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Moraes determina entrega de passaportes de Flávio Bolsonaro e proíbe senador de deixar o país

26 October 2026 at 21:01

O senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) afirmou nesta segunda-feira (26) que foi intimado pela Polícia Federal a entregar seus passaportes comum e diplomático e que está impedido de deixar o Brasil. A declaração foi feita em vídeo publicado nas redes sociais, um dia depois de ele perder o segundo turno da eleição presidencial para Luiz Inácio Lula da Silva (PT).

Segundo Flávio, a intimação ocorreu pela manhã, quando ele deixava a residência do pai, o ex-presidente Jair Bolsonaro, em Brasília. O senador atribuiu a medida a uma decisão do ministro Alexandre de Moraes, do Supremo Tribunal Federal (STF), e disse que recebeu prazo de 24 horas para entregar os documentos.

O parlamentar relacionou a determinação a declarações feitas por seu irmão, Eduardo Bolsonaro, que teria sugerido que ele deixasse o país em caso de derrota eleitoral. Flávio negou ter manifestado intenção de sair do Brasil e questionou a atuação das autoridades.

“Eu nunca falei isso, isso é motivo para tirar meu passaporte?”, afirmou no vídeo. O senador também perguntou se a medida teria sido adotada caso tivesse vencido a disputa presidencial.

Apesar das críticas, Flávio declarou que entregará os documentos e que pretende se defender da decisão. Até a divulgação das primeiras informações, a Polícia Federal e o Supremo não haviam se manifestado publicamente sobre o caso, segundo relatos da imprensa.

Senador contesta resultado eleitoral

Além de questionar a medida envolvendo os passaportes, Flávio anunciou que pretende pedir a cassação da chapa de Lula. Ele acusa o presidente reeleito de abuso de poder político e econômico e voltou a criticar a decisão que permitiu a extensão do horário de votação em parte das seções eleitorais no domingo (25).

A ampliação do horário foi determinada pelo ministro Cristiano Zanin após relatos de dificuldades de deslocamento de eleitores, especialmente em Salvador e São Paulo, devido à oferta insuficiente de transporte público. A campanha de Flávio também havia solicitado a prorrogação da votação em municípios de São Paulo, Paraná e Santa Catarina, alegando condições climáticas adversas.

Dados do Tribunal Superior Eleitoral (TSE), citados pela imprensa, indicam que 34.330 votos foram registrados depois das 17h, o equivalente a aproximadamente 0,03% do total contabilizado.

O presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, afirmou que a extensão do horário não prejudicou a totalização dos votos. O tribunal confirmou a vitória de Lula, que recebeu 64.256.232 votos, correspondentes a 51,79% dos votos válidos. Flávio terminou a disputa com 59.826.041 votos, ou 48,21%.

Investigações no Supremo

Flávio também é alvo de investigações no STF. Entre os casos mencionados em reportagens estão apurações relacionadas ao financiamento do filme “Dark Horse”, sobre Jair Bolsonaro, e suspeitas envolvendo o advogado Willer Tomaz, amigo do senador.

O material relacionado ao longa-metragem envolve recursos atribuídos ao empresário Daniel Vorcaro, ligado ao Banco Master. Já o caso que envolve Tomaz inclui suspeitas de irregularidades financeiras e investigações sobre fraudes relacionadas ao Instituto Nacional do Seguro Social (INSS).

As apurações tratam de suspeitas que ainda precisam ser examinadas pelas autoridades competentes. A existência de investigação não representa, por si só, comprovação de crime.

Enquanto contesta as decisões judiciais e anuncia medidas contra o resultado eleitoral, Flávio afirma que cumprirá a determinação de entregar os passaportes. O desdobramento do caso depende de informações oficiais sobre a decisão atribuída ao ministro Alexandre de Moraes.

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Lula pulls off a historic comeback in Brazil and leads the left to victory over Flávio Bolsonaro

26 October 2026 at 07:12

Luiz Inácio Lula da Silva, 80, Brazil’s president and one of the most influential politicians in Latin America this century, achieved the comeback he had been seeking on Sunday. Lula defeated Senator Flávio Bolsonaro, 45, the political heir to the far-right Bolsonaro clan, with 51.7% of the vote to 48.2%, a margin of four million votes. He has become the first president in Brazil’s history to win after losing the first round of a presidential election.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech alongside his wife, Rosângela da Silva, after winning Brazil's presidential election on Sunday.

Lula fa poker: una rimonta senza precedenti, ma la sfida più difficile comincia ora

26 October 2026 at 09:33

Quattro elezioni presidenziali vinte. Due contro la famiglia Bolsonaro. E una storia politica che, ancora una volta, sembra sfidare le leggi dell’usura del potere. A ottant’anni, Luiz Inácio Lula da Silva conquista il suo quarto mandato alla guida del Brasile, battendo Flávio Bolsonaro con il 51,79% dei voti contro il 48,21%. Oltre 64 milioni di brasiliani hanno scelto il presidente uscente, permettendogli di ribaltare un risultato che lo aveva visto arrivare secondo al primo turno.

Una rimonta senza precedenti nella storia delle presidenziali brasiliane dal ritorno delle elezioni dirette nel 1989. Una vittoria che va oltre i confini nazionali. Perché Lula non ha sconfitto soltanto il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ma ha inflitto una battuta d’arresto anche a Donald Trump, che nella famiglia Bolsonaro ha individuato uno dei suoi principali alleati ideologici in America Latina.

Il presidente statunitense non ha mai nascosto la propria ostilità nei confronti di Lula. Nel 2025, Washington ha imposto pesanti dazi sui prodotti brasiliani e sanzioni contro il giudice Alexandre de Moraes, protagonista dei procedimenti giudiziari contro Jair Bolsonaro. Pressioni economiche e diplomatiche che hanno finito per rafforzare uno degli argomenti centrali della campagna del presidente brasiliano: la difesa della sovranità nazionale contro le ingerenze straniere.

Lula ha così trasformato lo scontro con Washington in una questione di dignità politica. Il Brasile, ha ribadito dopo la vittoria, non è il cortile di casa di nessuno. Un messaggio rivolto a Trump, ma anche a un’America Latina che conosce bene il peso delle interferenze statunitensi nella propria storia. La giornata elettorale, tuttavia, è stata tutt’altro che tranquilla. Le forti piogge e i problemi del trasporto pubblico hanno ostacolato l’accesso ai seggi in diverse città, portando il Tribunal Superior Eleitoral ad autorizzare una proroga delle votazioni (prima volta nella storia).

Dopo la proclamazione dei risultati, Flávio Bolsonaro ha rifiutato di riconoscere la sconfitta, chiedendo l’annullamento delle elezioni e annunciando una battaglia legale. Un copione che il Brasile conosce fin troppo bene. L’8 gennaio 2023, migliaia di sostenitori di Jair Bolsonaro assaltarono le sedi delle principali istituzioni democratiche a Brasília, contestando il ritorno di Lula al potere. Non significa che la storia sia destinata a ripetersi ma dimostra quanto la delegittimazione del voto continui a occupare un posto centrale nella strategia politica del bolsonarismo. Perché Lula ha sconfitto due Bolsonaro, ma non ha sconfitto il bolsonarismo.

Quasi sessanta milioni di voti rappresentano una forza politica e sociale che sarebbe ingenuo sottovalutare. E il risultato delle elezioni legislative del primo turno rende il quadro ancora più complesso. Il Partido Liberal, la formazione della famiglia Bolsonaro, è diventato il primo partito alla Camera con 121 deputati, contro gli 88 della federazione guidata dal Partido dos Trabalhadores. Al Senato, il PL dispone di 28 seggi, mentre il PT ne conta appena dieci. Numeri che consegnano a Lula un Congresso a maggioranza conservatrice, nel quale ogni riforma richiederà negoziati, compromessi e alleanze con forze politiche spesso lontane dal programma del presidente. La sfida dei prossimi quattro anni sarà dunque governare un Paese nel quale la sinistra ha conquistato la presidenza, ma la destra conserva un enorme potere parlamentare. Una contraddizione che potrebbe condizionare le politiche sociali, ambientali ed economiche del nuovo mandato, oltre a esporre il governo a continue tensioni istituzionali.

Eppure, proprio in questo scenario, la vittoria di Lula assume un significato straordinario. Nel 2002, un ex operaio metallurgico, sindacalista, proveniente da una famiglia impoverita del Nordeste, arrivava alla presidenza di uno dei Paesi più disuguali del mondo. Ventiquattro anni dopo, quello stesso uomo continua a rappresentare un punto di riferimento per milioni di brasiliani.

Durante la campagna elettorale, Flávio Bolsonaro ha deriso la mano sinistra del presidente, mutilata dopo un incidente sul lavoro quando era ancora un giovane operaio. I sostenitori di Lula hanno trasformato quella stessa mano in un simbolo di resistenza. Un’immagine potente: il corpo di un lavoratore che porta i segni della fabbrica e che, contro ogni gerarchia sociale, è arrivato a esercitare il potere.

Non significa che Lula sia immune da critiche. I suoi governi hanno contribuito a ridurre la povertà e ad ampliare la protezione sociale, ma hanno anche dovuto confrontarsi con contraddizioni irrisolte, dal peso dell’agrobusiness ai conflitti ambientali e territoriali. La sua rielezione rappresenta comunque una vittoria importante per la sinistra latinoamericana, dopo una serie di sconfitte elettorali e in un continente nel quale le destre radicali cercano di consolidare la propria influenza anche attraverso l’alleanza con Washington.

Lula ha vinto ancora. Contro la famiglia Bolsonaro, contro i pronostici del primo turno e contro le pressioni di Trump. Ma la sfida più difficile comincia adesso: governare con un Congresso ostile, difendere la sovranità del Brasile e dimostrare che la democrazia può ancora migliorare concretamente la vita delle persone. Perché vincere le elezioni è una conquista. Trasformare quella vittoria in un futuro diverso per il Paese è la vera sfida politica.

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Lula's historic comeback is a defeat for Trump

26 October 2026 at 08:34

Since Brazil adopted a two-round system in 1989, no one has won the presidency after finishing second in the first round. Luiz Inácio Lula da Silva broke that rule on Sunday: he defeated Flávio Bolsonaro with 51.8% of valid votes to 48.2%. His lead — more than four million votes — is roughly double the margin in 2022, when he beat Jair Bolsonaro by just 1.8 percentage points.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech after winning Brazil's presidential election in São Paulo.

Bolsonaro refuses to concede defeat in Brazil and calls for result to be annulled

26 October 2026 at 07:56

Just as in 2022, Bolsonarism does not accept defeat. Back then it was the father, Jair Bolsonaro, and now the son Flávio, both defeated at the polls by Luiz Inácio Lula da Silva. The far-right candidate announced late Sunday night in Brasília that he does not recognize the result of the election and will fight to have it annulled. His argument rests on a Supreme Federal Court (STF) judge’s decision to extend polling hours by two hours after complaints about the lack of transportation for voters. The request had originally been made by the Workers’ Party (PT), but Bolsonaro’s own Liberal Party (PL) later joined it.

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© Adriano Machado (REUTERS)

Flávio Bolsonaro, this Sunday in Brasília, at the news conference after his electoral defeat.

Il Brasile si ribella agli Usa: Lula rieletto presidente, ma Bolsonaro vuole l’annullamento del voto. Gli esperti: “Ora l’America Latina ha una diga anti-egemonica”

26 October 2026 at 07:31

Il Brasile non cede alle pressioni Usa e frena l’offensiva reazionaria in America Latina. Il presidente Luiz Inácio ‘Lula‘ Da Silva è stato rieletto con il 51,79% dei voti (64.256.232 in totale) mentre il senatore Flávio Bolsonaro, che risultava leggermente favorito nei sondaggi, si è fermato con il 48,21% (59.826.041 voti). Li separa poco più di un punto percentuale, cioè 4.430.191 voti. Lula, partito in svantaggio al primo turno, ha avuto la meglio nelle regioni del nordest del Paese – eccezion fatta per Roraima – con vittorie più marcate in Piauí e Bahia.

“Non esistono due Brasile. Siamo un unico Paese, un unico popolo, una grande nazione”, ha detto Lula dopo l’annuncio dei risultati, sottolineando: “Non interessa a nessuno vivere in un Paese diviso e sotto un permanente stato d’assedio“. Il presidente, eletto per la quarta volta all’età di 80 anni, chiama ad “abbassare le armi” ma, nello stesso tempo, denuncia l'”intromissione venuta dall’esterno” oltre alla “fabbrica di disinformazione” scatenata contro la sua candidatura.

Bolsonaro come Jair

Bolsonaro però non riconosce il risultato e punta all’annullamento del voto su via giudiziaria, seguendo lo schema attuato nel 2022 dal padre Jair (sfociato mesi dopo nell’assalto al Congresso). “Quanto accaduto oggi non è normale”, lamenta il senatore del Partito liberale, che ritiene “impossibile riconoscere le elezioni a queste condizioni” e chiederà quindi “l’annullamento del voto”. Il bersaglio resta il Tribunale supremo elettorale, che su richiesta di entrambi i candidatiha esteso l’orario del voto dalle 17 alle 19 in diversi seggi causa blackout, temporali e assenza di trasporti che avrebbero impedito il voto a numerosi elettori nei seggi di São Paulo, Minas Gerais, Río de Janeiro e altri. Il senatore parla di trattamento diseguale e regole truccate “arbitrariamente”. “Non saprò mai – dice – quanti voti avrei potuto prendere negli stati in cui i seggi sono stati riaperti”. In seguito, il Tribunale supremo elettorale, attraverso il giudice Cristiano Zanin, ha chiarito che la misura ha riguardato i “seggi ancora in funzione” e che “nessun’urna chiusa è stata riaperta”. “Occorreva preservare il diritto al voto di tutti”, ha osservato.

Trump insinua brogli ma gli alleati regionali non lo seguono

Interviene anche il presidente Usa Donald Trump, che denuncia presunte irregolarità mediante l’applicazione del “manuale di Joe Biden” in Brasile. “Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno – ha osservato Trump – ed era chiaramente favorito per vincere al secondo. Ma i comunisti non mollano il potere una volta che ce l’hanno”. Tuttavia alcuni alleati di Trump, come i presidenti José Antonio Kast (Cile) e Keiko Fujimori (Perù), hanno riconosciuto apertamente la vittoria di Lula alla parti degli altri governi della regione. Esulta anche il leader cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez, che parla di “vittoria storica” e assicura: “Può il Brasile contare su Cuba nella costruzione di una Patria grande”.

Una diga anti-egemonica

Fonti del Partito dei lavoratori consultate da ilfattoquotidiano.it affermano che, con la vittoria di Lula, il Brasile si afferma come una “diga anti-reazionaria” nella regione. Lo affermano anche analisti politici come Talya Iscan ed Estefanía Veloz, che parlano di “un respiro strategico per i governi progressisti della regione”, come il Messico, e del “consolidamento di un blocco di Paesi che non intende delegare la tutela della sicurezza regionale agli Stati Uniti”. Nei media dell’America Latina si parla anche della “possibilità di battere l’ultradestra” alle urne dopo sette elezioni consecutive vinte dai candidati pro Trump. “Dovrà sedersi a tu per tu con Lula”, ipotizza l’analista in Relazioni internazionali Valeria Silva, mettendo in discussione l’efficacia dei dazi Usa sui prodotti brasiliani in materia di manifattura e beni di consumo (25,5%) e metalli pesanti, acciaio e alluminio (50%) e altre misure coercitive già strumentalizzate da Bolsonaro in campagna elettorale.

Il dibattito negli Usa

Il risultato entra a pieno titolo nel dibattito Usa, dove da alcune settimane si discute sull’impatto dei dazi e di altre misure che spingono il Brasile verso una più stretta alleanza con Cina. Già lo scorso 28 settembre senatori Dem Jeanne Shaheen, Tim Kaine e Peter Welch denunciavano – in una lettera rivolta al segretario di Stato Usa Marco Rubio – la crescente “pressione diplomatica, economica e politica per indebolire le istituzioni democratiche del Brasile in vista dell’elezione presidenziale”. I senatori esortavano l’amministrazione Trump a “riconoscere il risultato” rilasciato dalle urne e “mantenere relazioni diplomatiche con qualsiasi candidato eletto libera e giustamente dal popolo brasiliano”. Monito da prendere sul serio una volta saltato il business plan del mondo Maga nel Paese sudamericano, dal fondo Rockbridge Network (ora sotto inchiesta in Brasile) legato a JD Vance e che puntava a creare un giro di 100 miliardi di dollari nel Paese sudamericano alle terre rare di Serra Verde (Goias) dal valore di 2,8 miliardi di dollari su cui Pechino è già avanti. Respira anche l’Amazzonia, almeno per altri quattro anni.

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Lula pulls off a historic comeback in Brazil and leads the left to victory over Flávio Bolsonaro

26 October 2026 at 07:12

Luiz Inácio Lula da Silva, 80, Brazil’s president and one of the most influential politicians in Latin America this century, achieved the comeback he had been seeking on Sunday. Lula defeated Senator Flávio Bolsonaro, 45, the political heir to the far-right Bolsonaro clan, with 51.7% of the vote to 48.2%, a margin of four million votes. He has become the first president in Brazil’s history to win after losing the first round of a presidential election.

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© Sebastiao Moreira (EFE)

Luiz Inácio Lula da Silva delivers a speech alongside his wife, Rosângela da Silva, after winning Brazil's presidential election on Sunday.

Flávio Bolsonaro Rejects Lula’s Victory, Seeks Annulment

26 October 2026 at 04:15
Flávio Bolsonaro challenges Lula’s reelection in Brazil amid allegations of election-day public transport disruptions.

Brazil’s far-right candidate challenges the election result after voting hours were extended over public transport disruptions.


Brazilian far-right presidential candidate Flávio Bolsonaro has rejected President Luiz Inácio Lula da Silva’s reelection and vowed to seek the annulment of the vote, citing a Supreme Federal Court decision to extend voting hours amid allegations of disruptions to public transport.

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The Superior Electoral Court (TSE) confirmed Lula’s reelection on Sunday. Bolsonaro, however, declared the result unacceptable and announced plans to challenge it in court.

“It is impossible to recognize the election results,” Bolsonaro said. “We will turn to our legal team and request that these elections be annulled.”

Bolsonaro based his challenge on a ruling by Supreme Federal Court Justice Cristiano Zanin, who extended voting by two hours after the Workers’ Party (PT) reported alleged irregularities affecting voter transportation in several cities.

The ruling came shortly before polls were due to close at 5 p.m. Zanin ordered polling stations nationwide to remain open until 7 p.m. Brasília time, citing the seriousness of the allegations and the urgency of the measure.

The PT accused mayors opposed to Lula of failing to comply with electoral court orders requiring municipalities to provide free public transport at full capacity on election day, as they would on a regular working day. The party also called for those responsible for the alleged violations to be caught in the act.

In Salvador, electoral authorities ordered the arrest of Pablo Souza, the city’s mobility secretary, over suspicions that he had withdrawn buses to disadvantage Lula. The northeastern city is governed by União Brasil, a center-right party allied with Bolsonaro. In the first round of the presidential election, Lula received 65% of the vote in Salvador, compared with 27% for Bolsonaro.

Brazilian trade union federations also denounced transport disruptions in several cities on election night and called for immediate action by the authorities.

In a statement, the unions condemned what they described as the deliberate obstruction of eligible voters’ right to participate in the election. They alleged that some cities had reduced their bus fleets despite a Supreme Federal Court order requiring public transport to operate at full capacity on election day.

The disruptions left thousands of people waiting at bus stops, uncertain whether they would reach polling stations in time. In some cases, the unions said, voters were unable to cast their ballots.

Bolsonaro’s campaign also sought an extension of voting hours, according to local media reports. His team requested additional time in cities across São Paulo, Paraná and Santa Catarina states, citing difficulties caused by heavy rainfall.

The dispute recalls the aftermath of the October 2022 presidential election, when Lula defeated Flávio Bolsonaro’s father, Jair Bolsonaro. The former president repeatedly challenged the result and conspired to overturn it.

On Jan. 8, 2023, thousands of his radicalized supporters stormed the Congress, presidential palace and Supreme Federal Court buildings in Brasília. Jair Bolsonaro was subsequently tried and is now serving a 27-year prison sentence for conspiring against Brazil’s democratic order and attempting a coup.

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