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“Stavo per mollare la recitazione, ma mia moglie mi ha bloccato. Poi è arrivato il ‘mio’ John Fitzgerald Kennedy Jr. che mi ha stravolto la vita”: parla Paul Anthony Kelly, “l’uomo più sexy”

28 October 2026 at 15:49

È diventato una delle stelle più chiacchierate della televisione e, nello stesso anno, padre per la prima volta. Paul Anthony Kelly, il volto di John F. Kennedy Jr. nella serie tv “Love Story“, vive un 2026 che definisce una corsa a “giri di motore che non sapevo nemmeno di avere”. Ad accogliere la figlia, all’inizio dell’anno, insieme alla moglie Syd Widziszewski-Kelly, è stato un attore che fino a pochi mesi prima era sul punto di rinunciare.

L’attore a People (che lo ha incoronato “uomo più sexy” accanto al collega Noah Wyle) ha ammesso che, senza la moglie, avrebbe lasciato la recitazione prima di ottenere il ruolo che lo ha lanciato. Dopo dieci anni di audizioni senza risultati di rilievo, circa due settimane prima della convocazione per il provino della serie “Love Story” i due erano seduti sul divano della loro nuova casa a Portland, in Oregon, dove si erano trasferiti dopo l’evacuazione causata dagli incendi che nel gennaio 2025 avevano colpito il loro quartiere di Los Angeles.

“Stavamo pensando al futuro, a mettere su famiglia, a quali sarebbero stati i passi successivi- ha ricordato l’attore – Le dissi: ‘Non credo che succederà. È passato tanto tempo. Non so se questa strada fa per me'”. La risposta della moglie è stata semplicemente: “Siamo qui, quindi continua a provarci”.

A complicare il percorso c’era anche un ostacolo burocratico. Kelly, originario dell’Ontario, in Canada, non aveva ancora la green card: “C’erano molti ostacoli da superare anche solo per ottenere qualcosa“. La chiamata per il provino è arrivata nel giorno del secondo anniversario di matrimonio della coppia. Due giorni dopo è arrivata la green card e poi la notizia di aver ottenuto la parte di John F. Kennedy Jr.

“Da quel momento la mia vita è cambiata- ha detto -. Ancora oggi sono sbalordito che sia successo davvero e che stia vivendo il mio sogno”.

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L’aereo EasyJet atterra a Berlino, ma in stiva non c’è neanche una valigia: “Tutti i bagagli lasciati a Napoli per carenza di carburante”. La scoperta choc dei passeggeri all’arrivo

28 October 2026 at 15:24

Il volo è arrivato a destinazione senza intoppi, ma quando i passeggeri si sono radunati davanti ai nastri di riconsegna, ad attenderli c’è stata un’amara sorpresa: l’aereo era completamente vuoto. Nessun bagaglio da stiva era stato caricato a bordo del volo Easyjet EJU5054 decollato giovedì della scorsa settimana dall’aeroporto di Napoli Capodichino e diretto a Berlino. La motivazione fornita dalla compagnia aerea britannica, riportata dal quotidiano tedesco Bild, ha dell’incredibile: un limite di peso imposto da una carenza di carburante.

La macchina è atterrata all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER) alle 23:19, rispettando sostanzialmente il ruolino di marcia. I problemi sono iniziati al terminal arrivi. Benjamin Hammerschmidt, un passeggero di Eichwalde intervistato dal quotidiano locale Märkische Oderzeitung (MOZ), ha raccontato che sul tabellone del nastro trasportatore è apparsa quasi subito la scritta “completed” (operazione conclusa), sebbene nessuna valigia fosse stata scaricata. Solo dopo un quarto d’ora di smarrimento collettivo, i viaggiatori hanno appreso la doccia fredda: le stive dell’aereo erano vuote.

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“Ho bevuto birra e shot al bar dell’aeroporto, poi volevo solo dormire”: il passeggero del messaggio sul dirottamento si racconta alla polizia

28 October 2026 at 15:06

Un sms scritto forse per scherzo, o forse da qualcuno che aveva alzato il gomito: è finita così, con un aereo costretto a tornare indietro e un uomo in manette, la serata di sabato 24 ottobre per i 156 tra passeggeri ed equipaggio del volo United 1681, diretto a Newark.

Il Boeing 737 era decollato da Las Vegas poco prima delle 23. Pochi minuti dopo, durante la salita, un’assistente di volo ha visto il telefono di un passeggero seduto al 10C: sullo schermo, un messaggio destinato a un altro viaggiatore, in fondo alla cabina, al 37D. Il testo, riportato dal rapporto d’arresto citato dall’emittente locale KVVU, era una frase minacciosa sul dirottare il velivolo e far precipitare la fila dell’amico e nessun altro.

Il personale di bordo ha applicato la procedura: la segnalazione è risalita alla capocabina e, solo dopo i 10.000 piedi, al comandante. Il pilota ha deciso di invertire la rotta e l’aereo è atterrato a Las Vegas intorno alle 23.05, come ha confermato la Federal Aviation Administration. Due passeggeri sono stati accompagnati fuori da un agente.

Uno dei due era Dante Raymond Milne, 25 anni, saldatore subacqueo del New Jersey. Davanti agli investigatori ha ricostruito la sua giornata: era in città per un corso di apprendistato di tre giorni e, prima di imbarcarsi, aveva consumato birra e shot in un locale dello scalo. A bordo, ha detto, contava di addormentarsi, e si sarebbe risvegliato quando il velivolo stava già facendo ritorno.

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Ha 16 anni e ha inventato un prototipo che spegne le fiamme con il suono: studentessa messicana vince una fiera internazionale di scienza

28 October 2026 at 14:13

È la scoperta di una sedicenne messicana ad aver vinto l’International Science and Invention Fair, che si è tenuto quest’anno in Indonesia. A essere premiato tra i 110 progetti in concorso provenienti da 25 diversi paesi è stato quello presentato dalla studentessa Ángela Karime Hernández Venegas, che frequenta il liceo CETis 78 di Altamira, nello stato messicano di Tamaulipas.

Il progetto che ha ottenuto il primo premio, oltre che il riconoscimento dell’IYSA Semi Grand Award, presenta un prototipo in grado di spegnere un incendio tramite il suono. Si tratta del “Vortex Tech”, che utilizza onde sonore a bassa frequenza per disturbare l’ambiente di combustione di una fiamma senza l’impiego di acqua, schiuma o polveri chimiche.

Al momento, però, Vortex Tech è solamente un prototipo sperimentale realizzato da studenti: il premio assegnatogli al concorso non attesta la conformità agli standard professionali di protezione antincendio. Vortex Tech non ha ancora ottenuto la certificazione commerciale come estintore.

La sua efficacia dipende dalle dimensioni della fiamma, dal tipo di combustibile, dalla distanza dal dispositivo, dall’intensità acustica e dal flusso d’aria circostante, tutti aspetti riguardo ai quali i dati al momento forniti per “Vortex Tech” non attestano le sue prestazioni in ogni eventualità.

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“Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”: è morto Fred, l’elefante simbolo del Maasai Mara e della lotta al bracconaggio

28 October 2026 at 13:58

Un simbolo, oltre che un animale al quale tutti coloro che fanno parte del Mara Elephant Project (MEP) si erano affezionati. L’elefante Fred è morto per cause naturali e con lui se ne va uno degli emblemi della lotta al bracconaggio per l’avorio in Kenya.

“Molti degli elefanti della sua generazione non sono sopravvissuti al bracconaggio abbastanza a lungo da raggiungere la sua età”, ha raccontato Claire Bolles, direttrice esecutiva di Mara Elephant Project USA, ad Africa Geographic. Secondo Bolles, Fred aveva circa 55 anni ed era uno degli esemplari più conosciuti del Maasai Mara.

A renderlo eccezionale non era soltanto la mole, ma soprattutto la dimensione delle zanne: le misurazioni effettuate negli anni fanno ritenere che ciascuna pesasse oltre 45 chili, anche se il dato ufficiale verrà confermato dopo l’esame post mortem del Kenya Wildlife Service. E oggi gli elefanti con zanne di queste dimensioni sono sempre più rari: secondo una stima di Africa Geographic, in tutto il continente resterebbero poco più di 85 super tusker, almeno 26 dei quali nell’Africa orientale.

Fred veniva seguito con un collare satellitare dal 2013, nell’ambito della collaborazione tra Mara Elephant Project, Kenya Wildlife Service e Wildlife Research and Training Institute. I dati raccolti attraverso i suoi spostamenti hanno contribuito a mettere a punto strategie di conservazione e protezione utilizzate anche per altri grandi elefanti del Kenya. Il Mara Elephant Project lo ha definito un vero emblema del Maasai Mara e un simbolo dei risultati ottenuti negli ultimi anni contro il bracconaggio. “Molti degli elefanti della generazione di Fred non sono arrivati alla vecchiaia. Quanto siamo stati fortunati che lui ci sia riuscito”, ha scritto l’organizzazione. Poi il saluto: “Ci mancherà, ma che vita straordinaria ha vissuto”.

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Il tofu batte carne e formaggi: è al primo posto nella classifica di Cambridge delle migliori fonti proteiche. Pollo solo settimo, tonno ottavo e cheddar ultimo: ecco perché

28 October 2026 at 13:56

Chi l’avrebbe mai detto che il tanto bistrattato tofu, un semplice blocco bianco e gelatinoso spesso accusato da una certa nicchia di detrattori di “indebolire” chi lo consuma, si sarebbe rivelato in assoluto la migliore fonte proteica del pianeta? A smontare i falsi miti e a offrire una classificazione scientifica oggettiva è uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Sustainable Food Systems. Il ricercatore Chris Macdonald dell’Università di Cambridge ha sviluppato il “Bpi Score” (Better Protein Institute Score), mettendo sotto la lente di ingrandimento 20 tra i cibi iperproteici più popolari per valutarne il reale valore combinato.

Per superare i limiti delle etichette tradizionali a dimensione singola (che si concentrano solo sulle calorie o solo sull’anidride carbonica), Macdonald ha elaborato una metrica su base 40, calcolata su una porzione fissa di 100 grammi di proteine. L’indice incrocia due parametri fondamentali:

  • Planet Score: l’impatto climatico, l’inquinamento, il consumo di acqua dolce e l’uso del suolo.
  • People Score: il profilo nutrizionale (colesterolo, sodio, grassi saturi) e l’accessibilità economica, basata in questo studio sui prezzi dei supermercati britannici, essendo la ricerca supportata da fondi universitari del Regno Unito.

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“Sono io ‘il mito’ della canzone degli 883 ma l’ho scoperto solo nel 2025. Dopo essermi trasferita a Londra sono tornata a Milano e insegno ballo e pilates”: la storia di Chiara Cattaneo

28 October 2026 at 13:26

Sapere a chi sono dedicate le canzoni che hanno segnato generazioni di ragazzi è una curiosità difficile da ignorare. Soprattutto se le liriche in questione sono: “Sei un mito, sei un mito per me, sono anni che ti vedo così irraggiungibile”. Chi era quel mito cantato dagli 883? Non Sabrina Salerno, come si raccontò per anni, ma Chiara Cattaneo, una ragazza di Pavia che aveva colpito Mauro Repetto e Max Pezzali. A svelarne il nome è stato proprio Repetto nel libro Non ho ucciso l’Uomo Ragno. Ora Cattaneo ha raccontato la sua versione a Fanpage.

La cosa sorprendente è che lei stessa ha scoperto di essere “il mito” soltanto nel 2025. Ripensando a quegli anni, ricorda di aver frequentato lo stesso liceo scientifico di Pavia di Repetto e Pezzali, il Nicolò Copernico. Lei era più giovane di circa tre anni e faceva già la modella: “Ero una ragazzina alta 1,75 e in un paesotto come Pavia, non passavo inosservata. Però, ecco, io scopro di essere stata la loro ispirazione nel 2025”. Come lo ha scoperto? Prima attraverso un invito a teatro durante lo spettacolo di Mauro Repetto, poi leggendo il suo libro. “A pagina 103 compare il mio nome: Chiara Cattaneo. Mauro ha scritto che Max lo accompagnava a casa in macchina, stavano ore a parlare, finché non capitava che qualche volta passassi io, lui abitava non troppo distante da me”.

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“Sorprendeva le vittime nel sonno, poi le uccideva e cannibalizzava i loro corpi. Lo ha fatto con almeno 38 persone”: arrestato il “malvagio” Mujurizi Moses, il peggior serial killer nella storia dell’Uganda

28 October 2026 at 13:16

Il peggior serial killer nella storia dell’Uganda è stato arrestato. Sono le autorità di polizia dello stato africano ad aver definito così Moses Mujurizi, l’uomo che nelle scorse ore è finito in carcere con l’accusa di aver ucciso e cannibalizzato almeno 38 persone tra il 2010 al 2025 nei distretti di Masaka, Ibanda e Kazo, nell’Uganda occidentale e centrale. Come riporta il Messaggero l’annuncio ufficiale dell’arresto è stato reso noto sui social dal capo delle Forze di Difesa dell’Uganda, nonché figlio del presidente in carica Museveni. “Sono lieto di informare i nostri concittadini che le forze di sicurezza hanno arrestato il malvagio Mujurizi Moses. Lo processeremo pubblicamente e lo giustizieremo senza dubbio”.

Una dichiarazione altisonante che potrebbe derivare dal fatto che attorno alla cattura di Mujurizi sembrano sia sorte infinite polemiche riguardanti le forze di polizia. Perché l’uomo pare fosse già noto agli agenti con nomi finti come Fred Mujulizi e Kulaish Kamugisha e che si stato arrestato diverse volte ma che dopo ogni cattura sia sempre riuscito a fuggire dalla prigione. I dettagli degli omicidi di Mujurizi hanno dell’incredibile. L’uomo si sarebbe spostato in moto e per sorprendere le vittime mentre dormivano avrebbe sfondato i muri delle abitazioni per entrarci.

Nel 2013 nella regione di Kyotera Mujurizi avrebbe ucciso ben nove membri di una stessa famiglia. Nel 2023 ha ammazzato cinque persone di un nucleo familiare e cinque di un altro nucleo. Recentemente però Mujurizi è stato arrestato per l’omicidio di una donna, il cui cadavere è stato ritrovato senza testa. Il presunto assassino ancora ammanettato ha quindi confessato il delitto e ha aggiunto di essersi cibato del cuore della vittima. È in questo momento che gli inquirenti fanno due più due riaprono il cospicuo fascicolo dei casi irrisolti e delle persone scomparse nell’ultimo decennio nella regione del Greater Masaka.

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“Amici? Non si sputa mai nel piatto dove si è mangiato. Mio padre è morto in un’incidente stradale, e mia madre malata di poliomielite da sempre”: così Karima, ex finalista del programma di Maria De Filippi

28 October 2026 at 13:06

Nel 2006 è arrivata terza ad “Amici” e per molti il nome di Karima è rimasto inesorabilmente legato a quella esperienza. “Era una grande opportunità discografica: una trasmissione che per la prima volta andava in onda 24 ore su 24 su Sky, ti garantiva tantissimi ascolti, visibilità ed esperienza con un’orchestra di 42 elementi diretta dal maestro Peppe Vessicchio” ricorda oggi a Today.

Karima, però, uscita dal talent di Maria De Filippi non ha conosciuto il successo che altri personaggi nati da quella scuola hanno avuto, chi solo per un periodo, come Marco Carta e Valerio Scanu, e chi invece, come Alessandra Amoroso ed Emma, dando avvio a solide carriere. “Era un’edizione di ‘Amici’ un po’ ibrida perché nei primissimi anni venivi guardato con un occhio strano se uscivi da quella trasmissione“. E, a distanza di vent’anni da quella esperienza, si dice ancora grata per averla potuta vivere: “Io sono dell’idea che non si sputa mai nel piatto dove si è mangiato. Su 8.000 cantanti hanno scelto 4 donne e tra queste 4 c’ero io. Io sono per la gratitudine nella vita, poi ognuno sceglie il proprio percorso”.

La cantante, infatti, ha poi rivelato di aver rifiutato alcune opportunità lavorative che le erano state offerte: “Sono tra le poche ad aver detto no a Maurizio Costanzo e Maria De Filippi per alcuni musical che mi vennero proposti. Venivo dal jazz e da un certo mondo musicale, vedermi sul palco a cantare e ballare con le Converse in Footloose non era quello che volevo per me, quindi ho rifiutato”.

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In arrivo i video da 90 minuti su Instagram: ecco cos’è e come funziona la nuova “Features”

28 October 2026 at 12:54

È in arrivo un’importante novità per Instagram, che si appresta a introdurre una funzionalità che consentirà di caricare video della durata massima di 90 minuti. La nuova funzionalità, che si chiamerà “Features“, potrà essere sfrutatta per portare sulla piattaforma di Meta tutti quei contenuti che al momento potevano essere fruiti solo al di fuori di essa. Molti podcast, ad esempio, potevano solo essere promossi tramite alcune brevi clip su Instagram, mentre ora intere puntate – purché la durata non superi l’ora e mezza – potranno essere caricate.

Per ora questa funzionalità è ancora in fase di sperimentazione: si sta, infatti, testando negli Stati Uniti, dove è disponibile per un piccolo gruppo di utenti, e con alcuni creator in Brasile, secondo quanto riferito da Megan Buckley, portavoce di Instagram. Ad annunciare questa novità è stato lo stesso capo di Instagram Adam Mosseri, che insieme Tessa Lyons, vicepresidente della sezione prodotti di Instagram, ne ha spiegato le ragioni.

“Reels rimarrà una parte fondamentale di Instagram. Ma quando si desidera approfondire la conoscenza dei creator preferiti e dei contenuti che creano, la possibilità di farlo dovrebbe essere disponibile su Instagram” ha spiegato Lyons. Mosseri ha anche raccontato di essere stato a lungo contrario sulla possibilità di introdurre su Instagram contenuti più lunghi dei venti minuti fino a oggi consentiti.

Ora il vero interrogativo rimane se questa operazione si rivelerà vincente. Al momento, infatti, Instagram non garantisce la possibilità di monetizzare in maniera diretta tramite i contenuti che si caricano sulla piattaforma, a differenza di quanto avviene ad esempio su YouTube dove i guadagni sono garantiti sia dalla pubblicità che dal numero di abbonati a un canale. Anche su Instagram esisterebbe la possibilità di abbonarsi al canale di un creator, ma al momento è un’ipotesi che viene quasi totalmente trascurata.

“È troppo presto per condividere un modello di monetizzazione a lungo termine, ma stiamo esplorando diverse modalità per consentire ai creatori di guadagnare da brand, fan e Instagram, inclusi incentivi basati sulle prestazioni” ha spiegato un portavoce di Instagram alla rivista TechCrunch.

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“Avevo avuto un presentimento, poi vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia figlia capì subito che qualcosa di grave era successo a suo fratello Evan”: il racconto del papà di Andrea Delogu

28 October 2026 at 12:52

È passato un anno da quando tragicamente Evan Delogu, fratello di Andrea Delogu, perse la vita a soli diciassette anni in un incidente mentre si trovava sulla sua moto. Quella notizia ebbe un impatto sconcertante sulla vita dei suoi cari, in primis per la stessa conduttrice, che in quel momento era impegnata sia con la conduzione di “La porta magica” che con la partecipazione come concorrente a “Ballando con le Stelle”. A un anno di distanza da questo lutto, a parlare è il padre di Evan e Andrea, Walter Delogu, che alla redazione bolognese del Corriere della Sera ha raccontato come si ritrovò a dover rivelare a sua figlia quello che era successo a Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, lì dove l’incidente si è verificato.

L’incidente mortale che il figlio ha avuto l’uomo lo ha scoperto solo in seguito alla chiamata arrivata dalla scuola guida dove Evan si stava recando per fare l’ultima guida in previsione dell’esame per ottenere la patente per l’auto. “Mi chiamò la scuola guida: “Evan non si è presentato”, mi dissero. Capii che qualcosa di grave era successo. Avevo avuto un presentimento. Così io e mia moglie ci siamo messi subito in auto. Io sono un ex autista di ambulanze, ora sono in pensione: chiamai il mio ex responsabile al centralino. Non sapeva ancora nulla. Poi telefonai ad un carabiniere, mi disse “corri”. Andammo io e mia moglie sul luogo dell’incidente” ha ricordato Walter Delogu.

I genitori di Evan, però, non compresero immediatamente quanto era successo: “Vidi alzarsi in volo l’eliambulanza, per un istante tirai un sospiro di sollievo. Di solito le eliambulanze trasportano feriti gravi ma vivi al Bufalini di Cesena. Ma poi vidi un lenzuolo bianco e in un secondo tutto fu chiaro. Mia moglie svenne. Io chiamai mia figlia, Andrea”.

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“Stanno a morì tutti e mi fanno un sacco di proposte lavorative bellissime. Al Pacino sceglierà tra me e una di 20 anni meno. Dopo il ruolo della signorina Silvani mi proponevano solo zozzerie inaudite”: parla Anna Mazzamauro

28 October 2026 at 12:27

Anna Mazzamauro ha conosciuto la popolarità grazie alla conturbante signorina Silvani della saga di “Fantozzi” con Paolo Villaggio. Ma non è tutto oro quel che luccica e lo raconta la stessa attrice – a teatro con lo spettacolo “Brava. Bravissima… anche meno” – a La Repubblica.

“Ero diventata troppo Silvani e i registi non mi proponevano più niente. – ha dichiarato – Solo zozzerie inaudite. Ho vissuto esperienze da incubo, ho fatto un paio di film qualche anno fa in cui chiesi di approfondire la parte e mi risposero ‘méttete sta parrucca e dì du’ parolacce, ma che te frega?’”.

E ancora: “Sono una rediviva, stanno a morì tutti e mi fanno un sacco di proposte lavorative bellissime: se lo sapevo, ci arrivavo prima. Era dall’asilo che aspettavo ‘sto momento. Ho fatto un provino per Al Pacino e su 300 siamo rimaste in due, ora deve scegliere tra me e una che ha vent’anni di meno… E chi ci pensava? Io col cinema poi non c’entro nulla, dai, della Silvani non se ne può più…”.

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“Un’eternità di terrore”: i tre fratelli “re del mattone” che drogavano e stupravano le donne nelle ville da sogno condannati a 30 anni a testa. Il giudice: “Mostruosi”

28 October 2026 at 12:09

Trent’anni di carcere ciascuno. È la pena inflitta martedì a Tal, Oren e Alon Alexander, i tre fratelli noti come “Alexander Brothers”, riconosciuti colpevoli di aver sfruttato ricchezza e accesso a immobili di extra-lusso per drogare e violentare decine di donne. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice federale Caproni al termine di un’udienza in cui 11 vittime hanno preso la parola in aula. I fratelli, impassibili, hanno ascoltato lo sguardo fisso nel vuoto. La pena è inferiore all’ergastolo chiesto dalla procura federale.

Nel motivare la decisione, la giudice ha paragonato gli imputati al dottor Jekyll e a Mr. Hyde, cercando di conciliare la condanna per traffico sessuale, arrivata a marzo, con la versione dei fratelli: diventati padri e mariti, sostengono di aver lasciato alle spalle la vita di feste e donne della giovinezza. “Fatico a credere che abbiano cambiato pelle così, d’un tratto”, ha detto Caproni.

E ancora: “È difficile credere che il matrimonio li abbia trasformati da predatori sessuali in gentiluomini modello”. Rivolta agli imputati, che continuano a negare di aver drogato o violentato qualcuno, ha tagliato corto: “È una bugia, e lo sapete tutti”. La giudice si è detta convinta che un giorno proveranno “profonda vergogna. La vostra condotta è stata mostruosa”.

Gli Alexander, in carcere senza cauzione dal 2024, dovranno versare almeno 300mila dollari di multa a testa. A Oren è stata inflitta una sanzione ulteriore di 50mila dollari per produzione di materiale pedopornografico: avrebbe filmato quello che l’accusa descrive come lo stupro di una ragazza di 17 anni. Oren e Alon, gemelli, hanno 39 anni; Tal ne ha 40. Usciranno di prigione all’età in cui la maggior parte degli americani va in pensione, un dettaglio che ha lasciato delusione sul volto di molte donne presenti in un’aula gremita.

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“Ha ripreso conoscenza, è vigile e ha ricominciato a interagire in modo lucido”: l’attore Davide Iacopini si è risvegliato dal coma dopo l’aggressione della “banda della minicar”

28 October 2026 at 11:53

L’attore Davide Iacopini ha ripreso conoscenza, è vigile e ha ricominciato a interagire in modo lucido con l’équipe medica e con i propri familiari. Un risveglio clinico arrivato dopo la progressiva riduzione della sedazione e dopo due delicati interventi neurochirurgici, resisi necessari per arginare il grave trauma cranico riportato la sera del 5 ottobre scorso nel quartiere romano di Monteverde. L’attore viaggiava a bordo di un monopattino quando è stato investito dalla cosiddetta “banda della minicar”, formata da due giovanissimi a bordo di una vettura nera.

Come riporta un aggiornamento del Corriere, Iacopini si trova tuttora ricoverato ed è costantemente assistito nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma. Il suo quadro clinico registra un miglioramento graduale e continuo. Sebbene la prognosi rimanga formalmente riservata per prassi medica, i progressi neurologici dell’attore sono evidenti, tanto che i sanitari ritengono ormai prossimo il suo trasferimento in un reparto di degenza ordinaria per proseguire il percorso di recupero.

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“Mi dichiaro colpevole per un panino e una Pepsi”: l’offerta shock dell’imputato al processo per omicidio

28 October 2026 at 11:27

Lunedì 26 ottobre, durante la selezione della giuria, Robert Kessler è comparso davanti al giudice della Hillsborough Circuit, Nick Nazaretian, nel processo per la morte di Stephanie Crone-Overholt. Kessler, che si difende da solo, risponde di omicidio di primo grado e di abuso di cadavere. Lo riporta l’emittente WFTS.

Il magistrato gli ha ricordato che poteva presentare una dichiarazione di colpevolezza senza accordo con l’accusa. Come mostrano le immagini dell’aula, il giudice gli ha detto che avrebbe preso l’ergastolo e chiuso la vicenda. Dopo qualche secondo di riflessione, Kessler ha risposto che l’avrebbe fatto in cambio di un panino, una porzione di patatine e una Pepsi.

Il giudice ha respinto la proposta. Ha dichiarato di non aver mai sentito una richiesta simile in quasi quarant’anni di carriera, definendola “sbagliata in mille modi”. Kessler ha spiegato di essere disposto a quello scambio per far risparmiare i contribuenti.

Subito dopo l’imputato ha fatto marcia indietro. Ha detto di non voler più patteggiare e ha chiesto di proseguire con la selezione della giuria. Il Tampa Bay Times, citato dalla tv KIRO 7, sottolinea che non è chiaro se Kessler stesse scherzando o parlando sul serio.

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“Achille Lauro non ha niente di artistico, con Fedez ci sentivamo spesso, poi di colpo è sparito. De André era una specie di Mago Merlino, mi ha fatto la carta astrale su pergamena”: così Francesco Baccini

28 October 2026 at 11:07

“Non ho avuto santi in paradiso e nemmeno in terra. La libertà si paga, ma va bene così”. Parola di Francesco Baccini. È tra i cantautori italiani che hanno segnato la scena musicale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. Pianista e autore, si è fatto conoscere per uno stile personale che unisce ironia, osservazione sociale e una scrittura diretta, lontana dai toni solenni della tradizione cantautorale.

Nel corso della carriera ha alternato la musica al teatro e alla televisione, attraversando fasi diverse e confrontandosi con un mercato discografico profondamente cambiato. Ha collaborato con numerosi artisti e ha mantenuto negli anni un rapporto costante con il pubblico dal vivo. Il 30 ottobre escono il libro “Nomi e Cognomi” e il disco “Nomi e Cognomi 2”. Nell’intervista a Il Corriere della Sera Baccini ripercorre il proprio percorso artistico.

Parlando della musica di oggi, l’artista ha detto la sua anche su colleghi come Achille Lauro: “Non ci trovo niente di artistico. Le sue canzoni sono prodotti da vendere. Mi ci vede con la tutina trasparente di Gucci a Sanremo?”. O anche Fedez: “Un personaggio, un influencer, non mi ricordo certo la sua musica. Quindici anni fa mi trovai un suo messaggio: ‘Sono cresciuto con i tuoi pezzi’. Mi invitò al suo primo concerto all’Alcatraz, andai con mio figlio. Ci sentivamo spesso. Poi di colpo non mi ha più risposto, è sparito”.

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“Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti

28 October 2026 at 10:48

Con l’avvicinarsi della notte di Halloween, si intensificano le segnalazioni di gatti scomparsi e di tentativi di furto all’interno delle colonie feline, alimentando il sospetto che gli animali vengano sottratti per essere impiegati in riti sacrificali. A lanciare l’allarme è la sezione Lav (Lega Anti Vivisezione) di Ancona, che ha invitato istituzioni, forze dell’ordine e proprietari di animali domestici a innalzare i livelli di guardia dopo un recente episodio registrato sul territorio provinciale.

A far scattare l’allerta nelle Marche è stata una segnalazione riguardante un presunto tentativo di sottrazione di gatti da una colonia felina situata a Chiaravalle. L’episodio è attualmente al vaglio delle autorità competenti, ma l’associazione animalista ha diffuso una nota ufficiale per prevenire ulteriori casi: “Le recenti segnalazioni destano preoccupazione e richiamano l’attenzione sulla necessità di proteggere gli animali“, scrive la Lav di Ancona.

L’invito rivolto a chi si prende cura delle colonie e ai cittadini è di “mantenere alta la vigilanza e a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi comportamento sospetto, evitando allarmismi e la diffusione di notizie non confermate”. Contestualmente, viene richiesto un rafforzamento del presidio territoriale: “In vista di Halloween, chiediamo alle forze dell’ordine di mettere in campo tutte le misure preventive possibili, rafforzando la vigilanza sul territorio e prestando particolare attenzione alle aree in cui sono presenti colonie feline. Intervenire per tempo è essenziale per prevenire possibili episodi di maltrattamento, cattura illecita o scomparsa degli animali”.

L'articolo “Gatti rubati per i riti sacrificali di Halloween, sono già spariti 20 felini. E nel mirino non ci sono più solo i gatti neri. Tenete gli occhi aperti”: l’allarme degli animalisti proviene da Il Fatto Quotidiano.

“È irresistibile e affettuosa, ma è una grande responsabilità”: la storia di Petar, l’elettricista che ha trovato un’orsa nel bosco e non l’ha più lasciata

28 October 2026 at 09:33

Pesava due chili quando Petar Tubić l’ha trovata, sola in un bosco, senza più la madre. Oggi Masa ne pesa circa 150, ma non se n’è accorta: ogni volta che può prova a salire sulle ginocchia dell’uomo che l’ha cresciuta, come faceva da cucciola. Lo riporta l’agenzia AP.

Vivono insieme sul monte Ozren, nei pressi di Doboj, nel nord della Bosnia-Erzegovina. Il legame è nato nel 2019, quando Tubić l’ha trovata abbandonata e, senza di lui, difficilmente avrebbe superato quei giorni in montagna. L’uomo se l’è portata a casa e l’ha nutrita con latte e frutta finché non si è ripresa.

Quell’incontro, racconta, ha cambiato la direzione della sua vita. Tubić, elettricista di professione, si è ritrovato a occuparsi di un animale di cui sapeva quasi nulla. Da allora non si sono più separati.

Con il tempo la famiglia si è allargata. Tubić ha adottato un’altra femmina, Ljubica, che vive nella stessa proprietà. Si prende cura anche di due lupi, di cervi, di procioni e di decine di altri animali. Vive lì con la moglie Milica e la figlia Eva, di nove anni. Fuori dal lavoro ama il parapendio, la speleologia e le escursioni, ma la famiglia trova la sua gioia principale nel tempo passato con gli animali.

La casa sul monte Ozren è diventata anche una meta per i curiosi. Molti visitatori salgono per vedere gli orsi e gli altri ospiti del rifugio.

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Passeggeri molesti si mettono a fumare a bordo del volo Delta New York-Milano: scatta l’emergenza, la Polizia interviene all’atterraggio a Malpensa

28 October 2026 at 09:01

Sigarette accese all’interno della cabina passeggeri durante il tragitto sull’Atlantico e comportamenti sempre più indisciplinati e molesti nei confronti degli altri viaggiatori e del personale di bordo. È la scena che si è consumata all’interno del Boeing 767 della Delta Air Lines decollato da New York e diretto a Milano Malpensa. Un’escalation di infrazioni e intemperanze durata per buona parte delle sette ore di volo, che ha costretto l’equipaggio — mentre il velivolo sorvolava lo spazio aereo francese — a lanciare l’allarme a terra per richiedere l’intervento d’emergenza della polizia italiana, schierata mercoledì mattina direttamente al gate d’arrivo per prelevare e scortare i responsabili fuori dall’aeromobile.

Il Boeing 767-400ER era decollato dall’aeroporto internazionale John F. Kennedy (JFK) di New York nella serata di martedì 20 ottobre. La situazione all’interno del velivolo è progressivamente degenerata durante il volo notturno, costringendo il personale di cabina a gestire individui sempre più indisciplinati. La criticità ha raggiunto il culmine mentre l’aereo si trovava nello spazio aereo francese: a quel punto, il comandante e l’equipaggio hanno contattato le autorità di terra italiane, chiedendo esplicitamente che le forze dell’ordine fossero pronte ad intervenire direttamente al gate di sbarco per prendere in custodia i responsabili.

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“Al liceo mi sentivo strana, me ne stavo sempre nel mio, arrivando a chiedermi se esistessero persone come me. Bravate? Non le ho mai fatte per non danneggiare i miei genitori”: così Jolanda Renga

28 October 2026 at 09:00

“Sono un po’ pesantona, sempre un pizzico più matura della mia età”. Si racconta così a La Stampa Jolanda Renga alla vigilia della sua esperienza come concorrente della seconda edizione “The Traitors Italia”, che debutterà su Prime Video con i primi tre episodi venerdì 6 novembre.

Al suo nome vengono inevitabilmente accostati i suoi genitori, Ambra Angiolini e Francesco Renga, che in vista di questa esperienza televisiva l’hanno incoraggiata e sostenuta, considerandola da subito come la vincitrice del programma. “A parlare è il loro cuore di mamma e papà: io non punterei mai su me stessa. Sono una credulona” ha spiegato la ragazza, non considerandosi dunque tra i favoriti per la vittoria del programma fatto di sotterfugi, inganni e astuzia.

Per Jolanda è quasi un debutto nel mondo televisivo, dal momento che finora lo aveva frequentato solo nei panni di ospite: “Finora ero solo andata ospite in qualche programma, come “Verissimo” e, durante Sanremo, “La volta buona”. Non mi è mai piaciuto fare le cose tanto per provare. Volevo aspettare l’occasione giusta e ora è arrivata“.

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