
Cinquanta vini premiati con i Tre Bicchieri costano meno di quindici euro in enoteca, cinque si comprano addirittura con meno di dieci. Nella quarantesima edizione di Vini d’Italia del Gambero Rosso, questi numeri meritano attenzione quanto i riconoscimenti alle grandi cantine: riportano la discussione sulla qualità al momento in cui una bottiglia viene scelta, pagata e portata a tavola. Come ha sottolineato sul palco José Rallo di Donnafugata, premiata con altre cantine come icona del vino italiano, il tema dell’ampliamento del target rimane centrale: «Oggi dobbiamo cercare nuovi consumatori e aprire nuovi mercati». Come rimane centrale il ruolo della comunicazione: «Senza il sostegno del Gambero Rosso non saremmo stati così ben rappresentati nel mondo» sottolinea Camilla Lunelli, produttrice trentina di Ferrari anch’essa premiata come icona del vino.
La guida 2027 recensisce 2.614 produttori e oltre 23.000 vini, contro i cinquecento e i millecinquecento della prima edizione, datata 1988. Il confronto misura l’ampliamento del lavoro editoriale e della porzione di Italia vinicola raccontata. A curare il volume sono con grande competenza e preparazione Giuseppe Carrus e Marco Sabellico, con William Pregentelli vice curatore; la selezione passa attraverso degustazioni alla cieca e successive fasi di confronto tra commissioni.
Il premio Tre Bicchieri va alle bottiglie che nell’anno si sono distinte, ma la Guida prevede tanti altri riconoscimenti. Il premio Cantina dell’anno va a Tommasi Family Estates. Il Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic S. Martino Rosso Riserva 2022 di Masciarelli è il Rosso dell’anno; l’Etna Bianco Arrigo 2023 di Alta Mora il Bianco; il Franciacorta Non Dosato 33 Riserva 2018 di Ferghettina conquista il riconoscimento per le bollicine. Al Lambrusco di Sorbara Leclisse 2025 di Paltrinieri va quello per il rosato, mentre il Collio Picolit 2020 di Pighin è il Vino da meditazione dell’anno. Il Chianti Classico Sacello 2023 di Arillo in Terrabianca ottiene il premio Miglior acquisto.
I Tre Bicchieri sono complessivamente 540: Toscana e Piemonte ne raccolgono rispettivamente cento e ottantadue, seguite dal Veneto con quarantanove. Questa geografia dei premi si accompagna, nel racconto dei curatori, a un lavoro sempre più preciso sulle differenze territoriali: aree, versanti e singole vigne per il Sangiovese toscano; accanto ai nebbioli piemontesi, l’Alta Langa e i bianchi, dal Timorasso al Gavi. La freschezza della Barbera e la fragranza dei rossi della costa toscana entrano nella lettura di un gusto che cerca anche scorrevolezza.
Una seconda indicazione arriva dai 194 Tre Bicchieri Verdi, attribuiti a vini di aziende che seguono i canoni della viticoltura biologica o biodinamica certificata, un’informazione utile sul metodo produttivo, da affiancare al giudizio dell’assaggio. Il premio specifico per la Vitivinicoltura Sostenibile va invece a Benvenuto, a Francavilla Angitola, in Calabria.
Tra i tredici Premi Speciali c’è anche il Progetto solidale, assegnato a Cascina Clarabella, cooperativa sociale della Franciacorta che lavora all’inserimento professionale di persone con disturbi psichiatrici. Questo riconoscimento invita a considerare il valore etico di una cantina, anche attraverso il lavoro che genera e le persone che riesce a coinvolgere.
Cantina Kurtatsch è la cooperativa dell’anno; Saraja, nata in Gallura, la cantina emergente. Francesca e Davide Bonzano di Castello di Uviglie sono i Giovani produttori dell’anno, mentre Davide e Riccardo Sobrino di Cascina delle Rose, a Barbaresco, ricevono il premio Vignaioli dell’anno. Storie diverse per dimensioni e organizzazione, che restituiscono una filiera nella quale convivono impresa familiare, cooperazione e nuove iniziative.
L’anniversario assegna ad Antinori il titolo di Cantina dei quarant’anni e a Josko Gravner quello di Vignaiolo dei quarant’anni. Il volume recupera i Tre Bicchieri della prima edizione e seleziona cinquanta Vini Rari, legati anche a vigne storiche, recuperi varietali e produzioni limitate, premiandoli per il coraggio di queste piccole realtà che cercano di fare la differenza pur con piccolissimi numeri e produzioni di nicchia: uno dei vini rari 2027 è quello prodotto da Andrea Moser, enologo e consulente di Gastronomika. A questa memoria si affianca il lancio di Gambero AI, presentato come uno strumento per interrogare il patrimonio degli assaggi. La sfida, per una guida arrivata a quarant’anni, passa anche da qui: rendere consultabile in maniera pratica ed efficiente tanta esperienza quando il lettore deve scegliere una bottiglia.
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