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Il corteo degli studenti passa vicino al Colosseo, i turisti li filmano

(Agenzia Vista) Roma, 30 ottobre 2026
Il corteo a Roma degli studenti è arrivato vicino al Colosseo, per dirigersi verso piazza dei Cinquecento. Durante il tragitto gli studenti hanno cantato cori, sventolato bandiere palestinesi e acceso fumogeni. I turisti li hanno ripresi con il telefono.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Siher, il Tribunale chiede di valutare misure di protezione per la gip Landoni. L’Anm: “Attacchi sessisti e diffamatori”

Dallo scontro politico alle minacce personali, fino alla possibile adozione di misure di protezione. Si aggrava il clima attorno alla gip del Tribunale di Milano Tiziana Landoni, finita al centro delle polemiche dopo la decisione di non convalidare il fermo di Youssef Siher, l’attivista pro Palestina coinvolto nelle indagini sul Movimento 17 ottobre. Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha scritto al prefetto e al questore per chiedere di verificare se la magistrata sia esposta a una situazione di pericolo tale da rendere necessaria l’adozione di misure di tutela.

La richiesta arriva dopo che un monitoraggio dei social network ha portato all’individuazione di diversi messaggi minatori indirizzati alla giudice. In almeno due casi, secondo quanto emerso, le minacce sarebbero esplicite. Parallelamente, l’Associazione nazionale magistrati di Milano denuncia una serie di attacchi personali, con insulti sessisti e contenuti diffamatori, rivolti non soltanto a Landoni ma anche ad altre magistrate coinvolte nel procedimento.

Minacce sui social alla gip Landoni, la lettera del presidente Roia

La situazione è stata presa in esame dai vertici del Tribunale milanese, che hanno avviato una ricognizione dei contenuti pubblicati online dopo la scarcerazione di Siher e le successive polemiche politiche. I carabinieri in servizio presso la dirigenza del Tribunale hanno effettuato controlli su chat e post, individuando una serie di frasi considerate minatorie. Alcuni dei messaggi sono stati allegati alla comunicazione inviata da Fabio Roia al prefetto di Milano, al questore, al procuratore Marcello Viola e alla procuratrice generale Francesca Nanni. L’obiettivo è accertare se esistano rischi concreti per la sicurezza personale della giudice e se sia quindi necessario predisporre strumenti di protezione. Al momento non risulta che siano già state disposte misure specifiche. La richiesta riguarda proprio la valutazione dell’eventuale pericolo alla luce dei contenuti emersi dal monitoraggio.

Anm Milano: “Attacchi di inaudita gravità e di evidente matrice sessista”

A denunciare il clima che si è creato attorno alla vicenda è anche la sezione distrettuale milanese dell’Associazione nazionale magistrati, che ha diffuso una nota di solidarietà alle colleghe coinvolte. “L’immagine di alcune magistrate, requirenti e giudicanti, impegnate in indagini ampiamente raccontate dagli organi di informazione, è stata non soltanto diffusa pubblicamente, ma accompagnata da commenti e attacchi di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista”, denuncia l’Anm. L’associazione sottolinea come l’esposizione pubblica delle magistrate stia assumendo caratteristiche particolarmente preoccupanti, andando ben oltre il confronto sulle decisioni giudiziarie.

“Si dice spesso che i magistrati parlino attraverso i loro provvedimenti e che la loro immagine personale non appartenga alla dimensione della comunicazione pubblica. Proprio per questo, quanto sta accadendo in queste ore desta particolare preoccupazione”, si legge nella nota.

Nel mirino anche la pm Francesca Crupi: la foto scambiata per quella della giudice

Gli attacchi non hanno riguardato soltanto Tiziana Landoni. Tra le magistrate prese di mira figura infatti anche Francesca Crupi, la pubblico ministero che aveva chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per Siher. La sua immagine sarebbe stata diffusa online e scambiata per quella della gip Landoni, diventando a sua volta oggetto di insulti e commenti offensivi. Un episodio particolarmente significativo, anche alla luce del fatto che le due magistrate avevano assunto posizioni opposte nel procedimento: Crupi aveva sostenuto le richieste della Procura, mentre Landoni le aveva respinte, disponendo la liberazione dell’attivista.

L’Anm esprime alle colleghe “piena e incondizionata solidarietà”, condannando ogni forma di aggressione personale che superi i confini del diritto di critica. Secondo l’associazione, questi comportamenti finiscono per colpire “la dignità delle persone e, in particolare, delle donne che esercitano funzioni pubbliche”.

Caso Siher, lo scontro politico e la richiesta di tutela al Csm

Le minacce arrivano al termine di giorni di fortissima tensione istituzionale. La decisione di Landoni di non convalidare il fermo di Siher era stata definita “vergognosa” dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il vicepremier Matteo Salvini aveva sollevato dubbi sull’imparzialità della magistrata, richiamando la sua adesione a un appello dei giuristi per Gaza.

Proprio in seguito alle dichiarazioni della premier, un gruppo di consiglieri togati e laici del Consiglio superiore della magistratura ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela della giudice, ritenendo che gli attacchi politici rischino di delegittimare la funzione giurisdizionale. Ora, tuttavia, la questione assume anche una dimensione di sicurezza personale.

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Binance, dopo il maxi attacco hacker da 6,3 miliardi di dollari è allarme tra gli investitori. L’esperto: “Ecco come proteggere i risparmi”

Intervista a Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head della Cybersecurity di Var Group

Gli analisti lo hanno già ribattezzato “il furto del secolo”. Il maxi-attacco hacker che ha colpito Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, avrebbe coinvolto asset per circa 6,3 miliardi di dollari, con la maggior parte dei trasferimenti concentrata in appena 20 minuti. Secondo quanto riportato da CNBC, la società statunitense di analisi blockchain TRM Labs ha attribuito l’offensiva informatica, con un alto grado di affidabilità, a TraderTraitor, un gruppo di cybercriminali legato alla Corea del Nord. Ma come è stato possibile mettere a rischio una cifra così ingente in un intervallo di tempo tanto breve? E soprattutto, quali conseguenze possono esserci per chi custodisce i propri risparmi in criptovalute sulla piattaforma? Per capire la portata dell’attacco e le possibili ripercussioni per gli investitori, Affaritaliani ha interpellato Mirko Gatto, socio fondatore di Yarix e Head of Cybersecurity di Var Group.

Com’è possibile che dal computer di un dipendente si arrivi a mettere a rischio miliardi di dollari? Binance ipotizza che l’attacco sia partito dal portatile di un ingegnere: quali barriere dovrebbero impedire che una singola intrusione dia accesso ai soldi dei clienti?

“Un computer compromesso può diventare il punto di ingresso verso sistemi molto più critici. Un tecnico può disporre di credenziali, sessioni o strumenti di amministrazione che, nelle mani di un attaccante, consentono di raggiungere altri ambienti e sfruttarne le funzionalità. Questo non significa necessariamente che sul portatile fossero custodite le chiavi dei fondi. Le barriere devono essere più di una: accessi limitati allo stretto necessario, separazione degli ambienti, controllo degli account privilegiati e monitoraggio delle attività anomale. Per le operazioni più delicate servono inoltre autorizzazioni indipendenti, limiti agli importi e verifiche aggiuntive. Il principio è che la compromissione di una singola identità non dovrebbe bastare ad autorizzare trasferimenti di grande valore. Esistono sistemi di protezione e gestione delle identità come PAM (privileged access management) che possono ridurre in parte il rischio. Ridurre il rischio è possibile implementando processi di verifica e di autorizzazione basati su più identità (persone), così da evitare che un singolo possa svolgere operazioni simili (governance distribuita) Nel caso Binance, per capire quale passaggio non abbia funzionato occorrerà attendere gli esiti dell’indagine tecnica”.

Binance assicura che coprirà le perdite. Ma per un cliente vedere il saldo sullo schermo significa davvero avere i propri soldi al sicuro?

“Il saldo visualizzato, da solo, non basta. Quando le criptovalute sono custodite da una piattaforma, il cliente dipende dalla capacità della piattaforma stessa di proteggerle, renderle disponibili e consentirne il prelievo. Un saldo può rimanere visibile anche mentre i prelievi sono sospesi. L’impegno a coprire le perdite è importante, ma va distinto da una garanzia esterna: contano le risorse effettivamente disponibili e i tempi con cui l’operatore riesce a ripristinare il servizio. Anche il confronto con i depositi bancari richiede attenzione. Nell’Unione europea, il regolamento MiCA introduce obblighi e tutele per determinate attività in criptovalute, ma queste non beneficiano della garanzia sui depositi prevista per i conti bancari. In Italia esiste il principale sistema di riferimento è il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi), che garantisce fino a 100.000 euro per depositante e per banca. Regolamentazione e sicurezza assoluta non sono sinonimi”.

Congelare i fondi rubati significa averli recuperati oppure sono due cose molto diverse?

“Sono due cose diverse. Congelare significa impedirne la movimentazione: i fondi possono essere già arrivati a un indirizzo controllato dagli attaccanti, ma risultare inutilizzabili grazie a un blocco. Recuperare significa invece riportarli nella disponibilità del legittimo titolare. Per arrivarci possono servire verifiche tecniche, collaborazione tra operatori e provvedimenti delle autorità. Il congelamento è quindi un risultato importante, perché può impedire ulteriori spostamenti e favorire il recupero, ma non equivale alla restituzione. Inoltre, non tutte le criptovalute prevedono gli stessi strumenti di blocco. Attraverso un iter legale, tecnico e di governance è possibile poi che questi possano essere in parte o totalmente recuperati”.

Il danno può diventare più grande del furto stesso? Quanto possono pesare il blocco delle operazioni, il crollo della fiducia e una corsa ai prelievi?

“Sì, il danno complessivo può superare il valore sottratto. Al furto si aggiungono i costi delle indagini, del ripristino e dell’assistenza ai clienti, oltre ai mancati ricavi durante l’interruzione dei servizi. La perdita di fiducia può avere conseguenze ancora più durature. Molti utenti potrebbero decidere di spostare contemporaneamente i propri fondi, mettendo sotto pressione la liquidità e la capacità operativa della piattaforma. Per questo la gestione dell’incidente deve comprendere anche una comunicazione tempestiva, verificabile e coerente. I clienti devono sapere che cosa è accaduto, quali attività possono svolgere e quali passaggi restano da completare. La fiducia si ricostruisce facendo corrispondere gli aggiornamenti ai risultati concreti. Questo non è il primo caso e non sarà l’ultimo. Negli anni incidenti simili con altre piattaforme ci sono stati, sicuramente la fiducia tra cliente ed Exchange centralizzato sarà da ricostruire”.

Chi oggi custodisce criptovalute su una piattaforma che cosa dovrebbe fare concretamente per proteggere i propri soldi?

“Il primo passo è proteggere l’account: password uniche, autenticazione a più fattori resistente al phishing, dove disponibile, e la stessa attenzione per la casella email collegata. È utile attivare gli avvisi di accesso e le restrizioni sugli indirizzi di prelievo, se previste dalla piattaforma. Occorre poi valutare con attenzione a chi si affida la custodia, verificandone le autorizzazioni e comprendendo le condizioni del servizio. Distribuire i fondi tra più operatori può ridurre la concentrazione del rischio, ma aumenta anche gli account da proteggere e non elimina i rischi comuni. La custodia personale tramite un hardware wallet può ridurre la dipendenza dall’exchange, ma trasferisce all’utente la responsabilità delle chiavi. Richiede dispositivi acquistati attraverso canali ufficiali o autorizzati, configurazione corretta e protezione della frase di recupero, che non va mai condivisa né inserita in siti o comunicata a presunti operatori di assistenza. Infine, durante un incidente bisogna diffidare dei messaggi che invitano a “mettere in salvo” i fondi attraverso link o trasferimenti urgenti: l’emergenza può diventare un’esca per nuove truffe. Sicuramente è importante distribuire il proprio patrimonio per sicurezza su wallet hardware (differenti, e di marche differenti può garantire un ulteriore livello di sicurezza, come il caso Trezor di oggi. Se si utilizzano exchange centralizzati prevedere di distribuire il patrimonio su più exchange e adottare politiche di sicurezza come account e-mail / idenittà digitali dedicate solo a questo scopo oltre che multifactor authentication (MFA) robuste”.

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Inflazione, Paolo Mascarino (Pres. Federalimentare): “L’industria alimentare calmiera i prezzi. Gli alimentari lavorati fuori dal processo inflazionistico”

“Pur se i recenti dati Istat fotografano un’inflazione al +5,4%, evidenziando un periodo di complessità macroeconomica complessiva, si deve sottolineare che in questo processo l’industria alimentare italiana sta invece esercitando un’azione di riduzione costante dei prezzi, che a ottobre si è stabilizzata al -0,2%, dopo il -0,6% di settembre”. È quanto dichiara Paolo Mascarino, Presidente di Federalimentare.

“Nel dettaglio – aggiunge il Presidente di Federalimentare – i prezzi degli alimentari lavorati mostrano variazioni tendenziali con il segno meno già dallo scorso giugno. Si tratta di una dinamica virtuosa guidata dall’industria alimentare, i cui prezzi alla produzione sono in flessione costante, oscillando dal -0,3% tendenziale di gennaio, al -1,7% di agosto, fino al -1,4% registrato a settembre dall’Istat”.

“Tutto ciò dimostra il grande contributo che l’industria alimentare, composta prevalentemente da piccole e medie imprese, sta svolgendo nei confronti dei cittadini e del sistema Paese rallentando la spirale inflazionistica. Non scaricare a valle i maggiori oneri dovuti all’aumento dei costi dell’energia, ma produrre l’effetto opposto – prosegue Mascarino – significa che da parte di tutto il settore e di tutta la filiera c’è uno sforzo ininterrotto per ridurre l’aumento generale e continuo dei prezzi di beni e servizi che ricadrebbero sui cittadini e sui consumi”.

“Per Federalimentare – sottolinea Mascarino – questo è il risultato di uno sforzo straordinario da parte dei nostri imprenditori alimentari, sforzo che non sappiamo ancora quanto saremo in grado di reggere se non verranno adottate misure di buon senso a livello UE per alleggerire i costi energetici. In tal senso è giusto il richiamo costante da parte del Presidente di Confindustria a ridurre gli oneri che gravano sull’industria rivedendo o andando a sospendere la tassa carbonica ETS. Ma anche disaccoppiare il costo dell’energia da quello del gas, per rendere disponibili a industria e consumatori i minori costi delle energie rinnovabili. Queste sarebbero le soluzioni più efficaci per consentire all’industria di continuare a produrre con una sostenibilità maggiore sia in termini di costi che di prezzi”, conclude Mascarino.

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Formula 1, Kimi Antonelli a un passo dalla storia: gli orari e dove guardare il Gp del Messico in Tv e in streaming

Kimi Antonelli è a due punti da un’impresa storica. Il pilota della Mercedes può diventare campione del mondo di Formula 1 già nel GP del Messico, riportando il titolo piloti in Italia dopo 73 anni. L’appuntamento è per domenica 1° novembre, con la gara in programma alle 21:00 italiane.

Basta un nono posto per chiudere il Mondiale: Antonelli può battere il record di Vettel

La vittoria nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin ha portato Kimi Antonelli a un passo dal primo titolo mondiale della carriera. Il ventenne bolognese guida la classifica di Formula 1 con 365 punti, ben 123 in più del compagno di squadra George Russell e 124 in più di Lewis Hamilton, terzo con la Ferrari. Con cinque appuntamenti ancora in calendario, il pilota della Mercedes può chiudere i conti già a Città del Messico. Per avere la certezza matematica del titolo gli basta conquistare almeno due punti, equivalenti al nono posto, indipendentemente dal risultato degli inseguitori. Antonelli potrebbe festeggiare anche senza andare a punti, a condizione che né Russell né Hamilton vincano la gara.

Un successo che lo farebbe entrare nella storia della Formula 1. A 20 anni, Antonelli diventerebbe il più giovane campione del mondo di sempre, superando il record stabilito da Sebastian Vettel nel 2010 con la Red Bull, quando il tedesco aveva 23 anni. L’Italia tornerebbe inoltre a conquistare il Mondiale piloti 73 anni dopo Alberto Ascari, iridato con la Ferrari nel 1952 e nel 1953.

L’avvicinamento al GP messicano ha però riservato un piccolo contrattempo al pilota italiano. Antonelli ha saltato gli impegni con la stampa del giovedì a causa di un’infezione virale. La Mercedes ha spiegato che la decisione è stata presa in via precauzionale, per consentirgli di riposare, e ha previsto il suo ritorno in pista per le prove libere del venerdì.

Formula 1, GP del Messico: date e orari di prove libere, qualifiche e gara

Il Gran Premio di Città del Messico, diciannovesimo appuntamento del Mondiale, si disputa sul circuito Autódromo Hermanos Rodríguez. La gara prevede 71 giri su un tracciato lungo 4,304 chilometri, situato a oltre 2.200 metri di altitudine.

Il weekend segue il programma tradizionale della Formula 1, con tre sessioni di prove libere, qualifiche e gara, senza Sprint Race.

Venerdì 30 ottobre

  • Ore 19:30 – Prove libere 1
  • Ore 23:00 – Prove libere 2

Sabato 31 ottobre

  • Ore 18:30 – Prove libere 3
  • Ore 22:00 – Qualifiche

Domenica 1° novembre

  • Ore 21:00 – Gara del GP del Messico (71 giri)

GP Messico Formula 1, dove vedere la gara in diretta TV e streaming

Il GP del Messico di Formula 1 sarà trasmesso integralmente in diretta su Sky Sport F1, canale 207 della piattaforma satellitare. La gara di domenica sarà visibile anche su Sky Sport Uno e Sky Sport 4K, per gli abbonati abilitati.

Per seguire prove libere, qualifiche e gara in streaming saranno disponibili Sky Go, per gli abbonati Sky, e NOW, attraverso il Pass Sport.

Sarà possibile seguire il Gran Premio anche gratuitamente in chiaro su TV8, ma in differita. Il programma pubblicato dall’emittente prevede:

  • Sabato 31 ottobre, ore 23:30 – Qualifiche in differita
  • Domenica 1° novembre, ore 22:00 – Gara in differita

Le trasmissioni in chiaro saranno disponibili sul canale 8 del digitale terrestre e in streaming sul sito ufficiale di TV8. Per Antonelli, reduce dal successo di Austin, l’appuntamento messicano può trasformarsi nella gara più importante della carriera. Se il pilota della Mercedes taglierà il traguardo almeno nono, potrà festeggiare il titolo mondiale senza dover attendere le ultime quattro gare della stagione.

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Campo largo, programma entro novembre e primarie a febbraio: Schlein, Conte e Avs fissano la roadmap per il voto

Schlein, Conte e Avs accelerano sul campo largo: programma in un mese, primarie entro febbraio

Il campo largo prova ad accelerare il percorso verso la costruzione di un’alternativa di governo al centrodestra. Programma comune entro novembre e primarie entro febbraio: sono queste le tappe concordate da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra al termine di un confronto tra i rispettivi leader. L’intesa è stata comunicata in una nota congiunta firmata dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dal presidente del M5s Giuseppe Conte e dai rappresentanti di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, al termine di una call tra i quattro esponenti politici.

Il primo appuntamento è fissato già per la prossima settimana, quando prenderanno il via i tavoli di confronto per definire il programma della coalizione. Scadenza entro la fine di novembre. Al lavoro parteciperanno le forze di opposizione rappresentate in Parlamento che condividono la necessità di costruire un’alternativa di governo alla destra.

L’altro punto dell’intesa riguarda la leadership della coalizione. Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno concordato che le primarie si svolgeranno entro il mese di febbraio, “con l’obbiettivo di farne un importante appuntamento di partecipazione democratica, in modo da assicurare una leadership che sia pienamente sostenuta da ogni forza del campo progressista”, si legge nella nota.

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A Verissimo per la prima volta in tv la moglie e la figlia di David Rossi: “Si poteva salvare”

A Verissimo per la prima volta in tv la moglie e la figlia di David Rossi

«Spero che ci perdoni per averlo spogliato della sua privacy e che sia orgoglioso di quello che stiamo facendo». Così Carolina Orlandi, figlia acquisita di David Rossi, ospite per la prima volta in uno studio televisivo insieme alla madre Antonella Tognazzi, nell’intervista rilasciata a Silvia Toffanin a Verissimo, in onda domenica 1° novembre, alle ore 15.45, su Canale 5.

A tredici anni dalla morte dell’ex responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, avvenuta il 6 marzo 2013, e dopo due archiviazioni del caso come suicidio, la Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha riaperto le indagini per omicidio.

In merito al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta, Carolina dichiara: «Non escludiamo nessuna pista. La Commissione ha avuto il merito di dimostrare scientificamente che quello di David è stato un omicidio. Però – aggiunge – crediamo anche che debba intervenire la magistratura, ed è notizia di questi giorni il fatto che finalmente sia successo, è stata aperta un’indagine per omicidio».

Sulla possibilità che Rossi potesse essere salvato, Carolina afferma: «È rimasto vivo per 22 minuti. Dal filmato delle telecamere oggi sappiamo che si poteva salvare». E aggiunge: «Il suo corpo ha parlato dall’inizio, anche quando nessuno lo voleva ascoltare, perché David è caduto di schiena; eppure, presenta una serie di ferite in faccia, all’inguine e agli avambracci. È stato picchiato prima di morire».

Infine, la moglie Antonella esprime il desiderio che, oltre alla verità sulla morte del marito, venga rispettata anche la sua memoria: «Spero che ci sia l’onestà almeno nel ricordo, perché tante persone che io consideravo essere suoi amici, purtroppo, si sono un po’ messe di traverso e questo mi ha fatto male».

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Sondaggi, FdI in testa e il Pd arretra. Ma il rebus delle coalizioni riserva una sorpresa…

Sondaggi, FdI sale al 28,1% e allunga sul Pd

Secondo l’ultima rilevazione Youtrend per Sky TG24, Fratelli d’Italia rafforza la propria posizione di primo partito italiano, mentre il Partito Democratico registra una flessione. È quanto emerge dal sondaggio diffuso il 30 ottobre, realizzato tra il 27 e il 28 ottobre 2026. Il partito guidato da Giorgia Meloni raggiunge il 28,1%, guadagnando 1,1 punti rispetto alla precedente rilevazione dell’8 ottobre. Si amplia così la distanza dal Pd, che perde mezzo punto e scende al 19,9%. Il divario tra le due principali forze politiche sale a 8,2 punti percentuali.

Stabile il Movimento 5 Stelle, che si conferma al 13,5%. Nel centrodestra, Forza Italia arretra di 0,4 punti e si attesta al 7%, la stessa percentuale raggiunta da Futuro Nazionale, che registra una flessione più consistente, pari a 0,8 punti.

Tra le altre forze politiche, spicca la crescita di Alleanza Verdi e Sinistra, che guadagna 0,6 punti e sale al 6,4%. La Lega avanza leggermente, raggiungendo il 5% (+0,2). Azione si attesta al 3,4%, mentre Italia Viva sale al 2,7%. Restano stabili Ora! all’1,2% e Noi Moderati all’1%. Sud Chiama Nord si ferma allo 0,8%, mentre le altre liste di centrosinistra raccolgono complessivamente l’1,5%. Gli altri partiti si attestano al 2,5%, in calo di 0,2 punti.

Il campo largo davanti al centrodestra

La fotografia delle coalizioni mostra un vantaggio del campo largo, che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e le altre liste, con una percentuale complessiva del 44%. Il centrodestra, composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Sud Chiama Nord, si ferma invece al 41,9%. Il restante 14,1% si distribuisce tra le forze politiche esterne ai due schieramenti, tra cui Futuro Nazionale, Azione, Ora! e altre liste.

Governo Meloni, giudizio negativo al 64%

Il sondaggio registra anche un dato significativo sul giudizio degli italiani nei confronti dell’esecutivo. La valutazione negativa sull’operato del governo Meloni torna infatti ai massimi della serie: il 64% degli intervistati esprime un giudizio sfavorevole, mentre soltanto il 33% valuta positivamente l’azione del governo. Resta inoltre elevata la quota di indecisi e astenuti, che raggiunge il 33,9%.

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Fantacalcio, Varela cerca il nono centro e Thuram uomo derby: Soulé sì, Davis no. I consigli per la decima giornata

Derby di Milano, Juventus-Napoli e tre giorni di partite per scegliere la formazione. La decima giornata di Serie A si apre sabato e si chiude lunedì sera con Atalanta-Parma. Ecco il 4-3-3 e i Fantaconsigli di Affaritaliani, tra giocatori da schierare, sorprese e nomi da lasciare in panchina.

Fantacalcio, decima giornata tra derby e big match: il nostro 4-3-3

Si torna al campionato formato spezzatino, dopo un turno infrasettimanale che ha regalato gol e risultati sorprendenti. Si parte sabato 31 ottobre con Bologna-Monza, prima di Udinese-Roma e del derby Milan-Inter. Domenica spazio a Como-Venezia, Frosinone-Torino, Lazio-Cagliari, Lecce-Genoa e Juventus-Napoli. Lunedì chiudono Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma. I cinque cambi permettono qualche azzardo, ma la panchina va preparata bene, soprattutto per chi aspetta i posticipi.

I Fantaconsigli di Affaritaliani continuano a privilegiare le leghe con modificatore difesa e il 4-3-3 resta il nostro modulo di riferimento. Dietro cerchiamo voti e qualche bonus, a centrocampo puntiamo su chi può accompagnare l’azione e davanti spazio a tre attaccanti interessanti. Occhio ai ballottaggi, perché dopo le fatiche infrasettimanali qualche allenatore potrebbe cambiare le carte in tavola.

La formazione consigliata di Affaritaliani per la 10ª giornata

Portiere

Carnesecchi

Possibile sostituto: Mandas

Difensori

Mancini, Álex Valle, Bremer, Juan Miranda

Sostituti bonus: Bracaglia, Bastoni, Tiago Gabriel

Centrocampisti

Ferguson, Da Cunha, Frattesi

Sostituti bonus: El Shaarawy, Mastantuono, Rowe

Attaccanti

Gustavo Varela, Soulé, Marcus Thuram

Sostituti bonus: Laurienté, Raimondo, Malen

Sorprese

Mendy, N’Dri, Noa Lang, Zaniolo

Da evitare

Keinan Davis, Hutchinson, Romano, Valeri

Carnesecchi cerca il riscatto contro il Parma, Mandas per continuare la corsa della Lazio

Marco Carnesecchi è la nostra prima scelta. L’Atalanta ospita il Parma lunedì sera dopo il pareggio per 2-2 sul campo della Fiorentina. Il portiere bergamasco ha evitato la sconfitta con un intervento nel finale e contro gli emiliani può puntare anche alla porta inviolata. La difesa di Sarri, però, è ancora alle prese con numerose assenze.

L’alternativa è Christos Mandas, che con la Lazio riceve il Cagliari. La squadra di Gattuso arriva dal 6-2 contro il Sassuolo e attraversa un ottimo momento. Il portiere greco dovrebbe essere confermato dal primo minuto e, davanti ai propri tifosi, può cercare un buon voto. Il Cagliari, però, ha giocatori capaci di trovare la porta.

Mancini e Bremer per il modificatore, Valle e Miranda a caccia di assist

Gianluca Mancini può essere una scelta interessante contro l’Udinese. La Roma va a Udine dopo aver battuto il Cagliari per 4-2 e il difensore ha le caratteristiche per garantire un buon voto, soprattutto nei duelli aerei. Attenzione però alle probabili: Ghilardi potrebbe essere preferito dal primo minuto. Noi lo schieriamo, ma con una riserva sicura.

Álex Valle affronta il Venezia con il Como. La squadra di Fabregas arriva dalla vittoria contro il Torino e lo spagnolo può sfruttare la corsia sinistra per accompagnare l’azione. Il ballottaggio con Kaiki resta aperto, ma l’incrocio casalingo invita a rischiare. Per chi cerca un assist dalla difesa, Valle può fare gola.

Bremer è uno dei nostri riferimenti per il modificatore. La Juventus ospita il Napoli e il brasiliano dovrà affrontare un attacco guidato da Højlund. Non sarà una partita semplice, ma il centrale bianconero può cercare un buon voto grazie alla propria fisicità e alla voglia di riscatto rispetto alle ultime, non brillanti, prestazioni. E sui calci piazzati offensivi resta sempre una possibile minaccia.

Juan Miranda completa il quartetto. Il Bologna ospita il Monza dopo l’impresa di San Siro, dove ha battuto il Milan per 4-2. Lo spagnolo è entrato nella ripresa e ha inciso subito con i suoi cross, partecipando alla rimonta rossoblù. Palladino potrebbe rilanciarlo dal primo minuto. Per il modificatore, ma soprattutto per l’assist, noi ci puntiamo.

Tra i sostituti c’è Bracaglia, che con il Frosinone riceve il Torino. I ciociari arrivano dal 5-1 contro il Lecce, ma il difensore è rimasto in panchina nell’ultima gara. La concorrenza con Terzic rende la titolarità tutt’altro che certa. Buona alternativa, purché ci sia una copertura.

Alessandro Bastoni affronta il Milan nel derby. L’Inter arriva dal successo contro il Venezia e il difensore resta una garanzia per chi cerca il modificatore. La partita può però essere ricca di occasioni da entrambe le parti, quindi il rischio di subire gol esiste. Bastoni può compensarlo con il voto e qualche possibile inserimento.

Chiudiamo con Tiago Gabriel, impegnato con il Lecce contro il Genoa. I salentini devono reagire dopo i cinque gol incassati a Frosinone e l’assenza dello squalificato Gaspar pesa sulla difesa. Il portoghese può sfruttare il proprio fisico nei duelli, ma le difficoltà della squadra suggeriscono prudenza. È un’alternativa, non una certezza da modificatore.

Ferguson dopo l’impresa del Bologna, Da Cunha contro il Venezia: Frattesi vuole il bonus

Lewis Ferguson è uno dei nostri centrocampisti consigliati. Il Bologna torna al Dall’Ara dopo aver battuto il Milan e lo scozzese dovrebbe essere confermato in mediana. Contro il Monza può sfruttare gli inserimenti e accompagnare l’azione offensiva. Non è il giocatore da cui aspettarsi un gol ogni settimana, ma l’incrocio è interessante.

Lucas Da Cunha affronta il Venezia con il Como. Il francese può partecipare alla costruzione del gioco e cercare qualche conclusione dalla distanza, soprattutto se gli ospiti saranno costretti a difendersi bassi. Occhio al ballottaggio con Milla, però. Se Fabregas lo confermerà dal primo minuto, può essere una buona scelta per completare il centrocampo.

Davide Frattesi riceve il Cagliari dopo la goleada della Lazio contro il Sassuolo. Lo abbiamo consigliato spesso per gli inserimenti senza palla e continuiamo a farlo. Nell’ultima partita ha sbagliato un rigore, ma le occasioni per trovare il bonus non gli mancano. Davide, magari stavolta meglio segnare su azione.

In panchina scegliamo Stephan El Shaarawy, che affronta il Lecce con il Genoa. De Rossi può utilizzarlo sulla trequarti o in posizione avanzata, sfruttando la sua capacità di accentrarsi e cercare la conclusione. Il Lecce arriva da una brutta sconfitta e può concedere spazi. Se partirà titolare, il Faraone è una buona alternativa.

Franco Mastantuono va a Reggio Emilia con la Fiorentina. L’argentino è uno dei giocatori più tecnici della squadra di Vanoli, ma non sempre le sue giocate si trasformano in bonus. Contro il Sassuolo può approfittare degli spazi sulle corsie. Per chi vuole rischiare su un centrocampista offensivo, resta una soluzione interessante.

Jonathan Rowe chiude le alternative. L’Atalanta ospita il Parma e l’inglese può trovare spazio sulla trequarti, anche a gara in corso. Sarri ha diverse soluzioni offensive e le ultime probabili lo mettono in concorrenza con Zalewski. Il rischio di un minutaggio ridotto esiste, ma contro gli emiliani può essere una scommessa da ultimo slot.

Varela vuole continuare a segnare, Soulé affronta l’Udinese: Thuram si prende il derby

Gustavo Varela è una delle nostre prime scelte. Il Monza va a Bologna e il portoghese arriva all’appuntamento con otto gol in campionato, un bottino che lo ha portato in cima alla classifica marcatori. La squadra di Juric non attraversa un momento semplice, ma Varela continua a trovare la porta. Contro il Bologna sarà dura, però lasciarlo fuori adesso sarebbe un azzardo.

Matías Soulé affronta l’Udinese con la Roma. Gasperini dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove l’argentino può sfruttare la qualità del proprio sinistro e i movimenti di Malen. I friulani non stanno vivendo una grande stagione e la difesa concede occasioni. Soulé può cercare il bonus anche con una giocata individuale.

Marcus Thuram completa il tridente e si prepara al derby contro il Milan. L’Inter dovrà ancora fare a meno di Lautaro Martinez, quindi il francese avrà responsabilità importanti nell’attacco di Chivu. Accanto a Pio Esposito può sfruttare la propria velocità e la capacità di attaccare la profondità. Un derby è imprevedibile, ma Thuram non si lascia fuori.

Tra i sostituti scegliamo Armand Laurienté, che affronta la Fiorentina con il Sassuolo. Dopo il pesante 6-2 subito dalla Lazio, i neroverdi devono reagire e il francese può sfruttare gli spazi sulle fasce. La sua velocità resta un’arma preziosa, anche se la squadra di Aquilani dovrà ritrovare equilibrio.

Antonio Raimondo è la seconda alternativa. Il Frosinone continua a stupire e l’attaccante ha segnato anche nel 5-1 contro il Lecce. Domenica arriva il Torino, squadra che ha mostrato difficoltà difensive in diverse occasioni. Raimondo può sfruttare i palloni messi a disposizione da Ghedjemis e Kvernadze. Con questa forma, tenerlo fuori è difficile.

Infine Donyell Malen, impegnato con la Roma contro l’Udinese. L’olandese dovrebbe guidare l’attacco di Gasperini e può sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa friulana. È una partita interessante per ritrovare il bonus, soprattutto se la Roma riuscirà a portare diversi uomini nella metà campo avversaria. Ovviamente chi ha Malen lo schiera, ma in questa rubrica si cerca, spesso, anche l’effetto “sopresa”

Mendy contro la Lazio, N’Dri cerca spazio: Lang e Zaniolo possono sorprendere

Le quattro sorprese della decima giornata sono Mendy, N’Dri, Noa Lang e Nicolò Zaniolo.

Mendy è una scommessa coraggiosa. Il Cagliari va all’Olimpico contro una Lazio reduce da cinque vittorie consecutive e il compito non sarà semplice. Pisacane può utilizzarlo come riferimento offensivo, ma resta da verificare il ballottaggio con Nzola. Se partirà titolare, la sua fisicità potrebbe creare qualche problema ai difensori biancocelesti.

N’Dri affronta il Genoa con il Lecce. Il giovane esterno può sfruttare la velocità nell’uno contro uno, soprattutto se Di Francesco gli concederà spazio dopo la pesante sconfitta di Frosinone. Non ha il posto garantito e nell’ultimo turno è entrato dalla panchina. Può essere la classica scommessa da ultimo slot, ma serve una riserva.

Noa Lang affronta la Juventus con il Napoli. L’olandese è tra i candidati per una maglia nel tridente offensivo di Allegri e può sfruttare la sua capacità di accentrarsi e cercare la porta. La partita sarà complicata, ma proprio nei big match un giocatore come Lang può trovare il bonus con una giocata.

Nicolò Zaniolo chiude il quartetto. L’Udinese ospita la Roma e per l’ex giallorosso c’è anche il fattore ex, che al Fantacalcio fa sempre un po’ gola. Runjaic dovrebbe confermarlo sulla trequarti, dove può cercare la conclusione con il sinistro. La Roma resta favorita, ma Zaniolo può avere qualche motivazione in più.

Davis contro la Roma, Hutchinson nel derby: attenzione anche a Romano e Valeri

Keinan Davis è il primo nome che lasciamo fuori. L’Udinese ospita la Roma e l’inglese dovrà affrontare una difesa fisica, capace di limitarne i movimenti in area. Davis continua a faticare sotto porta e potrebbe essere costretto a giocare diversi palloni spalle alla porta. Con alternative più calde, si può guardare altrove.

Omari Hutchinson affronta l’Inter nel derby. L’inglese ha trovato il primo gol con il Milan contro l’Udinese, ma contro i nerazzurri rischia di avere meno spazio per attaccare. Amorim può confermarlo sulla trequarti, anche se Moreira è tornato a disposizione e aumenta la concorrenza. Per questa giornata preferiamo centrocampisti con incroci più favorevoli.

Romano va a Roma con il Cagliari per affrontare la Lazio. Il centrocampista può trovare spazio nella formazione di Pisacane, ma contro la squadra di Gattuso rischia di dover lavorare soprattutto in copertura. Le possibilità di bonus potrebbero essere limitate. Se avete un centrocampista più offensivo, meglio puntare su quello.

Chiudiamo con Emanuele Valeri, impegnato con il Parma sul campo dell’Atalanta. L’esterno può accompagnare l’azione, ma la squadra di Gilardino rischia di trascorrere molti minuti nella propria metà campo. Zappacosta e gli uomini offensivi di Sarri possono costringerlo a difendere. Per il modificatore, questa settimana ci sono soluzioni più tranquille.

Gaspar e Thorstvedt squalificati: Lobotka e Lautaro fuori, tutti gli indisponibili della decima giornata

Sono due i calciatori squalificati per la decima giornata di Serie A. Kialonda Gaspar del Lecce deve scontare il secondo turno di stop dopo l’espulsione contro la Juventus, mentre Kristian Thorstvedt del Sassuolo è stato fermato per una giornata dopo il rosso ricevuto contro la Lazio.

Resta squalificato anche Massimiliano Allegri, che non potrà guidare il Napoli dalla panchina contro la Juventus.

I giocatori in dubbio

Cagliari: Winks deve smaltire un problema alla schiena e resta da valutare per la Lazio.

Como: Liberali è alle prese con un problema alla gamba. La sua disponibilità resta incerta.

Fiorentina: Ranieri deve recuperare da un problema al piede e resta in dubbio per il Sassuolo.

Genoa: Ellertsson ha riportato un problema alla caviglia contro la Juventus. Gli esami hanno escluso lesioni, ma la sua presenza contro il Lecce non è certa.

Lazio: Marusic e Rovella stanno recuperando dai rispettivi problemi muscolari. Entrambi possono tornare disponibili contro il Cagliari.

Monza: Folorunsho e Maye restano da valutare per problemi fisici.

Torino: Fortini e Cacciamani sono in dubbio per la trasferta di Frosinone.

Udinese: Solet e Zanoli restano da monitorare. Il primo è in recupero da un problema muscolare, mentre Zanoli ha accusato un fastidio fisico.

Gli infortunati che saltano il turno

Atalanta: indisponibili Bellanova, Kristensen, Gaetano, Scamacca, Kessié, Kolašinac, Kossounou, Hien, Raspadori e Pompei. La difesa di Sarri continua a perdere pezzi, mentre Scalvini è tornato a disposizione.

Bologna: fuori Holm, Piccoli, Enem e De Silvestri. Orsolini è invece tornato ad allenarsi con il gruppo e può essere recuperato per il Monza.

Cagliari: assenti Felici e Idrissi, entrambi in recupero dagli infortuni al ginocchio.

Como: indisponibili Addai, Chalobah, Jesus Rodriguez, Kean e Assane Diao. Addai ha accusato un nuovo problema muscolare dopo il rientro.

Fiorentina: fuori Pongračić, Atta e Parisi. Ranieri resta invece tra i giocatori in dubbio.

Frosinone: indisponibile Grillitsch, ancora alle prese con la sindrome retto-adduttoria.

Genoa: fuori Nuredini, Venturino e Havel. Ellertsson resta da valutare.

Inter: indisponibili Lautaro Martinez, Luis Henrique, Curtis Jones, John Stones e Benjamin Pavard. Lautaro tornerà dopo la sosta di novembre, mentre Jones e Pavard provano a recuperare per i prossimi impegni.

Juventus: fuori Nico González, Çelik, Conceição, Yildiz, Locatelli, Ekhator, Khéphren Thuram, Grabara e Milik. Spalletti deve ancora fare i conti con numerose assenze.

Lazio: indisponibile Gudmundsson, fermo per la lussazione alla spalla.

Lecce: assenti Geubbels, Coulibaly, Berisha, Pierotti e Ilić. Gaspar è invece squalificato.

Milan: fuori Tomori, Gabbia, Saelemaekers, Chukwueze, Loftus-Cheek e Pietro Terracciano. Amorim ha recuperato Gila, Rabiot e Moreira per il derby.

Monza: indisponibili Pessina e Ziolkowski. Folorunsho e Maye restano in dubbio.

Napoli: fuori Lobotka, Badiashile, Spinazzola, Alisson Santos, Buongiorno, Favasuli e Neres. Lobotka ha riportato un infortunio alla caviglia e dovrà restare fermo per circa un mese e mezzo.

Parma: indisponibile Elphege, operato per appendicite.

Roma: fuori Svilar, Manu Koné, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini. Dybala non recupera per Udine, mentre il rientro di Svilar è stato rinviato a dopo la sosta.

Sassuolo: indisponibili Leysen, Ismaël Koné e Boloca. Thorstvedt salta invece la Fiorentina per squalifica.

Torino: fuori Mandragora, Rodriguez e Franco Israel. Restano da valutare Fortini e Cacciamani.

Udinese: indisponibili Bayo, Alaba e Gueye. Solet e Zanoli sono ancora in dubbio.

Venezia: fuori Franjic, Thierry Correia, Sverko e Adorante. Correia salta il Como per il problema ai flessori, mentre Franjic prosegue il recupero dopo l’intervento alla spalla.

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Caduti in Bosnia, Meloni e Crosetto al Villaggio Difesa: “L’Italia non dimenticherà”. Il cordoglio delle istituzioni 

Tragedia nei Balcani, l’omaggio delle istituzioni: fiori e raccoglimento al Circo Massimo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, si è diretta al Villaggio Difesa per rivolgere un tributo alla memoria dei Caduti.

Le parole della Premier Meloni

“Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Oggi il mio pensiero è per loro e per chi li ama. Insieme al ministro Guido Crosetto, ho deposto un mazzo di rose al Circo Massimo per rendere omaggio ai nostri quattro militari che hanno perso la vita in Bosnia”. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni in occasione della memoria dei Caduti.

“Abbiamo voluto che – ha spiegato la premier sui social – il villaggio della Difesa, allestito in vista del 4 novembre, diventasse un luogo di raccoglimento aperto a tutti. Un luogo dove ogni italiano possa portare un fiore, lasciare un pensiero, fermarsi in silenzio. E far sentire alle famiglie dei nostri caduti la vicinanza di un’intera nazione. So che nessuna parola può colmare un’assenza così grande. Ma esserci è un dovere. Stringerci a chi soffre, custodire il ricordo di chi abbiamo perso, accompagnare i feriti e i loro cari in queste ore difficili”. “A chi vorrà venire al Circo Massimo, chiedo un gesto semplice: portate un fiore. In quel fiore ci saranno il vostro affetto, il vostro rispetto, il grazie dell’Italia. Simone, Claudio, Franco Adriano, Laura: non vi dimenticheremo”, ha aggiunto. 

Il cordoglio di Guido Crosetto

“Oggi è un giorno di dolore immenso. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro vite spezzate mentre servivano l’Italia. Quattro persone che non ci sono più. Quattro famiglie alle quali nessuna parola potrà restituire ciò che hanno perduto. Da padre, da marito, da cittadino e da Ministro della Difesa, sento tutto il peso di questa tragedia. Quando uomini e donne delle nostre Forze Armate perdono la vita mentre svolgono il proprio dovere, non sono soltanto le loro famiglie a essere colpite. È tutta la nostra comunità che perde qualcosa.

E io, tutti noi della Difesa, oggi, sentiamo profondamente questa perdita. Sto andando in Bosnia, con il Capo di Stato Maggiore della Difesa per rendere omaggio ai nostri Caduti, per stare vicino ai nostri militari feriti, per accertarmi personalmente delle loro condizioni e portare loro la vicinanza tangibile e l’affetto di tutta la Difesa e del Paese”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto. 

“Vorrei poter trovare le parole giuste – ha aggiunto – poter dare una risposta, poter alleviare almeno un po’ il dolore di chi sta vivendo queste ore terribili. So che non sarà possibile. Ma ci sono momenti in cui non servono parole. Serve esserci. Guardare negli occhi le persone, stringere una mano, ascoltare, condividere il dolore ed aiutare, facendo sentire che nessuno sarà lasciato solo.

Oggi anche il Villaggio della Difesa al Circo Massimo però dovrà cambiare significato. Non sarà più un luogo nel quale festeggiare le Forze Armate, ma un luogo nel quale l’Italia potrà fermarsi, ricordare Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura e stringersi idealmente alle loro famiglie e ai nostri feriti. E con loro ricordare tutti i servitori dello Stato che negli anni hanno perso la vita o sono stati feriti. La Difesa è una famiglia. E oggi è una famiglia ferita. Ma è anche una famiglia che non dimentica i propri membri e che non abbandona chi soffre. A Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura va il mio pensiero più profondo. Ai loro cari il mio abbraccio. Ai nostri feriti, la promessa che saremo loro vicini, come sempre. L’Italia non dimenticherà”.

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Borsa, Milano maglia nera d’Europa. Raffica di vendite, ecco quali titoli perdono di più

Borsa, Milano maglia nera d’Europa. Raffica di vendite

La Borsa di Milano prosegue in calo, peggiore in Europa. Al giro di boa di meta’ seduta l’indice Ftse Mib cede l’1,1% a quota 49.453. Crolla Amplifon a -13,74% nonostante il miglioramento dei conti trimestrali. A pesare e’ soprattutto la conferma, senza revisione al rialzo, della guidance 2026: il mercato si aspettava obiettivi piu’ ambiziosi dopo il rafforzamento della redditivita’.

Pioggia di vendite sui tecnologici con Technoprobe a -7,89% e Stm -4,08%. Prysmian cede il 5,31% all’indomani dei conti. In cima al listino il lusso con Moncler +1,76% e Campari +1,44%. Sul fronte bancario, il mercato continua a seguire gli sviluppi del risiko dopo la bocciatura, da parte dell’assemblea dei soci di Mps, del piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Mps cede l’1,08%, Mediobanca perde l’1,36%, mentre Intesa Sanpaolo arretra dell’1,44%. I soci hanno respinto le offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm (-1,05%) e Banca Generali (-0,58%), oltre alla fusione con Mediobanca. Intesa Sanpaolo ha confermato che l’Opas su Mps prosegue nonostante la mancata approvazione della fusione. In caso di perfezionamento dell’offerta e qualora ne ricorrano i presupposti, la banca promuovera’ un’Opa obbligatoria sulle azioni Mediobanca non detenute da Mps ne’ dalla stessa Intesa. Nell’automotive Stellantis -3,29%. Tra i principali energetici: Eni +0,58%, Enel +0,09%, Italgas +0,88%.

Sul fronte valutario, l’euro tratta a 1,1190 dollari (+0,09%), sotto quota 1,12, e a 175,83 yen (-0,24%). La moneta unica si avvia a chiudere ottobre con una flessione superiore all’1%, penalizzata dalle preoccupazioni sui conti pubblici francesi e dalla prudenza della Bce. Il dollaro/yen e’ a 157,12 (-0,37%).

Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi e’ stabile a 118 punti. Il rendimento scende al 4,51% rispetto al 4,53% dell’avvio.

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Lavoro, dai chimici agli ingegneri: ecco chi sono i “laureati introvabili”

Lavoro, ecco chi sono i “laureati introvabili“

Giovani laureati cercasi. Nonostante il numero complessivo di chi dispone di un’istruzione universitaria sia in decisa crescita negli ultimi anni, i profili STEM sono sempre più introvabili. Un fenomeno che va di pari passo con tempi lunghi di inserimento lavorativo per altri
percorsi, come quelli umanistici e delle scienze sociali, dove il numero di laureati supera di gran lunga la domanda. Non solo, ci sono regioni italiane dove le difficoltà di reperimento di candidati in possesso di un titolo di istruzione terziaria sono molto elevate. È il risultato del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, analizzato nell’ultimo focus di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: “Il valore della formazione universitaria e le nuove sfide del lavoro”.

Alla base delle difficoltà delle aziende a reperire i profili, e di alcuni giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, ci sono fattori diversi. Certamente l’indirizzo scelto è tra questi. Se la percentuale di difficoltà di reperimento di laureati a livello nazionale è cresciuta dal 35,2% del 2019 al 51% del 2025, il dato non è omogeneo. Si arriva infatti al 72,8% per le posizioni che richiedono una laurea chimico-farmaceutica, al 70,8% per l’indirizzo sanitario e paramedico, al 65,7% per gli ingegneri industriali e al 62,5% per matematici, fisici e informatici. Per altri profili, invece, si scende a percentuali ben sotto la media, fino ad arrivare al 37,6% per quello umanistico, filosofico, storico e artistico.

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In questo quadro, inevitabilmente, i laureati per i quali la domanda eccede l’offerta sono destinati a sperimentare percorsi di inserimento lavorativo più lunghi. Anche la dimensione territoriale ha, però, un peso importante: sistemi produttivi diversi, presenza e specializzazione degli atenei, mobilità dei laureati e capacità di offrire opportunità professionali attrattive portano alcuni territori a esperire particolari difficoltà nel colmare la richiesta di laureati da parte delle imprese. Secondo le elaborazioni di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra le regioni nelle quali si prevedono maggiori problemi spiccano la Valle d’Aosta (con il 64,8% di entrate di universitari di difficile reperimento), il Trentino Alto Adige (64,5%) e il Friuli Venezia Giulia (60%). Un fenomeno complesso, che non si spiega con una maggiore richiesta di profili con istruzione terziaria.

Infatti, in altri territori con una domanda più alta di laureati sul totale – come Lombardia (22% di laureati sul totale entrate previste), Lazio (19,6%) ma anche Sicilia (19%) e Campania (18,4%) – le difficoltà di reperimento sono ben sotto il 50%. A riprova della eterogeneità delle cause alla base del mismatch, lo studio riporta poi i dati delle entrate di lavoratori nel 2025 per titolo di studio nelle diverse province italiane, che evidenziano forti differenze nella richiesta di laureati anche all’interno della stessa regione. Nonostante ciò la laurea resta un elemento premiante nel mercato del lavoro italiano, che negli ultimi dieci anni ha visto crescere dell’11% i laureati nella fascia d’età 25-34 anni, a quota 1 milione 918 mila. Il tasso di occupazione (20-64 anni) di chi possiede una laurea è dell’82,8%, contro il 68,6% del diploma e il 55,7% di quanti possiedono al massimo una licenza media. E sono proprio le fasce più deboli ad avvantaggiarsi maggiormente di un titolo universitario: le donne e i giovani del Sud. Per le prime il tasso di occupazione è superiore all’80%, contro il 58,6% delle diplomate, mentre per i secondi si arriva al 60%, con un balzo di quasi il 12% rispetto al 2019.

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Crisi energetica, boom dell’economia circolare: mercato a +194% entro il 2035

Guerre, crisi energetiche, materie prime critiche e catene di approvvigionamento sempre più fragili stanno cambiando anche il significato dell’economia circolare. Recuperare acqua, energia e materiali non è più soltanto una scelta ambientale, ma una questione di competitività industriale, sicurezza degli approvvigionamenti e autonomia economica. È questo lo scenario analizzato dall’Osservatorio BrianzAcque, che ha incrociato studi, indicatori e tendenze internazionali per individuare le trasformazioni destinate a guidare il settore nel prossimo decennio. Secondo lo studio globale di DataM Intelligence, il mercato mondiale dell’economia circolare è destinato a passare dai 166,95 miliardi di dollari stimati nel 2025 ai 491,35 miliardi nel 2035, con una crescita del 194% in dieci anni e un tasso annuo composto dell’11,40%.

Meno dipendenza dall’estero, più valore dagli scarti

“La crescita del mercato globale stimata fino a quasi 500 miliardi di dollari dimostra che la sostenibilità è il più grande volano di investimenti del nostro secolo”, commenta Enrico Boerci, presidente e amministratore delegato di BrianzAcque. Il contesto geopolitico rende il tema ancora più rilevante. Il Global Critical Minerals Outlook 2026 dell’International Energy Agency evidenzia infatti la crescente concentrazione delle forniture di alcune materie prime strategiche: per materiali come grafite, gallio e terre rare, oltre il 90% della raffinazione mondiale è concentrato in un unico Paese.

Recuperare e riutilizzare materiali significa quindi anche ridurre l’esposizione agli shock esterni. Ma c’è un ulteriore elemento: secondo il Global Circularity Gap Report 2026, il modello economico lineare determina ogni anno circa 25,4 trilioni di euro di valore perso a livello globale a causa delle inefficienze nell’utilizzo delle risorse. “Recuperare ciò che oggi viene sprecato non è più soltanto una scelta ambientale: significa ridurre i costi, recuperare valore e rendere più resilienti i nostri territori”, sottolinea Boerci.

Risparmi per famiglie e imprese

La circolarità può produrre effetti anche direttamente sul bilancio di famiglie e imprese. Le politiche europee sull’ecodesign e sull’etichettatura energetica potrebbero generare, secondo la Commissione europea, risparmi compresi tra 473 e 736 euro l’anno per le famiglie entro il 2030, rispetto a uno scenario senza tali interventi.

Per le aziende il principio è analogo: utilizzare meno materie prime, acqua ed energia, recuperare materiali già acquistati e allungare la vita dei prodotti significa ridurre sprechi e costi, limitando al tempo stesso l’esposizione alla volatilità dei prezzi. Anche il mercato del lavoro è coinvolto nella trasformazione. L’International Labour Organization stima in 5,96 milioni i posti di lavoro, diretti e indiretti, collegati al commercio internazionale di beni riciclabili, riutilizzabili, rigenerati o realizzati con materie prime seconde.

L’Italia e la sfida delle materie prime

Per l’Italia la questione è particolarmente rilevante. Il Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026 del Circular Economy Network con ENEA registra un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%. Allo stesso tempo, il Paese resta fortemente esposto alle forniture internazionali: il 46,6% delle materie prime trasformate proviene dall’estero.

Recuperare materia significa quindi non soltanto produrre meno rifiuti, ma anche ridurre la dipendenza dalle importazioni e trattenere più valore all’interno del Paese. La stessa logica riguarda l’acqua. Secondo un’analisi del Joint Research Centre della Commissione europea, la domanda d’acqua in Europa è stimata tra 140 e 200 miliardi di metri cubi all’anno, con energia e agricoltura tra i principali settori responsabili dell’utilizzo della risorsa.

È proprio sull’integrazione tra acqua, rifiuti ed energia che guarda l’Osservatorio BrianzAcque. I fanghi prodotti dalla depurazione possono diventare una risorsa per la produzione di bioenergia, biometano, calore e fertilizzanti rinnovabili. Allo stesso modo, l’acqua utilizzata nei processi industriali può essere depurata e riutilizzata, mentre il calore prodotto da un impianto può essere recuperato per alimentare altri processi o reti di teleriscaldamento. Il paradigma cambia: da un’economia che paga per smaltire gli scarti a un’economia che compete per recuperarne il valore.

I 10 trend che guideranno l’economia circolare

È dall’incrocio tra studi internazionali, scenari economici e geopolitici ed esperienza sul campo che l’Osservatorio BrianzAcque ha individuato 10 macro-trend destinati a guidare l’economia circolare globale nel prossimo decennio.

1. Passaporto Digitale dei Prodotti: ogni prodotto sarà sempre più accompagnato da una vera identità digitale. QR code, tag RFID e altri sistemi di tracciabilità permetteranno di conoscere composizione dei materiali, provenienza delle materie prime, impronta di carbonio e indicazioni per riparazione, riuso e riciclo.

2. Intelligenza artificiale nella selezione dei rifiuti: AI, computer vision, deep learning e robotica avanzata stanno trasformando gli impianti di trattamento. Gli algoritmi possono identificare e separare differenti polimeri plastici, metalli ferrosi e non ferrosi e frazioni tessili, aumentando la qualità e il valore delle materie prime seconde.

3. La simbiosi industriale tra acqua, rifiuti ed energia: depuratori, impianti di trattamento e sistemi energetici sono destinati a integrarsi sempre di più. I fanghi della depurazione possono contribuire alla produzione di biogas e biometano, mentre il calore in eccesso può essere recuperato per il teleriscaldamento o altri processi industriali.

4. Dal prodotto al servizio: con i modelli Product-as-a-Service, il consumatore non acquista necessariamente il bene, ma il servizio che quel bene garantisce. Se il prodotto resta sotto la responsabilità del produttore, diventa conveniente realizzarlo in modo che sia più duraturo, riparabile, aggiornabile e facilmente disassemblabile.

5. Automotive circolare e Battery Passports: la mobilità elettrica rende strategica la gestione circolare delle batterie. Crescono i sistemi di tracciabilità di litio, cobalto e nichel, insieme al remanufacturing e ai progetti di “second life”, che consentono di utilizzare le batterie per lo stoccaggio energetico prima del riciclo finale.

6. Upcycling dei polimeri e riciclo avanzato: pirolisi e depolimerizzazione permettono di recuperare valore anche dalle plastiche più complesse e contaminate, superando alcuni limiti del riciclo meccanico tradizionale e ampliando la quantità di materia che può tornare nei cicli produttivi.

7. Ecodesign modulare: il riciclo comincia dalla progettazione. I prodotti vengono concepiti considerando già all’origine manutenzione, riparazione e fine vita, con più componenti modulari, sostituibili e recuperabili e meno accoppiamenti difficili da separare.

8. Il recupero delle acque di processo: nei settori ad alto consumo idrico, dalle industrie tessili alla chimica, dalla carta alla metallurgia, sistemi avanzati di filtrazione e osmosi inversa consentono di depurare e riutilizzare l’acqua nei processi produttivi, riducendo prelievi e scarichi.

9. Logistica inversa predittiva: la logistica dovrà gestire non soltanto l’arrivo dei prodotti sul mercato, ma anche il ritorno di merci obsolete, imballaggi riutilizzabili e beni a fine vita. Cloud, sensoristica IoT e analisi predittiva potranno ottimizzare questi flussi e rendere più stabile l’approvvigionamento di materiali recuperati.

10. Bioraffinerie dagli scarti organici: rifiuti organici e scarti dell’industria agroalimentare possono diventare materia prima per nuove filiere. I processi biotecnologici consentono di ricavarne biometano, intermedi chimici, bioplastiche e molecole ad alto valore aggiunto, utilizzabili anche nei settori farmaceutico e cosmetico.

Una nuova economia degli scarti

Il filo conduttore dei dieci trend è il superamento del modello lineare. Rifiuti, acqua, energia e materiali non vengono più considerati soltanto elementi da smaltire o consumare, ma risorse da recuperare e rimettere in circolo. Per l’Osservatorio BrianzAcque, è questa la trasformazione destinata a caratterizzare i prossimi anni: una convergenza sempre più stretta tra sostenibilità ambientale, sicurezza delle risorse, innovazione industriale e sviluppo economico dei territori.

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Agenzie per il Lavoro: l’86,6% dei giovani considera utili i servizi, ma solo il 37,8% sa che la formazione è gratuita. I dati

Il 60,9% dei giovani tra i 18 e i 35 anni sa che rivolgersi a un’Agenzia per il Lavoro è gratuito, mentre un ulteriore 22,6% ne ha sentito parlare ma non ne è certo. La possibilità di accedere gratuitamente a corsi di formazione professionale, tramite Agenzia, invece, è conosciuta soltanto dal 37,8%.  È quanto emerge dall’ultima ricerca Censis per Assosomm – Associazione Italiana delle Agenzie per il Lavoro, che analizza il livello di conoscenza del lavoro in somministrazione e delle opportunità offerte dalle Agenzie tra i giovani che vivono in Italia. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 35 anni, evidenzia una conoscenza ancora parziale delle opportunità a disposizione di chi cerca un’occupazione, soprattutto sul fronte della formazione professionale.

Agenzie per il Lavoro e Centri per l’impiego: le differenze ancora poco conosciute

La ricerca parte dalla distinzione tra Centri per l’impiego, servizi pubblici di orientamento e supporto nella ricerca di un’occupazione, e Agenzie per il Lavoro, operatori privati che mettono in contatto candidati e aziende e offrono servizi di orientamento, formazione e selezione.Il 46,1% dei giovani dichiara di conoscere le differenze tra i due enti, ma oltre la metà (53,9%) le conosce solo in parte (35%) o non saprebbe distinguerle (18,9%). Per i giovani che si affacciano al mondo professionale, le Agenzie per il Lavoro possono rappresentare un punto di riferimento per costruire il proprio percorso professionale. Lo conferma l’86,6% degli under 35, che considera i servizi offerti molto (45,2%) o abbastanza (41,4%) utili. Un giudizio positivo che però si scontra con una conoscenza ancora limitata degli strumenti disponibili. Il divario tra conoscenza e interesse emerge con particolare evidenza sul fronte della formazione. Nonostante meno di 4 giovani su 10 sappiano di poter accedere gratuitamente a corsi professionali attraverso un’Agenzia, l’80,8% dichiara che parteciperebbe con interesse a un corso una volta conosciuta questa possibilità. La percentuale sale all’82,4% tra le donne, contro il 79,8% degli uomini, e raggiunge l’82,1% nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni. Anche il titolo di studio segna una differenza: l’interesse passa dal 74,2% di chi possiede una qualifica professionale all’83,5% dei laureati.

Contratti a tempo indeterminato e tutele: cosa sanno i giovani

Sono meno conosciute anche alcune possibilità legate alla stabilità occupazionale e alle tutele contrattuali. Solo il 28,9% dei giovani sa di poter essere assunto direttamente da un’Agenzia con un contratto a tempo indeterminato, anche quando l’esperienza presso l’azienda utilizzatrice ha una durata determinata. Il 37,9% sa inoltre che ai lavoratori in somministrazione spettano condizioni non inferiori a quelle riconosciute ai dipendenti dell’azienda presso cui svolgono la propria attività.

Il valore delle filiali: per un giovane su due conta il contatto diretto

La ricerca mette in luce anche il valore della presenza fisica delle Agenzie sul territorio. La possibilità di recarsi in una filiale ottiene un punteggio medio di accordo di 7,2 su 10, il più alto tra le affermazioni proposte, infatti il 49,7% dei giovani considera particolarmente importante poter contare su una sede fisica. Anche nell’era della ricerca di lavoro online, il contatto diretto conserva dunque un vantaggio significativo: poter parlare con una persona, porre domande e ricevere indicazioni mirate può aiutare a orientarsi tra le opportunità e a individuare quelle più adatte alle proprie competenze e aspirazioni. È a questa esigenza informativa che risponde la campagna televisiva promossa da Assosomm, andato in onda dall’11 al 24 ottobre sui canali Rai: lo spot ricorda che le Agenzie per il Lavoro sono autorizzate dal Ministero, che rivolgersi a loro e formarsi è gratuito e che sul territorio sono presenti tantissime filiali a cui chiedere informazioni o candidarsi

Rasizza (Assosomm): “Orientamento e formazione devono accompagnare i giovani”

“Conoscere le opportunità è fondamentale, ma dobbiamo anche fare in modo che i giovani sappiano come accedervi e utilizzarle – commenta Rosario Rasizza, Presidente di Assosomm -. Orientamento e formazione non possono essere interventi occasionali: devono accompagnare le persone nelle diverse fasi del loro percorso professionale, aiutandole a capire quali competenze sviluppare e come valorizzare le esperienze maturate. Per riuscirci serve una collaborazione concreta tra scuole, imprese, istituzioni e Agenzie per il Lavoro. Il nostro compito non è soltanto favorire l’incontro tra domanda e offerta, ma contribuire a costruire un collegamento più efficace tra formazione e lavoro, affinché i giovani possano affrontare le proprie scelte con maggiore consapevolezza e prospettive più solide“.

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Cortei, la stazione di Firenze (quasi) inaccessibile per paura degli scontri. Esclusiva Affaritaliani – VIDEO

Firenze, il corteo per lo sciopero generale: le immagini

Oggi migliaia di persone sono in piazza a Firenze per lo sciopero generale. Affaritaliani è in grado di mostrare cosa sta succedendo in città in queste ore. Video di Silvia Marino.

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Vuoi una targa su misura? Sono 600 euro. Il Fisco scopre l’IVA sulla vanità

Vuoi una targa su misura? Sono 600 euro

C’è una celebre battuta cinematografica in cui in esattore delle tasse elenca meticolosamente i tributi dovuti dai cittadini, lasciando intendere che, prima o poi, si sarebbe pagato anche per il solo fatto di respirare. Fino ad oggi, lo Stato si è dimostrato perspicace ma
geometrico. Aveva mappato la nostra intera esistenza con la precisione di un geometra pignolo.

Pensiamoci: lo Stato incassa su cosa mangiamo (e qui l’IVA si diverte a fare lo slalom tra i beni di prima necessità e i peccati di gola), su cosa possediamo (dalla casa alla macchina, passando per qualunque oggetto che abbia l’ardire di occupare uno spazio sul suolo pubblico o privato e perfino cosa lasciamo in eredità. Si, perché il Fisco non ti abbandona nemmeno quando decidi di passare a miglior vita: resta sull’uscio il notaio, a dare un’ultima occhiata ai tuoi averi prima che finiscano nelle mani di figli e nipoti.

C’è un solo territorio rimasto vergine, un’isola felice rimasta miracolosamente fuori dai radar dell’Agenzia delle Entrate: la fantasia. Quella capacità tutta umana di inventare, combinare lettere, sognare e ironizzare. Fino ad oggi appunto. Perché da questo momento lo Stato ha deciso di monetizzare anche l’ingegno e la vanità automobilistica. Seicento euro. Questa è la cifra esatta che ogni cittadino dovrà sborsare se vorrà riscattare la propria auto dall’anonimato delle combinazioni casuali di lettere e numeri imposta dalla motorizzazione. Vuoi che la tua targa parli di te? Vuoi che gridi al mondo il tuo nome, la tua squadra del cuore o un messaggio cifrato? Prego, accomodati alla cassa: sono seicento euro, grazie.

La targa personalizzata diventa così il nuovo status symbol della creatività regolamentata. Un tempo per distinguersi servivano auto sportive o verniciature speciali, oggi basta un bonifico allo Stato per trasformare un banale pezzo di metallo in un manifesto programmatico. L’italiano si sa, davanti a queste sfide burocratiche non si scoraggia, anzi, si esalta. E se il governo pensava di incassare seicento euro offrendo in cambio una rampa di lancio per l’orgoglio personale, non aveva fatto i conti con la sottile arte della protesta ironica. La prima vera genialità, infatti, è già stata registrata. Un cittadino, con encomiabile tempismo e una discreta dose di flemma, ha già prenotato la sua combinazione ideale. Il testo ?: “Z:Z FINIMOLA OB”. Per i non addetti ai lavori della sintassi stradale, quel finale “OB” non è un codice d’errore del sistema e nemmeno un omaggio a qualche oscura sigla provinciale. Significa molto più semplicemente: “Ora Basta”.

La bellezza dell’operazione è sublime nella sua contraddizione. Il cittadino in questione ha pagato la neonata tassa sulla fantasia precisamente per contestare il principio stesso per cui lo Stato continua chiedere denaro. Ha sborsato seicento euro per poter scrivere sulla propria vettura e a caratteri cubitali e legalmente riconosciuti, che è stanco di pagare. E’ il circuito perfetto del contribuente moderno: finanziare il fisco per avere il diritto di dirgli, sul paraurti posteriore, che ha esagerato. Resta da capire se questa mossa aprirà la strada a nuovi filoni letterari da autostrada. Vedremo presto sfrecciare messaggi d’amore, insulti velati ai passati datori di lavoro o riassunti della propria filosofia di vita in sette caratteri? Probabile. Nel frattempo, non ci resta che fare i complimenti al pioniere del “Ora Basta”. Ha dimostrato che la fantasia non si può recintare, nemmeno se le metti una tassa sopra. Al massimo, costa seicento euro e viaggia in corsia di sorpasso.

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Poste Italiane, il Buono fruttifero per minori rende il 5% annuo lordo

Poste Italiane, Buoni fruttiferi per minori: rendimento fino al 5% annuo lordo e oltre 10,5 miliardi di risparmi

Poste Italiane rafforza le opportunità di risparmio dedicate alle nuove generazioni con il Buono fruttifero postale per minori, che prevede un rendimento annuo lordo fino al 5%. Uno strumento pensato per consentire a genitori, nonni, familiari e amici di accantonare somme destinate al futuro dei più giovani, costruendo nel tempo un capitale da utilizzare al raggiungimento della maggiore età. I Buoni sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato italiano e distribuiti da Poste Italiane. Possono essere sottoscritti a partire da un importo minimo di 50 euro e intestati a bambini e ragazzi fino a 16 anni e mezzo. Il capitale accumulato, comprensivo degli interessi maturati, diventa disponibile al compimento dei 18 anni, quando potrà essere destinato agli studi universitari, all’ingresso nel mondo del lavoro o ad altri progetti personali.

Il risparmio postale continua a rappresentare uno strumento utilizzato dalle famiglie italiane per pianificare il futuro economico dei figli. Secondo i dati diffusi da Poste Italiane, sono attualmente oltre 6,8 milioni i Buoni fruttiferi dedicati ai minori in circolazione, per un valore complessivo superiore a 10,5 miliardi di euro. A livello territoriale, la Campania è la regione con il maggior numero di Buoni intestati ai minori, seguita da Lombardia e Lazio. La Lombardia si distingue invece per il primato nel numero di Libretti di risparmio postale dedicati ai più giovani. Questi ultimi rappresentano uno strumento complementare ai Buoni, pensato anche per favorire l’educazione finanziaria e accompagnare bambini e ragazzi verso una gestione progressivamente più autonoma del denaro.

I Libretti sono articolati in tre fasce d’età: fino ai 12 anni, quando le operazioni vengono gestite dai genitori o dai tutori; dai 12 ai 14 anni, con le prime possibilità di autonomia; e dai 14 ai 18 anni, quando è prevista una gestione più attiva anche attraverso l’app e i canali digitali. Il Buono fruttifero postale dedicato ai minori può essere sottoscritto a partire da 50 euro, senza costi di sottoscrizione. Il rendimento annuo lordo può raggiungere il 5%, in funzione delle condizioni previste dal prodotto e della durata dell’investimento fino alla maggiore età. Dal punto di vista fiscale, i Buoni beneficiano di una ritenuta agevolata del 12,50% sugli interessi maturati e sono esenti dall’imposta di successione.

Sono previste due modalità di sottoscrizione. La forma cartacea è accessibile ai genitori, ai familiari e anche ad altre persone maggiorenni che desiderino destinare una somma al minore. La versione dematerializzata può invece essere sottoscritta esclusivamente dai genitori o dai tutori. Attraverso questi strumenti, Poste Italiane punta a promuovere una maggiore cultura del risparmio tra le nuove generazioni, affiancando alla garanzia statale sul capitale investito strumenti digitali e soluzioni dedicate all’educazione finanziaria. L’obiettivo è accompagnare le famiglie nella costruzione di un patrimonio destinato ai figli, offrendo la possibilità di iniziare ad accantonare risorse anche attraverso piccoli importi, da valorizzare nel corso degli anni.

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Bologna, donna partorisce nel bus a aiutata dall’autista e alcune passeggere

Bologna, donna partorisce nel bus

Una donna ha partorito su un autobus della linea urbana 39, stamattina, a Bologna, poco dopo le 9 in zona Saffi. Ad aiutarla a far venire alla luce il suo bambino alcune passeggere e la conducente del bus. Lo fa sapere Tper, l’azienda di trasporto pubblico.

Oltre alle “congratulazioni alla mamma e al suo bambino che ha iniziato il suo viaggio di vita su un autobus”, Tper “si complimenta con la conducente per aver gestito fino all’arrivo dei sanitari un evento davvero insolito ed altrettanto delicato”. La mamma e il neonato sono stati affidati ai sanitari del 118 intervenuto sul posto.

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Serie A, Mbangula sbanca San Siro: Noslin non si ferma, Kalulu-Cambiaso serata horror. I top e flop della nona giornata

Mbangula ne fa tre al Milan, la Lazio travolge il Sassuolo e il Frosinone continua a sorprendere. La Juventus sprofonda a Genova, mentre Nico Paz salva il Como. Ecco promossi e bocciati della nona giornata.

La Lazio scappa, il Milan si fa rimontare e la Juventus affonda: una giornata da non credere

Nove giornate, quarantatré gol. E questa Serie A non ci fa annoiare. La Lazio di Gattuso continua a correre, rifila sei reti al Sassuolo e guarda tutti dall’alto insieme all’Inter. Il Milan si fa rimontare dal Bologna dopo essere stato avanti 2-1, mentre la Juventus riesce nell’impresa di perdere 2-0 contro un Genoa che, fino a poche settimane fa, sembrava avere ben altri problemi.

Ma c’è anche chi sorride. Mbangula si porta a casa il pallone, Turati para due rigori nonostante la goleada subita, Nico Paz si prende il Como quando il Torino pensava di averla vinta e Calò continua a segnare, tanto che forse una telefonata del Ct Mancini comincerebbe a starci. E poi ci siamo noi, con i nostri Fantaconsigli. Qualcuno lo abbiamo azzeccato, qualcuno decisamente meno. Su Frattesi, per esempio, forse sarebbe stato meglio tacere. Ma il bello del calcio è anche questo: una settimana sei un fenomeno, quella dopo ti ritrovi nei Flop. E viceversa.

I top della nona giornata: Mbangula fa tris, Noslin trascina la Lazio e il Frosinone non si ferma

Mbangula: un, due, tre… stella. E il Milan guarda

Prima da titolare e Samuel Mbangula decide di presentarsi a San Siro con una tripletta. Segna dopo otto minuti, poi il Milan la ribalta con Cissé. Finita? Neanche per sogno. Nella ripresa il belga rimette avanti il Bologna e all’86’ firma il 4-2. Tre gol alla Scala del calcio, il pallone sotto il braccio e Palladino che se la ride. Per una prima da titolare, niente male come biglietto da visita. Per il Milan, invece, una presentazione che sarebbe stato meglio evitare.

Zaccagni: Fantaconsiglio azzeccato, anche con rigore sbagliato

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Mattia Zaccagni ci ripaga con un gol e due assist nel 6-2 della Lazio al Sassuolo. Il capitano serve Isaksen, segna prima dell’intervallo e manda in porta anche Noslin. In mezzo si prende un’entrataccia da Thorstvedt che costa il rosso al norvegese. Tutto perfetto? Quasi. Turati gli para il rigore. Un gol, due assist e un rigore sbagliato. Il bonus lo portiamo a casa comunque. E per una volta possiamo anche permetterci di dire che il Fantaconsiglio era quello giusto.

Isaksen: Gustav, ma chi ti ferma più?

Gol, assist e rigore procurato. Gustav Isaksen contro il Sassuolo fa praticamente quello che vuole. Segna il 2-1, serve Zaccagni per il quarto gol e nella ripresa costringe Ćaleta-Car al fallo da rigore. Che inizio di stagione per il danese, sempre più determinante nella Lazio di Gattuso. Se continua così, dalle sue parti il problema non sarà trovare spazio. Sarà convincere gli avversari a lasciargliene un po’.

Noslin: doppietta e tutti a casa. Titolare della ditta

Tijjani Noslin chiude la festa della Lazio con una doppietta e si conferma uno dei protagonisti dell’avvio biancoceleste. Prima raccoglie l’invito di Zaccagni e trova il 5-2, poi si inventa un destro magnifico dalla distanza che finisce all’incrocio. Due gol diversi, stesso risultato: Turati battuto. Gattuso ha trovato un attacco che segna da ogni posizione. E Noslin, a quanto pare, ha deciso di essere il titolare della ditta.

Turati: sei gol subiti e due rigori parati. Tutto normale, no?

Prendere sei gol e finire tra i Top. Sembra uno scherzo, invece Stefano Turati ci riesce davvero. Contro la Lazio para due rigori, prima a Zaccagni e poi a Frattesi, diventando il primo portiere del Sassuolo a riuscirci in una partita di Serie A. Non può fare molto sui sei gol subiti, con una difesa che gli lascia ben poche possibilità. E pensare che nelle prime giornate avevamo criticato parecchio Muric. Aquilani, almeno una cosa sembra chiara: il problema del Sassuolo non è più chi mettere in porta.

Lulli: rinnovo col botto

Una settimana fa il primo gol con la Roma, Emanuele Lulli concede il bis. Contro il Cagliari pareggia di testa dopo il vantaggio di Nzola e poco dopo serve a Pisilli l’assist del 2-1. Gol e assist, classe 2007 e rinnovo fino al 2031 appena firmato. Gasperini gli sta dando spazio e il ragazzo risponde come meglio non potrebbe. Servivano giovani italiani capaci di giocare senza paura? Bene, eccolo. E sembra pure intenzionato a non fermarsi.

Mora: il più piccolo di tutti ci mette di testa

La Roma è sul 2-2 contro il Cagliari e all’85’ Rodrigo Mora decide che è arrivato il momento di chiuderla. Cross di Ghilardi, stacco perfetto e colpo di testa vincente. Proprio lui, che non fa certo della statura la propria arma migliore. Non contento, due minuti dopo partecipa anche al gol del 4-2 di Malen. Entra dalla panchina e cambia la partita. Il più piccolo di tutti decide di fare il gigante. Segnando di testa. Gasperini ringrazia. La Roma pure.

Gollini: il vice che diventa capo

Il Cagliari segna due volte all’Olimpico, ma Pierluigi Gollini è tra i principali protagonisti della vittoria della Roma. Interventi su Fadera, Deiola e Rodriguez, poi una parata fondamentale su Mendy poco prima del pareggio di Maldini. La difesa giallorossa concede parecchio, lui prova a metterci una pezza ogni volta. Due gol subiti e una partita da protagonista. Gasperini può ringraziare anche il suo portiere, che non sta facendo sentire la mancanza di Svilar. Il vice che diventa capo. Garanzia.

Nico Paz: “Eh amigo… i campioni sono così”

Per ottanta minuti Nico Paz sonnecchia. Il Torino è avanti 1-0 e il Como sembra avviarsi alla sconfitta. Poi l’argentino decide che è ora di smetterla di scherzare. All’81’ mette sulla testa di Ramón il pallone del pareggio, sei minuti dopo si inserisce sul cross di Yan Couto e firma il sorpasso. Gol e assist in sei minuti. Perché puoi anche giocare una partita “normale”, sbagliare qualche pallone e non convincere nessuno. Poi però se ti chiami Nico Paz, finisce così. “Eh amigo…”

Ramón: dalle stalle alle stelle

Fino all’80’ lo avremmo messo tranquillamente nei Flop. Jacobo Ramón perde un pallone sanguinoso sotto la pressione di Fitz-Jim e permette al Torino di costruire il vantaggio di Adams. Poi, però, decide di farsi perdonare. Sale nell’area avversaria, raccoglie il pallone di Nico Paz e di testa firma l’1-1. Terzo gol stagionale per un difensore, ma soprattutto una bella dimostrazione di carattere. Dal quasi Flop al Top, con un colpo di testa. E il Toro preso per le corna.

Miranda: dalla panchina con furore

Palladino manda in campo Juan Miranda al 59′ e il Bologna impiega pochissimo a cambiare marcia. Da una sua punizione nasce l’autogol di Bartesaghi che vale il 2-2. Passa appena un minuto e lo spagnolo confeziona anche l’assist per il sorpasso di Mbangula. Due gol propiziati praticamente appena entrato. Il Milan passa dal vantaggio alla sconfitta nel giro di un amen. Amorim guarda la panchina, Palladino la usa. E la differenza si vede eccome.

Cissé: l’uomo “Alfa”

Il Milan ne prende quattro dal Bologna, ma Alphadjo Alfa Cissé continua a essere la notizia migliore di questo inizio di stagione rossonero. Prima sfrutta il recupero di Hutchinson per pareggiare, poi si avventa sul tiro-cross di Tomori e firma la doppietta. Quarto gol in campionato, settimo in stagione. Personalità e una fame che il resto dell’attacco sembra aver smarrito. Amorim ha parecchi problemi da risolvere, ma su una cosa può sorridere: in mezzo a tanti milioni spesi, il ragazzino continua a segnare. E a salvare almeno la faccia.

Provedel: Chivu, ma siamo sicuri che Martinez giocherà ancora?

L’Inter vince 2-0 a Venezia grazie a due autogol, ma prima di portare a casa i tre punti deve ringraziare Ivan Provedel. Il portiere respinge su Adams e poi compie un intervento straordinario sulla conclusione ravvicinata di Lauberbach, deviata sulla traversa. Porta inviolata e tanta sicurezza nei momenti più difficili. Chivu lo ha preferito a Josep Martínez e la scelta sta dando risultati. La concorrenza in porta non manca, ma per il momento cambiare Provedel sembra davvero un’idea poco furba.

Okoye: sei sconfitte e poi il rigore parato. Finalmente, Maduka!

L’Udinese arriva da sei sconfitte consecutive e contro il Parma rischia di collezionare la settima. Al 69′ Bernabé va sul dischetto e ha tra i piedi il pallone della possibile vittoria. Ma Maduka Okoye gli dice di no. Rigore parato, porta inviolata e primo punto per i friulani dopo sei gare da dimenticare. Dopo qualche errore di troppo nelle prime giornate, il nigeriano torna finalmente a fare la differenza. Maduka, era ora! Perché un pareggio non risolve certo i problemi dell’Udinese, ma almeno stavolta il portiere ha evitato che diventassero ancora più grossi.

Højlund: Rasmus, bentornato! E noi lo avevamo detto

Tra gli attaccanti consigliati al Fantacalcio avevamo inserito anche Rasmus Højlund. Dopo 53 giorni senza gol, il danese decide di sbloccarsi contro il Monza. Al 10′ sfrutta il pallone di Di Lorenzo e porta avanti il Napoli, dando il via al 4-1 degli azzurri. Finalmente un gol per un attaccante che doveva essere uno dei protagonisti della stagione. Allegri ritrova la vittoria e noi possiamo rivendicare un Fantaconsiglio azzeccato.

Milinković-Savić: Vanja ci mette le mani

Il Napoli vince 4-1, ma prima di dilagare rischia più volte contro Varela. A impedire ai brianzoli di approfittarne ci pensa Vanja Milinković-Savić, decisivo con un paio di interventi sul portoghese e poi ancora su Foe Ondoa. Sul gol del Monza può fare poco, ma quando gli azzurri devono resistere è lui a tenerli in piedi. I quattro gol del Napoli si prendono la copertina, giustamente. Prima del poker, però, erano servite anche le mani di Milinković-Savić. E non è un dettaglio.

Østigård: da qui non si passa!

La Juventus arriva a Marassi cercando conferme dopo la vittoria contro il Lecce. Trova invece Leo Østigård, che insieme ai compagni di reparto trasforma l’attacco bianconero in una lunga collezione di figuracce. Kolo Muani fatica, Woltemade entra e non cambia nulla. Il Genoa vince 2-0 e De Rossi si gode una difesa finalmente solida. Il cliente non sembrava particolarmente ispirato, ma era comunque da tenere a bada. Missione compiuta. E porta chiusa a doppia mandata.

Alex Amorim: no, non l’allenatore del Milan

Di Amorim, in questa giornata, se ne parla parecchio. Uno allena il Milan e prende quattro gol dal Bologna. L’altro, Alex Amorim, gioca a centrocampo nel Genoa e contribuisce a mandare al tappeto la Juventus. Il brasiliano lavora tra le linee, recupera palloni e aiuta Frendrup a togliere spazio alla squadra di Spalletti. De Rossi può sorridere, i bianconeri decisamente meno. Stesso cognome, due serate opposte. In Liguria Amorim è un nome che mette di buonumore.

Baldanzi: l’arte di saper attendere il momento giusto

Tommaso Baldanzi mette in difficoltà la Juventus praticamente ogni volta che riceve il pallone. Al 12′ confeziona il cross che porta al gol di Ehizibue, poi al 28′ si avventa su un pallone vagante in area e firma il 2-0, con la deviazione di Bremer. Gol e assist, partita da protagonista e una bella soddisfazione per De Rossi. La Juventus cerca di reagire, ma Baldanzi ha già fatto il suo lavoro. E pensare che per anni abbiamo parlato soprattutto del suo talento. Stavolta ci sono anche i numeri a dargli ragione.

Ehizibue: il primo schiaffo alla Vecchia Signora

Il Genoa parte forte e dopo dodici minuti Kingsley Ehizibue decide di mettere subito in chiaro le intenzioni dei rossoblù. Baldanzi crossa, lui arriva e calcia, trovando anche la deviazione di Cambiaso che inganna Vicario. Uno a zero. Poi il Genoa continua a spingere e raddoppia. Ehizibue, intanto, corre sulla fascia e mette continuamente in difficoltà i bianconeri. De Rossi ritrova una squadra aggressiva e concreta. La Juventus, invece, continua a cercare qualcuno che ricordi ai suoi giocatori come si difende.

Calò: pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ!

Ormai non sappiamo più cosa scrivere. Giacomo Calò segna ancora, stavolta su rigore contro il Lecce, e il Frosinone continua a volare. Quarto gol stagionale, qualità, personalità e un centrocampo che funziona soprattutto grazie a lui. Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e pure questa volta il bonus è arrivato. E allora ci permettiamo di fare una cosa. Pronto, Mancini? GIACOMO CALÒ. Sì, proprio lui. Quello del Frosinone. Magari un’occhiata gliela diamo?

Birligea: se a Frosinone comincia a funzionare anche la panchina…

Il Frosinone sta già vincendo contro il Lecce quando entra Daniel Bîrligea. Evidentemente il romeno non ha nessuna intenzione di accontentarsi. Al 74′ sfrutta l’invito di Schmid e segna il 4-0, poi nel recupero arriva ancora prima di tutti su un pallone da calcio d’angolo e firma la doppietta. Due gol da subentrato e Frosinone che ne fa cinque. Alvini continua a trovare risorse da ogni parte della rosa. E a questo punto viene da chiedersi dove vogliono arrivare.

Varela e Raimondo: giochi di coppia

Uno perde 4-1, l’altro vince 5-1. Ma Varela e Raimondo continuano ad avere una cosa in comune: segnano sempre. Il portoghese del Monza trova il gol anche contro il Napoli, mentre l’attaccante del Frosinone mette la firma sul successo contro il Lecce e sale a nove reti in campionato. Raimondo lo avevamo consigliato anche al Fantacalcio. Varela, invece, continua a essere una delle poche certezze di Juric. Due attaccanti che in estate non erano esattamente in cima alle liste dei grandi bomber. E invece eccoli qui, puntuali come le bollette.

De Ketelaere: Charles de Gaulle, il generale della Dea

La Fiorentina prova a mettere in difficoltà l’Atalanta, ma Charles De Ketelaere prende il comando delle operazioni. Prima combina con Zalewski e firma il vantaggio nerazzurro, poi, quando i viola ribaltano il risultato, restituisce il favore al polacco per il definitivo 2-2. Gol, assist e la firma su entrambe le reti dell’Atalanta. Il generale torna a difendere il suo esercito.

João Mário: chi si rivede! Il portoghese accende il Franchi

Vanoli decide di rilanciare João Mário sulla sinistra e il portoghese risponde con una prestazione convincente e il gol del momentaneo 2-1 contro l’Atalanta. Conclusione dalla distanza, deviazione di Obric e Carnesecchi battuto. Non sarà un gol pulitissimo, ma al Franchi di questi tempi non è proprio il caso di fare gli schizzinosi. João Mário si riprende la scena in una Fiorentina che continua a cercare una via d’uscita dalla crisi. Il pareggio finale lascia l’amaro in bocca, ma almeno una buona notizia c’è. Una cosa: bastava tenere fuori Valdepeñas.

I flop della nona giornata: Juventus a pezzi, Milan in blackout e Sassuolo travolto

La Juventus: la vecchia Signora va in pensione

La Juventus a Marassi fa una figuraccia. Spalletti cambia uomini, prova a sistemare le cose, manda in campo Zhegrova e Woltemade, ma il risultato non cambia. Kalulu e Cambiaso pasticciano, Baldanzi fa quello che vuole e Kolo Muani sembra in vacanza. Quattordici punti in nove giornate, un attacco che non segna e una squadra che ha perso anche quel poco di carattere mostrato contro il Lecce. La Vecchia Signora ha una certa età, d’accordo. Ma qui sembra proprio arrivato il momento di accompagnarla alla pensione.

Thorstvedt: prima il gol, poi il rosso. Bene, ma non benissimo

Kristian Thorstvedt comincia alla grande contro la Lazio: dopo sette minuti trova il gol dell’1-1. Poi al 31′ rovina tutto. Entrata durissima su Zaccagni, tacchetti sulla tibia e rosso diretto. Il Sassuolo resta in dieci, la Lazio ne approfitta e alla fine ne segna sei. Prima protagonista, poi principale responsabile del disastro neroverde. Kristian, lasciare il segno sulla partita va bene. Ma sulla tibia dell’avversario anche no. E infatti la sua serata finisce parecchio prima del previsto.

Frattesi: il Fantaconsiglio non era male. Il rigore sì

Lo avevamo consigliato al Fantacalcio e Davide Frattesi ci ripaga con un rigore sbagliato. Contro il Sassuolo, la sua ex squadra alla quale non ha mai segnato, si presenta sul dischetto dopo l’errore di Zaccagni. L’occasione è perfetta per sfatare il tabù. Peccato che calci malissimo e Turati gli dica di no. La Lazio vince comunque 6-2, ma il bonus non arriva. Davide, noi ci avevamo creduto. Forse era meglio lasciar tirare qualcun altro. E così anche il nostro Fantaconsiglio finisce tra i Flop.

Ćaleta-Car e Odenthal: i saldi invernali sono già cominciati

Sei gol subiti, due rigori concessi e una difesa da mettersi le mani nei capelli. Duje Ćaleta-Car e Cas Odenthal sono tra i principali responsabili della disfatta del Sassuolo contro la Lazio. Il croato provoca il rigore su Isaksen, l’olandese si perde Zaccagni sul 4-2. In mezzo una collezione di marcature sbagliate e praterie a disposizione dei biancocelesti. Turati para persino due rigori, ma non basta. Aquilani, qui serve qualcuno che difenda. E possibilmente qualcuno che si ricordi anche di marcare.

Lipani: tutti in campo, Luca in vacanza

La Lazio passeggia a centrocampo e Luca Lipani non fa praticamente nulla per impedirlo. Taylor e Belahyane gestiscono il pallone con troppa facilità, Frattesi trova spazio e il Sassuolo perde continuamente le distanze. Dopo l’espulsione di Thorstvedt va anche peggio, ma i problemi erano cominciati molto prima. Poca interdizione, poca personalità e troppi palloni lasciati agli avversari. Luca, le vacanze sono finite da un pezzo. E con sei gol sul groppone, anche il centrocampo deve prendersi le sue responsabilità.

Berardi: Mimmo, stavolta avevamo ragione noi

Nei Fantaconsigli avevamo inserito Domenico Berardi tra i giocatori da evitare. E contro la Lazio il capitano del Sassuolo ci dà ragione. Pochi spunti, nessuna giocata decisiva, un’ammonizione e la sostituzione nella ripresa. Dopo la brutta prova contro il Como, un’altra partita da dimenticare. Fantaconsiglio azzeccato. Mimmo, però, adesso basta. Perché avere ragione fa piacere, ma vedere Berardi giocare così fa male al cuore.

Adopo: scusate la battuta: “A dopo”

Michel Adopo gioca una buona partita contro la Roma, lotta a centrocampo e aiuta il Cagliari a rimettersi in piedi per due volte. Poi, nel finale, perde lucidità e un pallone pericoloso. I giallorossi tornano a spingere e poco dopo arriva il 3-2 di Mora. Non è tutta colpa sua, sia chiaro, ma l’errore pesa. Ottanta minuti di buon calcio e un finale da dimenticare. Il Cagliari aveva riacciuffato la Roma sul 2-2, ma alla fine i punti li ha salutati. Scusate ancora la battuta: a dopo.

Sugawara: corsia preferenziale per la Roma

La Roma trova spazio sulle fasce e Yukinari Sugawara passa una serata a rincorrere gli avversari. Lulli e compagni lo mettono spesso in difficoltà, mentre il Cagliari concede troppo e non riesce a difendere nemmeno i due pareggi conquistati durante la partita. Il giapponese fatica nelle chiusure e non dà a Pisacane le garanzie che servirebbero. Quattro gol subiti, un’altra sconfitta e parecchio lavoro da fare. Il Cagliari aveva cominciato bene il campionato. Adesso, però, comincia a farsi dura.

Comuzzo: buonanotte gioiellino

Il Torino è avanti 1-0 e Pietro Comuzzo sembra avere la partita sotto controllo. Poi arriva il finale e succede di tutto. Ramón pareggia all’81’, sei minuti dopo Yan Couto mette il pallone in mezzo e Nico Paz anticipa Comuzzo di testa, firmando il sorpasso del Como. Nel recupero segna anche Baturina: 1-3 e tutti a casa. Pietro, contro uno come Nico Paz non puoi permetterti nemmeno mezzo secondo di distrazione. Il gioiellino argentino ringrazia, il Torino si dispera. Buonanotte davvero.

Bartesaghi: sbaglia tutto e anche la porta

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Top. Stavolta Davide Bartesaghi finisce dall’altra parte. Contro il Bologna soffre, sbaglia qualche pallone e al 60′ devia nella propria porta la punizione di Miranda, regalando agli emiliani il 2-2. Sessanta secondi dopo arriva anche il sorpasso di Mbangula. Dal Top al Flop nel giro di quattro giorni, con tanto di autogol. Davide, la settimana scorsa i complimenti erano meritati. Stavolta tocca incassare la bocciatura. E magari ricordarsi qual è la porta giusta.

Diawara: forse ci vuole tempo?

Amorim manda in campo Diawara al 58′ per dare una mano al Milan, che sta vincendo 2-1 contro il Bologna. Due minuti dopo arriva il pareggio, un altro minuto e i rossoneri sono sotto. Il giovane fatica a trovare posizione e distanze, non riesce a dare equilibrio e viene travolto insieme ai compagni dal ritorno degli emiliani. Non può certo essere lui l’unico colpevole. Forse gli serve ancora tempo per crescere. Comprensibile, ma il Milan aveva bisogno di qualcuno pronto ad aiutare la squadra. Non di un altro giocatore in difficoltà.

Gonçalo Ramos: nove giornate. Le scuse sono finite

Il Milan prende quattro gol dal Bologna, ma davanti Gonçalo Ramos continua a fare pochissimo. Il portoghese fatica a rendersi pericoloso e passa buona parte della partita lontano dalla porta. Nel frattempo il giovane Cissé segna una doppietta, la seconda della sua stagione. Nove giornate, pochi gol e troppe occasioni sprecate. Gonçalo, la fiducia non può essere infinita. Anche perché al momento il ragazzino sta facendo il lavoro del centravanti.

Il Milan: sessanta minuti di calcio, trenta di psicodramma

Il Milan reagisce al vantaggio del Bologna, ribalta tutto con la doppietta di Cissé e per un’ora sembra avere la partita in mano. Poi arriva l’autogol di Bartesaghi e i rossoneri vanno completamente in tilt. Dal 2-1 al 2-4 davanti a San Siro, con due reti incassate in appena un minuto e una difesa che sembra di burro. I cambi di Amorim non aiutano, mentre Palladino trova dalla panchina la mossa vincente. Il problema non è perdere contro il Bologna. È spegnere continuamente la luce. E il Milan continua a farlo troppo spesso.

Cambiaso: la testa in Spagna

Si continua a parlare di Barcellona per Andrea Cambiaso, ma intanto a Genova l’esterno della Juventus combina un bel pasticcio. Al 12′ prova a opporsi al tiro di Ehizibue, devia il pallone e inganna Vicario. Il Genoa passa in vantaggio e la serata bianconera comincia malissimo. Cambiaso fatica anche nel resto della partita, tanto che Spalletti lo sostituisce nella ripresa. Da un giocatore del suo livello ci si aspetta ben altro. Barcellona sarà pure una bella città, ma prima di pensare alla Spagna sarebbe il caso di sistemare qualcosa a Torino.

Kalulu: serata horror in vista di Halloween

A Marassi Pierre Kalulu anticipa Halloween con una partita da incubo. Vitinha e Baldanzi lo mettono in difficoltà, il Genoa trova spazio con troppa facilità e il francese non riesce a dare sicurezza alla difesa bianconera. Nel primo tempo avrebbe anche l’occasione per accorciare le distanze, ma da buona posizione calcia fuori. Errori dietro, gol sbagliato davanti. E pensare che dovrebbe essere uno degli uomini più affidabili di Spalletti. Per i tifosi della Juventus, quest’anno, Halloween è arrivato con qualche giorno d’anticipo.

Kolo Muani: cercato per due anni, sparito per novanta minuti

La Juventus lo ha inseguito a lungo, ma Randal Kolo Muani continua a non ripagare le aspettative. Contro il Genoa viene controllato senza troppi problemi da Østigård e compagni, gioca pochi palloni e quando ha l’occasione di rendersi pericoloso si fa anticipare da Bijlow. Spalletti prova ad affiancargli Woltemade, ma non cambia molto. Il centravanti tanto desiderato non segna e non riesce nemmeno a spaventare gli avversari. Due anni per portarlo a Torino. A Genova, invece, sono bastati novanta minuti per chiedersi dove fosse finito.

Busio: Bastava spingerla dentro

Il Venezia gioca una partita bellissima contro l’Inter e per lunghi tratti mette in difficoltà la capolista. Provedel salva i nerazzurri in più occasioni, ma nella ripresa arriva il pallone che può cambiare tutto. Gianluca Busio si ritrova praticamente davanti alla porta, con la possibilità di segnare. Calcia alto. Poco dopo l’Inter passa in vantaggio e alla fine vince 2-0 grazie a due autogol. Ma come si fa a sbagliare un’occasione così? Contro l’Inter non puoi permettertelo. E infatti Chivu se ne torna a Milano con tre punti che il Venezia avrebbe potuto mettergli seriamente in discussione.

Bernabé: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore”

Adrián Bernabé ha sul piede il pallone che potrebbe regalare al Parma tre punti fondamentali contro l’Udinese. Al 69′ va sul dischetto, prende la rincorsa e calcia. Okoye para, il risultato resta sullo 0-0. Un’altra occasione persa per il talento spagnolo, che non sta vivendo un inizio di stagione semplice. Quel rigore poteva cambiare la partita, invece regala al portiere friulano una serata da protagonista. De Gregori, probabilmente, lo perdonerebbe. I tifosi del Parma un po’ meno.

Ederson: la fascia pesa

Una settimana fa lo avevamo bocciato per il pallone regalato a Schmid nei primi secondi di Atalanta-Frosinone. Contro la Fiorentina Ederson non combina disastri, ma continua a giocare al di sotto delle sue possibilità. Il capitano nerazzurro fatica a dare ritmo e personalità al centrocampo, mentre De Ketelaere e Zalewski devono pensarci da soli a evitare la sconfitta. Sarri si aspetta molto di più da uno come lui. La fascia al braccio è una responsabilità, non un accessorio. E per il momento il brasiliano non sta trascinando la Dea come dovrebbe.

Pellegrino: il gol continua a essere un optional

Anche questa settimana Mateo Pellegrino finisce tra i Flop. Contro l’Atalanta prova qualche sponda, lotta con i difensori e cerca di partecipare alla manovra. Tutto bello, ma il centravanti dovrebbe anche segnare. La Fiorentina trova due gol con Njie e João Mário, mentre l’argentino resta ancora a secco. Due reti viola, nessuna del numero nove. Mateo, va bene lavorare per la squadra. Ma prima o poi bisognerebbe anche cominciare a fare il mestiere per cui sei stato comprato.

Siebert: un rigore e una giornata da cancellare

Il Lecce prende cinque gol dal Frosinone e Jamil Siebert contribuisce alla disfatta con l’intervento su Kvernadze che costa il rigore del 2-0. Il contatto è leggero, il georgiano cade e il VAR conferma la decisione dell’arbitro. Dal dischetto Calò non sbaglia. Il problema, però, non è soltanto quel rigore: la difesa salentina concede troppo per tutta la partita e gli attaccanti del Frosinone fanno quello che vogliono. Cinque gol subiti, un rigore provocato e ben poco da salvare. Per Siebert e per il Lecce, una giornata da cancellare in fretta.

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Mid-term USA: la volatilità può creare opportunità

Mid-term USA: la volatilità può creare opportunità

Le elezioni di mid-term USA del 3 novembre arrivano in un contesto macro complesso, caratterizzato da un’economia ancora resiliente e da un ciclo degli utili societari solido, ma anche da crescenti pressioni sui mercati obbligazionari, con il Treasury decennale vicino al 5%, il petrolio sopra i $100 al barile, una Fed nuovamente restrittiva e un deficit federale intorno al 6% del PIL.

Non riteniamo tuttavia che il voto sia il principale fattore di pressione sui rendimenti obbligazionari. La nostra lettura è che il rialzo dei tassi sia guidato soprattutto dalla forza dell’economia americana (con una crescita del PIL del terzo trimestre stimata al 3.5% annualizzato – GDPNow FED di Atlanta), più che da un’inflazione fuori controllo: le aspettative di lungo periodo restano ancorate e non emergono significativi effetti di secondo round sui salari.

A questo si aggiungono pressioni strutturali sul mercato obbligazionario: il crescente fabbisogno di finanziamento del Tesoro americano, una domanda estera di Treasury meno solida e l’accelerazione delle emissioni corporate degli hyperscaler per finanziare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, che aumentano la competizione per il capitale disponibile. Il risultato elettorale potrà incidere sulle prospettive fiscali e sul premio per il rischio del debito americano, ma saranno soprattutto crescita, Fed ed equilibrio tra domanda e offerta di obbligazioni a determinare la traiettoria dei rendimenti e, di conseguenza, le valutazioni degli asset finanziari.

In questo contesto, manteniamo una visione moderatamente positiva sui mercati azionari, sostenuta dalla solidità degli utili e dal ciclo di investimenti in tecnologia e infrastrutture. Al di là dei massimi toccati da diversi indici nelle ultime settimane, una parte significativa del mercato ha già attraversato una correzione, con il rialzo concentrato su un numero ristretto di titoli.

Riteniamo che un progressivo ampliamento della partecipazione al rialzo possa rappresentare un importante elemento di sostegno nei prossimi mesi. Riteniamo che eventuali fasi di volatilità legate al voto possano offrire opportunità di acquisto, con una preferenza per Europa e Italia rispetto agli Stati Uniti, grazie a valutazioni più interessanti.

Scenari

Le aspettative di mercato indicano un significativo vantaggio dei Democratici nella corsa alla Camera e una competizione più aperta al Senato. Le previsioni riflettono anche uno scenario di maggioranza democratica in entrambe le camere, sebbene le dinamiche elettorali locali possano ancora riservare sorprese.

* Simulazioni Equita. Valori puramente indicativi.

Per questo motivo, non darei per chiusa la partita del Senato. Se alla Camera il ribaltone è considerato quasi scontato, al Senato i sondaggi tradizionali vedono una corsa leggermente più in bilico, con diversi seggi incerti (anche se le previsioni sono più ottimiste per i Democratici). Per questo uno scenario di governo diviso, con Camera democratica e Senato repubblicano, merita la stessa attenzione del successo pieno dell’opposizione.

In questa configurazione la Camera bloccherebbe nuove leggi di spesa e tagli fiscali e userebbe i suoi poteri di indagine. Il Senato resterebbe però in mano repubblicana, e con esso le conferme delle nomine, compresi i nuovi governatori della Fed: i timori sull’indipendenza della banca centrale non si attenuerebbero. Trump continuerebbe a governare soprattutto per ordini esecutivi, come già fa. I passaggi obbligati, cioè bilancio federale, spesa per la difesa e tetto del debito, diventerebbero terreno di negoziazione serrata, con un rischio più alto di rinvii, finanziamenti provvisori e shutdown rispetto a un Congresso controllato da un solo partito. Più sottili sono le maggioranze, più lunghe tendono a essere le trattative. Va poi ricordato che Trump mantiene ampi poteri esecutivi, soprattutto in politica estera e commerciale, sebbene le recenti pronunce giudiziarie abbiano ridimensionato i margini di intervento unilaterale sui dazi. Le procedure di rimborso già avviate e i vincoli legali rendono meno probabile una nuova escalation tariffaria generalizzata, pur lasciando spazio a interventi mirati su specifici settori e Paesi.

Oltre il voto: la corsa all’AI e l’energia

Due fattori peseranno sui mercati nei prossimi mesi più dell’esito delle midterm. Il primo è la priorità strategica che Washington attribuisce all’intelligenza artificiale. Il segretario al Tesoro Bessent lo ha detto senza giri di parole: nulla conta se la Cina vince la corsa all’AI. Per gli USA la rivoluzione dell’AI non serve solo a sostenere la crescita e a mantenere il primato economico. È la condizione per preservare anche il primato militare. Su questo punto c’è un consenso che attraversa i due partiti: anche ex funzionari delle amministrazioni Trump e Biden concordano sulla necessità di una spinta tecnologica (AI) e energetica per vincere la competizione con Pechino.

La conseguenza per i mercati è rilevante. Con un debito vicino al 100% del PIL e un deficit intorno al 6%, gli USA non possono lasciare che i tassi lunghi salgano in modo disordinato fino a soffocare questo ciclo di investimenti. Il Tesoro ha fatto capire di essere pronto a intervenire per impedire un rialzo disordinato dei tassi lunghi. La via d’uscita più probabile resta abbassare i tassi reali e spostare il finanziamento del fabbisogno sulla parte breve della curva. Questo riduce, a nostro avviso, la probabilità di una correzione marcata degli indici azionari, chiunque controlli il Congresso. Un Congresso democratico potrà chiedere più trasparenza e più tutele sui costi energetici dei data center, ma difficilmente frenerà una corsa considerata di sicurezza nazionale.

Il secondo fattore è l’energia e lo scenario geopolitico, che rimane complesso e caratterizzato da elevata incertezza, soprattutto per le tensioni in Medio Oriente e il protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’energia e sull’inflazione. La nostra visione resta tuttavia di cauto ottimismo: riteniamo che i crescenti costi economici e politici dei conflitti possano favorire nei prossimi mesi una graduale de-escalation e l’apertura di soluzioni negoziali. Uno scenario che, se confermato, contribuirebbe ad allentare le pressioni sui mercati energetici e a sostenere la fiducia degli investitori.

Azionario: volatilità di breve, ma fondamentali solidi e valutazioni ragionevoli

Separerei il “rumore” elettorale dal ciclo. Il voto di midterm ha storicamente funzionato come un evento di “chiarimento” dell’incertezza politica. Storicamente, i mesi successivi alle elezioni di metà mandato americane sono stati caratterizzati da una performance positiva dei mercati azionari, sia negli Stati Uniti sia in Europa, con rialzi spesso significativi.

Il governo diviso, in particolare, è storicamente un contesto costruttivo per le Borse: meno leggi significano meno sorprese. Attenzione però al brevissimo: nelle due settimane dopo il voto anche questo scenario ha storicamente coinciso con piccole prese di profitto, perché i mercati devono prezzare mesi di negoziati su bilancio e tetto del debito.

Ci sono poi i fondamentali. La stagione delle trimestrali sta confermando una crescita degli utili robusta, sostenuta dal ciclo di investimenti in intelligenza artificiale, difesa, infrastrutture e reshoring. E le valutazioni europee restano ragionevoli: Wall Street tratta a circa 19x gli utili attesi a dodici mesi, l’Eurozona a 14x, Piazza Affari intorno a 12x.

La nostra view resta moderatamente positiva sull’azionario e un’eventuale debolezza post-elettorale andrebbe usata per accumulare, con una preferenza per Europa e Italia rispetto agli Stati Uniti per ragioni di valutazione. Le nostre convinzioni settoriali per i prossimi mesi:

  • Ciclici rispetto ai difensivi. Banche, Capital Goods e materie prime mostrano un momentum degli utili in accelerazione. Sulle utility manteniamo invece cautela, per l’incertezza su possibili interventi regolatori se i prezzi dell’elettricità dovessero restare elevati a lungo.
  • Banche italiane. Il livello dei tassi continua a sostenere il margine di interesse, le valutazioni restano ragionevoli e la remunerazione degli azionisti è elevata. Sul risparmio gestito riteniamo eccessive le preoccupazioni per una possibile disruption da parte dell’AI: FinecoBank e Banca Mediolanum sono i nostri titoli preferiti.
  • AI ed elettrificazione. Restiamo positivi sui beneficiari degli investimenti in AI lungo tutta la catena del valore, dai cavi e dalle infrastrutture elettriche (Prysmian) ai semiconduttori (STMicroelectronics, Technoprobe). Un Congresso democratico potrebbe introdurre più controlli su permessi e costi energetici dei data center, ma ci aspettiamo che questo rallenti solo marginalmente l’espansione, senza fermarla: la politica sull’AI resta largamente bipartisan.
  • Selettività su software e servizi IT. Privilegiamo i leader nei rispettivi segmenti, in particolare le società che abilitano l’adozione dell’AI e quelle per cui il mercato ha scontato in modo eccessivo il rischio di cannibalizzazione da parte delle soluzioni AI. Segnaliamo Reply, Sesa e Moltiply.
  • Reti e difesa come trend strutturali. Il deficit di potenza dei data center, la scarsità di rame e gli investimenti europei in infrastrutture e difesa sostengono cavi, reti e difesa. Il rafforzamento della spesa militare in Europa e la crescente attenzione alla sicurezza strategica danno visibilità alla crescita del settore, dove confermiamo il posizionamento forte di Leonardo, Fincantieri e Avio.
  • Ancora cautela su consumi e lusso. Inflazione e rialzo dei tassi pesano sui consumi in generale. Nel lusso si aggiunge la debolezza della domanda cinese, con segnali di rallentamento nei mesi estivi da parte di diversi operatori. I nostri titoli preferiti restano Brunello Cucinelli nel lusso, grazie al posizionamento di fascia alta, e Campari nel food & beverage, grazie alla forza degli aperitivi. Nell’healthcare, siamo positivi su Amplifon e DiaSorin.
  • Energia, Commodity e Oro da sovrappesare, anche come copertura dai rischi geopolitici e trend di monetizzazione del debito pubblico USA.

In uno scenario democratico, tra i potenziali beneficiari europei ci sono i settori sensibili ai tassi (materiali da costruzione, rinnovabili, società del risparmio gestito) e più esposti alle tariffe americane. Il beneficio sul fronte commerciale potrebbe tuttavia essere limitato, considerando che le recenti decisioni giudiziarie hanno già ridimensionato alcune misure tariffarie. Una conferma repubblicana premierebbe invece la filiera degli investimenti in data center e le attività esposte alla deregolamentazione energetica, senza necessariamente comportare un significativo peggioramento delle condizioni per l’export europeo.

Obbligazionario: il voto passa dai tassi a lungo termine

Un Congresso democratico rende meno probabili nuove manovre espansive: meno deficit incrementale, meno emissioni, un premio a termine più basso. La storia va nella stessa direzione: dopo un voto che consegna il Congresso all’opposizione di un Presidente repubblicano, la curva americana si è tipicamente appiattita con tassi lunghi in lieve calo. Un Senato democratico avrebbe un effetto aggiuntivo non trascurabile: ogni nuovo governatore della Fed dovrebbe passare dalla sua conferma, attenuando i timori sull’indipendenza della banca centrale.

Con un governo diviso l’effetto sui tassi sarebbe più contenuto. Lo stallo impedirebbe nuove manovre espansive, ma senza aprire la strada a una revisione del fisco, e le nomine alla Fed resterebbero sotto il controllo di un Senato allineato al Presidente. Il premio a termine resterebbe quindi più elevato che nello scenario di vittoria piena dei Democratici. Il passaggio più delicato sarebbe il tetto del debito: un Congresso spaccato rende l’accordo più difficile e una trattativa portata fino all’ultimo giorno potrebbe riaccendere la volatilità sui Treasury nel corso del 2027.

Non bisogna però attendersi miracoli. Il deficit americano è comunque atteso in salita, verso il 6.4% del PIL nel 2027, perché la spesa per interessi e quella obbligatoria corrono da sole. Nell’autunno 2027 tornerà inoltre il tema del tetto del debito. Il vero driver dei tassi resta la Fed: quasi tutto il rialzo del decennale da inizio anno si spiega con il riprezzamento dei Fed Funds. Su questo fronte vediamo segnali di esaurimento: il mercato è arrivato a scontare uno scenario molto aggressivo, le aspettative di inflazione restano ancorate e i salari non stanno incorporando lo shock energetico.

Sul piano strutturale restiamo però convinti di essere in un regime di “fiscal dominance”. Con debito pubblico intorno al 100% del PIL e un costo del debito di questa entità, lo scenario più probabile per gli USA è mantenere i tassi reali bassi.

L’Italia: quale effetto su crescita e PIL

Per l’Italia, ci aspettiamo una crescita modesta ma resiliente: un PIL reale in aumento del +0.8/+0.9% nel 2026 e +0.5% nel 2027, frenato in parte da energia più cara e condizioni finanziarie più restrittive.

Le midterm americane incidono su questo quadro attraverso tre canali:

  • Commercio. Gli Stati Uniti sono il secondo mercato di sbocco dell’export italiano. Meccanica, farmaceutica, agroalimentare, vini e alcolici, moda. L’impatto delle midterm sulle politiche tariffarie potrebbe essere relativamente limitato: la sentenza della Corte Suprema e l’avvio dei rimborsi hanno già ridimensionato parte delle misure introdotte, riducendo il rischio di nuovi aumenti generalizzati dei dazi. Restano possibili interventi settoriali, ma non ci attendiamo cambiamenti sostanziali legati al risultato elettorale.
  • Tassi. Una riduzione del premio per il rischio sui Treasury si trasmette ai rendimenti europei e quindi al costo del credito per famiglie e imprese e alla spesa per interessi dello Stato, con un debito che nel 2027 toccherà il picco intorno al 138% del PIL.
  • Energia. Un Congresso democratico potrebbe frenare la guerra con l’Iran. Un petrolio più basso sarebbe il beneficio più rilevante per un Paese importatore come il nostro, anche se, per i tempi di ripristino della capacità di raffinazione, l’effetto sull’economia reale arriverebbe solo dopo alcuni mesi.

Mettendo insieme questi elementi, la nostra stima indicativa è che lo scenario democratico valga per l’Italia un contributo netto positivo ma modesto. Il contributo verrebbe soprattutto da tassi ed energia, in parte compensati da una domanda americana meno vivace. Il governo diviso si collocherebbe a metà strada, con un impatto sostanzialmente neutro. Sul commercio l’impatto sarebbe limitato, perché i margini della Casa Bianca sui dazi sono già stati ridotti dalla Corte Suprema; sui tassi il beneficio sarebbe minore, ma lo stallo legislativo eviterebbe sorprese negative sulla domanda americana. In altre parole, per la crescita italiana le midterm sono un fattore di secondo ordine rispetto a prezzo dell’energia, politica della BCE e scadenze politiche europee. Le presidenziali francesi della primavera 2027 e, da noi, le politiche del 2027 con la nuova legge elettorale sono elementi di maggiore attenzione.

BTP. Lo spread con il Bund è risalito dal minimo di 59 punti base di gennaio a un’area tra 105 e 120, ma per contagio dalla Francia più che per fattori domestici: oggi l’OAT francese rende più del BTP, un’inversione impensabile fino a pochi anni fa. I fondamentali italiani tengono: deficit 2026 al 2%, possibile uscita dalla procedura per deficit eccessivo, un giudizio di S&P atteso per il 13 novembre con outlook positivo, e la domanda di titoli governativi italiani (sia istituzionale che retail) resta solida. Il voto americano agisce sul BTP soprattutto attraverso il canale dei tassi globali: un calo del premio per il rischio sui Treasury aiuterebbe Bund e BTP.

Conclusioni

Il messaggio per gli investitori è di non farsi guidare dall’emotività del risultato. Nel breve è ragionevole attendersi volatilità. Nel medio periodo, che si tratti di un Congresso interamente democratico o di un governo diviso, una Washington meno capace di approvare nuove manovre in deficit è una buona notizia per i tassi e, per questa via, per le valutazioni azionarie, in particolare in Europa. La differenza tra i due scenari sta più nell’intensità che nella direzione: più beneficio sui tassi con il primo, più stabilità legislativa, storicamente gradita alle Borse, con il secondo.

A sostenere il quadro ci sono due convinzioni che vanno oltre il voto. La prima è che la corsa all’AI è una priorità strategica americana, che nessuna maggioranza al Congresso metterà in discussione e che il Tesoro difenderà anche sul fronte dei tassi. La seconda è che l’usura dei conflitti rende più probabile una de-escalation che un’escalation, pur con una normalizzazione dell’energia che richiederà tempo. Restiamo positivi sulle Borse, con un posizionamento disciplinato e un monitoraggio stretto dei rischi, perché gli scenari restano binari.

Siamo tatticamente positivi sui governativi e sul BTP, che offre un rendimento interessante sul tratto intermedio. I rischi da monitorare: un ulteriore rialzo del petrolio, un rallentamento degli investimenti in AI per l’aumento del loro costo di finanziamento e il rischio politico francese.

*CEO di EQUITA

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