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Brazil’s victory for the planet and democracy: seven lessons from Lula’s win

29 October 2026 at 17:46

The trouncing of the far right provides a playbook for social and environmental movements in other countries facing elections, including the US, Spain and France

Thank you, Brazil, for demonstrating how the far right can be trounced while protection for the Amazon is strengthened. In a world where nature and democracy appeared to be bleeding out in tandem, voters and forest defenders in this global south powerhouse have shown it is possible to staunch the flow. This should provide much needed inspiration and, more practically, a playbook for social and environmental movements in other countries facing elections, including the US, Spain and France.

The astonishing comeback victory of Luiz Inácio Lula da Silva in Sunday’s presidential runoff against his extreme right challenger Flavío Bolsonaro has brought oceans of rapturous supporters on to the streets, while also thrilling conservationists, climate activists and social justice campaigners across the world.

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© Photograph: Andre Coelho/EPA

© Photograph: Andre Coelho/EPA

© Photograph: Andre Coelho/EPA

Ninguém aprovou carta de Flávio e Bolsonaro não sabia de fuga, diz Valdemar

29 October 2026 at 14:40

O presidente nacional do PL, Valdemar Costa Neto, afirmou nesta quinta-feira (29) que nem o ex-presidente Jair Bolsonaro (PL) sabia do plano de fuga de Flávio Bolsonaro (PL-RJ) de deixar o Brasil rumo aos Estados Unidos.

Ao ser questionado se Flávio se despediu do pai, Valdemar inicialmente disse que sim. Depois, perguntado novamente, respondeu que Flávio não contou ao pai que sairia do país. “Nem o Bolsonaro sabia, ninguém sabia, eu também não sabia”, disse Valdemar após visitar o ex-presidente nesta manhã.

Antes de sair do país, Flávio visitou Jair na segunda-feira (26), dia seguinte à eleição. Candidato derrotado à Presidência, Flávio chegou aos EUA na quarta-feira (28) junto de sua família.

O presidente do PL indicou, ainda, não concordar com a fuga de Flávio. “[Ele] passou uma situação difícil, nós compreendemos, mas não aprovamos”, declarou. Também afirmou que o objetivo agora é “tocar o partido para frente”.

Valdemar também disse que “ninguém aprovou” a carta com teor golpista publicada por Flávio nas redes sociais. Mais cedo, o presidente comentou que não gostou da publicação.

No documento, o senador inicialmente se referiu a si mesmo como “verdadeiro presidente eleito” do Brasil. Minutos depois, editou a carta e se declarou “líder” do país.

O senador manteve as acusações de fraude eleitoral, sem apresentar provas, e afirmou que pretende comandar a oposição ao governo Lula do exterior. No primeira versão do texto divulgado, o documento trazia um brasão histórico da República com a inscrição “Estados Unidos do Brazil”, antiga denominação oficial do país.

A posição contrasta com a adotada pela direção do próprio PL. Após o segundo turno, o partido divulgou uma nota assinada por Valdemar reconhecendo o resultado proclamado pelo TSE (Tribunal Superior Eleitoral). O senador Rogério Marinho (PL-RN), que coordenou a campanha de Flávio, também afirmou que o núcleo político da candidatura não havia sido informado previamente sobre a saída do país.

A carta provocou manifestações do Judiciário e até mesmo de apoiadores da campanha do candidato do PL. Poucas horas depois da divulgação do texto com teor golpista, o presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, reafirmou que as eleições transcorreram dentro da normalidade com respeito às regras constitucionais.

Fuga de Flávio Bolsonaro

Logo após a derrota, Moraes determinou que o senador entregasse seus passaportes. O candidato derrotado, no entanto, deixou o Brasil na terça-feira (27). Informações apontam que ele passou pela Argentina e seguiu em um avião particular para Miami, nos Estados Unidos.

A viagem teria surpreendido a cúpula do PL, com membros e participantes dizendo expressamente que ficaram surpresos com as ações. Horas depois, Valdemar, inclusive, convocou uma reunião com dirigentes estaduais para alinhar o discurso e discutir os rumos da legenda.

Após deixar o Brasil pela fronteira com a Argentina às 22h50 da terça-feira, Flávio fez uma escala em Guayaquil, no Equador, e desembarcou às 9h23 (10h23, no horário de Brasília), no Aeroporto Executivo de Miami-Opa Locka, na Flórida, segundo dados do site FlightRadar24, que monitora a malha aérea internacional, em tempo real.

A saída de Flávio do Brasil foi acompanhada de informações falsas sobre o paradeiro do senador. Enquanto aliados e interlocutores americanos afirmavam que Flávio já havia deixado o país e chegado aos Estados Unidos, o senador ainda estava em território brasileiro.

Flávio Bolsonaro scappa negli Usa dopo la sconfitta in Brasile: le ragioni della fuga

29 October 2026 at 14:57

A meno di 48 ore dal responso delle urne che hanno decretato a sorpresa il quarto mandato di Ińacio Lula da Silva, il suo antagonista Flávio Bolsonaro ha preso il largo, diretto negli Stati Uniti dopo aver oltrepassato il confine con l’Argentina, azione di cui Javier Milei ha negato il coinvolgimento. Lo attende Trump, che gli ha concesso il visto d’ingresso.

Il Supremo Tribunale Federale (STF) aveva chiesto il ritiro del suo passaporto e il divieto di espatrio per gravi accuse di complicità in riciclaggio. Per capire meglio i dettagli di questa vicenda su cui si è basata la candidatura di Bolsonaro Jr. alla presidenza del Brasile, bisogna partire dal concetto di immunità parlamentare secondo il sistema giuridico nazionale.

In Brasile, la concessione di un tribunale separato dalla giustizia ordinaria è prevista esclusivamente per politici con incarichi parlamentari, in primis il Presidente della Repubblica Federale e il suo vice, poi nell’ordine senatori, deputati e ministri, durante l’esercizio della loro funzione. Quando ciò accade, il personaggio in questione passa sotto la giurisdizione unica del STF, presidiato allo stato attuale dal giudice Alexandre de Moraes, che sta conducendo l’inchiesta su Bolsonaro Jr.

Anche se i candidati alla presidenza non rientrano in questo privilegio, a prescindere che Bolsonaro fosse già senatore, il codice elettorale concede loro una finestra ante voto di 15 giorni durante i quali non possono essere arrestati, che si protrae fino a 48 ore dalla chiusura dei seggi. Periodo sufficiente al mancato presidente per squagliarsela.

De Moraes è da tempo nel mirino di Trump, che ha fatto di tutto per favorire la campagna elettorale del figlio dell’ex presidente, fino a coinvolgere Meta di Zuckerberg, il quale si sarebbe prestato a oscurare l’account Instagram di Lula, favorendo nel contempo la visibilità del profilo di Bolsonaro. Accusa che il creatore di Facebook ha respinto, attribuendo l’incidente al malfunzionamento temporaneo degli algoritmi. Guarda caso, solo da una parte.

Lo scopo principale di Bolsonaro era quindi di salire al Planalto (il palazzo presidenziale, cioè la Casa Bianca brasiliana) ai fini di usufruire della sospensione di azione penale durante il mandato dei 4 anni per i reati precedenti al voto. Periodo dove potrebbe scattare la prescrizione di cui già aveva usufruito Lula, pur condannato in primo grado per il suo presunto coinvolgimento nell’inchiesta Lava Jato.

Va precisato però che tale condanna era stata già annullata per manifesta parzialità del collegio giudicante di allora, composto dall’ex giudice Sergio Moro (ora governatore dello Stato Federale di Paraná) e dal procuratore di Lava Jato Deltan Dallagnol che perse il rinnovo del suo mandato per via di una legge speciale (A Ficha Limpa) promulgata nel 2010 e applicata dal STF per punire la parzialità riscontrata nel processo a Lula.

Flávio è indagato principalmente per riciclaggio ed evasione fiscale in combutta con il suo socio, l’avvocato Willer Tomaz, il quale è anche sotto lente per il dirottamento di fondi INSS (Instituto Nacional Do Seguro Social, l’Inps brasiliano) nei suoi conti privati.

In particolare, Bolsonaro Jr è accusato di aver utilizzato soldi provenienti dal lavaggio di denaro sporco passati per il Banco Master, ai fini di finanziare la produzione del film Dark Horse dedicato al padre, con l’obiettivo di ripulire la sua reputazione macchiata nell’ordine dalla pessima gestione della pandemia durante la sua presidenza, dal tentato colpo di Stato dopo la vittoria di Lula nel 2022, e infine dal tentativo di fuga; fattori che portarono Jair alla condanna a 27 anni, con il carcere commutato poi agli arresti domiciliari temporanei per motivi di salute.

Quello della fuga è un vizio comune di famiglia, dato che dopo il padre fu Eduardo, fratello di Flavio, a riparare negli Usa, diventando lobbista di Trump che gli concesse asilo politico con lo scopo di sabotare la campagna elettorale di Lula favorendo quella del primogenito.

Tornando all’indagine, secondo il quotidiano O Globo ripreso dalla Bbc Brasil, negli hangar degli aerei dell’avvocato Tomaz gli inquirenti rinvenirono 130 milioni di reais in contanti (circa 22 milioni di euro) provenienti dalle scommesse clandestine, riciclati attraverso il Banco Master.

Anche se Bolsonaro Jr non è ancora apertamente accusato di complicità, gli inquirenti comunque indagano sui 5 viaggi internazionali fatti in 5 mesi dalla famiglia Bolsonaro a bordo dei suddetti aerei di proprietà Tomaz.

Tuttavia il crimine che è valso a Bolsonaro il soprannome Racadinha deriva dall’odiosa estorsione che egli praticava sui suoi dipendenti e su altri impiegati ministeriali, i quali dovevano versare al figlio di Jair una percentuale dei loro stipendi per conservare il posto di lavoro. Ciò non ha però impedito a circa 60 milioni di brasiliani di votarlo, sorpassando nel primo turno Lula. E questo la dice lunga sul cinismo locale, frutto delle disuguaglianze e della corruzione che affligge il colosso sudamericano.

L’arma che ha consentito a Lula di farcela al secondo turno è stata quella del gruppo WhatsApp “Exército do Lula”. 10 milioni di iscritti in pochi giorni, un movimento virtuale di giovani che si è concretizzato in quei voti decisivi per la vittoria, malgrado il sabotaggio dei governatori bolsonaristi che aveva causato ritardi dei trasporti pubblici per ostacolare la folla dei lavoratori diretta ai seggi.

Lo smacco più grande subito da Trump: proprio la chat di Zuckerberg – la più diffusa sul pianeta – ha fatto pendere la bilancia a favore del suo nemico, impedendogli così, senza il Brasile, di completare il suo feudo in Sudamerica con la nazione principale.

Foto © F.Bacchetta

L'articolo Flávio Bolsonaro scappa negli Usa dopo la sconfitta in Brasile: le ragioni della fuga proviene da Il Fatto Quotidiano.

Brazilians in Miami, torn over Flávio Bolsonaro’s presence: ‘I feel helpless’

29 October 2026 at 13:23

The news that Flávio Bolsonaro had arrived at Opa-Locka airport Wednesday morning left Luciana Ferri in shock for several reasons. First: “What kind of political figure does Bolsonaro want to be, even for his own voters, if he’s so cowardly as to skip the country and say: ‘I will not submit to the country’s judicial system, I was only a presidential candidate’?” And second: “Many immigrants here in the United States face fear and uncertainty because of aggressive law enforcement, and suddenly someone with political connections, an ally of President Trump, shows up and is welcomed with open arms.”

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© Marta Lavandier (AP Photo/Marta Lavandier)

Flávio Bolsonaro arriving in Miami on Wednesday.

“Não gostei”, diz Valdemar sobre carta de teor golpista de Flávio

29 October 2026 at 12:19

O presidente nacional do PL, Valdemar Costa Neto, afirmou quinta-feira (29) não ter gostado da carta de teor golpista divulgada por Flávio Bolsonaro (PL), candidato derrotado à Presidência. O dirigente da sigla se reúne nesta manhã com o ex-presidente Jair Bolsonaro (PL).

“Não gostei”, disse o presidente do PL a jornalistas ao chegar no condomínio onde o ex-presidente está em prisão domiciliar.

Sem dar detalhes, ele afirmou que, na conversa com Jair Bolsonaro, deverá tratar de “muitas novidades” e sobre “toda a situação”.

“Estou com saudade do Bolsonaro, tem muito tempo que eu não vejo ele. […] Vai ser boa a conversa porque eu vou levar muitas novidades pra ele, contar como é que tá toda a situação pra ele e vai dar tudo certo”, declarou Valdemar.

O encontro entre Valdemar e Bolsonaro foi autorizado pelo ministro Alexandre de Moraes, do STF (Supremo Tribunal Federal). O dirigente do PL chegou ao local por volta de 9h.

A reunião entre as principais lideranças do partido ocorre em meio à reorganização do PL após a derrota de Flávio para o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) no segundo turno, realizado no domingo (25). O petista recebeu 64,2 milhões de votos, equivalentes a 51,79% dos válidos, contra 59,8 milhões de Flávio, que obteve 48,21%.

Na carta divulgada por Flávio Bolsonaro, o senador se apresentou inicialmente como o “verdadeiro presidente eleito do Brasil”. Minutos depois, apagou a publicação e compartilhou uma nova versão, na qual passou a se definir como “líder” do país.

O senador manteve as acusações de fraude eleitoral, sem apresentar provas, e afirmou que pretende comandar a oposição ao governo Lula do exterior. No primeira versão do texto divulgado, o documento trazia um brasão histórico da República com a inscrição “Estados Unidos do Brazil”, antiga denominação oficial do país.

A posição contrasta com a adotada pela direção do próprio PL. Após o segundo turno, o partido divulgou uma nota assinada por Valdemar reconhecendo o resultado proclamado pelo TSE (Tribunal Superior Eleitoral). O senador Rogério Marinho (PL-RN), que coordenou a campanha de Flávio, também afirmou que o núcleo político da candidatura não havia sido informado previamente sobre a saída do país.

A carta provocou manifestações do Judiciário e até mesmo de apoiadores da campanha do candidato do PL. Poucas horas depois da divulgação do texto com teor golpista, o presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, reafirmou que as eleições transcorreram dentro da normalidade com respeito às regras constitucionais.

Fuga de Flávio Bolsonaro

Logo após a derrota, Moraes determinou que o senador entregasse seus passaportes. O candidato derrotado, no entanto, deixou o Brasil na terça-feira (27). Informações apontam que ele passou pela Argentina e seguiu em um avião particular para Miami, nos Estados Unidos.

A viagem teria surpreendido a cúpula do PL, com membros e participantes dizendo expressamente que ficaram surpresos com as ações. Horas depois, Valdemar, inclusive, convocou uma reunião com dirigentes estaduais para alinhar o discurso e discutir os rumos da legenda.

Após deixar o Brasil pela fronteira com a Argentina às 22h50 da terça-feira, Flávio fez uma escala em Guayaquil, no Equador, e desembarcou às 9h23 (10h23, no horário de Brasília), no Aeroporto Executivo de Miami-Opa Locka, na Flórida, segundo dados do site FlightRadar24, que monitora a malha aérea internacional, em tempo real.

A saída de Flávio do Brasil foi acompanhada de informações falsas sobre o paradeiro do senador. Enquanto aliados e interlocutores americanos afirmavam que Flávio já havia deixado o país e chegado aos Estados Unidos, o senador ainda estava em território brasileiro.

 

Destino de Flávio após fuga e carta pode ser a inelegibilidade, diz Arko

29 October 2026 at 07:16

A fuga de Flávio Bolsonaro (PL) para os Estados Unidos e a publicação de uma carta podem ter consequências políticas graves para o senador. Para Cristiano Noronha, vice-presidente da Arko Advice, o destino de Flávio pode ser a inelegibilidade, caminho semelhante ao trilhado por Jair Bolsonaro e Eduardo Bolsonaro.

Em entrevista ao WW, Noronha avaliou que Flávio também corre o risco de perder a liderança da oposição. “Não é porque ele se intitula líder que ele vai efetivamente liderar a oposição dos Estados Unidos”, afirmou o analista, destacando que lideranças importantes no Brasil já se manifestaram reconhecendo o resultado declarado pelo TSE (Tribunal Superior Eleitoral).

Tarcísio de Freitas surge como alternativa à direita

Noronha apontou Tarcísio de Freitas (Republicanos) como o nome que tende a ocupar o espaço deixado pelos Bolsonaro na liderança da direita. “Na minha avaliação, o governador de São Paulo, Tarcísio de Freitas, surge como a grande opção do campo da direita para as próximas eleições”, declarou.

Para o analista, a depender da gestão que Tarcísio realizar e dos acordos políticos que construir, ele pode se tornar a verdadeira liderança do campo conservador.

Opções dentro do clã familiar se estreitam

O analista também avaliou que a situação de Flávio reduz as opções de Jair Bolsonaro dentro do próprio clã familiar. Segundo Noronha, aliados próximos de Jair não consideram Carlos Bolsonaro (PL), senador eleito por Santa Catarina, uma alternativa viável à presidência da República.

“Resta Michelle Bolsonaro, que foi eleita senadora e que chegou a ser cogitada também para concorrer à presidência da República”, disse. Para Noronha, o movimento de Flávio de deixar o país, somado aos inquéritos e investigações em curso, deve resultar em sua inelegibilidade, assim como já ocorreu com seu pai e irmão Eduardo.

Os textos gerados por inteligência artificial na CNN Brasil são feitos com base nos cortes de vídeos dos jornais de sua programação. Todas as informações são apuradas e checadas por jornalistas. O texto final também passa pela revisão da equipe de jornalismo da CNN. Clique aqui para saber mais.

Após fuga e carta de Flávio, Valdemar deve se reunir hoje com Bolsonaro

29 October 2026 at 07:00

O presidente do PL, Valdemar Costa Neto, deve se reunir nesta quinta-feira (29) com o ex-presidente Jair Bolsonaro (PL). O encontro foi autorizado na quarta-feira (28) pelo ministro Alexandre de Moraes, do STF (Supremo Tribunal Federal). A reunião entre os políticos ocorre diante do cenário gerado após a saída do senador Flávio Bolsonaro (PL-RJ) do Brasil e a divulgação de uma carta na qual o candidato derrotado à Presidência voltou a questionar, sem provas, o resultado das eleições.

A visita está marcada para ocorrer das 9h às 11h na residência onde Jair Bolsonaro cumpre prisão domiciliar em Brasília. O ex-presidente foi sentenciado à pena de 27 anos e três meses de prisão por tentativa de golpe de Estado e depende de autorização judicial para receber visitantes sujeitos às restrições impostas pelo Supremo.

A reunião entre as principais lideranças do partido ocorre em meio à reorganização do PL após a derrota de Flávio para o presidente Luiz Inácio Lula da Silva (PT) no segundo turno, realizado no domingo (25). O petista recebeu 64,2 milhões de votos, equivalentes a 51,79% dos válidos, contra 59,8 milhões de Flávio, que obteve 48,21%.

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Logo após a derrota, Alexandre de Moraes determinou que o senador entregasse seus passaportes. O candidato derrotado, no entanto, deixou o Brasil na terça-feira (27). Informações apontam que ele passou pela Argentina e seguiu em um avião particular para Miami, nos Estados Unidos.

A viagem teria surpreendido a cúpula do PL, com membros e participantes dizendo expressamente que ficaram surpresos com as ações. Horas depois, Valdemar, inclusive, convocou uma reunião com dirigentes estaduais para alinhar o discurso e discutir os rumos da legenda.

Carta de Flávio com teor golpista

Já nos Estados Unidos, Flávio divulgou na tarde dessa quarta-feira uma carta em que se apresentou inicialmente como o “verdadeiro presidente eleito do Brasil”. Minutos depois, apagou a publicação e compartilhou uma nova versão, na qual passou a se definir como “líder” do país.

O senador manteve as acusações de fraude eleitoral, sem apresentar provas, e afirmou que pretende comandar a oposição ao governo Lula do exterior. No primeira versão do texto divulgado, o documento trazia um brasão histórico da República com a inscrição “Estados Unidos do Brazil”, antiga denominação oficial do país.

A posição contrasta com a adotada pela direção do próprio PL. Após o segundo turno, o partido divulgou uma nota assinada por Valdemar reconhecendo o resultado proclamado pelo TSE (Tribunal Superior Eleitoral). O senador Rogério Marinho (PL-RN), que coordenou a campanha de Flávio, também afirmou que o núcleo político da candidatura não havia sido informado previamente sobre a saída do país.

A carta provocou manifestações do Judiciário e até mesmo de grandes apoiadores da campanha do candidato do PL. Poucas horas depois da divulgação do texto com teor golpista, o presidente do TSE, ministro Kassio Nunes Marques, reafirmou que as eleições transcorreram dentro da normalidade com respeito às regras constitucionais.

Em nota, o magistrado, indicado ao STF por Jair Bolsonaro, declarou ainda que eventuais questionamentos apresentados dentro do devido processo legal serão analisados e respondidos.

O governador de São Paulo, Tarcísio de Freitas (Republicanos), também defendeu o respeito ao resultado das urnas e a atuação da oposição dentro das instituições democráticas. Em nota, afirmou compreender a indignação do senador, mas disse que o momento exige responsabilidade e a construção de uma oposição forte.

Declaração de Trump

O presidente Donald Trump confirmou que os Estados Unidos permitiram a entrada do senador Flávio Bolsonaro no país. De toda forma, Trump disse que não comentaria sobre a carta com teor golpista em que Flávio se autodeclarou “presidente eleito” do Brasil.

“Sei que demos a ele autorização para entrar no país; veremos o que acontece”, disse ele a repórteres antes de partir para Ohio. O presidente acrescentou que não vai se envolver, ressaltando que a eleição brasileira, segundo ele, foi “muito estranha”. Trump afirmou acreditar que Flávio e sua família foram “maltratados”, insistindo, contudo, que não participou da disputa eleitoral.

Waack: Recuo de carta golpista não preserva capital de Flávio

29 October 2026 at 01:03

Poste de líder vivo não vira líder. E, se o líder está impedido, como é o caso de Jair Bolsonaro, o lugar do poste, por razões políticas práticas, é na rua e no país.

De longe, ninguém comanda um espectro político tão grande como o de centro-direita no Brasil.

Talvez seja factível comandar apenas um grupo que vai se encolhendo na franja da política.

O único capaz de aceitar os termos de uma carta golpista assinada pelo poste candidato a líder. Da qual recuou uma hora depois, devido ao repúdio generalizado, sobretudo a partir de setores conservadores.

Que falavam da falta de densidade política de Flávio já no início da recente campanha eleitoral. Mesmo assim, surpreende a rapidez com a qual as ações de um político que levou sessenta milhões de votos vão corroendo o capital eleitoral que juntou.

Está se abrindo, na mesma velocidade, o espaço para outros nomes candidatos a falar por uma ampla maioria centro-direita, que venceu as eleições para os principais estados e o Congresso.

Pois, além de toda a espuma toda do noticiário, o que vem por aí com grande rapidez para cima da vida das pessoas é seríssimo.

Ficamos sabendo hoje que o peso dos impostos com a nova reforma tributária vai ser muito maior do que as piores estimativas. E já pega de cara mais de trinta milhões de CNPJs.

Que o governo continua mantendo a preço alto uma enorme defasagem do preço do diesel. Que Lula ainda não tem nem nome para a Fazenda nem plano para tratar de uma séria questão fiscal.

Que já olhamos temerosos para o que o Banco Central vai fazer com os juros na semana que vem. A vida como ela é aqui fica bem distante da Disney.

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