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Fincantieri assume nel Nord Italia, le posizioni aperte: per alcuni profili basta il diploma

22 October 2026 at 16:57

Fincantieri sta portando avanti un importante piano di potenziamento industriale sul territorio del Friuli Venezia Giulia che ha come conseguenza l’inserimento di almeno 157 risorse entro il 2028.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un accordo di sviluppo siglato tra la Regione, il Mimit, Invitalia e il gruppo cantieristico, che prevede un investimento complessivo pari a 194,8 milioni di euro. Il programma punta ad ampliare il cantiere di Monfalcone per la costruzione di grandi navi da crociera, con effetti diretti anche sul polo di Trieste.

Quali sono i dettagli dell’accordo

Il progetto industriale prevede l’erogazione di agevolazioni pubbliche per un ammontare pari a 24,245 milioni di euro. Le risorse sono così ripartite:

  • 22,06 milioni di euro stanziati direttamente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy;
  • 2,185 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

L’intesa istituzionale mira a coniugare la crescita della capacità produttiva cantieristica con la creazione di nuovi posti di lavoro sul territorio locale, consolidando la centralità strategica dei poli produttivi di Trieste e Monfalcone nell’ambito della Blue Economy.

Quali sono i profili professionali ricercati

Gli inserimenti previsti dal piano di sviluppo andranno a coprire sia le esigenze legate all’operatività di cantiere sia i progetti di innovazione tecnologica. Le ricerche di personale riguardano varie categorie operative:

  • operai motoristi e specializzati destinati alle attività di allestimento dell’apparato motore e alla costruzione navale;
  • tecnici e supervisori di produzione per il coordinamento delle officine e la gestione degli impianti;
  • ingegneri e specialisti di area, con particolare attenzione alla sicurezza in mare e alla ricerca tecnologica;
  • planner di commessa, project controller e figure impiegatizie per l’area finance, ICT e risorse umane.

Dove avvengono le assunzioni

Ecco una sintesi dei profili operativi attualmente ricercati:

Sede di lavoro Profili ricercati Ambito operativo
Monfalcone HR Generalist Risorse umane
Monfalcone Operaio/a motorista (allestimento apparato motore) Progettazione e produzione
Monfalcone Impiegato/a ufficio tecnico impianti Ingegneria e design
Monfalcone Supervisore/a di produzione officina apparato motore Progettazione e produzione
Trieste Ingegnere – Specialista Area Sicurezza in Mare Innovazione, ricerca e sviluppo
Trieste Digital Transformation Analyst Informatica e telecomunicazioni
Trieste Planner di Commessa, Project Controller e Procurement Coordinator Project Management

Come presentare la candidatura online

Per accedere alle selezioni attive o inviare il proprio profilo per le future assunzioni legate al piano di sviluppo, occorre collegarsi al portale ufficiale dell’azienda nella sezione Lavora con noi. Attraverso la piattaforma è possibile selezionare le offerte d’interesse in base alla regione o all’area funzionale e inviare il modulo di candidatura, avendo cura di caricare il proprio Curriculum Vitae aggiornato.

Rimane sempre attiva anche la possibilità di inviare una candidatura spontanea per i diversi ambiti aziendali.

Altri annunci per tecnici e impiegati nel settore industriale

Le opportunità promosse da Fincantieri si affiancano ad altre iniziative d’inserimento nel comparto produttivo e dei servizi. Si segnalano i reclutamenti curati da Aruba Group per professionisti in ambito IT, le ricerche di personale aperte da Marriott Group nell’ambito dell’accoglienza turistica e quelle di Poste Italiane.

Dalle piazze ai social, la competizione geopolitica investe le democrazie

22 October 2026 at 14:24

Quando il 13 ottobre Ken McCallum, direttore generale dell’MI5, ha descritto un ambiente di sicurezza profondamente mutato, le proteste che nei giorni successivi avrebbero attraversato diverse città europee non erano ancora diventate oggetto di verifiche sulle possibili interferenze straniere. Il suo intervento delineava una stagione nella quale le attività degli Stati ostili, il terrorismo e l’evoluzione tecnologica stanno modificando la natura delle minacce alle società occidentali. Le successive notizie sulle indagini europee relative a campagne di disinformazione e amplificazione dei disordini hanno conferito a quell’avvertimento una particolare attualità.

La successione degli eventi non dimostra un collegamento diretto tra le violenze e le attività di governi stranieri. Le verifiche riferite dal Financial Times riguardano possibili operazioni condotte nell’ambiente digitale, con il coinvolgimento sospettato di reti filorusse e di altri attori. Restano da accertare responsabilità ed effetti concreti, ma la difficoltà di distinguere tra mobilitazione spontanea e sfruttamento esterno delle tensioni sociali riflette una delle complessità dell’attuale ambiente di sicurezza.

Il Council on Foreign Relations è tornato sull’intervento di McCallum, approfondendo il ruolo della radicalizzazione e delle tecnologie digitali. In Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto, che da tempo parla di “guerra ibrida” contro l’Europa, ha denunciato l’utilizzo delle piattaforme social da parte di alcuni Paesi per monitorare, studiare e influenzare gli utenti, mentre il concetto di “conflitto cognitivo” diventa sempre più utile per interpretare la possibile interazione tra disordini e strategie di destabilizzazione. Angolazioni differenti, che tuttavia convergono su una questione più ampia: la crescente rilevanza delle vulnerabilità interne delle democrazie nella competizione geopolitica.

Le fondamenta interne del potere

Le operazioni di influenza accompagnano da decenni la rivalità tra potenze. Durante la Guerra fredda, propaganda e disinformazione costituivano strumenti consolidati della competizione internazionale. Sono cambiate soprattutto le condizioni tecnologiche nelle quali queste attività vengono condotte, la quantità di informazioni disponibili sugli individui e la possibilità di intervenire rapidamente su processi sociali già in corso.

Le piattaforme digitali hanno ampliato le opportunità di partecipazione politica, creando contemporaneamente un ambiente nel quale la visibilità dei contenuti dipende da sistemi algoritmici e meccanismi commerciali che possono favorire la circolazione di messaggi divisivi. L’intelligenza artificiale consente inoltre di produrre e personalizzare contenuti su scala crescente, riducendo i costi di determinate operazioni informative.

Per un attore ostile, il vantaggio consiste nella possibilità di inserirsi in controversie autentiche, sfruttando tensioni economiche, politiche o identitarie senza necessariamente provocarle. Il malcontento sociale conserva cause proprie, che non possono essere subordinate a spiegazioni geopolitiche, ma la sua rappresentazione pubblica può essere alterata attraverso campagne di amplificazione e manipolazione.

Le conseguenze strategiche emergono nel rapporto tra le risorse di uno Stato e la sua capacità di impiegarle. Le decisioni di politica estera e sicurezza richiedono legittimazione politica e continuità istituzionale, soprattutto quando comportano costi prolungati, come il sostegno militare agli alleati, le sanzioni economiche o gli investimenti nella difesa. L’erosione della fiducia istituzionale e la frammentazione dell’ambiente informativo possono rendere più difficile sostenere tali scelte, anche quando le capacità materiali dello Stato rimangono intatte.

Il dissenso costituisce naturalmente una componente essenziale della democrazia e può contribuire a migliorare le decisioni. La vulnerabilità si manifesta quando interventi manipolativi, di attori statuali o organizzazioni (anche criminali), compromettono le condizioni informative nelle quali il confronto politico si sviluppa. La tenuta interna diventa così una variabile della capacità di proiezione internazionale, offrendo agli attori ostili la possibilità di esercitare pressioni strategiche senza ricorrere necessariamente a forme dirette di aggressione.

Il potere delle infrastrutture digitali

Le preoccupazioni espresse da Crosetto richiamano una dimensione che supera la tradizionale disinformazione: il ruolo delle infrastrutture attraverso le quali vengono raccolte informazioni sui comportamenti degli utenti e organizzata la distribuzione dei contenuti. Le grandi piattaforme dispongono di capacità di analisi e personalizzazione che incidono quotidianamente sull’esperienza informativa individuale. Sebbene queste tecnologie rispondano prevalentemente a finalità commerciali, il loro funzionamento assume rilevanza strategica quando soggetti esterni possono sfruttarne le caratteristiche o esercitare influenza sulle imprese che le gestiscono. La concentrazione di dati e capacità tecnologiche attribuisce inoltre a pochi operatori privati un peso considerevole sulle condizioni del dibattito pubblico.

Occorre comunque distinguere tra la disponibilità di informazioni sugli utenti e l’effettiva capacità di modificarne opinioni e comportamenti, che rimane complessa e non automatica. La rilevanza del problema risiede anche nella crescente dipendenza delle società democratiche da infrastrutture transnazionali sulle quali le istituzioni pubbliche esercitano un controllo limitato.

Il dibattito italiano sull’estensione a 14 anni del divieto di iscrizione ai social network, pur riguardando principalmente la tutela dei minori, riflette una più ampia attenzione politica verso gli effetti dell’ambiente digitale sulla formazione individuale. Non costituisce una risposta alla guerra ibrida, ma segnala quanto le conseguenze sociali delle piattaforme stiano entrando in ambiti differenti dell’azione pubblica.

Il concetto di conflitto cognitivo assume significato in questo contesto, descrivendo il tentativo di incidere sui processi attraverso i quali individui e collettività interpretano gli avvenimenti e maturano orientamenti politici. Per le democrazie, la questione riguarda la possibilità di preservare l’autonomia dei propri processi decisionali in un ambiente informativo sempre più condizionato da infrastrutture private e da potenziali interferenze esterne.

Il dilemma della sicurezza democratica

L’evoluzione delle minacce richiede una cooperazione più stretta tra intelligence, autorità regolatorie, istituzioni pubbliche e operatori tecnologici. Ma l’ampliamento del perimetro della sicurezza comporta anche il rischio di attribuire rilevanza strategica a fenomeni che appartengono al normale funzionamento del confronto democratico.

La distinzione tra attività ostili e legittimo esercizio delle libertà diventa particolarmente delicata quando le operazioni di influenza si inseriscono in mobilitazioni collettive o controversie politiche autentiche. Le indagini sulle proteste europee mostrano l’importanza di separare amplificazione digitale, coordinamento operativo e coinvolgimento diretto negli episodi violenti. La complessità delle attività online può rendere difficile attribuire responsabilità, ma l’incertezza non può trasformarsi in una presunzione di interferenza straniera.

La risposta richiede capacità investigative, trasparenza delle piattaforme e cooperazione internazionale, accompagnate da garanzie democratiche adeguate. Esiste tuttavia un limite all’efficacia degli strumenti di sicurezza: una società attraversata da profonde fratture economiche e politiche non può diventare resiliente attraverso la sola individuazione delle campagne ostili. Le interferenze possono aggravare tensioni preesistenti, le cui cause richiedono risposte politiche e istituzionali.

È qui che l’avvertimento dell’MI5 acquista una portata più ampia. La competizione geopolitica continua a misurarsi attraverso risorse militari, economiche e tecnologiche, ma la possibilità di tradurle in risultati dipende anche dalla credibilità delle istituzioni e dalla capacità di sostenere decisioni collettive. Una democrazia può conservare strumenti di potere considerevoli e vedere ridotta la propria autonomia strategica se il deterioramento del confronto pubblico ne compromette la capacità decisionale.

La sfida per le società occidentali consiste dunque nel rafforzare la protezione dei propri processi politici senza confondere il dissenso con la destabilizzazione o subordinare il pluralismo alle esigenze della sicurezza. In un ambiente internazionale nel quale gli avversari possono cercare di condizionare le scelte di uno Stato agendo sulle condizioni sociali e informative che le rendono possibili, la qualità del funzionamento democratico diventa essa stessa una risorsa strategica.

João Henriques é o novo treinador do Nacional

21 October 2026 at 23:25
Depois de João Gião e de Alexandre Santos, o ex-treinador do Marítimo João Henriques é o próximo treinador do Nacional. João Henriques, de 53 anos, regressa à Madeira depois de ter treinado o Marítimo na temporada 2022/2023 em que o Marítimo desceu à II Liga. Depois do Marítimo passou pelo Olimpija Ljubljana, Radomiak Radom e […]

Porto do Funchal recebeu quatro navios de cruzeiro

21 October 2026 at 18:35
O Porto do Funchal recebeu hoje, quarta-feira, quatro navios de cruzeiro, que movimentaram um total de 4.538 passageiros e 2.021 tripulantes Depois de na véspera terem chegado do Porto Santo o Amadea (522 passageiros e 324 tripulantes) e o Hanseatic Spirit (192 passageiros e 167 tripulantes), esta manhã juntaram-se os navios Liberty of the Seas […]

Interrupção de abastecimento de água na zona do Pico Funcho e São Martinho

21 October 2026 at 18:30
A Câmara Municipal do Funchal informa que, amanhã, 22 de outubro, devido à necessidade de intervenção na rede pública de incêndio, será necessário interromper o fornecimento de água na zona do Pico Funcho e em São Martinho. A interrupção terá início pelas 09:30 e uma duração estimada de três horas. Serão afetadas as seguintes zonas […]

Curso Intensivo de Segurança e Defesa com nona edição na Madeira

21 October 2026 at 18:25
O Instituto da Defesa Nacional (IDN) vai realizar na Região Autónoma da Madeira, no ano académico 2026/27, a nona edição do Curso Intensivo de Segurança e Defesa (CISEDE). Este curso, sem encargos para os auditores, conta com o alto patrocínio do Governo Regional da Madeira e visa promover o aprofundamento do conhecimento dos cidadãos sobre […]

Dos quartos partilhados ao regresso à casa dos pais: à procura de um teto no Porto, sem saber como “sair deste buraco”

21 October 2026 at 16:41

Um colchão sobre paletes, 14 mudanças de casa, dois trabalhos que não chegam para recuperar a independência. Há quem viva na rua e quem já tenha dividido casa com dez pessoas. Na Praça D. João I, no Porto, o Expresso ouviu os testemunhos de quem vive o drama de procurar habitação e ter as portas fechadas para uma vida mais digna

Veleiro “Sörlandet” a emoldurar a baía do Funchal até 28 de outubro

21 October 2026 at 16:29
A baía do Funchal esta engalanada, por eates dias, de dois belos veleiros clássicos. Um deles é o “Santa Maria Manuela”, o outro do “Sörlandet” (na foto). Com efeito,o “Sörlandet” chegou ao Funchal a 19 de outubro numa escala agenciada pela Wilhelmsen Port Services Portugal, S.A. O veleiro veio de Vigo e parte a 28/10/2026, […]

Relógios atrasam uma hora de sábado para domingo

21 October 2026 at 15:58
O Gabinete da Presidência do Governo Regional da Madeira informa que, nos termos do Decreto Legislativo Regional n.º 6/96/M, a Hora Legal da Região Autónoma da Madeira deverá ser atrasada em 60 minutos às 2 horas de tempo legal (1 hora UTC) do dia 25 de outubro. Assim, quando forem duas da manhã de Domingo, […]

“Basquetebol na Cidade” de 22 de outubro e 3 de novembro na Praça do Povo

21 October 2026 at 15:53
A Secretaria Regional de Educação, Ciência e Tecnologia e a Direção Regional de Educação promovem hoje a Conferência de Imprensa da 4.ª Edição do “Basquetebol na Cidade”, na Praça do Povo. A iniciativa é organizada pela Direção de Serviços do Desporto Escolar, em parceria com a Associação de Basquetebol da Madeira, e conta com o […]

PCP denuncia discriminação salarial na Função Pública

21 October 2026 at 15:45
O PCP realizou hoje uma jornada de contacto com trabalhadores da Administração Pública Central e da Universidade da Madeira, no âmbito da campanha «Romper com Injustiças – Novo Rumo uma Vida Melhor”», denunciando uma situação de desigualdade salarial que penaliza trabalhadores que exercem funções na Região Autónoma da Madeira. Junto ao Campus Universitário da Penteada, […]

Ministero Giustizia, concorso da 450 posti per Viceispettori Penitenziari: requisiti e scadenze

21 October 2026 at 14:33

Il Ministero della Giustizia, nella fattispecie il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha indetto un concorso pubblico, per esami, finalizzato al reclutamento di 450 Allievi Viceispettori da inserire a tempo pieno e indeterminato nel Corpo di Polizia Penitenziaria.

La selezione rappresenta un’occasione per diplomati universitari e laureati che desiderano accedere al ruolo degli ispettori, assumendo funzioni di carattere operativo e di coordinamento negli istituti penitenziari di tutta Italia. Per garantire una copertura più rapida dei posti in organico, la procedura concorsuale è stata semplificata attraverso l’eliminazione della prova pre-selettiva.

Riserve di posti e categorie tutelate

Della dote complessiva di 450 posti messi a bando, una quota pari a un sesto (75 posti) è riservata al personale già appartenente ai ruoli del Corpo di polizia penitenziaria con almeno tre anni di effettivo servizio, per il quale si prescinde dal limite di età anagrafica.

All’interno dei posti concorsuali sono inoltre previste le seguenti riserve di legge:

  • 22 posti in favore del coniuge, dei figli superstiti o dei parenti in linea collaterale di secondo grado del personale appartenente alle Forze di polizia o alle Forze armate deceduto in servizio e per causa di servizio;
  • 9 posti riservati agli Ufficiali che hanno completato senza demerito la ferma biennale nelle Forze armate;
  • 1 posto riservato ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo per l’assegnazione agli istituti penitenziari della provincia di Bolzano.

I posti riservati che non dovessero essere coperti per assenza di vincitori saranno riassegnati agli altri candidati idonei secondo l’ordine della graduatoria finale di merito.

Quali sono i requisiti di partecipazione

Per essere ammessi al concorso per Allievi Viceispettori è necessario possedere i seguenti requisiti generali e specifici alla data di scadenza del bando:

  • cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
  • età non superiore ai 32 anni non compiuti, limite elevabile fino a un massimo di tre anni in relazione al servizio militare svolto;
  • possesso del diploma di laurea triennale o di livello superiore idoneo a garantire i crediti per le lauree magistrali di ambito giuridico-economico o delle scienze politiche e sociali;
  • possesso delle qualità morali e di condotta previste per l’accesso ai ruoli delle Forze di polizia;
  • idoneità fisica, psichica e attitudinale allo svolgimento delle mansioni.

Si sottolinea che il titolo di studio universitario richiesto può essere conseguito anche entro la data di svolgimento della prima prova d’esame.

Come si svolge l’iter selettivo

La procedura di selezione si articola in diverse fasi successive:

  • una prova scritta, che consisterà nella somministrazione di un questionario con quesiti a risposta multipla vertenti su elementi di diritto penale, diritto processuale penale e diritto penitenziario, che si intenderà superata con una votazione minima di 7 su 10;
  • i candidati ammessi sosterranno i test di efficienza fisica;
  • chi avrà superato la prova fisica, sarà sottoposto ad accertamenti sanitari e psico-attitudinali;
  • colloquio sulle materie della prova scritta integrato da elementi di ordinamento dell’amministrazione penitenziaria, diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto civile e lingua straniera.

Modalità di candidatura e scadenze

La domanda di partecipazione deve essere compilata e inviata esclusivamente online tramite il portale del reclutamento inPA oppure dal sito istituzionale del Ministero della Giustizia.

Per l’accesso alla procedura telematica è necessario disporre di un’identità digitale a scelta tra Spid, Cie o Cns e di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata intestato al candidato.

Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 29 ottobre alle ore 23:59. Al termine dell’invio, la piattaforma rilascerà la ricevuta dotata di codice identificativo che il candidato dovrà stampare ed esibire il giorno della prova scritta.

Altri concorsi attivi

Nel mese di ottobre ci sono anche altre opportunità di carriera nelle Forze Armate. Sono attualmente aperte le candidature per diverse procedure di reclutamento nel comparto difesa e sicurezza. Si consiglia di consultare con regolarità la piattaforma inPA per rimanere aggiornati sui bandi in scadenza e sulle relative date delle prove.

Casa do Povo de São Roque do Faial promove sessão sobre prevenção e deteção de burlas informáticas

21 October 2026 at 12:16
Decorrerá amanhã, 22 de outubro, pelas 15 h, na sede da Casa do Povo de São Roque do Faial, uma sessão de divulgação sobre Burlas Informáticas, Prevenção e Deteção, da responsabilidade da Polícia Judiciária. Com o objetivo de sensibilizar a população em geral sobre os perigos da internet e de modo a elucidar as pessoas […]

Da Washington al Pireo, così il caso Cosco riapre il dilemma strategico di Imec

21 October 2026 at 11:56

Le infrastrutture commerciali stanno assumendo un peso crescente nella competizione strategica tra Stati Uniti e Cina. Una lettera del Congresso americano sulle presunte attività di intelligence condotte da navi di Cosco Shipping riporta l’attenzione sul ruolo degli operatori cinesi nella logistica internazionale, con implicazioni che potrebbero estendersi anche al futuro del corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec).

Il 14 ottobre, tre influenti esponenti della Camera dei Rappresentanti — John Moolenaar, presidente della commissione speciale sulla Cina, Rick Crawford, presidente della commissione Intelligence, e Carlos Gimenez, presidente della sottocommissione sulla sicurezza dei trasporti marittimi — hanno scritto al segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin per chiedere maggiori controlli sulle attività di Cosco.

La lettera cita recenti ricostruzioni giornalistiche secondo cui alcune navi della compagnia avrebbero utilizzato apparecchiature nascoste per intercettare comunicazioni militari e informazioni sensibili lungo le coste americane, nell’ambito di una presunta collaborazione di intelligence con Pechino. Accuse ancora da verificare, ma sufficientemente rilevanti da spingere i parlamentari a chiedere una revisione dei privilegi concessi alla compagnia.

Al centro della richiesta c’è Qualship 21, un programma della Guardia costiera statunitense che riconosce alle navi conformi a elevati standard di sicurezza benefici operativi, tra cui una minore frequenza delle ispezioni portuali. Secondo la lettera, almeno dieci unità Cosco risultavano iscritte al programma a luglio. I parlamentari chiedono di revocarne i benefici, rafforzare i controlli e analizzare le rotte delle navi alla ricerca di eventuali anomalie riconducibili ad attività di intelligence.

La vicenda si inserisce in un quadro già deteriorato. Nel gennaio 2025, il Pentagono aveva inserito Cosco nell’elenco delle società considerate legate all’apparato militare cinese, ai sensi della Section 1260H. Una designazione che non comporta automaticamente sanzioni, ma che segnala la crescente attenzione americana verso l’integrazione tra attività commerciali e interessi strategici della Repubblica Popolare.

Il valore della lettera supera dunque le singole accuse. Washington sta progressivamente incorporando criteri di sicurezza nazionale nella valutazione di operatori e infrastrutture tradizionalmente considerati attraverso parametri prevalentemente commerciali.

Una flotta mercantile garantisce accesso a rotte e aree geografiche sensibili; un terminal portuale gestisce informazioni dettagliate sui flussi logistici; le piattaforme digitali che coordinano queste attività possono offrire visibilità sulle catene di approvvigionamento. La questione riguarda quindi anche il controllo dei dati e delle infrastrutture che sostengono l’interdipendenza economica globale.

Questa evoluzione ha un possibile riflesso sul dibattito, già aperto da tempo, riguardante il ruolo del Pireo nel corridoio Imec. Il porto greco, controllato da Cosco, è stato considerato un possibile approdo europeo del progetto, nonostante gli interrogativi sulla sua compatibilità con gli obiettivi di diversificazione strategica del corridoio.

La lettera americana non riguarda il Pireo, ma rende più attuale una domanda: quali garanzie potrebbero consentire l’integrazione di infrastrutture controllate da operatori considerati problematici da Washington? Meccanismi di supervisione, protezione dei dati e governance condivisa potrebbero offrire alcune risposte, mentre una rete di approdi complementari, incluso Trieste, permetterebbe di diversificare i rischi senza escludere la Grecia.

È proprio questo il tema al centro della nuova edizione di “Indo-Pacific Salad”, la newsletter che analizza le connessioni tra geopolitica, tecnologia e competizione strategica. Approfondiamo il caso Cosco e le sue implicazioni per Imec, cercando di capire come la sicurezza economica stia ridisegnando le infrastrutture della globalizzazione. Iscriviti a “Indo-Pacific Salad” seguendo il link per ricevere l’analisi completa e seguire le dinamiche che stanno trasformando l’Indo-Pacifico e i suoi collegamenti con l’Europa.

Corte Ue su truffe e phishing: ora sono le banche a dover pagare i correntisti

21 October 2026 at 10:44

Le tutele per i correntisti vittime di truffe informatiche e phishing si arricchiscono di un tassello fondamentale, destinato a cambiare la gestione dei rimborsi bancari. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che gli istituti di credito hanno l’obbligo di restituire immediatamente le somme sottratte attraverso operazioni non autorizzate, anche nei casi in cui si ipotizzi che il cittadino abbia agito con grave negligenza o disattenzione.

La pronuncia dei giudici europei ribalta una prassi consolidata anche in Italia, dove le banche tendono a negare il riaccredito preventivo trattenendo il denaro e scaricando sul cliente l’onere di avviare complessi ricorsi.

Cosa prevede la sentenza della Corte Ue

I giudici europei hanno chiarito che, a fronte della segnalazione tempestiva di una transazione sospetta, il prestatore dei servizi di pagamento deve restituire l’intero importo sottratto entro e non oltre la fine del primo giorno lavorativo successivo alla notifica.

L’unica eccezione che consente all’istituto di sospendere il riaccredito immediato si verifica in presenza di un fondato e motivato sospetto di una frode commessa dallo stesso correntista, circostanza che la banca deve comunque segnalare formalmente e per iscritto alla Banca d’Italia.

Perché cambia la gestione dei rimborsi per i correntisti

La vera svolta della sentenza risiede nell’inversione della procedura d’indagine. Fino ad oggi, la tendenza prevalente delle banche era quella di trattenere le cifre sottratte sostenendo che la vittima avesse consegnato incautamente i propri codici di accesso ai criminali informatici che glieli chiedevano per messaggio.

La Corte Ue ha stabilito che questo meccanismo di blocco preventivo non è legittimo:

  • l’istituto ha il dovere primario di restituire subito le somme rubate sul conto corrente;
  • se la banca ritiene che il cliente abbia agito con dolo o colpa grave, non può trattenere il denaro d’autorità, ma deve avviare una procedura separata per dimostrare la negligenza dell’utente e chiederne la restituzione

In questo modo si evita che sia il cittadino a dover anticipare le spese legali o attendere i tempi dell’Arbitro Bancario Finanziario per rientrare in possesso del proprio denaro.

Come comportarsi in caso di addebito non autorizzato

Se si scopre di essere stati vittime di una transazione fraudolenta o di un prelievo non autorizzato, la regola fondamentale è sempre una: segnalare tempestivamente l’accaduto per attivare le tutele previste. Ecco quali sono i passi da fare se si sospetta di essere vittime di truffa:

  • contattare immediatamente i numeri verdi ufficiali dell’istituto per bloccare le carte e le credenziali di home banking;
  • sporgere formale denuncia dell’accaduto presso le autorità di Polizia Postale;
  • inviare un reclamo formale via Pec o raccomandata alla propria banca chiedendo il riaccredito immediato delle somme entro il giorno lavorativo successivo, richiamando espressamente la sentenza C-70/25 della Corte di Giustizia Ue.

Pensioni 2027, con i nuovi coefficienti gli assegni sono più bassi del 2026

21 October 2026 at 09:40

Chi deciderà di andare in pensione a partire dal 1° gennaio 2027 rischia di percepire un trattamento mensile più leggero rispetto a chi lascia l’attività entro la fine del 2026, a parità di età anagrafica e di anzianità contributiva.

A determinare la contrazione dei futuri cedolini è l’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione pubblicato dal Ministero del Lavoro, che ricalcola il rendimento del capitale accumulato sulla base del nuovo incremento dell’aspettativa di vita.

Cosa sono i coefficienti di trasformazione e perché cambiano

Nel sistema contributivo, ormai applicato alla quasi totalità dei lavoratori prossimi al riposo, l’importo della prestazione si ottiene moltiplicando le somme accantonate durante la carriera (il cosiddetto montante contributivo) per una percentuale denominata coefficiente di trasformazione.

Il valore di questo moltiplicatore cresce con l’avanzare dell’età di uscita, garantendo un rendimento annuo più elevato a chi lavora più a lungo. Tuttavia, i parametri vengono aggiornati a cadenza biennale per adeguarsi all’evoluzione demografica. Poiché la speranza di vita media continua a salire, le tabelle per il biennio 2027-2028 subiranno una revisione al ribasso: la medesima riserva finanziaria dovrà infatti garantire la copertura di un periodo di erogazione stimato più esteso.

Le simulazioni sugli assegni

Dalle stime elaborate, la riduzione lorda varia in proporzione diretta all’età del pensionato e all’entità del capitale maturato. Di seguito la comparazione omogenea dell’impatto atteso per diverse fasce di contribuenti nel 2027 rispetto al 2026:

Profilo di uscita Capitale accumulato Assegno mensile lordo stima (2027) Taglio mensile lordo Taglio annuale lordo (13 mensilità)
Pensione di vecchiaia (63 anni) 250.000 euro ~ 935 euro al mese -19 euro al mese -247 euro l’anno
Pensione di vecchiaia (67 anni) 250.000 euro ~ 1.060 euro al mese -18 euro al mese -234 euro l’anno
Pensione di vecchiaia (67 anni) 300.000 euro ~ 1.272 euro al mese -22 euro al mese -286 euro l’anno
Pensione di vecchiaia (67 anni) 500.000 euro ~ 2.120 euro al mese -36 euro al mese -468 euro l’anno

Perché un mese di lavoro in più non basta a evitare il taglio

L’aggiornamento dei parametri si inserisce in un contesto segnato dal riavvio degli automatismi di adeguamento dei requisiti alla speranza di vita. Dal 1° gennaio 2027, la soglia minima per accedere alla pensione di vecchiaia salirà di 30 giorni, attestandosi a 67 anni e 1 mese, mentre per la prestazione anticipata contributiva occorreranno 64 anni e 1 mese.

Tuttavia, un’ulteriore contribuzione versata in un solo mese apporterebbe un beneficio marginale al capitale complessivo: per neutralizzare l’effetto delle nuove tabelle occorrerebbero tra i 5 e i 7 mesi di attività in più. Di conseguenza, chi maturerà i requisiti nel 2027 percepirà dall’Inps un importo strutturalmente inferiore rispetto a chi ha lasciato la professione l’anno precedente a parità di percorso.

Treinador do Nacional despedido ou transferido para Luanda?

20 October 2026 at 18:10
O Clube Desportivo Nacional – Futebol, SAD informa que chegou, no dia de hoje, a acordo com o Atlético Petróleos de Luanda (conhecido como Petro de Luanda) para a transferência do treinador da equipa principal, Alexandre Santos, com efeitos imediatos. Neste momento de despedida, o CD Nacional agradece toda a dedicação demonstrada na liderança da […]

Chi soffia sul fuoco delle proteste? Cosa si muove dietro le manifestazioni in Italia e in Europa

20 October 2026 at 10:49

Le proteste che nelle ultime settimane hanno attraversato diversi Paesi europei, dalla Francia al Belgio, dalla Spagna all’Italia, dove sono dal weekend al centro del dibattito pubblico e politico, hanno riportato in superficie un disagio che supera le rivendicazioni economiche da cui molte di esse hanno preso origine. L’aumento del costo della vita, la pressione sui redditi e le difficoltà di accesso alla casa alimentano una percezione di arretramento della prosperità, mentre gli episodi di violenza registrati in alcune città rivelano tensioni sociali più profonde.

Le fratture della prosperità europea

In Italia, queste dinamiche incontrano fragilità consolidate: stagnazione della produttività, debole crescita dei salari reali e difficoltà nel garantire opportunità di mobilità sociale. Gli shock energetici e inflazionistici, legati anche alla guerra regionale nell’Indo-Mediterraneo, hanno accentuato il senso di insicurezza economica, anche perché i governi nazionali dispongono di margini limitati per intervenire sulle determinanti internazionali di questi fenomeni.

Al disagio materiale si sovrappone una dimensione socioculturale, particolarmente visibile in alcuni segmenti delle generazioni più giovani. La sfiducia nelle istituzioni, la perdita di riferimenti collettivi e l’incertezza sulle prospettive personali possono alimentare forme di risentimento prive di una rappresentanza politica riconoscibile. In determinati contesti, anche le tensioni identitarie presenti in settori delle seconde e terze generazioni con background migratorio si intrecciano con condizioni di marginalità e narrazioni nazionali, culturali o religiose antagoniste. Sono fenomeni distinti, che non possono essere generalizzati né automaticamente associati alla violenza, ma che contribuiscono alla crescente complessità delle fratture sociali europee.

La politica non sempre ha saputo governare queste trasformazioni. Forze appartenenti a tradizioni ideologiche differenti hanno spesso privilegiato la mobilitazione del malcontento rispetto alla costruzione di risposte sostenibili. La ricerca del consenso, quando prevale sulla responsabilità di confrontarsi con i vincoli economici e istituzionali, finisce per alimentare aspettative destinate a essere disattese e consolidare la sfiducia verso il sistema politico.

Questa combinazione di vulnerabilità economiche, sociali e istituzionali assume oggi una rilevanza che supera la politica interna. In un contesto di competizione geopolitica crescente, le fratture delle società democratiche costituiscono anche opportunità di pressione strategica per attori esterni.

La strumentalizzazione geopolitica del disagio

La Russia ha sviluppato nel tempo una significativa capacità di sfruttare le tensioni interne alle democrazie occidentali. Le controversie sull’immigrazione, il sostegno all’Ucraina, ancora prima la gestione del Covid, più in generale le questioni identitarie e la sfiducia nelle istituzioni offrono terreni favorevoli per operazioni di influenza orientate ad accentuare la polarizzazione e indebolire la coesione politica europea.

Un esempio indicativo arriva da Rybar, influente rete informativa russa vicina all’ambiente militare, che ha diffuso una mappa delle recenti proteste europee, aggregando manifestazioni, arresti e feriti in diversi Paesi. Eventi differenti per cause, partecipazione e intensità vengono ricondotti a una rappresentazione unitaria di un continente attraversato da un’instabilità crescente.

La rilevanza di questa operazione comunicativa risiede nel modo in cui fatti autentici vengono selezionati, sottratti parzialmente al loro contesto e ricomposti in una narrazione coerente con gli interessi strategici di Mosca. Attraverso Telegram e la circolazione di contenuti tra diverse piattaforme, rappresentazioni di questo genere possono raggiungere pubblici differenti, alimentando interpretazioni che accentuano le divisioni esistenti.

La diffusione di una simile mappa non dimostra un coinvolgimento russo nell’organizzazione delle proteste; mostra piuttosto come queste possano essere utilizzate per rappresentare l’Europa come un sistema politicamente fragile. Ossia viene offerta ai lettori l’immagine di un modello disfunzionale, corroso internamente, e pertanto non idoneo a costituire oggetto di aspirazioni per le collettività (in primis quelle russe).

Il meccanismo appartiene al più ampio repertorio dell’information warfare, nel quale disinformazione deliberata, circolazione di contenuti fuorvianti, amplificazione coordinata e astroturfing — la costruzione artificiale di un apparente consenso spontaneo — possono concorrere a manipolare il dibattito pubblico. Gli stessi episodi di violenza possono essere presentati come prova dell’estremismo dei manifestanti oppure della repressione autoritaria dei governi, o ancora del malcontento diffuso in Europa, favorendo narrazioni contrapposte che convergono nell’erosione della fiducia democratica.

La dimensione algoritmica amplia ulteriormente queste possibilità. Sono state documentate in più occasioni precedenti operazioni coordinate di influenza con account non autentici e contenuti distribuiti attraverso TikTok – il cui fenomenale algoritmo è controllato da una società cinese – e altre piattaforme. Questi precedenti mostrano come le reti digitali possano contribuire ad amplificare specifiche mobilitazioni e influenzare la percezione del confronto politico.

Gli algoritmi di raccomandazione possono inoltre indirizzare contenuti politicamente sensibili verso determinati segmenti di pubblico, con possibili conseguenze sulle dinamiche di mobilitazione. La distinzione tra amplificazione algoritmica, manipolazione coordinata e intervento intenzionale di attori statali rimane essenziale quanto nebulosa.

Dall’informazione alle minacce ibride

Lo sfruttamento delle vulnerabilità democratiche si inserisce in una competizione che ha progressivamente superato i confini della propaganda tradizionale. Le operazioni informative possono accompagnarsi ad attacchi informatici, sabotaggi, provocazioni e altre attività clandestine, secondo modalità riconducibili alla hybrid warfare.

Le operazioni ostili attribuite alla Russia in Europa negli ultimi anni hanno mostrato come strumenti differenti possano essere impiegati per esercitare pressione sulle società occidentali, complicare l’azione delle autorità e alimentare un clima di insicurezza. Le grandi manifestazioni costituiscono, almeno potenzialmente, contesti favorevoli per provocazioni difficili da attribuire nell’immediato, soprattutto quando tensioni preesistenti rendono probabile una rapida escalation.

L’eventuale convergenza tra interferenze fisiche e amplificazione digitale rappresenta una vulnerabilità particolarmente delicata. Un episodio isolato può acquisire una rilevanza politica sproporzionata attraverso la circolazione selettiva delle immagini, contribuendo a radicalizzare il confronto tra manifestanti, forze dell’ordine e istituzioni.

Questo rischio non autorizza ad attribuire automaticamente responsabilità straniere agli episodi di violenza. La distinzione tra sfruttamento opportunistico del disordine, operazioni coordinate e coinvolgimento diretto di apparati statali rimane essenziale, ma non sempre è possibile stabilirla con certezza. La complessità delle operazioni ibride, la sovrapposizione tra attori, strumenti e livelli di intervento, così come il ricorso a intermediari e reti difficilmente riconducibili a un unico centro decisionale, possono rendere particolarmente opaca l’attribuzione delle responsabilità. In questa ambiguità risiede parte della loro efficacia strategica: l’incertezza ostacola la capacità di risposta delle istituzioni e può diventare essa stessa uno strumento di destabilizzazione.

La dimensione transatlantica

Le vulnerabilità europee si inseriscono anche in una trasformazione più ampia degli equilibri occidentali, anche questi spesso sfruttati dalle narrazioni rivali. Per gran parte del secondo dopoguerra, la leadership americana ha sostenuto un sistema nel quale sicurezza collettiva, prosperità economica e istituzioni democratiche erano elementi di un progetto politico condiviso.

Il primo e il secondo mandato di Donald Trump hanno introdotto una discontinuità significativa. L’enfasi sulla sovranità nazionale, l’approccio transazionale alle alleanze e la critica alle istituzioni multilaterali hanno contribuito a spostare l’attenzione dalla tutela di un ordine collettivo verso una concezione più immediata degli interessi americani.

Questa evoluzione non spiega le tensioni sociali europee, ma ha reso meno riconoscibile la prospettiva politica comune che per decenni aveva rappresentato uno dei principali fattori di coesione occidentale. Per società già attraversate da incertezze economiche e crisi di rappresentanza e appartenenza, la trasformazione del ruolo americano introduce un’ulteriore dimensione di insicurezza, offrendo alle potenze rivali nuovi argomenti per mettere in discussione la credibilità e la tenuta dell’Occidente.

La coesione sociale come questione di sicurezza

La crescente interdipendenza tra coesione sociale, qualità del dibattito democratico e sicurezza strategica impone di ampliare il concetto di resilienza europea. Le vulnerabilità interne, tradizionalmente affrontate attraverso strumenti di politica economica, sociale o di ordine pubblico, possono ormai diventare leve di pressione nelle mani di attori che perseguono obiettivi geopolitici ostili.

Contrastare questa dinamica richiede di intervenire sulle condizioni che rendono efficaci le operazioni di influenza. Potere d’acquisto, servizi essenziali, opportunità per le nuove generazioni e fiducia nella rappresentanza politica assumono una rilevanza direttamente strategica. Parallelamente, gli Stati europei dovrebbero però rafforzare le capacità di individuazione delle campagne coordinate, migliorare la trasparenza dei meccanismi algoritmici e integrare la sicurezza informativa nelle strategie di contrasto alle minacce ibride.

La complessità della risposta sta nel preservare una distinzione fondamentale: la libertà di manifestare e contestare le scelte del governo costituisce una prerogativa essenziale delle democrazie liberali. Confondere il dissenso con l’interferenza straniera, o rispondere alle vulnerabilità mediante una compressione indiscriminata delle libertà, comporterebbe l’indebolimento del modello politico che si intende preservare, modello che continua ad esercitare un’influenza globale, e per questo oggetto di opposizione da parte di rivali strategici, i quali, nel contrastarlo, trovano una giustificazione per il proprio controllo esistenziale su potere e masse.

La capacità delle potenze rivali di sfruttare le fratture occidentali dipende anche dalla profondità di quelle fratture. La sicurezza delle democrazie europee si giocherà dunque sempre più sulla loro capacità di affrontare le contraddizioni interne, preservare l’integrità del confronto pubblico e ricostruire una prospettiva credibile di prosperità e appartenenza. In un contesto di competizione strategica crescente, la qualità della vita democratica è diventata parte integrante della sicurezza europea.

Estepilha! Será que Ronaldo vai precisar de “vaquinha” para pagar multa de 255 euros?

19 October 2026 at 19:52
O jogador madeirense Cristiano Ronaldo foi hoje sancionado com 30 dias de suspensão e uma multa de 255 euros por ter abandonado o estágio da Seleção Nacional na Dinamarca. O Estepilha não sabe onde Ronaldo vai buscar os 255 euros aplicados pelo Conselho de Disciplina da Federação Portuguesa de Futebol mas sugere que faça uma […]
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