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Pensionato tira fuori dalla soffitta dopo 15 anni le carte Pokémon e diventa milionario: “Erano di mio figlio, non sapevo di avere un tesoro in casa”

23 October 2026 at 16:38

Milionario grazie alle carte Pokémon. È successo a un decoratore in pensione che mai avrebbe pensato di vedere la propria vita cambiare in maniera così importante. La sua storia viene raccontata dalla BBC. L’uomo, originario di Woking, in Inghilterra, e che ha chiesto di rimanere anonimo, non immaginava che quelle carte un tempo appartenute al figlio potessero avere un simile valore, fino a quando su un giornale locale ha letto che una singola carta era stata venduta per più di 6mila sterline. È a quel punto che ha pensato bene di rispolverare la collezione di carte rimasta in soffitta per 15 anni, battuta all’asta presso la casa d’aste Ewbank’s per 1,56 milioni di sterline lo scorso mercoledì 22 ottobre. Una cifra record che ha superato il precedente primato da 872mila sterline registrato il 9 ottobre a Londra con una vendita presso Stanley Gibbons.

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Acqua in bottiglia, radio a manovella e cibo in scatola: la guida di sopravvivenza di Londra contro crisi climatica e “potenze ostili”

23 October 2026 at 12:26

La campagna, che durerà tre anni, è stata lanciata dal Cabinet Office, il dipartimento che si occupa del coordinamento del governo britannico, e mira a persuadere le persone a fare scorta di provviste sufficienti per 72 ore, in un contesto di crescente preoccupazione ufficiale per l’impatto della crisi climatica, la dipendenza tecnologica e le minacce provenienti da stati ostili. La campagna “Be Ready” è stata illustrata in Parlamento dal ministro per la Sicurezza Dan Jarvis, secondo cui “chiunque possa seguire questi consigli dovrebbe farlo”: meno pressione sui servizi di emergenza significa poter dare la priorità a chi ne ha davvero bisogno. Le azioni chiave sono due: tenere in casa acqua in bottiglia e cibo non deperibile sufficienti per tre giorni e iscriversi, se si ha diritto, al Priority Services Register, il registro gratuito che segnala alle aziende di luce, gas e acqua i clienti più fragili da assistere per primi in caso di guasti.

Secondo le nuove linee guida del governo, ogni cittadino britannico è invitato a fare scorta di nove litri di acqua in bottiglia e di cibo sufficiente per tre giorni, al fine di garantire la sopravvivenza delle famiglie in caso di emergenze meteorologiche, informatiche o di altro tipo grave. Dan Jarvis, il ministro della sicurezza, ha affermato che “chiunque possa seguire questo consiglio dovrebbe farlo”. Si tratta di “semplici passi per essere pronti alle emergenze quotidiane” nell’ambito di un più ampio sforzo a livello comunitario “per migliorare la nostra resilienza come nazione”, ha aggiunto.

Wes Streeting, il ministro della Difesa, ha aggiunto che la Gran Bretagna deve anche prepararsi alla minaccia del “terrorismo sponsorizzato dallo Stato” da parte della Russia o di altre potenze ostili, prendendo di mira le infrastrutture quotidiane. “Di fronte a queste minacce, che non sono ipotetiche ma reali, e non provengono da altrove ma sempre più spesso sono qui, dobbiamo farci avanti e prendere sul serio la nostra resilienza nazionale, oltre alla nostra difesa nazionale”.

Si consiglia di tenere a casa una scorta di coperte e denaro contante, oltre a un kit di pronto soccorso, una torcia con batterie e una radio FM a manovella. È inoltre necessario conservare tre litri d’acqua a persona al giorno per bere, e una quantità maggiore per cucinare e lavarsi, aggiungono le linee guida. Ad agosto il governo aveva annunciato che ai cittadini del Regno Unito sarebbe stato consigliato di fare scorta di cibo in scatola, ma la campagna ‘Be Ready’ del Cabinet Office è più specifica. Sarà seguita da una campagna pubblicitaria sui social media e alla radio.

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Dall’acqua alle batterie, Londra si prepara alle emergenze partendo dalle famiglie

23 October 2026 at 03:45

Il governo britannico invita le famiglie a prepararsi a tre giorni di emergenza. Non è un invito a fare scorte per affrontare un assedio, né una previsione di guerra imminente. È un tentativo di rendere la popolazione più autonoma quando qualcosa smette di funzionare: la corrente, l’acqua, le comunicazioni o i servizi bancari. Ma, in un Paese che considera sempre più seriamente le minacce informatiche e le azioni di Stati ostili (come la Russia), anche una torcia e una radio a batterie assumono un significato che va oltre la vita domestica.

La campagna si chiama «Be Ready» ed è stata lanciata ieri dal Cabinet Office, il dipartimento del governo britannico responsabile del coordinamento dell’esecutivo. Il suo obiettivo è incoraggiare i cittadini ad adottare piccoli accorgimenti per affrontare le emergenze. L’iniziativa durerà tre anni e si rivolge anche alle famiglie con bambini piccoli e alle persone anziane, più esposte alle conseguenze di un’interruzione dei servizi essenziali.

La checklist pubblicata dal governo è molto concreta. Suggerisce di conservare acqua in bottiglia (almeno tre litri al giorno per persona, per bere) e alimenti non deperibili sufficienti per tre giorni. Servono poi una torcia con batterie di ricambio, coperte, una radio FM a batteria o a manovella, un caricabatterie portatile, contanti, copie dei documenti, un kit di primo soccorso e i medicinali necessari. Le famiglie con bambini devono considerare anche pannolini e latte artificiale; chi ha animali domestici, cibo e acqua per loro.  Non occorre acquistare tutto in una volta. Il governo consiglia di controllare prima ciò che si possiede già e di completare gradualmente le scorte, distribuendo la spesa nel tempo. L’indicazione è pensata per evitare che la preparazione diventi un lusso: una parte delle misure è gratuita e l’obiettivo è ridurre la pressione sui soccorsi, permettendo loro di concentrarsi sulle persone più vulnerabili.

La novità, dunque, non è tanto l’elenco degli oggetti quanto il messaggio politico che lo accompagna e che ha accompagnato diverse iniziative simili già adottate in Paese dell’Europa centrale, occidentale e settentrionale, oltre che a Taiwan. La resilienza nazionale non dipende soltanto dalle capacità delle forze armate o dalla protezione delle infrastrutture strategiche: richiede anche che i cittadini sappiano affrontare le prime ore di una crisi senza fare affidamento immediato su ogni servizio pubblico. È lo stesso approccio che il governo di Londra ha deciso di adottare contro la disinformazione.

Il governo britannico presenta l’iniziativa soprattutto come una risposta a eventi meteorologici estremi, alluvioni e incendi. Ma la campagna richiama anche il rischio di attacchi informatici, che possono compromettere servizi essenziali e pagamenti L’iniziativa è stata presentata, infatti, in un periodo in cui il governo avverte sempre più spesso dei rischi legati a possibili conflitti e mentre altri Paesi della Nato, soprattutto nel Nord e nell’Est Europa, comunicano ai cittadini in modo più esplicito come prepararsi a una crisi.

Londra sottolinea che indicazioni analoghe sono già adottate da Francia, Irlanda e Paesi Bassi. Non si tratta di trasformare ogni famiglia in un rifugio autonomo, ma di riconoscere che, quando una crisi colpisce contemporaneamente più servizi, la risposta delle istituzioni può richiedere tempo.

Tre giorni di autonomia non risolvono una crisi nazionale. Possono però contribuire a renderla meno difficile da gestire. La sicurezza collettiva comincia anche da qui: dalla capacità di non trovarsi impreparati quando la normalità si interrompe.

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