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Gualtieri e sostenibilità ambientale: sì a fotovoltaico e fascia verde

Roma punta sulla transizione energetica, sulla mobilità sostenibile e sull’adattamento ai cambiamenti climatici. È la strategia illustrata dal sindaco Roberto Gualtieri nella sala Borgna dell’Auditorium Parco della Musica. Un programma che, tra obiettivi di lungo periodo e interventi sulla città, si affianca alla conferma delle restrizioni al traffico nella Ztl Fascia Verde.

L’allarme di Gualtieri: “Il 50% delle emissioni arriva dagli edifici”

Gualtieri e sostenibilità ambientale: sì a fotovoltaico e fascia verde

Il punto di partenza indicato dal sindaco sono le fonti dell’inquinamento urbano. Secondo i dati citati da Gualtieri, a Roma il 50% delle emissioni di CO2 proviene dagli edifici, mentre il 35% è legato alle automobili. “Se si incentiva l’efficientamento energetico degli edifici e se dal gas si passa ai pannelli solari si genera un drastico abbattimento delle emissioni di CO2 e un risparmio”. Tra gli obiettivi, l’installazione di pannelli solari su tutte le 1.500 scuole della Capitale entro i prossimi sei anni. L’energia prodotta in eccesso durante i periodi di chiusura degli istituti, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrà essere utilizzata per sostenere le persone in difficoltà attraverso le comunità energetiche. Le scuole potrebbero inoltre diventare punti di riferimento durante le ondate di calore. Gualtieri ha prospettato la possibilità di trasformarle in rifugi climatici per gli anziani, grazie alla climatizzazione degli ambienti.

Piste ciclabili e meno auto: la sfida della mobilità

Gualtieri e sostenibilità ambientale: sì a fotovoltaico e fascia verde

Il secondo fronte è quello della mobilità. Per Gualtieri, una parte significativa degli spostamenti in automobile riguarda distanze inferiori al chilometro,  distanze che potrebbero oggettivamente essere percorribili a piedi o in bicicletta. Una scelta che, secondo il sindaco, contribuirebbe a ridurre emissioni e congestione stradale migliorando anche la circolazione per chi deve necessariamente utilizzare l’auto. “Abbiamo poche piste ciclabili, molte in meno di tante altre città europee. Occorre realizzare percorsi sicuri e protetti”. L’obiettivo è rendere gli spostamenti a piedi e in bicicletta più agevoli, superando le resistenze al cambiamento e intervenendo sulla qualità dello spazio pubblico. “La transizione ecologica non può limitarsi alle infrastrutture. Si deve cambiare anche la cultura. Quartieri più vivibili e relazioni sociali più forti possono favorire comportamenti diversi e una maggiore capacità delle comunità di affrontare gli effetti del cambiamento climatico”.

Fascia Verde, ordinanza fino al 31 ottobre 2027

Gualtieri e sostenibilità ambientale: sì a fotovoltaico e fascia verde

Vi sono anche delle misure già definite. Roma Capitale ha pubblicato l’ordinanza sindacale numero 144 del 29 ottobre 2026, che conferma le limitazioni alla circolazione nella Ztl Fascia Verde per il periodo compreso tra il 1° novembre 2026 e il 31 ottobre 2027. Il provvedimento mantiene i divieti già previsti, senza introdurre nuove restrizioni. Le limitazioni si applicano dal lunedì al sabato e sono consultabili sul sito ufficiale del Comune di Roma Capitale. La conferma della Fascia Verde è considerata in Campidoglio come la naturale scelta di continuità delle misure studiate per migliorare la qualità dell’aria. L’idea è intervenire sulle cause strutturali delle emissioni e sulla trasformazione dello spazio urbano”. Spiega il sindaco. La vera sfida tuttavia è tradurre gli obiettivi annunciati in interventi concreti, rendendo la transizione sostenibile compatibile con le esigenze quotidiane di chi vive e si sposta nella Capitale.

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Delfin, colpo di scena: il “re delle armi” ceco Strnad offre 30 miliardi per l’impero Del Vecchio

Delfin, colpo di scena

Una lettera di cinque pagine, datata 20 ottobre e valida trenta giorni, con un’offerta da circa 30 miliardi di euro per l’intero capitale di Delfin, la holding lussemburghese degli eredi di Leonardo Del Vecchio. A firmarla, secondo il Domani, è Michal Strnad, 34 anni, patron del gruppo ceco della difesa Csg, sbarcato a gennaio alla Borsa di Amsterdam con la più grande Ipo di sempre nel settore. Dalla holding nessun commento.

La cifra equivale al valore netto degli attivi scontato del 30%, come d’uso per le holding, e implica quindi un Nav intorno ai 43 miliardi. In portafoglio Delfin ha il 32,4% di EssilorLuxottica e quote pesanti in Mps (17,5%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%). Strnad, che a luglio ha già rilevato il 14% di Pirelli dai cinesi di Sinochem, sarebbe pronto ad accontentarsi anche del 62,5%, sufficiente per il controllo.

La strada è però in salita. Il finanziere chiede di abolire la soglia dell’88% prevista dallo statuto per le decisioni chiave: oggi, di fatto, serve l’unanimità degli otto soci, divisi da anni su governance e riassetto della cassaforte. Alcuni lamentano pure di essere stati informati in ritardo della lettera. E per fonti legali sentite dal Domani un cambio di controllo potrebbe far scattare un’Opa obbligatoria su EssilorLuxottica, che vale oltre 80 miliardi.

L’offerta arriva mentre Delfin, primo azionista del Monte, ha già aderito all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Leonardo Maria Del Vecchio ha replicato che l’eredità del padre deve restare italiana.

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Bobo Vieri, che mazzata: la sua birra rende poco e il resto degli affari va in rosso. Le cifre

Bobo Vieri, il brindisi può aspettare

Non si sta rivelando un grande affare “Bombeer”, la birra lager a bassa fermentazione del “bomber” Christian “Bobo” Vieri da lui lanciata quattro anni fa. Il bilancio del 2025 di Bombeer srl, infatti, s’è chiuso con un utile di soli 5mila euro mentre i ricavi anno su anno sono calati da 815mila euro a 650mila euro.

Bombeer ha liquidità per 41mila euro e un patrimonio netto di soli 61mila euro a fronte però di debiti per quasi 640mila euro. Nell’agosto del 2020 la bevanda fu annunciata con grande enfasi mediatica come una novità nata dalla collaborazione tra due aziende italiane, “uno dei migliori birrifici italiani per qualità e filiera” (il nome non fu mai svelato) e ovviamente il mitico ex cannoniere della nazionale italiana.

C’è da dire che altre società riconducibili a Vieri mostrano perdite e tutte ruotano intorno alla Christiane Rivaux sas costituita nel 1996 di cui socia accomandataria è la Rivaux, madre di Vieri che ne è accomandante.

E così nella galassia dell’accomandita la immobiliare Acquarama srl nel 2025 ha segnato un rosso di 31mila euro, la Team srl (altra immobiliare) nello stesso anno ha perso 34mila euro, la Società Forestale I Bifolchi srl è andata in rosso per 103mila euro e il passivo della Sunny srl, altra società immobiliare e di partecipazioni, è stato di 48mila euro.

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Bosnia, elicottero precipitato: ecco chi sono le quattro vittime. I ritratti

Bosnia, elicottero precipitato: ecco chi sono le vittime

Nell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, sono deceduti quattro militari: due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). Ma chi sono le vittime? A perdere la vita sono stati Simone Ruggia e Claudio Marchesi, che appartenevano alla componente aerea dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci della Croce Rossa.

Per Procacci – riporta Il Corriere della Sera – era la prima missione internazionale. Originaria di Andria, alla salute aveva dedicato tutta la sua vita: si era trasferita a Roma per studiare Medicina e durante l’Università si era impegnata nella Croce Rossa. Proprio lo scorso marzo aveva giurato come sergente, prima donna a raggiungere il grado di sottufficiale nel Corpo militare volontario della Croce Rossa italiana.

A questo corpo apparteneva anche il lombardo Zecchillo, tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare all’Ospedale di Legnano. Dal 1990 tenente della Croce rossa, aveva una grande competenza nelle attività di soccorso e intervento in casi di emergenza. Autore di numerose pubblicazioni, aveva tenuto diversi corsi ed era stato relatore di molte tesi di laurea alle Facoltà di Medicina delle Università di Milano e Varese.

Le vittime dell’Esercito

Ruggia e Marchesi erano tecnici di volo, e facevano parte del Primo reggimento Aviazione dell’esercito “Antares” di Viterbo. Ruggia era originario di Salerno. Era un appassionato di corsa e di immersioni subacquee. Sui social scrivevano di lui: “E tu Simone accetti e superi sempre nuove sfide”. Marchesi, 35 anni, era originario di Orvieto, nel Ternano. Appassionato di sci e calcio, sport che aveva praticato da ragazzo. Oltre ai quattro morti, nella tragedia di ieri si contano anche undici feriti (dieci militari dell’Esercito e uno della Croce Rossa): “Nessuno di loro versa in pericolo di vita“, ha precisato ieri sera il ministero della Difesa.

Da quanto è trapelato ieri sera, il Chinook precipitato subito dopo il decollo era partito mercoledì proprio dalla base nella città laziale, e dopo una tappa all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia. Allo stesso raggruppamento apparteneva anche l’elicottero precipitato ad Abu Dhabi nel 1980, un incidente durante una dimostrazione che costò la vita a tredici persone.

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Pechino Express 2027, dieci coppie dal Cile al Brasile: ecco chi sono i nuovi concorrenti

Pechino Express torna nel 2027 con dieci nuove coppie e una lunga avventura attraverso il Sud America. Sky ha svelato il cast della prossima edizione, intitolata “La rotta dei due Oceani”, che porterà i concorrenti dal Cile al Brasile passando per l’Argentina. Alla guida del programma sarà ancora una volta Costantino della Gherardesca. La nuova stagione dello show Sky Original prodotto da Banijay Italia sarà trasmessa in esclusiva su Sky e disponibile in streaming su NOW nel 2027.

Pechino Express 2027, tutte le coppie del cast

Tra i nomi più attesi ci sono Rocco Siffredi e Rózsa Tassi, marito e moglie dal 1993. Lei, ex Miss Ungheria, ha mantenuto negli anni un profilo decisamente più riservato rispetto al marito. Per la coppia Pechino Express rappresenterà una nuova esperienza insieme dopo oltre trent’anni di matrimonio.

Spazio anche a Franceska Nuredini e Ginevra Festa, ballerine professioniste e amiche. Nuredini ha lavorato in numerosi tour e produzioni televisive ed è nota anche per la relazione con Elodie, mentre Festa è stata tra le Veline di Striscia la Notizia.

In gara ci saranno poi Benji e Fede, Benjamin Mascolo e Federico Rossi. Dopo la separazione artistica del 2020 e la reunion iniziata nel 2024, il duo pop affronterà questa volta una sfida lontana dai palchi.

La coppia dei creator sarà formata da Alessia Lanza e Andrea Fratino. Lei è una delle influencer italiane più seguite della sua generazione e conduce il podcast Mille Pare; lui crea soprattutto contenuti legati al calcio ed è stato tra i concorrenti de La Caserma.

Pechino Express 2027, dagli sportivi alle Bambole di Pezza

Il mondo dello sport sarà rappresentato da Andrew Howe e Tommaso Marino. Howe è stato vicecampione del mondo e campione europeo nel salto in lungo e detiene il record italiano di 8,47 metri. Marino ha invece alle spalle oltre vent’anni da cestista professionista ed è oggi commentatore di basket.

A rappresentare la musica rock saranno Cleo Ungarelli e Dani Piccirillo, rispettivamente cantante e chitarrista delle Bambole di Pezza.

Una delle coppie più riconoscibili sui social sarà invece quella formata da Angela “Bella Fisica” Lin e Alessandro Zhu, madre e figlio. Angela è diventata virale grazie ai video realizzati nel suo negozio romano e ai suoi tormentoni, mentre Alessandro è spesso protagonista dei contenuti insieme alla madre.

Nel cast anche Danilo da Fiumicino e Alessandro Pieravanti, amici, autori e podcaster alla guida di De Core. Danilo Contaldo è inoltre speaker radiofonico, mentre Pieravanti ha lavorato per anni anche come musicista e autore.

Pechino Express 2027, dai divulgatori Geopop alle sorelle Gregoraci

Completano il cast Riccardo De Marco, conosciuto come DeNa, e Maria Bosco, MeriBì. Entrambi lavorano per Geopop: lui è chimico e divulgatore scientifico, lei ha una formazione in matematica e ingegneria matematica e si occupa di divulgazione su scienza, tecnologia e temi di attualità.

Ultime, ma tra le coppie destinate ad attirare maggiore attenzione, Elisabetta e Marzia Gregoraci. Le due sorelle sono molto legate ma hanno percorsi professionali differenti: Elisabetta è da anni un volto della televisione italiana, mentre Marzia lavora nel settore immobiliare e delle ristrutturazioni.

La nuova rotta partirà dai deserti del Cile e dalle Ande, proseguirà attraverso le pianure argentine e le cascate di Iguazú, per poi entrare in Brasile. I concorrenti attraverseranno il Pantanal e le zone legate alle antiche miniere d’oro fino al traguardo di Rio de Janeiro. Un viaggio da ovest a est che unirà quindi Oceano Pacifico e Oceano Atlantico, da cui il titolo scelto per l’edizione: “La rotta dei due Oceani”.

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X Factor 2026, secondo Live: chi è stato eliminato e chi invece si è salvato

Veronica Bruganelli è la seconda eliminata dei Live di X Factor 2026. La concorrente della squadra di Jake La Furia ha perso il ballottaggio contro Lenanie, del team di Irama. Il verdetto è arrivato con tre voti contro uno: Irama, Francesco Gabbani e Paola Iezzi hanno scelto di eliminare Veronica, mentre Jake La Furia ha votato contro Lenanie.

X Factor 2026, chi è finito al ballottaggio

Il secondo Live è stato diviso in due manche da sei concorrenti. Al termine della prima il meno votato dal pubblico è stato Lenanie, che aveva interpretato C’è tempo di Ivano Fossati con una riscrittura personale del testo. La scelta aveva provocato anche una discussione tra i giudici, soprattutto tra Francesco Gabbani e Irama, sull’opportunità di modificare così profondamente una cover.

Nella seconda manche è stata invece Veronica a ottenere meno voti. La cantante aveva affrontato Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler.

X Factor 2026: Veronica contro Lenanie, il voto dei giudici

Nel confronto finale Lenanie ha cantato Cambia un uomo di Marco Mengoni. Veronica ha scelto invece il proprio cavallo di battaglia, You Stole the Show di Sienna Spiro. Jake La Furia ha difeso la propria concorrente votando per eliminare Lenanie. Irama ha fatto la scelta opposta.

A decidere il risultato sono stati quindi Gabbani e Paola Iezzi, che hanno entrambi votato contro Veronica. Con tre voti su quattro la concorrente ha dovuto lasciare il talent e non è stato necessario ricorrere al Tilt, il televoto rapido previsto in caso di parità.

X Factor 2026: chi si è salvato

Lenanie resta quindi nella squadra di Irama insieme a Patrizia e Le Distanze. Jake La Furia prosegue invece con ALÌA e Alex Fontana. Veronica era già finita al ballottaggio durante il primo Live, quando era riuscita a salvarsi contro Alice Fregoso. Alla seconda occasione il verdetto è stato opposto.

Tutti gli altri concorrenti hanno superato direttamente il televoto. Tra le esibizioni più apprezzate della serata quelle di camilla con As the World Caves In e Alex Fontana con Street Spirit (Fade Out) dei Radiohead.

X Factor 2026, MEEK ospite del secondo Live

Superospite della puntata è stata MEEK, progetto della cantautrice e producer britannica Georgia Meek. L’artista si è esibita con Fabulous, brano che negli ultimi mesi ha ottenuto forte diffusione anche in Italia. Dopo due Live sono quindi due le concorrenti eliminate: Alice Fregoso nella prima serata e Veronica nella seconda. Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 5 novembre.

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Meteo, in arrivo una corrente di aria fredda dal Nord: ecco quando crollano le temperature e dove pioverà

L’assetto barico a scala continentale subirà una marcata variazione in corrispondenza del fine settimana del 31 ottobre e 1° novembre: la dinamica sarà guidata da una struttura di blocco caratterizzata da un’estesa area anticiclonica posizionata tra la Penisola Iberica e la Danimarca, con massimi di pressione al suolo collocati tra Regno Unito, Francia e Germania, contrapposta a una circolazione ciclonica stazionaria tra la Penisola Ellenica, la Turchia e il Mar Nero.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che questa configurazione favorirà l’apertura di un corridoio di correnti fredde di estrazione artico-continentale, originate tra la Finlandia e la Russia occidentale, dirette verso il bacino del Mediterraneo. Tale flusso determinerà una diminuzione termica sensibile su gran parte del territorio nazionale, con valori sia minimi sia massimi che scenderanno, entro domenica, circa 3-4°C al di sotto delle medie climatologiche del periodo.

Dinamica perturbata tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre

Dopo un venerdì a tratti instabile sul settore orientale e sul Sud peninsulare, nel corso di sabato 31 ottobre si registreranno i primi rovesci più organizzati sulle regioni del Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori, con apporti stimati tra 5 e 15 mm/24h.

La fase di maggiore instabilità atmosferica si manifesterà tuttavia durante la giornata di domenica 1° novembre: l’ingresso di altre masse d’aria fredda sul Mediterraneo favorirà l’approfondimento di un centro di bassa pressione con lo sviluppo di sistemi temporaleschi organizzati tra Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia, con cumulate localmente fino a 50-60 millimetri nell’arco di poche ore, specie lungo il versante adriatico e sul Basso Tirreno.

Sul resto del Paese prevarranno condizioni di tempo asciutto, seppur in un contesto termico a tratti freddo per il periodo con massime anche inferiori ai 14-15°C. Per la valutazione delle criticità idrogeologiche e idrauliche connesse ai fenomeni temporaleschi, si rimanda alla consultazione dei bollettini ufficiali della Protezione Civile.

Ventilazione, stato del mare e quota neve

Il transito depressionario sarà accompagnato da una sostenuta ventilazione settentrionale, con raffiche di Grecale e Tramontana stimate fino a 50-60 km/h sui bacini centro-meridionali e in Toscana; i mari risulteranno molto mossi o localmente agitati al largo, con un’altezza d’onda significativa compresa tra 1,5 e 2,5 metri e punte fino a 3 metri in mare aperto.

L’afflusso freddo determinerà inoltre un repentino abbassamento della quota neve. Sull’Appennino centrale i fiocchi si spingeranno fino a quote comprese tra 1000 e 1200 metri, in particolare tra la serata di domenica e le prime ore di lunedì, interessando le zone interne di Marche, Abruzzo, Molise e Lazio, mentre sui rilievi meridionali la quota si attesterà oltre i 1400 metri. Nevicate a quote superiori ai 1000 metri interesseranno anche i rilievi alpini centro-orientali.

Questa configurazione fredda e instabile caratterizzerà anche l’avvio della prossima settimana al Centro-Sud, prima di una progressiva attenuazione dell’afflusso freddo attesa da mercoledì.

Meteo weekend nel dettaglio

  • Venerdì 30. Al Nord: tempo stabile con ampie schiarite; fresco al primo mattino. Al Centro: cieli parzialmente nuvolosi sul versante adriatico con isolati piovaschi, soleggiato altrove. Al Sud e sulle Isole: addensamenti tra Puglia e Calabria ionica con deboli piovaschi isolati; ventilazione da nord-est con raffiche fino a 30-40 km/h e mari fino a mossi con altezza d’onda tra 1 e 1,5 metri.
  • Sabato 31. Al Nord: cieli poco nuvolosi; deboli nevicate sulle Alpi centro-orientali di confine oltre i 1000 metri. Al Centro: piogge sparse lungo il versante adriatico tra Marche e Abruzzo (5-15 mm/24h); schiarite sulle tirreniche. Al Sud e sulle Isole: instabilità con rovesci sparsi su Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale (5-15 mm/24h); venti settentrionali in rinforzo con raffiche fino a 40-50 km/h.
  • Domenica 1. Al Nord: condizioni asciutte ma con nubi sparse; clima freddo con massime inferiori ai 14-15°C. Al Centro: rovesci e temporali su Romagna, Marche, Abruzzo e Molise (fino a 50-60 mm in poche ore); quota neve in calo serale a 1000-1200 metri. Al Sud e sulle Isole: precipitazioni diffuse anche a carattere temporalesco su Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna orientale (localmente 50-60 mm); venti tesi con raffiche fino a 50-60 km/h e mari molto mossi o agitati (onde tra 1,5 e 3 metri).
  • Tendenza: persistenza di correnti fredde nord-orientali e instabilità residua al Sud fino a martedì; progressiva attenuazione dell’afflusso freddo e graduale rialzo termico a partire da mercoledì.

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Patrick Stewart morto a 86 anni: da Picard al Professor X, chi era e quali film ha fatto

Patrick Stewart è morto a 86 anni nella sua casa di Los Angeles, circondato dalla moglie Sunny Ozell, dai familiari e dagli amici. L’attore britannico, protagonista di Star Trek e della saga degli X-Men, aveva affrontato negli ultimi anni l’Alzheimer. La famiglia ha annunciato la morte il 29 ottobre.

Patrick Stewart: da Shakespeare al capitano Picard

Patrick Stewart era nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire. Prima della fama televisiva aveva costruito una lunga carriera nel teatro britannico. Dopo la formazione alla Bristol Old Vic Theatre School entrò nella Royal Shakespeare Company, dove rimase per circa 14 anni interpretando numerosi personaggi del repertorio classico.

La svolta internazionale arrivò nel 1987, quando ottenne il ruolo del capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation. Interpretò Picard per 178 episodi fino al 1994 e tornò successivamente nel personaggio nei film Star Trek: Generations, Primo contatto, L’insurrezione e La nemesi. Decenni più tardi tornò ancora una volta nell’universo di Star Trek con la serie Star Trek: Picard.

Patrick Stewart e il professor Xavier negli X-Men

Per un’altra generazione Stewart è soprattutto Charles Xavier, il Professor X. Il debutto avvenne con X-Men nel 2000. Tornò nel ruolo in X-Men 2, X-Men: Conflitto finale, X-Men – Giorni di un futuro passato e Logan, oltre ad altre apparizioni legate all’universo Marvel.

Il rapporto sullo schermo con Ian McKellen, interprete di Magneto e suo grande amico anche nella vita, diventò uno degli elementi più riconoscibili della saga. Stewart riprese ancora una versione di Xavier in Doctor Strange nel Multiverso della Follia.

Patrick Stewart: da Dune a Robin Hood

La carriera cinematografica era però molto più ampia. Nel 1981 partecipò a Excalibur di John Boorman. Nel Dune di David Lynch del 1984 interpretò Gurney Halleck. Nel 1993 apparve invece nella commedia Robin Hood – Un uomo in calzamaglia di Mel Brooks, interpretando Re Riccardo.

La sua attività teatrale non si interruppe con la fama hollywoodiana. Nel West End e a Broadway fu protagonista, insieme a Ian McKellen, anche di Aspettando Godot di Samuel Beckett.

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Puglia in lutto, morto il padre del governatore Decaro. Fu assessore a Bari

Puglia, morto il padre del governatore Decaro

Si è spento a 83 anni Giovanni Decaro, padre del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e del docente universitario Nicola Decaro. Era ricoverato all’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari.

Ferroviere di professione, Giovanni Decaro era stato anche assessore al Comune di Bari per un anno, in quota socialista. Il governatore lo ha ricordato spesso nei suoi interventi pubblici, indicandolo come l’origine della sua passione per la politica e per i trasporti.

Al presidente Decaro e al fratello Nicola è arrivato il cordoglio del presidente del Consiglio regionale pugliese, Toni Matarrelli. “Con la scomparsa di Giovanni Decaro la nostra comunità perde un uomo laborioso e generoso, che ha saputo mettere la propria esperienza e passione al servizio della collettività”, si legge nella nota. A nome suo e dell’intera assemblea regionale, Matarrelli ha espresso “il più sentito cordoglio”, stringendosi con affetto e fraterna vicinanza al governatore, al fratello e a tutta la famiglia “in questo momento di grande dolore”.

Al presidente Antonio Decaro, al fratello Nicola e a tutti i familiari giungono anche le più sentite condoglianze di Affaritaliani e dell’Associazione La Piazza, che si uniscono al dolore della famiglia.

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Oggi la moda cambia abito, ma non sempre cambia le idee

Dallo smoking femminile al punk: quando la moda rompe gli schemi

Nel 1946 bastò un costume da bagno per scandalizzare il mondo. Oggi, in un’industria in cui le immagini raggiungono milioni di persone in pochi secondi, provocare sembra facile. Ma essere rivoluzionari è un’altra storia.

Oggi la moda cambia abito, ma non sempre cambia le idee
Soo Catwoman e Vivienne Westwood

La moda ha sempre avanzato attraverso le sue rotture. Nel 1966 Yves Saint Laurent introdusse il celebre smoking femminile, trasferendo nel guardaroba delle donne un simbolo di eleganza maschile. Inizialmente accolto con diffidenza da parte della clientela haute couture, sarebbe diventato un classico. Negli anni Settanta, Vivienne Westwood trasformò l’estetica punk in un linguaggio di ribellione, portando strappi, spille da balia e tartan contro le convenzioni del gusto borghese. Due visioni diverse, un principio comune: mettere in discussione ciò che la società considerava normale.

Oggi la sfida si gioca anche su un altro terreno: quello della visibilità. Le sfilate non sono più soltanto appuntamenti per addetti ai lavori, ma eventi globali, osservati in tempo reale attraverso social network e piattaforme digitali. Una creazione può diventare virale prima ancora di arrivare nei negozi. Eppure, essere ovunque non significa necessariamente lasciare un segno.

Roma e Valentino: quando la passerella diventa un manifesto

Un esempio significativo arriva proprio da Roma, città che custodisce una parte fondamentale della storia dell’alta moda italiana. L’8 luglio 2022, Pierpaolo Piccioli riportò Valentino nella Capitale con The Beginning, una spettacolare sfilata che trasformò la scalinata di Trinità dei Monti e piazza di Spagna in una passerella fino a piazza Mignanelli, sede dello storico atelier della maison. Ma oltre alla scenografia monumentale, a caratterizzare l’evento fu soprattutto una precisa scelta creativa: celebrare la diversità attraverso modelle e modelli di differenti età, origini e identità. Un modo per dimostrare che anche una casa di moda profondamente legata alla tradizione può mettere in discussione i canoni estetici consolidati. E che Roma può essere non soltanto una cornice straordinaria, ma anche un laboratorio di nuove idee sulla bellezza.

Oggi la moda cambia abito, ma non sempre cambia le idee
Valentino Garavani e il suo iconico rosso

Tra creatività e viralità: la vera rivoluzione resiste al tempo

Il settore stesso sembra interrogarsi su questa contraddizione. Secondo il rapporto The State of Fashion 2026 di McKinsey e Business of Fashion, nove delle quindici maggiori aziende del lusso hanno nominato nuovi direttori creativi nei dodici mesi fino a settembre 2025. Un ricambio che riflette anche la ricerca di nuove idee e di una maggiore differenziazione. La creatività, infatti, resta un elemento decisivo per rendere desiderabile un marchio.

Ma dove finisce l’innovazione e dove comincia lo spettacolo? Un abito estremo può sorprendere, una campagna può far discutere, una sfilata può conquistare i social. La vera prova arriva dopo: quando l’immagine svanisce e resta ciò che quella creazione ha realmente cambiato.

Forse oggi essere rivoluzionari non significa necessariamente scandalizzare. Significa avere una visione riconoscibile, rompere gli schemi senza inseguire ogni tendenza e proporre un’estetica capace di resistere alla velocità del presente. Perché la moda non ha bisogno soltanto di nuovi abiti. Ha bisogno di nuove idee. E la differenza tra una tendenza e una rivoluzione sta tutta lì: la prima cattura lo sguardo, la seconda cambia il modo di vedere.

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Bitcoin, voci su un maxi attacco hacker a Binance e crollo del 3%. La piattaforma: “I fondi dei clienti sono al sicuro”

Bitcoin ha registrato un netto calo dopo che diversi operatori del settore hanno segnalato un presunto attacco informatico di vasta portata contro Binance, una delle principali piattaforme di scambio di criptovalute al mondo. La società ha annunciato di aver avviato verifiche, senza tuttavia confermare di aver subito una violazione dei propri sistemi. Binance ha assicurato che i fondi depositati dai clienti sulla piattaforma sono “completamente al sicuro”, mentre diversi esperti del settore hanno riferito di presunte sottrazioni di criptovalute per importi ingenti. Al momento, le segnalazioni non hanno ricevuto conferme ufficiali. Il bitcoin è quindi scivolato di oltre il 3% poco sopra quota 78.000 dollari.

Il calo del Bitcoin sotto gli 80.000 dollari ha innescato liquidazioni per oltre 600 milioni di dollari nel mercato delle criptovalute nel giro di un’ora. Anche altre monete, come BNB ed Ethereum, hanno registrato forti ribassi. Per limitare i danni, i principali emittenti di bitcoin sono intervenuti tempestivamente: Tether ha congelato quasi 1,57 miliardi di dollari, Circle ha bloccato oltre 800 milioni di dollari e Ripple ha congelato circa 200 milioni di dollari.

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Bolsonaro jr, il giallo del viaggio da 150.000 dollari pagato “da un conto degli Stati Uniti”. La “manina” sospetta del consigliere di Trump

Il jet privato con cui Flávio Bolsonaro ha lasciato il Brasile per raggiungere gli Stati Uniti è stato prenotato e pagato da un intermediario del settore aeronautico attraverso un conto bancario americano. Lo ha riferito all’Afp Luis Grande, proprietario della compagnia argentina Baires Fly, che ha effettuato il volo. Il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, sconfitto domenica alle elezioni presidenziali da Lula, ha raggiunto la Florida dopo essere fuggito in Argentina, mentre in Brasile è indagato per presunto riciclaggio di denaro. “Mi ha contattato un intermediario che conosco da dieci anni e che vive negli Stati Uniti”, ha spiegato Grande, precisando di aver ricevuto un pagamento di 150.000 dollari da un conto americano.

Il New York Times e il Wall Street Journal hanno riferito che il volo sarebbe stato organizzato da un consigliere del presidente Donald Trump. La Casa Bianca non ha commentato. Bolsonaro, che non ha riconosciuto la sconfitta elettorale, è partito nella notte tra martedì e mercoledì dall’aeroporto argentino di Puerto Iguazú, dopo aver attraversato via terra il confine brasiliano insieme alla moglie e alle due figlie.

Secondo quanto riportato dal New York Times, Trump avrebbe agevolato la fuga di Flávio Bolsonaro dal Brasile agli Stati Uniti. Il giornale, citando funzionari statunitensi a conoscenza del piano, scrive che Trump ha ordinato che Bolsonaro fosse accolto in Florida con un permesso di soggiorno temporaneo, che probabilmente sarebbe stato esteso alla residenza permanente. Un funzionario della Casa Bianca avrebbe anche organizzato il jet privato che ha trasportato Bolsonaro e la sua famiglia a Miami, secondo quanto riportato dal Times.

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Medio Oriente nel caos, 4 petroliere in fiamme a Hormuz, missili Houthi contro l’Arabia. Trump con i vertici militari Usa alla Casa Bianca

Le forze armate iraniane hanno annunciato che quattro petroliere sono state colpite da mine navali e hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti sostengono di aver in gran parte bonificato. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, tre imbarcazioni avrebbero urtato le mine mentre tentavano di attraversare una rotta non autorizzata nella parte meridionale dello Stretto, dopo aver disattivato radar e sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti iraniani. L’esercito di Teheran ha successivamente riferito di un quarto tanker danneggiato e incendiato nelle stesse circostanze. Non sono state precisate le bandiere delle navi né la provenienza dei carichi.

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha segnalato un’imbarcazione in fiamme al largo dell’Oman e una petroliera colpita da un proiettile, di cui non è stata identificata la natura. In quest’ultimo episodio non si registrano feriti. Non è ancora chiaro se le due navi siano tra le quattro che, secondo Teheran, avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz.

L’Iran considera illegittimo il passaggio delle navi lungo il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alle coste dell’Oman. “La rotta non autorizzata è minata e gli armatori e gli equipaggi che decidono di attraversarla lo fanno a proprio rischio e pericolo”, hanno avvertito i Guardiani della Rivoluzione, invitando a non dare credito alle “assurdità diffuse sui social media dal Centcom”, il comando militare americano per il Medio Oriente e l’Asia.

Gli incidenti riaccendono lo scontro tra Iran e Stati Uniti sulla sicurezza di una delle rotte marittime più importanti al mondo, attraverso la quale, prima della guerra, transitava circa un quinto degli idrocarburi mondiali. Washington sostiene di aver bonificato dalle mine iraniane i principali corridoi di navigazione e di aver contribuito, dall’estate, al transito di 1,5 miliardi di barili di petrolio. Teheran contesta però questa ricostruzione e avverte che le rotte non autorizzate restano minate.

“Dimostrate di aver bonificato lo Stretto di Hormuz con prove indipendenti, non con semplici dichiarazioni“, ha affermato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi. In un comunicato separato, i Pasdaran hanno inoltre annunciato di aver catturato un drone da ricognizione statunitense. Secondo quanto riferito, il velivolo, identificato come un MQM-170, sarebbe stato intercettato da un’unità di guerra elettronica durante un’operazione nella parte occidentale dello Stretto di Hormuz.

Un frammento di missile ha ferito un cittadino saudita. L’autorità di protezione civile saudita ha dichiarato che alcune schegge cadute, in seguito all’intercettazione di due missili, hanno ferito un cittadino saudita a Riad. L’intercettazione ha provocato anche danni a un’abitazione e a un veicolo, ha dichiarato il portavoce delle autorità all’agenzia di stampa statale.

Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha affermato di avere condotto sei operazioni militari contro l’Arabia Saudita. Secondo la dichiarazione di Saree, gli Houthi hanno preso di mira i seguenti obiettivi: la raffineria petrolifera di Ras Tanura con un missile balistico, l’impianto Aramco ad Abqaiq con un missile, l’Aeroporto internazionale Re Khalid di Riad con numerosi missili, l’aeroporto internazionale King Fahd di Dammam con un drone, la raffineria petrolifera di Rabigh con un missile balistico, il Quartier generale delle truppe saudite nella regione di Najran. L’Arabia Saudita non ha ancora confermato le affermazioni degli Houthi.

Il presidente americano Donald Trump non permetterà che il conflitto con l’Iran si trasformi in una “guerra senza fine”. Lo ha assicurato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, difendendo la campagna militare dell’amministrazione americana in Medio Oriente.

Il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’ammiraglio Brad Cooper, ha informato il Presidente americano Donald Trump sulle opzioni militari da adottare nei confronti dell’Iran durante una rara visita alla Casa Bianca. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali americane e altre fonti con conoscenza diretta della questione. Secondo il quotidiano, all’incontro hanno partecipato anche il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Kyne. L’incontro ha fatto seguito a una riunione tenutasi ieri alla Casa Bianca, durante la quale gli ufficiali militari hanno incontrato il vicepresidente JD Vance, ha affermato una fonte.

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Ucraina, i russi bombardano Kiev e Dnipro: ennesima strage. Incendi e danni: in 350mila senza luce

Una persona è morta a Kiev e circa 350.000 sono rimaste senza elettricità nella regione di Dnipro in seguito a una nuova ondata di attacchi russi nella notte. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando le autorità ucraine. La capitale è stata colpita da alcuni missili balistici che hanno provocato incendi e danni a diversi edifici. Secondo il sindaco Vitali Klitschko, nel distretto di Darnytskyi sono stati colpiti alcuni magazzini, mentre nel vicino quartiere di Dniprovskyi i detriti dei missili sono caduti nei pressi di edifici residenziali, danneggiando un negozio, diverse automobili e le finestre delle abitazioni.

Nella regione di Dnipro, gli attacchi contro le infrastrutture energetiche hanno lasciato senza corrente circa 350.000 persone, secondo il governatore regionale Oleksandr Ganzha. Le squadre di emergenza sono al lavoro per ripristinare le forniture. I nuovi bombardamenti arrivano dopo una giornata particolarmente sanguinosa, durante la quale un attacco russo contro una stazione ferroviaria di Dnipro ha provocato almeno 14 morti e altrettanti feriti. Mosca ha intensificato nelle ultime settimane i raid contro la rete energetica ucraina, prendendo di mira centrali elettriche e infrastrutture del gas in vista dell’inverno.

L’Ucraina ha sospeso informalmente gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe dopo settimane di pressioni da parte del presidente americano Donald Trump. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza delle operazioni militari. La pausa, iniziata a metà ottobre, dovrebbe proseguire almeno fino alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti di inizio novembre e potrebbe estendersi anche nelle settimane successive. Secondo il quotidiano, Trump avrebbe chiesto ripetutamente a Kiev di interrompere i bombardamenti contro le infrastrutture petrolifere russe, ritenendoli responsabili dell’aumento dei prezzi dei carburanti.

La richiesta sarebbe stata ribadita dall’inviato americano Jared Kushner durante un incontro con Volodymyr Zelensky il 20 ottobre a Oslo, proponendo una sospensione di 30 giorni come gesto di riconoscenza per gli sforzi diplomatici di Washington. Il presidente ucraino ha tuttavia precisato che non esiste alcun ordine formale di fermare gli attacchi e che le forze armate restano libere di riprenderli. La decisione arriva in un momento di forte tensione tra Washington e Kiev, aggravata dalle recenti limitazioni al servizio satellitare Starlink utilizzato dall’esercito ucraino. Secondo il Wsj, anche alcuni alleati europei avrebbero consigliato a Zelensky di sospendere temporaneamente i raid per evitare ulteriori tensioni con Trump. La Russia, intanto, continua a colpire le infrastrutture energetiche e le città ucraine.

La delegazione russa guidata dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov è arrivata ad Atlanta, negli Stati Uniti, per partecipare alla riunione dei capi delle diplomazie del G20, in programma oggi e domani. Lo riferisce l’agenzia Tass, precisando che l’aereo governativo è atterrato nella capitale dello stato della Georgia dopo un viaggio da Mosca durato 20 ore e 10 minuti, con uno scalo intermedio. La riunione, ospitata dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta uno dei principali appuntamenti preparatori del vertice dei leader del G20, previsto il 14 e 15 dicembre a Doral, vicino a Miami. Non è ancora stata presa alcuna decisione sull’eventuale partecipazione del presidente russo Vladimir Putin, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

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Bosnia, ecco che cosa è successo. L’elicottero italiano in avvitamento e la tragedia: muoiono in 4, i feriti sono 11 (e c’è un precedente)

Nell’incidente che ha coinvolto un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, sono deceduti quattro militari e i feriti sono 11. Due delle vittime erano appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). Lo rende noto il ministero della Difesa. A bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Undici i feriti: stanno ricevendo le cure necessarie e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita. La Difesa ha immediatamente disposto l’invio di un’équipe medica italiana per garantire ai feriti il massimo supporto e la migliore assistenza possibile.

“Ci uniamo al dolore dei familiari del sergente Simone Ruggia, del sergente Claudio Marchesi, del tenente del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana Franco Adriano Zecchillo e del sergente del Corpo militare volontario della Croce rossa Laura Procacci, che hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito”. In un post su X il ministro della Difesa Guido Crosetto rivolge il suo cordoglio ai familiari dei militari caduti nell’incidente in Bosnia-Erzegovina, dove è precipitato un elicottero italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Eufor Althea. Quattro i militari che hanno perso la vita: due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). I due sergenti appartenevano all’Aviazione dell’Esercito. “L’angoscia e la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa delle Forze armate del 4 novembre”, ha aggiunto il ministro.

Che cosa è successo? “È quasi certamente un guasto tecnico”. “Dettagli? Impossibile, è troppo presto, ci potrebbero volere giorni per capire e risalire alle cause”. Al ministero della Difesa, le prime ore dopo la tragedia, sono concentrati su altro, sul bilancio delle vittime, le famiglie da contattare prima che arrivino le notizie dai media, italiani o bosniaci. Poi arrivano brandelli di informazioni aggiuntive, filtra che – riporta Il Corriere della Sera – i piloti si sono salvati, “ed è stato quasi un miracolo”, commentano nel governo. Filtra anche un’ipotesi di guasto specifico, gli esperti di elicotteri hanno guardato il video che è stato postato su Facebook dalla Bosnia, sembra che uno dei due rotori si sia bloccato, o abbia operato un’inversione della rotazione. Almeno questo sembrano raccontare le immagini e i pochi fotogrammi disponibili prima dello schianto: le sequenze di un avvitamento anomalo.

C’è un precedente, stesso elicottero, stessa città. Il Chinook caduto in Bosnia è di Viterbo. E Viterbo ha già pianto per un CH-47 Chinook. Era domenica 30 marzo 1980, aeroporto di Abu Dhabi. La missione si chiamava “Ghibli”, come il vento del deserto: doveva provare che il gigante a due rotori reggeva sabbia e caldo. Volo dimostrativo a quota bassissima, vicino a un hangar. Le pale del rotore posteriore urtano la struttura, l’elicottero si ribalta, i serbatoi si squarciano. In pochi secondi è un rogo. Sei militari muoiono sul colpo, altri quattro nelle 48 ore successive, per le ustioni.

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Meloni: In manovra risposta ai giovani, non ai vandali. La domanda del Direttore di Vista Jakhnagiev

(Agenzia Vista) Roma, 28 ottobre 2026
“Non so se farò altre Manovre in futuro, questo lo decideranno gli italiani. Abbiamo previsto un pacchetto giovani, ma non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, ma ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, lavorare o affittare una casa”. Lo ha detto la Presidente Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi rispondendo a una domanda del Direttore di Agenzia Vista Alexander Jakhnagiev sulla Manovra.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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