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Sciopero generale, il manifestante ai poliziotti: “Il governo ci affama. Scendete in piazza con noi”

“Non ce la facciamo ad arrivare a fine mese e la vostra situazione non è così diversa”. A dirlo ai poliziotti e ai finanzieri è uno degli oltre 50mila manifestanti che hanno sfilato in corteo per le vie di Milano.

“Cosa ci vuole a farvi scendere in piazza con noi”, ha detto lo studente universitario alle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. “Il governo ci affama, devo fare cinquanta chilometri al giorno per andare in aula. Non vi chiedo una rivolta violenta, ma pacifica”.

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“A fine stipendio c’è ancora troppo mese, come faremo a pagare i riscaldamenti?”. “Spendete i soldi per i giovani, non nelle armi”: le voci dal corteo di Milano

“Siamo stufi di sentire le solite bugie, di fare guerra tra poveri”. “Faccio la maestra e oggi sciopero per il carovita, i tagli alla salute e i tagli alla scuola”. Sono alcune delle voci dal corteo di Milano durante la mobilitazione generale del 30 ottobre. “A fine stipendio c’è troppo mese”, dice una docente. “Ora che arriva l’inverno come faremo con il riscaldamento?”.

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“La sfida a Salvini? I veneti hanno tirato indietro il braccino”. Il videoracconto del congresso della Lega

“Questi veneti qui quando c’era da tirare fuori i coglioni si sono ritirati, mentre noi lombardi siamo andati avanti”. Lo storico militante leghista Elio Fagioli riassume così il congresso della Lega che si è concluso oggi a Milano. Matteo Salvini è stato riconfermato segretario con 465 voti a favore mentre il suo sfidante Massimo Garavaglia si è fermato a 146. “Sono soddisfatto, un ottimo risultato sostanzialmente da solo perché non ho un’organizzazione dietro se non le mie figlie fantastiche” ha detto lo sfidante che ha dato la mano e abbracciato Salvini al termine della votazione. Dall’altro lato il vicepremier rilancia: “Possiamo vincere le prossime elezioni, come minimo come secondo partito della coalizione”.

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Ucraina, Zaia sta con Salvini: “Stop alle armi? Certo, sono anche obiettore. Rischia di diventare il nostro Afghanistan”

“Voglio ricordare che sono anche un obiettore di coscienza”. L’ex presidente del Veneto Luca Zaia, rispondendo alle domande de ilfattoquotidiano.it dopo il discorso del riconfermato segretario Matteo Salvini, si è detto d’accordo con la promessa di dire basta alle armi e ai soldi all’Ucraina. “Questa guerra si sta radicalizzando e rischia di diventare il nostro Afghanistan. Voglio ricordare che siamo in guerra dal 24 febbraio 2022 e sono già passati quasi più anni della Seconda guerra mondiale. Penso sia fondamentale che si arrivi a un armistizio e a un processo di pace. Questo lo può fare solo la diplomazia”.

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Congresso Lega, striscioni e cori pro Salvini. Ma non mancano i fischi e c’è chi grida: “Stipendiati”

Matteo Salvini, prima del suo intervento al congresso della Lega a Milano, è stato accolto da cori e bandiere. Ma c’è anche chi lo fischia e urla ai sostenitori “stipendiati”. La prima fila era in gran parte seduta mentre arrivava Salvini, accolto dagli applausi dei delegati.

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Salvini in piazza Duomo: “I leoni da social che chiamano al saccheggio dovranno rendere conto, ma anche le piattaforme rispondano”

Sabato mattina, il vicepremier Matteo Salvini fa visita ai parà in piazza Duomo. “Chiunque deve sapere, non solo a Milano ma in tutte le altre città, che innanzitutto chi rompe paga e poi nessuno rimane impunito – avverte Salvini – nelle ultime ore centinaia di questi leoni da social sono stati visitati a casa e dovranno rendere conto della loro stupidità”. E sulla possibilità di chiusura delle pagine social che hanno rilanciato le proteste, il vicepremier ricorda di essere a favore della libertà di pensiero, ma “se chiami al saccheggio, alla devastazione, ne rispondi tu, ne risponde la tua pagina, però dovrebbero risponderne anche le piattaforme social”.

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Milano, 500 parà schierati in centro: i blindati Lince presidiano piazza Duomo in vista delle proteste

Piazza Duomo, Milano. I parà con i mezzi militari lince osservano il via via di turisti e passanti. Il centro del capoluogo lombardo è già presidiato da carabinieri e polizia, presenti con diverse camionette, che hanno iniziato a chiedere i documenti. Ma ci sono anche i militari arrivati in città, sparsi per la piazza, la Galleria e per corso Vittorio Emanuele II. Davanti a Palazzo Reale sono parcheggiati i cinque Lince, i mezzi blindati dell’esercito.

Sono 500 i militari dell’Esercito schierati dal ministero della Difesa dopo gli scontri dello scorso weekend e in attesa delle proteste odierne. Il potenziamento è affidato al personale della Brigata paracadutisti “Folgore“, cui spetta il comando dell’unità che si affianca al Raggruppamento Lombardia, già operativo nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure“.

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Milano, nelle vie del lusso le boutique si barricano in vista delle proteste

Assi di legno verniciate di nero. Le montano le boutique di via Montenapoleone a Milano in vista delle proteste di questo pomeriggio. Il sindaco Beppe Sala ha chiesto ai negozianti di non chiudere, ma alle 15 anche la Rinascente abbasserà le serrande. Oltre 1.400 tra agenti e militari presidiano la città. Il Movimento 17 ottobre ha annullato le piazze annunciate e alle 14.30 indicherà tre punti di ritrovo per ogni città.

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