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IMF Urges Argentina to ‘Stay The Course’ Amid Growth Concerns

30 October 2026 at 04:54
IMF spokeswoman Julie Kozack discusses Argentina's economic programme, growth outlook and $900 million IMF disbursement.

The Fund outlined four priorities for turning economic stabilisation into stronger growth and job creation as it backed a new $900 million disbursement.


The International Monetary Fund (IMF) on Thursday urged Argentina to maintain its economic programme, warning that sustained policy implementation and stronger international reserves remain essential to reducing country risk as concerns grow over a possible technical recession.

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IMF spokeswoman Julie Kozack said the government should continue implementing its current policies while ensuring that the benefits of economic stabilisation translate into stronger growth and employment.

“Our best advice for Argentina to continue reducing its country risk is to continue with its strong policy implementation, that is, to keep implementing the programme as it has been doing,” Kozack told a news conference in Washington.

She stressed that accumulating net international reserves and strengthening the country’s external position were fundamental to reducing financial risks. The Fund’s broader message, she added, was to maintain the current policy direction while extending the benefits of stabilisation across the economy.

🇦🇷💸 | Ante las declaraciones directas del presidente de la nación Argentina, Javier Milei, la escalada de la crisis económica golpea con dureza a la sociedad, donde la mayoría de la población lucha diariamente contra el endeudamiento y la precariedad laboral. La realidad es que… pic.twitter.com/J4RLdc4uvQ

— teleSUR TV (@teleSURtv) October 22, 2026

Text Reads: | In light of the direct statements from Javier Milei, president of the Argentine nation, the escalation of the economic crisis is hitting society hard, where the majority of the population struggles daily against debt and job precariousness. The reality is that surveys reveal that nearly 6 out of 10 Argentine citizens have had to go into debt to survive amid the drastic drop in purchasing power. At the same time, the lack of employment and the loss of social rights worsen a landscape that deeply affects the quality of life of families, especially the youth. Popular discontent is growing in the face of official responses that seem to ignore the urgency of the crisis, forcing us to understand “The Other Side of the Coin”.

Addressing questions about the possibility of Argentina recording two consecutive quarters of economic contraction, Kozack outlined four priorities agreed upon with the government to support growth and job creation.

These include deepening capital and mortgage markets to expand access to financing, introducing greater flexibility in the labour market to encourage private-sector employment, advancing infrastructure projects awarded through concession agreements, and facilitating strategic investment through the Incentive Regime for Large Investments (RIGI).

Projects approved under the investment incentive scheme already exceed $76 billion, according to the IMF.

The Fund’s latest assessment comes as its staff and Argentine authorities reached an agreement on Tuesday on the third review of the country’s Extended Fund Facility programme, potentially unlocking a disbursement of approximately $900 million.

Kozack said the IMF Executive Board could consider the review in early December.

The Fund said the programme had continued to deliver results despite a more challenging international environment. Net international reserves exceeded the June target by approximately $4 billion, while the Central Bank purchased nearly $16 billion in foreign currency during the year.

The Treasury also raised more than $5 billion in domestic markets. With support from official creditors, the government secured $3.2 billion in guaranteed financing from international banks and was working to obtain an additional $1 billion before the end of the year.

The agreement maintains Argentina’s target of a primary fiscal surplus equivalent to 1.4% of gross domestic product (GDP) in 2026, with a similar fiscal effort planned for 2027. It also preserves the existing exchange rate band system.

However, the economic outlook remains weaker than previously expected. In October, the IMF lowered its 2026 growth forecast for Argentina from 3.5% to 2.1%, underscoring the challenge of turning stabilisation gains into sustained economic expansion.

Proteste in Francia, i sindacati: “800mila persone in piazza contro il caro vita”. Tensioni a Parigi, Marsiglia e Lione

24 October 2026 at 13:15

Quasi 800mila persone hanno partecipato oggi alle manifestazioni organizzate in tutta la Francia contro il caro-vita. Lo ha reso noto il sindacato Cgt, secondo cui nella sola capitale sono scese in piazza 250mila manifestanti. Una cifra superiore a quella comunicata dalla prefettura di polizia di Parigi, che ha stimato la partecipazione al corteo nella capitale in 110mila manifestanti. Secondo il ministero dell’Interno, sono stati complessivamente 410mila i manifestanti in tutto il Paese. Oggi erano oltre 70mila gli agenti schierati in tutto il Paese, 700 le forme di protesta annunciate. E non solo: oltre 30mila persone hanno manifestato a Orlèans, dove si teneva il congresso del Rassemblement National. Finora 135 persone sono state fermate.

A Parigi, dopo un corteo pacifico, si sono registrati scontri tra forze dell’ordine e manifestanti quando gran parte del corteo è arrivato a destinazione, alla Porte de Vincennes. Gas lacrimogeni e un idrante in azione per tentare di disperdere la folla, mentre i manifestanti, la maggior parte con il volto coperto da una maschera, gridano slogan ostili alla polizia. Fino all’arrivo del corteo, tutto si era svolto nella calma. Tensioni si sono registrate anche a Lione, dove 10.000 persone si sono riunite per manifestare nonostante il divieto della polizia in un ampio perimetro della città. Tafferugli anche a Marsiglia e Rennes, dove a fine manifestazione la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni. A Nantes gli agenti sono ricorsi agli idranti per disperdere raduni non autorizzati.

Schierati 70mila agenti. I gilet gialli annunciano 700 forme di protesta in tutto il Paese

I gilet gialli hanno organizzato 700 forme di protesta oggi in Francia. Secondo una mappa pubblicata sul loro sito Internet, hanno previsto azioni in 86 rotatorie, 21 aree di servizio, due depositi di carburante, 33 stazioni ferroviarie, tre porti, 17 ponti e 17 caselli autostradali. I principali musei di Parigi sono rimasti chiusi e le autorità hanno schierato un ingente contingente di polizia in vista di una nuova ondata di proteste previste per oggi in tutta la Francia, nella speranza di evitare il ripetersi dei violenti disordini della scorsa settimana, che hanno sconvolto il Paese. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che saranno dispiegati in tutto il Paese fino a 70mila agenti, affiancati da elicotteri, veicoli blindati e cannoni ad acqua. Si prevede nuovamente una partecipazione massiccia, dopo che la scorsa settimana oltre mezzo milione di persone sono scese in piazza.

Le proteste al congresso del partito di Marine Le Pen

Intanto si sono radunanti 11mila manifestanti (29mila per gli organizzatori) ad Orléans, nel centro della Francia, contro il congresso del Rassemblement National che si svolge in città oggi e domani, stando ai dati della Prefettura. Presenti anche Olivier Faure (Ps), Bally Bagayoko (Lfi) e Sophie Binet (Cgt). La prefettura precisa che la stima “può ancora cambiare”, dal momento che molte persone sono ancora in viaggio.

Il sindaco Serge Grouard ha annunciato stamattina l’instaurazione di un coprifuoco in tutto il comune le prossime due notti per i minorenni. “Questo provvedimento preventivo – ha dichiarato il sindaco – deriva dalla volontà di prevenire qualsiasi violazione dell’ordine pubblico, limitare i rischi di disordini e garantire la sicurezza delle persone in un contesto di raduni annunciati”.

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Stellantis e Bolt portano la guida autonoma nella Grande Parigi dal 2028

24 October 2026 at 05:26

Métropole du Grand Paris, Bolt e Stellantis lanciano un progetto pilota di mobilità autonoma: avvio nel 2028, poi fino a 30 comuni entro il 2030.

Métropole du Grand Paris, Bolt e Stellantis hanno annunciato l’intenzione di avviare, in via sperimentale, servizi di guida autonoma nella Grande Parigi. Il progetto, presentato nell’ambito dell’iniziativa ADACities della Commissione europea, si chiama Greater Paris Autonomous Driving Living Lab e prevede l’avvio nel 2028, con l’ambizione di estendersi a circa 30 comuni entro il 2030.

Il progetto pilota e le sue tappe

La sperimentazione partirà da un massimo di cinque comuni dell’area nord-occidentale della metropoli. In questa prima fase saranno valutati le prestazioni operative, la sicurezza, l’integrazione con le reti di trasporto pubblico e l’impatto economico, sociale e ambientale dei servizi, in condizioni reali e non solo in ambienti di test. In una seconda fase il progetto valuterà le condizioni per un’implementazione più ampia nell’area metropolitana, con l’obiettivo dichiarato di evolvere verso servizi commerciali entro il 2030. Tale passaggio resta però subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, e tutti i servizi dovranno rispettare i requisiti applicabili in materia di sicurezza, regolamentazione e protezione dei dati.

Il ruolo di ciascun partner

Métropole du Grand Paris coordinerà il progetto con le autorità locali e gli stakeholder, definirà il quadro della sperimentazione e individuerà i casi d’uso più rilevanti. Bolt, attraverso la divisione Bolt Autonomous Driving Solutions, guiderà l’integrazione del servizio e la pianificazione dell’implementazione, combinando tecnologia di guida autonoma, veicoli e la propria piattaforma di mobilità Stellantis fornirà veicoli basati sulle proprie L4-Ready Platforms™, mettendo a disposizione competenze di progettazione, ingegneria, produzione e integrazione. Pony.ai è stata indicata come potenziale fornitrice della tecnologia di guida autonoma, mentre la piattaforma NVIDIA Hyperion e il sistema di sicurezza Halos sosterranno la soluzione proposta. La collaborazione tra un ente pubblico, una piattaforma di mobilità e un costruttore riflette un modello di partnership sempre più diffuso nel settore: ciascuno apporta la propria competenza, mentre la regia resta in mani pubbliche. Per Stellantis il progetto è anche un banco di prova per la piattaforma L4-Ready, pensata per veicoli con guida di livello 4.

Perché proprio la Grande Parigi

L’area conta 7,2 milioni di abitanti e dispone di una delle reti di trasporto più grandi e complesse d’Europa. Nonostante investimenti importanti come il Grand Paris Express, che sta ampliando i collegamenti con il trasporto pubblico, restano esigenze non ancora soddisfatte: l’accesso alle aree occupazionali, i collegamenti del primo e dell’ultimo miglio e i servizi al di fuori delle ore di punta. È proprio su questi aspetti che la sperimentazione intende verificare se i veicoli autonomi possano integrare il trasporto esistente, anziché sostituirlo. I casi d’uso da esplorare includono i trasferimenti verso stazioni e poli di lavoro, i collegamenti nelle fasce orarie meno servite e il supporto alla gestione dei flussi legati ai grandi eventi. Ogni scenario dovrà dimostrare di aggiungere valore alla rete esistente, senza sovrapporsi inutilmente ai servizi già disponibili, e per questo i percorsi saranno definiti insieme alle amministrazioni comunali.

Una valutazione indipendente per le decisioni pubbliche

Sotto la supervisione di Métropole du Grand Paris sarà messo a punto un quadro di valutazione che considera sicurezza operativa, qualità del servizio e accettazione da parte degli utenti, impatto sulla mobilità e integrazione con il trasporto pubblico, effetti sociali e ambientali, oltre alle condizioni economiche e operative per una futura implementazione. La fase iniziale sarà sottoposta a una valutazione indipendente, i cui esiti guideranno eventuali estensioni successive. I dati operativi aggregati raccolti durante il pilota contribuiranno all’analisi, sempre nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati personali. Restano aperte questioni importanti come l’accettazione sociale, le responsabilità in caso di incidente e l’interazione con pedoni e ciclisti, temi che la valutazione dovrà affrontare con dati concreti.

Le voci dei protagonisti

Patrick Ollier, presidente di Métropole du Grand Paris, ha ricordato che l’ente ha realizzato oltre 70 sperimentazioni in dieci anni per rispondere alle esigenze locali, e ha sottolineato che il progresso tecnologico ha senso solo se produce benefici concreti per i cittadini. Il progetto si inserisce nella strategia metropolitana per l’intelligenza artificiale. Markus Villig, fondatore e CEO di Bolt, ha insistito sul fatto che i veicoli autonomi avranno un impatto reale solo se risponderanno a esigenze di trasporto concrete, come collegare le persone al trasporto pubblico o servire tragitti oggi difficili da percorrere. Ned Curic, Chief Engineering & Technology Officer di Stellantis, ha invece legato la mobilità senza conducente a una maggiore libertà di scelta per i clienti e a soluzioni sicure e accessibili.

Un modello per le città europee

Il progetto è inserito nell’iniziativa Autonomous Drive Ambition Cities della Commissione europea, che mira a favorire una diffusione più ampia della guida autonoma nelle città del continente. L’obiettivo è costruire un quadro di riferimento concreto sulle condizioni operative, sociali e normative necessarie, utile tanto alle autorità pubbliche quanto allo sviluppo futuro delle soluzioni di mobilità autonoma in Europa. Se il pilota dimostrerà sostenibilità tecnica ed economica, la Grande Parigi potrebbe diventare un banco di prova replicabile per altre metropoli. Per l’industria dell’auto si tratta di un passaggio concreto dalla fase dei prototipi a quella dei servizi reali, con tempi che restano legati alle autorizzazioni e alla maturità della tecnologia.

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Francia, uomo apre il fuoco da un’auto vicino Parigi: un morto e cinque feriti. Macron: “Attentato terroristico razzista”

23 October 2026 at 19:05

Una persona è stata uccisa e altre cinque sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta venerdì mattina a Trappes, comune nel dipartimento degli Yvelines, a una quarantina di chilometri da Parigi. I colpi sono stati esplosi con un’arma automatica dall’abitacolo di una Renault Clio: le forze dell’ordine hanno arrestato un sospettato, trovato in possesso di una mitragliatrice, lacrimogeni ma anche cocaina. Il suo appartamento, a quanto riferito, era stato trasformato in una “trappola con bombole di gas“. La persona rimasta uccisa è africana, mentre uno dei feriti è originario del Maghreb.

La Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un’inchiesta per omicidio a sfondo terroristico con l’aggravante razziale: per il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, si tratta di “attentato con connotazioni razziste, probabilmente islamofobe”. Il killer “ha palesemente sparato a caso e voleva fare una strage”, dice. Di “attentato terroristico razzista” ha parlato anche il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che si è recato sul posto insieme al ministro degli Interni Laurent Nunez: Macron, afferma un comunicato dell’Eliseo, ha voluto, “la propria solidarietà a tutte le persone mobilitate”.

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