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Taglio dell’Irpef per il ceto medio: chi e quanti risparmieranno fino a 1.200 euro l’anno

30 October 2026 at 09:32

Tra i punti più chiacchierati della nuova legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri figurano il taglio dell’Irpef e la revisione delle aliquote, una misura strutturale pensata per alleggerire la pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione nel prossimo anno.

Il Governo mantiene così la promessa di ridurre il carico fiscale per la fascia media dei contribuenti rimodulando gli scaglioni di reddito, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie di fronte all’aumento del costo della vita.

Cosa prevede l’intervento sulle aliquote Irpef

Il provvedimento inserito nella Manovra 2027 conferma l’architettura tripartita delle aliquote, con un ritocco che innalza il tetto della seconda fascia di reddito. Nello specifico, il quadro delle aliquote si configura come segue:

  • aliquota al 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota al 33% (invece del precedente 35%) estesa ai redditi compresi tra 28.000 e 55.000 euro;
  • aliquota al 43% riservata ai soli redditi superiori a 55.000 euro.

L’intervento punta a mitigare l’effetto del fiscal drag, ovvero il drenaggio fiscale subito dai lavoratori dipendenti e dai pensionati per effetto dell’inflazione sui salari reali. Recuperando liquidità dalla tassazione, la precisa fascia di reddito che spesso risulta esclusa dalla maggior parte dei bonus e delle agevolazioni sociali riuscirà così a godere di un margine di potere d’acquisto più ampio.

Dal progetto originario all’asticella dei 55.000 euro

Nelle intenzioni iniziali dell’Esecutivo, il piano di revisione dell’Irpef prevedeva un intervento che prevedeva l’allargamento dell’aliquota del 33% fino alla soglia dei 60.000 euro. Tuttavia, i vincoli di finanza pubblica e la necessità di contenere le coperture hanno costretto il Governo a rimodulare il perimetro della misura, fissando il tetto definitivo a 55.000 euro.

Come chiarito dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di ieri, chi guadagna 55.000 euro l’anno si troverà a pagare 15.350 euro all’anno di Irpef contro i 16.550 euro dovuti all’insediamento dell’esecutivo, per un beneficio netto annuale cumulato fino a 1.200 euro annui.

Quanti contribuenti ne beneficeranno

I dati del Ministero dell’Economia evidenziano come l’estensione dello scaglione fino a 55.000 euro andrà a impattare su una fetta contenuta di contribuenti. La misura specifica sulla fascia 50.000-55.000 euro riguarda infatti circa 600.000 persone, pari a circa l’1,3% dei contribuenti italiani.

In Italia la stragrande maggioranza della popolazione, circa il 92,3%, dichiara redditi inferiori a queste cifre e beneficia del consolidamento del primo scaglione, mentre solo il 6,4% supera la soglia massima e continuerà a versare l’aliquota del 43% sulla quota eccedente.

Quanto margine di manovra resta ai conti pubblici

Finanziare la riduzione delle aliquote Irpef, seppure per una platea così stretta di contribuenti, assorbe risorse considerevoli: lo scostamento e l’impatto stimato sui conti pubblici si attesta infatti su circa 2,5 miliardi di euro all’anno per la misura complessiva, di cui circa 1,2 miliardi destinati all’estensione della fascia intermedia. Con un costo annuo strutturale di questa entità, il margine di manovra utilizzabile per investimenti produttivi, sanità o nuove politiche di sviluppo risulta estremamente ridotto.

Carta del docente cambia nome in Manovra 2027: diventa Carta dei Servizi e avrà nuovi importi

30 October 2026 at 08:15

Con la legge di Bilancio 2027 il Governo si prepara a immaginare una nuova evoluzione per la Carta del docente, che si prepara a trasformarsi in una più generale Carta dei Servizi. A questo punto non sarebbe più un’agevolazione dedicata al solo personale educante ma riguarderebbe tutti i lavoratori del comparto Scuola.

Il progetto del Ministero dell’Istruzione e del Merito è quello di strutturare un Piano Welfare integrato, che metta insieme agevolazioni sanitarie, diritto alla mobilità e formazione permanente.

Come funziona la nuova Carta dei Servizi

Attualmente il Piano Welfare per la Scuola mette a disposizione di docenti, personale Ata, educatori e dirigenti scolastici una serie di agevolazioni e convenzioni già operative, a partire dall’assicurazione sanitaria.

Con la Legge di Bilancio 2027, la vecchia Carta del docente smetterebbe di essere un beneficio dedicato al solo personale docente e confluirebbe all’interno di una più generale Carta dei servizi, una piattaforma unica che non si occupa di dare sostegno economico e personale solo ai docenti ma anche al resto del personale scolastico.

Tra i principali ambiti compresi e integrabili figurano:

  • sconti e convenzioni per gli spostamenti e l’acquisto di abbonamenti per i mezzi di trasporto;
  • agevolazioni per l’assistenza sanitaria integrativa e forme di tutela per gli infortuni;
  • sconti dedicati all’acquisto di beni di prima necessità, tecnologia e servizi per la persona;
  • la possibilità di continuare ad acquistare libri, riviste, corsi di aggiornamento, iscrizioni a master e ingressi a teatri o musei.

Quali docenti hanno diritto alla misura

Attualmente, la platea dei beneficiari della Carta del docente comprende tutti gli insegnanti di ruolo a tempo indeterminato e, a seguito delle modifiche legislative e delle pronunce della giurisprudenza, anche i docenti precari con contratto annuale.

La questione di professori e maestri a tempo determinato è stata al centro di una lunga battaglia legale. Inizialmente la legge 107/2015 riservava l’accesso ai soli titolari di cattedra fissa. Ma la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la Corte di Cassazione e il Consiglio di Stato, all’unanimità seppur in tempi diversi, hanno stabilito che l’esclusione dei precari costituisce una discriminazione illegittima. Gli incaricati annuali svolgono le medesime mansioni dei docenti di ruolo e sono soggetti agli stessi doveri di aggiornamento professionale, motivo per cui hanno lo stesso diritto di ricevere un sostegno economico per la propria formazione.

Cosa cambia per i precari

Restano invece tuttora esclusi dalla fruizione automatica i supplenti con contratti brevi e saltuari, le cosiddette supplenze temporanee per sostituzioni di poche settimane. Per questa categoria non è previsto alcun accredito, anche se diversi tribunali del lavoro stanno accogliendo i ricorsi dei singoli insegnanti per la quota proporzionale ai mesi di servizio prestati.

Importo del bonus e platea dei beneficiari

Uno dei nodi centrali resta il valore economico del contributo. Il bonus per la formazione, nato con un valore originario di 500 euro previsto dalla legge 107/2015, è sceso a 383 euro nel 2025 in seguito all’allargamento della platea ai contratti a tempo determinato.

Per quest’anno scolastico si stima un’ulteriore contrazione, con una cifra che potrebbe attestarsi intorno ai 370 euro per singolo beneficiario, proprio a causa dell’allargamento dei destinatari al personale Ata, educatori e dirigenti scolastici. La somma esatta verrà comunque ufficializzata con apposito decreto interministeriale entro il 30 gennaio 2027.

Stop al bollo auto, strutturale dal 2027: quali veicoli rientrano nell’esenzione dalla tassa

30 October 2026 at 06:52

Lo stop al bollo auto sembra che non si fermerà al 2027. La misura introdotta nell’ultima sessione autunnale diventerà strutturale a partire dalla nuova legge di Bilancio. Lo ha confermato la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa a margine dell’approvazione del testo.

L’iter parlamentare della Manovra sembra proseguire senza modifiche sostanziali del testo base in commissione alla Camera. Ecco quindi i requisiti tecnici che devono rispettare i veicoli che a partire dal prossimo anno rientrano nell’area di esenzione permanente.

Quali veicoli rientrano nel taglio del bollo auto

Il criterio guida scelto dal Governo si basa sulla potenza del veicolo. L’esenzione strutturale riguarderà:

  • automobili con potenza inferiore o uguale a 80 kW (circa 108 cavalli);
  • motocicli e ciclomotori.

La soglia dei 80 kW permette di coprire una platea molto larga di automobilisti: le stime indicano che il beneficio coinvolgerà il 70% del parco auto circolante in Italia, intercettando principalmente le utilitarie e le vetture da città usate dalle famiglie e dai lavoratori pendolari.

Si tratta di un cambio di passo notevole rispetto alle prime ipotesi, che ipotizzavano paletti legati al reddito Isee o a cilindrate minime. Con il fissaggio dell’asticella a 80 kW la platea dei beneficiari cresce in maniera esponenziale, arrivando a coinvolgere quasi 28 milioni di veicoli su un totale di circa 40 milioni di auto circolanti in Italia.

Le auto più vendute che non pagheranno il bollo

Considerando il limite di potenza fissato a 80 kW, la misura d’esenzione comprende quasi tutti i modelli più venduti nel segmento delle utilitarie e delle citycar in Italia. Nella tabella seguente sono riportati alcuni dei modelli più diffusi che rientrano nella soglia d’esenzione:

Modello di auto Motorizzazioni esenti Potenza
Fiat Panda e Lancia Ypsilon 1.0 Hybrid 70 CV (51 kW)
Citroën C3 e Peugeot 208 1.2 PureTech 75 CV (55 kW) e 100 CV (74 kW)
Dacia Sandero 1.0 SCe e 1.0 ECO-G (GPL) 65 CV (48 kW) e 100 CV (74 kW)
Toyota Yaris 1.0 Benzina (varianti base) 72 CV (53 kW)
Volkswagen Polo e Renault Clio 1.0 MPI / TSI e 1.0 TCe Fino a 100 CV (sotto gli 80 kW)
Fiat 500 e 500X 1.0 Mild-Hybrid e versioni d’ingresso 70 CV (51 kW) e d’ingresso sotto i 95 CV

Restano invece escluse dall’esenzione le vetture di fascia media e alta, i SUV di grande cilindrata e le motorizzazioni sportive che superano la soglia dei 108 cavalli di potenza.

Come viene finanziata la misura e le ipotesi di ampliamento

Trattandosi di una misura permanente, la copertura finanziaria nell’architettura della Manovra poggia su diverse voci di gettito. Tra i canali di finanziamento figura anche il gettito derivante dalle nuove risorse sull’auto, compresi i proventi legati alla personalizzazione delle targhe automobilistiche.

Nel corso del dibattito parlamentare resta aperto il confronto su un eventuale ampliamento della platea dei beneficiari. Tra le ipotesi allo studio del Parlamento c’è l’innalzamento del limite di potenza per le famiglie numerose con veicoli da 6 a 9 posti.

Sciopero del 30 ottobre, trasporti revocati: le comunicazioni di Trenitalia, Trenord, Italo e Atac

30 October 2026 at 06:30

Giornata di disagi su tutto il territorio nazionale per lo sciopero generale indetto per oggi, 30 ottobre 2026. La mobilitazione coinvolge diversi settori pubblici e privati ma ha lasciato fuori, infine, il settore trasporti.

Per il caro vita avrebbero incrociato volentieri le braccia i lavoratori di Trenitalia, Trenord e anche delle aziende di trasporto pubblico locale, come Atac. Ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto evitare una paralisi delle grandi città, in particolare Roma, dove per la manifestazione promossa dall’Usb sono attese più di 20.000 persone.

Perché i trasporti non hanno potuto scioperare

La revoca del blocco dei trasporti è arrivata a seguito del provvedimento di precettazione disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il fermo dei bus, della metropolitana e dei treni locali avrebbe causato un impatto sproporzionato sui diritti dei cittadini alla mobilità, in una giornata segnata dalla presenza di manifestazioni e dalla necessità per tanti altri lavoratori pendolari o fuori sede di rientrare nei propri paesi d’origine per la ricorrenza di Ognissanti.

A Roma, dove si attendeva l’impatto maggiore, il servizio di trasporto pubblico locale procede quindi regolarmente, pur con possibili isolati ritardi legati ad alcune chiusure stradali necessarie per garantire il normale svolgimento del corteo che da Piazza dei Cinquecento, davanti Stazione Termini, dovrà raggiungere i Fori Imperiali.

Quali sono le aziende coinvolte dalla revoca

Tra le principali aziende che hanno dovuto formalizzare la revoca figurano i colossi del trasporto ferroviario, ma anche quelle che si occupano della mobilità dei grandi centri urbani d’Italia:

  • Trenitalia;
  • Trenord;
  • Italo;
  • Atac;
  • Atm.

Resta fermo che, trattandosi di uno sciopero generale proclamato da sigle sindacali autonome, il singolo lavoratore conserva il diritto costituzionale e individuale di aderire alla protesta, motivo per cui non si possono escludere isolate cancellazioni o corse ridotte legate all’adesione del personale operativo.

Le dichiarazioni di Salvini

Sulla scelta di bloccare le braccia al settore della mobilità è intervenuto direttamente il ministro dei Trasporti Matteo Salvini:

Ho fatto il mio dovere di ministro dei Trasporti che deve garantire la mobilità a tutti gli italiani, quindi ho precettato i sindacalisti che hanno convocato uno sciopero senza rispettare i requisiti previsti dalla legge.

Le dichiarazioni del Viminale

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato il massimo livello di allerta per prevenire disordini nelle città calde come Roma e Milano, sottolineando la strategia del Viminale per isolare eventuali frange violente:

Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni.

Bce, nessun rialzo ai tassi d’interesse dei mutui: aumento rimandato a Dicembre

30 October 2026 at 06:19

In una giornata cruciale per le sorti monetarie del continente, a seguito delle dimissioni ufficiali di Lagarde, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deliberato di mantenere i tassi d’interesse invariati.

Il tasso sui depositi resta dunque fermo al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Una pausa attesa dagli analisti dopo il ritocco all’insù di settembre.

Inflazione in salita e l’ipotesi di un nuovo rialzo a dicembre

Durante la conferenza stampa di giovedì 29 ottobre alle 14:45, dopo aver confermato le dimissioni per il 7 febbraio, Christine Lagarde ha espresso preoccupazione per l’andamento dei prezzi nei prossimi mesi. A pesare sul costo della vita continuano a essere:

  • i rischi geopolitici legati ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina;
  • le quotazioni delle materie prime energetiche.

La decisione di frenare sui tassi e congelare il costo dei finanziamenti, lasciando quindi invariate le rate dei mutui e i costi dei prestiti senza introdurre nuovi aumenti, riflette un quadro di forte incertezza economica, segnato dalla ripresa delle tensioni sull’energia e da un’inflazione risalita al 3,8% a settembre, ancora lontana dall’obiettivo del 2%.

Sebbene il board della Bce abbia valutato la possibilità di un rialzo dei tassi già nella seduta odierna, ha infine prevalso all’unanimità la linea della cautela. Tuttavia, non si esclude la possibilità di un nuovo aumento nella riunione di dicembre, nel caso in cui i dati sul costo della vita mostrassero un peggioramento nei consumi.

Cosa cambia per chi ha già acceso un mutuo o chiesto un prestito

Il congelamento dei tassi rappresenta una tregua per le famiglie, ma l’impatto effettivo cambia in base alla tipologia di contratto stilato con la banca:

  • chi ha un contratto ancorato all’Euribor, a tasso variabile, evita un ennesimo rincaro immediato della rata mensile, che resta però su livelli significativamente più alti in media del 40% rispetto a due anni fa;
  • nessuna variazione per chi ha già sottoscritto un finanziamento a tasso fisso negli anni scorsi, con la rata che rimane bloccata per l’intera durata del piano di ammortamento;
  • per chi intende stipulare un nuovo finanziamento, i tassi viaggiano attorno al 2,60%-2,80% e, aggiungendo lo spread applicato dagli istituti di credito, collocano i nuovi mutui fissi su un Taeg medio compreso tra il 3,30% e il 3,70%;
  • sui nuovi finanziamenti per auto o liquidità i tassi medi (Tan) restano attestati tra il 7,5% e l’8,5%, mentre i contratti in corso a tasso fisso non subiscono alcuna modifica.

Tensioni sui bond francesi

Sulla decisione di Francoforte pesa l’instabilità della Francia, dove i rendimenti dei titoli di Stato sono schizzati ai massimi dal 2002 a causa delle incertezze politiche sull’approvazione del bilancio 2027, che hanno portato a lunghe e decise agitazioni di piazza.

In merito al rischio di speculazioni sui titoli di Stato dei Paesi ad alto debito pubblico (Italia, Spagna, Grecia e Francia, nds), Lagarde ha rassicurato i mercati, confermando che l’istituto possiede tutti gli strumenti per fermare scossoni finanziari ingiustificati, precisando però che non esistono corsie preferenziali o accordi riservati a sostegno di singoli Stati.

La mossa della Fed americana

La linea d’attesa della Bce trova riscontro anche al di là dell’Atlantico. La Federal Reserve americana ha infatti confermato i tassi d’interesse nella forchetta compresa tra il 3,75% e il 4,00%, congelando il costo del denaro a ridosso delle elezioni di midterm negli Stati Uniti per monitorare l’evoluzione della crescita e della dinamica salariale.

Ex Ilva, la Cassazione conferma la chiusura dell’area a caldo di Taranto: a rischio 10.000 posti

29 October 2026 at 15:14

La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, confermando in via definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Milano: l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto chiude per ragioni di tutela ambientale e sanitaria. Trattandosi dell’ultimo grado di giudizio, la pronuncia chiude i contenziosi pendenti e certifica lo stop alle attività.

Il verdetto giunge a 48 ore dal vertice di Palazzo Chigi tra Esecutivo e sindacati, togliendo una delle incertezze che, secondo il Sottosegretario Alfredo Mantovano, impedivano un cronoprogramma definito.

Cosa comporta lo spegnimento di Taranto

La decisione della Corte, che ha confermato il verdetto in appello, interessa l’area a caldo del sito pugliese, la sezione dell’impianto in cui le materie prime vengono fuse all’interno degli altoforni per la produzione dell’acciaio primario. Delle quattro strutture presenti a Taranto, solo un altoforno risultava ancora operativo, o comunque mantenuto in assetto di preriscaldo. Con la sentenza definitiva, l’impianto dovrà fermarsi entro la fine del mese.

Le conseguenze operative si riflettono sull’intera catena industriale, gruppo che conta circa 10.000 dipendenti. L’interruzione della produzione a Taranto blocca l’approvvigionamento dei semilavorati destinati alle lavorazioni a freddo negli altri siti del gruppo:

  • Genova Cornigliano;
  • Novi Ligure;
  • Racconigi.

Gli effetti sulla gara di vendita e sulla decarbonizzazione

La pronuncia giudiziaria azzera l’assetto produttivo basato sul ciclo integrale a carbone a pochi giorni da una scadenza decisiva. Il prossimo 8 novembre scade infatti il termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto dei complessi aziendali del Gruppo Ilva e di Acciaierie d’Italia.

In assenza della continuità garantita dall’area a caldo tradizionale, i potenziali acquirenti dovranno strutturare i propri piani industriali sulla transizione verso i forni elettrici e l’impiego del preridotto per la decarbonizzazione del sito. Una conversione tecnologica che, per quanto annunciata da tempo, richiede tempi di realizzazione e risorse finanziarie che probabilmente ora non sono disponibili.

Ammortizzatori sociali e prospettive occupazionali

Con la conferma della Cassazione dello spegnimento dell’altoforno per motivi ambientali e di tutele sanitarie per lavoratori e popolazione residente, torna al centro del dibattito la gestione della tenuta occupazionale. Potrebbero trovare conferma le misure preannunciate dal Governo per la prossima Manovra di bilancio, legate a incentivi all’esodo, prepensionamenti e all’estensione della cassa integrazione straordinaria a rotazione.

Assume sempre più rilevanza il percorso di confronto avviato dall’Esecutivo con alcuni grandi gruppi a partecipazione pubblica come Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato. I commissari straordinari trasmetteranno a queste aziende i profili del personale dipendente dell’ex Ilva per valutare riassorbimenti e progetti industriali alternativi sul territorio.

Ferrero assume manutentori meccanici ed elettronici ad Alba: requisiti e stipendio

29 October 2026 at 07:49

Nuova ricerca di personale ad Alba da parte di Ferrero, che punta a rafforzare la squadra tecnica del suo storico polo produttivo. L’azienda ricerca manutentori meccanici ed elettronici destinati a garantire l’efficienza di oltre 95 linee di produzione e circa 19.600 macchinari ad alta tecnologia.

I profili selezionati si occuperanno della gestione, della diagnostica e della risoluzione dei guasti sui sistemi automatici di fabbrica, lavorando a stretto contatto con soluzioni di automazione industriale e logiche di produzione snella.

Retribuzione e inquadramento

I candidati idonei saranno inseriti con inquadramento al terzo livello Ccnl dell’Industria Alimentare. Il quadro retributivo prevede:

  • una Retribuzione Annua Lorda base minima garantita pari a 30.580,62 euro;
  • una definizione del trattamento economico complessivo commisurata all’esperienza effettiva, alle qualifiche e alle competenze del profilo selezionato;
  • la ripartizione della retribuzione secondo le mensilità previste dal contratto collettivo di categoria.

Quali sono le mansioni operative

L’attività di manutenzione copre l’intero ciclo produttivo, dalle fasi di preparazione delle materie prime fino al confezionamento finale dei prodotti aziendali. Nello specifico, gli interventi riguarderanno:

  • diagnosi e riparazione di guasti su pompe per fluidi alimentari e celle automatiche;
  • manutenzione di magazzini automatizzati, isole con bracci robotizzati e macchine confezionatrici complesse;
  • esecuzione di controlli periodici programmati per prevenire le interruzioni di produzione;
  • applicazione delle procedure di diagnostica avanzata e dei principi dell’industria digitale.

Quali sono i requisiti del candidato ideale

Le selezioni si rivolgono a candidati con formazione tecnica e spiccata attitudine alla risoluzione dei problemi. Per presentare la candidatura occorre possedere:

  • Diploma di Maturità o Qualifica professionale a indirizzo meccanico, meccatronico o elettronico;
  • comprovata capacità di analisi dei guasti e diagnostica su impianti industriali complessi;
  • proattività, inclinazione al lavoro di squadra e propensione all’aggiornamento tecnico continuo;
  • disponibilità lavorativa articolata su tre turni e nei fine settimana.

Come presentare la candidatura online

Per accedere alla selezione è necessario inviare la propria candidatura tramite la piattaforma ufficiale del gruppo, consultando la sezione Carriere.

Una volta individuato l’annuncio relativo alla sede di Alba per manutentori tecnici, sarà possibile registrare il proprio profilo e caricare il proprio Curriculum Vitae aggiornato sulla piattaforma.

Altri annunci di lavoro attivi

Le assunzioni in Ferrero si affiancano ad altre opportunità di impiego attive nel comparto produttivo e commerciale in Italia. Si segnalano i reclutamenti curati da Fincantieri per addetti tecnici e di cantiere, le selezioni di Esselunga per addetti ai reparti freschi e le offerte di lavoro promosse da Trenitalia per figure operative su tutto il territorio nazionale.

Manovra 2027, stop alla rivalutazione delle pensioni: chi perde con quest’ipotesi e quanto

28 October 2026 at 14:31

Le pensioni assorbono circa il 15% del Pil e oltre il 30% della spesa pubblica primaria dello Stato, motivo per cui rappresentano uno dei capitoli più dibattuti ogni volta che si avvicina la sessione di bilancio per la Manovra 2027.

Per guadagnare margini di bilancio, il Governo sta immaginando di congelare la perequazione automatica per le pensioni di importo medio-alto. Ecco cosa accadrebbe ai cedolini dei pensionati se l’Esecutivo decidesse di confermare il blocco dell’adeguamento all’inflazione.

Quante pensioni sono coinvolte e quanto si risparmia

Per far quadrare i conti pubblici e reperire coperture finanziarie a stretto giro, l’Esecutivo starebbe valutando di confermare anche per il 2027 la stretta sul meccanismo di adeguamento degli assegni all’inflazione, replicando uno schema già ampiamente sfruttato nelle ultime leggi di Bilancio.

Non si tratta di una riduzione nominale dell’assegno, ma di un mancato adeguamento pieno all’aumento del costo della vita. Una misura che andrebbe a colpire la platea dei trattamenti superiori a quattro volte il minimo Inps, che per il 2026 è fissato a 611,85 euro: la soglia è quindi di 2.447,40 euro lordi al mese. I pensionati che percepiscono importi al di sopra di questo valore rappresentano circa il 45,9% del totale dei pensionati italiani.

Una scelta di questo tipo garantisce allo Stato un gettito di risparmio di diversi miliardi di euro all’anno a scapito del potere d’acquisto della classe media.

Effetti di lungo corso del blocco dell’indicizzazione

La ragione per cui il blocco della rivalutazione rappresenta la leva preferita dai governi risiede nella sua immediata praticabilità tecnica e nella straordinaria efficacia sui saldi di finanza pubblica.

Le cifre contabili evidenziano un risparmio netto per le casse dello Stato così articolato:

  • 2 miliardi di euro incassati nel solo 2023;
  • 4 miliardi di euro all’anno di risparmio strutturato nel triennio 2024-2026;
  • oltre 54 miliardi di euro di risparmio cumulato lordo proiettato sull’arco di un decennio.

Il vero punto di forza contabile per lo Stato risiede nell’effetto trascinamento. Poiché la quota di rivalutazione negata in un determinato anno non viene più reintegrata nella base di calcolo dell’assegno, l’importo della pensione resta permanentemente inferiore rispetto a quello che si sarebbe raggiunto con la perequazione al 100%, generando un beneficio permanente per le casse pubbliche.

Quanto perde il singolo pensionato

Per comprendere l’impatto sulle tasche dei cittadini, basta osservare l’evoluzione di un assegno pensionistico medio-alto nell’ultimo quadriennio. Un pensionato che nel 2022 percepiva 2.000 euro netti al mese, per effetto dei tagli percentuali alla rivalutazione applicati negli anni successivi, percepisce oggi circa 2.260 euro netti.

Se il meccanismo di indicizzazione fosse rimasto integrale e privo di tetto, lo stesso assegno avrebbe raggiunto la soglia dei 2.329 euro netti mensili. La perdita cumulata per il singolo assegno ammonta dunque a circa 69 euro netti al mese, per un danno complessivo al potere d’acquisto pari a 828 euro all’anno.

Flessibilità rinviata e risorse limitate

L’ipotesi di rinnovare la stretta sulle rivalutazioni si inserisce in un quadro di interventi sulla previdenza estremamente contenuto. Con le riforme sulla flessibilità in uscita per provare a superare la Legge Fornero o le nuove formule di Quota sostanzialmente congelate o rinviate al 2027, le risorse a disposizione della previdenza sono ridotte all’osso.

La creazione di un fondo da circa un miliardo di euro previsto in Manovra per gestire le future uscite anticipate conferma la linea di estrema prudenza adottata dal Ministero dell’Economia, che per finanziare le misure a sostegno dei redditi bassi torna a fare cassa sulla fascia intermedia dei trattamenti previdenziali.

Rinnovato contratto Funzionari PA triennio 2025-28, arretrati entro dicembre: di quanto aumenta lo stipendio

28 October 2026 at 13:02

Durante la mattinata di oggi è stata messa la firma definitiva al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Funzioni locali per il triennio 2025-2027. L’accordo è stato siglato all’Aran alla presenza del presidente Antonio Naddeo e dei rappresentanti dei sindacati di categoria.

Sono circa 400.000 i dipendenti pubblici impiegati in Regioni, Province, Comuni, Città metropolitane e Camere di Commercio che vedranno i propri salari aumentare già a partire da dicembre 2026.

Un iter rapido per evitare attese e arretrati pendenti

L’intesa è entrata ufficialmente in vigore a seguito del via libera e della certificazione favorevole arrivata dalla Corte dei Conti. A differenza di quanto avvenuto in passato, però, i lavoratori non dovranno attendere anni prima di vedere riconosciuti i giusti adeguamenti stipendiali, trattandosi di un rinnovo firmato in vigenza di contratto per la copertura del triennio iniziato a gennaio 2025.

Le competenze e gli incrementi spettanti saranno erogati direttamente nelle buste paga del mese di dicembre 2026, estendendosi anche alla tredicesima mensilità.

Come sottolineato dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, la rapida conclusione dell’iter procedurale consente di liquidare gli adeguamenti tabellari prima della chiusura dell’anno, integrando le nuove somme spettanti e i relativi conguagli direttamente nei cedolini di fine anno.

Di quanto aumenteranno gli stipendi

L’accordo economico prevede un incremento retributivo a regime pari al 5,36% del monte salari. In termini medi, la rivalutazione comporta i seguenti benefici stipendiali:

  • 152 euro lordi mensili per i dipendenti comunali;
  • 140 euro lordi mensili per il personale afferente agli altri enti territoriali e camerali.

Trattandosi di cifre lorde calcolate su scala media, l’impatto reale sul netto in busta paga varierà in base all’inquadramento professionale, all’anzianità di servizio e alle aliquote fiscali e contributive personali.

A beneficiare dell’adeguamento sono le seguenti categorie operative del comparto:

  • personale dell’Area dei Funzionari ed Elevate Qualificazioni, con scatti stipendiali a regime previsti di oltre 150 euro lordi mensili;
  • dipendenti dell’Area degli Istruttori (ex assistenti), che vedranno incrementi medi parametrati sulla retribuzione tabellare di categoria per la copertura del triennio;
  • personale dell’Area degli Operatori, per cui sono previsti adeguamenti progressivi della base retributiva volti a tutelare il potere d’acquisto dei livelli d’inquadramento base.

Cos’altro cambia oltre allo stipendio

Oltre alle cifre in busta paga, la trattativa ha introdotto alcune tutele organizzative del tutto nuove per la macchina amministrativa locale.

Intelligenza artificiale

La novità più significativa riguarda la regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale nel pubblico impiego. L’impiego degli algoritmi negli enti territoriali viene subordinato al principio della responsabilità humana, stabilendo che la firma e la decisione finale sugli atti rimarranno tassativamente in capo ai dirigenti. Inoltre, viene istituito l’obbligo di formare il personale e monitorare l’impatto delle nuove tecnologie tramite gli Organismi paritetici per l’innovazione.

Lavoro più agile

Sul fronte dell’organizzazione quotidiana, si registra una maggiore elasticità sugli orari. Il margine temporale per recuperare l’eventuale debito orario sale da due a tre mesi, imponendo agli enti di strutturare i turni tenendo conto delle esigenze del personale pendolare o residente in aree logisticamente svantaggiate.

Visite mediche

Vengono infine snellite le procedure per le visite mediche, precisando che le consultazioni con il medico di famiglia rientrano nel monte di 18 ore annue di permessi retribuiti già previsti per gli esami specialistici, mentre si rafforzano gli investimenti nel welfare aziendale e nelle misure a sostegno della genitorialità e delle disabilità.

Job Day Esselunga, si cercano addetti alla gastronomia senza esperienza: come partecipare

28 October 2026 at 12:51

Esselunga, il marchio che ha portato il concetto di supermercato in Italia, organizza a Parma un evento di reclutamento fissato per giovedì 5 novembre 2026. Con la giornata di colloqui, il colosso della grande distribuzione intende selezionare nuovi addetti alla gastronomia da inserire nei punti vendita della rete. Per candidarsi c’è tempo fino a domenica 1° novembre 2026.

Le selezioni sono aperte anche a candidati alla prima esperienza, per i quali è previsto un iter di affiancamento sul campo che condurrà all’ottenimento dell’attestato di igiene e sicurezza alimentare.

Trattamento economico, turnazione e vantaggi aziendali

Gli ingressi avvengono mediante contratto diretto con l’azienda, a tempo pieno o parziale, regolato dal Ccnl della Distribuzione moderna organizzata, con inquadramento al quinto livello. L’annuncio non specifica se si tratti di contratti a tempo determinato o indeterminato. Il quadro retributivo si articola come segue:

  • per l’impiego a tempo pieno la retribuzione annua lorda (Ral) è compresa tra i 23.241,12 e i 23.400,16 euro, in virtù dell’assegno territoriale provinciale;
  • per i contratti a tempo parziale l’importo viene proporzionato in base al monte orario concordato;
  • la paga è comunque distribuita su 14 mensilità, per un importo mensile stimato tra 1.370 e 1.390 euro netti nella modalità a tempo pieno.

L’orario lavorativo è ripartito su turni stabiliti lungo sei giornate settimanali, con riposo infrasettimanale. L’azienda offre inoltre una convenzione per i pasti presso i bar del gruppo e le strutture ristorative locali, oltre all’accesso a un pacchetto di agevolazioni sugli acquisti nel supermercato riservato al personale Esselunga.

Quali sono le mansioni operative

Le risorse inserite si occuperanno delle attività gestionali e di servizio relative al banco dei salumi, dei formaggi e della gastronomia pronta. Nello specifico, le responsabilità quotidiane comprendono:

  • ricevimento, stoccaggio e corretto rifornimento dei prodotti negli spazi espositivi;
  • preparazione, taglio e porzionatura di affettati, formaggi e specialità gastronomiche;
  • assistenza diretta e servizio alla clientela al banco;
  • confezionamento delle pietanze nel rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Non sono richieste competenze pregresse nel ruolo. Esselunga, infatti, si farà carico della preparazione teorica e pratica dei candidati selezionati, affiancando i neoassunti a colleghi esperti per insegnare le procedure caratteristiche del reparto.

Requisiti e profilo dei candidati

L’azienda valuta principalmente attitudini personali e interesse per il comparto alimentare. I requisiti ricercati prevedono:

  • manualità, cura del dettaglio e propensione al lavoro di gruppo e al contatto con il pubblico;
  • flessibilità nell’organizzazione dei turni e disponibilità al lavoro nei giorni festivi e nei fine settimana;
  • patente di guida e mezzo di trasporto proprio, considerati titoli preferenziali.

Come ed entro quando candidarsi

Per partecipare alle selezioni è necessario trasmettere la propria richiesta entro e non oltre domenica 1° novembre 2026 dalla pagina dedicata al Gastronomy Job Day di Parma sul portale di Esselunga.

La giornata è a numero chiuso e l’azienda non ha reso noto quanti posti siano disponibili. I profili ritenuti idonei riceveranno una convocazione tramite posta elettronica contenente l’orario e la sede esatta del colloquio individuale, che non sono indicati nell’annuncio.

Altre selezioni attive nella grande distribuzione e nei servizi

Le assunzioni in Esselunga si aggiungono alle numerose opportunità di impiego promosse da altre realtà operative in Italia. Tra le ricerche in corso si segnalano i reclutamenti curati da Mango per responsabili e addetti alle vendite e le offerte di lavoro firmate dal Gruppo Mondadori per i propri punti vendita e le sedi culturali.

Inquinamento nei cantieri edili: 5 soluzioni operative per tagliare la CO₂

28 October 2026 at 10:49

Che il settore delle costruzioni presenti un’elevata impronta ecologica lungo l’intera filiera non è certo una novità. Le metodologie d’analisi sul ciclo di vita degli immobili (Lca) e gli standard europei codificano da almeno 15 anni l’impatto ambientale di ciascun passaggio, distinguendo tra la produzione dei materiali, la fase operativa dell’edificio e le attività di costruzione vera e propria.

Dall’analisi di Deerns emerge che solo le operazioni relative al modulo A4, ossia di trasporto, generano 11,30 kg di CO₂ equivalente per metro quadrato costruito. Poi ci sono i consumi di macchinari e impianti per mesi. Ma oltre ai dati, la società di ingegneria ha anche provato a stilare 5 possibili rimedi all’inquinamento prodotto dal settore.

Le cinque leve operative per ridurre l’impatto ambientale

Al di là dei numeri, il report di Deerns riassume cinque direttrici d’intervento, ben note ai tecnici del settore, la cui applicazione sistematica consentirebbe di coniugare la riduzione delle emissioni con l’efficienza economica dei cantieri:

  • elettrificazione delle attrezzature e installazione di impianti fotovoltaici temporanei per ridurre la dipendenza dai carburanti e tutelare il budget dalla volatilità dei prezzi energetici;
  • approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate;
  • pianificazione avanzata della logistica per ottimizzare i flussi dei mezzi pesanti ed eliminare i viaggi a vuoto;
  • gestione circolare dei rifiuti da demolizione e costruzione per favorire il recupero delle materie prime secondo le direttive sui Criteri Ambientali Minimi (CAM);
  • investimento sulla formazione delle maestranze per garantire che le soluzioni ad alta efficienza previste in fase progettuale siano applicate correttamente sul campo.

L’edilizia off-site

Tra le strategie industriali richiamate dall’analisi figura l’accelerazione dell’edilizia prefabbricata off-site. Questo modello produttivo sposta il momento di costruzione di pareti, impianti e di quasi tutte le altre componenti al chiuso negli stabilimenti industriali dei fornitori, trasformando il cantiere vero e proprio in un puro luogo di assemblaggio finale.

Costruire in fabbrica non è certo una rivoluzione, ma per l’edilizia rappresenta una soluzione pragmatica: riduce le lavorazioni sul posto, abbatte i tempi d’impiego di gru e gruppi elettrogeni e, soprattutto, limita lo spreco di materiale, con un beneficio diretto sia sul fronte delle emissioni sia su quello del bilancio economico dell’opera.

La rendicontazione

Il cuore del report non è quindi la scoperta di quanto sia alta l’impronta ecologica dei cantieri né si tratta di fornire facili soluzioni. Si fa leva, però, sulla reale capacità delle imprese di raccogliere dati reali anziché affidarsi a stime teoriche.

In un quadro normativo guidato dai criteri Esg e da parametri bancari sempre più vincolati alla trasparenza ambientale, la rendicontazione accurata di ogni passaggio della filiera smette di essere un mero esercizio d’immagine e diventa un requisito concreto per tutelare il valore finanziario degli immobili. Si tratta di capire se il tessuto imprenditoriale italiano, costituito perlopiù da Pmi, è davvero pronto a farsi carico di una contabilità di questo tipo.

Concorso da 80 posti per docenti a Roma: assunzione a tempo indeterminato

28 October 2026 at 10:21

Roma Capitale ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno e indeterminato di 80 posti per insegnanti della scuola dell’infanzia. Le domande possono essere presentate fino al 4 novembre 2026.

Il bando, indetto con determinazione dirigenziale pubblicata all’Albo Pretorio capitolino il 5 ottobre 2026, garantisce le pari opportunità e applica le riserve di legge per i volontari delle Forze armate (30%) e per chi ha concluso il servizio civile universale o nazionale senza demerito (15%).

Profilo e requisiti di accesso

I candidati devono possedere competenze educative, organizzative, gestionali e relazionali per la progettazione e la gestione delle sezioni scolastiche 3-6 anni, oltre ai requisiti generali prescritti per l’accesso al pubblico impiego.

I vincitori saranno inquadrati come funzionari insegnanti nell’Area dei funzionari e dell’elevata qualificazione, con il trattamento economico previsto dal Ccnl Funzioni locali 2022-2024: stipendio tabellare, indennità contrattuali e tredicesima mensilità.

I titoli di studio abilitanti ammessi per la partecipazione sono:

Tipologia Titoli ammessi
Titoli universitari Laurea Magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (LM-85 bis) oppure Diploma di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (indirizzo scuola dell’infanzia).
Titoli non universitari conseguiti entro l’a.s. 2001/2002 Diploma di Scuola magistrale (corsi triennali o quinquennali sperimentali); diploma di Tecnico dei Servizi Sociali o Assistente di Comunità Infantili; diploma di Istituto magistrale (corsi quadriennali o quinquennali sperimentali compreso indirizzo linguistico); diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico.

Struttura delle prove e punteggi

La procedura concorsuale prevede le seguenti fasi:

  • una prova scritta composta da 40 quesiti a risposta chiusa a scelta multipla da svolgere al computer in 60 minuti, che si considererà superata con una votazione minima di 21 su 30;
  • un colloquio orale riservato ai soli candidati idonei al quiz, su argomenti di pedagogia generale e dell’infanzia, psicologia dello sviluppo, didattica e metodologia, normativa del sistema integrato 0-6, inclusione scolastica e Bes, ordinamento di Roma Capitale e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Chi avrà superato la prova orale sarà sottoposto alla valutazione di ulteriori titoli:

  • fino a 10 punti per certificazioni o pubblicazioni o ulteriori titoli di studio;
  • fino a 20 punti per il servizio svolto tra il 1° gennaio 2010 e il 31 dicembre 2025.

Come ed entro quando inviare la domanda

La candidatura deve essere inoltrata esclusivamente online sul portale inPA, autenticandosi tramite Spid, Cie, Cns o eIDAS. È necessario essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) personale.

Il termine perentorio per la presentazione delle domande scade alle ore 23:59:59 del 4 novembre 2026. Per partecipare è richiesto il versamento di un contributo di iscrizione pari a 10,33 euro da effettuare tramite il sistema pagoPA di Roma Capitale.

Altri concorsi attivi

Oltre alle selezioni negli enti locali, il panorama dei concorsi pubblici offre importanti opportunità di arruolamento e carriera nelle Forze armate e di Polizia. È attualmente attivo il bando per il reclutamento di 400 marescialli dell’Arma dei Carabinieri, un’occasione preziosa per accedere al ruolo di ispettori ed entrare in servizio permanente.

Inoltre, il Ministero della Difesa ha aperto le candidature per il primo blocco del concorso per 2.300 volontari in ferma iniziale nell’Esercito italiano, rivolto ai giovani intenzionati a intraprendere un percorso formativo e professionale nella difesa nazionale.

Ex Ilva e autotrasportatori a Palazzo Chigi: al via i due vertici

27 October 2026 at 15:42

Alle 17:00 a Palazzo Chigi sono stati convocati due tavoli della massima importanza: quello sull’ex Ilva, per definire il futuro del polo siderurgico, e quello con le rappresentanze degli autotrasportatori. Ed è solo martedì.

Sebbene si tratti di due confronti distinti, le vicende nelle scorse settimane si sono intrecciate a fronte di un’intensa agitazione che attraversa diversi settori lavorativi, con numerose piazze che chiedono al Governo interventi e misure più decise contro il carovita.

Vertice ex Ilva a Palazzo Chigi

Al tavolo convocato a Palazzo Chigi si sono seduti il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin (in videocollegamento), il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra. Insieme all’Esecutivo, presenti i vertici di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e del Gruppo Ilva, e la delegazione dei sindacati al completo con Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager.

L’appuntamento arriva dopo settimane segnate da forti proteste, mobilitazioni negli stabilimenti di Taranto e con l’occupazione dell’aeroporto da parte degli operai di Genova Cornigliano a seguito della proclamazione dello sciopero. Al centro delle richieste vi è la ricerca di garanzie da parte dell’Esecutivo sul piano produttivo e sulla tenuta occupazionale. Pesa l’ombra dei possibili licenziamenti collettivi per l’esubero di dirigenti e la gestione della cassa integrazione, in un quadro privo di certezze sul piano di decarbonizzazione. Sul fronte operativo, scaduti i 90 giorni fissati dalla Corte d’Appello di Milano per lo spegnimento degli altoforni, gli impianti continuano a marciare in assetto di pre-riscaldo autorizzato dall’ultimo decreto governativo.

Il vertice giunge inoltre a poche ore dalle notizie sull’inchiesta della Procura di Taranto con la richiesta di arresti domiciliari per l’ex Amministratrice Delegata Lucia Morselli in merito a presunte irregolarità sulle emissioni. Su questo punto, Mantovano si è detto “fiero del fatto che questo governo abbia estromesso il socio Mittal tre anni prima dei recenti sviluppi giudiziari”.

Il mondo industriale resta intanto alla finestra. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha accolto positivamente il recente decreto varato dall’Esecutivo per la tutela del comparto, mantenendo tuttavia la massima cautela sulle indiscrezioni relative a una possibile cordata d’imprese italiane per il rilancio del gruppo.

Mantovano: “Nessun cronoprogramma ma impegno su acciaio e ammortizzatori”

Ad aprire le comunicazioni per il Governo è stato il Sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha ribadito la volontà di garantire la continuità produttiva dell’acciaio italiano e il rilancio di Taranto con forni elettrici e decarbonizzazione. Tuttavia, ha frenato sulle richieste sindacali di fissare un cronoprogramma immediato, citando due grandi fattori di incertezza ancora aperti:

  • la gara per la vendita del gruppo, con termine per le offerte vincolanti fissato all’8 novembre;
  • la pendente decisione delle Sezioni Unite della Cassazione sull’area a caldo.

Per mitigare l’impatto sociale, il Governo intende inserire nella manovra di bilancio misure di incentivo all’esodo, prepensionamenti e sostegni al reddito. È stato inoltre avviato un tavolo con i grandi gruppi industriali partecipati, Fincantieri, Rheinmetall, Leonardo e Ferrovie dello Stato, cui i commissari forniranno entro quattro giorni i database del personale per valutare possibili assorbimenti o progetti sul territorio. Sul fronte degli ammortizzatori, Quaranta ha presentato uno schema operativo per i poli di Taranto, Genova e Novi Ligure, con l’impegno che la cifra richiesta per la cassa integrazione rappresenti un tetto massimo di garanzia e prevederà la rotazione dei lavoratori.

Le dichiarazioni dei sindacati

Le reazioni dei rappresentanti dei lavoratori al termine dell’incontro esprimono la richiesta di garanzie immediate e impegni vincolanti. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha ricordato la necessità di una soluzione industriale più concreta, chiedendo al Governo di confermare la volontà di investire sull’acciaio primario e di garantire l’occupazione anche mediante il coinvolgimento diretto delle grandi aziende partecipate pubbliche.

Dal canto suo, il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, ha sollecitato interventi chiari sui processi di incentivo alle uscite volontarie, sul prepensionamento e sulla tutela per i lavori usuranti, evidenziando come queste misure non abbiano ancora trovato risposta soddisfacente negli ultimi decreti. Restano inoltre forti perplessità emerse anche nelle commissioni Industria e Sanità del Senato sui requisiti d’accesso alla Cigs, che rischiano di escludere molte aziende dell’indotto.

Infine, il segretario generale della Uilm di Taranto, Davide Sperti, ha ribadito l’urgenza di impegni precisi per il futuro occupazionale, chiedendo di superare la fase delle semplici dichiarazioni d’intenti e di fornire una progettualità concreta per il rilancio del polo siderurgico.

La riunione a Palazzo Chigi conferma, per quanto riguarda Genova, che la produzione è garantita come dichiarato dai commissari in Prefettura. Con tali tonnellaggi non si giustifica la richiesta di 870 lavoratori in cassa integrazione.

Queste le parole di Andrea Palombo, rappresentante sindacale dello stabilimento ligure di Cornigliano.

Autotrasporto alla prova del carovita e dei carburanti

Parallelamente alla vertenza industriale della siderurgia, la Presidenza del Consiglio ospita il confronto con le associazioni di categoria degli autotrasportatori. Al centro della discussione vi sono le pesanti ripercussioni legate ai prezzi del gasolio e all’aumento dei costi gestionali per le flotte aziendali.

Le tensioni accumulatesi nei giorni scorsi, segnati dal timore di nuovi fermi dei veicoli pesanti e dal potenziale rischio di disagi con il carburante esaurito nei distributori della rete stradale e autostradale, rendono l’incontro di oggi un passaggio determinante per trovare una sintesi che provi a superare le misure emergenziali.

Nuovo codice della strada, stretta all’evasione: limite di 20 vetture, poi controllo Isee

27 October 2026 at 14:53

Questa nuova fattispecie normativa che verrà introdotta nel nuovo Codice della Strada non riguarda la generalità degli automobilisti. Si tratta, infatti, di una misura pensata per contrastare l’evasione fiscale e l’utilizzo illecito dei veicoli a motore.

Per arginare la proliferazione delle cosiddette auto fantasma e il fenomeno dei prestanome professionali, il Governo ha introdotto una misura di controllo preventivo che scatta prima dell’acquisto del ventunesimo veicolo. Ma andiamo con ordine.

Chi sono i prestanome professionali

I prestanome professionali sono soggetti che risultano indigenti per il fisco, o comunque a reddito zero, cui vengono fittiziamente intestate decine o persino centinaia di autovetture. Le cronache riportano casi limite in cui un singolo individuo è arrivato a risultare proprietario di oltre 900 veicoli. Le auto fantasma sono uno degli strumenti utilizzati dalle organizzazioni criminali per compiere reati sul territorio, rendendo di fatto impossibile l’identificazione dei reali responsabili da parte delle forze dell’ordine.

Per provare a interrompere questo processo sul nascere, il legislatore sta introducendo una presunzione di intestazione simulata, ovvero un limite numerico oltre il quale scatta l’obbligo di dimostrare la propria reale capacità finanziaria prima di poter registrare un altro mezzo.

Contrastare l’evasione con l’Isee

La nuova regola si riferisce in particolare ai veicoli di categoria M1 per uso proprio, quelli destinati al trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente.

Con il decreto attuativo, se una persona fisica risultasse proprietaria di almeno 20 autovetture del tipo summenzionato e volesse immatricolare un ulteriore mezzo della medesima categoria, dovrebbe dimostrare la propria capacità reddituale.

Nello specifico, la norma prevede che:

  • il richiedente deve dimostrare il possesso di un valore Isee superiore a 50.000 euro, a testimonianza di una capacità finanziaria idonea a sostenere la gestione di un parco auto così numeroso;
  • in alternativa, occorre dimostrare che i veicoli sono strumentali allo svolgimento di un’attività economica o ad attività di volontariato svolte per conto di un ente iscritto al Runts.

Controlli automatizzati e banche dati

Come chiarito dalla relazione tecnica allegata al provvedimento, la verifica del rispetto delle nuove regole avverrà in totale continuità con gli strumenti digitali già in uso alla Pubblica Amministrazione. Non verranno istituite nuove unità ispettive né create banche dati aggiuntive. Le procedure amministrative sfrutteranno semplicemente il dialogo informatico tra i sistemi dell’Anagrafe tributaria, dell’Inps e della Motorizzazione Civile.

In concreto, il processo di controllo si articolerà attraverso passaggi lineari:

  • il conteggio delle vetture già intestate al cittadino avverrà in tempo reale tramite interrogazione automatica dell’Archivio nazionale dei veicoli al momento della richiesta di immatricolazione;
  • il riscontro del valore Isee, dell’eventuale partita Iva attiva o dell’iscrizione al Runts sarà effettuato direttamente dagli uffici incrociando le informazioni informatiche già presenti nelle banche dati statali, senza la necessità di svolgere autonome indagini;
  • l’onere di superare la presunzione di intestazione simulata spetterà interamente all’interessato, che dovrà produrre le dichiarazioni e la documentazione necessarie qualora l’incrocio automatizzato non confermasse i requisiti richiesti.

Secondo acconto Partite Iva: chi deve pagare entro il 30 novembre e come si calcola

26 October 2026 at 10:08

L’autunno è la stagione della scadenza più rilevante sul calendario fiscale dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti. Entro la fine di novembre, infatti, le partite Iva sono tenute al versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi.

Il pagamento di questo F24 serve ad anticipare le tasse sul presunto guadagno dell’anno fiscale in corso.

Chi paga il secondo acconto

L’obbligo di versamento riguarda tutti i contribuenti persone fisiche titolari di Partita Iva, le società di persone e assimilati, oltre ai soggetti Ires. Nello specifico, sono tenuti alla scadenza sia i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, compresi i contribuenti in regime forfettario, sia le imprese individuali e societarie.

Sono invece esclusi dall’adempimento:

  • i contribuenti e le aziende che registrano un’imposta a debito al di sotto della soglia minima stabilita dalla legge;
  • chi ha aperto l’attività nel corso dell’anno solare in corso.

Cosa si paga

Il pagamento riguarda sia l’Irpef (o l’imposta sostitutiva per i contribuenti in regime forfettario) sia i contributi previdenziali e l’Irap, qualora dovuta. Per gli esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, l’importo da versare corrisponde di norma alla seconda rata di acconto rispetto al calcolo complessivo elaborato in sede di dichiarazione dei redditi.

Come si calcola quanto si paga

Per determinare la somma esatta da versare tramite F24, i contribuenti e i loro consulenti fiscali possono optare per due differenti criteri di calcolo:

  • il metodo storico, che si basa sull’imposta totale dovuta per l’anno precedente e prevede il pagamento del 100% dell’importo dividendo la quota tra primo e secondo acconto;
  • il metodo previsionale, che permette di ricalcolare l’acconto sulla base del reddito effettivo stimato per l’anno in corso, utile nei casi in cui si preveda un calo del fatturato o un aumento delle spese deducibili.

L’uso del metodo previsionale comporta tuttavia un elemento di rischio: qualora il ricalcolo al ribasso dovesse rivelarsi errato e l’imposta versata risultasse inferiore a quella effettivamente dovuta a consuntivo, l’Agenzia delle Entrate applicherà le sanzioni amministrative per omesso o insufficiente versamento.

Non si può rateizzare

A differenza del primo acconto e del saldo, versati nei mesi estivi e rateizzabili fino a novembre, il secondo acconto si caratterizza per specifiche regole operative e vincoli di pagamento:

  • il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 novembre;
  • non è prevista per legge la rateizzazione del secondo acconto per la generalità dei contribuenti ordinari;
  • restano confermate le eventuali proroghe o rateizzazioni straordinarie riservate esclusivamente alle persone fisiche e ai forfettari che rispettano determinati tetti di ricavi, secondo le misure adottate dal Governo nella recente legislazione fiscale.

Sciopero generale del 30 ottobre: orari e fasce di garanzia per treni, bus e metro. La mappa delle 41 città

26 October 2026 at 09:11

L’ultimo weekend di ottobre sarà all’insegna di forti disagi sulla rete della mobilità e nei servizi pubblici su tutto il territorio nazionale. Il sindacato Usb ha confermato lo sciopero generale nazionale di 24 ore per la giornata di venerdì 30 ottobre 2026, con l’adesione del personale dei settori pubblici e privati.

L’agitazione toccherà il comparto dei trasporti a livello statale e locale, con orari e modalità differenziate a seconda dei settori.

Quando inizia lo sciopero nazionale dei treni

Per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale, che include le vetture di Trenitalia, Freccia Rossa, Italo e Trenord, il fermo inizierà alle ore 21:00 di giovedì 29 ottobre e si concluderà alle 20:59 di venerdì 30 ottobre.

Saranno operative le modalità di garanzia sul settore ferroviario:

  • nella serata di giovedì circoleranno i treni con partenza prevista entro le ore 21:00 e arrivo a destinazione finale entro le 22:00;
  • nella giornata di venerdì saranno operativi esclusivamente i treni a mezza percorrenza e a lunga percorrenza inseriti nell’elenco ufficiale dei servizi minimi garantiti;
  • sulle linee di collegamento aeroportuale cancellate (come il Malpensa Express) saranno previsti autobus sostitutivi diretti senza fermate intermedie.

Quando inizia lo sciopero di metro e bus a Roma e Milano

L’impatto sul Trasporto Pubblico Locale varierà a seconda delle singole città e delle adesioni territoriali delle sigle sindacali. L’esercizio di bus, tram e metropolitane sarà comunque tutelato nelle consuete fasce di garanzia aziendali previste dalla legge sulle astensioni dal lavoro, di norma da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00.

A Roma la protesta fermerà per 24 ore la rete Atac e i bus extraurbani Cotral, salvaguardando il servizio solo da inizio giornata fino alle 8:29 e dalle 17:00 alle 19:59.

A Milano il personale dell’azienda cittadina Atm non parteciperà allo sciopero del 30 ottobre, concentrando i disagi lombardi esclusivamente sulla rete ferroviaria di Trenord.

Nelle altre principali città italiane le corse dei bus urbani ed extraurbani saranno a rischio per l’intera giornata al di fuori delle finestre di garanzia pendolari.

La mappa delle manifestazioni del 30 ottobre

Oltre allo stop dei servizi, lo sciopero generale porterà in piazza lavoratori, studenti e attivisti in 41 città di 18 regioni. Il calendario dei cortei e dei presìdi è ancora in aggiornamento, ma la maggior parte degli appuntamenti è fissata in mattinata. In alcune città, però, la mobilitazione si sposterà nel pomeriggio.

Nord

  • Friuli Venezia Giulia: Trieste alle 9 al Varco 4 del Punto Franco Nuovo;
  • Veneto: Padova alle 8 alla stazione;
  • Piemonte: Torino alle 9.30 in piazza Palazzo di Città, Novara alle 9.30 in piazza Cavour e Verbania alle 17 in piazza Ranzoni;
  • Lombardia: Milano alle 10 in piazza Duca d’Aosta, Brescia alle 9 alla stazione della metropolitana San Faustino e Bergamo alle 17 in piazza Gaza, a Porta Nuova;
  • Emilia-Romagna: Piacenza alle 8 al parcheggio Cheope (Facsal), Bologna alle 9.30 in piazza Maggiore, Rimini alle 9 all’Arco d’Augusto e Ravenna;
  • Liguria: Imperia alle 9.30 in piazza Ulisse Calvi, La Spezia alle 9.30 davanti alla Prefettura e Genova con due appuntamenti, alle 9.30 al Varco Albertazzi e alle 10 alla stazione Principe.

A Ravenna la giornata è articolata in più tappe. Preconcentramento alle 9 in piazza del Popolo, concentramento alle 10 in Darsena e corteo alle 11 verso Marina di Porto. Alle 12.30 è previsto un pranzo sociale in piazzale della Marina, da dove alle 14 partirà un secondo corteo.

Centro

  • Toscana: Massa alle 17 in piazza Garibaldi, Carrara alle 6 al porto, Pisa alle 9 in piazza XX Settembre, Firenze alle 10 in piazza Bambine e Bambini di Beslan, alla Fortezza da Basso, Siena alle 9 al terminal bus di Pescaia, Piombino alle 16 in piazzale Premuda e Livorno con due appuntamenti, alle 6 alla rotatoria Ponte Penova e alle 9 in piazza Cavour;
  • Marche: Ancona alle 10.30 in corso Carlo Alberto, sul lato di piazza Ugo Bassi;
  • Umbria: Perugia alle 8.30 in piazza Partigiani;
  • Lazio: Civitavecchia alle 9 in corso Centocelle, davanti al Teatro Traiano, e Roma alle 10.30 in piazza dei Cinquecento.

Sud e isole

  • Abruzzo: Pescara alle 10 in piazza Italia;
  • Molise: Campobasso alle 9 in piazza San Francesco;
  • Campania: Napoli alle 9.30 in piazza Mancini e Benevento alle 9.30 in piazza Vittoria Colonna;
  • Basilicata: Potenza alle 9 in piazza Cagliari;
  • Puglia: Bari alle 9.30 in piazza Prefettura e Lecce alle 9 a Porta Napoli;
  • Calabria: Cosenza alle 9 in piazza Loreto e Reggio Calabria alle 9 in piazza De Nava;
  • Sicilia: Palermo alle 9 in piazza Politeama, Catania alle 9.30 al porto e Ragusa alle 17 in piazza dei Marinai;
  • Sardegna: Sassari alle 9.30 in piazza San Vincenzo, Nuoro alle 9 in via Dante e Cagliari alle 9.30 in piazza Garibaldi, da dove partirà un corteo diretto al porto.

Orari e luoghi possono ancora cambiare. Prima di raggiungere i punti di ritrovo, dunque, conviene controllare gli aggiornamenti diffusi dagli organizzatori e tenere conto dei possibili rallentamenti del traffico nelle zone interessate dai cortei.

Le motivazioni dello sciopero generale

Lo sciopero è stato indetto da Usb e intende portare l’attenzione della classe politica sulle condizioni economiche del Paese. Tra le principali rivendicazioni del sindacato figurano la richiesta di aumenti salariali e l’adeguamento delle pensioni all’inflazione, il blocco delle politiche di riarmo e dei finanziamenti alle spese militari, oltre alla contestazione dei recenti provvedimenti in materia di ordine pubblico e sicurezza.

In arrivo un secondo sciopero il 20 novembre

Quello del 30 ottobre rappresenta solo il primo di due appuntamenti di astensione dal lavoro concentrati nell’arco di poche settimane. Per venerdì 20 novembre 2026 è stato infatti proclamato un secondo sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil, con motivazioni simili a quelle di Usb.

La nuova mobilitazione vede tuttavia una spaccatura sul fronte sindacale:

  • la Cgil promuove lo sciopero di 24 ore nel settore pubblico e privato chiedendo maggiori risorse per i salari, la sanità e i servizi essenziali;
  • la Cisl prende le distanze dalla protesta, giudicando inopportuno il ricorso allo sciopero generale, difendendo la necessità di garantire gli investimenti nel settore della difesa e della sicurezza nazionale.

Pensioni di novembre 2026, i pagamenti slittano al 2: aumenti e cali, ecco per chi

26 October 2026 at 08:49

Il pagamento delle pensioni del mese di novembre seguirà un calendario leggermente modificato rispetto alla consueta tabella di marcia. La variazione non è dovuta ad anomale anomalie operative, ma alla coincidenza della prima giornata del mese con la festività religiosa di Ognissanti, che cade di domenica.

Ma al di là della data di accredito, l’attenzione di milioni di pensionati è rivolta all’importo del cedolino, che per un numero consistente di contribuenti risulterà più basso a causa di conguagli e trattenute fiscali.

Chi avrà il cedolino più basso

Nuovo Codice della Strada, cosa cambia con gli animali a bordo: nuove regole e sanzioni

26 October 2026 at 07:56

La riforma del Codice della Strada non riguarda soltanto gli spostamenti delle persone, ma introduce tutele anche per gli animali non umani.

Ci sono in arrivo novità sostanziali per chiunque viaggi in auto con il proprio cane o con un altro animale domestico, nell’ottica di garantire la massima sicurezza a bordo ed evitare che brusche frenate o collisioni possano trasformare gli animali in un pericolo per sé e per i passeggeri.

Cosa cambierà tra la disciplina attuale e la riforma

Secondo la normativa attualmente in vigore:

  • un solo animale può restare libero nel vano auto, a condizione che non costituisca impedimento od ostacolo per le operazioni di guida;
  • se si viaggia con più animali, scatta l’obbligo di custodia in gabbia, in un apposito trasportino o nel vano posteriore diviso da una rete.

Con la nuova disciplina in arrivo il legislatore elimina del tutto la distinzione legata al numero di esemplari a bordo. A prescindere che si trasporti un solo cane o più animali, la norma impone una disciplina unificata per i veicoli non specificamente destinati al trasporto di animali:

  • zero tolleranza per l’animale libero nell’abitacolo;
  • scatta l’obbligo di utilizzare sempre e comunque un sistema di ritenuta omologato e conforme alle direttive nazionali ed europee.

Certo, finché l’iter parlamentare non giungerà a conclusione con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, resteranno in vigore le attuali disposizioni dell’art. 169 del Codice della Strada.

Quali sono le soluzioni ammesse per il trasporto dei cani

Per essere in regola ed evitare contestazioni, i conducenti dovranno adottare una delle tre modalità operative consentite dal nuovo testo:

  • cintura di sicurezza omologata, composta da una specifica pettorina che cinge il torace dell’animale, collegata alla fibbia della cintura del sedile posteriore;
  • trasportino, contenitore o gabbia di contenzione rigida, che devono essere ben ancorati al veicolo e proporzionati alla stazza dell’animale;
  • rete o barriera divisoria per separare il vano posteriore o il bagagliaio dall’abitacolo principale, con la precisazione che se l’installazione è permanente occorre l’autorizzazione degli uffici competenti della Motorizzazione Civile.

Va inoltre evidenziato che la nozione di animale da compagnia adottata dalla riforma fa espresso rinvio alle definizioni del Regolamento Ue n. 576/2013, includendo cani, gatti, furetti e altre specie domestiche tradizionalmente portate al seguito nei viaggi familiari.

Sanzioni e regole per le due ruote

Il quadro sanzionatorio per chi non rispetta le regole diventa più stringente, affiancando alla multa una pena accessoria sulla licenza di guida:

  • la violazione comporta il pagamento di una sanzione amministrativa che va da un minimo di 80 a un massimo di 320 euro;
  • è prevista la decurtazione automatica di 1 punto dalla patente di guida del conducente;
  • per il trasporto su moto, ciclomotori e biciclette le regole non cambiano, rimanendo obbligatorio l’uso esclusivo di apposite gabbie o contenitori fissi che non sporgano oltre i limiti consentiti e non nascondano la visibilità del guidatore.

L’analisi del Nobel Card: necessario tassare le rendite patrimoniali per aiutare giovani e clima

26 October 2026 at 06:00

L’impatto dell’intelligenza artificiale, la crescente concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi e le disuguaglianze che penalizzano le giovani generazioni: questi sono stati alcuni dei temi al centro dell’intervento di David Card, Premio Nobel per l’Economia 2021.

Nel corso delle conferenze tenutesi durante la giornata di sabato 24 ottobre al Festival Internazionale dell’Economia di Torino, l’economista canadese ha tracciato una diagnosi severa sullo stato dell’economia globale, mettendo in guardia dai facili entusiasmi legati alle nuove tecnologie e denunciando le distorsioni di un sistema fiscale che grava quasi esclusivamente sui redditi da lavoro.

La crescita dei patrimoni e il ritardo della tassazione

Uno dei temi al centro dell’intervento di Card è l’analisi della disuguaglianza, che non deriva da una semplice differenza tra stipendi, ma dall’accumulo patrimoniale di pochi. Se la disparità salariale è rimasta sostanzialmente stabile dagli anni Novanta, l’aumento generale della ricchezza a livello globale si spiega solo con profitti d’impresa e rendite di capitale cresciuti a ritmi vertiginosi, lasciati indietro da una tassazione proporzionata. Il fenomeno è guidato dai colossi tecnologici e dalle grandi piattaforme digitali americane, come Meta, Amazon e Alphabet, che monopolizzano i mercati globali e ne estraggono valore.

Le piattaforme Usa e il ritardo europeo

L’Europa continua a produrre talenti di primo livello grazie a un sistema educativo pubblico di qualità, ma soffre di una cronica scarsità di offerta e di infrastrutture industriali in grado di gareggiare sul campo dove si gioca la vera partita. Il Vecchio Continente si ritrova così nel ruolo di puro consumatore di tecnologie statunitensi, incapace di trattenere il valore generato e di far fruttare i propri cervelli all’interno di player autoctoni.

Patrimoniali, reddito universale e sostenibilità dei bilanci

Dopo l’analisi, il Nobel canadese prova a tirare le somme per indicare possibili soluzioni. Il reddito universale viene considerato una vera e propria utopia assistenziale, finanziariamente insostenibile per le casse pubbliche di qualsiasi Paese: garantire un assegno, anche modesto, a un’ampia fascia della popolazione porterebbe i bilanci statali al collasso.

Il nodo fiscale resta tuttavia aperto. Un prelievo sulle grandi ricchezza e sui dividendi patrimoniali oggi non tassati adeguatamente rappresenterebbe la risorsa chiave per finanziare le grandi transizioni del nostro tempo:

  • investimenti per l’ambiente e per la transizione energetica;
  • rafforzamento dell’istruzione pubblica.

Oggi la pressione fiscale pesa in modo punitivo sui lavoratori dipendenti e sui giovani, costretti a versare un terzo del proprio stipendio per sostenere il sistema pensionistico e la spesa sociale a favore della popolazione anziana.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Card ha ridimensionato anche la narrazione trionfalistica sull’Intelligenza Artificiale generativa. Non si tratta di una tecnologia a somma zero o priva di perdenti, perché i modelli linguistici stanno già mettendo in crisi la domanda di professioni che prima sembravano inattaccabili.

Ne è un esempio il settore del software: dopo un decennio di crescita esponenziale delle assunzioni tra il 2010 e il 2023, la richiesta di programmatori e ingegneri informatici tradizionali registra una fase di stasi. L’integrazione dell’AI nei processi industriali spinge i colossi tech ad arruolare meno personale di primo livello e a ridurre la progressione di carriera per i lavoratori intermedi. In questo modo, nei prossimi anni si rischia di penalizzare i neo-laureati e di aumentare la precarietà di chi si trova a pochi anni dalla pensione.

Concorso Carabinieri per 400 Ispettori Marescialli: quali sono i requisiti per partecipare

26 October 2026 at 06:00

Al via un’opportunità d’inserimento nei ranghi dell’Arma dei Carabinieri: il Ministero della Difesa ha indetto il primo concorso straordinario per 400 Marescialli Ispettori, riservato a cittadini già in possesso di diploma di laurea. Con un apposito avviso della Direzione Generale per il Personale Militare, i termini per l’invio delle candidature sono stati prorogati fino al 9 novembre.

La selezione rappresenta un’occasione per giovani laureati e militari già in servizio che intendono accedere direttamente al ruolo degli ispettori, assumendo funzioni di responsabilità e coordinamento operativo. L’immissione avverrà previa frequenza di un corso formativo straordinario della durata non inferiore a sei mesi.

Come sono divisi i posti messi a bando

I 400 posti sono suddivisi in base alle specifiche esigenze dell’Arma e comprendono riserve per categorie tutelate:

  • 390 posti destinati ai cittadini italiani in possesso dei requisiti generali e dei titoli di studio richiesti;
  • 10 posti riservati ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo (livello B2) riferito alla provincia autonoma di Bolzano.

Della totalità delle unità di personale oggetto della selezione pubblica, 98 saranno riservate ai coniugi e ai figli superstiti del personale delle Forze Armate o di Polizia deceduto in servizio, ai diplomati delle Scuole militari e agli assistiti degli Enti di assistenza per orfani dei militari.

Nell’ambito del contingente generale, 16 vincitori saranno avviati alla formazione specialistica per l’impiego nella tutela forestale, ambientale e agroalimentare.

Requisiti di partecipazione

I candidati che intendono presentare domanda devono possedere i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • età compresa tra i 18 e i 28 anni non compiuti, limite non applicabile al personale dell’Arma con tre anni di anzianità;
  • possesso di una laurea triennale tra quelle indicate nell’allegato al bando, afferenti alle aree scientifico-tecnologica, umanistico-sociale, sanitaria e ambientale;
  • condotta incensurabile, idoneità fisica, psichica e attitudinale e assenza di condanne per delitti non colposi;
  • per i militari in servizio nell’Arma dei Carabinieri, assenza di sanzioni disciplinari gravi o giudizi negativi nell’ultimo biennio.

Nonostante la proroga del bando al 9 novembre, chi intenderà presentare istanza d’interesse dovrà possedere i requisiti entro il 30 ottobre, il primo termine di chiusura della raccolta delle adesioni.

Quali sono le prove del concorso

L’iter concorsuale si articola in diverse fasi di selezione ordinate per garantire l’accertamento delle competenze e dell’idoneità dei candidati:

  • eventuale prova preliminare consisterà in un test a risposta multipla su argomenti di cultura generale e quesiti di carattere logico-deduttivo;
  • prova scritta di conoscenza della lingua italiana (o tedesca per i posti riservati a Bolzano) basata su 60 quesiti a risposta multipla su ortografia, sintassi e comprensione del testo, superabile con un punteggio minimo di 18 su 30;
  • prova di efficienza fisica che prevede esercizi obbligatori di corsa 1.000 metri, piegamenti sulle braccia e salto in alto;
  • accertamenti psicofisici ed attitudinali per la verifica del profilo sanitario minimo e dell’idoneità motivazionale e caratteriale;
  • prova orale incentrata su argomenti estratti a sorte tra Costituzione e cittadinanza italiana, storia contemporanea e geografia;
  • valutazione dei titoli di merito posseduti ai fini del punteggio incrementale finale.

Come ed entro quando candidarsi

Le istanze di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online tramite la sezione concorsi del sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, a cui si accede anche per reindirizzamento dal Portale unico del reclutamento inPA. L’autenticazione richiede il possesso di credenziali digitali Spid o Cie e di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata personale.

A seguito della proroga, la scadenza per l’invio delle domande è fissata alle ore 23:59 del 9 novembre 2026. Si ricorda che i titoli di merito, di studio e di preferenza dichiarati devono comunque essere stati conseguiti entro la data originaria del 30 ottobre 2026.

Altri concorsi attivi

Per chi è interessato alle opportunità di carriera nel settore della difesa e della sicurezza, restano aperte le candidature per diverse procedure di reclutamento nei corpi dello Stato, tra cui quella in Polizia Penitenziaria. Si consiglia di consultare regolarmente la piattaforma inPA per rimanere aggiornati sui concorsi in scadenza a ottobre e verificare le relative date delle prove d’esame.

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