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Thuram punge dopo il rigore negato: “Gli arbitri pensano che simulo”. Chivu: “Non voglio vedere chi piange per gli errori arbitrali”
Sette minuti di pazza Inter a San Siro bastano per ribaltare la Fiorentina. I gol di Marcus Thuram e Piotr Zielinski salvano l’Inter ma anche il designatore Orsato: come accaduto sabato sera con il rigore solare negato a Frattesi (ma senza polemiche per via della vittoria della Lazio), anche oggi i tre punti nerazzurri attutiscono il rumore intorno a un episodio che altrimenti avrebbe fatto molto discutere. Al 69esimo, infatti, quando la Fiorentina era avanti 1 a 0, Thuram reclama un calcio di rigore per un contatto con Vieri, ma per l’arbitro Mariani non ci sono gli estremi per la concessione del penalty. Le immagini mostrano chiaramente il fallo del difensore viola, ma il VAR Fabbri decide di non intervenire.
Tutti i moviolisti, da Marelli a Calvarese, concordano sul fatto che fosse rigore. E a fine partita lo stesso Thuram è tornato sull’episodio: “Ogni volta l’arbitro pensa che ho simulato, ho preso giallo a Bologna e hanno detto che era rigore. Oggi ancora, l’errore ci sta, io devo continuare a puntare l’avversario, poi fischieranno il rigore come è successo oggi”. Il primo riferimento è a Bologna-Inter, altro rigore negato ai nerazzurri dopo il fallo di Darmian, con la beffa del cartellino al francese per simulazione. Il secondo riferimento è al rigore poi assegnato da Mariani nel recupero, quello che ha consentito a Zielinski di completare la rimonta.
“Alla fine siamo stati premiati perché nonostante lo svantaggio abbiamo mantenuto la calma e la lucidità. Faccio i complimenti ai miei, hanno creato e cercato di portare a casa la vittoria. Sono partite che non sono semplici per me e per loro. Oggi meritavamo, lo avrei detto anche se perdevamo”, ha commentato Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, a Dazn al termine del match. Chivu ha chiuso così riguardo le proteste per il rigore negato: “Ho sempre detto che le gare durano 90 minuti, non voglio vedere gente che si piange addosso o si lamenta per le decisioni arbitrali. Voglio vedere gente che ci crede e reagisce”. È la ricetta delle rimonte.
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- Lazio prima e imbattuta, Gattuso ha ragione? La difesa è da scudetto, ora resta un solo grande dubbio
Lazio prima e imbattuta, Gattuso ha ragione? La difesa è da scudetto, ora resta un solo grande dubbio
Chissà se ha ragione Gennaro Gattuso, quando dice la sua Lazio lassù non c’entra niente. “C’è stata grande mentalità”, ha dichiarato nel post-partita della gara contro il Parma, finita 2-1 ma dominata in lungo e in largo dalla sua squadra che, in otto partite, ha totalizzato 22 punti senza perderne manco una. “È una questione di mentalità”, ha continuato, “e il nostro step siamo riusciti a farlo dopo la partita contro la Juventus”. Cosa vuol dire? Che quel 3-0 all’Allianz Stadium ha dato una consapevolezza tutta diversa a Zaccagni e compagni. E una solidità che a questa squadra mancava davvero da tanto tempo.
A proposito di solidità, serve subito un numero: 5, i gol subiti finora. La Lazio è la miglior difesa del campionato e non lo è solo perché ha ritrovato un Mandas quasi incommentabile per la sua efficacia. I numeri raccontano di una solidità difensiva che si può misurare con un dato: gli expected goal concessi, appena 0.76 a partita. È un numero impressionante, che dopo otto partite non può essere più casuale: la Lazio concede poco, quasi nulla, ed è da qui che è partita la sua forza nel costruire un primato che sembra, gioco di parole incluso, in realtà molto solido.
Vero, la squadra è meno brillante quando si tratta di costruire occasioni. Con 1,35 expected goal prodotti a partita, il gruppo di Gattuso è soltanto undicesimo, lontano soprattutto dall’Inter, che raggiunge quota 2,76, e dalla Roma, a 2,01. Anche il possesso palla, al 50,7%, colloca la squadra a metà classifica. Il dato suggerisce che il primato non sia frutto di una superiorità costante nel gioco, ma della capacità di massimizzare le occasioni create e difendere il vantaggio. Tradotto: poche azioni, ma molto buone.
Gli altri aspetti? Il dominio del campo. È solida, la Lazio, ma non è del tutto dominante: è ultima per percentuale di duelli vinti, appena il 45,1%, e per recuperi alti, soltanto 12. Non brilla neppure nei duelli aerei e nella precisione dei cross. Anche la difesa sulle palle inattive avversarie rappresenta un punto debole: gli xG concessi in queste situazioni sono 0,54 a partita, un dato che la colloca al diciassettesimo posto.
Se c’è da migliorare, e Gattuso sembra averlo ben chiaro in testa, è su questo che si dovrà insistere: la Lazio sa difendere l’area e limitare le occasioni avversarie, ma deve ancora riuscire a essere efficace soprattutto in fase di creazione. Perché è vero che segna, ma potrebbe farlo di più se riuscisse a creare un numero quantitativamente superiore di occasioni. Il vero punto interrogativo è questo: quanto reggerà? La solidità è un dato di fatto, ed è anche una questione strutturale. Che sembra molto buona. La produzione offensiva è il vero limite. E forse su questo Gattuso ha ragione, magari anche esagerando un po’: “La Lazio là in testa non c’entra nulla”. Ma per molti altri aspetti, invece sì. E la fortuna, in questo caso, non è protagonista.
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- L’Inter ribalta la Fiorentina nel recupero e torna in testa: è la quinta rimonta stagionale | La nuova classifica
L’Inter ribalta la Fiorentina nel recupero e torna in testa: è la quinta rimonta stagionale | La nuova classifica
Prima Thuram al 91esimo, poi Zielinski al 97esimo: l’Inter rimonta (ancora) in Serie A e ribalta la Fiorentina dopo esser stata sotto per gran parte del secondo tempo. I nerazzurri che ai punti meritavano di più sullo 0-1 per la formazione viola, hanno vinto per 2-1 grazie alle reti del solito attaccante francese e del polacco su calcio di rigore fischiato dall’arbitro, proprio per fallo su Thuram. A portare in vantaggio la Fiorentina era stato un super gol di Alex Jimenez al 65esimo, con una botta da fuori all’incrocio dei pali.
Dopo un tempo e mezzo di pressione e un De Gea in versione paratutto, i viola erano riusciti a passare in vantaggio con una grande conclusione da fuori del suo terzino. Poi al 91esimo Thuram ha riaperto tutto con un diagonale velenoso dopo una giocata in solitaria. Al 97esimo Mariani concede il rigore ai nerazzurri per una trattenuta di Valdepenas su Thuram. Dagli 11 metri si presenta appunto Zielinski che non sbaglia con una botta precisa sotto l’incrocio. L’Inter aggancia la Lazio al primo posto in classifica e allunga sulla Roma, la Fiorentina è 18esima a quattro punti, in piena zona retrocessione.
Per i nerazzurri è la terza partita vinta in rimonta a San Siro dopo quelle contro l’Udinese e il Napoli, ma in quel caso la squadra di Chivu era sotto addirittura 0-2. Un successo importantissimo, che arriva al termine di una settimana che ha vinto i nerazzurri vincere in rimonta a Bologna prima in campionato, poi in 10 uomini contro lo Shakhtar e adesso appunto contro la Fiorentina. Morale alto per la formazione di Cristian Chivu, che mercoledì torna in campo nell’infrasettimanale contro il Venezia in trasferta. Intanto Chivu si gode la quinta rimonta stagionale dopo quelle contro Udinese, Napoli, Bologna e Roma (unica partita in cui la rimonta da 0-2 si è fermata sul 2-2).
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- “Per la prima volta in 25 anni non sono lucido”: la furia di Allegri e quella frase contro la Roma. A Trigoria ora si aspettano provvedimenti
“Per la prima volta in 25 anni non sono lucido”: la furia di Allegri e quella frase contro la Roma. A Trigoria ora si aspettano provvedimenti
“Ditelo voi se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, io stasera non sono nelle condizioni per la prima volta di elargire delucidazioni sulla partita”. Quando Max Allegri si presenta ai microfoni di Dazn per analizzare lo spettacolare 3 a 3 tra il suo Napoli e la Roma, la rabbia e la tensione sono tutt’altro che smaltiti. Il tecnico è furioso, tenta quasi di abbandonare l’intervista e dice: “Non sarò molto lucido nell’analisi della gara per questo. In 25 anni posso fare un errore anch’io“. Il suo nervosismo è dovuto certamente all’ennesima vittoria mancata: il Napoli era avanti 2 a 0, si è fatto rimontare, poi ha segnato con McTominay il gol del 3 a 2 e ha subito da Balerdi la rete del definitivo pareggio. Ma dietro la furia di Allegri c’è anche altro: il rosso ricevuto proprio a fine gara, ma anche un dente avvelenato nei confronti della Roma, stando ai retroscena sulle sue parole lontano dai microfoni.
Davanti alle telecamere, Allegri si è sfogato soprattutto per l’espulsione: “Il quarto uomo ha richiamato l’arbitro, che mi ha cacciato fuori. Non avevo detto nulla, ormai è andata e dispiace. La prossima volta mi siedo in panchina e non mi muovo più. Ogni volta che mi muovo vengo buttato fuori, l’anno scorso mi hanno anche dato 80mila euro di multa“. Il rosso è arrivato subito dopo il gol del pareggio giallorosso, ma Allegri nega di aver detto qualcosa contro l’arbitro: “Gli altri fanno di tutto. Ringrazio Saccani (ma era Sacchi il quarto uomo, ndr). Per il resto, tanti complimenti ai ragazzi per questa partita, giocando con questo spirito sicuramente risaliremo la classifica“.
La classifica dice però che oggi il Napoli è fermo a quota 11 punti, esattamente la metà rispetto alla testa della Serie A. La rabbia di Allegri però sedimenta sopra al risentimento per come è finita la passata stagione: “L’anno scorso vi hanno messo la Champions in tasca ed ho pagato io con il Milan“. Sarebbe questa la frase urlata dal tecnico nei corridoi del Maradona, stando a quanto riportato da diversi quotidiani sportivi. Le sue parole infatti si sarebbero sentite anche in sala stampa.
Allegri fa ovviamente riferimento all’epilogo del precedente campionato, quando era sulla panchina del Milan e si fece recuperare 8 punti in 5 giornate dalla Roma di Gasperini, fallendo l’accesso alla Champions. Ci fu qualche polemica arbitrale – in primis per la rimonta dei giallorossi contro il Parma, viziata da un rigore alquanto generoso – ma nulla che lasciasse presagire a distanza di mesi uno sfogo così importante. Anche a Trigoria sono rimasti stupiti e irritati. Secondo quanto fatto trapelare, sia Gasperini sia i Friedkin ritengono inaccettabili le accuse di Allegri su presunti favori arbitrali. Per questo, il club ora si attende dei provvedimenti da parte della giustizia federale.
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