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Robot umanonidi e start up. Boom di presenze al Gazometro per il Maker Faire Rome: l’innovazione incontra la creatività

L’auto da corsa priva di volante che può correre senza pilota, perché dotata di telecamere ed attuatori autonomi per riconoscere il percorso. Il robot-chef capace di preparare gli spaghetti cacio e pepe o il risotto radicchio e speck seguendo la ricetta di un vero cuoco istruttore. E, poi, il casco neurale che capta segnali del corpo trasformandoli in comandi e la mano bionica stampata in 3D capace di replicare movimenti umani in tempo reale tramite webcam. Il futuro è già presente alla quattordicesima Maker Faire Rome – The European Edition, la tre giorni dedicata a innovazione e creatività allestita negli spazi del Gazometro Ostiense.

Oltre 400 gli stand espositivi con makers, realtà produttive fatte di multinazionali, imprese strutturate e startup ambiziose. Ma anche 26 Scuole secondarie e 27 Università e Centri di ricerca che hanno presentato i loro progetti, dalla manifattura digitale, all’Internet of Things, dalla robotica, all’intelligenza artificiale, dall’economia circolare all’agritech, passando per il design e l’aerospazio, fino alle ultime frontiere creative. Promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma – attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera ed è curata nei contenuti da Alessandro Ranellucci, affiancato da un qualificato team di responsabili di area – la manifestazione è stata realizzata in collaborazione e con il sostegno di Regione Lazio e Lazio Innova con la partnership del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Inail, InfoCamere, Dintec – Unioncamere, Pid, Tecnopolo Roma, Unindustria e CNA Roma. 

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Il Sindaco Roberto Gualtieri ammira Gajarda AWD Hybrid Driverless, una vera auto da corsa senza volante

Innovazione, Creatività e Scoperta

Storie di innovazione e testimonianze si alternano nel racconto no stop dell’area main stage allestita con sedie e tavoli in plastica riciclata disegnati e realizzati da Mediterranea, start up innovativa che produce elementi di interior design e compatibili con stampanti 3D. “Maker Faire Rome – ha spiegato Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma– è ormai un esempio consolidato di come la creatività e la forza delle idee possano generare modelli innovativi grazie alla contaminazione e divulgazione di conoscenze e capacità. Siamo un ecosistema aperto e inclusivo che coinvolge imprese, scuole, atenei e appassionati in percorsi di co-progettazione, apprendimento, formazione e matchmaking. La Camera di Commercio di Roma agevola costantemente questo processo avvalendosi del prezioso impegno di tutti i partner che, da anni, hanno condiviso con noi questo tipo di lavoro”.

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Un robot al Maker Faire Rome risponde alle domande del pubblico

Educational e gaming

Migliaia di giovani provenienti da tutta Italia hanno invaso i percorso della kermesse, segno che la tecnologia occupi il primo posto negli interesse dei ragazzi. L’ampia area Educational e Gaming ha raccolto numerose proposte di attività didattiche, lezioni e laboratori, coinvolgendo intere famiglie. Lunghe soste di fronte al piccolo campo di calcio con in robot umanoidi e per ricevere informazioni sui droni di ultima generazione. Non solo per i giovanissimi, la kermesse ha offerto un ricchissimo calendario di incontri/dibattiti con gli esperti negli spazi dell’ISA – Istituto Superiore Antincendi – in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’ISA.

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Un drone di grandi dimensioni campeggia nello spazio di Regione Lazio dedicato a innovazione, tecnologia e creatività

Gli inventori incontrano gli investitori

C’è la giovane biologa che assieme al fratello presenta la sua invenzione rivolta alla semplificazione della campagne scientifiche in mare che permette di catalogare rapidamente e con precisione anche a bordo di un natante alcune tipologie di pesci, senza subire l’oscillazione delle onde. Di utilità per le famiglie, l’idea di due inventori a sostegno dei genitori: il prototipo di uno speciale braccialetto – non collegato a Gps o Sim, che consente il controllo se il piccolo si allontana al segnale della presenza in auto o l’ingresso in area a rischio. Nel lungo elenco di prototipi, il software per trasformare il voto da fisico in digitale, l’assistente inserita in un cube di design che può assistere nella visita guidata in un museo, stanza dopo stanza. “La manifestazione rappresenta un punto d’incontro fondamentale per inventori, imprese, investitori, scuole e mondo accademico” – ha affermato Maurizio Pezzetta, Presidente di Innova Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma – “A Maker Faire Rome, infatti, le idee più innovative e brillanti spesso si trasformano in start up di successo e progetti aziendali concreti”.

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Tessuti ed accessori realizzati con stampati 3d, il digital al servizio della moda

La partecipazione di Eni

Main partner di “Maker Faire Rome – The European Edition”, Eni ha presentato un grande spazio interattivo ed immerso – “Pioneers to Makers” – dedicato al racconto di una storia segnata dalla ricerca continua di nuove soluzioni e dalla capacità di guardare all’energia del futuro. Installazioni, giochi, proiezioni ed esperienze di realtà virtuale accompagneranno i visitatori in questo percorso tra storia, tecnologia e innovazione. E, poi, l’Eni2050 Lab, uno spazio dedicato alle tecnologie di punta della Ricerca e Sviluppo Eni, dai biocarburanti alla cattura e allo stoccaggio della CO₂, fino alle nuove soluzioni per la produzione e l’accumulo di energia da fonti rinnovabili.

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Prototipi di robot di tutte le fogge esposti negli stand degli inventori al Gazometro

Lazio tra le regioni più all’avanguardia

Numerose le proposte anche nello spazio di Regione Lazio, partner dell’evento. “Il Lazio – ha confermato  Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione – è tra le 50 regioni più all’avanguardia in Europa per investimenti nell’innovazione e seconda in Italia per numero di startup innovative. L’innovazione è un pilastro della strategia regionale e rappresenta una leva fondamentale per la crescita e la competitività del nostro territorio. Per questo stiamo investendo nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie avanzate nei settori strategici del digitale, del biotech, dell’aerospazio e della transizione energetica, destinando, a partire da ottobre 2026, oltre 115 milioni di euro per bandi specifici anche con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra università, ricerca e sistema produttivo.

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Una riflessione sul rispetto dell’ambienta arriva da ByLudo che propone il riciclo di tasti e cavi di computer in disuso che si trasformano in accessori e bijou

Internazionalità e business-oriented

Attorno alla manifestazione – oltre al supporto del Ministero degli Affari Esteri – collaborano partner istituzionali quali l’Agenzia ICE che – attraverso la collaborazione della propria rete di Uffici all’Estero – ha contribuito alla selezione degli operatori – investitori, giornalisti, blogger – invitati da vari Paesi europei e d’oltreoceano al fine di contribuire a potenziare la manifestazione e a renderla sempre più internazionale e business-oriented. Anche Roma Capitale ha rinnovato il proprio sostegno a Maker Faire Rome portando idee, progetti e competenze per mostrare come l’innovazione possa partire dai bisogni concreti di cittadine, cittadini e imprese e tradursi in nuovi servizi, strumenti e opportunità. Inoltre, attraverso la Casa delle Tecnologie Emergenti sono stati presentati startup e progetti sviluppati nei percorsi di accelerazione, con demo e attività interattive pensate per avvicinare il pubblico alle nuove tecnologie e raccontare concretamente il percorso verso una città più sostenibile, connessa e inclusiva.

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Full immersion in una delle aule insonorizzate per il laboratorio di gruppo

Il futuro dell’artigianato nello spazio AvantCraft

Installazioni e performance, tra artigianato e tecnologia nello spazio AvantCraft, suggestiva esposizione curata da Stefano Micelli – professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Ca’ Foscari Venezia – dedicata a mobilità, all’ingegneria di precisione, ma anche all’arte della ceramica, del vetro e alla moda con oggetti di gioielleria e accessori di design e nuovi biomateriali. Automobili ad alte prestazioni, biciclette in titanio, sculture in ceramica stampata in 3D, gioielli in titanio incastonati a mano, tessuti ricamati su grande formato e biomateriali nati dagli scarti sono solo alcuni degli oggetti che raccontano, pezzo per pezzo, come il Made in Italy stia reinventando la propria identità produttiva. “Ogni oggetto in mostra” – così il curatore descrive il progetto – “è la prova che le mani di chi lavora la ceramica, il vetro o il metallo possono dialogare con la stampa 3D, la robotica e l’intelligenza artificiale senza perdere nulla della propria identità: anzi, trovando nuovi linguaggi per raccontarla. È questo il volto del Made in Italy che vogliamo portare a Roma, e da qui, un giorno, anche oltre i confini italiani”. 

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Robot umanonidi e start up. Boom di presenze al Gazometro per il Maker Faire Rome: l’innovazione incontra la creatività
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Robot umanonidi e start up. Boom di presenze al Gazometro per il Maker Faire Rome: l’innovazione incontra la creatività
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Aprire una società in Lituania, gli adempimenti fiscali dovuti dai residenti in Italia

Nel panorama dell’Unione Europea, i Paesi baltici si sono ritagliati da anni un ruolo di prim’ordine nell’attrazione di capitali esteri, grazie a burocrazie digitalizzate, ambienti favorevoli al business e regimi d’imposta competitivi. In questo contesto, l’ipotesi di fondare o gestire una società in Lituania rappresenta una scelta sempre più al centro delle valutazioni di startup, imprese innovative ed e-commerce. Tuttavia, per un founder o un professionista che sceglie di mantenere la propria residenza fiscale in Italia, i vantaggi normativi offerti dall’ordinamento lituano devono fare i conti con un quadro legislativo nazionale estremamente stringente.

Comprendere come funziona la tassazione d’impresa a Vilnius e quali siano i reali obblighi verso il Fisco italiano è il primo passo per evitare che un’operazione di pianificazione aziendale si trasformi in un contenzioso tributario di proporzioni onerose.

Aprire una società in Lituania: come funziona la tassazione

La forma societaria di gran lunga più utilizzata dagli operatori internazionali è la UAB (Uždaroji akcinė bendrovė), assimilabile alla nostra Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.). La costituzione appare snella ed economica: il capitale sociale minimo richiesto è fissato a 1.000 euro, di cui soltanto un quarto (250 euro) dev’essere versato al momento della registrazione iniziale, mentre il saldo può essere completato nell’arco dei dodici mesi successivi.

In termini di prelievo sui redditi d’impresa, il sistema lituano articola la tassazione su diversi scaglioni a seconda della dimensione aziendale e dell’anzianità di costituzione:

  • aliquota ordinaria. La tassazione standard sui profitti aziendali è impostata al 17%, un livello ampiamente inferiore rispetto alla media delle nazioni dell’Europa occidentale;
  • regime per le piccole imprese. Le realtà con un fatturato annuo non superiore alla soglia dei 300.000 euro beneficeranno di un’aliquota ridotta al 7%. Per accedere a questo canale agevolato, l’entità non deve però essere parte o filiale controllata di un gruppo societario più ampio;
  • esenzione per le startup. Le nuove micro-attività di piccola dimensione che rispettano i medesimi limiti dimensionali godono di un’aliquota azzerata allo 0% per i primi due esercizi d’imposta, prima di passare al regime agevolato ordinario;
  • Zone Economiche Franche (ZEF). Nei distretti industriali e logistici ad hoc (come Klaipėda o Kaunas), la legislazione prevede l’esenzione totale dalle imposte sui redditi per dieci anni, seguita da uno sconto del 50% per i successivi sei. Tali benefici richiedono però investimenti strutturati in conto capitale (pari ad almeno un milione di euro o 100.000 euro abbinati a requisiti occupazionali minimi di 20 dipendenti).

Sul fronte dell’Imposta sul Valore Aggiunto, l’aliquota ordinaria standard si attesta al 21%, con una soglia di registrazione Iva obbligatoria stabilita al superamento dei 45.000 euro di ricavi annui.

Il nodo dell’esterovestizione: dove risiede davvero il cervello aziendale?

L’errore più comune commesso da chi decide di costituire una società in Lituania consiste nel credere che la semplice iscrizione al registro delle imprese di Vilnius basti ad affrancare i profitti dal prelievo fiscale italiano.

Secondo l’articolo 73 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), un’entità giuridica estera viene presunta fiscalmente residente in Italia qualora si verifichi anche una sola delle seguenti condizioni per la maggior parte del periodo d’imposta:

  • la sede legale si trova in Italia;
  • la sede dell’amministrazione effettiva si trova in Italia;
  • l’oggetto principale dell’attività viene esercitato nel territorio dello Stato.

Se un imprenditore italiano apre una UAB senza creare una vera struttura operativa in territorio lituano – ossia senza uffici reali, dipendenti in loco o un organo amministrativo autonomo che prenda decisioni strategiche sul posto – l’Agenzia delle Entrate qualificherà l’operazione come esterovestizione. In caso di contestazione, il Fisco riqualificherà la società come residente in Italia, ricalcolando tutte le imposte dovute (Ires e Irap) secondo le aliquote nazionali, oltre ad applicare sanzioni amministrative e potenziale rilevanza penale per omessa dichiarazione.

Per far sì che l’architettura societaria regga ad un eventuale controllo, è indispensabile dimostrare la cosiddetta sostanza economica (substance): la UAB deve possedere locali reali, contratti operativi stipulati in loco e una governance indipendente sul suolo lituano.

Attenzione alla trappola della normativa CFC (Controlled Foreign Companies)

Anche laddove la società sia dotata di reale operatività locale, esiste un secondo ostacolo normativo spesso sottovalutato: la disciplina sulle società estere controllate (CFC), regolata dall’articolo 167 del Tuir.

La normativa antiriciclaggio ed elusione fiscale italiana prevede che, se un residente in Italia detiene il controllo di un’impresa estera e questa rispetta contemporaneamente due requisiti, scatti la tassazione per trasparenza:

  • livello di tassazione effettiva. L’imposta assolta all’estero risulta inferiore alla soglia del 15%;
  • prevalenza di redditi passivi. Oltre un terzo dei proventi complessivi deriva da categorie quali dividendi, royalties, plusvalenze finanziarie o prestazioni di servizi infragruppo a basso valore aggiunto.

Questo genera un paradosso fondamentale: le aliquote più basse offerte dal Fisco lituano (lo 0% per le startup nei primi due anni o il 7% per le piccole imprese), che rappresentano l’elemento di maggior attrazione commerciale, collocano la società al di sotto della soglia del 15% di tassazione effettiva. Di conseguenza, se la UAB produce proventi rientranti tra i redditi passivi, i profitti maturati a Vilnius verranno imputati direttamente al socio residente in Italia e tassati secondo le aliquote Irpef personali, a prescindere dal fatto che tali utili vengano poi effettivamente distribuiti o reinvestiti all’estero.

Tassazione dei dividendi e adempimenti per il socio in Italia

Quando la società in Lituania produce utili e decide di distribuirli al proprio socio persona fisica residente in Italia, la gestione del flusso finanziario segue quanto stabilito dalla Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni siglata tra i due Paesi (Legge n. 31/1999).

Il meccanismo di prelievo si articola su due livelli distinti.

Trattenuta alla fonte in Lituania

L’articolo 10 della Convenzione prevede che lo Stato d’origine possa applicare una ritenuta sui dividendi in uscita. Per i soci persone fisiche, la trattenuta massima consentita è pari al 15% dell’importo lordo. Qualora il socio fosse invece una società di capitali italiana detentrice di almeno il 10% delle quote, la ritenuta convenzionale si ridurrebbe al 5%.

Imposizione sostitutiva in Italia

In Italia, la persona fisica percipiente è soggetta al principio della tassazione su scala mondiale (worldwide taxation). I dividendi esteri sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 26%.

La modalità di calcolo varia in funzione dell’incasso:

  • se il dividendo viene incassato tramite una banca o un istituto di pagamento residente, il prelievo del 26% si applica sul cosiddetto netto frontiera (ossia la somma al netto del 15% già trattenuto dal Fisco lituano);
  • se i fondi vengono accreditati direttamente su un conto estero, il contribuente dovrà liquidare il 26% in sede di dichiarazione dei redditi calcolandolo sull’ammontare lordo originale, senza poter recuperare la ritenuta estera qualora non si applichino specifici crediti d’imposta.

Obbligo di monitoraggio fiscale (Quadro RW)

Il possesso di quote di partecipazione in una società estera impone al residente italiano la compilazione del Quadro RW nella propria dichiarazione dei redditi annuale. L’omessa o incompleta indicazione delle partecipazioni detenute all’estero comporta sanzioni pecuniarie proporzionali al valore della quota non dichiarata.

Compensi amministratore e costi del lavoro

Un ulteriore aspetto riguarda la retribuzione di chi ricopre la carica di amministratore all’interno della UAB.

Voce di costo/prelievo Gestione in Lituania Impatto per il residente italiano
Contributi datoriali (Sodra) 1,77% sulla retribuzione lorda (contratti a tempo indeterminato) Ridotto costo del lavoro per l’azienda lituana
Contributi dipendente/amministratore 19,5% trattenuto alla fonte (previdenza e sanità) Trattenuta diretta sulla busta paga lituana
Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche Aliquota progressiva locale tra il 20% e il 32% Tassazione Irpef in Italia con credito d’imposta ex art. 165 TUIR

Se l’amministratore residente in Italia percepisce un compenso dalla UAB, tali somme devono essere incluse nella dichiarazione dei redditi italiana sotto la voce dei redditi assimilati a lavoro dipendente. Per evitare la doppia imposizione integrale, il contribuente potrà scomputare dall’Irpef italiana le imposte già pagate a titolo definitivo in Lituania tramite il meccanismo del credito d’imposta.

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Manovra 2027, Urso annuncia incentivi e aiuti contro caro gasolio: cosa cambia per Zes Unica

La Legge di Bilancio 2027 punterà sugli incentivi alle imprese, sull’innovazione digitale e su nuovi interventi per contrastare il caro gasolio. A indicare le priorità del Governo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che in un’intervista al Mattino ha affrontato anche il futuro della Zes Unica e la possibilità di estendere alcune agevolazioni alle regioni del Centro-Nord. Tra le misure annunciate figurano la proroga di Transizione 5.0 oltre il 2028, nuovi incentivi per il cloud e interventi economici destinati agli autotrasportatori, agli agricoltori e ai pescatori.

Cosa ha detto il Ministro Urso sulla Manovra 2027

La prossima Manovra 2027 prende forma in un contesto caratterizzato dal caro energia, dall’inflazione e da risorse pubbliche limitate. Il Governo è impegnato a individuare le coperture economiche necessarie per finanziare gli interventi destinati al sistema produttivo. Interpellato sulle priorità della Legge di Bilancio, Urso ha dichiarato: “Questa è la settimana decisiva. Le risorse dipendono, ovviamente, dalle coperture disponibili e quindi dalle entrate. Per quanto ci riguarda, le priorità dovranno essere innovazione, investimenti e crescita dimensionale, insieme al sostegno ai giovani che intendano avviare nuove imprese e, più in generale, alle startup e alle imprese innovative”.

Uno dei principali interventi riguarda il futuro del programma Transizione 5.0, destinato a sostenere gli investimenti delle aziende in innovazione tecnologica ed efficientamento energetico. Il ministro ha annunciato l’intenzione di prolungare le agevolazioni e introdurre ulteriori strumenti per la digitalizzazione.

Zes Unica, le richieste del Centro Nord

Un altro tema affrontato dal ministro riguarda la Zes Unica, la Zona economica speciale che prevede semplificazioni amministrative e agevolazioni per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno. Lo strumento è stato introdotto per favorire nuovi insediamenti produttivi, sostenere l’occupazione e attrarre capitali nelle aree interessate. La possibilità di estendere il modello anche al Centro-Nord è entrata nel confronto politico ed economico, soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei tempi necessari a ottenere le autorizzazioni.

Urso ha però chiarito che l’eventuale ampliamento non comprenderà i medesimi benefici fiscali e finanziari riconosciuti agli investimenti nel Sud. “Stavolta è il Sud a essere portato a modello, grazie al grande successo della Zes unica, al punto che le Regioni del Nord chiedono di estendere anche ai loro territori questo modello. È questo il vero segno del cambiamento che il governo Meloni è riuscito ad imprimere. Non sarà possibile estendere al Nord gli stessi incentivi che vengono destinati agli investimenti nel Mezzogiorno, perché non lo consente il regime degli aiuti di Stato dell’Unione europea”.

Sciopero dei tir e caro gasolio, nuovi interventi in arrivo

Il terzo fronte riguarda l’aumento dei prezzi dei carburanti e le proteste degli autotrasportatori, che stanno provocando difficoltà nella distribuzione delle merci in diverse regioni italiane. La mobilitazione interessa soprattutto il Sud, dove i presidi dei camionisti hanno rallentato i collegamenti logistici e i rifornimenti di alcuni prodotti. Le imprese del settore denunciano l’aumento dei costi operativi legato al prezzo del gasolio, che secondo le rilevazioni più recenti ha raggiunto livelli vicini ai 2,30 euro al litro. Il Governo sta cercando ulteriori risorse per sostenere le categorie maggiormente esposte ai rincari. Urso ha confermato che l’esecutivo intende intervenire anche oltre le misure già adottate: “Stiamo reperendo le risorse per fare altri interventi per gli autotrasportatori, gli agricoltori e i pescatori, oltre quelli già in vigore. Al momento comunque in gran parte dei distributori italiani si applicano sconti, con la benzina sotto i 2 euro e il gasolio a circa 2,25 euro al litro. E stiamo lavorando perché questo sistema sia esteso e prorogato per il tempo necessario”.

Il ministro ha quindi indicato due possibili direzioni: nuovi aiuti economici per le categorie produttive e prolungamento del sistema di contenimento dei prezzi dei carburanti. Il price cap richiamato da Urso si basa sulle iniziative di riduzione dei prezzi adottate dalle compagnie petrolifere su impulso del Governo. Restano da definire le risorse aggiuntive da destinare agli autotrasportatori e le modalità attraverso le quali saranno erogati gli eventuali nuovi sostegni. La questione riguarda direttamente anche i consumatori perché l’aumento dei costi di trasporto può incidere sulla distribuzione delle merci e, in parte, sui prezzi finali dei prodotti venduti nei supermercati.

Ets, le modifiche chieste all’Europa

Nell’intervista il ministro Adolfo Urso ha affrontato anche il confronto con l’Unione europea sul costo dell’energia, tema collegato alla competitività delle imprese italiane. Il capo del dicastero ha rivendicato i risultati ottenuti sul gas durante i negoziati europei, sottolineando però la necessità di proseguire il confronto sul sistema di scambio delle quote di emissione. “Sul fronte del gas si è ottenuto più di quanto in molti pensassero, con significativi benefici attesi sulla bolletta. Un risultato riconosciuto anche da Confindustria, che ha espresso pubblicamente il proprio apprezzamento. Ma non basta, dobbiamo perseverare su altri fronti, a partire dalla revisione del sistema ETS. Noi non molliamo”.

Il sistema Ets stabilisce un costo per le emissioni di anidride carbonica prodotte da determinate attività economiche. La sua evoluzione è al centro del confronto europeo anche per le conseguenze che le nuove regole potrebbero avere sui costi energetici e sul trasporto delle merci. Sul piano industriale, Urso ha inoltre individuato nella Blue Economy, nella Space Economy, nelle tecnologie digitali e green, nella farmaceutica e nel turismo alcuni dei comparti sui quali puntare per sostenere la crescita economica del Mezzogiorno.

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