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Medici no-vax, la Camera approva il reintegro voluto da FdI. Ma Forza Italia si ribella: “Cambieremo la norma in Senato”

28 October 2026 at 14:26

La sanità spacca il centrodestra: la Camera dice sì al reintegro dei medici no-vax, ma Forza Italia si ribella e promette battaglia al Senato. Accade tutto i una manciata di ore. Nel giorno in cui Sergio Mattarella ha invitato a “contrastare chi avvelena con fake news distruttive l’opinione su vaccini”, l’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura con 143 sì, 113 no e 3 astenuti la delega al governo in materia di professioni sanitarie. Il testo contiene anche una norma, introdotta durante l’esame in commissione su proposta di Fratelli d’Italia, che prevede la possibilità di reintegro per i medici no vax radiati dall’Albo durante il periodo del Covid, una previsione passata ieri con soli 13 voti di scarto, grazie ai voti di Futuro Nazionale. Che anche oggi nel voto finale ha detto sì alla delega.

Ora però i senatori azzurri a Palazzo Madama promettono battaglia. La disposizione “non ci convince e non può restare così com’è“, ha detto Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia -. Al Senato è nostra intenzione lavorare per modificarla”. “Il diritto di esprimere opinioni, anche critiche, sulle scelte sanitarie è sacrosanto e nessuno intende metterlo in discussione – ha proseguito la senatrice -. Altro discorso sono i doveri professionali e deontologici di chi indossa un camice”. “Quando il testo arriverà a Palazzo Madama – ha annunciato Craxi -, il nostro gruppo farà la sua parte per correggerlo“.

Dello stesso parere Licia Ronzulli: “Per la mia storia personale e per le battaglie che Forza Italia ha condotto fin dall’inizio della pandemia, non posso essere d’accordo”, ha commentato la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, secondo la quale “se siamo usciti dal dramma del Covid è stato grazie alla scienza e ai vaccini“.

“La maggioranza perde i pezzi – attacca dichiara Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Partito Democratico in commissione Affari sociali -. Ieri alla Camera hanno votato per mantenere l’articolo 8 nel ddl professioni sanitarie, quello che chiede di riabilitare i medici no vax, e oggi fanno retromarcia annunciando al Senato che cambieranno il provvedimento”. “La scienza non si giudica a seconda di come tira il vento del giorno – le fa eco Marco Furfaro -. Lo spettacolo indegno che sta dando Forza Italia è intollerabile”. “Ieri – argomenta il deputato e responsabile nazionale Welfare del Pd – il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari sociali e autorevoli membri del gruppo alla Camera ci spiegavano di aver votato secondo scienza e coscienza. Oggi la capogruppo al Senato dice esattamente il contrario. Si decidano”.

“Il governo non si limita a lisciare il pelo ai No Vax – ha commentato Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista -: sposa in modo strutturale le tesi anti-vaccinali. E allo stesso tempo conferma che il vero ministro della Salute non è Schillaci, ridotto a pura figurina, bensì Gemmato (sottosegretario di FdI, ndr). Niente di sorprendente: quello guidato da Giorgia Meloni è il governo che ha votato contro le regole internazionali sui piani pandemici, ha nominato medici No Vax nel gruppo consultivo nazionale sulle vaccinazioni e, anche per questo, ha visto ricomparire i morti per difterite”.

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Mattarella mette in guardia dai no vax, Borghi organizza una giornata sui danni da vaccino in Senato. Il Pd: “Affronto spudorato di una destra retrograda”

28 October 2026 at 13:28

Nel giorno in cui Sergio Mattarella in un discorso al Quirinale in occasione de “I Giorni della Ricerca“, iniziativa promossa dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro AIRC, mette in guardia dalla “opposizione pregiudiziale ai vaccini” fatta di “credenze irrazionali e fake news distruttive“, il senatore leghista Claudio Borghi promuove in Senato la “XXIII Giornata per ricordare le persone decedute o rese disabili dai vaccini“. Organizzata dall’associazione CONDAV ETS (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino), l’evento si svolge nella Sala Capitolare e prevede prima la commemorazione delle persone scomparse e poi un convegno dal titolo “I Tanti volti della Verità” in cui, si legge nel comunicato, verrà affrontato “il tema del nesso causale tra vaccinazioni ed eventi avversi“.

Il Partito democratico va all’attacco: Si tratta di “un vero e proprio inno alla cultura no vax, con ospiti che sono già stati già auditi, su richiesta della destra, in commissione Covid, proprio per attaccare le scelte del governo Conte durante la pandemia”, ha commentato la senatrice Sandra Zampa. “Scelte che hanno permesso di salvare migliaia di vite – ha aggiunto la capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali -. E’ inaccettabile che ancora oggi partiti di maggioranza organizzino convegni contro la scienza. Siamo di fronte a una destra retrograda, arretrata, che nonostante quella tragica stagione alimenta pericolosamente la cultura no vax ed è molto grave che il Senato ospiti convegni di questa natura”.

“Leggo che l’ineffabile Borghi organizza oggi al Senato un bel convegno no vax – fa eco su X il senatore del Pd, Filippo Sensi -. Il giorno dopo il vergognoso voto alla Camera sui medici anti vaccini. E nel giorno in cui il presidente Mattarella dice parole chiare e limpide sul tema. Un affronto spudorato. Sulla pelle della gente”.

“I vaccini sono uno strumento fondamentale per la salute pubblica, come ci insegna la storia della scienza – ha commentato la senatrice di Italia Viva-Casa Riformista Raffaella Paita, capogruppo al Senato -. La ricerca ha salvato e salverà vite, e strizzare l’occhio a posizioni antiscientifiche, come ha fatto il governo dicendo sì al reintegro dei medici no vax, è da irresponsabili. Non possiamo che sottoscrivere le parole di saggezza del presidente Mattarella”. “Stupisce che anche parlamentari di forze politiche che hanno condiviso l’operato del governo Draghi nel periodo del Covid, abbiano deciso di appoggiare questa scelta, che è uno schiaffo in faccia a tante vittime, e a tanti medici e operatori sanitari che hanno rischiato la loro vita durante quel periodo durissimo”, aggiunge Paita.

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Usa, si dimette la vicedirettrice dell’agenzia della Sanità Jennifer Shuford. Media: “Scontro con Kennedy Jr. sulle politiche vaccinali”

27 October 2026 at 16:43

Jennifer Shuford, vicedirettrice del Cdc (Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia che detta le linee guida della sanità in America) ed ex commissaria alla Sanità in Texas, si è dimessa dopo soli sei mesi dall’inizio del suo mandato. In un comunicato la donna ha affermato che la motivazione alla base della sua scelta è quella di voler “trascorrere più tempo con la famiglia”. Tuttavia, secondo il Washington Post, il suo allontanamento è dettato da uno scontro con il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., convinto no-vax, sulle politiche vaccinali. L’anno scorso la stessa dinamica era avvenuta con l’allora responsabile del Cdc, Susan Monarez, e infatti anche lei aveva dato le dimissioni dopo un appena un mese dall’inizio dell’incarico.

Shuford, medico specializzato in malattie infettive, era stata assunta ad aprile all’interno di un gruppo di quattro persone che avevano l’obiettivo, per stessa ammissioni dell’amministrazione Trump, di ripristinare la fiducia nell’agenzia. Gli scienziati del Cdc avevano accolto positivamente la nomina della Shuford in quanto medico d’esperienza che non aveva paura a parlare dell’epidemia di morbillo che ha colpito il Texas lo scorso anno, al contrario minimizzata da Kennedy.

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Melanoma, “il vaccino a mRNA personalizzato riduce del 42% il rischio di recidiva o morte”

23 October 2026 at 12:42

Un vaccino terapeutico personalizzato basato sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA) potrebbe migliorare il controllo del melanoma dopo l’intervento chirurgico. I risultati dello studio clinico internazionale di fase 3 INTerpath-001, sviluppato da Moderna e Merck e riportati da Associated Press (AP), indicano che l’aggiunta del vaccino sperimentale intismeran autogene, noto anche come V940 o mRNA-4157, a pembrolizumab riduce il rischio di recidiva o morte rispetto alla sola immunoterapia.

Lo studio ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio, completamente asportato chirurgicamente. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a ricevere pembrolizumab, un farmaco immunoterapico commercializzato come Keytruda, in associazione con il vaccino personalizzato oppure con un placebo.

Dopo un follow-up mediano di 24,6 mesi, la combinazione ha ridotto del 42% il rischio relativo di recidiva o morte. A due anni, la sopravvivenza libera da recidiva era dell’82,2% nel gruppo trattato con il vaccino, contro il 70% nel gruppo di controllo: una differenza assoluta di 12,2 punti percentuali. Il trattamento combinato ha inoltre ridotto del 38% il rischio di metastasi a distanza o morte.

Come funziona il vaccino

Il trattamento viene progettato a partire dall’analisi genetica del tumore asportato. I ricercatori identificano mutazioni che possono produrre neoantigeni, proteine riconoscibili come bersagli dal sistema immunitario. Il vaccino a mRNA fornisce alle cellule le istruzioni per produrre questi antigeni, stimolando una risposta immunitaria diretta contro eventuali cellule tumorali residue.

L’associazione con pembrolizumab punta a rafforzare tale risposta bloccando PD-1, una proteina che limita l’attività dei linfociti T. A differenza dei vaccini preventivi contro infezioni associate al cancro, come quelli contro il papillomavirus umano (HPV) e il virus dell’epatite B, questa strategia è terapeutica e mira a ridurre il rischio che un tumore già rimosso si ripresenti.

Benefici e questioni ancora aperte

Gli effetti indesiderati comprendono dolore nel sito di iniezione, stanchezza e altre reazioni associate alla vaccinazione a mRNA. Nei dati dello studio, gli eventi avversi correlati al trattamento di grado 3-5 sono stati registrati nel 14,2% dei pazienti che hanno ricevuto il vaccino e pembrolizumab, contro il 13,4% di quelli trattati con placebo e pembrolizumab.

La produzione personalizzata richiede inoltre un processo complesso: secondo quanto riportato da Associated Press, possono trascorrere circa sei settimane, o più, dall’analisi del tumore alla disponibilità del vaccino. Tempi, costi e capacità produttiva saranno quindi elementi importanti per un’eventuale applicazione su larga scala.

Moderna e Merck stanno discutendo con le autorità regolatorie i passaggi successivi per un’eventuale richiesta di autorizzazione. I risultati di fase 3 sono promettenti, ma non equivalgono all’approvazione del trattamento. Il follow-up dovrà chiarire soprattutto se la riduzione delle recidive si tradurrà in un miglioramento della sopravvivenza complessiva e quanto a lungo persisterà il beneficio.

Lo studio rappresenta un avanzamento per l’immunoterapia oncologica personalizzata, ma i risultati ottenuti nel melanoma non possono essere automaticamente estesi ad altri tumori. Saranno ulteriori studi a stabilire quali pazienti possano beneficiare maggiormente di questa strategia e quale ruolo potrà assumere nella pratica clinica.

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