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Musk e Bannon, aliados de Trump, questionam vitória de Lula: “Ilegítimo”

26 October 2026 at 21:04

Elon Musk, empresário multibilionário e aliado do presidente dos Estados Unidos, Donald Trump, questionou nesta segunda-feira (26) a legitimidade dos resultados das eleições brasileiras após o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) vencer o senador Flávio Bolsonaro (PL) por uma diferença de três pontos percentuais.

O dono da Tesla questionou o ganho de 9,3 milhões de votos do candidato do PT em uma publicação no X. “A conta não fecha”, afirmou o empresário ao repostar outro post sobre o tema.

Além dele, Steve Bannon, ex-conselheiro da Casa Branca e outro aliado de Trump, também criticou o pleito, chamando o resultado de “ilegítimo”.

Ele afirmou em seu podcast, Bannon’s Warroom, que a virada de Lula representava um “governo marxista ilegal”.

O aliado de Trump também pediu que o secretário de Estado dos EUA, Marco Rubio, e o presidente americano cortassem todas as relações com o Brasil.

“O Secretário de Estado e o Presidente (Trump) precisam sair agora, cortar as relações diplomáticas e fechar tudo com o Brasil”, afirmou Bannon.

Os comentários foram feitos após a extensão do período de votação para até as 19h do domingo (25), devido a relatos de problemas no transporte público em diversas regiões do país.

Entenda a prorrogação no 2º turno

A decisão da prorrogação do horário da votação foi tomada pelo ministro Cristiano Zanin, do Supremo Tribunal Federal, por volta das 17h, horário inicialmente previsto para o encerramento do pleito, e provocou um impasse operacional, já que milhares de urnas haviam sido fechadas.

Posteriormente, o Tribunal Superior Eleitoral esclareceu que a prorrogação valeria apenas para as seções eleitorais que ainda estivessem abertas, sem possibilidade de reabrir equipamentos já encerrados.

Apesar das dificuldades, o presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, afirmou que a medida não comprometeu o resultado das eleições, que confirmaram a reeleição do presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), com 51,79% dos votos, contra 48,21% de Flávio Bolsonaro (PL).

A diferença de votos entre o petista e o filho do ex-presidente Jair Bolsonaro foi de 4,4 milhões de votos. Esse número foi duas vezes superior à vitória de Lula contra Jair Bolsonaro (PL) em 2022, quando o petista teve uma vantagem de 2,1 milhões de votos.

“Volto a dizer: não houve nenhuma alteração advinda da decisão judicial. Temos absoluta confiança em todo o processo eleitoral”, declarou Nunes Marques, após a divulgação do resultado.

*sob supervisão de Tiago Tortella, da CNN Brasil

In the Starlink case Trump reacted to pressure, not flattery

26 October 2026 at 17:37

It has been a wild few weeks for the US-Ukraine relationship as Trump, more and more, has been able to be what he always wanted to be: a friend and supporter of Vladimir Putin. It started openly with the diesel deal, which drove a coach and horses through the sanctions regime leveled on Russia, a […]

The post In the Starlink case Trump reacted to pressure, not flattery appeared first on Asia Times.

Analysis: No, Elon Musk, Russian soldiers in Ukraine are not 'kids' who have 'no choice but to fight and die'

26 October 2026 at 16:24

"We should (have) some sympathy for the poor Russian conscripts too. Those kids have no choice but to fight and die in drone strikes."

For anyone watching and understanding Ukraine's years-long struggle for survival, the words of SpaceX founder and world's richest man Elon

Musk's meddling in Ukraine's Starlink is a warning to every country relying on private tech

26 October 2026 at 16:05

In the midst of Donald Trump's attempt to turn Russian diesel into a political asset to help him avoid disaster in November's midterm elections, the internet went out on the front lines.

Since the beginning of the full-scale invasion, Ukrainian forces have relied on Starlink to

James Talarico, speranza dem in Texas per vincere il seggio al Senato: chi è il 37enne che sfida il candidato sostenuto da Trump

26 October 2026 at 13:44

L’ultimo endorsement di richiamo per lui arriva dal figlio dell’ex presidente George H.W. Bush e fratello dell’altro ex commander in chief George W.Bush. Anche Neil Bush si smarca da Donald Trump e sceglie James Talarico, astro nascente dei democratici, che corre per il Senato nello Stato di famiglia, il Texas. È da più di tre decenni che i democratici non vincono un’elezione nazionale, ma ora il seggio del Congresso è contendibile. Talarico, 37enne ex seminarista presbiteriano, ex insegnante di scuola media, è in vantaggio di 5 punti percentuali sul repubblicano Ken Paxton, attuale procuratore generale dello Stato sostenuto dal capo della Casa Bianca.

Famiglia, amore per i propri vicini e poi, ovviamente, fede: le parole d’ordine, da texano di ottava generazione, della campagna di Talarico sono spiazzanti per la retorica di Paxton e Donald Trump – che lo descrivono come un democratico estremista sotto mentite spoglie – e tutta la potente macchina finanziaria repubblicana, Elon Musk in testa, scesa in campo in queste ultime decisive settimane per scongiurare la possibilità che Talarico, che gli ultimi sondaggi danno avanti di due, tre anche 4 punti, possa far centrare il sogno, fino a pochi mesi fa impensabile, di una vittoria al Senato in uno stato come il Texas dove sono oltre 30 anni che i democratici non vincono a livello nazionale. Il candidato dem, peraltro, è spesso del mirino di Trump, che gli ha affibbiato il nomignolo di ‘Tala-freak-o‘, dandogli del vegano, negli sforzi per tracciare un profilo non in linea con lo stereotipo texano.

“In queste elezioni non c’entra il partito democratico o il partito repubblicano, è una cosa più grande, queste elezioni devono puntare alla visione di quello che il nostro stato può essere”, ha detto in uno dei suoi ultimi comizi il democratico ribadendo il messaggio bipartisan, quello che in America si chiama della ‘big tent’, con cui promette che dal Senato di Washington guiderà “la lotta contro i finanziatori mega miliardari e i politici burattini che hanno preso il controllo del Texas“, come recita il programma. Un messaggio che ha non solo galvanizzato e riunito le varie anime del partito democratico, ma sta attirando repubblicani, delusi da Trump e in generale dai repubblicani per la questione del carovita, del prezzo della benzina e, elemento molto rilevante in Texas, la costruzione dei data center per l’intelligenza artificiale. Ma forse l’elemento che ha aiutato e sta aiutando maggiormente la sorpresa Talarico nei sondaggi è il fatto che come avversario ha una delle figure politiche più controverse del Texas, l’attuale procuratore generale Paxton.

Paxton ha vinto le primarie perché sostenuto vigorosamente da Trump che ha voluto così togliere il seggio a John Cornyn, senatore al quarto mandato che il tycoon ha voluto punire perché ‘sleale’. Non ha aiutato la candidatura di Paxton il fatto che la moglie Angela, anche lei esponente repubblicana texana, abbia chiesto il divorzio nell’estate del 2025 accusandolo, con tanto di citazioni biblica, di adulterio. Salvo poi chiedere alle elettrici texane di tapparsi il naso e votare per tutti i candidati repubblicani a novembre “a prescindere dalle loro debolezze’.

E dal vecchio establishment repubblicano texano, di cui Cornyn fa parte e che ha un punto di riferimento al clan dei Bush – anche se quella che era un tempo la dinastia politica repubblicana sta perdendo progressivamente influenza nel Gop controllo dal mai amato Trump -, sono arrivati dubbi, reticenze e vere e proprie prese di distanze nei confronti di Paxton . E, sebbene George W. Bush non abbia preso una posizione ufficiale, il Nyt scrive che ha escluso Paxton da una raccolta di fondi organizzata per candidati Gop al Senato. Invece hanno preso posizioni pubbliche contro Paxton il suo ex stratega Karl Rove, e per decenni il deus ex machina della politica repubblicana texana, e ora il fratello minore dell’ex presidente, Neil, ha annunciato di aver votato in anticipo per Talarico perché “profondamente preoccupato” per la condotta di Paxton e invece “enormemente impressionati” dai principi pragmatici del democratico. Il candidato repubblicano ha però dalla sua la pioggia di milioni di dollari che stanno arrivando, in particolare da Musk, che gli permettono di spendere tre volte di più del dem in questi ultimi giorni decisivi. Tanto che si prevede che alla fine la sua campagna, tra primarie e elezioni, arriverà a spendere 380 milioni di dollari, una cifra astronomica per un’elezione al Senato in uno stato considerato una roccaforte Gop.

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SpaceX, Elon Musk scommette forte sull’IA: annunciato un finanziamento da 40 miliardi per l’acquisto di chip

26 October 2026 at 09:52

SpaceX ha raccolto 40 miliardi di dollari in prestiti destinati all’acquisto di nuovi chip per l’intelligenza artificiale. Lo ha annunciato Elon Musk attraverso un messaggio pubblicato sul suo social X, spiegando che le risorse serviranno principalmente a finanziare l’acquisto di GPU, le unità di elaborazione grafica fondamentali per lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, la cui consegna è prevista tra il primo e il secondo trimestre del 2027. “Si tratta principalmente del rimborso del debito contratto per l’acquisto di GPU che arriveranno nel primo e nel secondo trimestre”, ha scritto Musk rispondendo a un investitore, senza precisare né la scadenza né il tasso di interesse del finanziamento.

La notizia arriva dopo che il gruppo, presentando i risultati finanziari martedì scorso, aveva annunciato investimenti compresi tra 35 e 40 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre dell’anno, una cifra doppia rispetto a quella del trimestre precedente. I nuovi fondi, attesi all’inizio del 2027, confermano la volontà di mantenere elevato il ritmo degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale.

Dopo la fusione con xAI all’inizio dell’anno, SpaceX, con sede a Starbase, in Texas, ha rafforzato la propria presenza nel comparto dell’intelligenza artificiale. Nel terzo trimestre, secondo quanto riportato, il gruppo ha registrato il primo utile netto della sua storia, grazie soprattutto ai ricavi derivanti dall’affitto della capacità dei propri data center a clienti esterni, tra cui Anthropic.

Prosegue intanto l’ampliamento del data center Colossus II, al confine tra Mississippi e Tennessee, mentre Musk punta a trasformare SpaceX in un conglomerato tecnologico, valutando anche l’acquisizione di Tesla, l’altra grande azienda da lui guidata.

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