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Normal view

Non mi sembra che la manovra di Meloni affronti i problemi reali del Paese

30 October 2026 at 05:56

L’Italia sta vivendo un grande momento di difficoltà economico e sociale. Non pretendo che i miei testi stimolino la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a compiere una reale inversione di marcia che consiste nel guardare in faccia i problemi reali del paese, ma speravo che qualche politico occasionalmente li leggesse e si mettesse in discussione o perlomeno capisse che investire nel sociale non significa sprecare delle risorse economiche, ma al contrario, si rende l’Italia pronta ad accogliere le sfide che ci attendono. Non mi sembra che i provvedimenti previsti nella legge di bilancio presentata ieri sia il modo adeguato ad affrontare i problemi reali del paese, anzi mi sembra quasi una beffa.

L’Italia, per quanto riguarda le disuguaglianze e la povertà, è messa peggio di 15 anni fa: se non si investe nei giovani con dei progetti concreti che li stimolino a restare, il nostro paese non avrà futuro. I giovani vanno ascoltati, va data loro la possibilità di sviluppare le proprie potenzialità e non di certo nella compravendita di armi che contribuisce alla loro crescita e si infonde la speranza in un futuro migliore.

Non riesco a comprendere come Giorgia Meloni e il suo governo non voglia vedere la realtà, la maggior parte delle famiglie non riesce più a fare la spesa né a pagare le bollette, “le politiche dei bonus” non reggono più e anzi credo che per molte famiglie sia diventato avvilente pensare solo di dover farne richiesta, servono aiuti più corposi e ben strutturati.

Credo che fin tanto che chi ci governa rimane arroccato all’interno dei propri palazzi a tutelare solo i propri interessi, il Popolo ha il dovere di manifestare e chi governa dovrebbe considerare quelle proteste un momento di riflessione per cambiare direzione, e le misure repressive non servono a nulla. Spero (anche se ormai ho perso le speranze) il governo Meloni impari ad ascoltare i bisogni reali del nostro paese.

Io continuerò sempre a dare voce alle vostre storie, sempre a titolo gratuito.

Per segnalarmi le vostre storie scrivete a: raccontalatuastoria@lucafaccio.it

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Giovani in piazza: perché punire non basta, ma serve educazione

23 October 2026 at 17:00

I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati ed educati, la scuola e la famiglia hanno un ruolo fondamentale. Serve una forte sinergia fra queste due agenzie educative che hanno perso terreno e carisma nella nostra società.

Personalmente non credo proprio sia la strada giusta ampliare le carceri anche per i minori. Credo che per i minori servano dei progetti educativi strutturati che facciano loro prendere coscienza dei danni che hanno creato durante le manifestazioni, ma che soprattutto gli insegnino a focalizzare la rabbia e ad esternare le emozioni. Credo che nelle città dovrebbero esserci più spazi creativi ed educativi per i giovani, dove si sentano liberi di esprimersi e manifestare anche le proprie fragilità. Senza essere giudicati o condannati.

Condanno con fermezza gli atti vandalici messi in atto durante la manifestazione dei giorni scorsi, ma ritengo che il diritto di manifestare debba restare un diritto sacrosanto e nessun governo debba utilizzare la repressione per cercare di controllare e di impedire il diritto a manifestare.

La scuola al suo interno dovrebbe avere maggiori spazi di ascolto e di confronto in modo che gli strumenti imparino ad ascoltarsi fra di loro e prendano coscienza anche delle difficoltà dei propri compagni; imparino ad accettare i propri limiti ed essere più collaborativi nell’aiutare chi gli sta accanto. In contemporanea, vanno insegnate le materie scolastiche.

La cosa fondamentale per educare dal mio punto di vista credo sia il segnale ad esplorare la propria interiorità, così che ogni studente possa trovare la propria dimensione e sentirsi più sicuro nell’affrontare il domani.

Chi ci governa non deve tagliare i fondi legati alla scuola, alla sanità e alla cultura, tutti questi ambiti vanno incrementati e non sacrificati per incrementare il potere e il profitto che si ottiene attraverso la vendita e l’acquisto delle armi.

Se vogliamo un mondo migliore dobbiamo stimolare dei giovani le qualità positive e la pace. La pace non si ottiene di certo comprando le armi, né continuando ad alimentare i conflitti già esistenti e trovando ulteriori pretesti per innescarne di nuovi. Incoraggio con forza i giovani a continuare a manifestare, ma senza saccheggiare le città o distruggere ciò che vi circonda, voi avete tutto il diritto di far sentire la vostra voce e le vostre esigenze.

Lottate sempre con dignità e rispetto per i vostri ideali positivi e di chi vi sta accanto e potrebbe avere bisogno del vostro aiuto.

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