(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
La testa del corteo studentesco giunto nella zona del Colosseo ha montato le tende per un accampamento dimostrativo.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
Pre-corteo degli studenti partito da Piramide in direzione Piazza dei Cinquecento. Fumogeni, striscioni con scritte in francese e cori contro il Governo alla manifestazione.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Via libera dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla presentazione alle Camere del disegno di legge recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2027 e bilancio pluriennale per il triennio 2027-2029”. La manovra finanziaria, bollinata dalla Ragioneria generale dello Stato, è stato trasmessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il provvedimento si compone di 157 articoli. Tra le misure principali figura il taglio della seconda aliquota Irpef, che scende al 33% per i redditi fino a 55mila euro. Nel testo è previsto anche un aumento dell’addizionale Ires a carico delle banche. Raddoppia anche l’aliquota dell’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza, che sale dallo 0,04% allo 0,08%.
Tra le novità previste dal provvedimento figura anche l’introduzione della cedolare secca sugli affitti commerciali. Per la locazione di immobili destinati ai negozi è prevista un’aliquota del 21%, che scende al 10% per i canoni relativi agli immobili situati nei comuni capoluogo di città metropolitana, come Roma, Milano e Torino. A rendere noto l’avvenuto invio del disegno di legge a Palazzo Chigi è stato il Mef, con una nota.
La misura più visibile riguarda l’auto. Dal 2027 le persone fisiche non pagheranno il bollo su un solo veicolo assicurato: un’auto a benzina o gasolio, anche ibrida, con potenza fino a 80 kW, oppure una moto a benzina per chi non ha un’auto agevolabile, o un ciclomotore. Per compensare le regioni lo Stato trasferisce 2,29 miliardi nel 2027, che salgono a 2,36 miliardi dal 2030. I nuclei con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne, ricevono un contributo pari al bollo, fino a 385,71 euro, per un’auto da sei a nove posti fino a 133 kW.
Sul fronte dei figli arriva un bonus da 100 euro al mese per le lavoratrici dipendenti e autonome con due o più figli e reddito fino a 40mila euro. Si riceve fino ai dieci anni del secondo figlio, o fino ai 18 del più piccolo se i figli sono più di due. Nasce anche il fondo “Valore nuovi nati”: per i bambini nati dal 2027 lo Stato versa 100 euro l’anno su una posizione individuale presso l’Inps fino alla maggiore età, con versamenti volontari di parenti fino a 1.000 euro detraibili al 19%. Il congedo parentale con indennità maggiorata passa da uno a due mesi, tre per il secondo figlio e quattro dal terzo. Per i genitori autonomi c’è un voucher per l’infanzia fino a 500 euro al mese per tre mesi.
Per la casa, il fondo di garanzia sui mutui prima casa è prorogato al 31 dicembre 2029 con 200 milioni in più nel 2028 e nel 2029. Si allungano a due anni i termini per trasferire la residenza e per vendere la vecchia abitazione. I bonus edilizi restano per le spese 2027 con detrazione al 36%, che sale al 50% sull’abitazione principale, con tetto di 96mila euro in dieci rate. Restano anche il bonus mobili al 50% su 5mila euro e la detrazione per gli interventi antisismici e di efficienza energetica, ma sono esclusi gli interventi con sole caldaie fossili. La cedolare secca sui negozi fino a 200 metri quadri è al 21%, ridotta al 10% nei capoluoghi di città metropolitana. Per alcune locazioni abitative stipulate nel 2027 l’aliquota scende al 5% per cinque anni, e all’1% se l’inquilino ha meno di 36 anni.
Fisco e lavoro
Per il 2027 l’Irpef ha tre aliquote: 23% fino a 28mila euro, 33% fino a 55mila e 43% oltre. Per i forfettari il tetto sale a 100mila euro, con uscita immediata dal regime oltre i 115mila euro ai fini delle imposte dirette e oltre i 100mila ai fini Iva.
Seguono le detassazioni mirate. Gli aumenti legati ai rinnovi contrattuali pagano un’imposta sostitutiva del 5% per i dipendenti privati con reddito 2026 fino a 33mila euro. Sono tassate al 15% entro 1.500 euro le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni, per chi guadagna fino a 40mila euro. Per i giovani nati dopo il 1997, con reddito fino a 28mila euro, i redditi incrementali fino a 2.500 euro sono tassati all’1%. I fringe benefit esentasse salgono a 1.000 euro e a 2.000 per gli under 31 e per chi ha figli, e comprendono anche utenze, affitto e interessi sul mutuo prima casa. Nel pubblico impiego il salario accessorio fino a 800 euro è tassato al 15% per redditi fino a 50mila euro.
Sul fronte assunzioni sono prorogati al 2027 gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato, con più risorse per gli anni 2027-2029, e la maxi-deduzione sale all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per gli under 36. Gli artigiani con almeno sette anni di iscrizione all’albo mantengono la qualifica anche superando i limiti dimensionali con nuove assunzioni. Per il settore della pesca nasce un trattamento sostitutivo della retribuzione pari all’80% per un massimo di 90 giorni l’anno.
Pensioni
L’Ape sociale è prorogata al 31 dicembre 2027 per chi ha 63 anni e 6 mesi, con risorse aggiuntive che arrivano a 370 milioni nel 2028. La rivalutazione automatica 2027 è piena al 100% fino a quattro volte il minimo e poi scende a scaglioni: 85%, 53%, 47%, 37% e 32% oltre dieci volte il minimo. Viene istituito un fondo da 850 milioni l’anno per misure di supporto in uscita dal lavoro. Gli over 75 con trattamenti fino a 28mila euro ricevono una Carta da 300 euro per spese sanitarie, con un fondo da 1,645 miliardi. Per gli statali scende progressivamente da nove a tre mesi, e poi a zero dal 2030, il tempo di attesa per il pagamento del Tfs alla cessazione dal servizio.
Imprese e investimenti
Il credito d’imposta per la Zes unica sale a 2,4 miliardi nel 2027, da 1 miliardo, e a 1,25 miliardi nel 2028. Per il cloud computing c’è un credito fino al 30% dei canoni con tetto di 30 milioni l’anno. Si riaprono i termini per l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, la trasformazione in società semplice e l’estromissione, con imposta sostitutiva dell’8%. Torna la rivalutazione degli immobili d’impresa con affrancamento al 10%. Il credito agricolo vale 82,1 milioni l’anno nel 2027 e nel 2028, e per i coltivatori diretti il reddito dominicale e agrario resta escluso dalla base imponibile fino a 10mila euro. Gli agenti di commercio vedono salire la deducibilità dei costi dell’auto, al 90% per elettriche e ibride e all’80% per le altre.
Chi paga
Il conto, nelle intenzioni del testo, ricade su pochi settori. Per banche e assicurazioni l’addizionale Ires sale di tre punti per due periodi d’imposta. Ai fini Irap la deducibilità di spese amministrative e interessi passivi scende dal 90% al 30%, con una detrazione compensativa. L’Irap sale di cinque punti nel 2027 e di tre nel 2028 e 2029 per le imprese energetiche (idrocarburi, elettricità, gas e trasporto in condotta), con il divieto di scaricare il maggior costo sui prezzi.
Raddoppia l’imposta sulle transazioni finanziarie, da 0,4% a 0,8% l’aliquota principale. Arriva una exit tax per chi trasferisce la residenza all’estero con patrimonio finanziario di almeno 800mila euro. Salgono la ritenuta d’acconto sulle transazioni tra imprese (1% nel 2028 e 2% dal 2029) e i controlli sulle compensazioni (soglia da 50mila a 30mila euro). La detrazione per le donazioni ai partiti scende dal 26% al 19%.
Giochi e tabacchi concorrono con rincari e proroghe a pagamento. Le slot vedono salire puntata massima e vincita massima, il prelievo erariale unico è fissato al 25% per le slot da bar e al 9,6% per le videolottery. Le concessioni su scommesse, apparecchi, bingo e lotterie istantanee sono prorogate al 2029 con oneri concessori, tra cui 188 milioni per il Gratta e vinci. Debuttano le sale LAN per i videogiochi senza vincita in denaro, e arriva una terza estrazione settimanale di Lotto e SuperEnalotto il mercoledì. Sulle sigarette gli aumenti di accisa previsti dal 2028 scattano già dal 1° luglio 2027, e lo stesso vale per i prodotti succedanei. Sono rinviate al 1° luglio plastic tax e sugar tax.
Sanità
Il fondo sanitario cresce di 2,37 miliardi nel 2027 e di circa 2,4 miliardi dal 2029. Dentro ci sono 500 milioni per aggiornare le tariffe ospedaliere, 100 milioni per Alzheimer e demenze, 300 milioni di prestazioni aggiuntive per ridurre le liste d’attesa e 380 milioni per l’indennità dei pronto soccorso. Le aziende farmaceutiche ottengono uno sconto fino a 160 milioni l’anno sul payback in cambio di investimenti in Italia, e per i dispositivi medici lo Stato copre 350 milioni l’anno dal 2028 al 2031 del payback 2019-2023. Sono stanziati 70 milioni l’anno per l’accesso precoce ai farmaci innovativi.
Energia, trasporti, difesa e sicurezza
Il capitolo energia è legato alla clausola di salvaguardia nazionale europea. Alle ferrovie vanno 2,79 miliardi tra il 2027 e il 2028, tra cui 1,6 miliardi per il Terzo valico e 500 milioni per l’accesso al tunnel del Brennero. Per le imprese energivore ci sono fino a un miliardo l’anno nel 2028, e per le Pmi non energivore 1 miliardo nel 2027 e 1,43 miliardi nel 2028. Sono previsti incentivi per fotovoltaico fino a 1 MW (800 milioni nel 2028), biometano e riqualificazione di ospedali e scuole. Le centrali idroelettriche vedranno contratti per differenza a due vie di vent’anni.
Sulla difesa nasce un fondo che arriva a oltre 434 milioni nel 2029 per le “Forze di riserva”, con in più 206 milioni l’anno per i servizi operativi. Si introducono i carabinieri ausiliari della riserva volontaria, con ferma di un anno e stipendio al 65% di quello del carabiniere in ferma volontaria: 600 unità nel 2027, 1.000 dal 2028. Il fondo per le missioni internazionali cresce di 520 milioni nel 2027 e di 804 milioni nel 2028. Per la sicurezza ci sono 180 assunzioni straordinarie contro la criminalità organizzata, 45 milioni l’anno per la polizia locale e 50 milioni di straordinari. I 500 militari impiegati a Milano restano fino al 31 marzo 2027.
Enti locali e altre misure
Per il trasporto pubblico locale le risorse passano da 50 a 150 milioni. Il fondo per l’assistenza ai minori cresce di 200 milioni nel 2027. Per i comuni sopra i 20mila abitanti è prevista la cancellazione del debito per le anticipazioni di liquidità, a fronte dell’impegno a versare annualmente fino al 2051. Cambia l’impianto dei contratti di partenariato pubblico privato, che vengono considerati debito degli enti. Sul fronte della scuola scattano i tagli all’organico: 4.925 posti in meno dal 2027/28 e 2.049 ulteriori, mentre i libri di testo dovranno avere una versione digitale stampabile a prezzo ridotto di almeno il 50%. Cresce l’Art bonus, per l’editoria il credito per la carta resta al 30% e le targhe personalizzate costeranno da 500 a 10mila euro a seconda del richiedente e della data.
(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
Un ragazzo si è arrampicato sul lampione sotto al palazzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ha sventolato la bandiera italiana.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è recata al Villaggio della Difesa allestito al Circo Massimo di Roma per deporre un fascio di rose in omaggio alla memoria dei quattro militari italiani tragicamente deceduti nell’incidente in elicottero avvenuto in Bosnia.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
Il corteo a Roma degli studenti è arrivato vicino al Colosseo, per dirigersi verso piazza dei Cinquecento. Durante il tragitto gli studenti hanno cantato cori, sventolato bandiere palestinesi e acceso fumogeni. I turisti li hanno ripresi con il telefono.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev
Dallo scontro politico alle minacce personali, fino alla possibile adozione di misure di protezione. Si aggrava il clima attorno alla gip del Tribunale di Milano Tiziana Landoni, finita al centro delle polemiche dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, l’attivista pro Palestina coinvolto nelle indagini sul Movimento 17 ottobre. Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha scritto al prefetto e al questore per chiedere di verificare se la magistrata sia esposta a una situazione di pericolo tale da rendere necessaria l’adozione di misure di tutela.
La richiesta arriva dopo che un monitoraggio dei social network ha portato all’individuazione di diversi messaggi minatori indirizzati alla giudice. In almeno due casi, secondo quanto emerso, le minacce sarebbero esplicite. Parallelamente, l’Associazione nazionale magistrati di Milano denuncia una serie di attacchi personali, con insulti sessisti e contenuti diffamatori, rivolti non soltanto a Landoni ma anche ad altre magistrate coinvolte nel procedimento.
Minacce sui social alla gip Landoni, la lettera del presidente Roia
La situazione è stata presa in esame dai vertici del Tribunale milanese, che hanno avviato una ricognizione dei contenuti pubblicati online dopo la scarcerazione di Siher e le successive polemiche politiche. I carabinieri in servizio presso la dirigenza del Tribunale hanno effettuato controlli su chat e post, individuando una serie di frasi considerate minatorie. Alcuni dei messaggi sono stati allegati alla comunicazione inviata da Fabio Roia al prefetto di Milano, al questore, al procuratore Marcello Viola e alla procuratrice generale Francesca Nanni. L’obiettivo è accertare se esistano rischi concreti per la sicurezza personale della giudice e se sia quindi necessario predisporre strumenti di protezione. Al momento non risulta che siano già state disposte misure specifiche. La richiesta riguarda proprio la valutazione dell’eventuale pericolo alla luce dei contenuti emersi dal monitoraggio.
Anm Milano: “Attacchi di inaudita gravità e di evidente matrice sessista”
A denunciare il clima che si è creato attorno alla vicenda è anche la sezione distrettuale milanese dell’Associazione nazionale magistrati, che ha diffuso una nota di solidarietà alle colleghe coinvolte. “L’immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione, è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista”, denuncia l’Anm. L’associazione sottolinea come l’esposizione pubblica delle magistrate stia assumendo caratteristiche particolarmente preoccupanti, andando ben oltre il confronto sulle decisioni giudiziarie.
“Si dice spesso che i magistrati parlino attraverso i loro provvedimenti e che la loro immagine personale non appartenga alla dimensione della comunicazione pubblica. Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste ore desta particolare preoccupazione”, si legge nella nota.
Nel mirino anche la pm Francesca Crupi: la foto scambiata per quella della giudice
Gli attacchi non hanno riguardato soltanto Tiziana Landoni. Tra le magistrate prese di mira figura infatti anche Francesca Crupi, la pubblico ministero che aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Siher. La sua immagine sarebbe stata diffusa online e scambiata per quella della gip Landoni, diventando a sua volta oggetto di insulti e commenti offensivi. Un episodio particolarmente significativo, anche alla luce del fatto che le due magistrate avevano assunto posizioni opposte nel procedimento: Crupi aveva sostenuto le richieste della Procura, mentre Landoni le aveva respinte, disponendo la liberazione dell’attivista.
L’Anm esprime alle colleghe “piena e incondizionata solidarietà”, condannando ogni forma di aggressione personale che superi i confini del diritto di critica. Secondo l’associazione, questi comportamenti finiscono per colpire “la dignità delle persone e, in particolare, delle donne che esercitano funzioni pubbliche”.
Caso Siher, lo scontro politico e la richiesta di tutela al Csm
Le minacce arrivano al termine di giorni di fortissima tensione istituzionale. La decisione di Landoni di non convalidare il fermo di Siher era stata definita “vergognosa” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il vicepremier Matteo Salvini aveva sollevato dubbi sull’imparzialità della magistrata, richiamando la sua adesione a un appello dei giuristi per Gaza.
Proprio in seguito alle dichiarazioni della premier, un gruppo di consiglieri togati e laici del Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela della giudice, ritenendo che gli attacchi politici rischino di delegittimare la funzione giurisdizionale. Ora, tuttavia, la questione assume anche una dimensione di sicurezza personale.
Intervista a Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head della Cybersecurity di Var Group
Gli analisti lo hanno già ribattezzato “il furto del secolo”. Il maxi-attacco hacker che ha colpito Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, avrebbe coinvolto asset per circa 6,3 miliardi di dollari, con la maggior parte dei trasferimenti concentrata in appena 20 minuti. Secondo quanto riportato da CNBC, la società statunitense di analisi blockchain TRM Labs ha attribuito l’offensiva informatica, con un alto grado di affidabilità, a TraderTraitor, un gruppo di cybercriminali legato alla Corea del Nord. Ma come è stato possibile mettere a rischio una cifra così ingente in un intervallo di tempo tanto breve? E soprattutto, quali conseguenze possono esserci per chi custodisce i propri risparmi in criptovalute sulla piattaforma? Per capire la portata dell’attacco e le possibili ripercussioni per gli investitori, Affaritaliani ha interpellato Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head of Cybersecurity di Var Group.
Com’è possibile che dal computer di un dipendente si arrivi a mettere a rischio miliardi di dollari? Binance ipotizza che l’attacco sia partito dal portatile di un ingegnere: quali barriere dovrebbero impedire che una singola intrusione dia accesso ai soldi dei clienti?
“Un computer compromesso può diventare il punto di ingresso verso sistemi molto più critici. Un tecnico può disporre di credenziali, sessioni o strumenti di amministrazione che, nelle mani di un attaccante, consentono di raggiungere altri ambienti e sfruttarne le funzionalità. Questo non significa necessariamente che sul portatile fossero custodite le chiavi dei fondi. Le barriere devono essere più di una: accessi limitati allo stretto necessario, separazione degli ambienti, controllo degli account privilegiati e monitoraggio delle attività anomale. Per le operazioni più delicate servono inoltre autorizzazioni indipendenti, limiti agli importi e verifiche aggiuntive. Il principio è che la compromissione di una singola identità non dovrebbe bastare ad autorizzare trasferimenti di grande valore. Esistono sistemi di protezione e gestione delle identità come PAM (privileged access management) che possono ridurre in parte il rischio. Ridurre il rischio è possibile implementando processi di verifica e di autorizzazione basati su più identità (persone), così da evitare che un singolo possa svolgere operazioni simili (governance distribuita) Nel caso Binance, per capire quale passaggio non abbia funzionato occorrerà attendere gli esiti dell’indagine tecnica”.
Binance assicura che coprirà le perdite. Ma per un cliente vedere il saldo sullo schermo significa davvero avere i propri soldi al sicuro?
“Il saldo visualizzato, da solo, non basta. Quando le criptovalute sono custodite da una piattaforma, il cliente dipende dalla capacità della piattaforma stessa di proteggerle, renderle disponibili e consentirne il prelievo. Un saldo può rimanere visibile anche mentre i prelievi sono sospesi. L’impegno a coprire le perdite è importante, ma va distinto da una garanzia esterna: contano le risorse effettivamente disponibili e i tempi con cui l’operatore riesce a ripristinare il servizio. Anche il confronto con i depositi bancari richiede attenzione. Nell’Unione europea, il regolamento MiCA introduce obblighi e tutele per determinate attività in criptovalute, ma queste non beneficiano della garanzia sui depositi prevista per i conti bancari. In Italia esiste il principale sistema di riferimento è il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), che garantisce fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Regolamentazione e sicurezza assoluta non sono sinonimi”.
Congelare i fondi rubati significa averli recuperati oppure sono due cose molto diverse?
“Sono due cose diverse. Congelare significa impedirne la movimentazione: i fondi possono essere già arrivati a un indirizzo controllato dagli attaccanti, ma risultare inutilizzabili grazie a un blocco. Recuperare significa invece riportarli nella disponibilità del legittimo titolare. Per arrivarci possono servire verifiche tecniche, collaborazione tra operatori e provvedimenti delle autorità. Il congelamento è quindi un risultato importante, perché può impedire ulteriori spostamenti e favorire il recupero, ma non equivale alla restituzione. Inoltre, non tutte le criptovalute prevedono gli stessi strumenti di blocco. Attraverso un iter legale, tecnico e di governance è possibile poi che questi possano essere in parte o totalmente recuperati”.
Il danno può diventare più grande del furto stesso? Quanto possono pesare il blocco delle operazioni, il crollo della fiducia e una corsa ai prelievi?
“Sì, il danno complessivo può superare il valore sottratto. Al furto si aggiungono i costi delle indagini, del ripristino e dell’assistenza ai clienti, oltre ai mancati ricavi durante l’interruzione dei servizi. La perdita di fiducia può avere conseguenze ancora più durature. Molti utenti potrebbero decidere di spostare contemporaneamente i propri fondi, mettendo sotto pressione la liquidità e la capacità operativa della piattaforma. Per questo la gestione dell’incidente deve comprendere anche una comunicazione tempestiva, verificabile e coerente. I clienti devono sapere che cosa è accaduto, quali attività possono svolgere e quali passaggi restano da completare. La fiducia si ricostruisce facendo corrispondere gli aggiornamenti ai risultati concreti. Questo non è il primo caso e non sarà l’ultimo. Negli anni incidenti simili con altre piattaforme ci sono stati, sicuramente la fiducia tra cliente ed Exchange centralizzato sarà da ricostruire”.
Chi oggi custodisce criptovalute su una piattaforma che cosa dovrebbe fare concretamente per proteggere i propri soldi?
“Il primo passo è proteggere l’account: password uniche, autenticazione a più fattori resistente al phishing, dove disponibile, e la stessa attenzione per la casella email collegata. È utile attivare gli avvisi di accesso e le restrizioni sugli indirizzi di prelievo, se previste dalla piattaforma. Occorre poi valutare con attenzione a chi si affida la custodia, verificandone le autorizzazioni e comprendendo le condizioni del servizio. Distribuire i fondi tra più operatori può ridurre la concentrazione del rischio, ma aumenta anche gli account da proteggere e non elimina i rischi comuni. La custodia personale tramite un hardware wallet può ridurre la dipendenza dall’exchange, ma trasferisce all’utente la responsabilità delle chiavi. Richiede dispositivi acquistati attraverso canali ufficiali o autorizzati, configurazione corretta e protezione della frase di recupero, che non va mai condivisa né inserita in siti o comunicata a presunti operatori di assistenza. Infine, durante un incidente bisogna diffidare dei messaggi che invitano a “mettere in salvo” i fondi attraverso link o trasferimenti urgenti: l’emergenza può diventare un’esca per nuove truffe. Sicuramente è importante distribuire il proprio patrimonio per sicurezza su wallet hardware (differenti, e di marche differenti può garantire un ulteriore livello di sicurezza, come il caso Trezor di oggi. Se si utilizzano exchange centralizzati prevedere di distribuire il patrimonio su più exchange e adottare politiche di sicurezza come account e-mail / idenittà digitali dedicate solo a questo scopo oltre che multifactor authentication (MFA) robuste”.
“Pur se i recenti dati Istat fotografano un’inflazione al +5,4%, evidenziando un periodo di complessità macroeconomica complessiva, si deve sottolineare che in questo processo l’industria alimentare italiana sta invece esercitando un’azione di riduzione costante dei prezzi, che a ottobre si è stabilizzata al -0,2%, dopo il -0,6% di settembre”. È quanto dichiara Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare.
“Nel dettaglio – aggiunge il Presidente di Federalimentare – i prezzi degli alimentari lavorati mostrano variazioni tendenziali con il segno meno già dallo scorso giugno. Si tratta di una dinamica virtuosa guidata dall’industria alimentare, i cui prezzi alla produzione sono in flessione costante, oscillando dal -0,3% tendenziale di gennaio, al -1,7% di agosto, fino al -1,4% registrato a settembre dall’Istat”.
“Tutto ciò dimostra il grande contributo che l’industria alimentare, composta prevalentemente da piccole e medie imprese, sta svolgendo nei confronti dei cittadini e del sistema Paese rallentando la spirale inflazionistica. Non scaricare a valle i maggiori oneri dovuti all’aumento dei costi dell’energia, ma produrre l’effetto opposto – prosegue Mascarino – significa che da parte di tutto il settore e di tutta la filiera c’è uno sforzo ininterrotto per ridurre l’aumento generale e continuo dei prezzi di beni e servizi che ricadrebbero sui cittadini e sui consumi”.
“Per Federalimentare – sottolinea Mascarino – questo è il risultato di uno sforzo straordinario da parte dei nostri imprenditori alimentari, sforzo che non sappiamo ancora quanto saremo in grado di reggere se non verranno adottate misure di buon senso a livello UE per alleggerire i costi energetici. In tal senso è giusto il richiamo costante da parte del Presidente di Confindustria a ridurre gli oneri che gravano sull’industria rivedendo o andando a sospendere la tassa carbonica ETS. Ma anche disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas, per rendere disponibili a industria e consumatori i minori costi delle energie rinnovabili. Queste sarebbero le soluzioni più efficaci per consentire all’industria di continuare a produrre con una sostenibilità maggiore sia in termini di costi che di prezzi”, conclude Mascarino.
Kimi Antonelli è a due punti da un’impresa storica. Il pilota della Mercedes può diventare campione del mondo di Formula 1 già nel GP del Messico, riportando il titolo piloti in Italia dopo 73 anni. L’appuntamento è per domenica 1° novembre, con la gara in programma alle 21:00 italiane.
Basta un nono posto per chiudere il Mondiale: Antonelli può battere il record di Vettel
La vittoria nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin ha portato Kimi Antonelli a un passo dal primo titolo mondiale della carriera. Il ventenne bolognese guida la classifica di Formula 1 con 365 punti, ben 123 in più del compagno di squadra George Russell e 124 in più di Lewis Hamilton, terzo con la Ferrari. Con cinque appuntamenti ancora in calendario, il pilota della Mercedes può chiudere i conti già a Città del Messico. Per avere la certezza matematica del titolo gli basta conquistare almeno due punti, equivalenti al nono posto, indipendentemente dal risultato degli inseguitori. Antonelli potrebbe festeggiare anche senza andare a punti, a condizione che né Russell né Hamilton vincano la gara.
Un successo che lo farebbe entrare nella storia della Formula 1. A 20 anni, Antonelli diventerebbe il più giovane campione del mondo di sempre, superando il record stabilito da Sebastian Vettel nel 2010 con la Red Bull, quando il tedesco aveva 23 anni. L’Italia tornerebbe inoltre a conquistare il Mondiale piloti 73 anni dopo Alberto Ascari, iridato con la Ferrari nel 1952 e nel 1953.
L’avvicinamento al GP messicano ha però riservato un piccolo contrattempo al pilota italiano. Antonelli ha saltato gli impegni con la stampa del giovedì a causa di un’infezione virale. La Mercedes ha spiegato che la decisione è stata presa in via precauzionale, per consentirgli di riposare, e ha previsto il suo ritorno in pista per le prove libere del venerdì.
Formula 1, GP del Messico: date e orari di prove libere, qualifiche e gara
Il Gran Premio di Città del Messico, diciannovesimo appuntamento del Mondiale, si disputa sul circuito Autódromo Hermanos Rodríguez. La gara prevede 71 giri su un tracciato lungo 4,304 chilometri, situato a oltre 2.200 metri di altitudine.
Il weekend segue il programma tradizionale della Formula 1, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara, senza Sprint Race.
Venerdì 30 ottobre
Ore 19:30 – Prove libere 1
Ore 23:00 – Prove libere 2
Sabato 31 ottobre
Ore 18:30 – Prove libere 3
Ore 22:00 – Qualifiche
Domenica 1° novembre
Ore 21:00 – Gara del GP del Messico (71 giri)
GP Messico Formula 1, dove vedere la gara in diretta TV e streaming
Il GP del Messico di Formula 1 sarà trasmesso integralmente in diretta su Sky Sport F1, canale 207 della piattaforma satellitare. La gara di domenica sarà visibile anche su Sky Sport Uno e Sky Sport 4K, per gli abbonati abilitati.
Per seguire prove libere, qualifiche e gara in streaming saranno disponibili Sky Go, per gli abbonati Sky, e NOW, attraverso il Pass Sport.
Sarà possibile seguire il Gran Premio anche gratuitamente in chiaro su TV8, ma in differita. Il programma pubblicato dall’emittente prevede:
Sabato 31 ottobre, ore 23:30 – Qualifiche in differita
Domenica 1° novembre, ore 22:00 – Gara in differita
Le trasmissioni in chiaro saranno disponibili sul canale 8 del digitale terrestre e in streaming sul sito ufficiale di TV8. Per Antonelli, reduce dal successo di Austin, l’appuntamento messicano può trasformarsi nella gara più importante della carriera. Se il pilota della Mercedes taglierà il traguardo almeno nono, potrà festeggiare il titolo mondiale senza dover attendere le ultime quattro gare della stagione.
Schlein, Conte e Avs accelerano sul campo largo: programma in un mese, primarie entro febbraio
Il campo largo prova ad accelerare il percorso verso la costruzione di un’alternativa di governo al centrodestra. Programma comune entro novembre e primarie entro febbraio: sono queste le tappe concordate da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra al termine di un confronto tra i rispettivi leader. L’intesa è stata comunicata in una nota congiunta firmata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dal presidente del M5s Giuseppe Conte e dai rappresentanti di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, al termine di una call tra i quattro esponenti politici.
Il primo appuntamento è fissato già per la prossima settimana, quando prenderanno il via i tavoli di confronto per definire il programma della coalizione. Scadenza entro la fine di novembre. Al lavoro parteciperanno le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono la necessità di costruire un’alternativa di governo alla destra.
L’altro punto dell’intesa riguarda la leadership della coalizione. Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno concordato che le primarie si svolgeranno entro il mese di febbraio, “con l’obbiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista”, si legge nella nota.
A Verissimo per la prima volta in tv la moglie e la figlia di David Rossi
«Spero che ci perdoni per averlo spogliato della sua privacy e che sia orgoglioso di quello che stiamo facendo». Così Carolina Orlandi, figlia acquisita di David Rossi, ospite per la prima volta in uno studio televisivo insieme alla madre Antonella Tognazzi, nell’intervista rilasciata a Silvia Toffanin a Verissimo, in onda domenica 1° novembre, alle ore 15.45, su Canale 5.
A tredici anni dalla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, avvenuta il 6 marzo 2013, e dopo due archiviazioni del caso come suicidio, la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha riaperto le indagini per omicidio.
In merito al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, Carolina dichiara: «Non escludiamo nessuna pista. La Commissione ha avuto il merito di dimostrare scientificamente che quello di David è stato un omicidio. Però – aggiunge – crediamo anche che debba intervenire la magistratura, ed è notizia di questi giorni il fatto che finalmente sia successo, è stata aperta un’indagine per omicidio».
Sulla possibilità che Rossi potesse essere salvato, Carolina afferma: «È rimasto vivo per 22 minuti.Dal filmato delle telecamere oggi sappiamo che si poteva salvare». E aggiunge: «Il suo corpo ha parlato dall’inizio, anche quando nessuno lo voleva ascoltare, perché David è caduto di schiena; eppure, presenta una serie di ferite in faccia, all’inguine e agli avambracci. È stato picchiato prima di morire».
Infine, la moglie Antonella esprime il desiderio che, oltre alla verità sulla morte del marito, venga rispettata anche la sua memoria: «Spero che ci sia l’onestà almeno nel ricordo, perché tante persone che io consideravo essere suoi amici, purtroppo, si sono un po’ messe di traverso e questo mi ha fatto male».
Secondo l’ultima rilevazione Youtrend per Sky TG24,Fratelli d’Italia rafforza la propria posizione di primo partito italiano, mentre il Partito Democratico registra una flessione. È quanto emerge dal sondaggio diffuso il 30 ottobre, realizzato tra il 27 e il 28 ottobre 2026. Il partito guidato da Giorgia Meloni raggiunge il 28,1%, guadagnando 1,1 punti rispetto alla precedente rilevazione dell’8 ottobre. Si amplia così la distanza dal Pd, che perde mezzo punto e scende al 19,9%. Il divario tra le due principali forze politiche sale a 8,2 punti percentuali.
Stabile il Movimento 5 Stelle, che si conferma al 13,5%. Nel centrodestra, Forza Italia arretra di 0,4 punti e si attesta al 7%, la stessa percentuale raggiunta da Futuro Nazionale, che registra una flessione più consistente, pari a 0,8 punti.
Tra le altre forze politiche, spicca la crescita di Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna 0,6 punti e sale al 6,4%. La Lega avanza leggermente, raggiungendo il 5% (+0,2). Azione si attesta al 3,4%, mentre Italia Viva sale al 2,7%. Restano stabili Ora! all’1,2% e Noi Moderati all’1%. Sud Chiama Nord si ferma allo 0,8%, mentre le altre liste di centrosinistra raccolgono complessivamente l’1,5%. Gli altri partiti si attestano al 2,5%, in calo di 0,2 punti.
Il campo largo davanti al centrodestra
La fotografia delle coalizioni mostra un vantaggio del campo largo, che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e le altre liste, con una percentuale complessiva del 44%. Il centrodestra, composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Sud Chiama Nord, si ferma invece al 41,9%. Il restante 14,1% si distribuisce tra le forze politiche esterne ai due schieramenti, tra cui Futuro Nazionale, Azione, Ora! e altre liste.
Governo Meloni, giudizio negativo al 64%
Il sondaggio registra anche un dato significativo sul giudizio degli italiani nei confronti dell’esecutivo. La valutazione negativa sull’operato del governo Meloni torna infatti ai massimi della serie: il 64% degli intervistati esprime un giudizio sfavorevole, mentre soltanto il 33% valuta positivamente l’azione del governo. Resta inoltre elevata la quota di indecisi e astenuti, che raggiunge il 33,9%.
Derby di Milano, Juventus-Napoli e tre giorni di partite per scegliere la formazione. La decima giornata di Serie A si apre sabato e si chiude lunedì sera con Atalanta-Parma. Ecco il 4-3-3 e i Fantaconsigli di Affaritaliani, tra giocatori da schierare, sorprese e nomi da lasciare in panchina.
Fantacalcio, decima giornata tra derby e big match: il nostro 4-3-3
Si torna al campionato formato spezzatino, dopo un turno infrasettimanale che ha regalato gol e risultati sorprendenti. Si parte sabato 31 ottobre con Bologna-Monza, prima di Udinese-Roma e del derby Milan-Inter. Domenica spazio a Como-Venezia, Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, Lecce-Genoa e Juventus-Napoli. Lunedì chiudono Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma. I cinque cambi permettono qualche azzardo, ma la panchina va preparata bene, soprattutto per chi aspetta i posticipi.
I Fantaconsigli di Affaritaliani continuano a privilegiare le leghe con modificatore difesa e il 4-3-3 resta il nostro modulo di riferimento. Dietro cerchiamo voti e qualche bonus, a centrocampo puntiamo su chi può accompagnare l’azione e davanti spazio a tre attaccanti interessanti. Occhio ai ballottaggi, perché dopo le fatiche infrasettimanali qualche allenatore potrebbe cambiare le carte in tavola.
La formazione consigliata di Affaritaliani per la 10ª giornata
Portiere
Carnesecchi
Possibile sostituto: Mandas
Difensori
Mancini, Álex Valle, Bremer, Juan Miranda
Sostituti bonus: Bracaglia, Bastoni, Tiago Gabriel
Centrocampisti
Ferguson, Da Cunha, Frattesi
Sostituti bonus: El Shaarawy, Mastantuono, Rowe
Attaccanti
Gustavo Varela, Soulé, Marcus Thuram
Sostituti bonus: Laurienté, Raimondo, Malen
Sorprese
Mendy, N’Dri, Noa Lang, Zaniolo
Da evitare
Keinan Davis, Hutchinson, Romano, Valeri
Carnesecchi cerca il riscatto contro il Parma, Mandas per continuare la corsa della Lazio
Marco Carnesecchi è la nostra prima scelta. L’Atalanta ospita il Parma lunedì sera dopo il pareggio per 2-2 sul campo della Fiorentina. Il portiere bergamasco ha evitato la sconfitta con un intervento nel finale e contro gli emiliani può puntare anche alla porta inviolata. La difesa di Sarri, però, è ancora alle prese con numerose assenze.
L’alternativa è Christos Mandas, che con la Lazio riceve il Cagliari. La squadra di Gattuso arriva dal 6-2 contro il Sassuolo e attraversa un ottimo momento. Il portiere greco dovrebbe essere confermato dal primo minuto e, davanti ai propri tifosi, può cercare un buon voto. Il Cagliari, però, ha giocatori capaci di trovare la porta.
Mancini e Bremer per il modificatore, Valle e Miranda a caccia di assist
Gianluca Mancini può essere una scelta interessante contro l’Udinese. La Roma va a Udine dopo aver battuto il Cagliari per 4-2 e il difensore ha le caratteristiche per garantire un buon voto, soprattutto nei duelli aerei. Attenzione però alle probabili: Ghilardi potrebbe essere preferito dal primo minuto. Noi lo schieriamo, ma con una riserva sicura.
Álex Valle affronta il Venezia con il Como. La squadra di Fabregas arriva dalla vittoria contro il Torino e lo spagnolo può sfruttare la corsia sinistra per accompagnare l’azione. Il ballottaggio con Kaiki resta aperto, ma l’incrocio casalingo invita a rischiare. Per chi cerca un assist dalla difesa, Valle può fare gola.
Bremer è uno dei nostri riferimenti per il modificatore. La Juventus ospita il Napoli e il brasiliano dovrà affrontare un attacco guidato da Højlund. Non sarà una partita semplice, ma il centrale bianconero può cercare un buon voto grazie alla propria fisicità e alla voglia di riscatto rispetto alle ultime, non brillanti, prestazioni. E sui calci piazzati offensivi resta sempre una possibile minaccia.
Juan Miranda completa il quartetto. Il Bologna ospita il Monza dopo l’impresa di San Siro, dove ha battuto il Milan per 4-2. Lo spagnolo è entrato nella ripresa e ha inciso subito con i suoi cross, partecipando alla rimonta rossoblù. Palladino potrebbe rilanciarlo dal primo minuto. Per il modificatore, ma soprattutto per l’assist, noi ci puntiamo.
Tra i sostituti c’è Bracaglia, che con il Frosinone riceve il Torino. I ciociari arrivano dal 5-1 contro il Lecce, ma il difensore è rimasto in panchina nell’ultima gara. La concorrenza con Terzic rende la titolarità tutt’altro che certa. Buona alternativa, purché ci sia una copertura.
Alessandro Bastoni affronta il Milan nel derby. L’Inter arriva dal successo contro il Venezia e il difensore resta una garanzia per chi cerca il modificatore. La partita può però essere ricca di occasioni da entrambe le parti, quindi il rischio di subire gol esiste. Bastoni può compensarlo con il voto e qualche possibile inserimento.
Chiudiamo con Tiago Gabriel, impegnato con il Lecce contro il Genoa. I salentini devono reagire dopo i cinque gol incassati a Frosinone e l’assenza dello squalificato Gaspar pesa sulla difesa. Il portoghese può sfruttare il proprio fisico nei duelli, ma le difficoltà della squadra suggeriscono prudenza. È un’alternativa, non una certezza da modificatore.
Ferguson dopo l’impresa del Bologna, Da Cunha contro il Venezia: Frattesi vuole il bonus
Lewis Ferguson è uno dei nostri centrocampisti consigliati. Il Bologna torna al Dall’Ara dopo aver battuto il Milan e lo scozzese dovrebbe essere confermato in mediana. Contro il Monza può sfruttare gli inserimenti e accompagnare l’azione offensiva. Non è il giocatore da cui aspettarsi un gol ogni settimana, ma l’incrocio è interessante.
Lucas Da Cunha affronta il Venezia con il Como. Il francese può partecipare alla costruzione del gioco e cercare qualche conclusione dalla distanza, soprattutto se gli ospiti saranno costretti a difendersi bassi. Occhio al ballottaggio con Milla, però. Se Fabregas lo confermerà dal primo minuto, può essere una buona scelta per completare il centrocampo.
Davide Frattesi riceve il Cagliari dopo la goleada della Lazio contro il Sassuolo. Lo abbiamo consigliato spesso per gli inserimenti senza palla e continuiamo a farlo. Nell’ultima partita ha sbagliato un rigore, ma le occasioni per trovare il bonus non gli mancano. Davide, magari stavolta meglio segnare su azione.
In panchina scegliamo Stephan El Shaarawy, che affronta il Lecce con il Genoa. De Rossi può utilizzarlo sulla trequarti o in posizione avanzata, sfruttando la sua capacità di accentrarsi e cercare la conclusione. Il Lecce arriva da una brutta sconfitta e può concedere spazi. Se partirà titolare, il Faraone è una buona alternativa.
Franco Mastantuono va a Reggio Emilia con la Fiorentina. L’argentino è uno dei giocatori più tecnici della squadra di Vanoli, ma non sempre le sue giocate si trasformano in bonus. Contro il Sassuolo può approfittare degli spazi sulle corsie. Per chi vuole rischiare su un centrocampista offensivo, resta una soluzione interessante.
Jonathan Rowe chiude le alternative. L’Atalanta ospita il Parma e l’inglese può trovare spazio sulla trequarti, anche a gara in corso. Sarri ha diverse soluzioni offensive e le ultime probabili lo mettono in concorrenza con Zalewski. Il rischio di un minutaggio ridotto esiste, ma contro gli emiliani può essere una scommessa da ultimo slot.
Varela vuole continuare a segnare, Soulé affronta l’Udinese: Thuram si prende il derby
Gustavo Varela è una delle nostre prime scelte. Il Monza va a Bologna e il portoghese arriva all’appuntamento con otto gol in campionato, un bottino che lo ha portato in cima alla classifica marcatori. La squadra di Juric non attraversa un momento semplice, ma Varela continua a trovare la porta. Contro il Bologna sarà dura, però lasciarlo fuori adesso sarebbe un azzardo.
Matías Soulé affronta l’Udinese con la Roma. Gasperini dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove l’argentino può sfruttare la qualità del proprio sinistro e i movimenti di Malen. I friulani non stanno vivendo una grande stagione e la difesa concede occasioni. Soulé può cercare il bonus anche con una giocata individuale.
Marcus Thuram completa il tridente e si prepara al derby contro il Milan. L’Inter dovrà ancora fare a meno di Lautaro Martinez, quindi il francese avrà responsabilità importanti nell’attacco di Chivu. Accanto a Pio Esposito può sfruttare la propria velocità e la capacità di attaccare la profondità. Un derby è imprevedibile, ma Thuram non si lascia fuori.
Tra i sostituti scegliamo Armand Laurienté, che affronta la Fiorentina con il Sassuolo. Dopo il pesante 6-2 subito dalla Lazio, i neroverdi devono reagire e il francese può sfruttare gli spazi sulle fasce. La sua velocità resta un’arma preziosa, anche se la squadra di Aquilani dovrà ritrovare equilibrio.
Antonio Raimondo è la seconda alternativa. Il Frosinone continua a stupire e l’attaccante ha segnato anche nel 5-1 contro il Lecce. Domenica arriva il Torino, squadra che ha mostrato difficoltà difensive in diverse occasioni. Raimondo può sfruttare i palloni messi a disposizione da Ghedjemis e Kvernadze. Con questa forma, tenerlo fuori è difficile.
Infine Donyell Malen, impegnato con la Roma contro l’Udinese. L’olandese dovrebbe guidare l’attacco di Gasperini e può sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa friulana. È una partita interessante per ritrovare il bonus, soprattutto se la Roma riuscirà a portare diversi uomini nella metà campo avversaria. Ovviamente chi ha Malen lo schiera, ma in questa rubrica si cerca, spesso, anche l’effetto “sopresa”
Mendy contro la Lazio, N’Dri cerca spazio: Lang e Zaniolo possono sorprendere
Le quattro sorprese della decima giornata sono Mendy, N’Dri, Noa Lang e Nicolò Zaniolo.
Mendy è una scommessa coraggiosa. Il Cagliari va all’Olimpico contro una Lazio reduce da cinque vittorie consecutive e il compito non sarà semplice. Pisacane può utilizzarlo come riferimento offensivo, ma resta da verificare il ballottaggio con Nzola. Se partirà titolare, la sua fisicità potrebbe creare qualche problema ai difensori biancocelesti.
N’Dri affronta il Genoa con il Lecce. Il giovane esterno può sfruttare la velocità nell’uno contro uno, soprattutto se Di Francesco gli concederà spazio dopo la pesante sconfitta di Frosinone. Non ha il posto garantito e nell’ultimo turno è entrato dalla panchina. Può essere la classica scommessa da ultimo slot, ma serve una riserva.
Noa Lang affronta la Juventus con il Napoli. L’olandese è tra i candidati per una maglia nel tridente offensivo di Allegri e può sfruttare la sua capacità di accentrarsi e cercare la porta. La partita sarà complicata, ma proprio nei big match un giocatore come Lang può trovare il bonus con una giocata.
Nicolò Zaniolo chiude il quartetto. L’Udinese ospita la Roma e per l’ex giallorosso c’è anche il fattore ex, che al Fantacalcio fa sempre un po’ gola. Runjaic dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove può cercare la conclusione con il sinistro. La Roma resta favorita, ma Zaniolo può avere qualche motivazione in più.
Davis contro la Roma, Hutchinson nel derby: attenzione anche a Romano e Valeri
Keinan Davis è il primo nome che lasciamo fuori. L’Udinese ospita la Roma e l’inglese dovrà affrontare una difesa fisica, capace di limitarne i movimenti in area. Davis continua a faticare sotto porta e potrebbe essere costretto a giocare diversi palloni spalle alla porta. Con alternative più calde, si può guardare altrove.
Omari Hutchinson affronta l’Inter nel derby. L’inglese ha trovato il primo gol con il Milan contro l’Udinese, ma contro i nerazzurri rischia di avere meno spazio per attaccare. Amorim può confermarlo sulla trequarti, anche se Moreira è tornato a disposizione e aumenta la concorrenza. Per questa giornata preferiamo centrocampisti con incroci più favorevoli.
Romano va a Roma con il Cagliari per affrontare la Lazio. Il centrocampista può trovare spazio nella formazione di Pisacane, ma contro la squadra di Gattuso rischia di dover lavorare soprattutto in copertura. Le possibilità di bonus potrebbero essere limitate. Se avete un centrocampista più offensivo, meglio puntare su quello.
Chiudiamo con Emanuele Valeri, impegnato con il Parma sul campo dell’Atalanta. L’esterno può accompagnare l’azione, ma la squadra di Gilardino rischia di trascorrere molti minuti nella propria metà campo. Zappacosta e gli uomini offensivi di Sarri possono costringerlo a difendere. Per il modificatore, questa settimana ci sono soluzioni più tranquille.
Gaspar e Thorstvedt squalificati: Lobotka e Lautaro fuori, tutti gli indisponibili della decima giornata
Sono due i calciatori squalificati per la decima giornata di Serie A. Kialonda Gaspar del Lecce deve scontare il secondo turno di stop dopo l’espulsione contro la Juventus, mentre Kristian Thorstvedt del Sassuolo è stato fermato per una giornata dopo il rosso ricevuto contro la Lazio.
Resta squalificato anche Massimiliano Allegri, che non potrà guidare il Napoli dalla panchina contro la Juventus.
I giocatori in dubbio
Cagliari:Winks deve smaltire un problema alla schiena e resta da valutare per la Lazio.
Como:Liberali è alle prese con un problema alla gamba. La sua disponibilità resta incerta.
Fiorentina:Ranieri deve recuperare da un problema al piede e resta in dubbio per il Sassuolo.
Genoa:Ellertsson ha riportato un problema alla caviglia contro la Juventus. Gli esami hanno escluso lesioni, ma la sua presenza contro il Lecce non è certa.
Lazio:Marusic e Rovella stanno recuperando dai rispettivi problemi muscolari. Entrambi possono tornare disponibili contro il Cagliari.
Monza:Folorunsho e Maye restano da valutare per problemi fisici.
Torino:Fortini e Cacciamani sono in dubbio per la trasferta di Frosinone.
Udinese:Solet e Zanoli restano da monitorare. Il primo è in recupero da un problema muscolare, mentre Zanoli ha accusato un fastidio fisico.
Gli infortunati che saltano il turno
Atalanta: indisponibili Bellanova, Kristensen, Gaetano, Scamacca, Kessié, Kolašinac, Kossounou, Hien, Raspadori e Pompei. La difesa di Sarri continua a perdere pezzi, mentre Scalvini è tornato a disposizione.
Bologna: fuori Holm, Piccoli, Enem e De Silvestri. Orsolini è invece tornato ad allenarsi con il gruppo e può essere recuperato per il Monza.
Cagliari: assenti Felici e Idrissi, entrambi in recupero dagli infortuni al ginocchio.
Como: indisponibili Addai, Chalobah, Jesus Rodriguez, Kean e Assane Diao. Addai ha accusato un nuovo problema muscolare dopo il rientro.
Fiorentina: fuori Pongračić, Atta e Parisi. Ranieri resta invece tra i giocatori in dubbio.
Frosinone: indisponibile Grillitsch, ancora alle prese con la sindrome retto-adduttoria.
Genoa: fuori Nuredini, Venturino e Havel. Ellertsson resta da valutare.
Inter: indisponibili Lautaro Martinez, Luis Henrique, Curtis Jones, John Stones e Benjamin Pavard. Lautaro tornerà dopo la sosta di novembre, mentre Jones e Pavard provano a recuperare per i prossimi impegni.
Juventus: fuori Nico González, Çelik, Conceição, Yildiz, Locatelli, Ekhator, Khéphren Thuram, Grabara e Milik. Spalletti deve ancora fare i conti con numerose assenze.
Lazio: indisponibile Gudmundsson, fermo per la lussazione alla spalla.
Lecce: assenti Geubbels, Coulibaly, Berisha, Pierotti e Ilić. Gaspar è invece squalificato.
Milan: fuori Tomori, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Loftus-Cheek e Pietro Terracciano. Amorim ha recuperato Gila, Rabiot e Moreira per il derby.
Monza: indisponibili Pessina e Ziolkowski. Folorunsho e Maye restano in dubbio.
Napoli: fuori Lobotka, Badiashile, Spinazzola, Alisson Santos, Buongiorno, Favasuli e Neres. Lobotka ha riportato un infortunio alla caviglia e dovrà restare fermo per circa un mese e mezzo.
Parma: indisponibile Elphege, operato per appendicite.
Roma: fuori Svilar, Manu Koné, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini. Dybala non recupera per Udine, mentre il rientro di Svilar è stato rinviato a dopo la sosta.
Sassuolo: indisponibili Leysen, Ismaël Koné e Boloca. Thorstvedt salta invece la Fiorentina per squalifica.
Torino: fuori Mandragora, Rodriguez e Franco Israel. Restano da valutare Fortini e Cacciamani.
Udinese: indisponibili Bayo, Alaba e Gueye. Solet e Zanoli sono ancora in dubbio.
Venezia: fuori Franjic, Thierry Correia, Sverko e Adorante. Correia salta il Como per il problema ai flessori, mentre Franjic prosegue il recupero dopo l’intervento alla spalla.
Tragedia nei Balcani, l’omaggio delle istituzioni: fiori e raccoglimento al Circo Massimo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, si è diretta al Villaggio Difesa per rivolgere un tributo alla memoria dei Caduti.
Le parole della Premier Meloni
“Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama. Insieme al ministro Guido Crosetto, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia”. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni in occasione della memoria dei Caduti.
“Abbiamo voluto che – ha spiegato la premier sui social – il villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera nazione. So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili”. “A chi vorrà venire al Circo Massimo, chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo”, ha aggiunto.
“Oggi è un giorno di dolore immenso. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto. Da padre, da marito, da cittadino e da Ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia. Quando uomini e donne delle nostre Forze Armate perdono la vita mentre svolgono il proprio dovere, non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa.
E io, tutti noi della Difesa, oggi, sentiamo profondamente questa perdita. Sto andando in Bosnia, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri Caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Vorrei poter trovare le parole giuste – ha aggiunto – poter dare una risposta, poter alleviare almeno un po’ il dolore di chi sta vivendo queste ore terribili. So che non sarà possibile. Ma ci sono momenti in cui non servono parole. Serve esserci. Guardare negli occhi le persone, stringere una mano, ascoltare, condividere il dolore ed aiutare, facendo sentire che nessuno sarà lasciato solo.
Oggi anche il Villaggio della Difesa al Circo Massimo però dovrà cambiare significato. Non sarà più un luogo nel quale festeggiare le Forze Armate, ma un luogo nel quale l’Italia potrà fermarsi, ricordare Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura e stringersi idealmente alle loro famiglie e ai nostri feriti. E con loro ricordare tutti i servitori dello Stato che negli anni hanno perso la vita o sono stati feriti. La Difesa è una famiglia. E oggi è una famiglia ferita. Ma è anche una famiglia che non dimentica i propri membri e che non abbandona chi soffre. A Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura va il mio pensiero più profondo. Ai loro cari il mio abbraccio. Ai nostri feriti, la promessa che saremo loro vicini, come sempre. L’Italia non dimenticherà”.
Borsa, Milano maglia nera d’Europa. Raffica di vendite
La Borsadi Milano prosegue in calo, peggiore in Europa. Al giro di boa di meta’ seduta l’indice Ftse Mib cede l’1,1% a quota 49.453. Crolla Amplifon a -13,74% nonostante il miglioramento dei conti trimestrali. A pesare e’ soprattutto la conferma, senza revisione al rialzo, della guidance 2026: il mercato si aspettava obiettivi piu’ ambiziosi dopo il rafforzamento della redditivita’.
Pioggia di vendite sui tecnologici con Technoprobe a -7,89% e Stm -4,08%. Prysmian cede il 5,31% all’indomani dei conti. In cima al listino il lusso con Moncler +1,76% e Campari +1,44%. Sul fronte bancario, il mercato continua a seguire gli sviluppi del risiko dopo la bocciatura, da parte dell’assemblea dei soci di Mps, del piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Mps cede l’1,08%, Mediobanca perde l’1,36%, mentre Intesa Sanpaolo arretra dell’1,44%. I soci hanno respinto le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm (-1,05%) e Banca Generali (-0,58%), oltre alla fusione con Mediobanca. Intesa Sanpaolo ha confermato che l’Opas su Mps prosegue nonostante la mancata approvazione della fusione. In caso di perfezionamento dell’offerta e qualora ne ricorrano i presupposti, la banca promuovera’ un’Opa obbligatoria sulle azioni Mediobanca non detenute da Mps ne’ dalla stessa Intesa. Nell’automotive Stellantis -3,29%. Tra i principali energetici: Eni +0,58%, Enel +0,09%, Italgas +0,88%.
Sul fronte valutario, l’euro tratta a 1,1190 dollari (+0,09%), sotto quota 1,12, e a 175,83 yen (-0,24%). La moneta unica si avvia a chiudere ottobre con una flessione superiore all’1%, penalizzata dalle preoccupazioni sui conti pubblici francesi e dalla prudenza della Bce. Il dollaro/yen e’ a 157,12 (-0,37%).
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi e’ stabile a 118 punti. Il rendimento scende al 4,51% rispetto al 4,53% dell’avvio.
Giovani laureati cercasi. Nonostante il numero complessivo di chi dispone di un’istruzione universitaria sia in decisa crescita negli ultimi anni, i profili STEM sono sempre più introvabili. Un fenomeno che va di pari passo con tempi lunghi di inserimento lavorativo per altri percorsi, come quelli umanistici e delle scienze sociali, dove il numero di laureati supera di gran lunga la domanda. Non solo, ci sono regioni italiane dove le difficoltà di reperimento di candidati in possesso di un titolo di istruzione terziaria sono molto elevate. È il risultato del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, analizzato nell’ultimo focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: “Il valore della formazione universitaria e le nuove sfide del lavoro”.
Alla base delle difficoltà delle aziende a reperire i profili, e di alcuni giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, ci sono fattori diversi. Certamente l’indirizzo scelto è tra questi. Se la percentuale di difficoltà di reperimento di laureati a livello nazionale è cresciuta dal 35,2% del 2019 al 51% del 2025, il dato non è omogeneo. Si arriva infatti al 72,8% per le posizioni che richiedono una laurea chimico-farmaceutica, al 70,8% per l’indirizzo sanitario e paramedico, al 65,7% per gli ingegneri industriali e al 62,5% per matematici, fisici e informatici. Per altri profili, invece, si scende a percentuali ben sotto la media, fino ad arrivare al 37,6% per quello umanistico, filosofico, storico e artistico.
In questo quadro, inevitabilmente, i laureati per i quali la domanda eccede l’offerta sono destinati a sperimentare percorsi di inserimento lavorativo più lunghi. Anche la dimensione territoriale ha, però, un peso importante: sistemi produttivi diversi, presenza e specializzazione degli atenei, mobilità dei laureati e capacità di offrire opportunità professionali attrattive portano alcuni territori a esperire particolari difficoltà nel colmare la richiesta di laureati da parte delle imprese. Secondo le elaborazioni di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra le regioni nelle quali si prevedono maggiori problemi spiccano la Valle d’Aosta (con il 64,8% di entrate di universitari di difficile reperimento), il Trentino Alto Adige (64,5%) e il Friuli Venezia Giulia (60%). Un fenomeno complesso, che non si spiega con una maggiore richiesta di profili con istruzione terziaria.
Infatti, in altri territori con una domanda più alta di laureati sul totale – come Lombardia (22% di laureati sul totale entrate previste), Lazio (19,6%) ma anche Sicilia (19%) e Campania (18,4%) – le difficoltà di reperimento sono ben sotto il 50%. A riprova della eterogeneità delle cause alla base del mismatch, lo studio riporta poi i dati delle entrate di lavoratori nel 2025 per titolo di studio nelle diverse province italiane, che evidenziano forti differenze nella richiesta di laureati anche all’interno della stessa regione. Nonostante ciò la laurea resta un elemento premiante nel mercato del lavoro italiano, che negli ultimi dieci anni ha visto crescere dell’11% i laureati nella fascia d’età 25-34 anni, a quota 1 milione 918 mila. Il tasso di occupazione (20-64 anni) di chi possiede una laurea è dell’82,8%, contro il 68,6% del diploma e il 55,7% di quanti possiedono al massimo una licenza media. E sono proprio le fasce più deboli ad avvantaggiarsi maggiormente di un titolo universitario: le donne e i giovani del Sud. Per le prime il tasso di occupazione è superiore all’80%, contro il 58,6% delle diplomate, mentre per i secondi si arriva al 60%, con un balzo di quasi il 12% rispetto al 2019.
Guerre, crisi energetiche, materie prime critiche e catene di approvvigionamento sempre più fragili stanno cambiando anche il significato dell’economia circolare. Recuperare acqua, energia e materiali non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia economica. È questo lo scenario analizzato dall’Osservatorio BrianzAcque, che ha incrociato studi, indicatori e tendenze internazionali per individuare le trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio. Secondo lo studio globale di DataM Intelligence, il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare dai 166,95 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 491,35 miliardi nel 2035, con una crescita del 194% in dieci anni e un tasso annuo composto dell’11,40%.
Meno dipendenza dall’estero, più valore dagli scarti
“La crescita del mercato globale stimata fino a quasi 500 miliardi di dollari dimostra che la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque. Il contesto geopolitico rende il tema ancora più rilevante. Il Global Critical Minerals Outlook 2026 dell’International Energy Agency evidenzia infatti la crescente concentrazione delle forniture di alcune materie prime strategiche: per materiali come grafite, gallio e terre rare, oltre il 90% della raffinazione mondiale è concentrato in un unico Paese.
Recuperare e riutilizzare materiali significa quindi anche ridurre l’esposizione agli shock esterni. Ma c’è un ulteriore elemento: secondo il Global Circularity Gap Report 2026, il modello economico lineare determina ogni anno circa 25,4 trilioni di euro di valore perso a livello globale a causa delle inefficienze nell’utilizzo delle risorse. “Recuperare ciò che oggi viene sprecato non è più soltanto una scelta ambientale: significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori”, sottolinea Boerci.
Risparmi per famiglie e imprese
La circolarità può produrre effetti anche direttamente sul bilancio di famiglie e imprese. Le politiche europee sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica potrebbero generare, secondo la Commissione europea, risparmi compresi tra 473 e 736 euro l’anno per le famiglie entro il 2030, rispetto a uno scenario senza tali interventi.
Per le aziende il principio è analogo: utilizzare meno materie prime, acqua ed energia, recuperare materiali già acquistati e allungare la vita dei prodotti significa ridurre sprechi e costi, limitando al tempo stesso l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche il mercato del lavoro è coinvolto nella trasformazione. L’International Labour Organization stima in 5,96 milioni i posti di lavoro, diretti e indiretti, collegati al commercio internazionale di beni riciclabili, riutilizzabili, rigenerati o realizzati con materie prime seconde.
L’Italia e la sfida delle materie prime
Per l’Italia la questione è particolarmente rilevante. Il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026 del Circular Economy Network con ENEA registra un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%. Allo stesso tempo, il Paese resta fortemente esposto alle forniture internazionali: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero.
Recuperare materia significa quindi non soltanto produrre meno rifiuti, ma anche ridurre la dipendenza dalle importazioni e trattenere più valore all’interno del Paese. La stessa logica riguarda l’acqua. Secondo un’analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, la domanda d’acqua in Europa è stimata tra 140 e 200 miliardi di metri cubi all’anno, con energia e agricoltura tra i principali settori responsabili dell’utilizzo della risorsa.
È proprio sull’integrazione tra acqua, rifiuti ed energia che guarda l’Osservatorio BrianzAcque. I fanghi prodotti dalla depurazione possono diventare una risorsa per la produzione di bioenergia, biometano, calore e fertilizzanti rinnovabili. Allo stesso modo, l’acqua utilizzata nei processi industriali può essere depurata e riutilizzata, mentre il calore prodotto da un impianto può essere recuperato per alimentare altri processi o reti di teleriscaldamento. Il paradigma cambia: da un’economia che paga per smaltire gli scarti a un’economia che compete per recuperarne il valore.
I 10 trend che guideranno l’economia circolare
È dall’incrocio tra studi internazionali, scenari economici e geopolitici ed esperienza sul campo che l’Osservatorio BrianzAcque ha individuato 10 macro-trend destinati a guidare l’economia circolare globale nel prossimo decennio.
1. Passaporto Digitale dei Prodotti: ogni prodotto sarà sempre più accompagnato da una vera identità digitale. QR code, tag RFID e altri sistemi di tracciabilità permetteranno di conoscere composizione dei materiali, provenienza delle materie prime, impronta di carbonio e indicazioni per riparazione, riuso e riciclo.
2. Intelligenza artificiale nella selezione dei rifiuti: AI, computer vision, deep learning e robotica avanzata stanno trasformando gli impianti di trattamento. Gli algoritmi possono identificare e separare differenti polimeri plastici, metalli ferrosi e non ferrosi e frazioni tessili, aumentando la qualità e il valore delle materie prime seconde.
3. La simbiosi industriale tra acqua, rifiuti ed energia: depuratori, impianti di trattamento e sistemi energetici sono destinati a integrarsi sempre di più. I fanghi della depurazione possono contribuire alla produzione di biogas e biometano, mentre il calore in eccesso può essere recuperato per il teleriscaldamento o altri processi industriali.
4. Dal prodotto al servizio: con i modelli Product-as-a-Service, il consumatore non acquista necessariamente il bene, ma il servizio che quel bene garantisce. Se il prodotto resta sotto la responsabilità del produttore, diventa conveniente realizzarlo in modo che sia più duraturo, riparabile, aggiornabile e facilmente disassemblabile.
5. Automotive circolare e Battery Passports: la mobilità elettrica rende strategica la gestione circolare delle batterie. Crescono i sistemi di tracciabilità di litio, cobalto e nichel, insieme al remanufacturing e ai progetti di “second life”, che consentono di utilizzare le batterie per lo stoccaggio energetico prima del riciclo finale.
6. Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: pirolisi e depolimerizzazione permettono di recuperare valore anche dalle plastiche più complesse e contaminate, superando alcuni limiti del riciclo meccanico tradizionale e ampliando la quantità di materia che può tornare nei cicli produttivi.
7. Ecodesign modulare: il riciclo comincia dalla progettazione. I prodotti vengono concepiti considerando già all’origine manutenzione, riparazione e fine vita, con più componenti modulari, sostituibili e recuperabili e meno accoppiamenti difficili da separare.
8. Il recupero delle acque di processo: nei settori ad alto consumo idrico, dalle industrie tessili alla chimica, dalla carta alla metallurgia, sistemi avanzati di filtrazione e osmosi inversa consentono di depurare e riutilizzare l’acqua nei processi produttivi, riducendo prelievi e scarichi.
9. Logistica inversa predittiva: la logistica dovrà gestire non soltanto l’arrivo dei prodotti sul mercato, ma anche il ritorno di merci obsolete, imballaggi riutilizzabili e beni a fine vita. Cloud, sensoristica IoT e analisi predittiva potranno ottimizzare questi flussi e rendere più stabile l’approvvigionamento di materiali recuperati.
10. Bioraffinerie dagli scarti organici: rifiuti organici e scarti dell’industria agroalimentare possono diventare materia prima per nuove filiere. I processi biotecnologici consentono di ricavarne biometano, intermedi chimici, bioplastiche e molecole ad alto valore aggiunto, utilizzabili anche nei settori farmaceutico e cosmetico.
Una nuova economia degli scarti
Il filo conduttore dei dieci trend è il superamento del modello lineare. Rifiuti, acqua, energia e materiali non vengono più considerati soltanto elementi da smaltire o consumare, ma risorse da recuperare e rimettere in circolo. Per l’Osservatorio BrianzAcque, è questa la trasformazione destinata a caratterizzare i prossimi anni: una convergenza sempre più stretta tra sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico dei territori.
Il 60,9% dei giovani tra i 18 e i 35 anni sa che rivolgersi a un’Agenzia per il Lavoro è gratuito, mentre un ulteriore 22,6% ne ha sentito parlare ma non ne è certo. La possibilità di accedere gratuitamente a corsi di formazione professionale, tramite Agenzia, invece, è conosciuta soltanto dal 37,8%. È quanto emerge dall’ultima ricerca Censis per Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, che analizza il livello di conoscenza del lavoro in somministrazione e delle opportunità offerte dalle Agenzie tra i giovani che vivono in Italia. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 35 anni, evidenzia una conoscenza ancora parziale delle opportunità a disposizione di chi cerca un’occupazione, soprattutto sul fronte della formazione professionale.
Agenzie per il Lavoro e Centri per l’impiego: le differenze ancora poco conosciute
La ricerca parte dalla distinzione tra Centri per l’impiego, servizi pubblici di orientamento e supporto nella ricerca di un’occupazione, e Agenzie per il Lavoro, operatori privati che mettono in contatto candidati e aziende e offrono servizi di orientamento, formazione e selezione.Il 46,1% dei giovani dichiara di conoscere le differenze tra i due enti, ma oltre la metà (53,9%) le conosce solo in parte (35%) o non saprebbe distinguerle (18,9%). Per i giovani che si affacciano al mondo professionale, le Agenzie per il Lavoro possono rappresentare un punto di riferimento per costruire il proprio percorso professionale. Lo conferma l’86,6% degli under 35, che considera i servizi offerti molto (45,2%) o abbastanza (41,4%) utili. Un giudizio positivo che però si scontra con una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili. Il divario tra conoscenza e interesse emerge con particolare evidenza sul fronte della formazione. Nonostante meno di 4 giovani su 10 sappiano di poter accedere gratuitamente a corsi professionali attraverso un’Agenzia, l’80,8% dichiara che parteciperebbe con interesse a un corso una volta conosciuta questa possibilità. La percentuale sale all’82,4% tra le donne, contro il 79,8% degli uomini, e raggiunge l’82,1% nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. Anche il titolo di studio segna una differenza: l’interesse passa dal 74,2% di chi possiede una qualifica professionale all’83,5% dei laureati.
Contratti a tempo indeterminato e tutele: cosa sanno i giovani
Sono meno conosciute anche alcune possibilità legate alla stabilità occupazionale e alle tutele contrattuali. Solo il 28,9% dei giovani sa di poter essere assunto direttamente da un’Agenzia con un contratto a tempo indeterminato, anche quando l’esperienza presso l’azienda utilizzatrice ha una durata determinata. Il 37,9% sa inoltre che ai lavoratori in somministrazione spettano condizioni non inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti dell’azienda presso cui svolgono la propria attività.
Il valore delle filiali: per un giovane su due conta il contatto diretto
La ricerca mette in luce anche il valore della presenza fisica delle Agenzie sul territorio. La possibilità di recarsi in una filiale ottiene un punteggio medio di accordo di 7,2 su 10, il più alto tra le affermazioni proposte, infatti il 49,7% dei giovani considera particolarmente importante poter contare su una sede fisica. Anche nell’era della ricerca di lavoro online, il contatto diretto conserva dunque un vantaggio significativo: poter parlare con una persona, porre domande e ricevere indicazioni mirate può aiutare a orientarsi tra le opportunità e a individuare quelle più adatte alle proprie competenze e aspirazioni. È a questa esigenza informativa che risponde la campagna televisiva promossa da Assosomm, andato in onda dall’11 al 24 ottobre sui canali Rai: lo spot ricorda che le Agenzie per il Lavoro sono autorizzate dal Ministero, che rivolgersi a loro e formarsi è gratuito e che sul territorio sono presenti tantissime filiali a cui chiedere informazioni o candidarsi
Rasizza (Assosomm): “Orientamento e formazione devono accompagnare i giovani”
“Conoscere le opportunità è fondamentale, ma dobbiamo anche fare in modo che i giovani sappiano come accedervi e utilizzarle – commenta Rosario Rasizza, Presidente di Assosomm -. Orientamento e formazione non possono essere interventi occasionali: devono accompagnare le persone nelle diverse fasi del loro percorso professionale, aiutandole a capire quali competenze sviluppare e come valorizzare le esperienze maturate. Per riuscirci serve una collaborazione concreta tra scuole, imprese, istituzioni e Agenzie per il Lavoro. Il nostro compito non è soltanto favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma contribuire a costruire un collegamento più efficace tra formazione e lavoro, affinché i giovani possano affrontare le proprie scelte con maggiore consapevolezza e prospettive più solide“.
Firenze, il corteo per lo sciopero generale: le immagini
Oggi migliaia di persone sono in piazza a Firenze per lo sciopero generale. Affaritaliani è in grado di mostrare cosa sta succedendo in città in queste ore. Video di Silvia Marino.