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La ceniza del volcán Semeru en Indonesia y el duelo tras el choque de trenes en Toledo, entre las imágenes del día

29 October 2026 at 17:29
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El dolor tras el choque de los trenes de alta velocidad en Toledo marcan la jornada. En la estación sevillana de Santa Justa se guardan cinco minutos de silencio por las víctimas, mientras un helicóptero de la Guardia Civil rastrea el lugar del accidente. Fuera de España, miles de manifestantes piden el fin de la guerra en Gaza ante la residencia del primer ministro en Jerusalén, un día después de las elecciones israelíes, y la oposición albanesa enciende bengalas y lanza bombas de humo en el Parlamento de Tirana. En Dnipro, la policía retira el cuerpo de una víctima de un ataque con drones rusos contra la estación de tren y en la República Centroafricana se refuerzan los controles fronterizos ante el brote de ébola en el vecino Congo. Phuket sufre inundaciones repentinas y el volcán Semeru vuelve a expulsar ceniza en Indonesia. Completan la galería la dimisión de Christine Lagarde al frente del BCE, que dejará el cargo en febrero, la gira del rey Carlos III por el Caribe, la investigación por fraude en préstamos estudiantiles en Virginia, la exhibición de Checo Pérez en Ciudad de México antes del Gran Premio y la Serie Mundial de béisbol en Florida.

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“Ragazzi, pubblicate solo ciò che avete visto e fotografato, l’AI crea immagini bellissime ma sono opere di fantasia. Mi fanno ridere i bastoncini per i selfie”: il monito di Steve McCurry

29 October 2026 at 09:23

“La fotografia comincia dall’attenzione. Prima di prendere in mano la macchina fotografica, dobbiamo fermarci, ascoltare e lasciare a una persona o a un luogo il tempo di rivelare qualcosa di sé”. È un manifesto di pazienza, antropologia visiva e difesa della verità quello che Steve McCurry affida alle pagine di Repubblica, in una densa intervista rilasciata alla vigilia della sua nuova avventura espositiva italiana. Le riflessioni del settantaquattrenne autore della celebre “Ragazza afghana” fanno infatti da cornice a “Steve McCurry workshop spirituality“, la mostra con la direzione creativa del maestro e la curatela di Paul Henry Robb, ospitata dal 30 ottobre al 10 gennaio 2027 all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (ingresso gratuito dal giovedì alla domenica). Il progetto è il frutto di un workshop immersivo svoltosi la scorsa estate in Umbria, in cui McCurry ha guidato sette fotografi professionisti e due studenti dell’Accademia attraverso le aree interne della regione, dalla Valnerina all’Orvietano, fino al Trasimeno e alla Media Valle del Tevere.

Il celebre fotografo americano sfrutta l’occasione per tracciare una linea di demarcazione netta tra il suo mestiere e la deriva digitale contemporanea: “L’IA può produrre immagini bellissime, ma in questo caso diventano un’opera di fantasia. E bisognerebbe dichiararlo. Regolare la luce, i colori, i contrasti non è lo stesso che inventare elementi. Una testimonianza fotografica reale va oggi più che mai tutelata. Ragazzi, pubblicate solo ciò che avete visto e fotografato“. “L’Umbria è la terra della spiritualità che ne permea luoghi, personaggi e la vita quotidiana“, spiega McCurry a Repubblica. “Il mio progetto voleva essere un’esplorazione fotografica sulla dimensione spirituale nei luoghi di fede, nella dignità dei gesti quotidiani, nella luce e nel legame tra le persone e la terra. In Umbria, la spiritualità affiora nella vita quotidiana: in un gesto, in un volto, in uno squarcio di luce. Il workshop è nato da questo tipo di attenzione che non può non chiedere molta pazienza”.

Il percorso espositivo restituisce questa ricerca sdoppiandosi su due livelli: il piano terra dell’Accademia accoglierà le nove indagini autonome sviluppate dai partecipanti al workshop, mentre la Pinacoteca ospiterà trenta scatti inediti del maestro americano, affiancati a una selezione di immagini storiche catturate durante i suoi passati soggiorni nel “cuore verde” d’Italia.

Ma al di là dell’indagine sul territorio, l’intervista svela un McCurry intimamente trasformato dalla paternità. Legatissimo all’Italia sin dal 1969, ha scelto di chiamare la sua unica figlia Lucia, che oggi ha 8 anni. E proprio lei è diventata il centro di gravità che ha modificato il suo modo di vivere e lavorare, ancorandolo al verbo “restare“. “Da quando ho mia figlia sono molto più stanziale per poterla vivere e immortalare in ogni suo attimo”, confida il fotografo. “La prima volta che ho scattato una foto a Lucia è stato un secondo dopo la sua nascita, l’ultima un’ora fa. L’arrivo di Lucia ci ha cambiato la vita. Da quando c’è mia figlia il mio modo di puntare l’obiettivo sul mondo e di viverlo in generale è diverso: una volta, fotografando, pensavo soprattutto a me stesso, alle mie emozioni, alle mie reazioni. Ora non riesco a non pensare che la realtà che fotografo sarà quella che lasceremo a lei”.

Un senso di responsabilità intergenerazionale che lo porta a inquadrare la fotografia moderna senza snobismi tecnologici, assolvendo i telefoni cellulari ma condannando severamente le falsificazioni. “Penso sia bene che ognuno abbia la possibilità di riprendere ciò che ci circonda. Mi fanno solo un po’ ridere i bastoncini per i selfie“, ironizza McCurry. “La smania di fissare il momento non deve sottrarci tempo, ma arricchirlo, eventualmente. Le fotografie circolano molto più velocemente e arrivano dappertutto, e io continuo ad avere fiducia nel potere di raccontare una storia con le immagini. Si tratta di osservare persone, culture e tradizioni e di preservare quei momenti come parte della nostra storia collettiva. In questo senso, la fotografia è sia arte che documentazione”. E come tale, conclude il maestro, deve rimanere saldamente ancorata alla realtà.

L'articolo “Ragazzi, pubblicate solo ciò che avete visto e fotografato, l’AI crea immagini bellissime ma sono opere di fantasia. Mi fanno ridere i bastoncini per i selfie”: il monito di Steve McCurry proviene da Il Fatto Quotidiano.

Daniel Mordzinski, fotógrafo: “Me ilusiona creer que mis fotografías contribuyen a ensanchar la complicidad lectora”

29 October 2026 at 04:30
El fotógrafo Daniel Mordzinski, junto a su retrato del escritor Juan Gabriel Vásquez, que forma parte de la exposición de la Biblioteca Nacional, este miércoles en Madrid.

En el paseo de Recoletos de Madrid, la literatura ha salido a la calle. Los rostros de escritores ocupan las verjas e invitan a reconocer autores y descubrir nuevos nombres. Las fotografías de Daniel Mordzinski (Buenos Aires, 66 años) componen un mapa de la literatura iberoamericana que se aleja de la solemnidad del retrato oficial para dar paso a la intimidad, la ironía y el humor.

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El Daniel Mordzinski posa al lado del retrato a Enrique Vila-Matas en Paseo de Recoletos en Madrid este miércoles.Daniel Mordzinski, en su visita a Madrid con motivo de su exposición en la Biblioteca Nacional y Paseo de Recoletos.
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