❌

Normal view

Il Giornale contro la gip di Siher: “Firmò un appello per Gaza”. Ma c’era anche la firma della pm che ha chiesto il carcere

28 October 2026 at 19:52

“Esclusivo – La toga che ha liberato Siher ha firmato un appello per Gaza“. Non si è fatto attendere il dossieraggio nei confronti di Tiziana Landoni, la gip di Milano che ha rimesso in libertà il 30enne accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Nel tentativo di mettere in dubbio l’imparzialità della giudice, però, tutto ciò che la stampa di destra ha trovato è la sua firma in calce a un “Appello di giuristi per Gaza”, pubblicato a settembre per invocare “la tutela dei diritti umani e la persecuzione dei crimini contro l’umanità” compiuti da Israele nell’enclave palestinese. Secondo Il Giornale, che pubblica la “notizia”, questa circostanza dovrebbe “far riflettere sulla decisione” adottata. Per quale motivo? L’articolo non lo dice, ein effetti risulta assai difficile trovare ragioni di inopportunità nel testo dell’appello, che si limita a ricordare l’impegno della comunità internazionale al perseguimento dei crimini di guerra e contro l’umanità, contenuto nel Preambolo dello Statuto della Corte penale internazionale. Soprattutto, però, il quotidiano omette – o forse non conosce – un elemento che smonta la tesi implicita nel pezzo: a firmare quell’appello, infatti, fu anche Francesca Crupi, la pm che ha disposto il fermo nei confronti di Siher e avrebbe voluto per lui la custodia cautelare in carcere. A dimostrazione che schierarsi contro il genocidio di Gaza non vuol dire necessariamente essere amici dei delinquenti.

Ecco il testo integrale dell’appello:

Di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza, il silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione. Come giuristi, sentiamo il dovere di ricordare che lo Stato italiano, per Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati e convenzioni, ha scelto la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali. Le ragioni di questa scelta sono tra l’altro compendiate nello Statuto della Corte penale internazionale, firmato a Roma nel 1998, sottoscritto da 125 Paesi, e ratificato con legge dello Stato nel 1999. Vogliamo ricordare queste ragioni, unitamente ai rappresentanti dell’avvocatura e dell’università che vorranno aderire, leggendo ogni giorno – nelle aule d’udienza e in quelle universitarie – il preambolo allo Statuto della Corte penale internazionale, per testimoniare che le coscienze di chi ogni giorno contribuisce all’amministrazione della giustizia non sono indifferenti alle ingiustizie perpetrate nei confronti dei più deboli, e per fare appello a tutte le istituzioni perché si pretenda il rispetto del diritto e dei diritti fondamentali dei civili.

Seguiva il testo che i firmatari si proponevano di leggere all’inizio di ogni udienza.

“Preliminarmente, il Tribunale intende oggi ricordare quanto enunciato nella Legge 12 luglio 1999, n. 232, di ratifica ed esecuzione dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale, e segnatamente nel suo Preambolo.

“Consapevoli che tutti i popoli sono uniti da stretti vincoli e che le loro culture formano un patrimonio da tutti condiviso, un delicato mosaico che rischia in ogni momento di essere distrutto;

Memori che nel corso di questo secolo, milioni di bambini, donne e uomini sono stati vittime di atrocità inimmaginabili che turbano profondamente la coscienza dell’umanità;

Riconoscendo che crimini di tale gravità minacciano la pace, la sicurezza ed il benessere del mondo;

Affermando che i delitti più gravi che riguardano l’insieme della comunità internazionale non possono rimanere impuniti e che la loro repressione deve essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati in ambito nazionale ed attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale;

Determinati a porre termine all’impunità degli autori di tali crimini contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi crimini;

Rammentando che è dovere di ciascuno Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali”,

procediamo con la trattazione dell’odierna udienza”.

L'articolo Il Giornale contro la gip di Siher: “Firmò un appello per Gaza”. Ma c’era anche la firma della pm che ha chiesto il carcere proviene da Il Fatto Quotidiano.

Meloni ataca a una jueza por dejar en libertad al presunto líder de las protestas en Italia y desmontar las acusaciones de terrorismo

28 October 2026 at 14:45

En Italia se había creado un malvado perfecto como cerebro de las protestas y ahora, por el momento, ha quedado desmontado. La jueza que debía decidir si concedía o no la prisión cautelar para Youssef Siher, el periodista de 30 años de origen marroquí detenido el pasado sábado en Milán, acusado de ser la “mente” de los disturbios del 17 y 18 de octubre, ha tirado por tierra la dudosa acusación de la Fiscalía y lo ha puesto en libertad este miércoles. “Se ha limitado a promover una movilización colectiva”, ha concluido sobre el acusado.

Seguir leyendo

© Claudio Furlan/LaPresse (LAPRESSE)

Youssef Siher sale de la cárcel de San Vittore, en Milán, este miércoles, tras ser puesto en libertad.

Youssef Siher torna libero: la gip rigetta la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura in carcere

28 October 2026 at 12:06

Youssef Siher torna libero. È questa la decisione, secondo fonti legali, del gip Tiziana Landoni che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell’inchiesta con il procuratore Marcello Viola. L’ordinanza smonta punto per punto la ricostruzione della Procura: “Ha evocato la ‘disobbedienza civile’, non ha istigato alla violenza”, scrive la giudice. Immediatamente dopo la diffusione della notizia, Giorgia Meloni interviene con un video accusando la gip: “Siher ha organizzato le manifestazioni che hanno portato alle devastazioni”. Ma la premier afferma il falso: la sua pagina social è stata aperta solo dopo gli incidenti, come hanno accertato gli inquirenti.

Il 30enne, amministratore dei canali social del “Movimento 17 ottobre“, è stato fermato il 24 ottobre con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche (quest’ultimo reato introdotto con il decreto sicurezza entrato in vigore poche ore prima del fermo). Il procuratore Marcello Viola e la pm Francesca Crupi avevano chiesto la convalida e l’applicazione della misura cautelare in carcere contestando il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato.

Inizialmente presentato da media e commenti dei politici come “l’ideatore” degli scontri e delle devastazioni del weekend precedente a Milano, dalla lettura del decreto di fermo erano emersi numerosi dubbi sulle accuse mosse al 30enne. A partire dal fatto che le pagine social sono state aperte dopo gli scontri (che, infatti, non vengono contestati a Siher). Nonostante questo l’argomento è ancora rilanciato oggi da Meloni. In più, dall’analisi della chat su Telegram, è emerso che solo l’1% dei post era per la violenza (nessuno dei quali condiviso dallo stesso 30enne).

Durante l’udienza di convalida, che si è tenuta martedì nel carcere milanese di San Vittore dove Siher si trova detenuto da sabato scorso, il 30enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi avvocati, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, avevano ribadito che il loro assistito “non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto“, hanno spiegato. Anche per la gip non sussistono gravi indizia di colpevolezza e Siher, per questo, è stato scarcerato.

L'articolo Youssef Siher torna libero: la gip rigetta la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura in carcere proviene da Il Fatto Quotidiano.

Así fue la emboscada del 'Gora ETA' en el corazón de Deusto "con los vecinos como escudos humanos" y 'garajes francos'

27 October 2026 at 21:39
'Abertzales' uniformados buscaron el enfrentamiento con la Policía en Bilbao y provocar heridos entre los ciudadanos Leer

'Abertzales' uniformados buscaron el enfrentamiento con la Policía en Bilbao y provocar heridos entre los ciudadanos
❌