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IMF Urges Argentina to ‘Stay The Course’ Amid Growth Concerns

IMF spokeswoman Julie Kozack discusses Argentina's economic programme, growth outlook and $900 million IMF disbursement.

The Fund outlined four priorities for turning economic stabilisation into stronger growth and job creation as it backed a new $900 million disbursement.


The International Monetary Fund (IMF) on Thursday urged Argentina to maintain its economic programme, warning that sustained policy implementation and stronger international reserves remain essential to reducing country risk as concerns grow over a possible technical recession.

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IMF spokeswoman Julie Kozack said the government should continue implementing its current policies while ensuring that the benefits of economic stabilisation translate into stronger growth and employment.

“Our best advice for Argentina to continue reducing its country risk is to continue with its strong policy implementation, that is, to keep implementing the programme as it has been doing,” Kozack told a news conference in Washington.

She stressed that accumulating net international reserves and strengthening the country’s external position were fundamental to reducing financial risks. The Fund’s broader message, she added, was to maintain the current policy direction while extending the benefits of stabilisation across the economy.

🇦🇷💸 | Ante las declaraciones directas del presidente de la nación Argentina, Javier Milei, la escalada de la crisis económica golpea con dureza a la sociedad, donde la mayoría de la población lucha diariamente contra el endeudamiento y la precariedad laboral. La realidad es que… pic.twitter.com/J4RLdc4uvQ

— teleSUR TV (@teleSURtv) October 22, 2026

Text Reads: | In light of the direct statements from Javier Milei, president of the Argentine nation, the escalation of the economic crisis is hitting society hard, where the majority of the population struggles daily against debt and job precariousness. The reality is that surveys reveal that nearly 6 out of 10 Argentine citizens have had to go into debt to survive amid the drastic drop in purchasing power. At the same time, the lack of employment and the loss of social rights worsen a landscape that deeply affects the quality of life of families, especially the youth. Popular discontent is growing in the face of official responses that seem to ignore the urgency of the crisis, forcing us to understand “The Other Side of the Coin”.

Addressing questions about the possibility of Argentina recording two consecutive quarters of economic contraction, Kozack outlined four priorities agreed upon with the government to support growth and job creation.

These include deepening capital and mortgage markets to expand access to financing, introducing greater flexibility in the labour market to encourage private-sector employment, advancing infrastructure projects awarded through concession agreements, and facilitating strategic investment through the Incentive Regime for Large Investments (RIGI).

Projects approved under the investment incentive scheme already exceed $76 billion, according to the IMF.

The Fund’s latest assessment comes as its staff and Argentine authorities reached an agreement on Tuesday on the third review of the country’s Extended Fund Facility programme, potentially unlocking a disbursement of approximately $900 million.

Kozack said the IMF Executive Board could consider the review in early December.

The Fund said the programme had continued to deliver results despite a more challenging international environment. Net international reserves exceeded the June target by approximately $4 billion, while the Central Bank purchased nearly $16 billion in foreign currency during the year.

The Treasury also raised more than $5 billion in domestic markets. With support from official creditors, the government secured $3.2 billion in guaranteed financing from international banks and was working to obtain an additional $1 billion before the end of the year.

The agreement maintains Argentina’s target of a primary fiscal surplus equivalent to 1.4% of gross domestic product (GDP) in 2026, with a similar fiscal effort planned for 2027. It also preserves the existing exchange rate band system.

However, the economic outlook remains weaker than previously expected. In October, the IMF lowered its 2026 growth forecast for Argentina from 3.5% to 2.1%, underscoring the challenge of turning stabilisation gains into sustained economic expansion.

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Proteste in Francia, i sindacati: “800mila persone in piazza contro il caro vita”. Tensioni a Parigi, Marsiglia e Lione

Quasi 800mila persone hanno partecipato oggi alle manifestazioni organizzate in tutta la Francia contro il caro-vita. Lo ha reso noto il sindacato Cgt, secondo cui nella sola capitale sono scese in piazza 250mila manifestanti. Una cifra superiore a quella comunicata dalla prefettura di polizia di Parigi, che ha stimato la partecipazione al corteo nella capitale in 110mila manifestanti. Secondo il ministero dell’Interno, sono stati complessivamente 410mila i manifestanti in tutto il Paese. Oggi erano oltre 70mila gli agenti schierati in tutto il Paese, 700 le forme di protesta annunciate. E non solo: oltre 30mila persone hanno manifestato a Orlèans, dove si teneva il congresso del Rassemblement National. Finora 135 persone sono state fermate.

A Parigi, dopo un corteo pacifico, si sono registrati scontri tra forze dell’ordine e manifestanti quando gran parte del corteo è arrivato a destinazione, alla Porte de Vincennes. Gas lacrimogeni e un idrante in azione per tentare di disperdere la folla, mentre i manifestanti, la maggior parte con il volto coperto da una maschera, gridano slogan ostili alla polizia. Fino all’arrivo del corteo, tutto si era svolto nella calma. Tensioni si sono registrate anche a Lione, dove 10.000 persone si sono riunite per manifestare nonostante il divieto della polizia in un ampio perimetro della città. Tafferugli anche a Marsiglia e Rennes, dove a fine manifestazione la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni. A Nantes gli agenti sono ricorsi agli idranti per disperdere raduni non autorizzati.

Schierati 70mila agenti. I gilet gialli annunciano 700 forme di protesta in tutto il Paese

I gilet gialli hanno organizzato 700 forme di protesta oggi in Francia. Secondo una mappa pubblicata sul loro sito Internet, hanno previsto azioni in 86 rotatorie, 21 aree di servizio, due depositi di carburante, 33 stazioni ferroviarie, tre porti, 17 ponti e 17 caselli autostradali. I principali musei di Parigi sono rimasti chiusi e le autorità hanno schierato un ingente contingente di polizia in vista di una nuova ondata di proteste previste per oggi in tutta la Francia, nella speranza di evitare il ripetersi dei violenti disordini della scorsa settimana, che hanno sconvolto il Paese. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che saranno dispiegati in tutto il Paese fino a 70mila agenti, affiancati da elicotteri, veicoli blindati e cannoni ad acqua. Si prevede nuovamente una partecipazione massiccia, dopo che la scorsa settimana oltre mezzo milione di persone sono scese in piazza.

Le proteste al congresso del partito di Marine Le Pen

Intanto si sono radunanti 11mila manifestanti (29mila per gli organizzatori) ad Orléans, nel centro della Francia, contro il congresso del Rassemblement National che si svolge in città oggi e domani, stando ai dati della Prefettura. Presenti anche Olivier Faure (Ps), Bally Bagayoko (Lfi) e Sophie Binet (Cgt). La prefettura precisa che la stima “può ancora cambiare”, dal momento che molte persone sono ancora in viaggio.

Il sindaco Serge Grouard ha annunciato stamattina l’instaurazione di un coprifuoco in tutto il comune le prossime due notti per i minorenni. “Questo provvedimento preventivo – ha dichiarato il sindaco – deriva dalla volontà di prevenire qualsiasi violazione dell’ordine pubblico, limitare i rischi di disordini e garantire la sicurezza delle persone in un contesto di raduni annunciati”.

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Francia, uomo apre il fuoco da un’auto vicino Parigi: un morto e cinque feriti. Macron: “Attentato terroristico razzista”

Una persona è stata uccisa e altre cinque sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta venerdì mattina a Trappes, comune nel dipartimento degli Yvelines, a una quarantina di chilometri da Parigi. I colpi sono stati esplosi con un’arma automatica dall’abitacolo di una Renault Clio: le forze dell’ordine hanno arrestato un sospettato, trovato in possesso di una mitragliatrice, lacrimogeni ma anche cocaina. Il suo appartamento, a quanto riferito, era stato trasformato in una “trappola con bombole di gas“. La persona rimasta uccisa è africana, mentre uno dei feriti è originario del Maghreb.

La Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un’inchiesta per omicidio a sfondo terroristico con l’aggravante razziale: per il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, si tratta di “attentato con connotazioni razziste, probabilmente islamofobe”. Il killer “ha palesemente sparato a caso e voleva fare una strage”, dice. Di “attentato terroristico razzista” ha parlato anche il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che si è recato sul posto insieme al ministro degli Interni Laurent Nunez: Macron, afferma un comunicato dell’Eliseo, ha voluto, “la propria solidarietà a tutte le persone mobilitate”.

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