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Francia califica de terrorismo racista un tiroteo en las afueras de París que dejó un muerto y cuatro heridos graves

23 October 2026 at 17:35
El presidente francés, Emmanuel Macron, calificó de acto terrorista racista el tiroteo ocurrido el viernes en varias localidades de las afueras de París, que dejó un muerto y cuatro heridos graves, entre ellos una niña de 12 años. Tras visitar Trappes junto al primer ministro, Sébastien Lecornu, el mandatario afirmó que las víctimas fueron atacadas por su color de piel o por su religión supuesta.

Macron se reúne con grupos de estudiantes que protestan, mientras Francia se prepara para desplegar 70.000 efectivos de seguridad este sábado

23 October 2026 at 12:52
Unos 70.000 efectivos de las fuerzas de seguridad serán movilizados para mantener el orden en toda Francia este sábado, según informó el viernes el ministro del Interior, Laurent Nuñez. El presidente Emmanuel Macron se reúne con organizaciones estudiantiles en el Palacio del Elíseo, por primera vez desde que comenzaron las protestas en los institutos hace más de un mes. Siga nuestra cobertura en directo para conocer las últimas novedades.

La encrucijada de Francia: entre su crisis de deuda y unas demandas sociales en aumento

23 October 2026 at 03:58
Las finanzas de Francia se sacuden, con un déficit fiscal del 5,4% del PIB y una deuda pública récord. La incertidumbre crece por la posibilidad de que se rebaje la calificación crediticia del país. El Gobierno propone recortar el gasto estatal, proyecto que va en contravía de las demandas de los participantes de las actuales manifestaciones masivas y que llega a menos de seis meses de las elecciones a la Presidencia.

Virus Shamonda, morto un paziente in Francia: è il primo caso di infezione umana documentato. L’Ue: “Monitoriamo la situazione”

22 October 2026 at 19:51

Un paziente infettato da Shamonda è deceduto in ospedale a Lione. È il primo caso documentato documentato: fino a ora, questo virus era considerato non trasmissibile all’uomo. A darne notizia sono le autorità francesi. Il ministero della Salute ha reso noto che il paziente presentava una “grave immunodepressione” ed è deceduto all’inizio di ottobre. Sulla base delle attuali conoscenze su questo virus, proseguono, ad oggi non è stato identificato alcun rischio per la popolazione generale. L’ipotesi è quella di una contaminazione vettoriale del caso, tramite la puntura di un moscerino del genere Culicoides nella Francia orientale, territorio in cui è stata segnalata la circolazione del virus negli animali nella primavera ed estate del 2026.

La Commissione Europea sta “monitorando attentamente la situazione”, ha dichiarato la portavoce dell’esecutivo Ue per la Salute Eva Hrncirova. “Siamo in stretto contatto – continua – con l’Ecdc, l’Efsa e le autorità nazionali competenti per comprendere le potenziali implicazioni per la salute umana e animale. Il Laboratorio di riferimento dell’Ue (Eurl) per la salute pubblica è stato attivato ed è pronto a supportare gli Stati membri con analisi di laboratorio, qualora necessario”. “Le autorità francesi stanno indagando sulla questione in via prioritaria, con il supporto delle agenzie dell’Ue”, conclude. Anche l’infettivologo Matteo Bassetti ha commentato la notizia su X: “La scoperta apre una nuova fase delle indagini su un virus conosciuto da decenni negli animali. Shamonda, abbreviato in Shav. Nessun allarme, ma dovrà essere cercato questo virus quando ci si imbatte in sintomi compatibili”, ha commentato su X l’infettivologo Matteo Bassetti.

Il virus Shamonda è un orthobunyavirus trasmesso agli animali da moscerini ematofagi del genere Culicoides. È stato individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni ’60 ed è stato segnalato sporadicamente nei bovini in Africa occidentale, orientale e meridionale, nonché in Giappone. Nell’estate del 2026 è stato identificato per la prima volta in Europa in allevamenti bovini. I bovini sono considerati l’ospite primario tra le specie animali che possono essere infettate. Casi sporadici di infezione in piccoli ruminanti ed equini sono stati identificati anche quest’estate in Francia. Le autorità sanitarie francesi hanno inoltre informato gli organismi sanitari internazionali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

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Las autoridades de Lyon y Marsella prohíben todas las protestas para el sábado

22 October 2026 at 07:09
Este jueves, las autoridades locales prohibieron todas las protestas previstas para el sábado en Marsella y Lyon —la segunda y tercera ciudades más grandes de Francia—, con el fin de evitar que se repitan los actos de violencia y saqueos ocurridos el pasado fin de semana al margen de las manifestaciones sobre el costo de vida y la financiación de la educación. Siga nuestra web en directo para conocer las últimas novedades.

Francia e Germania mettono da parte le rivalità per arginare la Cina

22 October 2026 at 03:45

Aerial view of new cars waiting for shipment at a port in Shanghai, China, Wednesday, Jan. 14, 2026. (Chinatopix Via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Francia e Germania sono sempre state come cane e gatto. Per almeno un secolo e mezzo, la politica europea è stata attraversata dalla loro rivalità. Oggi a riavvicinarle è il timore verso la sovraccapacità industriale cinese, anche perché il deficit commerciale dell’Unione europea con la Cina ammonta a un miliardo di euro al giorno. Il 5 ottobre Friedrich Merz ed Emmanuel Macron hanno scritto congiuntamente a Ursula von der Leyen chiedendo uno strumento per escludere un Paese terzo dal mercato unico. Obiettivo tacito, la Cina. Fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginarlo, soprattutto da parte tedesca, poiché la Germania è legata a doppio filo alle imprese cinesi.

Non che Parigi e Berlino siano improvvisamente del tutto d’accordo su come proteggere l’industria europea. La posta in gioco riguarda l’intera base industriale, dall’acciaio alle tecnologie pulite. Proprio sull’automotive si erano trovate su fronti opposti. Sulle emissioni delle nuove auto al 2035, Berlino voleva obiettivi più leggeri mentre Parigi resisteva. Sull’Industrial Accelerator Act (Iaa), la proposta con cui Bruxelles vuole usare appalti e incentivi pubblici per sostenere la produzione europea, i ruoli erano invertiti. Parigi voleva un “Made in Europe” rigido, Berlino temeva di escludere partner importanti e di spezzare le catene di fornitura della sua industria. Il 16 ottobre, l’armistizio. La Francia ha accettato un obiettivo di riduzione delle emissioni delle nuove auto del 90% entro il 2035; la Germania ha accettato un criterio “Made in Europe” per l’auto nell’Iaa. Entrambi i dossier sono ingabbiati nel trilogo, e il compromesso politico rimane tutto da tradurre in realtà.

È stata la Cina a spingere Francia e Germania verso l’intesa. A metà giugno i leader europei avevano chiesto alla Commissione di provare la strada del dialogo con Pechino per riequilibrare il deficit commerciale, preparandosi a intervenire se entro l’autunno non fossero arrivati risultati. Il 29 giugno Maroš Šefčovič, Commissario europeo al Commercio, e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao hanno così inaugurato le Eu-China Trade and Investment Consultations. Il primo banco di prova è stato l’automotive. Nel 2024 l’Ue aveva imposto dazi sulle auto elettriche cinesi ma non sulle ibride, e i produttori cinesi hanno sfruttato la falla. Quando Pechino ha rifiutato di limitare le esportazioni, la Commissione ha iniziato a preparare una reazione, un cosiddetto “strumento di salvaguardia”. Lo strumento è rapido ma ha un difetto. Le regole dell’Omc impongono di applicarlo a tutti, senza discriminazioni. Per fermare la Cina, Bruxelles avrebbe colpito anche Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e gli altri partner. È l’obiezione che si sente spesso a porte chiuse a Bruxelles: le salvaguardie colpirebbero soprattutto i paesi like-minded.

È qui che si situa l’iniziativa Macron-Merz. La loro lettera del 5 ottobre propone un nuovo strumento, diverso da quello di salvaguardia, per reagire in maniera rapida alle distorsioni commerciali, fino a interrompere l’accesso al mercato interno. La minaccia è bastata, e il 9 ottobre Pechino ha accettato un tetto di trecentocinquantamila auto ibride nel primo anno: meno della metà di quelli attesi, ma comunque più di quelli importati nel 2025. In cambio, Pechino ha accettato anche di continuare a facilitare le licenze per l’esportazione verso l’Europa di terre rare e magneti permanenti.

È un compromesso che mostra insieme la forza e i limiti dell’Unione europea. L’accesso a un mercato di quattrocentocinquanta milioni di consumatori offre a Bruxelles una leva che Pechino non può ignorare. Ma colpire in maniera mirata un singolo concorrente sleale senza coinvolgere gli alleati è piuttosto difficile. È il problema che l’Europa sta cercando di risolvere con l’Iaa. In Parlamento sono stati depositati circa cinquemila emendamenti e anche i grandi gruppi come il Partito Popolare sono divisi tra due impostazioni: partire da un numero ristretto di Paesi e ammettere progressivamente i partner che rispettano determinate condizioni, oppure partire da un perimetro più ampio e lasciare alla Commissione il compito di escludere chi non garantisce reciprocità. Anche gli Stati stanno cercando un compromesso: la presidenza irlandese del Consiglio ha proposto di valutare l’accesso prodotto per prodotto e Paese per Paese, sulla base degli impegni commerciali assunti dall’Ue. È in questo negoziato che acquista peso l’armistizio del 16 ottobre. Francia e Germania propongono una possibile via di mezzo: un “Made in Europe” aperto anche ad alcuni partner europei esterni all’Unione, a condizione di reciprocità e di allineamento alle regole europee. Che questo diventi un paradigma per tutti i settori non è scontato, considerando che ognuno ha interessi divergenti. Ad esempio, chi produce acciaio chiede definizioni strette, mentre i settori più integrati nelle catene globali temono di perdere fornitori e mercati.

Dopo anni passati a discutere se l’Europa debba proteggere più attivamente la propria industria, qualcosa si muove. Quali prodotti considerare europei, quali partner ammettere nel “Made in Europe” e quali condizioni chiedere in cambio? Il compromesso Macron-Merz non risolve ancora queste domande. Ma il fatto che Parigi e Berlino abbiano cominciato a formularle insieme è una novità importante.

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Macron acusa a Trump y otros dirigentes de utilizar los disturbios en Francia para hacer campaña

21 October 2026 at 15:14
El presidente francés, Emmanuel Macron, acusó este miércoles a dirigentes extranjeros, entre ellos su homólogo estadounidense, Donald Trump, de aprovechar los disturbios registrados en Francia para obtener rédito político mediante la difusión de información manipulada e imágenes falsas generadas con inteligencia artificial.

La Policía anuncia un tercer toque de queda nocturno para partes de París

21 October 2026 at 12:53
Un nuevo toque de queda nocturno entrará en vigor en zonas del centro de París desde las 23:00 horas del miércoles hasta las 06:00 horas del jueves, según informó la policía. Se trata de la tercera noche consecutiva en la que la capital francesa se ve sometida a este tipo de restricciones, a raíz de los graves daños y saqueos registrados durante las protestas del pasado fin de semana. Asimismo, se prohibieron las concentraciones públicas no autorizadas en las inmediaciones del Palacio del Elíseo —sede de la presidencia—, la Asamblea Nacional, el Senado y la avenida de los Campos Elíseos a partir de las 20:00 horas. Siga nuestra cobertura en directo para conocer las últimas novedades.

I disordini francesi mettono Macron in difficoltà e offrono un assist a Le Pen

19 October 2026 at 05:59

A protester holds a French flag in front of a burning tourism office during a demonstration against rising living costs and in solidarity with studentsÕ grievances in Lyon, France, Saturday, Oct. 17, 2026. (AP Photo/Laurent Cipriani) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Le proteste contro il caro vita e le condizioni delle scuole francesi sono degenerate nei disordini più gravi degli ultimi anni. Sabato 17 ottobre, centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il Paese. In diverse città, gruppi di manifestanti incappucciati hanno saccheggiato negozi, incendiato edifici e affrontato la polizia. Le prime stime – qui riportate dal Financial Times – parlano di circa millecinquecento attività commerciali saccheggiate. Il bilancio della giornata ha aperto una nuova crisi per il presidente Emmanuel Macron e il premier Sébastien Lecornu, a sei mesi dalle elezioni presidenziali.

La mobilitazione era nata dall’incontro tra le proteste degli studenti, che da settimane contestano le condizioni degli istituti scolastici, e la rabbia per l’aumento del costo della vita. Ma la violenza ha rapidamente oscurato le rivendicazioni iniziali. Nella capitale, racconta Le Monde, il giorno dopo i disordini erano ancora visibili vetrine distrutte, veicoli bruciati e negozi saccheggiati. Molti cittadini intervistati dal quotidiano distinguono le richieste dei manifestanti dalle azioni dei gruppi violenti. «La gente è esasperata, c’è molta rabbia accumulata», racconta una donna, che spera che le proteste degli studenti vengano ascoltate nonostante chi cerca di sfruttare la situazione.

Il governo è finito sotto accusa per non aver previsto l’ampiezza dei disordini. Secondo il Financial Times, i servizi d’intelligence si aspettavano circa centomila partecipanti, mentre le presenze effettive sarebbero state circa cinque volte superiori. Le opposizioni contestano la gestione dell’ordine pubblico e la preparazione delle forze di sicurezza. Alcuni esperti citati dal quotidiano britannico sostengono che le autorità non abbiano valutato adeguatamente gli avvertimenti sulla possibilità di violenze. Anche la pianificazione del corteo parigino, definita soltanto alla vigilia, avrebbe reso più difficile controllare la folla.

Domenica Macron è intervenuto in televisione promettendo «piena trasparenza» sulle ragioni che hanno portato all’escalation. «Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve risarcire», ha dichiarato, annunciando che il governo lavorerà a misure concrete insieme a studenti, sindacati e parlamentari. Il ministro per le piccole imprese, Serge Papin, incontrerà i rappresentanti delle attività danneggiate per valutare gli aiuti necessari. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, circa duemila persone sono state arrestate durante i disordini.

Lo scontro è già diventato politico. Lecornu ha accusato i gruppi dell’estrema sinistra di fomentare la violenza e ha indicato La France insoumise, il movimento di Jean-Luc Mélenchon, tra gli attori che avrebbero contribuito ad alimentare la mobilitazione. Mélenchon ha respinto le accuse e ha sostenuto che il governo abbia lasciato peggiorare la situazione, senza affrontare le cause della protesta. La destra, intanto, denuncia la perdita di controllo delle strade e chiede il ripristino dell’ordine.

La principale beneficiaria politica potrebbe essere Marine Le Pen. Il Financial Times ricorda che la leader del Rassemblement National è già in testa ai sondaggi per le presidenziali, mentre il consenso di Macron è vicino ai minimi dalla sua prima elezione. Le Pen ha descritto la situazione come una crisi di fiducia e autorità e ha promesso di riportare la calma nel Paese. Anche il suo partito ha utilizzato le immagini dei disordini per attaccare insieme il governo e la sinistra radicale.

Ma, come mostrano le testimonianze raccolte da Le Monde, la rabbia sociale non è scomparsa dietro le immagini delle devastazioni. Alcuni commercianti, pur condannando i saccheggi, riconoscono le disuguaglianze economiche e il malcontento che hanno alimentato la protesta. È questo il problema più urgente per Macron e Lecornu: ristabilire la sicurezza senza lasciare irrisolte le ragioni che hanno portato centinaia di migliaia di persone in piazza.

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Descubren en Córcega una casa romana tallada en la roca con su propio puerto de los últimos siglos del Imperio

Cuando alguien quiere construirse una casa en la marina de Meria, en el extremo norte de Córcega, antes de poner el primer ladrillo hay que mirar qué hay debajo. Así lo exige el Servicio regional de Arqueología (la DRAC de Córcega), y gracias a esa norma los arqueólogos del Inrap, el instituto francés de arqueología […]

Descubren un gran palacio en lo alto de un monte de Borgoña donde una familia senatorial siguió viviendo “a la romana” a principios de la Edad Media

Cuando se piensa en la Galia de los siglos V al VII suelen venir a la cabeza los pueblos bárbaros, las ciudades en declive y unos reyes merovingios tan poco activos que la historiografía posterior los bautizó como «reyes holgazanes». Lo que está saliendo a la luz en lo alto de un monte de Borgoña […]

Cómo Dunkerque, asediada durante ocho meses por los aliados, capituló ante una brigada checoslovaca un día después de la rendición de Alemania

En 2017 el cineasta Christopher Nolan recuperó con Dunkerque el recuerdo de la batalla homónima en la que los Aliados tuvieron que retirarse apresurada y agónicamente del continente europeo ante el avance imparable del ejército alemán en 1940, al principio de la Segunda Guerra Mundial. Pero, siendo ése el episodio bélico más conocido que acogió […]

Juan I de Bohemia, el rey ciego que cargó contra el enemigo en la batalla de Crécy guiado por dos caballeros a modo de lazarillos

El 26 de agosto de 1346 se disputó una de las batallas más importantes de la Guerra de los Cien Años, la de Crécy, en la que el ejército inglés de Eduardo III derrotó al francés de Felipe VI de forma tan contundente que permitió al primero sitiar Calais y determinar el sino de la […]

Encuentran un gran taller de cerámica de la Galia romana que funcionó durante tres siglos junto a una calzada y documenta todo el proceso de fabricación

Cuando se abre una zanja para un canal de 106 kilómetros, lo normal es encontrarse con restos sueltos, un tramo de camino o una granja aislada. En Sermaize, un pueblo de la región francesa de Hauts-de-France, los arqueólogos del Instituto Nacional de Investigaciones Arqueológicas Preventivas (Inrap) se han topado con algo bastante menos habitual, un […]

Bajo un hospital de París aparece un muro quemado que podría ser la muralla de la Lutecia gala descrita por César

Nadie esperaría encontrar una fortificación de hace más de dos mil años en los patios de un hospital, pero es lo que han sacado a la luz los arqueólogos que trabajan en el Hôtel-Dieu, en la isla de la Cité, a un paso de Notre-Dame. Se trata de un muro de piedra y madera conservado […]

Più responsabilità agli infermieri francesi. E agli italiani?

21 September 2026 at 09:02

Una riforma della professione riconosce agli infermieri di Francia competenze e possibilità di prescrivere alcuni farmaci. Diversi paesi europei hanno già ampliato l’autonomia decisionale di questi professionisti. Si potrebbe farlo anche in Italia.

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