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Fallece el poeta y cantor revolucionario nicaragüense David McField

30 October 2026 at 02:40
El Gobierno nicaragüense rendirá homenaje póstumo a la trayectoria revolucionaria del poeta, militante y cantor nacional David McField, además de otorgarle a los familiares la máxima distinción que confiere el Estado a ciudadanos destacados.

Perché ai Poetry slam a volte è meglio perdere #6 – Conclusioni /1

29 October 2026 at 06:56

Quello descritto nei post precedenti (che trovate qui) è un quadro a tinte fortemente contrastanti. Da una parte, il Poetry slam sembra aver raggiunto uno degli obbiettivi per i quali era nato: diffondersi in maniera capillare (oggi possiamo dire in tutto il mondo) per offrire alla Cenerentola delle arti, la poesia, la possibilità di raggiungere un numero di fruitori enormemente più ampio di quello offerto dalla semplice circolazione libraria.

Dall’altra, proprio questo successo di massa sta facendo in modo di allontanare sempre più lo Slam da altre sue motivazioni e caratteristiche fondamentali: il bisogno di offrire spazio a produzioni diverse dal mainstream, a forme nuove, inedite, sclerotizzandolo invece attorno a poche ‘croste’ formali, di qualità spesso più che mediocre e senza ormai alcun legame con quanto di meglio lo spoken word sta realizzando tanto in Italia, come nel mondo, prima di tutto perché l’agonismo ha ormai divorato del tutto la ricerca formale.

Ciò che doveva essere una finestra aperta sull’inaspettato, sull’imprevisto, è diventata una fabbrica massiva di ovvietà scontate, di intrattenimento a buon mercato, di replicanti formali più o meno prevedibili e noiosi, uno Slam senza più Speech degli EmCee, in cui le ‘poesie’ sono spesso speech camuffati, quando non addirittura piatti story-telling.

Ovviamente le ragioni di un cambiamento così ampio e radicale non possono essere cercate solo nello Slam. Il contesto, profondamente mutato in questi decenni, ha avuto un’importanza fondamentale. Per esempio, quando lo introdussi in Italia, le case editrici che pubblicavano poesia erano pochissime, molti di più, e diffusi abbastanza capillarmente, invece erano i festival di ogni dimensione che lasciavano ampio spazio alla sperimentazione e in cui inserire uno Slam assumeva un significato molto particolare e pregnante. Organizzare uno Slam significava anche dare la possibilità di essere ascoltati a testi ed esperienze destinati altrimenti ad essere ammutoliti dal disinteresse di un mainstream editoriale abbondantemente feudalizzato.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata: nell’iperfetazione dell’industria libraria (i dati parlano di quasi 200 libri pubblicati al giorno) c’è stato spazio anche per i piccoli editori interessati alla poesia, che oggi sono molti di più, alcuni di rilevante qualità, anche a causa del fenomeno che fa ormai di quasi ogni lettore di poesia un poeta (se non altro potenziale, un prosumer, come si dice oggi), mentre invece il radicale taglio ai sostegni pubblici per le manifestazioni culturali ha ridotto di molto le occasioni di eventi dal vivo disposti a dare spazio a ciò che non sia canonico: i festival sono pochi, spesso di grandi dimensioni e quindi interessati prima di tutto ai numeri delle presenze, così gli invitati sono, noiosamente, più o meno sempre gli stessi. Tutti o quasi con un libro ben stretto in mano e ottimamente ‘comunicato’.

Niente spazio per lo Slam, dunque, mentre quei pochi autori che hanno davvero una proposta formale seria su cui rischiare magari preferiscono iniziare dalla carta.

Va detto, inoltre, che la brutale accelerazione tecnologica, unita alla sua diffusione capillare, ha permesso il diffondersi di una miriade di sperimentazioni e esperienze intermediali, che spesso hanno avuto come protagonisti autori e autrici che vengono dal medesimo milieu in cui pescava lo Slam delle origini, ma che inevitabilmente, proprio per le caratteristiche intermediali di ciò che vanno sperimentando, si allontanano dallo Slam, senza interesse, vista la deriva del format, a rinnovare quell’alleanza che fu alla base della nascita della competizione, a Chicago.

Per altro verso, l’irruzione dei social ha avuto conseguenze enormi anche sulla poesia e sull’arte in generale.

Recentemente Biagio Cepollaro su “Le Parole e Le Cose” in un suo interessante scritto, Taccuini dall’immanenza, ha parlato, per il nostro presente artistico, di espressività diffusa, fase successiva a quella dell’estetizzazione diffusa di fine secolo: “Oggi, al tempo della telematica capillare, a essere diffuso è piuttosto l’espressivismo: la possibilità e, insieme, la necessità teoricamente per tutti di prodursi come espressione, che tocchi la parola, l’immagine o il suono, o tutte queste cose insieme. Pur attraversando un territorio per definizione “estetico”, l’espressivismo diffuso si muove entro un’estetizzazione debole. Così come l’estetizzazione diffusa del secolo scorso, grazie alla neutralizzazione dell’arte, aveva prodotto la percezione di un’estetica debole (radicalmente relativistica, equivalente, genericamente gradevole, priva di qualsiasi reale utopia sociale), allo stesso modo l’espressivismo diffuso produce un’espressività debole: radicalmente relativa, umorale, idiosincrasica, effimera come un colpo di tosse, che diventa preoccupante solo se si ripete”. Per aggiungere poco più avanti: “L’espressività diffusa, più che essere semplicemente una postura collettiva, è piuttosto un paesaggio“.

Questa mi pare possa essere un’analisi che spiega, in una certa misura, anche l’attuale condizione del Poetry slam, tanto il suo successo, quanto il suo declino artistico.

Se il social non basta, allora c’è il Poetry slam e questo spiega anche perché molto di quello che si ascolta in competizione abbia al centro la soggettività di chi performa, le sue indignazioni, commozioni, emozioni. Che vanno, senza mediazione alcuna, espresse. Con la conseguenza di una evidente saturazione dei contenuti: ciò che si dice è più importante di come lo si dice.

Alla intensità artistica di uno spettacolo, che diverte senza rinunciare a profondità e complessità formale, si è sostituito lo ’spettacolare’, che sta lì per intrattenere, distrarre, coprire con una patina scintillante, facile e consolatoria il multiverso spietato e a volte brutale della realtà. O per fornire un cantuccio espressivo a chiunque ne abbia necessità.

La domanda che bisogna porsi, allora, è: come si è relazionato il Poetry slam con questo nuovo ‘paesaggio’: si è integrato in esso, si è fuso e confuso nelle sue forme, come a me pare, o invece ha ancora la forza per cercare quelle falle, quelle crepe, quei bug insinuandosi nei quali potrebbe essere possibile disintegrarlo e individuare, sotto la sua crosta, un nuovo panorama da interrogare?

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Los libros durmientes de Celso Emilio Ferreiro

29 October 2026 at 04:30

A veces la poesía llama a la puerta, quizás porque siempre estuvo allí. Xabier Romero era un trabajador de una entidad bancaria en Vigo y Xabier Ferreiro, su cliente. El primero llevaba siempre consigo el poemario Longa Noite de Pedra (1962), hito fundamental de la literatura gallega. En una visita del segundo al banco, una compañera le dijo a Romero: “¿Tú sabes que Xabier es hijo de Celso Emilio?”, en referencia al autor de Longa noite. El asombro inicial dio paso a una amistad que abrió un camino trillado en conjunto desde entonces.

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© Xurxo Lobato

El poeta Celso Emilio Ferreiro, en Santiago de Compostela en 1977, el día de la Patria Galega, el 25 de julio.

Exposição «Molduras do Invisível» mostra Silves pela fotografia de Luís Medeira e poesia de Nero

26 October 2026 at 09:32

A Casa-Museu João de Deus, em São Bartolomeu de Messines, recebe 12 fotografias e 12 textos inéditos sobre o património do concelho até 31 de dezembro.

O conteúdo Exposição «Molduras do Invisível» mostra Silves pela fotografia de Luís Medeira e poesia de Nero aparece primeiro em Barlavento.

Hilde Domin, lo spazio-tempo dell’esilio (Traduzione di Gino Chiellino)

23 October 2026 at 05:56

Hildegard Löwenstein (Colonia 1909- Heidelberg 2006), ancor prima di diventare Hilde Domin, si era trasferita a Roma nel 1932 a seguito del suo futuro marito, Erwin Walter Palm, studioso di archeologia. Entrambi di cultura ebraica, vi sono rimasti fino al 1939, termine ultimo per non evitare la deportazione. L’esperienza romana, proprio perché volontaria e positiva per entrambi, contribuisce a fare loro affrontare l’esilio nella Repubblica Dominicana diversamente dalle attese e dagli intenti più diffusi tra gli esiliati di lingua tedesca. Senza voler negare le esperienze dolorose e stranianti che comporta ogni forma di esilio, Hildegard Löwenstein lo vive anche come incontro positivo con una cultura sconosciuta, alla quale nel corso degli anni si sentirà legata così profondamente da ricavarne il suo pseudonimo: Hilde Domin.

Nelle poesie di Hilde Domin non sono rari i riferimenti ai temi fondanti della letteratura dell’esilio del Novecento. Ma allo stesso tempo, come per esempio nelle poesie Slegata e Con le nuvole a garanzia, alla poetessa interessa cogliere i mutamenti esistenziali causati da una vita esule. Nella poesia Slegata, dove “la parola fluttua sull’acqua del tempo”, l’esclusione forzata dell’esiliato dallo spazio natale genera il sopravvento del tempo e di conseguenza la rottura del paradigma spazio-temporale; nella poesia Con le nuvole a garanzia, invece, viene esaltata la certezza che l’esiliato prima o poi riuscirà a ricomporre “in un angolo della terra” l’equilibrio salvifico tra spazio e tempo.

Abele, alzati! sottolinea l’appartenenza laica di Hilde Domin alla cultura ebraica europea, che a sua volta costituisce una fonte altrettanto determinane per la sua produzione poetica.

G. C.

***

Losgelöst

Losgelöst
treibt ein Wort

auf dem Wasser der Zeit
und dreht sich
und wird getragen
oder geht unter.

Du hast mich lange vergessen.
Ich erinnre schon niemand,
dich nicht
und niemand.

Dies Wort von mir zu dir,
dies treibende Blatt,
es könnte von jedem
Baum

auf das Wasser gefallen sein.S. 161

*

Slegata

Slegata
fluttua una parola

sull’acqua del tempo
e si volta
e viene tenuta a galla
o affonda.

Da tempo mi hai dimenticato.
Non ricordo nessuno,
non te
e nessuno.

Questa parola da me a te,
questa foglia fluttuante,
caduta forse da un qualsiasi
albero
sull’acqua.

***
Auf Wolkenbürgschaft
Ich habe Heimweh nach einem Land
in dem ich niemals war,
wo alle Bäume und Blumen
mich kennen,
in das ich niemals geh,
doch wo sich die Wolken
meiner
genau erinnern,
ein Fremder, der sich
in keinem Zuhause
ausweinen kann.
Ich fahre
nach Inseln ohne Hafen,
ich werfe die Schlüssel ins Meer
gleich bei der Ausfahrt.
Ich komme nirgends an.
Mein Segel ist wie ein Spinnweb im Wind,
aber es reißt nicht.
Und jenseits des Horizonts,
wo die großen Vögel
am Ende ihres Flugs
die Schwingen in der Sonne trocknen,
liegt ein Erdteil
wo sie mich aufnehmen müssen,
ohne Pass,
auf Wolkenbürgschaft. S.131
***
Con le nuvole a garanzia
per Sabka

Mi struggo di nostalgia per una terra
dove non sono mai stata,
dove alberi e fiori tutti
mi conoscono,
dove non vado mai,
ma dove le nuvole
si ricordano esattamente
di me,
uno straniero, che non
può liberarsi in lacrime
dentro casa sua.

Navigo
per isole senza porto,
getto in mare le chiavi
subito alla partenza.
Non arrivo da nessuna parte.
La mia vela è come una ragnatela nel vento,
ma non si strappa.
E aldilà dell’orizzonte,
dove i grandi uccelli
alla fine del loro volo
asciugano le grandi ali nel sole,
c’è un angolo di terra
dove dovranno accogliermi,
senza passaporto,
con le nuvole a garanzia.

***
Abel steh auf
Abel steh auf
es muss neu gespielt werden
täglich muss es neu gespielt werden
täglich muss die Antwort noch vor uns sein
die Antwort muss ja sein können
wenn du nicht aufstehst Abel
wie soll die Antwort
diese einzig wichtige Antwort
sich je verändern
wir können alle Kirchen schließen
und alle Gesetzbücher abschaffen
in allen Sprachen der Erde
wenn du nur aufstehst
und es rückgängig machst
die erste falsche Antwort
auf die einzige Frage
auf die es ankommt
steh auf
damit Kain sagt
damit er es sagen kann
Ich bin dein Hüter
Bruder
wie sollte ich nicht dein Hüter sein
Täglich steh auf
damit wir es vor uns haben
dies Ja ich bin hier
ich
dein Bruder
Damit die Kinder Abels
sich nicht mehr fürchten
weil Kain nicht Kain wird
Ich schreibe dies
ich ein Kind Abels
und fürchte mich täglich
vor der Antwort
die Luft in meiner Lunge wird weniger
wie ich auf die Antwort warte

Abel steh auf
damit es anders anfängt
zwischen uns allen

Die Feuer die brennen
das Feuer das brennt auf der Erde
soll das Feuer von Abel sein

Und am Schwanz der Raketen
sollen die Feuer von Abel sein S. 364-365

*
Abele, alzati!

Abele, alzati!
bisogna rappresentarlo di nuovo
ogni giorno bisogna rappresentarlo di nuovo
ogni giorno la risposta deve essere ancora davanti a noi
la risposta deve in ogni caso esistere
se tu non ti alzi Abele
come potrà la risposta
quest’unica risposta giusta
finalmente cambiare
possiamo chiudere tutte le chiese
abolire tutti i codici
in tutte le lingue del mondo
solo se tu ti alzi
e la ritiri
la prima risposta falsa
all’unica domanda
che veramente conta
alzati
affinché Caino dica
affinché possa dirlo
Io sono il tuo custode
fratello
come non potrei essere il tuo custode
Alzati ogni giorno
affinché si presenti a noi
questo Sì io sono qui
io
tuo fratello
Affinché di figli di Abele
non abbiano più paura
perché Caino non sia Caino
Lo scrivo io
un figlio di Abele
e ogni giorno ho paura
della risposta
l’aria nei miei polmoni diminuisce
mentre aspetto la risposta

Abele, alzati!
affinché si ricominci diversamente
tra tutti noi

I fuochi che ardono
il fuoco che arde sulla terra
sia il fuoco di Abele

E in coda ai razzi
ci siano i fuochi di Abele.

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João Mota vai à Biblioteca de Loulé apresentar Livro de Estreia e Oficina de Escrita Criativa

10 October 2026 at 07:00

Hoje, sábado, 10 de outubro, o ator e escritor João Mota vai estar na Biblioteca Municipal Sophia de Mello Breyner Andresen, em Loulé, para a apresentação do seu primeiro livro. Mas antes, irá promover uma oficina de escrita criativa.

Das 14h00 às 17h00, o mote vai ser “ESCREVER-ME – Escrever o que sinto, para sentir de uma forma mais livre e plena”, numa sessão para jovens dos 13 aos 20 anos.

A escrita criativa é uma ferramenta de expressão pessoal e autoconhecimento, especialmente durante a adolescência, uma fase marcada por intensas transformações. Nesta oficina, os adolescentes serão convidados a explorar e expressar as suas emoções através da escrita. 

A atividade inclui exercícios de aquecimento que estimulam a criatividade e a liberdade de expressão, seguidos de propostas específicas que incentivam os participantes a refletirem sobre as suas experiências e sentimentos. Os adolescentes terão a oportunidade de expressar-se através de textos que variam desde poemas até narrativas curtas, permitindo que explorem o seu mundo interno, num ambiente seguro e de aceitação incondicional positiva.

A oficina pretende promover a escrita como ferramenta de suporte para a catarse emocional, melhoria da autoestima e do bem-estar emocional, ajudando os jovens a entender e aceitar os seus sentimentos e emoções de uma forma mais plena e livre.

Para participar nesta atividade, é necessária inscrição prévia para  biblioteca@cm-loule.pt As vagas são limitadas e a participação gratuita. Confere-se diploma de participação.

Pelas 18h30, será apresentado “Tudo o que nunca te disse, meu Amor”. «Queria-te com esse teu cheiro, com defeitos, com aquela vulnerabilidade que só existe quando duas pessoas se aproximam o suficiente para se magoarem. Queria-te num mundo onde ainda se sente vergonha, e ciúme, e desejo, e medo. Queria-te onde se ouve o som da respiração e onde o silêncio tem peso. Um lugar sem Wi-Fi, sem ghosting, sem o botão de desligar a conversa.»

A vertigem da paixão, a dor da perda, a reconciliação e o medo do fim prendem-nos numa história envolvente que nos leva a mergulhar no mundo emocional de um homem intenso que não deixa ninguém indiferente.

Em “Tudo o que nunca te disse, meu Amor”, a Contraponto revela o talento de João Mota, uma nova voz na literatura romântica, capaz de tocar pessoas de todas as idades e de fazê-las acreditar que o amor pode mesmo salvar os dias.

No final haverá banca de livros e sessão de autógrafos

João Mota é natural de Albufeira. É licenciado em Psicologia e Gestão de Empresas e encontra-se a terminar o mestrado em Psicologia Clínica e de Aconselhamento. Trabalha como ator desde 2014, em teatro, cinema e televisão. Concluiu diferentes formações na área da expressão dramática em Portugal e no Brasil.

Escreve poesia desde os 12 anos. Desde então, a escrita tem sido uma ferramenta que o acompanha e ajuda a organizar o pensamento e as emoções, ou simplesmente a apreciar um momento contemplativo.

Após reconhecer, à escrita, características catárticas, procurou a validação científica do impacto positivo que a escrita tinha em si próprio. Nesse sentido, ao longo do seu percurso académico, foi dando estrutura teórica e científica às suas ideias, o que lhe permitiu criar projetos que associam a escrita ao bem-estar emocional. A experiência artística permitiu-lhe um contacto diferenciado com o mundo das emoções, que, aliado a uma paixão pela escrita e à formação académica na área da Psicologia, levaram-no a desenvolver, nos últimos dois anos, atividades junto do público adolescente.

Em 2023, fundou o Clube de Poesia na Universidade Autónoma de Lisboa, dando início a um percurso de encontros de escrita criativa e expressão artística por todo o país.

La poesía del eclipse – Por Juan Manuel de Prada

16 August 2026 at 00:07
Por Juan Manuel de Prada Debo reconocer, a riesgo de que mi querido Sostres se enfade, que me gustan mucho los eclipses. Del mismo modo que el personaje borgiano buscaba…
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