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Protestas cuentan con apoyo de seis de cada 10 franceses

28 October 2026 at 22:10

París, 28 oct (Prensa Latina) Al menos seis de cada 10 franceses respaldan las movilizaciones del próximo 5 de noviembre para rechazar el encarecimiento de la vida, de acuerdo con un sondeo de Elabe publicado hoy en esta capital.

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Medvédev sigue con accionar indetenible en Abierto de Viena

28 October 2026 at 21:50

Viena, 28 oct (Prensa Latina) El tenista ruso Daniil Medvédev, tercer cabeza de serie, siguió hoy con su accionar indetenible en el Abierto de Viena, tras doblegar al español Daniel Mérida en los octavos de final por 7-6 (7/5) y 6-1.

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Passaggi segreti tra i palazzi, botteghe della seta e una brasserie di 190 anni: un weekend alla scoperta di Lione, la città francese dove sono nati il cinema e la grande gastronomia

28 October 2026 at 15:25

Lione non è semplicemente una città: è un’esperienza sensoriale, una sinfonia di pietra, luce e sapori. Adagiata lungo la fluida convergenza del Rodano e della Saona, Lione è la capitale indiscutibile della gastronomia mondiale e culla del cinema – nel 1895 i fratelli Auguste e Louis Lumière inventarono il Cinématographe –, capace di ammaliare chiunque ne varchi i confini. Passeggiare per le sue vie significa compiere un viaggio nel tempo, dove l’eleganza rinascimentale dei vicoli si sposa perfettamente con la vitalità di un’avanguardia culturale frizzante ed ecosostenibile. Tra le luci dorate che accarezzano i suoi ponti al tramonto e i profumi invitanti che escono dalle cucine dei suoi storici locali, Lione incanta, accoglie e conquista al primo sguardo.

Arte urbana, sapori tradizionali e crociere sulla Saona

Il viaggio parte tra i colori e la creatività urbana con un suggestivo tour nel quartiere dei murales dedicato ai grandi personaggi di Lione. Lungo le facciate dei palazzi prende vita la storia della città attraverso le immagini dei suoi celebri cittadini, primo fra tutti il leggendario chef Paul Bocuse, icona indiscutibile della gastronomia mondiale. Dopo questa immersione nell’arte visiva, ci si sposta nel cuore della tradizione per un pranzo da Les Fines Gueules. Certificato come autentico “Bouchon Lyonnais”, questo accogliente ristorante situato nel centro storico di Vieux Lyon propone una cucina conviviale, preparata con prodotti freschi e specialità tipiche francesi.

Il pomeriggio regala una pausa di relax con una crociera verso l’Île Barbe. Navigando lungo le acque della Saona si possono ammirare da una prospettiva privilegiata le sponde cittadine e gli scorci più romantici di Lione, fino a raggiungere la piccola isola nota per il suo affascinante patrimonio storico.

Da vedere, unico in Francia e situato nel Vieux Lyon (Hôtel de Gadagne), il Musée des Arts de la Marionnette custodisce oltre 300 marionette da tutto il mondo, con un focus su Guignol, icona locale. Un viaggio interattivo e suggestivo nel teatro di figura per grandi e piccini.

La serata culmina con una cena da L’Atelier des Augustins, ristorante di alta cucina con una stella Michelin nel 1° arrondissement. Qui, lo chef propone menu degustazione a sorpresa focalizzati su creatività, stagionalità e sostenibilità a chilometro zero, valorizzando le eccellenze dei produttori locali.

Panoramica dalla Basilica e la magia di Vieux Lyon

La giornata successiva prosegue salendo sulla collina di Fourvière con la funicolare: il modo più iconico e tradizionale, a cui si accede direttamente all’interno della stazione della metropolitana di Vieux-Lyon. Prima di una visita guidata ai tetti della Basilica, è d’obbligo una sosta sulla spianata adiacente alla Basilica di Notre-Dame de Fourvière, che permette di ammirare uno straordinario panorama sull’intera città. Il tour è davvero unico: dalla terrazza di San Michele fino in cima alla Torre dell’Osservatorio, lo sguardo spazia su tutto il sito storico di Lione, tutelato dall’UNESCO.

Per il pranzo, il consiglio è Le Bœuf d’Argent (Vieux Lyon), che propone un’eccellente cucina franco-italiana fatta in casa. La chef Viviana Pisacane, tra i protagonisti dell’edizione 2026 di Top Chef, rielabora con estro e passione i prodotti locali, lasciandosi ispirare dalle sue origini italiane.

Nel pomeriggio ci si perde tra le meraviglie di Vieux Lyon: tra i vicoli ciottolati del quartiere Saint-Jean, attraversando le sue miraboules (cortili interni) e i celebri traboules, i passaggi pedonali coperti che collegano un palazzo all’altro. Con i suoi edifici del XV e XVI secolo in perfetto stile gotico e rinascimentale, questo quartiere è stato il primo in Francia a essere iscritto nel Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

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Lione

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Vieux Lyon

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Teatro di Guignol

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Île Barbe

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quartiere Confluence

Avanguardie industriali e convivialità contemporanea

Lione è anche capitale dell’arte contemporanea grazie alla celebre Biennale d’Art Contemporain. L’edizione 2026 trova la sua scenografia ideale in Les Grandes Locos, ex sito industriale ferroviario a La Mulatière. All’interno delle sue imponenti campate industriali prendono vita opere su grande scala sul tema “Moving from one dream to another”.

Per l’aperitivo e la cena ci si sposta nel quartiere Gerland a La Commune. Nato nel 1907 come laboratorio di falegnameria e diventato nel 2018 il primo food court di Lione, questo spazio polifunzionale è al tempo stesso un incubatore culinario, un centro culturale con un ricco calendario di eventi gratuiti e un accogliente bar focalizzato su bevande biologiche e francesi.

Il fascino della seta e i grandi simboli della città

Altra bellezza da scoprire a Lione è il Museo Soieries Brochier, uno spazio affascinante dedicato alla storia, ai tessuti e al saper fare della storica impresa familiare leader nella lavorazione della seta. A breve distanza sorge il Grand Hôtel-Dieu, monumentale edificio affacciato sul Rodano: un tempo antico ospedale cittadino, oggi sapientemente trasformato in un elegante polo che unisce boutique, ristoranti e spazi culturali.

A pranzo ci si ferma in una vera e propria istituzione: la Brasserie Georges a Perrache. Fondata nel 1836 dal mastro birraio alsaziano Georges Hoffherr, quest’anno festeggia ben 190 anni di storia. Famosa per il suo spettacolare arredamento Art Déco, serve i piatti della tradizione accompagnati da birre artigianali prodotte direttamente in loco.

Il pomeriggio è dedicato all’architettura d’avanguardia per scoprire il quartiere Confluence. Situato nel punto di incontro tra Rodano e Saona, questo ex sito industriale è stato convertito in un distretto moderno ed ecosostenibile, famoso per il suo design futuristico e per la presenza del Musée des Confluences.

Da non perdere è anche La Maison des Canuts, sulla collina della Croix-Rousse, un museo dedicato ai Canut, i tessitori di seta di Lione attivi nel XIX secolo. Vengono proposte visite guidate arricchite da vere dimostrazioni di tessitura nell’atelier a porte aperte, in cui è possibile osservare i procedimenti di lavoro del XIX secolo attraverso antiche macchine ancora funzionanti. Nel museo si ripercorre la storia dell’industria della seta a Lione, dal 1536 fino ai giorni nostri.

Un buon indirizzo per pranzare è la Brasserie Roseaux, dove gli chef Tabata e Ludovic Mey mettono in scena i grandi classici della cucina francese in un’atmosfera conviviale e raffinata, servendo le portate direttamente al tavolo di fronte agli ospiti. La dimora perfetta per il soggiorno è l’Hotel Phénix, una deliziosa struttura a quattro stelle adagiata sulle rive della Saona nel quartiere di Vieux Lyon. Ospitato all’interno di un elegante edificio d’epoca, l’hotel unisce il fascino d’altri tempi ai più moderni comfort. Attraversando semplicemente il ponte si raggiunge in pochi minuti a piedi la vivace Presqu’île, con i suoi teatri, le boutique e i famosi bouchons lionesi. Un punto di partenza strategico per vivere la città sia di giorno che di sera, rientrando poi nella quiete e nel calore di un’accoglienza raffinata.

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Jefatura de canal galo defiende pluralidad ante crítica de sindicatos

28 October 2026 at 13:43

París, 28 oct (Prensa Latina) El director del canal BFMTV, Fabien Namias, debió defender hoy la existencia de un clima de pluralidad en ese medio, tras conocerse acusaciones de partidos y sindicatos franceses por tolerar ideas racistas y xenófobas.

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Francia expresa solidaridad a España tras accidente ferroviario

28 October 2026 at 12:43

París, 28 oct (Prensa Latina) El presidente francés, Emmanuel Macron, expresó hoy su solidaridad con el pueblo español, tras conocer sobre el accidente ferroviario ocurrido en Urda, provincia de Toledo, donde se produjo un choque de dos trenes.

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Ola de protestas en Europa: Juventud y trabajadores exigen el fin de la precariedad

28 October 2026 at 00:08
Una ola de movilizaciones recorre Europa, encabezada por jóvenes y trabajadores que denuncian la precariedad, la especulación inmobiliaria y el desvío de fondos públicos hacia el gasto militar en detrimento de los derechos sociales.

Estudiantes franceses mantienen protestas al considerar insuficientes concesiones del Gobierno

27 October 2026 at 08:56
La posición defensiva de los sindicatos estudiantiles fue adoptada tras una reunión con el primer ministro, Sébastien Lecornu, en la que se presentaron varias medidas orientadas a responder a las reivindicaciones estudiantiles.

En el corazón de los 'Black bloc' de Marsella: una batalla campal de cristales, piedras y fuego por el control de la calle

26 October 2026 at 21:35
EL MUNDO sigue desde dentro y analiza los movimientos de quienes convierten las calles de la ciudad en un polvorín Leer

EL MUNDO sigue desde dentro y analiza los movimientos de quienes convierten las calles de la ciudad en un polvorín

Dirigente de Francia insumisa arremete contra racismo en su país

26 October 2026 at 22:53

París, 26 oct (Prensa Latina) El máximo dirigente de La Francia Insumisa (LFI), Jean-Luc Mélenchon, llamó hoy a nunca perdonar ni mirar para el lado con el racismo, al intervenir en un acto en el barrio de Courneuve, en Saint-Denis.

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Los anuncios del Gobierno de Francia no calman a los estudiantes, que llaman a seguir las protestas

26 October 2026 at 22:39
Tras la reunión entre el primer ministro Sébastien Lecornu y los líderes estudiantiles, el ministro de Educación, Edouard Geffray, dio a conocer una serie de medidas, que incluyen una reforma parcial al sistema de ingreso a la universidad y préstamos millonarios para la renovación de infraestructuras educativas. Sin embargo, las asociaciones estudiantiles juzgaron las acciones de "insuficientes" y abogaron por volver a manifestarse el próximo sábado y en la huelga general del 5 de noviembre.

Francia: el Gobierno se reúne con los líderes de las protestas tras prometer "respuestas concretas"

26 October 2026 at 15:15
El primer ministro francés, Sébastien Lecornu, se reúne este lunes con representantes de organizaciones estudiantiles de secundaria y universitarias con el objetivo de poner fin a más de un mes de protestas y disturbios. El país afronta otra semana de caceroladas y manifestaciones, que tendrán como colofón una movilización nacional el sábado 31 de octubre, que el presidente Emmanuel Macron ha catalogado como "de alto riesgo".

Scandalo in Ligue 1: la tecnologia sbaglia e convalida un gol fantasma. “Guardate la telecamera, vi posso giurare che quello è il guanto”

26 October 2026 at 14:40

Anche la tecnologia non è infallibile. Per averne conferma basta chiedere all’Auxerre e al suo allenatore Ben Still. Durante l’ultima giornata di Ligue 1, in Francia, la partita tra Auxerre e Le Mans ha fatto notizia non per il risultato, con la partita che è terminata 1-1, ma per una clamorosa svista arbitrale, o meglio della goal-line technology, ovvero il sistema utilizzato per stabilire se il pallone ha superato interamente la linea di porta che fin qui è sempre stato molto affidabile.

Una tecnologia matematica e difficilmente fallibile, ma che sembra aver mostrato qualche crepa. In occasione della rete del momentaneo vantaggio del Le Mans firmato da Buades al 48esimo, il portiere dell’Auxerre Nardi ha provato a intervenire sul colpo di testa dell’avversario, respingendolo con una mano ma non abbastanza per tenerlo fuori dalla porta. O meglio, non abbastanza secondo la goal–line technology.

L’apparecchio tecnologico “addetto” al gol o non gol ha infatti assegnato la rete, ma sulla rete rimane più di qualche dubbio. Secondo l’immagine generata dal sistema infatti, quello mostrato sembra essere il guanto del portiere e non il pallone, che appare invece esattamente sulla linea di porta. “È il suo guanto, vi posso giurare che è il suo guanto. Se guardate la telecamera dietro la porta, è impossibile che quel pallone sia entrato. Mi hanno detto che si sono attivati solo 2 sensori su 4 e che c’è stato un problema informatico. Una cosa senza precedenti“, ha denunciato l’allenatore dell’Auxerre Will Still, che ha raccontato di averne parlato con gli arbitri che avrebbero ammesso l’errore.

“Non tutti gli orologi (compresi quelli degli assistenti arbitrali e del quarto uomo) hanno emesso il segnale acustico contemporaneamente; anzi, uno non ha emesso alcun segnale. E poiché il VAR non aveva un’angolazione sufficientemente chiara per annullare la tecnologia dell’arbitro, ha deciso di convalidare il gol“, fanno sapere dall’associazione arbitri francese, come spiega L’Équipe.

Il portiere dell’Auxerre Paul Nardi, dal canto suo, si è mostrato piuttosto cauto, dichiarando a Ligue 1+: “Se la goal-line technology ha detto che è gol, allora è gol. Personalmente, sono sicuro al 300% che non lo fosse. Sentivo di avere la mano dietro di me. Quando mi sono rialzato, sono stato attento, ma forse i robot sono meglio degli umani“. Poi ha concluso: “È assolutamente impossibile che questo pallone sia entrato!”, ha dichiarato riguardando l’immagine della telecamera del retroporta.

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El infierno en las calles

25 October 2026 at 23:06

Dijeron que no habría paz en las calles y la promesa se va cumpliendo. La llama de la revolución prende fácil en esta izquierda como de celofán, aunque en realidad no se hace la revolución robando enmascarado una consola, como un panal, ni representa ninguna democracia nueva, vieja u olvidada prenderle fuego a ésta como si fuera un establo. Aunque la izquierda intente desmarcarse de los saqueos y los disturbios, los vándalos no hacen sino aprovecharse del caos que ella está provocando y promoviendo, con su reivindicación y su estética de las muchedumbres, la lucha, la fuerza bruta, la justicia o el desquite por la propia mano, esa “moral de linchamiento” que Bertrand Russell achacaba a los puritanismos. La izquierda, con sus tocas pacifistas, su plumaje de besos y su herpes del amor, pasa pronto al tumulto o la guerrilla, no porque cambie de principios sino porque sólo cambia de táctica. El pueblo es sabio hasta que te da la espalda y la democracia es aceptable hasta que no te votan ni los que van a tu tasca a vomitar sobre el serrín las bolas de pelo de las barbas de sus profetas. Entonces, recuerdan las injusticias eternas y los fetiches históricos, cae uno en que es sindicalista con camisa de leñador o profesor de un instituto con humedades arqueológicas, y salen a tomar la calle precisamente porque no es suya, que a ver si no para qué.

La izquierda admira ese fuego en el que arde la democracia, sea por su mano o por otra mano cercana o lejana pero en todo caso aliada, amiga, que aquí les vale igual Sánchez, Putin, China o Irán. La izquierda admira cómo arden, igual que un museo de cera, los ayuntamientos a vela, las tiendas todas como de jerséis y peluquines de rico, las calles mojadas de madrugada como de gasolina, las góndolas de las diosas y los caballos de los tejados, que hasta en el barroquismo o neoclasicismo de las ciudades (va por barrios) se nota el avasallamiento capitalista, que es como veneciano. No está seguro uno de qué busca la izquierda, por lo menos aquí, saliendo a la calle con cacerola, antifaz o mechero. No puede ser el poder porque ya lo tenían, o al menos tenían ministerios grandes, esponjosos y chorreantes como tartas nupciales, muy bien repartidos en el banquete. Tampoco puede ser la justicia, porque el pobre, el currante y el que vive bajo un chubasquero en un zulo abuhardillado han seguido en su continuidad y resignación históricas aun gobernando ellos, o sobre todo gobernando ellos.

La izquierda admira ese fuego en el que arden sus enemigos o sus fetiches, como una iglesia que arde, como un palco que arde, pero no se trata sólo de volver al fuego atávico y ritual, para el que, por otro lado, tampoco necesitan muchas razones. Se trata, sobre todo, de supervivencia. Cuando al personal le parece que la izquierda, o al menos cierta izquierda, allí pasando la esquina de la socialdemocracia como pasando el estanco, no sirve para nada, ni para gobernar ni para quejarse, se hace necesario inventar una utilidad fuera de los ministerios y fuera del sistema. Ahí es cuando vuelve otra vez la Revolución, o al menos el remedo de Revolución, prendiendo fuego a esa realeza de la ciudad que son las boutiques o las fuentes con estatua. Quieren que pensemos que la izquierda es útil incluso, o sobre todo, cuando no gobierna. O que, una vez encendida la llama poética y material de la Revolución, si llegan a gobernar otra vez, si vuelven a sus ministerios achampanados, sí se podrán cambiar las cosas. En democracia nunca consiguen nada y sustituyendo la democracia por sus utopías sólo consiguen ruina, miseria, crueldad y corrupción. Esta Revolución o amago de Revolución, esta purificación por el fuego y por el hierro, esta cosa un poco vikinga que tiene la izquierda, este éxtasis por la violencia propia o prestada, les sirve como reinicio del cuento. En realidad sólo quieren que les vuelvan a votar para el ayuntamiento navideño o para el escañito como un trono de casita de chocolate, que entonces se acabarán todos los fuegos.

En democracia nunca consiguen nada y sustituyendo la democracia por sus utopías sólo consiguen ruina, miseria, crueldad y corrupción"

La izquierda sólo quiere reiniciarse, que ahora está atascada como la roomba, y seguir sobreviviendo. En cuanto a los demás encapuchados, van a lo suyo: el que quiere la consola va a por la consola y el que quiere el caos va a por el caos, que es un fin en sí mismo cuando buscas la destrucción. Sánchez no sé si aún tiene la esperanza de sobrevivir (a las elecciones, a la verdad y a la Justicia), aunque alguien que lo fía todo a campañas que duran tres días, a hacer de travoltín con paquetón de calcetín, a aparecer ante el Guernica como haciendo un anuncio de Micolor, a salir en televisión intentando hacer chistes con su cara de tambor muy tensado; alguien así, decía, me parece que ya lo da todo por perdido. Pero, si hay alguna oportunidad, sabe que está en el caos. Sánchez sigue su plan, que es que arda todo para poder escaparse entre las llamas, como un terminator. La izquierda sigue su plan, que es renacer de las cenizas, las virutas y el fracaso cada cierto tiempo. Y tambíen Putin, China e Irán siguen sus planes de guerra híbrida contra Occidente. Y todos ellos se ayudan y se retroalimentan. La izquierda en el caos parece más poderosa, Europa en el caos parece ya derrotada, y la civilización en llamas les suena al paraíso a los infames y fanáticos cabreros islamistas. Hay que persistir, pues, en la civilización y en la democracia, que es lo contrario a que las ciudades ardan por culpa no sólo de encapuchados sino también de maestritos.

Por diferentes razones, con diferentes actores pero con esa sincronía que a veces presta la historia, arde Francia como una barquita, arde Italia como un telón, arde Barcelona como una fachada o una mecedorita de Gaudí, y puede arder toda España o toda Europa por ese conjuro del fanatismo o de la estupidez capaz de hacer que ardan la piedra, el agua, la libertad y hasta la verdad como si sólo ardiera un cuadro. El afán destructor de la izquierda se ha unido al afán destructor de minorías anticivilizatorias, de potencias extranjeras y hasta de Sánchez, que es el gran destructor, como un meteorito o una bestia apocalíptica. La violencia siempre ha sido el medio más directo para conseguir cualquier cosa, algunos dirían que el medio natural. La mayoría de la historia de la humanidad no es sino violencia pura más o menos organizada, y desde Homero o Plutarco hasta ahora mismo seguíamos considerando grandes hombres a ambiciosos sanguinarios. La paz es un lujo, además de la prueba de que nuestra democracia liberal es, de momento, la cumbre de la civilización. Por eso la atacan los totalitarios, los autócratas, los fanáticos, los primitivos con su fuego primitivo. También los de aquí, al menos hasta que consigan otro gobiernito de progreso y otro ministerio de mantequilla. Y ya, hasta la próxima vez que necesiten la carnaza del pueblo y el infierno en las calles.

La rabia de las revueltas francesas por acabar con el malestar social

25 October 2026 at 04:30

Viendo lo que está ocurriendo en Francia, me viene a la memoria la célebre frase “Un fantasma recorre Europa” con la que se inicia el preámbulo del Manifiesto Comunista escrito por Karl Marx y Friedrich Engels, publicado por primera vez el 21 de febrero de 1848, en vísperas de las revoluciones liberales y obreras que se produjeron ese año en Francia y otros países europeos. Marx y Engels utilizaron la metáfora del fantasma para describir el miedo y la inquietud que sentían las clases e instituciones conservadoras de la época ante la incipiente lucha de clases entre trabajadores y empresarios dentro del naciente capitalismo.

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© DIEGO MIR (EL PAÍS)

Una mujer de hace 30.000 años en los Pirineos tenía ancestros de Europa central: el ADN desmonta la Europa dividida de la Edad de Hielo

Hace entre 34.000 y 25.000 años, buena parte de Europa compartía una forma de vivir que los arqueólogos llaman Gravetiense. Se reconoce por sus herramientas de piedra y de hueso, por la manera de enterrar a los muertos y por las figuritas que se tallaban, las llamadas venus, que aparecen desde el oeste hasta la […]

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