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Sara Teasdale, lo spazio bianco del dolore (traduzione di Stefano Dal Bello)

30 October 2026 at 06:36

La contemplazione della Bellezza, degli uccelli e dei petali di poinsettia in volo, la presenza del dolore e della Morte: dalle passeggiate nei parchi o per le vie cittadine, nel breve tempo tra un ricovero e l’altro, Sara Teasdale (Saint Louis, 1884 – New York, 1933) raccoglie immagini e sensazioni e ce le riconsegna filtrate da una sensibilità cristallina, da versi delicati, compatti, brucianti. L’incedere a piccoli passi durante periodi di inquieta e vitale convalescenza si riversa nella struttura dei suoi componimenti. In Flame and Shadow (1920), il libro della sua maturità, la brevità delle poesie nel grande spazio bianco della pagina, il ritmo e la sonorità di ogni verso riflettono quei momenti di sofferenza e stupore, di degenza e rivelazione che hanno accompagnato la vita della poetessa, fino alla morte per suicidio a quarantotto anni. Le immagini poetiche – limpide e concrete – sono rese da parole preziose, scelte con cura. L’apparente semplicità che ne deriva nasconde un’insolita chiarezza della visione, e una capacità di arrivare all’essenziale spesso scambiata per materiale da canzonetta malinconica.

Ho cercato di mantenere intatte le fondamenta di queste poesie, ma l’approssimazione insita in ogni atto di traduzione mi ha convinto ad accompagnare le mie versioni con i testi originali. Il lettore più accorto potrà allora sentire la vera materia sonora che scorre attraverso l’opera di Sara Teasdale.

S. D. B.

Compensation

I should be glad of loneliness
And hours that go on broken wings,
A thirsty body, a tired heart
And the unchanging ache of things,
If I could make a single song
As lovely and as full of light,
As hushed and brief as a falling star
On a winter night.

*

Ricompensa

Dovrei esser grata alla solitudine,
all’ora che avanza con ali spezzate,
al corpo assetato, al cuore stanco,
al fisso dolore dentro le cose.
Se potessi, farei una poesia
tanto incantevole e piena di luce,
breve e silente: una stella cadente
in una notte d’inverno.

***

The New Moon

Day, you have bruised and beaten me,
As rain beats down the bright, proud sea,
Beaten my body, bruised my soul,
Left me nothing lovely or whole –
Yet I have wrested a gift from you,
Day that dies in dusky blue:

For suddenly over the factories
I saw a moon in the cloudy seas –
A wisp of beauty all alone
In a world as hard and gray as stone –
Oh who could be bitter and want to die
When a maiden moon wakes up in the sky?

*

Novilunio

Giorno, mi hai picchiata e illividita,
pioggia sul limpido mare orgoglioso,
corpo battuto, anima pesta,
nulla di bello hai lasciato, di intero –
ma da te ho strappato un dono,
Giorno che muori in ombroso cobalto:

sopra le fabbriche, in lampo improvviso
vidi una luna sul mare di nuvole –
un isolato respiro di grazia
sul mondo duro e grigio come pietra –
oh, chi amareggiato vorrebbe la morte
con una luna nascente nel cielo?

***

Nightfall

We will never walk again
As we used to walk at night,
Watching our shadows lengthen
Under the gold street-light
When the snow was new and white.
We will never walk again
Slowly, we two,
In spring when the park is sweet
With midnight and with dew,
And the passers-by are few.
I sit and think of it all,
And the blue June twilight dies, –
Down in the clanging square
A street-piano cries
And stars come out in the skies.

*

Crepuscolo

Non andremo più a passeggio
come a notte facevamo,
le nostre ombre, guardando, allungarsi
sotto la luce dorata dei pali
quando la neve era candida, fresca.
Non andremo a passeggiare
lentamente, noi assieme,
in primavera nel parco addolcito
da mezzanotte e rugiada,
e con i pochi passanti.
Siedo e penso a tutto questo,
muore il crepuscolo azzurro di giugno –
sulle piazze risonanti
una pianola singhiozza,
sorgono in cielo le stelle.

***

The garden

My heart is a garden tired with autumn,
Heaped with bending asters and dahlias heavy and dark,
In the hazy sunshine, the garden remembers April,
The drench of rains and a snow-drop quick and clear as a spark;

Daffodils blowing in the cold wind of morning,
And golden tulips, goblets holding the rain –
The garden will be hushed with snow, forgotten soon, forgotten –
After the stillness, will spring come again?

*

Il giardino

Il cuore è un prato stanco nell’autunno,
colmo di aster piegati, di pesanti e scure dalie,
e nell’offuscato sole si ricorda dell’aprile,
gli acquazzoni e il bucaneve vivo e limpido: scintilla.

I narcisi mossi al vento gelido nel farsi giorno,
i dorati tulipani, coppe colme nella pioggia –
il giardino silenziato dalla neve, presto scordato, scordato –
tornerà la primavera, dopo l’immobile inverno?

***

In a Cuban garden

Hibiscus flowers are cups of fire,
(Love me, my lover, life will not stay)
The bright poinsettia shakes in the wind,
A scarlet leaf is blowing away.

A lizard lifts his head and listens
Kiss me before the noon goes by,
Here in the shade of the ceiba hide me
From the great black vulture circling the sky.

*

In un giardino cubano

I fiori di Ibisco sono coppe di fuoco,
(amami, amore, la vita trascorre)
e la Poinsettia si muove nel vento,
fluttua nell’aria un suo petalo rosso.

Una lucertola resta in ascolto,
baciami prima che muoia il meriggio,
celami in ombra alla ceiba
dagli avvoltoi che volteggiano neri.

L'articolo Sara Teasdale, lo spazio bianco del dolore (traduzione di Stefano Dal Bello) proviene da Il Fatto Quotidiano.

Fallece el poeta y cantor revolucionario nicaragüense David McField

30 October 2026 at 02:40
El Gobierno nicaragüense rendirá homenaje póstumo a la trayectoria revolucionaria del poeta, militante y cantor nacional David McField, además de otorgarle a los familiares la máxima distinción que confiere el Estado a ciudadanos destacados.
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