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Lula x Flávio Bolsonaro: resultados da eleição no exterior por país

25 October 2026 at 17:44
AF! Abaixo está uma tabela com os resultados divulgados da votação no exterior no 2º turno das eleições de 2026 entre Lula (PT) e Flávio Bolsonaro (PL). Os números são parciais e variam conforme a apuração dos boletins de urna. Resultados por país País / território Lula — votos (%) Flávio Bolsonaro — votos (%) […]

Scientists Switch Back On a Chimpanzee Gene Silenced by a Virus Millions of Years Old. Humans Use it to Form the Brain

25 October 2026 at 17:27
Line up human and chimpanzee DNA and the first surprise is how little separates us. We share more than 96% of the sequences used to make proteins, the molecules that build and run a living body. And yet the human brain is roughly three times the size of a chimpanzee’s, and it does things a […]

Un virus infectó a los chimpancés hace millones de años y apagó en ellos un gen que los humanos usamos para formar el cerebro

Si ponemos los genes de una persona junto a los de un chimpancé, lo llamativo es lo poco que difieren. Compartimos más del 96% de las secuencias que sirven para fabricar proteínas, que son las piezas con las que se construye un organismo. Y aun así nuestro cerebro es unas tres veces mayor que el […]

María Corina Machado returns to Venezuela

25 October 2026 at 16:46

After nearly 10 months abroad, María Corina Machado, the anti-Chavista opposition leader and Nobel Peace Prize laureate, has returned to Venezuela. “I am here, with you,” the opposition figure wrote on social media on Sunday morning.

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© Vente Venezuela (EFE)

Supporters welcome María Corina Machado this Sunday at the Divina Pastora Shrine in Barquisimeto, Venezuela.

La voglia di un mostro, purchessia – Il commento di Antonello Caporale

25 October 2026 at 11:07

Replicare alle violenze di strada a Milano con la mostrificazione di qualcuno a cui si potessero cucire i panni del terrorista. La voglia di un mostro purchessia, la necessità di esibire un volto contro cui vomitare addosso tutte le accuse sembra la prima urgenza di una destra, politica e giornalistica, affamata.

Ieri pomeriggio contro Youssef Siher, in passato giornalista free lance, che nella redazione del Fatto online ha svolto nel 2022 uno stage seguito da una collaborazione sporadica (nel 2025 ha firmato due articoli sulla Tunisia, nel 2026 nessun articolo) come ha avuto altrove altre esperienze lavorative, ricercatore con ottime competenze e referenze, c’era una nota della Digos che indaga sul suo conto per istigazione a delinquere a fini di terrorismo. Non ancora un magistrato che avesse formalizzato l’accusa, men che mai un giudice che l’avesse convalidato.

Le devastazioni ci sono state e certo non conosciamo il suo livello di responsabilità. Aspettiamo che i fatti e le attività a lui contestate siano specificate e rese pubbliche nel dettaglio al più presto. Quel che colpisce è la voglia matta di chiudere con l’impiccagione all’albero della colpa di questa persona, italiano di genitori marocchini, la crisi sociale di giovani e giovanissimi che gravitano nelle periferie degradate delle nostre città, esplose nelle devastazioni che ha vissuto la settimana scorsa Milano.

Attribuire al manganello della polizia lo strumento risolutivo della contesa e chiuderla così. Se chi rompe paga, come ha detto la presidente del Consiglio, e certo è un motto corretto e condiviso, che ogni italiano ricorda da quando bambino se lo sentiva dire in casa, è necessario che accanto alla voglia di far pagare chi rompe, venga anche spiegato cosa si fa perché nessuno rompa, cosa si spende per chi si affaccia nel mondo del lavoro, come si sostiene chi nasce in una famiglia povera, quali luoghi, oltre al marciapiede, può frequentare.

Già che c’è la presidente del Consiglio potrebbe spiegare se e come sono stati spesi i danari del più grande fondo di rinascita (il famigerato Pnrr) il cui principale capitolo di spesa era quello di finanziare le politiche per la nuova generazione. Il next generation Eu, do you remember? Oltre ai manganelli il Parlamento dovrebbe interrogarsi su cosa è stato fatto, i soldi dove sono finiti, cosa si dice a chi oggi non ha nè un lavoro, nè un futuro, e a coloro che pur avendo un impiego pensano di perderlo in favore dell’intelligenza artificiale.

Più che mettersi all’ascolto delle proteste il governo dovrebbe mettersi al lavoro, ammettere le proprie responsabilità, illustrare le idee che gli sono venute per affrontare o almeno mitigare la crisi. Invece di restare con le mani in mano, anzi con il manganello in mano e un nuovo mostro da sbattere in tv.

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