quindi di 15,8 centesimi al litro, che secondo l’associazione si traduce in circa 8 euro in più per un pieno.

Anche in questo caso, però, il prezzo finale non è il più alto d’Europa: l’Italia è all’ottavo posto per il costo medio della benzina. La Danimarca guida la classifica con 2,604 euro al litro, seguita dai Paesi Bassi con 2,390 euro e dalla Finlandia con 2,327 euro.

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Congresso, Salvini e i giornalisti “al piano di sotto”. Ira dell’Ordine: “Come in Urss”, la Fnsi: “Restituisca la tessera”

25 October 2026 at 16:36

Non ha fatto in tempo a essere rieletto segretario della Lega per la quarta volta che Matteo Salvini ha già mandato su tutte le furie i giornalisti italiani. Dal palco del congresso di Milano il vicepremier ha rivendicato la scelta di tenere la stampa lontana dai delegati e ha definito “servi” alcuni cronisti. “Ho chiesto io agli organizzatori di lasciare i giornalisti al piano di sotto” e non nella sala con i delegati “per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega. Anche oggi alcuni giornalisti servi stanno scrivendo cazzate”, ha detto Salvini. E ha aggiunto: “Non si aiuta la Lega con i libri, le interviste e il gossip su Facebook”.

Nel suo intervento il leader leghista ha poi sostenuto che la stampa “non ci ha mai aiutato” e che da quarant’anni cerca di stroncare il partito. Ha inoltre respinto le indiscrezioni su liste elettorali già pronte per le prossime politiche, attribuendole ai giornalisti. Alla fine è arrivata la conferma alla guida del partito, con 465 voti contro i 146 dello sfidante Garavaglia, fino al 2030.

Le repliche

Il primo a rispondere è stato il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli: “Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere. Finchè siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti”.

Più dura ancora la Fnsi. La segretaria generale Alessandra Costante ha detto che Salvini “dimostra di non avere familiarità con i concetti di libertà, indipendenza e di informazione libera”. E ancora: “A lui l’informazione piace evidentemente asservita, mentre i giornalisti italiani sono liberi, non servi come dice lui, e vogliono continuare ad essere liber. Visto che Salvini detesta a tal punto i giornalisti e la stessa libertà di stampa, ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l’iscrizione ad un ordine di servi. Ci aspettiamo un atto di coerenza da parte sua con la restituzione della tessera di un ordine popolato da servi”. 

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MotoGP, niente gara a Phillip Island: perché il GP d’Australia è stato cancellato

25 October 2026 at 14:40

Oggi, domenica 25 ottobre, avrebbe dovuto svolgersi il Gran Premio d’Australia a Phillip Island, ma la gara non si è corsa. Gli organizzatori hanno annullato l’evento nonostante il tutto esaurito, perché la pioggia incessante e la scarsa visibilità avrebbero reso la gara pericolosa. Sono state cancellate anche Moto2 e Moto3. Dietro la decisione, ci sarebbero motivi di sicurezza. Il maltempo ha infatti impedito all’elicottero medico di partire da Melbourne e raggiungere Phillip Island, rendendo di fatto impossibile la corsa.

Il direttore di gara Graham Webber ha spiegato che l’elicottero medico non poteva volare per il maltempo, e che serve una finestra di circa 60 minuti in entrambi i luoghi perché la gara possa partire. La nota ufficiale parla di pioggia con nubi a bassa quota che impedivano all’elicottero di decollare e atterrare in sicurezza

Sul Mondiale cambia poco: la classifica resta quella dopo la Sprint, con Marc Marquez a +10 su Jorge Martin. Martin, infortunato, non avrebbe comunque corso. Ora la MotoGP si sposta in Malesia, a Sepang. Quella di oggi sarebbe stata anche l’ultima volta sul circuito: Phillip Island ospitava la gara australiana dal 1997 e, a partire dal prossimo anno, si svolgerà ad Adelaide.

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