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Napoli, paura per Alisson Santos: si sveglia di notte e vede i ladri fuggire con la sua auto

25 October 2026 at 14:32

Notte di paura per Alisson Santos. L’esterno brasiliano del Napoli è stato vittima di un furto nella sua abitazione di Giugliano in Campania, dove alcuni malviventi si sono introdotti mentre lui e la moglie dormivano. Svegliato da alcuni rumori sospetti, il calciatore si è accorto della presenza dei ladri, che si sono allontanati rapidamente portando via la sua automobile, parcheggiata all’interno della proprietà.

Il giocatore ha subito contattato le forze dell’ordine per segnalare quanto accaduto. Sul caso sono al lavoro gli agenti del Commissariato di Giugliano in Campania, secondo i quali il colpo sarebbe stato messo a segno da un gruppo composto da più persone. Oltre alla vettura, i responsabili sono riusciti a impossessarsi di un Rolex di valore e di una collana preziosa appartenente alla moglie del calciatore. Il risveglio di Santos avrebbe però interrotto il raid, impedendo ai malviventi di sottrarre altri oggetti presenti nell’abitazione.

L’automobile è stata successivamente recuperata dai carabinieri a Villaricca, comune situato a breve distanza da Giugliano. Parallelamente, sono stati rafforzati i controlli lungo le principali strade della zona, con l’obiettivo di individuare i responsabili del furto e ricostruire la dinamica dell’accaduto. Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che ha disposto un potenziamento delle attività di controllo nell’area nord della provincia. L’iniziativa mira a contrastare nuovi episodi criminali e a rafforzare il senso di sicurezza tra i residenti. Il caso sarà inoltre affrontato nel corso della prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

L’esterno offensivo brasiliano è approdato al Napoli dallo Sporting Lisbona durante il mercato invernale, inizialmente con la formula del prestito, per poi essere riscattato a titolo definitivo in estate. L’operazione prevedeva un investimento iniziale di 3,5 milioni di euro, seguito da ulteriori 16,5 milioni per l’acquisto definitivo. Nella giornata di ieri, Santos ha seguito dalla tribuna il pareggio del Napoli contro la Roma, assistendo alla partita insieme al connazionale David Neres. Per il calciatore, attualmente fermo ai box, si tratta di un periodo particolarmente complicato anche dal punto di vista sportivo. Dopo essere rientrato da un precedente problema fisico, nella gara contro il Venezia ha riportato una lesione distrattiva di medio grado al bicipite femorale sinistro. I tempi di recupero prevedono almeno un altro mese di stop.

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“Per la prima volta in 25 anni non sono lucido”: la furia di Allegri e quella frase contro la Roma. A Trigoria ora si aspettano provvedimenti

25 October 2026 at 11:50

“Ditelo voi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, io stasera non sono nelle condizioni per la prima volta di elargire delucidazioni sulla partita”. Quando Max Allegri si presenta ai microfoni di Dazn per analizzare lo spettacolare 3 a 3 tra il suo Napoli e la Roma, la rabbia e la tensione sono tutt’altro che smaltiti. Il tecnico è furioso, tenta quasi di abbandonare l’intervista e dice: “Non sarò molto lucido nell’analisi della gara per questo. In 25 anni posso fare un errore anch’io“. Il suo nervosismo è dovuto certamente all’ennesima vittoria mancata: il Napoli era avanti 2 a 0, si è fatto rimontare, poi ha segnato con McTominay il gol del 3 a 2 e ha subito da Balerdi la rete del definitivo pareggio. Ma dietro la furia di Allegri c’è anche altro: il rosso ricevuto proprio a fine gara, ma anche un dente avvelenato nei confronti della Roma, stando ai retroscena sulle sue parole lontano dai microfoni.

Davanti alle telecamere, Allegri si è sfogato soprattutto per l’espulsione: “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace. La prossima volta mi siedo in panchina e non mi muovo più. Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“. Il rosso è arrivato subito dopo il gol del pareggio giallorosso, ma Allegri nega di aver detto qualcosa contro l’arbitro: “Gli altri fanno di tutto. Ringrazio Saccani (ma era Sacchi il quarto uomo, ndr). Per il resto, tanti complimenti ai ragazzi per questa partita, giocando con questo spirito sicuramente risaliremo la classifica“.

La classifica dice però che oggi il Napoli è fermo a quota 11 punti, esattamente la metà rispetto alla testa della Serie A. La rabbia di Allegri però sedimenta sopra al risentimento per come è finita la passata stagione: “L’anno scorso vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan“. Sarebbe questa la frase urlata dal tecnico nei corridoi del Maradona, stando a quanto riportato da diversi quotidiani sportivi. Le sue parole infatti si sarebbero sentite anche in sala stampa.

Allegri fa ovviamente riferimento all’epilogo del precedente campionato, quando era sulla panchina del Milan e si fece recuperare 8 punti in 5 giornate dalla Roma di Gasperini, fallendo l’accesso alla Champions. Ci fu qualche polemica arbitrale – in primis per la rimonta dei giallorossi contro il Parma, viziata da un rigore alquanto generoso – ma nulla che lasciasse presagire a distanza di mesi uno sfogo così importante. Anche a Trigoria sono rimasti stupiti e irritati. Secondo quanto fatto trapelare, sia Gasperini sia i Friedkin ritengono inaccettabili le accuse di Allegri su presunti favori arbitrali. Per questo, il club ora si attende dei provvedimenti da parte della giustizia federale.

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Carovita, poche centinaia in corteo a Napoli. “Ci stanno togliendo il futuro, rivendichiamo il diritto di vivere”

24 October 2026 at 19:26

Circa 500 persone hanno partecipato al corteo spontaneo organizzato a Napoli contro il carovita. “Dovremmo essere molti di più – dice con rammarico una manifestante – stanno manifestando per lo più i ragazzi e invece dovremmo essere soprattutto noi adulti a scendere in piazza e protestare”. Il corteo promosso sui social è partito da piazza Garibaldi e si è diretto verso corso Umberto senza particolari tensioni. In strada studenti, giovani e cittadini con cartelli e slogan dedicati all’aumento dei prezzi e alla perdita di potere d’acquisto. “È un popolo in ginocchio – ci dice una manifestante – si lavora e non si arriva alla fine del mese, noi rivendichiamo il diritto a vivere e non di sopravvivere”. La manifestazione si è svolta in modo pacifico ed è terminata in Piazza Municipio davanti la sede del comune partenopeo. Qui i manifestanti hanno chiesto alle forze dell’ordine di rimuovere i caschi di ordinanza in segno di vicinanza al popolo. Gli agenti hanno risposto allentando il cordone di sicurezza vista la natura assolutamente pacifica della protesta.

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“Sono grasso e cecato”, ma musicalmente eccezionale: “Je so’ pazzo” è il ritratto verace di Pino Daniele

24 October 2026 at 11:09

“Sono grasso e cecato” e pure un po’ fetente. Anche in Italia sappiamo fare i biopic musicali. Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore sulla prima epica manciata di anni di vita musicale di Pino Daniele, è una delle più gustose versioni del genere prodotte a casa nostra o, ancor meglio, tra i bassi napoletani.

Coraggiosa, matura, verace e pure un tantinello sfrontata, l’opera di Prosatore non solo è prima al box office italiano da una settimana, ma dà incredibilmente dei chilometri anche solo a filmetti modesti dell’area bio anglosassone come Bohemian Rhapsody. Non che ci sia nulla di stilisticamente pompato, di idealisticamente fuori dall’ordinario.

Lo srotolamento della vita di Daniele da quando, bambino, nei primi anni Sessanta, è seduto sulla banchina del porto (Otis sì, è per te) a smerciare i “dollars” col padre farabutto (luciferino l’ottimo Giovanni Ludeno), poi ancora tra vicoli, prostitute, gioco d’azzardo e l’epifania del blues dei soldati statunitensi afroamericani spizzicato alla chitarra, fino al live monumentale con oltre 200mila persone (a gratis) in Piazza del Plebiscito appena vent’anni dopo, all’apice del successo, non ha né i tratti marcati della foga né quelli sbrodolosi dell’agiografia.

Je so’ pazzo è vita creativa musicalmente eccezionale che prende forma per microeventi e strappi, è scrittura di pregio, tagli precisi, poderosi e sintetici (Prosatore, Edoardo Puma e Carlo Salsa) che disegnano reiterati conflitti (col padre, con l’industria della musica), enfasi pittorico-umana (con Napoli), catarsi possibile del singolo (il successo e la fama oltre i limiti fisici e la condizione familiare).

Il Daniele di Massimiliano Caiazzo poi è qualcosa di genuinamente sofferto, un corpo ancorato simbolicamente al terreno che riesce a vibrare oltre i tavoli in formica, le tv in bianco e nero con l’antenna e le purpette in frigo, che si eleva spiritualmente mentre si riproduce la “vocina”, che si ricompone etereo nella storia ibrida della musica napoletana ed italiana tra Settanta e Ottanta.

Attenzione però, il Pino Daniele di Prosatore non è un santo e nemmeno un amicone. È una figura contraddittoria, un filino stronza, autoritaria e traditrice, che in quel crogiolo musicale impressionante del Neapolitan Power trova uno spazio deflagrante, irriverente e maleducato, singolarmente pop. In una summa pressoché inappuntabile di scenografie e trovarobe (arredamento e vestiario quasi odorano degli anni Settanta), Je so’ pazzo si mostra in tutta la sua proteiforme bellezza anche come angolazione dello sguardo. Tra una panoramica circolare in studio di registrazione che ricorda Godard con gli Stones e la capacità di dare volume e profondità agli sfondi massa sbirciando rapido attraverso piani ravvicinati, Prosatore lascia contemporaneamente un segno di qualità e uno di intrattenimento tra le pagine di un cinema italiano spesso anemico e semplificatore di fronte ai giganti della storia. Tratto dal libro di Alessandro Daniele, primogenito di Pino, sulla vita del padre.

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Assemblee, picchetti e barricate: da Milano a Palermo, la mappa delle occupazioni nelle scuole di tutta Italia

24 October 2026 at 08:08

Da Palermo a Milano passando per Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Genova, decine di scuole sono occupate. Gli studenti protestano contro il carovita, la destra di governo, le scuole fatiscenti, il decreto Scuola e tanto altro. E a Roma c’è persino chi scende in piazza contro chi manifesta a difesa delle lezioni. Gli studenti si preparano al prossimo sciopero proclamato da Usb, l’Unione sindacale di base, per il 30 ottobre e allo sciopero internazionale del 20 novembre. Ad alimentare la rabbia anche le parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”.

La mappa delle occupazioni ha bandierine su ogni regione. A Palermo i ragazzi del liceo “Meli“, del “Rutelli“, del “Catalano“, del “Cannizzaro” e del “Duca degli Abruzzi” hanno manifestato davanti alla scuola con un sit-in, mentre al “Regina Margherita” è stata organizzata un’assemblea permanente. Al “Cascino” è stato bloccato un ingresso con cassonetti rovesciati, petardi e lanci di uova. Così all’”Umberto I” e al “Vittorio Emanuele II“, dove da giorni non si fanno più lezioni ma assemblee e momenti di confronto, cercando di coinvolgere anche i docenti.

A Napoli sono occupate 25 scuole. All’Istituto Orientale è stato organizzato anche un collegamento con gli autotrasportatori parlando di caro affitti, di guerra in Palestina, riarmo e Cpr. Anche al “Mazzini” al Vomero, al “Vico”, al “Canova”, al “Fonseca” e all’istituto “Elena di Savoia” le lezioni sono sospese. Al “Mazzini” si sono registrate anche devastazioni, armadietti svuotati, libri stracciati e palloni scaraventati contro i soffitti. Una vicenda sulla quale stanno facendo luce gli investigatori, dal momento che i danni ammontano a trentamila euro. La protesta è arrivata anche fuori dal centro e in provincia: a Fuorigrotta sono occupato il professionale “Rossini”, lo scientifico “Labriola” e l’artistico “Boccioni”; a Torre del Greco il “De Bottis”e il “Nobel”; il “Flacco” a Portici; il “Pitagora” e il “Majorana” a Pozzuoli e il “Segre” a Marano.

Nel Lazio l’onda della mobilitazione è arrivata in decine di scuole oltre a quelle della Capitale. A Firenze è scattato l’allarme per la presenza in città, lunedì, del ministro Valditara. Allo stato attuale, nel capoluogo toscano sono occupati il “Gramsci”, il “Michelangelo”, il “Galileo”, l’”Alberti Dante”, il “Castelnuovo”, il “Peano”, il “Rodolico”, il “Pascoli”, il “Duca d’Aosta” e il “Macchiavelli”, dove la preside ha presentato denuncia. Occupazioni anche all’“Enriques” di Castel Fiorentino e al “Pacinotti” di Pisa. A Novoli, al “Sassetti”, il dirigente ha dovuto fare i conti con corridoi allagati, lavagne rotte e barricate. A Bologna il collettivo del “Minghetti” ha bloccato l’entrata. Proteste anche a Genova al professionale “Odero” di Borzoli, al liceo “Klee Barabino”, al “Filippo Buonaroti”, al “Gastaldi”, al “Majorana” e all’”Einaudi”.

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“Gli autotrasportatori hanno la mia solidarietà. I disordini a Milano? Noi giovani abbiamo paura del futuro. Credo nella mia generazione che è più ribelle, però la violenza non è la risposta”: così Settembre

24 October 2026 at 06:30

“Vertebre” lo ha incornato vincitore al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte nel 2025. Poi nei mesi a seguire sono cambiate tante cose nella vita di Settembre: nuovo team, nuovo tour, brani inediti come “Due settimane” e l’ultima “Lentiggini”. Napoletano, 25 anni, il cantautore ha una penna piena di sensibilità, sfumature ed è mosso da tanta voglia di fare. Il percorso è ripreso grazie al management La Tarma di Marta Donà. I feedback sono tutti positivi, non resta che aspettare e vedere se un altro tassello si aggiungerà al percorso professionale dell’artista: il Festival di Sanremo 2027.

Quando nasce “Lentiggini” e cosa ti ha ispirato a tirare fuori sentimenti così forti?
Il brano è nato, se non ricordo male, tra fine gennaio e inizio febbraio di quest’anno. Era un periodo difficile per me, non solo per i temi di cui parla la canzone: era un periodo di vita strano, non proprio dei più felici. Paradossalmente in quei mesi scrivevo poca musica, avevo scritto solo due o tre cose, e una era ‘Lentiggini’. Tra vari problemi personali mi interrogavo, ancora una volta, sui sentimenti, sulle relazioni, sulle mancanze. Non necessariamente per un fatto accaduto pochi giorni o poche settimane prima: era qualcosa che mi frullava in testa.

Cosa c’era nella tua mente in quel periodo?
Tante domande come il non sentirsi abbastanza, magari perché si viene rimpiazzati o perché da uno dei due lati il sentimento si spegne. Allora ti ritrovi da solo a chiederti se non sei stato abbastanza, se c’era già qualcuno meglio di te. C’è poi il tema di provare ad andare avanti, come nella seconda strofa, dove cerco di dirmi, e di dire, che ci sto provando e che ho imparato a non farmi più male. Però chissà se un giorno tornerai da me… È già un passo successivo, un progredire della storia.

Dal video sembra che tu abbia anche un talento per la recitazione. È un pallino che hai sempre avuto?
Non penso! Però mi piace molto: amo l’arte in generale, la musica, la scrittura, il canto, la danza, il teatro, la recitazione. Con l’arte mi metto a nudo: è un modo per entrare in contatto con parti di me che, come esseri umani, spesso tendiamo a nascondere perché ci sentiamo deboli o non abbastanza forti. Sto imparando, e non ti nascondo che è difficile, ad accettare sempre di più la mia vulnerabilità. Quando canto, anche canzoni di altri, mi sento vulnerabile. È un posto difficile in cui stare, ma cerco di abbracciarlo e di accoglierlo.

Dalla vittoria a Sanremo sono passate tante cose: il nuovo management, un nuovo percorso artistico, un nuovo messaggio. Che cosa hai imparato?
Credo molto nel percorso del destino: le cose vanno come devono andare, le accogliamo e ci insegnano. Ho imparato tanto dal Sanremo dell’anno scorso a oggi, e ho ancora molto da imparare. È stato un anno impegnativo a livello personale, perché ho cercato di capire tante cose e di dare le giuste priorità. A livello professionale sono contento di essermi preso del tempo per scrivere nuove canzoni e tornare nel momento in cui ero davvero pronto.

Hai già in testa il disco, la traccia fondamentale?
No, il disco lo sto mettendo in sesto adesso. È un periodo in cui comincio a farmi domande più serie su questo progetto, che mi piace chiamare “diario”: ogni pagina è una canzone, e Lentiggini è una di queste pagine. Questo diario ha tante bozze, tante cose scarabocchiate, ma anche molte pagine già più ordinate che faranno sicuramente parte del pacchetto finale.

Tu sei di Napoli, una regione di cui si parla molto in questi giorni per la protesta degli autotrasportatori. Che cosa percepisci intorno a te?
È un tema che mi sta molto a cuore: essendo napoletano, sento vicine queste problematiche che riguardano il Sud. Andare al supermercato e non trovare gli alimenti fa strano, ma non è questo il punto centrale. Il punto è il timore, la paura che noi giovani abbiamo di non riuscire a immaginare un futuro stabile e di non avere certezze. Come Clementino e come Gigi D’Alessio, mostro la massima solidarietà agli autotrasportatori e a tutto il settore, che sta vivendo un periodo non semplice. Io mi lamento, tra virgolette, della mancanza di alimenti, ma la questione è molto più seria.

In che senso?
Sono contento che se ne parli, perché nei notiziari si parla di tante cose e di questa ancora poco. Non riguarda solo la benzina e le altre ragioni per cui si sta manifestando, pacificamente, qui al Sud: va più a fondo e riguarda ancora di più noi giovani, perché c’è sempre più paura del futuro. Io però ho molta fiducia nelle nuove generazioni. Non posso parlare per tutti, ma nella mia generazione e in quelle che stanno arrivando vedo uno spirito ribelle e impaziente di cambiare le cose, e di farlo al meglio. È fantastico.

E sui disordini di Milano invece cosa ti ha colpito?
Ciò che è successo dovrebbe spingerci a riflettere. La violenza non è mai la strada giusta e non porta alla vittoria di queste manifestazioni, anzi finisce per mettere in ombra le ragioni di chi scende in piazza pacificamente per far valere le proprie idee. Non è mai condivisibile. Detto questo, ripeto: non voglio generalizzare, ma nella mia generazione e in quelle subito dopo la mia vedo uno spirito ribelle, la voglia di correggere ciò che prima è stato fatto. È bello, e me ne accorgo anche con i miei amici. Finché è pacifico, lo sottolineo, è sempre bello provare a cambiare le cose: finché non c’è violenza, finché non ci sono saccheggi.

Forse non tutti lo sanno che sei appassionato di numerologia, ma qual è il tuo numero ricorrente in questa fase della vita, e cosa rappresenta?
Mi hai fatto questa domanda poco prima delle 15:15! Ultimamente è tornato il 2, vicino al 4, che mi è stato molto vicino, ma il 9 è sempre stato il numero che mi accompagna. E, manco a farlo apposta, il 9 marzo 2027 parte il mio tour nei club. Quando mi hanno comunicato che la prima data sarebbe stata il 9 marzo ho detto: “Mi state prendendo in giro?”. Inizierò da Pozzuoli, al Duel Club, poi sarò a Roma il 15 marzo al Largo Venue e a Milano il 20 marzo ai Magazzini Generali, dove ti aspetto. Spero di vedere questo nove da tutte le parti: per me i numeri sono messaggi angelici, poi ognuno li interpreta come vuole.

Cosa proporrai in tour?
Ci stiamo pensando proprio in questi mesi. C’è tanto lavoro da fare, anche con il pezzo appena uscito, ma stiamo iniziando a pensare le prime cose e io a scriverle. Sarò onesto: il mio concerto dei sogni lo farò, se Dio vorrà, quando avrò strutture più grandi. Ma le cose si fanno step by step, e iniziamo adesso dai club. Non vedo l’ora, sono famelico, entusiasta a mille.

Parlavi del due e il nove… Meglio un secondo posto o un nono posto a Sanremo 2027?
Lì va bene tutto!

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Napoli, tensione al corteo di Potere al Popolo contro il carovita: scontri tra manifestanti e polizia

23 October 2026 at 21:05

Momenti di tensione questa sera a Napoli, quando il presidio indetto da Potere al Popolo in piazza Dante contro il carovita si è trasformato in un corteo non annunciato. I manifestanti si sono mossi verso il Comune, e in piazza Municipio sono entrati in contatto con la Polizia che controllava l’ingresso di Palazzo San Giacomo e che li ha fermati. I militanti di Potere al Popolo e le forze dell’ordine si sono fronteggiati per qualche minuto, poi il corteo si è sciolto; nelle fasi concitate in cui i due gruppi sono entrati in contatto è stato coinvolto un cronista, di cui non si conoscono le generalità, che è rimasto contuso. Le sue condizioni, a quanto si apprende, non destano preoccupazione.

Credit video: Instagram @exopgjesopazzo

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Antonio Conte sul suo futuro: “Il mio nome accostato a tanti club. Leggo di richieste economiche, pieni poteri e di riserve per il mio carattere ‘forte’. Sono supposizioni”

23 October 2026 at 14:00

“Alla luce delle indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni da diversi organi di informazione, in Italia e all’estero, ritengo opportuno intervenire per fare chiarezza. Il mio nome è stato accostato a numerosi club, ma al momento non vi è alcuna trattativa in fase avanzata“. Comincia così il messaggio di Antonio Conte nelle sue storie Instagram in cui fa chiarezza sul suo futuro. Il tecnico leccese – che nelle settimane precedenti aveva strizzato l’occhio a club “blasonati”, che “hanno perso di vista la propria storia” – ha deciso di uscire allo scoperto dopo che nelle ultime settimane il suo nome è stato accostato a diversi club italiani e stranieri, tra cui Juventus e Manchester United tra le tante, dove le panchine di Spalletti e Carrick non sono più al sicuro dopo gli ultimi deludenti risultati.

“Dopo una splendida e vincente esperienza alla guida del Napoli, mi prenderò il tempo necessario per valutare come e quando tornare ad allenare. Sarà una scelta ponderata, che farò quando riterrò che vi siano le condizioni giuste“, scrive Conte, che poi entra più nello specifico: “Ho letto di presunte richieste economiche e di pieni poteri che avrei già avanzato alle società citate, così come di riserve legate a quello che viene definito il mio un ‘carattere forte‘”.

Nessuna trattativa avanzata con la Juventus e nessuna con il Manchester United, così come con tutti gli altri club a cui Conte è stato accostato nell’ultimo mese: “Si tratta di ricostruzioni prive di fondamento poiché, allo stato attuale, non esistono elementi concreti sui quali basare simili valutazioni. Qualora si presentasse un’opportunità concreta, sarà il momento di confrontarsi con il club interessato e valutare insieme le condizioni di un eventuale accordo, nel rispetto delle reciproche esigenze e delle caratteristiche che contraddistinguono il mio lavoro di allenatore. Fino ad allora, ogni ipotesi sulle mie richieste e sul mio futuro professionale resta una supposizione e non può essere considerata come un fatto”, ha concluso nel lungo messaggio pubblicato anche in inglese.

Nonostante la smentita, però, dall’Inghilterra insistono: se nel prossimo weekend – domenica alle 17:30 contro il Bournemouth – il Manchester United non dovesse vincere, Carrick verrebbe esonerato e il club andrebbe forte su Antonio Conte. E la sua ombra, inevitabilmente, è anche dietro Luciano Spalletti, visto che la sua Juventus non riesce a trovare continuità.

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Proteste tir, rimossi nella notte tutti i blocchi in Campania: lunghe file ai distributori di carburante riaperti

23 October 2026 at 08:20

Ci vorranno anche diversi giorni per il ritorno alla normalità. Nella notte sono stati rimossi, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il blocco a Napoli, nella zona del varco Bausan e in via Argine, dove ha sede una delle due raffinerie della città. Le forze dell’ordine hanno infatti scortato il rifornimento dei distributori con una serie di volanti.

Ancora molti distributori di carburante mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file di automobili. In Campania si registra anche il lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l’approvvigionamento.

Ieri la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha chiesto la precettazione degli autotrasportatori. La Commissione, si legge infatti in una nota, “prende atto del senso di responsabilità e della collaborazione dimostrati da alcune sigle dell’autotrasporto” ma, rilevando che permangono “diffusi e persistenti blocchi stradali” “prolungando una criticità ormai insostenibile negli approvvigionamenti dei beni di prima necessità ha formalmente segnalato la situazione alle Autorità competenti affinché adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese, ai sensi ” ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. f, della legge n. 146 del 1990″, al fine di garantire “a garantire l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”.

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