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Justiça condena caseiro por morte de idosa achada em poço no interior de SP

27 October 2026 at 18:42

A Justiça de São Paulo condenou o caseiro Paulo Henrique Vieira, acusado pelo latrocínio e ocultação de cadáver da idosa Dagmar Grimm Streger, de 76 anos, a 26 anos de reclusão em regime inicial fechado. A sentença foi proferida na última sexta-feira (23), pela 3ª Vara Criminal da Comarca de Bauru.

O corpo da vítima foi encontrado em um poço desativado dentro de uma propriedade na Estrada Municipal Murilo Vilaça Maringoni, em Bauru, no interior do estado.

Segundo a decisão, obtida pela CNN Brasil, Paulo aproveitou a proximidade com Dagmar –– que lhe oferecia trabalho, moradia e ajuda financeira ––, para roubar os bens da vítima, incluindo uma caminhonete, televisor e um botijão de gás.

A investigação aponta que, após a morte, o réu escondeu o corpo em um poço com profundidade estimada entre 25 e 30 metros e fugiu do local com a caminhonete roubada. O cadáver só foi localizado após mais de 20 dias de escavações, em janeiro deste ano.

Condenação

Ao longo do processo, o caseiro confessou ter matado Dagmar e jogado o corpo no poço. De acordo com o réu, ele matou a vítima após um suposto tapa desferido por ela em seu rosto.

O juiz, no entanto, afastou a alegação da defesa de que a reação decorreu de uma suposta agressão ou lesão corporal acidental, destacando a ausência de provas para essa versão e a clara motivação de subtração e busca de impunidade.

A esposa de Paulo, Daniela Aparecida dos Santos, também ré no processo, foi absolvida das acusações de latrocínio e ocultação de cadáver.

Para o magistrado, não havia provas de que ela tivesse participado do ataque à vítima ou combinado previamente com o marido a prática do crime.

A sentença considerou que a participação de Daniela nas trocas de veículos ocorreu depois da morte e não demonstrou envolvimento no roubo seguido de morte.

Relembre o caso

O corpo da idosa Dagmar Grimm Streger, de 76 anos, foi encontrado em 21 de janeiro, dentro de um poço desativado localizado em uma propriedade na Estrada Municipal Murilo Vilaça Maringoni, em Bauru, no interior de São Paulo. Ela estava desaparecida desde dezembro de 2025.

No local, os investigadores apreenderam um documento de identificação e um cartão bancário em nome da vítima.

Local onde Corpo de idosa desaparecida desde dezembro foi encontrado • Cássia Peres

O laudo necrocoscópico apontou que a morte foi provocada por traumatismo cranioencefálico decorrente de trauma no polo cefálico, produzido por agente contundente. A perícia constatou ainda uma lesão na cabeça, possívelmente ocasionada por um forte golpe no crânio.

Foram identificadas diversas fraturas na costela, o que indica que a vítima ainda se encontrava viva quando sofreu o segundo trauma.

Por fim, o perito médico-legal registrou expressamente no laudo a constatação do emprego de meio cruel.

Milano, uccide il padre malato di demenza senile: arrestata. “Lo tenevo imbavagliato al letto per evitare problemi con i vicini”

27 October 2026 at 18:32

Ha ucciso il padre perché “non ne potevo più, i vicini si lamentavano delle sue urla“. Davanti al gip che la sentirà domani, Giovanna Jacob probabilmente ripeterà la sua drammatica confessione di domenica pomeriggio: “Forse ho ucciso mio padre, lo contenevo a letto perché non ne potevo più e i vicini si lamentavano delle sue urla“. 56 anni, è stata arrestata a Milano dai carabinieri con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela per la morte del padre Carlo, 87 anni, ex ingegnere elettronico e critico cinematografico affetto da una grave forma di demenza senile. Il teatro di quella che si configura come l’ennesima tragedia di padre e figlia in preda da tempo alla solitudine è stato un appartamento, alla periferia del capoluogo lombardo dove entrambi vivevano.

Il pm Guido Schininà ha già chiesto per Giovanna Jacob la convalida dell’arresto e che rimanga in carcere. La donna comparirà davanti al giudice Sonia Mancini nella giornata di domani e presumibilmente ripeterà che non era sua intenzione uccidere l’anziano padre ma che, ormai da qualche settimana, era costretta a legarlo al letto. Era sfiancata dalle cure che da sola doveva prestare quotidianamente al genitore ormai da oltre un anno. Poi erano arrivate le lamentele dei vicini per le urla e lei, non sapendo più che fare, da alcune settimane aveva cominciato a tappargli anche la bocca con dell’ovatta. Il padre Carlo si dibatteva infatti da tempo in preda alla demenza senile e urlava e lei aveva iniziato a contenerlo con ogni mezzo.

A chiamare i carabinieri del Nucleo radiomobile e della Compagnia Monforte domenica scorsa è stata proprio Giovanna Jacob, appassionata di cinema come il padre e autrice anche lei di articoli su alcune riviste: “Fate presto, venite, forse ho ucciso mio padre“. Ma quando sono arrivate le forze dell’ordine, per l’uomo non c’era più niente da fare. La donna ha ammesso davanti al suo letto di averlo imbavagliato e legato al letto “per evitare problemi con i condomini“. Domani ribadirà la sua verità e il giudice in base anche agli accertamenti tecnici e medico legali stabilirà la volontarietà del gesto o se invece sia sia trattato di una tragedia involontaria, maturata nella solitudine di un padre e di una figlia lasciati a se stessi. Senza che nessuno abbia mai segnalato problemi provenienti da quel trilocale.

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Femminicidio Ilaria Sula, Samson condannato all’ergastolo. Il padre della vittima: “Giustizia è stata fatta”

27 October 2026 at 17:17

È stato condannato all’ergastolo Mark Antony Samson, reo confesso dell’omicidio della sua ex fidanzata Ilaria Sula, uccisa il 25 marzo dello scorso anno nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano a Roma, con tre coltellate al collo e abbandonata in una valigia in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. È la decisione dei giudici della Terza Corte di Assise di Roma al termine della camera di consiglio durata tre ore. I giudici, come chiesto dalla procura di Roma, oltre alle accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva con la vittima.

“Questo non è stato un delitto di impeto” e “Samson (non presente in aula) non si è mai pentito per quanto compiuto continuando a pensare che Ilaria Sula meritasse quella fine“, ha detto in sede di repliche il pm Maria Perna. “Ho ancora presente quel cadavere nel dirupo e le condizioni in cui era. Samson non ha mai detto la verità e ha continuato a mentire per non ammettere la premeditazione del delitto“, ha aggiunto la rappresentante dell’accusa. In aula tanti i parenti, gli amici con indosso una maglietta con il volto di Ilaria.

“È stata fatta giustizia ma l’ergastolo vero ce lo abbiamo noi, io e mia moglie. Lui ancora respira, mia figlia non respira più. È un momento importante per la giustizia, io ho sempre avuto fiducia nella giustizia e non sono stato abbandonato“, ha affermato Flamur Sula, il padre di Ilaria, dopo la lettura della sentenza nell’aula bunker di Rebibbia con la condanna all’ergastolo per Mark Samson. “Agli amici di Ilaria e in generale ai ragazzi dico di rispettarvi l’uno con l’altro, di parlare con i genitori, non state zitti”, ha aggiunto poco dopo la madre, visibilmente provata, che ha rivolto un appello ai giovani: “Rispettate le donne, amatele”. Più tardi, sorretta dal marito e in lacrime, ha detto: “Ora lei è in pace”.

Dall’analisi del cellulare dell’indagato sono emersi una serie di elementi che fanno supporre che l’aggressione a colpi di coltello fosse frutto di un’azione premeditata. “O torna con me o la uccido”, scriveva ad un amico Samson: un chiaro progetto di femminicidio. La versione fornita dal ragazzo, nel corso della sua confessione fiume dopo il fermo, non ha convinto chi indaga. Il giovane ha spiegato di avere aggredito la sua ex la mattina del 26 marzo, dopo che la ragazza era rimasta a dormire da lui. “Siamo rimasti a parlare, si era fatto tardi – ha sostanzialmente detto il giovane agli inquirenti – e Ilaria ha deciso di rimanere a dormire da me perché non c’erano più bus che la riportassero a casa“. Samnson ha sostenuto di avere portato la colazione in camera a Ilaria la mattina successiva e di averla colpita dopo aver letto sul cellulare della ragazza alcuni messaggi di un altro giovane.

Dopo il brutale delitto, il giovane ha ripulito la scena del crimine, aiutato dalla madre Nors Man Lapaz, accusata poi di concorso nell’occultamento di cadavere. Per il pm, l’imputato è un soggetto “abituato a mentire, manipolatore, ipocrita. Aveva intrappolato Sula in una relazione, aveva il controllo della sua vita”. Nel corso della requisitoria la Procura ha affermato che “Ilaria è stata stordita a pugni e poi accoltellata“, l’imputato “non ha avuto pietà di lei quando l’ha buttata via come un rifiuto. Non ha avuto pietà di Ilaria perché dopo averla uccisa l’ha denigrata e offesa. Non ha avuto pietà quando dopo l’omicidio è andato a mangiare una piadina come se nulla fosse“. A seguire l’udienza finale anche gli studenti della Sapienza che hanno inviato una missiva ai genitori di Ilaria. “Il dolore che avete provato non si può spiegare, vedersi portare via l’unica cosa per cui vale la pena vivere: una figlia. Ma tutto questo dolore non è vano, è una forza che deve essere trasformata in giustizia, che deve far ricordare il nome di Ilaria, che risuona nei vostri e nostri cuori ogni giorno”, si legge nella lettera.

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Condenado por tentativa de homicídio é preso em Senador Camará (RJ)

27 October 2026 at 14:48

Um homem condenado por tentativa de homicídio qualificado foi preso na manhã desta terça-feira (27), em Senador Camará, na zona Oeste do Rio de Janeiro. Mateus Simas Gomes Morais foi encontrado por volta das 6h17, na rua do Registro, durante uma ação da Polícia Civil para localizar foragidos da Justiça.

A condenação está relacionada a um ataque a tiros ocorrido em janeiro de 2018, em Unamar, distrito de Cabo Frio, na Região dos Lagos. Segundo a denúncia, Mateus e outros homens dispararam diversas vezes contra um policial militar reformado.

Ainda de acordo com o relato do caso, a vítima reagiu e atingiu os envolvidos. Posteriormente, o policial reconheceu os denunciados.

A ordem de prisão foi expedida pela 2ª Vara Criminal de Cabo Frio, após a condenação definitiva. Mateus deverá cumprir o restante da pena, de oito anos de reclusão, em regime fechado.

Duplice femminicidio Villa Pamphilj, la Procura chiede l’ergastolo per Francis Kaufmann: “Manipolatore narcisista”

26 October 2026 at 17:13

Chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Francis Kaufmann, presunto autore di un duplice femminicidio nel giugno 2025 a Villa Pamphilj. La Procura di Roma contesta al 47enne il duplice omicidio aggravato della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda di appena 14 mesi: secondo l’accusa, l’uomo ha soffocato la prima e strangolato la seconda. I corpi delle donne furono trovati nel parco romano a distanza di pochi metri l’uno dall’altro. Nella requisitoria il pm Antonio Verdi ha sostenuto che l’imputato è un “persona lucida, un narcisista patologico con capacità manipolatorie, un impostore”, e ha puntato il dito contro gli agenti della polizia che non hanno agito come avrebbero dovuto: Kaufmann era stato fermato in strada dalle forze dell’ordine due giorni prima del ritrovamento dei corpi, quando la compagna era già morta, visibilmente ubriaco e in compagnia della piccola Andromeda.

Nel processo, la difesa ha chiesto e ottenuto una perizia psichiatrica: la salute mentale di Kaufmann, che in aula si era presentato con il nome di Rexal Ford, non sarebbe stata compromessa al punto da rinvenire limitazioni alla capacità di intendere e di volere del soggetto; tuttavia, lo scorso maggio il giudice aveva deciso di sospendere il processo e di trasferire l’uomo in una struttura del servizio psichiatrico. Sono inoltre stati sentiti quattro testimoni che sostengono di aver visto l’imputato con in braccio una bambina aggirarsi nei dintorni di villa Pamphili poche ore prima del ritrovamento dei due cadaveri.

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Calabria, possibile resa dei conti tra boss finisce in tragedia. Uccisa la compagna del capo clan rivale

26 October 2026 at 11:37

La Dda vuole vederci chiaro ma la sensazione è che dietro all’omicidio avvenuto nella notte tra sabato e domenica ci sia stata una resa dei conti tra boss della ‘ndrangheta. Questo è il timore di investigatori ed inquirenti dopo l’agguato compiuto in contrada Lattughelle di Cassano allo Ionio, nel quale è rimasto ferito il 64enne Damiano Pepe, indicato come un boss della “cosca degli zingari”, ed è stata uccisa la compagna Silvana Sibarelli, di 60 anni.

Gli atti dell’inchiesta passeranno dunque alla Dda di Catanzaro, forse già da oggi. Sulla matrice mafiosa dell’agguato non sembrano esserci dubbi, sia per le modalità – una trentina di colpi di arma lunga, forse anche un kalashnikov, sparati da due sicari – che per la personalità dell’obiettivo. Pepe, conosciuto come “Tripolino”, era uscito dal carcere nel 2019 dopo avere scontato 26 anni di reclusione per omicidio e associazione mafiosa.

Gli investigatori dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Cassano, intanto, hanno cominciato a visionare le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti in tutta la zona alla ricerca di un indizio, anche minimo, che possa indirizzare le indagini verso una pista ben definita per risalire all’identità degli assassini. Sul fatto che l’obiettivo dei sicari fosse Pepe, gli investigatori non hanno dubbi.

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Accoltellamento al Parco Dora di Torino: ucciso un ragazzo, caccia all’aggressore

24 October 2026 at 12:17

Un ragazzo ventenne è stato accoltellato a Parco Dora, nella periferia di Torino: trasportato in ospedale in condizioni gravi, è morto poco dopo a causa delle lesioni. Secondo quanto riferito da La Stampa, la vittima è stata ritrovata venerdì intorno alle 18.30 vicino ad un monopattino elettrico e con l’addome gravemente ferito. L’allarme è stato dato da un residente della zona che ha visto un’altra persona allontanarsi di corsa. Il colpevole non è ancora stato individuato e non si conosce il movente dell’atto: sulla vicenda indaga la squadra mobile della questura di Torino.

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Bimba di tre anni uccisa a coltellate in casa a Tortona, fermata la madre

23 October 2026 at 12:52

Una bambina di poco più di tre anni è stata trovata morta nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre in un’abitazione di via Baluardo, a Tortona, in provincia di Alessandria. A fare la scoperta sono stati i carabinieri, intervenuti nell’alloggio di social housing gestito dalla cooperativa Agape, vicino alla chiesa di Santa Maria Canale.

In casa, al momento del ritrovamento, c’era soltanto la madre, una donna straniera di circa trent’anni. La donna è stata immediatamente ascoltata dal magistrato di turno e successivamente fermata. Le circostanze della morte e la dinamica dell’accaduto sono ancora in fase di accertamento, ma la piccola sarebbe stata uccisa con un grosso coltello da cucina.

Secondo quanto riportato da La Stampa, la vicenda si inserirebbe in una situazione familiare complessa, segnata da contrasti tra la donna e il padre della bambina, di origini italiane. La madre avrebbe avuto l’affidamento esclusivo della piccola.

Stando alle ricostruzioni del quotidiano, nel corso di una recente udienza in tribunale sarebbe stato avviato un percorso per favorire il riavvicinamento tra padre e figlia. L’uomo sarebbe stato descritto come violento nei confronti dell’ex compagna, ma non della bambina. Sulla scena del crimine è al lavoro la sezione investigativa della Scientifica del comando provinciale dell’Arma.

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Poliziotto trova un uomo morto durante un controllo di routine, si spaccia per lui, si trasferisce nella sua villetta e ci vive per anni indisturbato: arrestato in Florida

23 October 2026 at 10:40

Un agente della polizia di Lauderhill, in Florida, è finito al centro di uno scandalo senza precedenti: Brian Louis Sguros, 35 anni, è stato arrestato questa settimana dalle autorità della contea di Broward con l’accusa di furto d’identità ai danni di un uomo deceduto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Sguros avrebbe sottratto l’identità di Dennis West, un uomo che lo stesso agente aveva rinvenuto senza vita nel corso di un normale controllo di routine. Lo riporta BBC News.

L’uomo si sarebbe poi trasferito nell’abitazione del defunto, una villetta a due piani situata nel sud della Florida, provvedendo persino a ristrutturarla. Stando alle autorità, Sguros avrebbe vissuto indisturbato in quella casa per diversi anni prima di essere scoperto. L’agente, attualmente sospeso dal dipartimento di polizia di Lauderhill, non ha rilasciato dichiarazioni in merito alle accuse che gli vengono contestate.

Nel 2022 la polizia era stata chiamata per verificare le condizioni di un residente di 71 anni. Sguros era intervenuto come supporto agli agenti incaricati del controllo. Quando ha trovato West morto per cause naturali, avrebbe “ideato un piano complesso per ottenere il controllo dell’abitazione”, ha dichiarato l’ufficio dello sceriffo della contea di Broward in un comunicato.

Secondo gli investigatori, Sguros avrebbe detto all’ufficio del medico legale di essere un amico di West, ma le autorità non hanno trovato alcun indizio che i due si conoscessero. Dai documenti del tribunale risulta che l’agente compare nelle riprese delle bodycam durante il controllo e che non sembrava avere alcun rapporto pregresso con l’uomo.

Avrebbe inoltre riferito al medico legale che West non aveva parenti in vita, circostanza che le autorità definiscono anch’essa falsa. Sguros fece poi cremare il corpo di West, secondo la CBS.

Stando a un’indagine congiunta dell’ufficio dello sceriffo e dell’ufficio del perito immobiliare della contea di Broward, Sguros ha preso possesso della casa nell’agosto 2022 e vi si trasferito. Le autorità sostengono che nel 2025 abbia presentato all’ufficio del perito immobiliare dei documenti in cui dichiarava che il possesso risaliva ad agosto 2022.

Secondo i documenti giudiziari, Sguros ha dichiarato di aver preso possesso dell’immobile perché era in condizioni pericolose e voleva evitare che venisse occupato abusivamente. Pagava le utenze intestate al defunto e aveva richiesto un permesso per sostituire porte e finestre esterne, per un costo di circa 7.400 dollari. Secondo l’ufficio dello sceriffo, ha sostenuto di aver aumentato il valore della proprietà, spendendo oltre 214.000 dollari per la casa.

(Foto @Broward County Sheriff’s Office)

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“Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”: parla il killer col sorriso del Joker Wade Wilson

23 October 2026 at 10:10

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” disponibile su Paramount+ si pone una domanda: come può un uomo accusato di due brutali omicidi trasformarsi in un fenomeno virale e conquistare migliaia di fan? La docuserie in tre episodi ricostruisce il caso di Wade Wilson, condannato per gli omicidi di Kristine Melton e Diane Ruiz in Florida. Viene analizzato il sorprendente culto online nato intorno alla sua figura durante il processo.

Attraverso testimonianze, interrogatori, bodycam e materiale d’archivio, la serie ripercorre i crimini e il processo, esplorando allo stesso tempo l’ossessione del pubblico per il suo aspetto, i tatuaggi e la sua immagine da “bad boy” col il sorriso del Joker.

Attraverso filmati d’archivio e testimonianze dirette, la docuserie dà voce anche a Mila Montanez, ex compagna di Wilson, e Allie Williams, sua fidanzata durante la prima parte della detenzione, oltre a familiari delle vittime, investigatori e persone coinvolte nel caso. La docuserie indaga così il lato più oscuro della fascinazione contemporanea per il true crime: quando il criminale diventa una celebrity e le vittime rischiano di scomparire dietro la sua fama.

“Il bel diavolo: il killer dal fascino letale” mostra anche alcune delle dichiarazioni choc del killer: “Quando assumo droghe vado fuori di testa. Mi assale la rabbia e l’unica cosa a cui penso è uccidere, uccidere, uccidere. In quei momenti divento il diavolo”.

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São Paulo encontra três corpos em menos de 24 horas, incluindo mulher esquartejada

22 October 2026 at 16:37

O encontro de mais um corpo na marginal Tietê, na zona oeste de São Paulo, na manhã desta quinta-feira (22), elevou para três o número de casos registrados na capital paulista em menos de 24 horas. As ocorrências incluem a localização de um homem em avançado estado de decomposição, outro homem encontrado morto na zona norte e uma mulher esquartejada.

O caso mais recente foi atendido pelo Corpo de Bombeiros na região da Vila Leopoldina, próximo ao número 100, às margens do rio. O cadáver era de um homem ainda não identificado. Após a remoção, os bombeiros deixaram o corpo em um ponto de acesso mais fácil para o atendimento policial.

A Polícia Militar assumiu a ocorrência. Segundo a Secretaria da Segurança Pública (SSP), o caso permanece em apuração.

Homem desaparecido foi encontrado morto

Na tarde de quarta-feira (21), outro homem foi encontrado morto na avenida Coronel Sezefredo Fagundes, na zona norte da Capital. A vítima tinha 43 anos e estava desaparecida desde 16 de outubro.

A perícia foi acionada, e exames foram solicitados ao Instituto de Criminalística e ao Instituto Médico-Legal (IML). A ocorrência foi registrada como homicídio no 20º Distrito Policial, em Água Fria.

Mulher foi encontrada esquartejada

Também na quarta-feira, durante a madrugada, policiais militares encontraram partes do corpo de uma mulher na região do Parque Novo Mundo, na zona norte de São Paulo.

Os agentes faziam patrulhamento na marginal Tietê, próximo ao acesso à avenida Educador Paulo Freire, quando avistaram dois homens mexendo em sacos. Segundo a Polícia Militar, os suspeitos atiraram contra a equipe durante a tentativa de abordagem. Os policiais reagiram, e um dos homens foi baleado e morreu no local. O segundo conseguiu fugir.

Nas proximidades, os militares encontraram a cabeça e outras partes do corpo da mulher dentro de um dos sacos. A vítima ainda não havia sido identificada.

Um revólver calibre 38 com numeração raspada também foi localizado.

O homem morto na troca de tiros foi identificado como Carlos Alberto Furtado, de 47 anos. De acordo com a PM, ele tinha registros criminais por estelionato e crime contra a dignidade sexual, além de uma medida protetiva solicitada pela ex-mulher em 2025.

A polícia informou que a mulher encontrada esquartejada não era a ex-companheira dele.

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Três suspeitos de homicídio em Setúbal aguardam julgamento em prisão preventiva

17 October 2026 at 11:40

Suspeitos estão fortemente indiciados pela prática do crime de homicídio qualificado do ex-companheiro da mulher detida.

Dois homens e uma mulher detidos pela Polícia Judiciária (PJ) por suspeitas de envolvimento no homicídio de um homem de 44 anos, ocorrido em maio, em Setúbal, segundo o Correio da Manhã, vão aguardar julgamento em prisão preventiva.

Em comunicado, a Polícia Judiciária de Setúbal anunciou esta quarta-feira que os três suspeitos, com idades entre os 30 e os 32 anos, estão fortemente indiciados pela prática do crime de homicídio qualificado do ex-companheiro da mulher detida.

De acordo com a investigação, o crime, ocorreu em 20 de maio e foi desenvolvido o estudo pormenorizado das rotinas da vítima, sendo que, terá sido motivado por conflitos familiares relacionados com o exercício das responsabilidades parentais e dificuldades económicas.

Os dois suspeitos do sexo masculino, de acordo com a Judiciária, aguardaram pelo regresso da vítima do trabalho, junto ao prédio onde residia, tendo-a agredido e amarrado as mãos atrás das costas com braçadeiras de plástico, antes de a conduzirem ao interior da habitação.

Refere o comunicado, citado pelo CM: “Já no interior da habitação, os dois suspeitos foram surpreendidos pela presença de uma mulher de 25 anos que lá residia há alguns dias, mulher essa que eles ameaçaram, amordaçaram e prenderam, amarrando-lhe as mãos atrás das costas, estando ainda, por este facto, indiciados pelo crime de sequestro agravado”.

Ainda segundo a PJ, os suspeitos colocaram a vítima numa banheira, onde lhe desferiram um golpe no pescoço com um canivete, provocando-lhe a morte devido à perda de sangue. Após consumarem o crime de homicídio, os dois homens apoderaram-se de alguns objetos que se encontravam no interior da habitação e fugiram para casa da mulher detida, deixando a inquilina amarrada e amordaçada.

Presentes a primeiro interrogatório judicial, aos três suspeitos foi-lhes aplicada a medida de coação máxima, de prisão preventiva.

PJ deteve homem por tentativa de homicídio e condução perigosa

16 October 2026 at 19:07

VTM

Em comunicado, a PSP revela que teve a colaboração da Guarda Nacional Republicana (GNR) de Macedo de Cavaleiros e de Bragança.

A investigação teve início ontem, dia 15 de outubro, na sequência de uma comunicação efetuada pela GNR, dando conta de altercações entre várias pessoas na Autoestrada A4, das quais resultou um “acidente de viação com perigo para a vida dos próprios intervenientes e de terceiros, incluindo menores de idade”.

O detido vai ser presente a primeiro interrogatório judicial no Tribunal de Bragança, para efeitos de aplicação das medidas de coação.

A investigação prossegue sob a direção do Ministério Público.

Este detenção está relacionada com o caso que aconteceu ontem no nó de acesso à A4, em que um homem terá raptado a própria filha, o que originou uma perseguição e uma rixa naquele local da cidade. Houve ainda um acidente que envolveu três veículos, do qual resultou um ferido grave e seis ligeiros.

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Tentativa de agressão a mulher trama suspeito de homicídio na Polónia

15 October 2026 at 16:38

Um cidadão estrangeiro de 46 anos, sobre o qual pendia um mandado de detenção europeu emitido pelas autoridades polacas, foi detido na zona de Vila Real de Santo António.

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